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	<title>Corte Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 31 Jul 2026 09:30:29 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Corte dei Conti notifica invito a dedurre a 6 soggetti del Vibonese per danno erariale pari a 1,1 Mln</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 08:30:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Procura Regionale della Corte dei Conti della Calabria ha notificato invito a dedurre nei confronti di 6 soggetti (3 pubblici ufficiali appartenenti ad un Ente pubblico del Vibonese e 3 incaricati di pubblico servizio) con cui è stato loro contestato un presunto danno erariale pari ad € 1.100.000,00. Nei riguardi dell’ex responsabile dell’area “affari [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Procura Regionale della Corte dei Conti della Calabria ha notificato invito a dedurre nei confronti di 6 soggetti (3 pubblici ufficiali appartenenti ad un Ente pubblico del Vibonese e 3 incaricati di pubblico servizio) con cui è stato loro contestato un presunto danno erariale pari ad € 1.100.000,00. Nei riguardi dell’ex responsabile dell’area “affari generali” è stato altresì eseguito un sequestro conservativo disposto dal Presidente della Sezione Giurisdizionale Regionale per € 228.000,00. L’attività scaturisce da una notizia di danno erariale redatta dai finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, a seguito di pregresse attività di indagine svolte in codelega con l’Arma dei Carabinieri sotto la direzione della Procura della Repubblica diViboValentia,cheavevarilasciato specifico“nullaosta”allatrasmissionedegli esiti penali a quest’Ufficio. In particolare, le indagini avevano disvelato un articolato sistema di depauperamento di risorse pubbliche perpetrato per oltre un decennio in danno di un Ente locale del vibonese.</p>
<p>Al centro dell’ipotizzato sistema predatorio si collocava l’ex responsabile dell’area affari generali dell’Ente il quale, nel periodo dal 2015 al 2024, ha avuto accesso, con il consenso o la colpevole omissione di controllo di altri dipendenti pubblici, alla firma digitale del Responsabile del Servizio Finanziario, manipolando sistematicamente i mandati di pagamento del sistema contabile dell’Ente prima della loro trasmissione telematica alla banca che gestiva il servizio di tesoreria, sostituendo l’IBAN del legittimo beneficiario con il proprio o di soggetti terzi a lui riconducibili, generando un ammanco pari ad € 845.235,75. Secondo la prospettazione degli inquirenti, l’intera architettura fraudolenta è stata resa possibile dall’omessa vigilanza dei soggetti preposti al controllo della gestione finanziaria, tra cui 2 Sindaci pro tempore e 3 Revisori dei Conti. Oltre al danno erariale sopra indicato, è stato contestato un danno da disservizio pari ad euro 253.570,73, determinato dalla grave compromissione del buon andamento dell’azione amministrativa dell’Ente, per un totale complessivo pari a € 1.098.806,48. Gli specifici accertamenti di polizia erariale venivano delegati al Nucleo di Polizia Economico Finanziaria del capoluogo, all’esito dei quali è stato possibile attribuire presunte responsabilità nei confronti dei 6 soggetti (3 dipendenti pubblici e 3 incaricati di pubblico servizio) ai quali questo Ufficio ha notificato un invito a dedurre per aver cagionato danno erariale diretto pari ad € 845.000,00 nonché un danno da disservizio pari ad € 253.000,00 (pari al 30% del danno diretto).</p>
<p>Limitatamente all’incolpato responsabile dell’area affari generali dell’Ente Locale la Procura Regionale della Corte dei Conti della Calabria ha richiesto ed ottenuto dal Presidente della Sezione Giurisdizionale Regionale il sequestro conservativo fino alla concorrenza delle somme addebitate. Il provvedimento è stato operato sull’intero patrimonio di quest’ultimo (disponibilità finanziarie, beni immobili e beni mobili registrati). Le prossime fasi del procedimento, la cui istruttoria è stata eseguita dalla Procura della Corte dei Conti dopo un’attenta e meticolosa indagine coordinata dal Pubblico Ministero Dott. Costantino Nassis con il prezioso e decisivo contributo investigativo dei militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Vibo Valentia, definiranno le eventuali responsabilità e le conseguenze giuridiche per i soggetti coinvolti.</p>
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		<title>Inchiesta Ponte sullo Stretto, gli indagati tentarono di corrompere altri due giudici</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/inchiesta-ponte-sullo-stretto-gli-indagati-tentarono-di-corrompere-altri-giudici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:33:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Non solo Tommaso Miele. Nell&#8217;inchiesta della Procura di Roma sul Ponte sullo Stretto spunta anche il tentativo, secondo l&#8217;accusa, di avvicinare altri due magistrati contabili ritenuti utili agli interessi del gruppo favorevole alla realizzazione dell&#8217;opera. Un tentativo che, a quanto si apprende, sarebbe però fallito: i due magistrati non avrebbero accettato gli inviti. Il meccanismo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non solo Tommaso Miele. Nell&#8217;inchiesta della Procura di Roma sul Ponte sullo Stretto spunta anche il tentativo, secondo l&#8217;accusa, di avvicinare altri due magistrati contabili ritenuti utili agli interessi del gruppo favorevole alla realizzazione dell&#8217;opera. Un tentativo che, a quanto si apprende, sarebbe però fallito: i due magistrati non avrebbero accettato gli inviti.</p>
<p>Il meccanismo ipotizzato dagli inquirenti è lo stesso che, sempre secondo l&#8217;accusa, l&#8217;imprenditore Vincenzo Virgiglio e l&#8217;avvocato Giacomo Francesco Saccomanno avrebbero messo in campo con l&#8217;ex presidente aggiunto della Corte dei conti, Tommaso Miele, anche lui indagato. A Miele sarebbe stato promesso sostegno per futuri incarichi in enti dopo il pensionamento, in cambio di una sua azione favorevole al progetto, con aggiornamenti sull&#8217;andamento della procedura davanti alla magistratura contabile e la rivelazione di informazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi.</p>
<p>Ora il materiale sequestrato dai carabinieri del Ros nel corso delle perquisizioni eseguite a Roma, nella provincia di Reggio Calabria e in quella di Frosinone &#8211; dispositivi elettronici e documenti &#8211; sarà analizzato dagli investigatori e sottoposto ai pm della Procura di Roma. L&#8217;indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco, procede per corruzione per l&#8217;esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d&#8217;ufficio, corruzione attiva da parte di pubblico ufficiale e rivelazione e utilizzazione di segreti d&#8217;ufficio.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Dal governo ok al decreto sul Ponte dello Stretto, la regia al Mit e nessun paletto alla Corte dei Conti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2026 13:00:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per superare i rilievi della Corte dei Conti sull&#8217;opera che dovrebbe collegare Calabria e Sicilia, sotto la regia del Mit, nelle scorse ore, è arri via libera del consiglio dei ministri al decreto per il Ponte sullo Stretto.  Non ci sono paletti alla magistratura contabile, scartata l&#8217;ipotesi di un commissario straordinario. Il Mit invierà alla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per superare i rilievi della Corte dei Conti sull&#8217;opera che dovrebbe collegare Calabria e Sicilia, sotto la regia del Mit, nelle scorse ore, è arri via libera del consiglio dei ministri al <strong>decreto per il Ponte sullo Stretto.</strong>  Non ci sono paletti alla magistratura contabile, scartata l&#8217;ipotesi di un commissario straordinario. Il Mit invierà alla Corte dei Conti l&#8217;accordo di programma per il controllo di legittimità e, insieme alle altre amministrazioni coinvolte, curerà gli adempimenti necessari per arrivare a una nuova delibera del Cipess, attraverso l&#8217;aggiornamento del piano economico-finanziario della Stretto di Messina, il parere dell&#8217;Autorità di regolazione dei trasporti sulle tariffe di pedaggio (Art) e di quello del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Il ministero si impegna poi a completare gli adempimenti previsti dalla Direttiva Habitat 92/43/Ce, con due atti distinti: una ricognizione delle valutazioni ambientali da parte del ministero dell&#8217;Ambiente e un provvedimento dello stesso Mit sugli effetti dell&#8217;opera su salute e sicurezza pubblica. E sempre il dicastero guidato da Matteo Salvini curerà la preparazione della documentazione necessaria al dialogo con la Commissione europea, finalizzato a verificare la &#8220;piena compatibilità&#8221; del progetto con le norme dell&#8217;Ue. L&#8217;amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana, Aldo Isi, viene nominato Commissario straordinario per le opere ferroviarie a terra in Sicilia e Calabria.</p>
<p>&#8220;<em>Oggi si è definito ulteriormente l&#8217;iter approvativo del Ponte sullo Stretto in conformità ai rilievi della Corte</em>&#8220;, sottolinea il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Sulla stessa linea l&#8217;amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci. <em>&#8220;Il contenuto del decreto conferma la volontà del governo di realizzare il ponte sullo Stretto di Messina, ponendo l&#8217;obiettivo primario di conformarsi ai rilievi della Corte dei conti sulla delibera Cipess e sul terzo atto aggiuntivo alla convenzione&#8221;</em>, spiega l&#8217;.ad che aggiunge  <em>&#8220;In questo quadro confermo che la società Stretto di Messina continuerà nel suo costante impegno per completare la procedura approvativa e per avviare al più presto la fase realizzativa del progetto&#8221;</em>.</p>
<p>Il decreto, però, accende subito lo scontro politico. <em>&#8220;Con l&#8217;approvazione del decreto, Salvini inserisce una norma per evitare che il progetto venga valutato nella sua interezza dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, limitando il parere alla sola relazione della società che ha progettato l&#8217;opera. Siamo alle solite furbizie</em>&#8220;, attacca il portavoce di Avs, Angelo Bonelli. Duro anche il leader M5s Giuseppe Conte secondo il quale: <em>&#8220;hanno deciso di andare avanti con lo scempio del progetto fallito del Ponte sullo Stretto</em>&#8220;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Paola, emofilico con cure emoderivati contrasse l&#8217;Aids, Corte Appello: erede ha diritto ad assegno</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/paola-emofilico-con-cure-emoderivati-contrasse-laids-corte-appello-erede-ha-diritto-ad-assegno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2025 06:50:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Corte d&#8217;Appello di Catanzaro &#8211; Sezione Lavoro (Collegio composto dai Dottori Emilio Sirianni, Rosario Murgida e Antonio Cestone), ha rigettato l&#8217;appello proposto dal Ministero della Salute avverso una sentenza del Tribunale di Paola che aveva condannato il suddetto Ente a corrispondere l&#8217;assegno &#8216;Una Tantum&#8217;, previsto dalla Legge n. 210/1992 e successive modifiche, all&#8217;erede del [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Corte d&#8217;Appello di Catanzaro &#8211; Sezione Lavoro (Collegio composto dai Dottori Emilio Sirianni, Rosario Murgida e Antonio Cestone), ha rigettato l&#8217;appello proposto dal Ministero della Salute avverso una sentenza del Tribunale di Paola che aveva condannato il suddetto Ente a corrispondere l&#8217;assegno &#8216;Una Tantum&#8217;, previsto dalla Legge n. 210/1992 e successive modifiche, all&#8217;erede del signor Aldo Bruno deceduto a dicembre 2018 anche a causa dell&#8217;AIDS. </p>
<p>Questi, anni addietro aveva contratto l&#8217;HIV a causa dell&#8217;assunzione di numerosi emoderivati, poi rivelatisi infetti, a cui era necessariamente ricorso in quanto soggetto emofilico. Il Ministero della Salute però aveva proposto appello sostenendo che il decesso fosse esclusivamente addebitabile alla grave neoplasia al pancreas da cui la persona defunta era affetto. </p>
<p>L&#8217;erede resisteva in appello patrocinata dall&#8217;avv. Tommaso Colloca del Foro di Lamezia Terme (<em>nella foto</em>); quest&#8217;ultimo unitamente al consulente tecnico di parte Dr. Giampiero Panza, è riuscito a dimostrare nell&#8217;ambito delle ctu di entrambi i gradi di giudizio, la concausalità dell&#8217;AIDS nel determinismo del decesso del signor Aldo Bruno; ciò in quanto le persone affette da tale malattia sono più esposte al rischio di sviluppare alcuni tipi di timori, tra cui quello pancreatico.</p>
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		<item>
		<title>Cosca Giampà di Lamezia: Dalla Corte Appello pesanti condanne per 19 &#8220;affiliati&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cosca-giampa-di-lamezia-dalla-corte-appello-pesanti-condanne-per-19-affiliati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Oct 2025 11:43:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La seconda sezione penale della  Corte d’Appello di Catanzaro (Presidente Alessandro Bravin, a latere  Roberta Carotenuto e Maria Rosaria Di Girolamo),  in parziale riforma della sentenza emessa dal GUP del Tribunale di Catanzaro del 21 giugno 2021, ha portato a una rideterminazione di numerose pene, ad alcune assoluzioni e a revoche di pene accessorie, nei [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La seconda sezione penale della  Corte d’Appello di Catanzaro (Presidente Alessandro Bravin, a latere  Roberta Carotenuto e Maria Rosaria Di Girolamo),  in parziale riforma della sentenza emessa dal GUP del Tribunale di Catanzaro del 21 giugno 2021, ha portato a una rideterminazione di numerose pene, ad alcune assoluzioni e a revoche di pene accessorie, nei confronti di ventiquattro imputati, tra cui diversi appartenenti o presunti affiliati a contesti criminali legati al clan Giampà di Lamezia Terme.</p>
<p>La Corte ha emesso condanne più pesanti per alcuni esponenti di vertice: Davide Giampà, riconosciuta la continuazione con una precedente condanna del 2013, vede rideterminata la pena complessiva in 10 anni di reclusione. Saverio Giampà condannato a 15 anni, 9 mesi e 10 giorni; Domenico Giampà a 4 anni di reclusione, con interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. Per Luigi Notarianni, esclusa la recidiva e riconosciute attenuanti generiche prevalenti, la pena è stata fissata a 4 anni, 5 mesi e 10 giorni di reclusione, con revoca della libertà vigilata e assoluzione per i fatti precedenti al 2008. Claudio Paola è stato invece condannato a 6 anni e 8 mesi di reclusione. La Corte ha infine confermato le condanne per Roberto Castaldo, Domenico Chirico, Andrea Crapella, Vincenzo Giampà, Bruno Malvaggio, Maurizio Molinaro, Aldo Notarianni, Carmine Vincenzo Notarianni, Pasquale Notarianni, Davide Orlando, Francesco Renda e Antonio Stagno, condannandoli anche al pagamento delle spese processuali.</p>
<p>Danilo Cappello e Gabriele Caruso vedono rideterminata la pena a 2 anni e 8 mesi di reclusione e 12.000 euro di multa, con revoca dell’interdizione dai pubblici uffici.<br />
Francesco Cerra e Morrison Alessio Gagliardi non dovranno invece più rispondere dei reati a loro ascritti per intervenuta prescrizione.Assolti Antonio Giampà e Pasquale Mercuri perché “non hanno commesso il fatto”.<br />
L’appello di Alessandro Torcasio è stato dichiarato inammissibile per rinuncia.Il collegio ha fissato in novanta giorni il termine per il deposito delle motivazioni della sentenza.</p>
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		<item>
		<title>Paesi sicuri e migranti, la Corte di giustizia dell’Ue boccia il governo Meloni e il “modello Albania”</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/migranti-corte-ue-paese-sicuro-se-lo-e-per-tutta-la-popolazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2025 08:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fino all&#8217;entrata in vigore di un nuovo regolamento destinato a sostituire la direttiva attualmente applicabile, uno Stato membro dell’Ue non può designare come Paese di origine “sicuro” un Paese terzo che non soddisfi, per alcune categorie di persone, le condizioni sostanziali di questa designazione. Lo stabilisce la Corte di Giustizia dell’Ue, nella sentenza che riguarda il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/migranti-corte-ue-paese-sicuro-se-lo-e-per-tutta-la-popolazione/">Paesi sicuri e migranti, la Corte di giustizia dell’Ue boccia il governo Meloni e il “modello Albania”</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p id="" class="art-text">Fino all&#8217;entrata in vigore di un nuovo regolamento destinato a sostituire la direttiva attualmente applicabile,<span id="U112038150684CDH"> uno Stato membro dell’Ue non può designare come Paese di origine “sicuro” un Paese terzo che non soddisfi, per alcune categorie di persone, le condizioni sostanziali di questa designazione</span>. Lo stabilisce la Corte di Giustizia dell’Ue, nella sentenza che riguarda il caso di due cittadini del Bangladesh che erano stati portati dalle autorità italiane in un Cpt in Albania.</p>
<p id="" class="art-text">&#8220;Sorprende la decisione della Corte di Giustizia Ue in merito ai Paesi sicuri di provenienza dei migranti illegali. Ancora una volta la giurisdizione, questa volta europea, rivendica spazi che non le competono, a fronte di responsabilità che sono politiche&#8221;, sottolinea una nota di Palazzo Chigi.</p>
<p id="" class="art-text">&#8220;La Corte di Giustizia Ue &#8211; prosegue il comunicato &#8211; decide di consegnare a un qualsivoglia giudice nazionale la decisione non sui singoli casi, bensì sulla parte della politica migratoria relativa alla disciplina dei rimpatri e delle espulsioni degli irregolari.<span id="U112038150684iy"> Così, ad esempio, per l’individuazione dei cosiddetti Paesi sicuri fa prevalere la decisione del giudice nazionale</span>, fondata perfino su fonti private, rispetto agli esiti delle complesse istruttorie condotte dai ministeri interessati e valutate dal Parlamento sovrano. <span id="U112038150684qu">È un passaggio che dovrebbe preoccupare tutti</span> &#8211; incluse le forze politiche che oggi esultano per la sentenza &#8211; <span id="U112038150684TPH">perché riduce ulteriormente i già ristretti margini di autonomia dei Governi e dei Parlamenti</span> nell’indirizzo normativo e amministrativo del fenomeno migratorio&#8221;.</p>
<p>(<em>Adnkronos</em>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/migranti-corte-ue-paese-sicuro-se-lo-e-per-tutta-la-popolazione/">Paesi sicuri e migranti, la Corte di giustizia dell’Ue boccia il governo Meloni e il “modello Albania”</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<item>
		<title>Pestaggio di Davide Ferrerio, Corte d&#8217;Appello condanna a 12 anni l&#8217;istigatrice dell&#8217;aggressione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Mar 2025 17:21:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Da 8 a 12 anni. E&#8217; quanto ha deciso la Corte di Appello di Catanzaro nei confronti di Anna Perugino, di 44 anni, la donna accusata di essere l’istigatrice dell’aggressione compiuta da Nicolò Passalacqua l’11 agosto del 2022 a Crotone ai danni di Davide Ferrerio, di Bologna, da quel giorno in coma irreversibile. La donna [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Da 8 a 12 anni</strong>. E&#8217; quanto ha deciso la Corte di Appello di Catanzaro nei confronti di <strong>Anna Perugino</strong>, di 44 anni, la donna accusata di essere l’istigatrice dell’aggressione compiuta da Nicolò Passalacqua l’11 agosto del 2022 a Crotone ai danni di <strong>Davide Ferrerio</strong>, di Bologna, <strong>da quel giorno in coma irreversibile</strong>. La donna è stata <strong>ritenuta colpevole di concorso anomalo in tentato omicidio</strong>. Una condanna più pesante rispetto a quella inflitta in primo grado dal Tribunale di Crotone che aveva derubricato l’accusa in concorso anomalo in lesioni gravissime infliggendo una pena di 8 anni anni. Condannato a 5 anni anche il compagno della donna Andrej Gaju, di 37 anni, accusato dello stesso reato, che in primo grado era stato assolto.</p>
<p>Soddisfazione per la sentenza è stata espressa da uno dei legali della famiglia Ferrerio, l&#8217;avvocato Fabrizio Gallo. «Finalmente un giudice a Catanzaro ha dato giustizia ad una famiglia distrutta dal dolore» ha detto dopo la sentenza. Ad aggredire Davide Ferrerio è stato Nicolò Passalacqua, di 25 anni, per il quale, con la pronuncia della Cassazione dello scorso 26 febbraio, è diventata definitiva la condanna a 12 anni e 8 mesi di reclusione inflitta dalla Corte d’appello per il tentato omicidio di Ferrerio. Proprio la decisione della Cassazione ha influito sulla sentenza della Corte di appello di Catanzaro per Anna Perugino e Andrej Gaju. In primo grado, infatti, Anna Perugino era stata condannata ad otto anni ma per concorso anomalo in lesioni gravissime, mentre Andrej Gaju era stato assolto. Secondo le indagini condotte dalla Squadra mobile di Crotone, Passalacqua aveva aggredito Davide Ferrerio dopo essere stato istigato da Anna Perugino. La donna, quell&#8217;11 agosto del 2022, infatti, aveva organizzato una spedizione per scoprire chi fosse l&#8217;uomo che si nascondeva dietro un profilo social attraverso il quale faceva la corte alla figlia Martina Perugino, all’epoca dei fatti minorenne.</p>
<p>Così, insieme al compagno Andrej Gaju, ad alcuni suoi parenti ed a Nicolò Passalacqua, si era recata davanti al Tribunale dove aveva dato appuntamento al misterioso corteggiatore. L’uomo, che le indagini hanno rivelato essere Alessandro Curto, di 34 anni di Petilia Policastro, si era recato all’appuntamento ma, dopo aver incrociato il gruppo della Perugino, ha fiutato la trappola e si è defilato. Quindi, dopo aver raggiunto l’auto, aveva inviato un messaggio alla ragazza nel quale diceva di avere «una camicia bianca» per depistare ulteriormente le attenzioni. Subito dopo quel messaggio è avvenuta la tragedia. In quel momento in via Veneto passava Davide Ferrerio. Il giovane bolognese, del tutto estraneo alla vicenda, stava andando a mangiare una pizza con degli amici. Indossava proprio una camicia bianca. Passalacqua lo ha visto, lo ha puntato e senza dargli tempo di spiegare lo ha aggredito con un pugno che lo ha fatto cadere violentemente a terra. Per la vicenda era stata processata anche Martina Perugino, che nel 2022 era 17enne, per la quale il Tribunale dei Minorenni di Catanzaro aveva disposto la messa in prova per due anni. Per Alessandro Curto, per il quale era stato disposto il non luogo a procedere, si attende la decisione della Cassazione dopo che la sentenza di proscioglimento è stata impugnata dalla famiglia Ferrerio.</p>
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		<title>Milano, la Corte d&#8217;assise di appello ha disposto una nuova perizia per Alessia Pifferi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Feb 2025 09:00:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Corte d&#8217;assise d&#8217;appello di Milano ha disposto una nuova perizia per Alessia Pifferi, la 38enne di origine calabrese condannata in primo grado all&#8217;ergastolo per la morte della figlia Diana, abbandonata per sei giorni e lasciata morire di stenti a soli 18 mesi nell&#8217;estate 2022. La Corte ha accolto la richiesta della difesa. &#8220;Il compendio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Corte d&#8217;assise d&#8217;appello di Milano ha disposto una nuova perizia per Alessia Pifferi, la 38enne di origine calabrese condannata in primo grado all&#8217;ergastolo per la morte della figlia Diana, abbandonata per sei giorni e lasciata morire di stenti a soli 18 mesi nell&#8217;estate 2022. La Corte ha accolto la richiesta della difesa. &#8220;Il compendio probatorio è incompleto e lacunoso, oltre che a tratti contraddittorio&#8221;, spiegano i giudici d&#8217;Appello nelle loro motivazioni, dunque è &#8220;necessario e imprescindibile l’uso di esperti&#8221; per una nuova perizia. Nella perizia disposta dal tribunale l&#8217;imputata era stata riconosciuta capace di intendere e di volere. Nel dispositivo, letto in aula dalla Corte, si evidenzia come &#8220;test somministrati o somministrabili potrebbero assumere un particolare rilievo sull’imputabilità o sulla condotta dell’imputata&#8221;. L&#8217;incarico ai periti scelti dalle parti ci sarà nell&#8217;udienza fissata per il 28 febbraio prossimo.</p>
<p>La decisione della Corte d&#8217;assise d&#8217;appello è motivata dall&#8217;essere di fronte a un &#8220;compendio probatorio incompleto e lacunoso, oltre che a tratti contraddittorio&#8221;, per cui è &#8220;necessario e imprescindibile l&#8217;uso di esperti&#8221; per una nuova perizia. I giudici d&#8217;Appello snocciolano i contrasti che emergono dai documenti: dalla relazione stilata dalle psicologhe del carcere di San Vittore &#8220;dove emerge un quoziente intellettivo di 40, alla consulenza della difesa&#8221; che invece mostra un &#8220;disturbo cognitivo&#8221; con la conseguenza di veder &#8220;gravemente diminuita la capacità di comprendere&#8221; fino alla consulenza del pubblico ministero e alla perizia d&#8217;ufficio in cui si parla di &#8220;piena capacità di intendere e di volere&#8221;. Una &#8220;distonia&#8221; che la corte d&#8217;appello ora vuole risolvere con una nuova perizia collegiale. Il prossimo 28 febbraio, in aula, ci sarà il giuramento dei periti.</p>
<p>E&#8217; impassibile Alessia Pifferi quando ascolta la decisione dei giudici. &#8220;Lei non è pazza, ma ha un disturbo cognitivo che potrebbe aver determinato la morte di Diana. Se fossi la famiglia, invece, che chiedere di chiudere presto questo processo, vorrei sapere se ho una sorella o una figlia assassina oppure lei è solo una donna con problemi&#8221;, le parole pronunciata dall&#8217;avvocata Pontenani in aula. Viviana, la sorella di Alessia Pifferi, continua a credere che sia solo un disegno difensivo, così come la pubblica accusa che esce &#8216;sconfitta&#8217; (per ora) dal confronto. Per quasi due ore l&#8217;avvocato generale Lucilla Tontodonati aveva sostenuto che &#8220;non c&#8217;è nessun elemento che possa far pensare a una incapacità. Se l&#8217;uomo della strada può pensarlo per l&#8217;efferatezza del fatto, incomprensibile per il comune sentire &#8211; aver abbandonato la figlia per giorni -, non ogni delitto efferato si spiega con l&#8217;incapacità di intendere e volere. Non vi è alcuna necessità di effettuare una nuova perizia, ne abbiamo una che già risponde a ogni obiezione che è stata fatta&#8221;.</p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="6PM9ejT0tl"><p><a href="https://www.calabrianews.it/parla-la-nonna-della-bimba-morta-di-stenti-a-milano-vivo-a-crotone-non-potevo-immaginare-una-cosa-simile/">Parla la nonna della bimba morta di stenti a Milano: Vivo a Crotone, non potevo immaginare una cosa simile</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Parla la nonna della bimba morta di stenti a Milano: Vivo a Crotone, non potevo immaginare una cosa simile&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/parla-la-nonna-della-bimba-morta-di-stenti-a-milano-vivo-a-crotone-non-potevo-immaginare-una-cosa-simile/embed/#?secret=vtZxRWNlVe#?secret=6PM9ejT0tl" data-secret="6PM9ejT0tl" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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		<item>
		<title>Scuola, stipendi degli insegnanti precari: L&#8217;Italia deferita alla Corte di Giustizia europea</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/scuola-stipendi-degli-insegnanti-precari-litalia-deferita-alla-corte-di-giustizia-europea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Oct 2024 10:10:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Commissione Ue deferisce l&#8217;Italia alla Corte di giustizia Ue per non aver posto fine all&#8217;uso abusivo di contratti a tempo determinato e a condizioni di lavoro discriminatorie. L&#8217;Italia, afferma, &#8220;non ha adottato le norme necessarie per vietare la discriminazione in merito alle condizioni di lavoro e l&#8217;uso abusivo di successivi contratti a tempo determinato&#8221;. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Commissione Ue deferisce l&#8217;Italia alla Corte di giustizia Ue per non aver posto fine all&#8217;uso abusivo di contratti a tempo determinato e a condizioni di lavoro discriminatorie. L&#8217;Italia, afferma, &#8220;non ha adottato le norme necessarie per vietare la discriminazione in merito alle condizioni di lavoro e l&#8217;uso abusivo di successivi contratti a tempo determinato&#8221;.<br />
Il tema è la legislazione sullo stipendio degli insegnanti a tempo determinato nelle scuole pubbliche che &#8220;non prevede una progressione salariale&#8221; basata sui precedenti periodi di servizio&#8221; ed è &#8220;una discriminazione rispetto agli insegnanti assunti a tempo indeterminato&#8221;.</p>
<p>La Commissione, viene spiegato più nel dettaglio dall&#8217;esecutivo comunitario, &#8220;ritiene che la legislazione italiana che determina lo stipendio degli insegnanti a tempo determinato nelle scuole pubbliche non preveda una progressione salariale incrementale basata sui precedenti periodi di servizio&#8221;.<br />
&#8220;Ciò costituisce una discriminazione rispetto agli insegnanti assunti a tempo indeterminato, che hanno diritto a tale progressione salariale &#8211; spiega la Commissione -. Inoltre, contrariamente al diritto dell&#8217;Ue, l&#8217;Italia non ha adottato misure efficaci per impedire l&#8217;uso abusivo di successivi contratti di lavoro a tempo determinato del personale amministrativo, tecnico e ausiliario nelle scuole pubbliche. Ciò viola la normativa UE sul lavoro a tempo determinato. La Commissione ritiene che gli sforzi delle autorità siano stati, finora, insufficienti e pertanto sta deferendo l&#8217;Italia alla Corte di giustizia dell&#8217;Unione europea&#8221;.  </p>
<p>Anief: trattamento discriminatorio per 400mila precari<br />
&#8220;La Commissione europea interviene 10 anni dopo l a procedura di infrazione attivata nei confronti dell&#8217;Italia. E&#8217; evidente che dopo 25 anni dall&#8221;approvazione della direttiva, ancora oggi in Italia non si rispetta la norma europea: sono piu&#8217; di 400 mila i docenti con più di 36 mesi di servizio che hanno subito questo abuso. La Commissione chiede misure che prevengano questo abuso: per noi si tratta del doppio canale di reclutamento e deve essere introdotto il principio di non discriminazione che pretende lo stanziamento di risorse straordinarie anche in vista del nuovo contratto&#8221;. Così all&#8217;ANSA il segretario del sindacato Anief, Marcello Pacifico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/scuola-stipendi-degli-insegnanti-precari-litalia-deferita-alla-corte-di-giustizia-europea/">Scuola, stipendi degli insegnanti precari: L&#8217;Italia deferita alla Corte di Giustizia europea</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<item>
		<title>Operazione &#8216;Ikaros&#8217;: confermate condanne avvocati per giro di falsi permessi di soggiorno</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/operazione-ikaros-confermate-condanne-avvocati-per-giro-di-falsi-permessi-di-soggiorno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 May 2024 07:00:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Corte d&#8217;appello di Catanzaro ha confermato quasi integralmente la sentenza di primo grado del Tribunale dei Crotone che riguardava alcuni avvocati, agenti e mediatori culturali accusati di aver facilitato l&#8217;ingresso di cittadini extracomunitari in Italia attraverso un giro di permessi falsi fatti avere agli immigrati. I professionisti erano stati coinvolti nell&#8217;operazione Ikaros, eseguita il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Corte d&#8217;appello di Catanzaro ha confermato quasi integralmente la sentenza di primo grado del Tribunale dei Crotone che riguardava alcuni avvocati, agenti e mediatori culturali accusati di aver facilitato l&#8217;ingresso di cittadini extracomunitari in Italia attraverso un giro di permessi falsi fatti avere agli immigrati. I professionisti erano stati coinvolti nell&#8217;operazione Ikaros, eseguita il 17 febbraio 2021 dalla Squadra mobile di Crotone. In particolare erano state messe in luce due organizzazioni diverse che utilizzavano gli stessi metodi.</p>
<p>In primo grado le condanne erano state inflitte, a vario titolo, per associazione a delinquere e per aver favorito la presenza di clandestini in Italia attraverso permessi di soggiorno che per la Procura di Crotone venivano ottenuti in modo illegale con l&#8217;apposizione di firme false. La Corte di Appello ha ridotto la pena inflitta all&#8217;avvocato Salvatore Andrea Falcone che è stato assolto di 61 capi di imputazione sui 94 di cui era accusato: la condanna passa da 10 anni e 2 mesi a 5 anni e 6 mesi. Ridotta di due mesi, per l&#8217;assoluzione da due capi di imputazione, anche la condanna per l&#8217;avvocata Gabriella Panucci alla quale l&#8217;Appello ha inflitto 4 anni 6 mesi e 15 giorni. Quattro anni è la pena rideterminata per i mediatori culturali Rachida Lebkhachi (in primo grado erano 6 anni) ed Edris Mahmouzadeh (4 anni e 15 giorni in primo grado).</p>
<p>Rigettati gli altri ricorsi sia della difesa che della Procura. Restano quindi le condanne per gli avvocati Sergio Trolio (4 anni e 3 mesi) e Irene Trocino (5 anni e 4 mesi), per l&#8217;iraniano Mohammed Kasro (4 anni e 8 mesi), per Intzar Ahmed (1 anno e 6 mesi), per l&#8217;agente della polizia locale Alfonso Bennardis (9 mesi).<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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