﻿<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>criminali Archivi - Calabria News</title>
	<atom:link href="https://www.calabrianews.it/tag/criminali/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.calabrianews.it/tag/criminali/</link>
	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 21 Jul 2026 10:36:47 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.2</generator>
	<item>
		<title>Il Pollino brucia, mons. Savino: Fino a quando dovremo assistere impotenti allo scempio della nostra terra?&#8217;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/il-pollino-brucia-mons-savino-fino-a-quando-dovremo-assistere-impotenti-allo-scempio-della-nostra-terra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 09:33:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[criminali]]></category>
		<category><![CDATA[fiamme]]></category>
		<category><![CDATA[Incendio]]></category>
		<category><![CDATA[Mons Savino]]></category>
		<category><![CDATA[Pollino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=389679</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il Pollino brucia, e con lui brucia un pezzo della nostra casa comune. Sono fiamme criminali&#8221;. Parole durissime quelle di monsignor Francesco Savino, vescovo della diocesi di Cassano e vice presidente della Cei, in relazione agli incendi sul monte Pollino. &#8220;Non è solo un bosco che va in cenere- aggiunge: è la memoria di una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/il-pollino-brucia-mons-savino-fino-a-quando-dovremo-assistere-impotenti-allo-scempio-della-nostra-terra/">Il Pollino brucia, mons. Savino: Fino a quando dovremo assistere impotenti allo scempio della nostra terra?&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Il Pollino brucia, e con lui brucia un pezzo della nostra casa comune. Sono fiamme criminali&#8221;</em>. Parole durissime quelle di monsignor Francesco Savino, vescovo della diocesi di Cassano e vice presidente della Cei, in relazione agli incendi sul monte Pollino. &#8220;<em>Non è solo un bosco che va in cenere- aggiunge: è la memoria di una terra, il respiro di intere comunità, il futuro dei nostri figli che si sta consumando sotto i nostri occhi, ancora una volta, nell&#8217;indifferenza di chi doveva prevenire e non lo ha fatto abbastanza&#8221;</em>.</p>
<p>&#8220;<em>Non possiamo più permetterci il rito stanco delle emergenze annunciate. Ogni estate &#8211; </em>prosegue<em> &#8211; lo stesso copione, ogni estate le stesse fiamme, ogni estate la stessa domanda senza risposta: fino a quando dovremo assistere, impotenti, allo scempio della nostra terra? Dietro un incendio c&#8217;è quasi sempre una mano, un interesse, una colpa precisa. Chi specula su questo territorio, chi lo abbandona al proprio destino, chi non lo protegge come il proprio dovere impone, ne risponda davanti a Dio e davanti agli uomini: non ci sono più alibi. La Calabria non è terra di conquista da saccheggiare e bruciare, è radice che nutre, non è un bene da consumare all&#8217;infinito&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Esprimo vicinanza e profonda gratitudine ai Vigili del fuoco, alla Protezione civile e a tutti coloro che in queste ore &#8211; </em>conclude monsignor Savino<em> &#8211; rischiano la vita per salvare quel che resta. E chiedo con forza a tutti, istituzioni e cittadini, di smettere di parlare di prevenzione a parole e di cominciare finalmente a praticarla nei fatti, prima che sia troppo tardi&#8221;.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/il-pollino-brucia-mons-savino-fino-a-quando-dovremo-assistere-impotenti-allo-scempio-della-nostra-terra/">Il Pollino brucia, mons. Savino: Fino a quando dovremo assistere impotenti allo scempio della nostra terra?&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Calabria e Gioia Tauro snodo centrale per i traffici criminali: ecco il rapporto di Libera</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/la-calabria-e-gioia-tauro-snodo-centrale-per-i-traffici-criminali-ecco-il-rapporto-di-libera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 09:14:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[criminali]]></category>
		<category><![CDATA[gioia tauro]]></category>
		<category><![CDATA[Libera]]></category>
		<category><![CDATA[porto]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto]]></category>
		<category><![CDATA[snodo]]></category>
		<category><![CDATA[traffici]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=375483</guid>

					<description><![CDATA[<p>I porti confermano la loro centralità nello scenario criminale italiano. Gli scali marittimi sono sempre di più snodi strategici in cui si intrecciano economia legale e illegale, interessi globali e dinamiche locali, opportunità di sviluppo e rischi di infiltrazione mafiose. Nel corso del 2025 sono stati registrati 131 casi di criminalità nei porti italiani, con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/la-calabria-e-gioia-tauro-snodo-centrale-per-i-traffici-criminali-ecco-il-rapporto-di-libera/">La Calabria e Gioia Tauro snodo centrale per i traffici criminali: ecco il rapporto di Libera</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I<strong> porti confermano la loro centralità nello scenario criminale italiano.</strong> Gli scali marittimi sono sempre di più snodi strategici in cui si intrecciano economia legale e illegale, interessi globali e dinamiche locali, opportunità di sviluppo e rischi di infiltrazione mafiose. Nel corso del <strong>2025 sono stati registrati 131 casi di criminalità</strong> nei porti italiani, con un incremento del <strong>14% </strong>rispetto al 2024. I <strong>porti coinvolti sono stati 38</strong> contro i 30 del 2024 con un incremento del 27%. Complessivamente <strong>nel quadriennio 2022-2025</strong> sono stati registrati <strong>496 eventi criminali nei porti italiani, uno ogni tre giorni</strong>. Tra il 1994 e il 2024, sono stati censiti <strong>113 clan attivi </strong>in attività illegali e legali, che operano su <strong>71 porti italiani</strong>, con una diffusione che coinvolge tutto il Paese, dal Nord al Sud. <strong>Libera</strong> ha presentato stamattina a Firenze la III Edizione del Rapporto <strong>“<em>Diario di Bordo. Storie, dati e meccanismi delle proiezioni criminali nei porti italiani e oltre</em></strong><em>.</em>” (<em>curato da Francesca Rispoli, Marco Antonelli e Peppe Ruggiero</em>) dove sono stati elaborati i dati provenienti dalla rassegna stampa Assoporti, dalle relazioni della Commissione Parlamentare Antimafia, della DIA, della DNAA, dell’Agenzia delle Dogane e della Guardia di Finanzia. I numeri che emergono da questo lavoro sono chiari non possono essere ignorati e confermano la gravita del fenomeno dove l’aumento delle attività investigative dimostra, da un lato, la continuità negli anni dell’azione criminale e, dall’altro, il lavoro rilevante svolto da forze dell’ordine, enti di controllo e magistratura. Il <strong>rapporto nazionale di Libera è stato dedicato al giornalista calabrese Michele Albanese</strong> recentemente scomparso, con un messaggio nella seconda di copertina dove si legge “<em>A </em><em>Michele Albanese</em><em>, compagno di viaggio e giornalista rigoroso, che ha scelto ogni giorno di stare dalla parte della verità, anche quando costava caro. La sua assenza pesa, ma il suo esempio resta.</em>”</p>
<p>“<em>Dentro questi numeri c’è una realtà precisa: i porti-<strong> commenta Francesca Rispoli, copresidente nazionale di Libera</strong>&#8211; sono oggi uno dei principali punti di accesso dei traffici illeciti, a partire dal narcotraffico, ma anche della contraffazione, del contrabbando, del riciclaggio. Non solo. Sono luoghi in cui si manifestano forme di corruzione, dove si giocano partite economiche e politiche rilevanti, dove si costruiscono relazioni e poteri. <strong>È per questo che, nel solco dell’impegno di Libera, questo lavoro non vuole criminalizzare, ma illuminare. </strong>Non vuole alimentare paure, ma costruire consapevolezza. Perché sappiamo che dove c’è opacità, dove mancano trasparenza e controllo, le mafie trovano spazio. <strong>Questo lavoro ci dice che la risposta non può essere solo repressiva.</strong> Serve una strategia più ampia: più trasparenza nei processi decisionali, più strumenti di prevenzione della corruzione, più cooperazione internazionale, più formazione e tutela per chi lavora nei porti. E serve soprattutto una cultura della legalità che coinvolga istituzioni, operatori economici e cittadini. Fare luce, oggi, significa assumersi una responsabilità collettiva. È questo il senso del Diario di bordo: trasformare dati e analisi in consapevolezza, e la consapevolezza in impegno. Perché i porti non siano più spazi opachi, ma luoghi vissuti secondo legalità, diritti e giustizia”</em></p>
<p><strong>Gli affari vanno in porto</strong>. In<strong> Calabria il porto di </strong><strong>Gioia Tauro</strong> consolida il proprio ruolo tra gli scali più esposti, con 13 eventi nel 2025 (<em>+62,5% rispetto lo scorso anno</em>). Gli altri due porti interessati sono <strong>Villa San Giovanni e Taureana di Palmi.</strong> A livello regionale l<strong>a Calabria con 15 casi di criminalità è la seconda regione dopo le Marche</strong>. Complessivamente nel quadriennio <strong>2022-2025 in </strong>n <strong>Calabria sono stati 34 casi</strong> di criminalità con <strong>Gioia Tauro leader regionale con 27 casi</strong>. Il porto di Gioia Tauro si conferma, uno dei principali snodi commerciali del Mediterraneo, come hub italiano per il traffico internazionale di cocaina. <strong>Negli ultimi dieci</strong><strong> anni sono stati sequestrati solo di cocaina più di 54 tonnellate. </strong>Le tecniche di occultamento risultano estremamente diversificate: bobine di carta, banane, sacchi di materiale combustibile, container interi, pannelli di ventilazione, container refrigerati contenenti polpo e gamberi surgelati, sacchi di pellet, autoveicoli usati, sacchi di sesamo e noccioline. Tale varietà evidenzia un alto grado di adattabilità delle organizzazioni criminali e la centralità del porto come snodo strutturale delle rotte transatlantiche della cocaina. L’attenzione delle <em><strong>‘ndrine</strong> </em>ai traffici commerciali marittimi e agli scali portuali nazionali continua ad essere pervasiva. Analizzando le relazioni della Direzione Nazionale Antimafia e della Direzione Investigativa Antimafia, pubblicate tra il <strong>1994 e il 2024,</strong> i<strong>n Calabria sono 56 clan censiti operanti in 10 porti calabresi e nei porti di Napoli, Salerno, Genova, Livorno, Trieste, La Spezia. È </strong><strong>opportuno sottolineare </strong>come gli interessi dei gruppi criminali, e in particolare di alcuni clan mafiosi, si sia manifestato anche nelle attività di business legale, talvolta anche in porti non primari da un punto di vista commerciale, ma che hanno comunque rappresentato una possibile occasione di sfruttamento economico e all&#8217;inserimento criminale. Alcuni esempi sono in questo senso paradigmatici. Se si guarda alla Calabria, <strong>il porto di Tropea </strong>è stato oggetto di interesse da parte del clan La Rosa in attività legate ai servizi connessi al trasporto marittimo e da parte del clan Mancuso per il trasporto marittimo di passeggeri; nel porto di <strong>Isola Capo Rizzuto</strong>, invece, si sono manifestate le infiltrazioni del clan Arena per quanto riguarda la preparazione del cantiere edile e sistemazione del terreno; a <strong>Corigliano Calabro</strong> il clan Straface si è interessato dei servizi di gestione di pubblici mercati.</p>
<p><em>“Se il 2025 è stato l’anno dei record per il porto di Gioia Tauro – conclude <strong>Giuseppe Borrello, Referente regionale di Libera in Calabria </strong>–  con 4,5 milioni di container movimentati e una crescita del 14%, è stato anche quello dove viene registrato un importante aumento dei casi di criminalità, confermandosi, come denunciato più volte da Michele Albaense, che proprio allo scalo della Piana ha dedicato molto della sua attività professionale, crocevia di opportunità e di contraddizioni, di ricchezza possibile e di infiltrazioni criminali, di lavoro onesto e di interessi oscuri”.</em></p>
<p><strong>Nel rapporto quest&#8217;anno si guarda oltre il territorio italiano</strong> con un <strong>focus sul Brasile</strong> e in particolar modo con il <strong>porto di Santos</strong>. Secondo i <strong>dati dell’</strong><strong>Ufficio delle Dogane di Santos</strong><strong>, tra l’inizio del </strong><strong>2016 </strong><strong>e la fine del </strong><strong>2025</strong><strong>,</strong> sono <strong>345 </strong>operazioni di sequestro di cocaina. <strong>L’</strong><strong>Italia </strong><strong>si colloca al sesto posto</strong> per numero di operazioni e al settimo per quantità sequestrate. Sono stati registrati <strong>18 sequestri</strong><strong>, per un totale di </strong><strong>5.428 kg di cocaina</strong><strong>, con 10 casi di spedizioni dirette principalmente verso il </strong><strong>porto di Gioia Tauro</strong>. Secondo le principali inchieste gli ’ndranghetisti operavano in larga misura in modo indipendente dal Primeiro Comando da Capital (PCC) – la più grande organizzazione criminale del Brasile, comunemente definita fazção, fondata a São Paulo oltre 30 anni fa e considerata l&#8217;autorità dominante nello Stato. E nei primi anni 2010 che i trafficanti del PCC entrano nel mercato all’ingrosso della cocaina, inviando le prime spedizioni attraverso il Porto di Santos. Intorno al 2014, l’organizzazione istituì un dipartimento interno per gestire tali schemi, consolidandosi come piattaforma capace di collegare venditori e acquirenti e fornire la logistica dei trasporti. <strong>Nel 2017 con l&#8217;arresto in Uruguay di </strong><strong>Rocco Morabito, gli scenari cambiano</strong>. Come emerso, Morabito si trovava in compagnia di Vincenzo Pasquino, anch’egli latitante. Pasquino era giunto in Brasile nello stesso anno dell’arresto di Morabito in Uruguay e aveva lavorato a stretto contatto con la famiglia Assisi, assumendo il ruolo di principale broker dopo l’arresto di padre e figlio. Una volta estradato in Italia nel 2024, <strong>Pasquino ha deciso di collaborare con la giustizia. e rivelando dettagli sulle attività della ’ndrangheta a Gioia Tauro</strong> e sul suo collegamento con il PCC a Santos, oltre ad altre operazioni criminali in Italia e Brasile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/la-calabria-e-gioia-tauro-snodo-centrale-per-i-traffici-criminali-ecco-il-rapporto-di-libera/">La Calabria e Gioia Tauro snodo centrale per i traffici criminali: ecco il rapporto di Libera</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ultras che sparano e ‘ndrine in curva: quello di Bellocco e l’ennesimo omicidio degli stadi “criminali”</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ultras-che-sparano-e-ndrine-in-curva-quello-di-bellocco-e-lennesimo-omicidio-degli-stadi-criminali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Sep 2024 10:19:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Bellocco]]></category>
		<category><![CDATA[criminali]]></category>
		<category><![CDATA[curve]]></category>
		<category><![CDATA[n'drine]]></category>
		<category><![CDATA[stadi]]></category>
		<category><![CDATA[ultras]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=269570</guid>

					<description><![CDATA[<p>Antonio Bellocco e Andrea Beretta. Ma prima c’erano stati Vittorio Boiocchi e Enzo Anghinelli, solo per restare nel recinto della Curva dell’Inter. E ci sono – ci sono ancora – Marco Ferdico e Domenico Bosa detto “Mimmo Hammer”. Sono nomi noti a tutti, vittime e aggressori legati alla criminalità spicciola, alle ‘ndrine calabresi, allo spaccio e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ultras-che-sparano-e-ndrine-in-curva-quello-di-bellocco-e-lennesimo-omicidio-degli-stadi-criminali/">Ultras che sparano e ‘ndrine in curva: quello di Bellocco e l’ennesimo omicidio degli stadi “criminali”</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Antonio Bellocco e Andrea Beretta. Ma prima c’erano stati Vittorio Boiocchi e Enzo Anghinelli, solo per restare nel recinto della Curva dell’Inter. E ci sono – ci sono ancora – Marco Ferdico e Domenico Bosa detto “Mimmo Hammer”. Sono nomi noti a tutti,<strong> vittime e aggressori legati alla criminalità spicciola, alle ‘ndrine calabresi, allo spaccio e agli affari criminali dello stadio.</strong> Una realtà che l’omicidio a Cernusco sul Naviglio di Bellocco, ucciso a coltellate in una Smart dall&#8217;”amico” Beretta, a sua volta ferito da un colpo di pistola, ripropone come contesto. Un ambiente che puntualmente rispunta quando la cronaca nera chiama. La “polveriera” della Curva Nord, come tante altre dello sgarrupato calcio italiano. Repubblica ricostruisce in un <a href="https://milano.repubblica.it/cronaca/2024/09/05/news/ultra_inter_ndrangheta_sparatoria_cernusco_sul_naviglio-423479536/?ref=RHLF-BG-P6-S1-T1" data-cmp-ab="2">articolo </a>il magma ribollente che ha creato l’ennesimo delitto di sponda sul pallone. E’ l’ultimo di una lunga serie, una puntata enne di un romanzo che l’Italia riapre quando scorre il sangue. E poi dimentica.</p>
<p>Repubblica ricorda “la scossa dirompente scatenata dall’<strong>omicidio dello storico leader degli ultrà, Vittorio Boiocchi, freddato a 69 anni con due colpi di pistola la sera del 29 ottobre 2022</strong> da due killer in moto a volto coperto. Di quel leader carismatico, tornato a comandare la Nord dopo 28 anni di carcere ed eliminato sotto casa, proprio Andrea Beretta era il braccio destro”. “<strong>L’arrivo dal cuore della Calabria e dal gotha delle famiglie ’ndranghetiste di Antonio Bellocco</strong>, da oltre un anno presenza costante nell’organigramma della curva”. “L’irresistibile ascesa di Marco Ferdico, sempre al fianco dell’erede della ’ndrina di Rosarno”. Ci sono migliaia di pagine di vecchie e nuove indagini che parlano della commistione tra tifo e malavita. Ma non cambia mai niente. Antonio Bellocco era già stato condannato in via definitiva per associazione mafiosa nell’indagine Tramonto della procura di Reggio Calabria, era considerato parte «del sodalizio operante in San Ferdinando e facente capo a Giulio Bellocco Giulio e Aurora Spanò», i suoi genitori.</p>
<p>E’ una storia di gruppi che perdono potere, di altri che finiscono ai margini, come “<strong>gli Irriducibili capeggiati da Domenico Bosa, “Mimmo Hammer”</strong>, leader del gruppo di estrema destra degli Hammerskin, che pure vanta solidissime relazioni criminali con il clan Pompeo di Bruzzano e una condanna per estorsione aggravata dal metodo mafioso”. E ancora di link tra tifoserie, gruppi eversivi e alcune società. A Milano prima di Bellocco c’era stato, per esempio, <strong>l’agguato del 12 aprile 2019 a un altro uomo della curva, Enzo Anghinelli</strong>, colpito alla testa da un colpo di pistola a Porta Romana, pieno centro di Milano, vivo per miracolo. La curva «è una miniera d’oro», diceva in alcune intercettazioni il boss della Barona Nazzareno Calajò. Ve lo ricordate Luca Lucci? Il capo-ultrà del Milan condannato a sei anni e quattro mesi per traffico di droga che si faceva le foto con Salvini? Tutto a cielo aperto, da anni e anni.</p>
<p>(Agenzia DIRE -www.dire.it)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ultras-che-sparano-e-ndrine-in-curva-quello-di-bellocco-e-lennesimo-omicidio-degli-stadi-criminali/">Ultras che sparano e ‘ndrine in curva: quello di Bellocco e l’ennesimo omicidio degli stadi “criminali”</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Operazione “Garbino”, indagine partita da infiltrazioni criminali in gestione del porto di Catanzaro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/operazione-garbino-indagine-partita-da-infiltrazioni-criminali-in-gestione-del-porto-di-catanzaro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Oct 2023 14:31:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[criminali]]></category>
		<category><![CDATA[Garbino]]></category>
		<category><![CDATA[gestione]]></category>
		<category><![CDATA[indagine]]></category>
		<category><![CDATA[infiltrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[porto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=219731</guid>

					<description><![CDATA[<p>E’ dalle infiltrazioni criminali nella gestione del porto di Catanzaro che è partita l’indagine culminata questa mattina con gli 11 fermi eseguiti dalla Squadra Mobile di Crotone, insieme a quella di Catanzaro. Denominata “Garbino”, come il vento che soffia da sud-ovest, l’operazione coinvolge persone di Isola Capo Rizzuto (KR) accusate a vario titolo di fare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/operazione-garbino-indagine-partita-da-infiltrazioni-criminali-in-gestione-del-porto-di-catanzaro/">Operazione “Garbino”, indagine partita da infiltrazioni criminali in gestione del porto di Catanzaro</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ dalle infiltrazioni criminali nella gestione del porto di Catanzaro che è partita l’indagine culminata questa mattina con gli 11 fermi eseguiti dalla Squadra Mobile di Crotone, insieme a quella di Catanzaro. Denominata “Garbino”, come il vento che soffia da sud-ovest, l’operazione coinvolge persone di Isola Capo Rizzuto (KR) accusate a vario titolo di fare parte di una associazione di tipo mafioso nonché dei reati satellite di scambio elettorale politico mafioso, usura, estorsione, porto e detenzione illegale di armi e stupefacenti.</p>
<p>Nel marzo del 2020, da un fascicolo già aperto sulle infiltrazioni criminali nella gestione del porto di Catanzaro, sarebbe emersa anche la figura di Fiorello Maesano, elemento storico della criminalità organizzata isolitana, ritenuto il soggetto al quale ci si rivolgeva per la risoluzione di varie problematiche, come quella di proteggere un imprenditore del posto dalle richieste estorsive rivoltegli da esponenti criminali egemoni in altri territori, in particolare di Cotronei e Petilia Policastro. Gli inquirenti hanno raccolto indizi dai quali emerge che a Fiorello Maesano era demandata la gestione della cosiddetta “bacinella” contenente le somme provenienti dalle attivita’ illecite della cosca Arena, con le quali egli stesso provvedeva al sostentamento dei carcerati e delle loro famiglie.</p>
<p>In questo ultimo contesto è coinvolto anche l’avvocato Vincenzo Ioppoli – nei cui confronti e’ ipotizzato il reato di abuso di ufficio e falso ideologico – al quale Tesoriere si era rivolto per far superare l’esame di abilitazione alla professione forense ad una aspirante avvocato (anche lei indagata per abuso d’ufficio e falso ideologico) in quanto Ioppoli era vicepresidente di una commissione esaminatrice.<br />
(Agi)</p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="xpSWPUaBO3"><p><a href="https://www.calabrianews.it/operazione-anti-ndrangheta-a-isola-capo-rizzuto-informazione-di-garanzia-allavv-ioppoli/">Operazione anti-ndrangheta a Isola Capo Rizzuto, informazione di garanzia all&#8217;avv. Ioppoli</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Operazione anti-ndrangheta a Isola Capo Rizzuto, informazione di garanzia all&#8217;avv. Ioppoli&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/operazione-anti-ndrangheta-a-isola-capo-rizzuto-informazione-di-garanzia-allavv-ioppoli/embed/#?secret=OU8lUo4vfN#?secret=xpSWPUaBO3" data-secret="xpSWPUaBO3" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/operazione-garbino-indagine-partita-da-infiltrazioni-criminali-in-gestione-del-porto-di-catanzaro/">Operazione “Garbino”, indagine partita da infiltrazioni criminali in gestione del porto di Catanzaro</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
