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	<title>Covid Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 29 Sep 2025 11:21:13 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Sale ancora la curva Covid, 4.256 casi e 37 morti nell&#8217;ultima settimana: i dati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2025 08:29:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Settembre si chiude con la curva dei casi Covid in Italia ancora in salita: sono infatti 4.256 casi e 37 morti nell&#8217;ultima settimana (18-24), erano 3.692 e 21 la precedente. E&#8217; quanto emerge dall&#8217;ultimo bollettino settimanale pubblicato dal ministero della Salute. Crescono anche i tamponi, che passano da 29.112 a 33.209. Il tasso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Settembre si chiude con la curva dei casi Covid in Italia ancora in salita: sono infatti 4.256 casi e 37 morti nell&#8217;ultima settimana (18-24), erano 3.692 e 21 la precedente. E&#8217; quanto emerge dall&#8217;ultimo bollettino settimanale pubblicato dal ministero della Salute. Crescono anche i tamponi, che passano da 29.112 a 33.209. Il tasso di positività è al 12,8% (12,7% la settimana precedente). La regione con più contagi rimane la Lombardia (1.637), seguita dalla Campania (674) e dal Veneto (436).  La situazione varianti. In base ai dati di sequenziamento presenti nella piattaforma nazionale I-Co-Gen, &#8220;nell&#8217;ultimo mese di campionamento consolidato (agosto, dati al 21 settembre) si evidenzia la co-circolazione di differenti sotto-varianti di JN.1 attenzionate a livello internazionale, con una predominanza di sequenziamenti attribuibili a XFG (78%), variante sotto monitoraggio attualmente in crescita su scala globale. Tra i diversi lignaggi identificati nel mese di luglio 2025, XFG.3 è risultato prevalente (12%)&#8221;, si legge nel monitoraggio pubblicato dall&#8217;Istituto superiore di sanità.</p>
<p>&#8220;I casi di Covid nel nostro Paese sono in lento, ma continuo aumento, e ormai &#8211; nell&#8217;ultima settimana &#8211; hanno superato quota 4mila. Se sì pensa che probabilmente c&#8217;è una forte sottostima, in quanto i più fanno un tampone fai da te e molti non lo fanno proprio, i numeri sono tutt&#8217;altro che irrilevanti. Per fortuna, i casi gravi sono davvero una piccola minoranza e anche le ospedalizzazioni sono relativamente poche&#8221;. Così all&#8217;Adnkronos Salute Giovanni Rezza, docente straordinario di Igiene e Sanità pubblica all&#8217;università Vita-Salute San Raffaele di Milano, commentando l&#8217;ultimo bollettino. &#8220;Ciò che colpisce è soprattutto che, essendo un virus giovane e capriccioso, Sars-CoV-2 non ha ancora una stagionalità ben assestata &#8211; sottolinea l&#8217;epidemiologo &#8211; per cui tende a fare dei picchi anche col clima caldo, ad esempio a inizio estate o inizio autunno, anticipando di fatto la stagione influenzale, in conseguenza delle mutazioni che accumula e approfittando del calo delle risposte naturali indotte dall&#8217;ultima vaccinazione o dalla malattia naturale. Ciò rende difficile programmare una campagna vaccinale finalizzata, secondo le ultime indicazioni del ministero della Salute, a proteggere anziani e fragili&#8221;.  &#8220;Le ondate degli ultimi tempi &#8211; osserva Rezza &#8211; non sono state particolarmente intense e, soprattutto, l&#8217;impatto clinico è relativamente modesto. Ma fosse anche una normale influenza o un banale raffreddore, poterlo evitare e proteggere gli altri, evitando eventi pubblici quando si ha febbre o altri sintomi respiratori, e magari usando una mascherina se si ha la tosse (che sia da Covid o meno), rimane certamente un consiglio di buon senso e una forma di rispetto nei confronti degli altri, soprattutto se si tratta di persone vulnerabili&#8221;.</p>
<p>&#8220;La crescita dei casi Covid osservata in questi giorni rientra nella dinamica attesa per questo periodo. La riapertura delle scuole e il rientro nei luoghi di lavoro comporta un naturale aumento della circolazione dei virus respiratori&#8221;, commenta quindi all&#8217;Adnkronos Salute l&#8217;epidemiologo Pier Luigi Lopalco, docente di Igiene all&#8217;università del Salento. &#8220;Lo scorso anno &#8211; evidenzia Lopalco &#8211; la crescita dei casi era stata anche maggiore in questo periodo. Ci avviamo gradualmente verso il picco stagionale atteso per il periodo invernale. Non dimentichiamo che la vaccinazione è disponibile e gratuita per tutte le categorie a rischio&#8221;.  &#8220;Il lento, ma continuo aumento dei casi Covid è legato alle nuove condizioni in cui ci troviamo a vivere dopo l&#8217;estate: è ricominciato tutto, dalla scuola al lavoro, e il virus &#8211; che è sempre rimasto tra noi &#8211; ora trova maggior facilità a diffondersi, favorito anche dalla nuova variante XFG. Si vedono di nuovo positivi ricoverati in ospedale e dobbiamo anche stare attenti perché sta arrivando l&#8217;influenza, quindi la vaccinazione anti-Covid e antinfluenzale rimane la miglior raccomandazione per anziani e fragili&#8221;. Così all&#8217;Adnkronos Salute Massimo Andreoni, direttore scientifico della Simit, la Società italiana di malattie infettive e tropicali.  &#8212;salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<item>
		<title>Covid, 5 anni fa le bare di Bergamo: oggi 18 marzo Giornata vittime per non dimenticare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Mar 2025 07:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bergamo, 18 marzo 2020: una lunga colonna di camion militari sfila nella notte. Sono una decina in una città spettrale, le strade svuotate dal lockdown decretato ormai in tutta Italia per provare ad arginare i contagi. A bordo di ciascun veicolo ci sono le bare delle vittime di un virus prima di allora sconosciuto, Sars-CoV-2, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span id="U111480534701CGE">Bergamo, 18 marzo 2020: una lunga colonna di camion militari sfila nella notte</span>. Sono una decina in una città spettrale, le strade svuotate dal lockdown decretato ormai in tutta Italia per provare ad arginare i contagi. A bordo di ciascun veicolo ci sono le bare delle vittime di un virus prima di allora sconosciuto, Sars-CoV-2, in uscita dal Cimitero monumentale.</p>
<p class="art-text">Quell&#8217;immagine &#8211; dalla città divenuta uno degli epicentri della prima, tragica ondata di Covid &#8211; farà il giro del mondo diventando uno dei simboli iconici della pandemia. Il convoglio imboccava la circonvallazione direzione autostrada, per raggiungere le città italiane che in quei giorni drammatici accettarono di accogliere i defunti destinati alla cremazione. Gli impianti orobici non bastavano più, i morti erano troppi. <span id="U111480534701NbG">Sono passati 5 anni da quegli scatti che hanno sconvolto l&#8217;Italia</span>, un anniversario tondo che si celebrerà domani. Perché il 18 marzo, il giorno delle bare di Bergamo, è diventato la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell&#8217;epidemia di coronavirus.</p>
<h2 id="le-iniziative-24">Le iniziative</h2>
<p class="art-text">La ricorrenza, istituita il 17 marzo 2021, verrà onorata anche quest&#8217;anno. I vescovi della regione hanno annunciato che &#8220;le campane di tutti i campanili della Lombardia&#8221; suoneranno &#8220;a lutto alle 12 di martedì 18 marzo&#8221; per &#8220;invitare al ricordo, alla preghiera e alla speranza&#8221;. &#8220;A 5 anni dalla fase più acuta della pandemia continuiamo a pregare e a invitare a pregare per i morti e per le famiglie&#8221;, e &#8220;perché tutti possiamo trovare buone ragioni per superare la sofferenza senza dimenticare la lezione di quella tragedia&#8221;. A Bergamo il punto di partenza delle celebrazioni previste per domani sarà sempre lo stesso: il Cimitero Monumentale, la chiesa di Ognissanti. Si torna dove partirono i camion, per non dimenticare. Esattamente 2 mesi fa, il Comune si era ritrovato a dover precisare numeri e destinazioni di quei veicoli militari con il loro triste carico, ferita mai chiusa, per sgombrare il campo da qualunque eventuale revisione storica. I camion che quel 18 marzo 2020 partirono dal cimitero di Bergamo furono 8 &#8220;con 73 persone, divisi in tre carovane: una verso Bologna con 34 defunti, una verso Modena con 31 defunti e una a Varese con 8 defunti&#8221;.</p>
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<p class="art-text">E la cerimonia dei 5 anni, alla quale sarà presente il ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, sarà ispirata proprio al tema della memoria e a quello della &#8216;scoperta&#8217;. La memoria, ha spiegato nei giorni scorsi l&#8217;amministrazione comunale di Bergamo, &#8220;come atto necessario per onorare e rispettare chi non c&#8217;è più e quanto vissuto&#8221;. La scoperta &#8220;come necessità di rielaborare, in una dimensione di comunità la più ampia possibile, l&#8217;esperienza collettiva e individuale che il Covid ha rappresentato&#8221;. Quest&#8217;anno è stato progettato un percorso che attraversa &#8220;tre luoghi particolarmente significativi per la città&#8221;: oltre al Cimitero monumentale, Palazzo Frizzoni che ospiterà il racconto dei cittadini con le testimonianze raccolte in un podcast e il Bosco della Memoria (Parco della Trucca) che esalterà &#8220;le parole delle giovani generazioni attraverso un&#8217;azione di memoria&#8221;. La Chiesa di Ognissanti sarà svuotata dai banchi &#8220;per rievocare la stessa situazione che nel 2020 la vide trasformata in una camera mortuaria&#8221;. Installazioni, mostre fotografiche, momenti di ascolto e partecipazione attiva, sono le iniziative scelte per ricordare. Perché la memoria, come evidenziato nella presentazione della Giornata, &#8220;è la base per ricostruire&#8221;.</p>
<p>(<em>Adnkronos</em>)</p>
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		<title>Neonata rapita, gli audio di Rosa Vespa: Sono negativa al Covid, il bimbo in osservazione per 4 giorni</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/neonata-rapita-gli-audio-di-rosa-vespa-sono-negativa-al-covid-il-bimbo-in-osservazione-per-4-giorni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jan 2025 16:12:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Buongiorno, stamattina sono risultata negativa, quindi mi hanno mandata a casa&#8221;. In esclusiva su TgCom24, gli audio in cui Rosa Vespa, accusata di aver rapito una neonata in una clinica di Cosenza, inventa un falso contagio da Covid per evitare le visite dei familiari in ospedale. La donna, poi, risolve la situazione con la frase: [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Buongiorno, stamattina sono risultata negativa, quindi mi hanno mandata a casa&#8221;. In esclusiva su <em>TgCom24</em>, gli audio in cui <strong>Rosa Vespa</strong>, accusata di aver rapito una neonata in una clinica di Cosenza, inventa un falso contagio da Covid per evitare le visite dei familiari in ospedale. La donna, poi, risolve la situazione con la frase: <strong>&#8220;Terranno il bambino in osservazione per 4 giorni</strong>&#8220;. Per convincere tutti della sua gravidanza, aveva infatti creato un gruppo su WhatsApp per aggiornare i familiari, raccontando una bugia dietro l’altra durante tutta la finta gestazione.</p>
<p>Gli audio WhatsApp sono ora sotto esame da parte delle autorità. &#8220;Ho fatto tutto da sola&#8221;, ha ripetuto incessantemente durante gli interrogatori di venerdì, riuscendo a convincere il pubblico ministero, che ha richiesto e ottenuto il rilascio del marito,<strong> Acqua Moses</strong>, pur mantenendolo nel registro degli indagati. L&#8217;uomo ha sempre detto di essere all&#8217;oscuro di tutto. Un particolare che emerge anche dalle chat immediatamente precedenti al parto. Nei messaggi mostrati a <em>Quarto Grado</em>, la donna comunica al marito di non poterlo incontrare a causa dei casi di Covid registrati nella clinica. &#8220;<strong>Amore mio, non ti lasciano entrare – </strong>scriveva Vespa –<strong> ma ora sto tranquilla. Dai un’occhiata su WhatsApp che ti invio subito la foto del nostro amore&#8221;.</strong></p>
<p>Il 41enne di origine senegalese si sarebbe &#8220;accorto che qualcosa non andava poco prima dell&#8217;arrivo della polizia a casa&#8221;, ha spiegato il suo legale, Gianluca Garritano. &#8220;La notizia (del rapimento, ndr) aveva iniziato già a circolare anche sui social e ha chiesto spiegazioni. Alla fine, qualche minuto prima che arrivassero gli agenti, lei glielo ha detto&#8221;, ha aggiunto.<br />
(<em>Fonte: fanpage.it</em>)</p>
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		<item>
		<title>Precari Covid, Mammoliti e Lo Schiavo: &#8220;Asp di Vibo Valentia licenzia i lavoratori anziché assumerli&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jan 2025 08:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Asp]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;È davvero inaccettabile quello che si sta consumando all&#8217;Asp di Vibo Valentia. Forse solo a queste latitudini esistono ancora lavoratori precari (che durante il Covid erano considerati &#8220;eroi&#8221;) che pur avendo maturato i requisiti per il passaggio a tempo indeterminato, addirittura vengono licenziati, perché di un autentico ed ingiustificato licenziamento a nostro avviso si tratta&#8221;. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;È davvero inaccettabile quello che si sta consumando all&#8217;Asp di Vibo Valentia. Forse solo a queste latitudini esistono ancora lavoratori precari (<em>che durante il Covid erano considerati &#8220;eroi&#8221;</em>) che pur avendo maturato i requisiti per il passaggio a tempo indeterminato, addirittura vengono licenziati, perché di un autentico ed ingiustificato licenziamento a nostro avviso si tratta&#8221;. È quanto riferiscono in un comunicato stampa i consiglieri regionali Raffaele Mammoliti (Partito democratico) e Antonio Lo Schiavo (Gruppo misto – Liberamente progressisti) in relazione al mancato rinnovo dei contratti degli infermieri e degli operatori socio-sanitari già in forza all&#8217;Asp di Vibo Valentia.</p>
<p>&#8220;Questa discrasia &#8211; sostengono i due esponenti dell&#8217;opposizione a Palazzo Campanella &#8211; va immediatamente sanata, e andrebbero rispettati i Dca emanati dal Commissario straordinario alla sanità in merito alla rete ospedaliera, territoriale ed alle reti di prossimità con le previste aperture degli Ospedali di comunità, Case di comunità e Cot. Solo attraverso tale approccio si potrà garantire la prospettiva lavorativa di tutti i precari e l&#8217;affermazione dei previsti Livelli essenziali di assistenza. Non si può continuare a traccheggiare con un approccio burocratico e riferito alla situazione sanitaria attuale. Occorre da subito superare un&#8217;impostazione inappropriata elaborando un apposito piano del fabbisogno del personale prospettico, aprendo i reparti previsti e garantendo i posti letto per l&#8217;intero territorio provinciale. È necessario un forte sussulto da parte di tutti gli attori competenti per scongiurare una deriva inarrestabile&#8221;.</p>
<p>&#8220;Per tale ragione &#8211; concludono Mammoliti e Lo Schiavo- chiederemo un incontro al Commissario straordinario alla sanità, nonché presidente della Regione, Roberto Occhiuto, al fine di affrontare opportunamente tale situazione che se non adeguatamente corretta rischia di assestare un altro duro colpo all&#8217;inesorabile smantellamento dell&#8217;attuale sistema sanitario pubblico vibonese. Sosterremo in tutte le sedi competenti e deputate i lavoratori coinvolti e il diritto alla salute dei cittadini&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Covid, morì dopo il vaccino: procura di Genova chiede processo per medici ospedale di Lavagna</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/covid-mori-dopo-il-vaccino-procura-di-genova-chiede-processo-per-i-medici-di-lavagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Oct 2024 10:41:09 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; La Procura di Genova ha richiesto il rinvio a giudizio per alcuni medici dell&#8217;Ospedale di Lavagna, indagati per la gestione del caso di Camilla Canepa, la giovane morta dopo la somministrazione del vaccino anticovid. La vicenda, avvenuta nel giugno 2021, ha sollevato interrogativi sulla corretta applicazione delle linee guida per il riconoscimento della [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; La Procura di Genova ha richiesto il rinvio a giudizio per alcuni medici dell&#8217;Ospedale di Lavagna, indagati per la gestione del caso di <strong>Camilla Canepa</strong>, la giovane morta dopo la somministrazione del <strong>vaccino anticovid</strong>. La vicenda, avvenuta nel giugno 2021, ha sollevato interrogativi sulla corretta applicazione delle linee guida per il riconoscimento della sindrome da trombocitopenia trombotica indotta da vaccino (Vitt). Secondo l’accusa, i medici avrebbero agito con negligenza e imprudenza, omettendo esami essenziali per diagnosticare la patologia che ha portato al decesso della paziente.</p>
<p>Nonostante la presenza di sintomi compatibili con la Vitt, tra cui un forte mal di testa persistente e una recente vaccinazione con Astrazeneca, non sarebbero stati condotti esami specifici come il dosaggio del D-Dimero e gli anticorpi anti-eparina/PF4.<br />
<strong>Oltre all&#8217;omicidio colposo, viene contestato anche il reato di falso in atto pubblico per la mancata indicazione del vaccino anticovid nella cartella clinica della paziente.</strong></p>
<p>Gli atti sono stati depositati e la Procura ha chiesto formalmente il processo. I difensori dei medici potranno ora presentare memorie difensive e richiedere ulteriori accertamenti entro il termine previsto. &#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>Long Covid, in bambini può durare 3 anni e impedire ritorno a normalità: lo studio internazionale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/long-covid-in-bambini-puo-durare-3-anni-e-impedire-ritorno-a-normalita-lo-studio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Sep 2024 10:22:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Da uno studio internazionale su 1.300 pazienti in età pediatrica, pubblicato su &#8216;eClinical Medicine&#8217; (gruppo &#8216;The Lancet&#8217;) e coordinato dai pediatri di Fondazione Policlinico Gemelli Irccs-Università Cattolica del Sacro Cuore, emergono nuove evidenze sulle conseguenze dell’infezione da Sars-CoV-2 nei bambini e nei ragazzi. In alcuni, il &#8220;Long Covid può durare fino a tre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Da uno studio internazionale su 1.300 pazienti in età pediatrica, pubblicato su &#8216;eClinical Medicine&#8217; (gruppo &#8216;The Lancet&#8217;) e coordinato dai pediatri di Fondazione Policlinico Gemelli Irccs-Università Cattolica del Sacro Cuore, emergono nuove evidenze sulle conseguenze dell’infezione da Sars-CoV-2 nei bambini e nei ragazzi. In alcuni, il &#8220;Long Covid può durare fino a tre anni con conseguenze sulla vita scolastica e sulle attività abituali. I vaccini sembrano avere un effetto protettivo (ma dipende dal numero di dosi somministrate e dall’età dei pazienti) sul Long Covid, sulle reinfezioni e sulle complicanze autoimmuni di questa malattia&#8221;. Condotto su circa 1.300 pazienti di età compresa tra 0 e 18 anni, seguiti presso l’ambulatorio del Post-Covid pediatrico del Gemelli.  La ricerca si è focalizzata sui casi di Long Covid pediatrico comparsi dopo la prima infezione o dopo le reinfezioni e sulla loro durata. Obiettivo del lavoro era &#8220;descrivere le caratteristiche del Long Covid nei pazienti in età pediatrica, di valutare la presenza di fattori in grado di predire il rischio di sviluppare Long Covid e di valutare il ruolo del vaccino nel prevenire il Long Covid, il rischio di reinfezioni o la comparsa di malattie autoimmuni&#8221;.</p>
<p>“In questo lavoro – commenta Danilo Buonsenso, corresponding author, docente di Pediatria all’Università Cattolica e dirigente medico dell’Unità Operativa Complessa di Pediatria della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs – abbiamo documentato l&#8217;andamento dell&#8217;infezione da Sars-CoV-2 in età pediatrica fino a trentasei mesi successivi alla prima infezione&#8221;. &#8220;Sul fronte Long Covid &#8211; prosegue Buonsenso &#8211; abbiamo confermato i dati dei nostri precedenti studi, aggiungendo però nuove informazioni. Da questa nuova ricerca infatti emerge che, sebbene la maggior parte dei pazienti guarisca dal Covid-19, alcuni continuano a presentare sintomi ascrivibili al Long Covid, fino a 3 anni di distanza dall&#8217;infezione iniziale. Questo conferma l&#8217;importanza delle potenziali conseguenze di questo virus nei bambini. Molti di quelli seguiti per 3 anni dopo l&#8217;infezione iniziale non sono riusciti a riprendere la routine di tutti i giorni, con conseguenze negative sulla capacità di frequentare regolarmente la scuola o di svolgere le classiche attività extra-scolastiche, a causa dei sintomi debilitanti riportati&#8221;. Il Covid, insomma, può avere conseguenze importanti e durature anche sui più piccoli. Ma il vaccino è in grado di proteggere anche dal &#8216;dopo&#8217; fase acuta dell&#8217;infezione e cioè dal Long Covid e dalle altre complicanze?</p>
<p>&#8220;Nel nostro studio &#8211; spiega Buonsenso &#8211; la vaccinazione si è dimostrata un fattore protettivo contro il Long Covid anche se, come abbiamo evidenziato, questo effetto &#8216;scudo&#8217; varia a seconda del numero di dosi ricevute o dall&#8217;età del paziente e questo aggiunge ulteriori informazioni e offre materia di riflessione, rispetto a quanto noto finora&#8221;. Un altro dato emerso dallo studio è che il rischio di presentare una forma grave di Covid-19, nel caso di una reinfezione che compaia nei 24-36 mesi successivi alla prima infezione, è estremamente basso. &#8220;Va detto tuttavia &#8211; rimarca il pediatra &#8211; che, anche se raro, è possibile sviluppare il Long Covid anche a seguito di una reinfezione. Inoltre, i bambini con Long Covid sono a maggior rischio di presentare infezioni sintomatiche&#8221;. Come già evidenziato negli adulti infine, dallo studio pubblicato su &#8216;eClinical Medicine&#8217; emerge anche che l&#8217;infezione dovuta al virus originale è risultata associata a un rischio maggiore di sviluppare malattie autoimmuni, nei mesi successivi all&#8217;infezione acuta.  &#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>Vaiolo delle scimmie, Oms Europa: &#8220;Non è nuovo Covid, puntiamo a eliminarlo&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/vaiolo-delle-scimmie-oms-europa-non-e-nuovo-covid-puntiamo-a-eliminarlo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Aug 2024 09:40:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[combattimento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; &#8220;Mpox non è il &#8216;nuovo Covid'&#8221;. E&#8217; il primo messaggio che Hans Kluge, direttore regionale dell&#8217;Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per l&#8217;Europa, tiene a mettere nero su bianco sul cosiddetto vaiolo delle scimmie, &#8220;indipendentemente dal fatto che si tratti del clade I del virus, responsabile dell&#8217;attuale epidemia nell&#8217;Africa centro-orientale, o del clade II, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; &#8220;Mpox non è il &#8216;nuovo Covid'&#8221;. E&#8217; il primo messaggio che Hans Kluge, direttore regionale dell&#8217;Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per l&#8217;Europa, tiene a mettere nero su bianco sul cosiddetto vaiolo delle scimmie, &#8220;indipendentemente dal fatto che si tratti del clade I del virus, responsabile dell&#8217;attuale epidemia nell&#8217;Africa centro-orientale, o del clade II, responsabile dell&#8217;epidemia del 2022 che ha inizialmente colpito l&#8217;Europa e che ha continuato a circolare&#8221; nell&#8217;area da allora. E il secondo punto fermo, evidenzia in una dichiarazione, è che &#8220;noi sappiamo come controllare Mpox e, nella regione europea, i passaggi necessari per eliminarne del tutto la trasmissione&#8221;. La malattia nota come vaiolo delle scimmie (prima del cambio del nome disposto dall&#8217;Oms) è una sfida, sotto vari punti di vista, ammette Kluge. E&#8217; un &#8220;test per l&#8217;equità globale&#8221; e, avverte, &#8220;il modo in cui risponderemo ora e negli anni a venire si rivelerà una prova cruciale per l&#8217;Europa e il mondo&#8221;.</p>
<p>&#8220;Mentre affrontiamo il virus come un&#8217;emergenza di sanità pubblica di interesse internazionale per la seconda volta in due anni, voglio trasmettere alcuni messaggi fondamentali a nome dell&#8217;Oms Europa&#8221;, spiega Kluge. Il primo è appunto che Mpox non è Covid. &#8220;Sappiamo già molto sul clade II. Dobbiamo ancora saperne di più sul clade I&#8221;, ragiona. In base a ciò che è noto ad oggi, &#8220;l&#8217;Mpox si trasmette principalmente attraverso il contatto pelle a pelle con lesioni, anche durante i rapporti sessuali. Questo mi porta al mio secondo messaggio: sappiamo come controllarlo. Due anni fa, abbiamo controllato l&#8217;Mpox in Europa grazie al coinvolgimento diretto delle comunità più colpite, uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini. Abbiamo messo in atto una sorveglianza robusta; abbiamo indagato a fondo sui nuovi casi di contatto; e abbiamo fornito solidi consigli di sanità pubblica. Il cambiamento di comportamento, l&#8217;azione di sanità pubblica non discriminatoria e la vaccinazione hanno contribuito a controllare l&#8217;epidemia&#8221;, ripercorre Kluge. &#8220;Traendo insegnamento&#8221; da questa esperienza, &#8220;abbiamo esortato i governi e le autorità sanitarie a sostenere tali misure, per contribuire a eliminare Mpox dall&#8217;Europa. Ma a causa della mancanza di impegno e della mancanza di risorse non siamo riusciti a fare l&#8217;ultimo miglio. Oggi, stiamo assistendo a circa 100 nuovi casi di Mpox di clade II nella regione europea ogni mese. Tuttavia, l&#8217;attuale stato di allerta dovuto al clade I offre all&#8217;Europa l&#8217;opportunità di riconcentrarsi sul clade II. Per rafforzare la sorveglianza e la diagnosi, per fornire raccomandazioni, anche ai viaggiatori, fondate sulla scienza, non sulla paura, non usando stigma e non attraverso la discriminazione. E ancora per procurarsi vaccini e antivirali per coloro che potrebbero averne bisogno, sulla base di valutazioni strategiche del rischio&#8221;.</p>
<p>&#8220;In sintesi, anche se rafforziamo la vigilanza contro il clade I di Mpox, possiamo e dovremmo impegnarci per eliminare il clade II in Europa una volta per tutte&#8221;, è l&#8217;invito di Kluge che ribadisce &#8220;la necessità di una risposta coordinata&#8221;, oggi &#8220;maggiore nella regione africana &#8211; osserva &#8211; I Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie hanno dichiarato un&#8217;emergenza continentale per Mpox poco prima della dichiarazione globale dell&#8217;Oms. L&#8217;Europa deve scegliere di agire in solidarietà. Solidarietà con le persone e le comunità colpite da Mpox, lavorando direttamente con loro per prendersi cura della propria salute. E solidarietà con la regione africana dell&#8217;Oms e i suoi Stati membri interessati&#8221; dall&#8217;epidemia, &#8220;sia in questo momento critico che a lungo termine&#8221;. Nel 2022, conclude il direttore di Oms Europa, &#8220;Mpox ci ha mostrato che può diffondersi rapidamente in tutto il mondo. Possiamo e dobbiamo affrontare l&#8217;Mpox insieme, in tutte le regioni e i continenti. Sceglieremo di mettere in atto sistemi per controllare ed eliminare&#8221; il virus &#8220;a livello globale? Oppure entreremo in un altro ciclo di panico e poi di negligenza?&#8221;, si chiede Kluge, ribadendo l&#8217;importanza della prova che aspetta la regione europea e il resto del mondo. &#8212;internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>Parla il padre di Lorena Quaranta: Il Covid non c’entra con l’omicidio di mia figlia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jul 2024 15:00:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Vincenzo Quaranta è il padre di Lorena, uccisa il 31 marzo 2020 da Antonio De Pace (nativo di Dasà nel Vibonese) in una villetta di Furci Siculo (Messina). La Cassazione ha annullato l’ergastolo del femminicida perché non sono state concesse le attenuanti generiche. Un appello bis dovrà valutare l’emergenza pandemica come un contesto eccezionale che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Vincenzo Quaranta è il padre di Lorena, uccisa il 31 marzo 2020 da Antonio De Pace <strong>(nativo di Dasà nel Vibonese) </strong>in una villetta di Furci Siculo (Messina). La Cassazione ha annullato l’ergastolo del femminicida perché non sono state concesse le attenuanti generiche. Un appello bis dovrà valutare l’emergenza pandemica come un contesto eccezionale che avrebbe avuto un peso nell’omicidio. Vincenzo spiega però oggi al Messaggero che «<strong>il Covid non c’entra nulla. Era appena cominciato. La verità è che De Pace aveva un complesso di inferiorità nei confronti di mia figlia. Lei si era quasi laureata in medicina, lui era specializzando in Scienze infermieristiche e Lorena l’aveva aiutato a non fermarsi e ad entrare in Odontoiatria. Aveva dato già quattro esami. Doveva farne un altro, ma non era angosciato, fino alla mattina aveva scherzato con il fratello di Lorena, che all’epoca aveva 5 anni»</strong>.</p>
<p>Vincenzo dice che Lorena e Antonio «stavano insieme da quattro anni. E invece mia figlia Danila, recentemente, ha trovato dei messaggi che sua sorella aveva mandato ad Antonio. Nei processi non sono stati valutati. Comunque quello che emerge è la paura di non essere all’altezza. Non sapevamo fosse un mostro». Ecco cosa c’era scritto: «A ottobre del 2019, Lorena gli scriveva: “Stai manifestando il carattere che mi fa pena…io me ne frego se sei infermiere o medico. Preferisco dire con dignità che sono la fidanzata di un infermiere che si comporta da uomo e non di un medico cafone. Io me ne frego se sei infermiere o medico. Mi riempi tanto la testa con il fatto che vuoi essere alla mia altezza e poi ti comporti come un paesano ignorante che dà colpi sul vetro”. Questo gli diceva Lorena».</p>
<p>Il padre di Lorena non crede al tentativo di suicidio da parte dell’infermiere: «Questa circostanza è stata anche affrontata durante il dibattimento. Crede davvero che un infermiere specializzando non sia in grado di suicidarsi se lo vuole? Si è fatto due graffi con un coltellino a serramanico e poi la storia del phon nella vasca da bagno. Tutta una messa in scena. Avrebbe avuto tutto il tempo. È rimasto circa due ore in casa con il cadavere di mia figlia. Ha finto e in questi anni non ha mai detto una parola». Lui a loro non ha mai chiesto perdono: «Mai. Quando lo hanno portato in caserma, subito dopo l’omicidio, sembrava un boss, non ha piegato la testa».<br />
(<em>Fonte: open.online</em>)</p>
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		<title>Omicidio Lorena Quaranta, Cassazione mette a rischio ergastolo per il calabrese Antonio De Pace</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/omicidio-lorena-quaranta-cassazione-mette-a-rischio-ergastolo-per-il-calabrese-antonio-de-pace/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jul 2024 19:19:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Bisogna valutare l&#8217;incidenza della pandemia. Con questa motivazione la Corte di Cassazione ha rimandato alla Corte d&#8217;assise d&#8217;appello di Messina il caso di Antonio De Pace, (nativo di Dasà nel Vibonese) l&#8217;infermiere che strangolò la sua ragazza, Lorena Quaranta, studentessa di Medicina originaria dell’agrigentino, nella villetta di Furci Siculo la notte del 31 marzo 2020. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Bisogna valutare l&#8217;incidenza della pandemia. Con questa motivazione la Corte di Cassazione ha rimandato alla Corte d&#8217;assise d&#8217;appello di Messina il caso di Antonio De Pace, (nativo di <strong>Dasà nel Vibonese</strong>) l&#8217;infermiere che strangolò la sua ragazza, Lorena Quaranta, studentessa di Medicina originaria dell’agrigentino, nella villetta di Furci Siculo la notte del 31 marzo 2020. Secondo la Cassazione i giudici avrebbero dovuto verificare meglio se “la specificità del contesto possa, ed in quale misura, ascriversi all&#8217;imputato” per “non avere efficacemente tentato di contrastare&#8221; lo stato di angoscia del quale era preda” o se “la fonte del disagio, evidentemente rappresentata dal sopraggiungere dell&#8217;emergenza pandemica, con tutto ciò che essa ha determinato sulla vita di ciascuno e, quindi, anche dei protagonisti della vicenda, e, ancor più, la contingente difficoltà di porvi rimedio, costituiscano fattori incidenti sulla misura della responsabilità penale”.</p>
<p>Lo stress da Covid rivendicato dunque dalla difesa del giovane potrebbe rappresentare quell’attenuante che gli era stata dunque negata dalla Corte d’Assise a cui la Cassazione rimanda, limitatamente all’applicabilità delle attenuanti generiche che, se riconosciute, annullerebbero di fatto l’ergastolo. Sostanzialmente nella sentenza si fa riferimento alla componente ansiosa di cui era portatore De Pace,  difeso dai legali Bruno Ganino e Salvatore Silvestro, amplificata in quel periodo dalla pandemia. Un atteggiamento psicologico che secondo i giudici potrebbe incidere sulla valutazione del trattamento sanzionatorio, soprattutto se ha provato a porvi rimedio come dimostra anche il fatto che “agitato e psicologicamente frastornato, si risolse, la mattina del 30 marzo 2020, ad allontanarsi dall&#8217;abitazione” che condivideva con la vittima per raggiungere la famiglia di origine. “Iniziativa – scrivono i magistrati &#8211; che, nelle contingenti condizioni connesse all&#8217;emergenza pandemica ed alle restrizioni ai movimenti imposte, nell&#8217;interesse della salute pubblica, da provvedimenti cogenti dell&#8217;autorità, si palesava velleitaria quanto priva, in concreto, di praticabili opzioni alternative”.</p>
<p>La difesa invece eccepisce che il diniego delle circostanze attenuanti generiche non tiene conto della condizione di profonda agitazione ed angoscia nella quale egli ha agito ed è frutto dell&#8217;estrapolazione di frammenti di fatto che, nell&#8217;insieme, offrono una lettura distorta della dinamica. Segnala, in particolare, che la ricostruzione operata, dalla Corte di assise di appello poggia sul fallace postulato secondo cui il delitto sarebbe avvenuto al culmine di una lite &#8220;furibonda&#8221;, in palese contrasto con le dichiarazioni della vicina di casa che udì voci e rumori. Evidenzia anche che i giudici di merito hanno erroneamente ipotizzato che De Pace, “lungi dall&#8217;essere guidato dal terrore di essere contaminato dalla fidanzata, che egli supponeva affetta da Covid-19, o dalla convinzione di essere perseguitato dai congiunti della ragazza, abbia agito perché spinto da distinte, e non accertate, pulsioni” e che sulla tragedia “ha fortemente inciso lo sconquasso psicologico che lo ha colpito ed al quale egli, in preda all&#8217;angoscia, ha provato a resistere &#8220;spingendosi al punto di attuare un piano di fuga, faticosamente rettificato nel disordinato tentativo di riassumere la contraddizione psicologica tra il vissuto &#8211; percepito reale &#8211; di persecuzione e delirio di contagio, e la restituzione di senso consegnatagli da parenti e vittima stessa&#8221;.</p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="ih8hrv9Sy7"><p><a href="https://www.calabrianews.it/femminicidio-di-lorena-quaranta-il-fidanzato-calabrese-antonio-de-pace-condannato-allergastolo-anche-in-appello/">Femminicidio di Lorena Quaranta, il fidanzato calabrese Antonio De Pace condannato all’ergastolo anche in appello</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Femminicidio di Lorena Quaranta, il fidanzato calabrese Antonio De Pace condannato all’ergastolo anche in appello&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/femminicidio-di-lorena-quaranta-il-fidanzato-calabrese-antonio-de-pace-condannato-allergastolo-anche-in-appello/embed/#?secret=6JNVOT0fsY#?secret=ih8hrv9Sy7" data-secret="ih8hrv9Sy7" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/omicidio-lorena-quaranta-cassazione-mette-a-rischio-ergastolo-per-il-calabrese-antonio-de-pace/">Omicidio Lorena Quaranta, Cassazione mette a rischio ergastolo per il calabrese Antonio De Pace</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Covid, Astrazeneca ammette per la prima volta: vaccino può causare trombosi in casi molto rari</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/covid-astrazeneca-ammette-per-prima-volta-vaccino-puo-causare-trombosi-in-casi-molto-rari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 May 2024 10:21:45 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[rischio]]></category>
		<category><![CDATA[ritirato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il vaccino contro il Covid di AstraZeneca è stato ritirato in tutto il mondo dopo che l&#8217;azienda ha riconosciuto per la prima volta che Vaxzevria può causare trombosi come raro effetto collaterale e pericoloso. E&#8217; quanto riporta il quotidiano britannico &#8216;The Telegraph&#8217;. Il gigante farmaceutico ha annunciato che il vaccino è stato ritirato dal mercato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/covid-astrazeneca-ammette-per-prima-volta-vaccino-puo-causare-trombosi-in-casi-molto-rari/">Covid, Astrazeneca ammette per la prima volta: vaccino può causare trombosi in casi molto rari</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il vaccino contro il Covid di <strong>AstraZeneca</strong> è stato ritirato in tutto il mondo dopo che l&#8217;azienda ha riconosciuto per la prima volta che <strong>Vaxzevria può causare trombosi come raro effetto collaterale e pericoloso</strong>. E&#8217; quanto riporta il quotidiano britannico &#8216;The Telegraph&#8217;. Il gigante farmaceutico ha annunciato che il vaccino è stato ritirato dal mercato per &#8220;motivi commerciali&#8221;. Ha inoltre dichiarato che non viene più prodotto o fornito, essendo stato sostituito da vaccini aggiornati che combattono nuove varianti.<br />
La richiesta di ritiro del vaccino è stata presentata il 5 marzo ed è entrata in vigore il 7 maggio. <em>Il vaccino non può più essere utilizzato nell&#8217;Unione Europea in seguito alla decisione dell&#8217;azienda di ritirare la sua &#8220;autorizzazione all&#8217;immissione in commercio&#8221;.</em> &#8220;Considerata la quantità di vaccini disponibili ed efficaci per le nuove varianti di Covid-19, non c&#8217;è più stata domanda per il vaccino Vaxzevria che di conseguenza non è più stato prodotto ne distribuito. Non prevedendo quindi una futura domanda&#8221; per il prodotto, &#8220;AstraZeneca ha pertanto deciso di ritirare l&#8217;autorizzazione all&#8217;immissione in commercio&#8221; Aic, aveva dichiarato il 4 maggio l&#8217;azienda anglo-svedese all&#8217;Adnkronos Salute. Nei prossimi mesi saranno presentate domande simili nel Regno Unito e in altre nazioni che hanno dato il via libera al vaccino.</p>
<p>Negli ultimi mesi, Vaxzevria, vaccino adenovirale in due dosi indicato dai 18 anni in su e autorizzato in quanto &#8220;efficace e sicuro&#8221;, è stato messo sotto osservazione per un effetto collaterale molto raro, che causa coaguli di sangue e un basso numero di piastrine. <strong>In un procedimento legale a Londra, AstraZeneca ha ammesso che il vaccino &#8220;può, in casi molto rari, causare sindrome da trombosi con trombocitopenia o Tts&#8221;</strong>. L&#8217;eventualità che il vaccino possa, in casi molto rari, essere un fattore scatenante di Tts era indicata nelle informazioni di prodotto disponibili al pubblico, aggiornate in questo senso nell&#8217;aprile 2021 con l&#8217;approvazione dell&#8217;Agenzia del farmaco inglese Mhra.</p>
<p>&#8220;Secondo stime indipendenti, solo nel primo anno di utilizzo&#8221; del vaccino Vaxzevria &#8220;sono state salvate oltre 6,5 milioni di vite umane e sono state fornite oltre 3 miliardi di dosi a livello globale&#8221;, sottolinea AstraZeneca in una dichiarazione riportata dal &#8216;Telegraph&#8217;. &#8220;I nostri sforzi &#8211; evidenzia il gruppo &#8211; sono stati riconosciuti dai governi di tutto il mondo e sono ampiamente ritenuti una componente chiave&#8221; che ha contribuito a &#8220;porre fine alla pandemia&#8221; di Covid. &#8220;Ora lavoreremo con le autorità regolatorie e i nostri partner per allinearci su un chiaro percorso da seguire per concludere questo capitolo&#8221;.<br />
(<em>Adnkronos</em>)</p>
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