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	<title>corruzione Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 10 Jun 2026 19:31:27 +0000</lastBuildDate>
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		<title>La Procura di Catanzaro chiede al Gip la proroga delle indagini per corruzione su Roberto Occhiuto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 19:30:10 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Roberto Occhiuto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Procura della Repubblica di Catanzaro ha chiesto al Gip una proroga delle indagini nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta per corruzione che coinvolge il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, l&#8217;ex amministratore unico di Ferrovie della Calabria Ernesto Ferraro e Paolo Posteraro, ex manager di Amaco (l&#8217;azienda di trasporti del Comune di Cosenza) ed ex segretario particolare di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Procura della Repubblica di Catanzaro ha chiesto al Gip una proroga delle indagini nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta per corruzione che coinvolge il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, l&#8217;ex amministratore unico di Ferrovie della Calabria Ernesto Ferraro e Paolo Posteraro, ex manager di Amaco (<em>l&#8217;azienda di trasporti del Comune di Cosenza</em>) ed ex segretario particolare di Matilde Siracusano, sottosegretaria e compagna di Occhiuto.</p>
<p>La richiesta, firmata dal sostituto procuratore Domenico Assumma, riguarda il procedimento scaturito dalle indagini della Guardia di finanza di Catanzaro sui rapporti di affari tra Occhiuto e Posteraro, in passato soci in cinque diverse società di capitali: Tenuta del Castello società agricola srl, Fondazione patrimonio artistico retail srl, Fondazione patrimonio artistico srl, Parametro Holding srl e Ytam srl.  Società dalle quali Occhiuto è uscito. Secondo quanto sottolineato dall&#8217;autorità giudiziaria, nel corso degli anni, Posteraro ha avuto nomine da parte di pubblici ufficiali con i quali Occhiuto vanta legami (<em>compreso suo fratello Mario Occhiuto, ex sindaco di Cosenza</em>) e che avrebbero fruttato all&#8217;ex socio oltre 500mila euro.</p>
<p>Tra questi incarichi anche quello in Ferrovie della Calabria, dove amministratore unico era Ernesto Ferraro, già socio di Posteraro nella società Ytam srl.  Il 23 luglio dello scorso anno Occhiuto è stato sentito in Procura dall&#8217;aggiunto Giancarlo Novelli ed all&#8217;uscita aveva detto &#8220;<em>ho chiarito tutto, confido in una celere archiviazione</em>&#8220;.  Se il gip accoglierà la richiesta, le indagini potrebbero proseguire fino a novembre.<br />
(<em>Ansa)</em></p>
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		<title>Inchiesta Ponte sullo Stretto, gli indagati tentarono di corrompere altri due giudici</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/inchiesta-ponte-sullo-stretto-gli-indagati-tentarono-di-corrompere-altri-giudici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:33:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Non solo Tommaso Miele. Nell&#8217;inchiesta della Procura di Roma sul Ponte sullo Stretto spunta anche il tentativo, secondo l&#8217;accusa, di avvicinare altri due magistrati contabili ritenuti utili agli interessi del gruppo favorevole alla realizzazione dell&#8217;opera. Un tentativo che, a quanto si apprende, sarebbe però fallito: i due magistrati non avrebbero accettato gli inviti. Il meccanismo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non solo Tommaso Miele. Nell&#8217;inchiesta della Procura di Roma sul Ponte sullo Stretto spunta anche il tentativo, secondo l&#8217;accusa, di avvicinare altri due magistrati contabili ritenuti utili agli interessi del gruppo favorevole alla realizzazione dell&#8217;opera. Un tentativo che, a quanto si apprende, sarebbe però fallito: i due magistrati non avrebbero accettato gli inviti.</p>
<p>Il meccanismo ipotizzato dagli inquirenti è lo stesso che, sempre secondo l&#8217;accusa, l&#8217;imprenditore Vincenzo Virgiglio e l&#8217;avvocato Giacomo Francesco Saccomanno avrebbero messo in campo con l&#8217;ex presidente aggiunto della Corte dei conti, Tommaso Miele, anche lui indagato. A Miele sarebbe stato promesso sostegno per futuri incarichi in enti dopo il pensionamento, in cambio di una sua azione favorevole al progetto, con aggiornamenti sull&#8217;andamento della procedura davanti alla magistratura contabile e la rivelazione di informazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi.</p>
<p>Ora il materiale sequestrato dai carabinieri del Ros nel corso delle perquisizioni eseguite a Roma, nella provincia di Reggio Calabria e in quella di Frosinone &#8211; dispositivi elettronici e documenti &#8211; sarà analizzato dagli investigatori e sottoposto ai pm della Procura di Roma. L&#8217;indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco, procede per corruzione per l&#8217;esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d&#8217;ufficio, corruzione attiva da parte di pubblico ufficiale e rivelazione e utilizzazione di segreti d&#8217;ufficio.</p>
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		<title>Indagine corruzione Ponte Stretto, Conte: inchiesta Roma dimostra ennesimo fallimento Meloni</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/indagine-corruzione-ponte-stretto-conte-inchiesta-roma-dimostra-ennesimo-fallimento-meloni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 16:47:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“L’ennesimo fallimento del governo Meloni non ne azzeccano una recuperiamo subito quei 13 miliardi e mezzo servono per le famiglie e per la sanità per le imprese per i nostri giovani. Questa è l’urgenza del paese”. Lo dice il leader M5s Giuseppe Conte commentando l’indagine della procura di Roma dopo l’inchiesta della Procura di Roma [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>L’ennesimo fallimento del governo Meloni non ne azzeccano una recuperiamo subito quei 13 miliardi e mezzo servono per le famiglie e per la sanità per le imprese per i nostri giovani. Questa è l’urgenza del paese”.</em> Lo dice il leader M5s Giuseppe Conte commentando l’indagine della procura di Roma dopo l’inchiesta della Procura di Roma che ipotizza i reati di corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio nell’ambito del presunto interessamento di alcuni soggetti affinché la Corte dei conti approvasse il progetto definitivo del <strong>Ponte sullo Stretto-</strong></p>
<p>Spiega l’ex premier: “<em>L’inchiesta della procura di Roma sul ponte sullo stretto conferma che non solo il progetto era fallato, non solo </em>c<em>’è stata una forzatura addirittura contro la Corte dei Conti, ma adesso si scopre anche l’ombra della corruzione su questo progetto”.</em></p>
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		<title>Ponte Messina, inchiesta pm Roma per corruzione: 3 indagati, c&#8217;è anche ex presidente aggiunto Corte Conti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ponte-messina-inchiesta-pm-roma-per-corruzione-3-indagati-anche-ex-presidente-aggiunto-corte-conti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 11:54:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tre persone sono indagate dalla Procura di Roma per corruzione e rivelazione del segreto di ufficio nell’ambito del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. L&#8217;ufficio del pubblico ministero ha delegato i Carabinieri all&#8217;esecuzione di un decreto di perquisizione personale, domiciliare, informatica e conseguente eventuale sequestro a carico dell’ex presidente aggiunto della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tre persone sono indagate dalla Procura di Roma per corruzione e rivelazione del segreto di ufficio nell’ambito del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. L&#8217;ufficio del pubblico ministero ha delegato i Carabinieri all&#8217;esecuzione di un decreto di perquisizione personale, domiciliare, informatica e conseguente eventuale sequestro a carico dell<strong>’ex presidente aggiunto della Corte dei Conti Tommaso Miele</strong>, in pensione dal febbraio scorso, <strong>Vincenzo Virgiglio</strong>, 65 anni, <strong>imprenditore </strong>di <strong>Reggio Calabria, </strong>residente a Roma, indicato come responsabile delle relazioni esterne dell&#8217;associazione &#8220;<strong>Accademia Calabria</strong>&#8221; e <strong>Giacomo Francesco Saccomanno</strong>, 71 anni, già componente del cda della società Stretto di Messina Spa ed ex c<strong>ommissario Lega in Calabria.</strong></p>
<p>Le indagini, come si spiega in una nota della procura di Roma, hanno documentato le condotte dei tre &#8211; indagati, in concorso tra loro, per corruzione per l&#8217;esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d&#8217;ufficio, corruzione attiva da parte di pubblico ufficiale e rivelazione ed utilizzazione di segreti d&#8217;ufficio &#8211; tese a condizionare l&#8217;esame di legittimità della Corte dei Conti sull&#8217;approvazione del progetto definitivo per la realizzazione dell&#8217;opera pubblica &#8216;Ponte sullo Stretto di Messina&#8217;. L&#8217;avvocato e l&#8217;imprenditore, al fine di condizionare l’esame della Corte dei Conti in favore della società &#8216;Stretto di Messina Spa&#8217;, avrebbero avvicinato il giudice contabile promettendogli il loro appoggio per ricoprire cariche in enti di diritto pubblico dopo il suo pensionamento, subordinandolo alla sua fattiva azione per il concretizzarsi dell&#8217;esigenza citata. I due avrebbero anche tentato di avvicinare altri magistrati ritenuti utili agli interessi del gruppo per la realizzazione dell&#8217;opera infrastrutturale e rivelato, a soggetti terzi, notizie coperte da segreto, acquisite dal giudice della Corte dei Conti indagato.</p>
<p>Quest&#8217;ultimo, dal canto suo, secondo l’accusa, avrebbe offerto la propria disponibilità, fornendo costanti aggiornamenti sull&#8217;andamento della procedura condotta dalla Corte Contabile, rivelando informazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi magistrati contabili e sullo sviluppo della relativa Camera di Consiglio in adunanza plenaria della Corte stessa.  Inoltre, avrebbe esaminato la decisione sfavorevole del 29 ottobre 2025, impegnandosi a predisporre, nell&#8217;interesse della &#8216;Stretto di Messina Spa&#8217;, una memoria sulla vicenda da consegnare al commercialista della società manifestando, in cambio, l&#8217;interesse a diventare Presidente dell&#8217;Antitrust o di una società partecipata. Nel corso delle perquisizioni, svolte a Roma, nella provincia di Reggio Calabria e in quella di Frosinone sono stati sequestrati diversi dispostivi elettronici e documenti che verranno sottoposti a specifiche valutazioni e analisi per appurarne la valenza probatoria in relazione alle ipotesi di reato contestate.</p>
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		<item>
		<title>Indagine corruzione Ponte Stretto, Ciucci: Sorpresi, la società Stretto di Messina totalmente estranea ai fatti&#8217;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/indagine-corruzione-ponte-stretto-ciucci-sorpresi-la-societa-stretto-di-messina-totalmente-estranea-ai-fatti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 10:45:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8216;Abbiamo accolto con sorpresa le notizie riportate dai media sulle indagini per le quali la societa&#8217; e&#8217; totalmente estranea. Confermiamo la massima la disponibilita&#8217; a collaborare con le Autorita&#8217; inquirenti e prenderemo tutte le misure necessarie a tutela degli interessi aziendali e del progetto&#8217;. Lo afferma Pietro Ciucci, amministratore delegato della Stretto di Messina, in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8216;Abbiamo accolto con sorpresa le notizie riportate dai media sulle indagini per le quali la societa&#8217; e&#8217; totalmente estranea. Confermiamo la massima la disponibilita&#8217; a collaborare con le Autorita&#8217; inquirenti e prenderemo tutte le misure necessarie a tutela degli interessi aziendali e del progetto&#8217;</em>. Lo afferma Pietro Ciucci, amministratore delegato della Stretto di Messina, in relazione all&#8217;indagine della Procura di Roma per corruzione e rivelazione del segreto di ufficio nell&#8217;ambito del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina.</p>
<p>&#8220;<em>La società &#8211; ha dichiarato Ciucci &#8211; prosegue nel suo impegno di realizzare il ponte sullo Stretto con massima trasparenza per adempiere alla missione affidatale dal Parlamento e dal Governo conformandosi a tutti i rilievi espressi dalla Corte dei Conti nelle sue delibere così come dettagliatamente definito dal dl &#8216;Commissari&#8217; dell&#8217;11 marzo 2026&#8243;</em>.</p>
<p>La risposta di Ciucci arriva dopo la notizia dell&#8217;indagine della Procura di Roma per corruzione e rivelazione del segreto di ufficio nell&#8217;ambito del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, in base a quanto emerge da una nota diffusa dall&#8217;ufficio giudiziario.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/indagine-corruzione-ponte-stretto-ciucci-sorpresi-la-societa-stretto-di-messina-totalmente-estranea-ai-fatti/">Indagine corruzione Ponte Stretto, Ciucci: Sorpresi, la società Stretto di Messina totalmente estranea ai fatti&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<item>
		<title>Reggio Calabria, il blitz al Comune sgomina un &#8216;sistema corruttivo sui lavori pubblici&#8217;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/reggio-calabria-il-blitz-al-comune-sgomina-un-sistema-corruttivo-sui-lavori-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 15:14:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quello che è emerso dall&#8217;inchiesta che stamattina ha portato all&#8217;arresto di quattro persone è &#8220;un sistema corruttivo all&#8217;interno del settore Lavori pubblici e grandi opere&#8221; del Comune di Reggio Calabria. Lo ha riferito, nel corso di una conferenza stampa, il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria Giuseppe Borrelli.  In carcere è finito il dipendente dell&#8217;ufficio [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che è emerso dall&#8217;inchiesta che stamattina ha portato all&#8217;arresto di quattro persone è &#8220;<em>un sistema corruttivo all&#8217;interno del settore Lavori pubblici e grandi opere&#8221;</em> del Comune di Reggio Calabria. Lo ha riferito, nel corso di una conferenza stampa, il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria Giuseppe Borrelli.  In carcere è finito il dipendente dell&#8217;ufficio tecnico dell&#8217;Ente <strong>Arturo Arcano</strong>, di 63 anni, mentre gli arresti domiciliari sono stati disposti per l&#8217;altro dipendente comunale coinvolto, <strong>Giancarlo Cutrupi</strong> (61), e per gli imprenditori <strong>Antonio Scopelliti</strong> (36) e <strong>Demetrio Cama</strong> (51). Condotta dalla Squadra mobile e dagli specialisti del Servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine, l&#8217;inchiesta ha portato anche al sequestro preventivo delle quote di due società, la Ecolog Italia srl e la As Costruzioni Srl.  Nell&#8217;inchiesta ci sono anche altri due indagati.</p>
<p>&#8220;<em>Il sistema corruttivo &#8211; </em>ha spiegato Borrelli<em> &#8211; era incentrato sulla figura di Arcano ed era finalizzato all&#8217;accelerazione delle procedure per la liquidazione degli stati di avanzamento dei lavori. Sono stati contestati i delitti di corruzione in relazione ad una pluralità di affidamenti diretti realizzati dal Comune di Reggio. L&#8217;inchiesta riguarda unicamente la struttura tecnica dato che le indagini non hanno evidenziato il coinvolgimento in tutto ciò che è stato accertato di alcuna figura della amministrazione</em>&#8220;.<br />
Tra gli episodi contestati, i lavori di riqualificazione, del valore di oltre 2 milioni di euro, dell&#8217;ex cinema &#8220;<em>Orchidea</em>&#8221; da destinare a museo comunale sul lungomare di Reggio Calabria.<br />
&#8220;<em>Viene contestato ad Arcano &#8211; </em>ha detto Borrelli<em> &#8211; di avere fornito agli imprenditori notizie ancora non ufficializzate dagli organi della stazione appaltante, di avere sollecitato agli uffici competenti le emissioni di stati di avanzamento di lavori e di aver sollecitato la chiusura di una procedura di variante in corso d&#8217;opera</em>&#8220;. In cambio l&#8217;indagato avrebbe ricevuto una somma di denaro di 5mila euro.</p>
<p>Gli investigatori hanno ricostruito il pagamento delle mazzette grazie a intercettazioni e videoriprese. Per il capo della Squadra mobile Gianfranco Minissale &#8220;<em>le dazioni di denaro arrivano all&#8217;esito di una serie di comportamenti, che sono stati documentati durante le intercettazioni e che andavano oltre la normale dialettica che intercorre tra la parte privata e la parte pubblica</em>&#8220;.  L&#8217;inchiesta, comunque, non è finita. Per il procuratore aggiunto Walter Ignazitto, infatti, &#8220;<em>l&#8217;indagine si inserisce in una più ampia attività con tutta un&#8217;ulteriore serie di fenomeni criminali che sono stati e sono in fase di accertamento</em>&#8220;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/reggio-calabria-il-blitz-al-comune-sgomina-un-sistema-corruttivo-sui-lavori-pubblici/">Reggio Calabria, il blitz al Comune sgomina un &#8216;sistema corruttivo sui lavori pubblici&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Reggio Calabria, due dipendenti del Comune e due imprenditori arrestati per corruzione</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/reggio-calabria-due-dipendenti-del-comune-e-due-imprenditori-arrestati-per-corruzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 07:21:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Due dipendenti dell&#8217;ufficio tecnico del Comune di Reggio Calabria e due imprenditori, sono stati arrestati per corruzione. Secondo le prime informazioni trapelate il blitz è avvenuto questa mattina quando gli agenti della squadra mobile hanno eseguito un&#8217;ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip su richiesta del procuratore Giuseppe Borrelli. Un dipendente pubblico è stato portato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Due dipendenti dell&#8217;ufficio tecnico del Comune di Reggio Calabria e due imprenditori, sono stati arrestati per corruzione. Secondo le prime informazioni trapelate il blitz è avvenuto questa mattina quando gli agenti della squadra mobile hanno eseguito un&#8217;ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip su richiesta del procuratore Giuseppe Borrelli.</p>
<p>Un dipendente pubblico è stato portato in carcere mentre per gli altri tre indagati il giudice per le indagini preliminari ha disposto gli arresti domiciliari. Gli episodi riguardano la gestione degli appalti pubblici e il rilascio di autorizzazioni agli imprenditori reggini coinvolti che sono amministratori di due società sequestrate.</p>
<p>Le misure cautelari hanno riguardato: <strong>Arturo Arcano, </strong>63 anni, dipendente comunale, arrestato in carcere;<br />
<strong>Giancarlo Cutrupi, </strong>61 anni,  dipendente comunale, ai domiciliari;  <strong>Demetrio Cama, </strong>51 anni<strong>, </strong> imprenditore, ai domiciliari e <strong>Antonino Scopelliti, </strong>37 anni<strong>, </strong>ai domiciliari.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>VIDEO-Corruzione e appalti pilotati: 6 mln confiscati a imprenditore reggino legato alla &#8216;ndrangheta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 07:27:00 +0000</pubDate>
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<p data-start="351" data-end="738">Il Comando Provinciale Guardia di finanza di Reggio Calabria, con il supporto operativo dello S.C.I.C.O. e del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Firenze, ha dato esecuzione a un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del locale Tribunale che dispone la confisca di società, immobili e disponibilità finanziarie per un valore stimato di oltre 6 milioni di euro. L’attività, diretta da questa Procura della Repubblica/Direzione Distrettuale Antimafia, costituisce un ulteriore sviluppo, sotto il profilo economico-patrimoniale, delle risultanze investigative e processuali acquisite nel corso dell’operazione denominata “<em>INTER NOS</em>”, portata a termine nel 2021 dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Reggio Calabria. Nel corso di tale indagine, era emersa, in particolare, la figura di un imprenditore che aveva assunto un ruolo di primo piano nell’ambito di un “<em>cartello d’imprese</em>” preordinato alla corruzione seriale, duratura e sistematica di pubblici funzionari per l’aggiudicazione di pubblici appalti nel settore delle pulizie e delle sanificazioni, eliminando in questo modo ogni forma di concorrenza e ottenendo indebitamente il monopolio assoluto nel citato settore di mercato.</p>
<p data-start="1586" data-end="2047">A tal fine, sarebbe stata costituita una “<em>cassa comune</em>” nella quale ciascun imprenditore avrebbe versato il proprio contributo finanziario destinato, da un lato, a corrompere i suddetti pubblici funzionari compiacenti e, sotto altro versante, a elargire pagamenti alle cosche di ’ndrangheta di Africo e Melito Porto Salvo, alle quali bisognava rivolgersi per poter lavorare sul territorio ove queste ultime compagini esercitavano la propria influenza criminale. In molti casi, tali dazioni sarebbero continuate anche dopo il pensionamento dei pubblici funzionari corrotti, nella speranza che “<em>questi potessero mediare con i nuovi funzionari</em>” in favore degli imprenditori associati, anche mediante un rodato meccanismo di proroghe.</p>
<p data-start="2319" data-end="2934">Alla luce delle richiamate evidenze investigative e delle indagini patrimoniali della Guardia di finanza, che dovranno comunque trovare conferma nelle successive fasi giudiziarie, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, su proposta di questa Procura della Repubblica, ha disposto l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale della confisca dell’intero compendio aziendale di una società cooperativa, delle quote di una società a responsabilità limitata (<em>entrambe esercenti principalmente l’attività di “pulizia generale non specializzata di edifici”</em>), di un immobile e un conto corrente, per un valore complessivamente stimato in 6 milioni e 100 mila euro.</p>
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		<title>VIDEO-Corruzione in appalti pubblici: indagato anche ex vicepresidente provincia Crotone</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-corruzione-appalti-pubblici-indagato-anche-ex-vicepresidente-provincia-crotone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 09:16:19 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-372403-2" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/KR-Op.-Teorema.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/KR-Op.-Teorema.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/KR-Op.-Teorema.mp4</a></video></div>
<p>I finanzieri del Comando Provinciale di Crotone – impegnati con un dispositivo operativo composto da 80 militari – su disposizione della Procura, hanno eseguito, nelle prime ore della mattina di oggi, n.16 perquisizioni, anche informatiche, presso enti locali, segnatamente la Provincia e il Comune di Crotone, studi di consulenza professionali, nonché abitazioni private e notificato 20 avvisi di garanzia nei confronti di altrettanti indagati. Le fiamme gialli crotonesi hanno scoperto un vasto giro di affidamenti illeciti di appalti con un drenaggio di denaro pubblico quantificato in 400.000 euro, confluito anche su conti correnti personali di un funzionario pubblico, oltreché nelle casse dei soggetti affidatari. Tra le persone indagate figurano dunque funzionari pubblici e professionisti che agivano da anni, in associazione tra loro, con una struttura ben organizzata, orientando affidamenti diretti di servizi tecnici e professionali, in violazione dei principi di rotazione, imparzialità e trasparenza previsti dalla normativa sui contratti pubblici.</p>
<p>I reati contestati, a vario titolo, sono corruzione, truffa aggravata ai danni dello Stato, frode nelle pubbliche forniture e falso ideologico. L&#8217;indagine riguarda Fabio Manica (47 anni), Giacomo Combariati (41), Luca Bisceglia (51), Rosaria Luchetta (47), Alessandro Vallone (44), Vicky Ingarozza (42), Francesco Manica (50), Luca Vincenzo Mancuso (45), Andrea Esposito (46), Gaetano Caccia (49), Domenico Zizza (61), Francesco Mario Benincasa (60), Raffaele Cavallaro (59), Giuseppe Marinello (47), Adriano Astorino (48), Antonio Otranto (55), Michele Scappatura (56), Bina Fusaro (40), Caterina Scavo (30), Salvatore Valente (43).</p>
<p>Al centro dell&#8217;inchiesta &#8211; denominata &#8220;Teorema&#8221; &#8211; condotta dai finanzieri del gruppo di Crotone-Nucleo Mobile, figura <strong>Fabio Manica</strong>, consigliere comunale di Forza Italia, già vicepresidente della Provincia di Crotone nonché presidente facente funzione fino a pochi giorni fa prima dello svolgimento delle elezioni del nuovo presidente.<br />
Per Manica e altri quattro indagati per corruzione, la Procura aveva chiesto misure cautelari restrittive, ma il Gip ha disposto al momento la notifica di inviti a rendere interrogatorio preventivo prima di decidere sulle misure cautelari.<br />
Le ipotesi di reato contestate agli indagati sono gravissime e vanno dalla “corruzione” al “falso ideologico in atto pubblico”, dalla “frode nelle pubbliche forniture” alla “truffa aggravata ai danni dello Stato”. I militari della Guardia di Finanza hanno anche eseguito un sequestro preventivo d’urgenza avente ad oggetto cinque società, di cui due con sede in Emilia Romagna, alcuni immobili, giacenze di denaro su rapporti bancari e autoveicoli.</p>
<p>Il flusso di denaro pubblico indebitamente sottratto, come emerso dalle articolate indagini svolte, veniva impiegato da parte del funzionario pubblico per spese personali (acquisto di autoveicoli, premi assicurativi, viaggi e soggiorni, spese di rappresentanza, acquisti di beni e prelievi di contante). Le restanti somme rimanevano nella disponibilità dei professionisti affidatari, secondo accordi di ripartizione. Le movimentazioni venivano giustificate da fatturazioni per consulenze. L’operazione conferma il costante impegno della Guardia di Finanza, in sinergia con la Procura di Crotone, diretta da Domenico Guarascio, nel contrasto alla corruzione a tutela della legalità nella pubblica amministrazione.</p>
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		<title>Cosenza, 6 arresti per corruzione e droga nel carcere. Coinvolto agente della Penitenziaria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cosenza-6-arresti-per-corruzione-e-droga-nel-carcere-coinvolto-agente-della-penitenziaria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 10:23:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Personale del Nucleo Investigativo Centrale Polizia Penitenziaria – Nucleo Regionale della Calabria di Catanzaro, con il supporto del Reparto di Polizia Penitenziaria e con l’ausilio anche del Nucleo Investigativo Regionale della Campania di Napoli, ha eseguito un&#8217;ordinanza di misura cautelare &#8211; emessa dal Gip di Cosenza, su richiesta della locale Procura, nei confronti di 8 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Personale del Nucleo Investigativo Centrale Polizia Penitenziaria – Nucleo Regionale della Calabria di Catanzaro, con il supporto del Reparto di Polizia Penitenziaria e con l’ausilio anche del Nucleo Investigativo Regionale della Campania di Napoli, ha eseguito un&#8217;ordinanza di misura cautelare &#8211; emessa dal Gip di Cosenza, su richiesta della locale Procura, nei confronti di 8 indagati, per corruzione e spaccio di sostanze stupefacenti nella Casa Circondariale “S. Cosmai” di Cosenza. L’ordinanza cautelare è stata adottata a seguito degli interrogatori preventivi del GIP, e degli indagati 6 sono raggiunti dalla misura cautelare personale degli arresti domiciliari, 1 dall’obbligo di dimora nel comune di residenza e 1 dall’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria.</p>
<p>L’indagine ha mirato all’acquisizione di elementi probatori all’interno dell’istituto penitenziario di Cosenza, e si è sviluppata mediante l’ascolto di persona informata sui fatti, attività tecniche corroborate dai relativi riscontri, servizi di OCP, riscontri “sul campo”, acquisizioni di immagini del servizio di videosorveglianza. Gli elementi indiziari acquisiti hanno consentito di delineare una serie di condotte illecite relative a plurime ipotesi di corruzione da parte di privati, che hanno interessato un agente della Polizia penitenziaria, nonché cessione di sostanze stupefacenti, introduzione e utilizzo di cellulari e sim card nel carcere.</p>
<p>In particolare è emersa, sul piano indiziario, la condotta di un operante della Polizia penitenziaria, che avrebbe accettato la promessa e/o ricevuto corrispettivi da familiari di detenuti, consistenti anche in sostanza stupefacente, per compiere atti contrari ai doveri d’ufficio, nello specifico, per l’effettuazione di videochiamate in numero maggiore rispetto a quello stabilito ed autorizzato dal DAP, per la comunicazione ai detenuti di informazioni provenienti dai familiari, per l’introduzione di sostanza stupefacente all’interno della casa circondariale, per l’omissione della denuncia circa la disponibilità all’interno della casa circondariale di sostanza stupefacente, sim card e smartphone).<br />
Oltre alla ritenuta sussistenza della gravità indiziaria in ordine al delitto di corruzione per atti contrario ai doveri d’ufficio, è stata, altresì, ritenuta, la gravità indiziaria in ordine alle condotte di cessione di sostanze stupefacenti all’interno dell’istituto, di rivelazione di segreti di ufficio. Nel corso delle indagini sono stati eseguiti, all’interno della Casa Circondariale di Cosenza, sequestri di sostanza stupefacente, di telefonici cellulari e sim card introdotti all’interno del carcere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/cosenza-6-arresti-per-corruzione-e-droga-nel-carcere-coinvolto-agente-della-penitenziaria/">Cosenza, 6 arresti per corruzione e droga nel carcere. Coinvolto agente della Penitenziaria</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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