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	<title>convalida Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 04 Jun 2026 16:26:48 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Strage braccianti Amendolara, indagini su movente e contesto lavorativo. Gip si riserva su convalida fermi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 16:26:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Chiuso il cerchio sui presunti autori materiali della strage dei quattro braccianti bruciati vivi ad Amendolara, la Procura della Repubblica di Castrovillari che coordina le indagini della Squadra mobile di Cosenza, punta adesso a stabilire quale sia stato il movente ma non solo. Gli accertamenti, infatti, tendono anche a chiarire quale sia il contesto lavorativo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Chiuso il cerchio sui presunti autori materiali della strage dei quattro braccianti bruciati vivi ad Amendolara, la Procura della Repubblica di Castrovillari che coordina le indagini della Squadra mobile di Cosenza, punta adesso a stabilire quale sia stato il movente ma non solo. Gli accertamenti, infatti, tendono anche a chiarire quale sia il contesto lavorativo nel quale è maturato il quadruplice omicidio e il ruolo svolto dai due indagati, Safeer Ahmed e Ali Raza, 31enni pachistani. In particolare, secondo quanto si è appreso, gli inquirenti intendono verificare quali fossero i rapporti di lavoro di vittime e indagati con le aziende di Scanzano (Potenza) dove avevano lavorato nelle ultime settimane per la raccolta delle fragole e se tutto fosse in regola. Inoltre, più in generale, l&#8217;attenzione è puntata sul fenomeno del caporalato, per stabilire se questi lavoratori fossero indirizzati alle imprese da soggetti che li &#8220;gestivano&#8221; o se pure i contatti erano diretti.</p>
<p>Al riguardo gli investigatori stanno anche cercando di chiarire il ruolo degli imputati per stabilire se fossero veri e propri caporali &#8211; ed eventualmente al servizio di chi &#8211; o se pure fossero anche loro braccianti che però sfruttavano una presenza sul territorio italiano più lunga e la disponibilità di un mezzo per farsi pagare il trasporto da chi, invece, non aveva come muoversi. Sembrerebbe, infatti, che il minivan all&#8217;interno del quale sono stati uccisi il pachistano Waseem Khan, di 29 anni, e gli afghani pashtun Amin Fazal Khogjani (28), Ullah Ismat Qiemi (19) e Safi Iayjad (27), fosse di proprietà di uno dei due fermati.</p>
<p>Intanto il Gip di Castrovillari si è riservato la decisione sulla convalida dei fermi, al termine dell&#8217;udienza, nei confronti di Safeer Ahmed e Ali Raza, i due pachistani accusati di essere gli autori della strage dei braccianti di Amendolara. I due, come avevano annunciato i legali Giovanni Brandi Cordasco Salmena e Giulia Montilli, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. <em>&#8220;Sono sereni come lo si può essere in circostanze del genere</em>&#8221; hanno sottolineato gli avvocati che si sono opposti alla richiesta di misura cautelare avanzata dalla dm Roberta Bello.  &#8220;<em>Non ci sono tutti i presupposti per come li ha chiesti il pubblico ministero. Sulle esigenze cautelari &#8211; hanno affermato &#8211; abbiamo pensato che potrebbero esserci anche misure meno gravi per assicurare le esigenze del processo&#8221;.</em></p>
<p>Gli avvocati, che ancora non hanno parlato con i loro assistiti, hanno riferito che il pm <em>&#8220;si è rammaricato per il fatto che sia stato divulgato, non si sa come, il video in rete (quello in cui si vedono gli instanti prima che l&#8217;auto prenda fuoco, ndr), perché era un atto secretato che non doveva comparire in questa maniera&#8221;</em>. E ai cronisti che chiedevano se la difesa stesse pensando di chiedere una perizia psichiatrica per i due, i legali si sono limitati a sottolineare che al momento <em>&#8220;Non conosciamo ancora gli atti. Domani faremo la richiesta e poi sapremo qualcosa di più. Stasera c&#8217;è il conferimento dell&#8217;incarico al perito per l&#8217;autopsia. Non sappiamo ancora quando sarà fatta&#8221;.</em><br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>Lamezia, omicidio Emiliano Torcasio: Gip convalida il fermo di Pasquale Colelli</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-omicidio-emiliano-torcasio-gip-convalida-il-fermo-di-pasquale-colelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 16:06:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lamezia Terme, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha convalidato il decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso dal Pubblico Ministero lo scorso venerdì, nei confronti di Pasquale Colelli (fotino a destra), 30enne, per l&#8217;omicidio del 52enne Emiliano Torcasio. Come si ricorderà, nella nottata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lamezia Terme, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha convalidato il decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso dal Pubblico Ministero lo scorso venerdì, nei confronti di <strong>Pasquale Colelli</strong> (<em>fotino a destra</em>), 30enne, per l&#8217;omicidio del 52enne <strong>Emiliano Torcasio</strong>.</p>
<p>Come si ricorderà, nella nottata di venerdì 24 ottobre, i militari dell&#8217;Arma erano intervenuti nella località Ginepri di Lamezia Terme, dove un passante aveva segnalato la presenza di un corpo riverso a terra in una pozza di sangue. I primi accertamenti, eseguiti grazie anche al personale della Sezione Rilievi del Comando Provinciale di Catanzaro e ad un medico legale, avevano consentito di individuare sulla scena del crimine evidenti indizi riconducibili ad un omicidio. In modo particolare, erano state riscontrate sul corpo della vittima, all&#8217;altezza del collo, alcune ferite di arma da taglio.</p>
<p>Nel corso della medesima mattinata, il presunto autore del delitto, accompagnato dal proprio legale di fiducia, si era presentato spontaneamente presso la Caserma Carabinieri di Viale Marconi, e aveva acconsentito a rispondere alle domande del PM sull&#8217;accaduto. L&#8217;uomo, sulla base dei gravi indizi di colpevolezza emersi a suo carico e del possibile pericolo di fuga, era stato dichiarato in stato di fermo e recluso presso la casa circondariale di Catanzaro. Sono in corso ulteriori accertamenti volti alla ricostruzione della dinamica e del movente dell&#8217;omicidio.</p>
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		<title>Lamezia, Gip convalida fermo (domiciliari) per Francesco Gallo: ha ferito due rom a Cerasolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 13:55:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lamezia Terme, Francesco De Nino, ha convalidato il fermo di Francesco Gallo, 53anni, (difeso dall&#8217;avvocato Renzo Andricciola) , ed ha emesso ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. Gallo è accusato di aver ferito a colpi di arma da fuoco due soggetti di etnia rom. Secondo quanto si è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lamezia Terme, Francesco De Nino, ha convalidato il fermo di Francesco Gallo, 53anni, (<em>difeso dall&#8217;avvocato Renzo Andricciola</em>) , ed ha emesso ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. Gallo è accusato di aver ferito a colpi di arma da fuoco due soggetti di etnia rom.</p>
<p>Secondo quanto si è appreso Gallo ha risposto alla domande del pm, del giudice e della difesa. Ha chiarito la propria posizione, raccontando di essere stato aggredito e picchiato dai due rom per una questione di precedenza stradale, mentre era con i suoi familiari. E successivamente di essere stato nuovamente aggredito da diversi rom quando si è recato in via Savutano per un chiarimento della situazione.</p>
<p>Nella seconda circostanza, si è visto costretto a sparare in quanto si è visto in pericolo perché accerchiato. Nell immediatezza Gallo si era costituito ai carabinieri di Sambiase.</p>
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		<title>Lamezia, omicidio Torcasio: lunedì udienza Gip per la convalida del fermo di Pasquale Colelli</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-omicidio-torcasio-lunedi-udienza-gip-per-la-convalida-del-fermo-di-pasquale-colelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Oct 2025 13:30:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si terrà lunedì davanti al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lamezia Terme l&#8217;udienza di convalida per il fermo di Pasquale Colelli, di 30 anni, disoccupato, costituitosi nella giornata di venerdì per l&#8217;omicidio di Emiliano Torcasio, di 52 anni, autista, ucciso nella notte fra giovedì e venerdì nella zona di Ginepri con una [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si terrà lunedì davanti al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lamezia Terme l&#8217;udienza di convalida per il fermo di Pasquale Colelli, di 30 anni, disoccupato, costituitosi nella giornata di venerdì per l&#8217;omicidio di Emiliano Torcasio, di 52 anni, autista, ucciso nella notte fra giovedì e venerdì nella zona di Ginepri con una decina di coltellate.</p>
<p>Da quanto si è appreso Colelli e Torcasio (<em>nel fotino</em>) si conoscevano da tempo e avevano trascorso la serata di giovedì insieme, in un bar della città. Si sarebbero poi allontanati per raggiungere probabilmente il lungomare lametino dove è avvenuto il delitto. E proprio in località &#8216;Ginepri&#8217; Torcasio è stato trovato in una pozza di sangue, colpito con alcuni fendenti in diverse parti del corpo, in particolare al collo ed al volto.</p>
<p>Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Vincenzo Quaranta e condotte dai carabinieri della Compagnia di Lamezia Terme, proseguono per accertare il movente dell&#8217;omicidio. Cosa sia successo dopo che i due si sono allontanati, è quello che stanno cercando di capire gli inquirenti. Sul corpo di Torcasio è stata disposta l&#8217;autopsia.</p>
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		<title>VIDEO-Convalidato il fermo del piromane seriale a Marina di Gioiosa Ionica</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-convalidato-il-fermo-del-piromane-seriale-a-marina-di-gioiosa-ionica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jan 2025 10:01:45 +0000</pubDate>
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<p>Una lunga ed inquietante spirale di incendi dolosi che ha terrorizzato la comunità di Marina di Gioiosa Ionica sembra aver trovato il proprio epilogo. Grazie al lavoro incessante e meticoloso dei Carabinieri della Stazione di Marina di Gioiosa Ionica, coordinati dalla Procura della Repubblica di Locri diretta dal dott. Giuseppe Casciaro, un uomo di 60 anni, residente nella zona, è stato arrestato ed il suo fermo convalidato dalla Procura di Locri. Il suo nome, legato a una serie di atti di vandalismo, è ora al centro di un’inchiesta che ha messo in luce un lucido ed inquietante piano criminale. La storia di questo seriale autore di incendi inizia, infatti, nella notte del 14 ottobre 2024, quando la comunità di Marina di Gioiosa Ionica comincia a tremare di fronte a una repentina serie di attentati incendiari, che nel corso dei mesi successivi non sembrava avere fine. Undici episodi, ognuno dei quali più distruttivo e pericoloso del precedente, commessi in danno di altrettante autovetture, che hanno profondamente scosso le vittime e messo in pericolo gli abitanti delle tante abitazioni lambite dalle fiamme che divampavano irrefrenabilmente sulle auto lasciate in sosta. </p>
<p>Le indagini, condotte con incessante scrupolo, hanno in breve evidenziato la pericolosità dell’autore, che ha ben dimostrato di conoscere con accuratezza il territorio della cittadina e che, con una freddezza sprezzante delle potenziali conseguenze, ha continuato a pianificare con dovizia di particolari ogni singolo colpo. L’uomo, infatti, non solo agiva di notte, approfittando della naturale copertura fornitagli dall’oscurità, ma teneva in debita considerazione l’impegno che ogni evento avrebbe determinato per le forze di soccorso e per le pattuglie dell’Arma. Di qui la sua pericolosa audacia: sfruttando i concitati sforzi rivolti allo spegnimento di un incendio appena appiccato, colpiva nuovamente, poco dopo, in un distante punto della cittadina, certo di realizzare eventi sempre più difficili da gestire tempestivamente. Le indagini, lunghe e complesse, coordinate dalla Procura della Repubblica di Locri, hanno rivelato una trama di vendetta e risentimento: l’uomo avrebbe infatti agito spinto da dissapori personali con alcune delle sue vittime, spesso professionisti noti della zona. Le sue motivazioni non erano solo legate al furioso desiderio di distruggere, ma a un rancore profondo che lo spingeva a colpire nel cuore della sua comunità, consapevole del clima di terrore che avrebbe continuato ad alimentare. I Carabinieri hanno dovuto mettere insieme un puzzle articolato e complesso: raccogliere ogni frammento di prova, ogni testimonianza, ogni indizio. </p>
<p>Il rinvenimento di un ordigno incendiario, non innescatosi correttamente, ha consentito di acquisire fondamentali elementi per lo sviluppo delle indagini: un ordigno rudimentale (ma, per ciò solo, non meno pericoloso) i cui materiali costituitivi, di comune uso, sono stati trovati nella materiale disponibilità dell’indagato, sulle cui tracce si erano ormai messi i Carabinieri.<br />
Anche per questo, forse, l’uomo &#8211; dopo i successivi eventi incendiari &#8211; ha cominciato a rendersi irreperibile, così da ostacolare l’attività degli inquirenti. Le maniacali accortezze non sono state però sufficienti ad impedire la puntigliosa ricostruzione degli eventi e la raccolta degli indizi a carico dell’uomo che oggi, grazie al puntiglioso lavoro dei Carabinieri di Marina di Gioiosa Ionica ed al fondamentale coordinamento della Procura, dovrà rispondere al Tribunale di Locri della lunga scia di inquietudini e paure instillata nella cittadinanza, finalmente restituita alla propria serenità.</p>
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		<title>Reggio Calabria, convalidato l&#8217;arresto del macellaio che ha ucciso il ladro catanese: ecco perchè</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 May 2024 12:24:42 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Francesco Putortì]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Reggio Calabria &#8211; Il Gip del tribunale, Giovanna Sergi, ha convalidato l&#8217;arresto e ha emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Francesco Putortì, macellaio reggino, di 48 anni, che lunedì mattina ha ucciso un ladro, Alfio Stancampiano di 30 anni originario di Catania, che era entrato all&#8217;interno della sua abitazione in contrada [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Reggio Calabria &#8211; Il Gip del tribunale, Giovanna Sergi, ha convalidato l&#8217;arresto e ha emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Francesco Putortì, macellaio reggino, di 48 anni, che lunedì mattina ha ucciso un ladro, Alfio Stancampiano di 30 anni originario di Catania, che era entrato all&#8217;interno della sua abitazione in contrada Oliveto di Rosario Valanidi a Reggio Calabria, e ne ha ferito un altro, Giovanni Bruno, di 46 anni anche lui catanese. Il primo, ferito con un colpo di coltello, è stato abbandonato dai complici nei giardini dell&#8217;ospedale Morelli, dove poi è morto, mentre il secondo, dopo aver traghettato per la Sicilia, è stato costretto a recarsi all&#8217;ospedale di Messina dove è ricoverato.</p>
<p>Nel motivare l&#8217;arresto in carcere accogliendo la richiesta del pm Nunzio De Salvo, il gip sostiene che la circostanza per la quale Putortì, &#8220;non abbia riportato alcuna lesione, il numero di colpi inferti ai due malcapitati in parti vitali e, quanto al Bruno, alla schiena, il fatto che i due non avessero brandito armi contro l&#8217;indagato, la stessa ricostruzione dei fatti fornita da quest&#8217;ultimo allorquando descriveva l&#8217;allontanamento immediato dei ladri da casa non appena si era aperta loro la via di fuga giù per le scale, lasciano ritenere come l&#8217;intento manifesto dei malviventi, allertati della presenza in casa del proprietario, fosse proprio quello di darsi alla fuga immediata da quei luoghi, magari spintonando il proprietario per farsi strada, e non quello di nuocere alla sua incolumità&#8221;. Difeso dagli avvocati Maurizio Condipodero e Giulia Dieni, Putortì secondo il giudice non era in pericolo di vita. &#8220;Pur in presenza di un&#8217;offesa al patrimonio in atto (considerata la presenza dei due in casa), &#8211; scrive il gip &#8211; nel caso di specie risulta difettare proprio il pericolo, inteso come probabilità o rilevante possibilità di subire un&#8217;aggressione alla propria incolumità fisica&#8221;.</p>
<p>Da qui, si legge nell&#8217;ordinanza, &#8220;l&#8217;uomo, infatti, sapendo che moglie e figlio erano fuori casa e spinto a difendere la sua proprietà, piuttosto che ricorrere alle forze dell&#8217;ordine, come avrebbe potuto fare agevolmente tanto più che i ladri non si erano accorti del suo arrivo, aveva deciso di armarsi di coltello e di sorprendere i due che poi aveva colpito anche mortalmente. Non a caso, a confermare la siffatta ricostruzione vi è il numero di colpi inferti in danno delle vittime, che lascia intendere un trasmodare della condotta reattiva e non necessaria dell&#8217;indagato&#8221;. Nei confronti di Putortì, per il quale è stata rigettata la richiesta di arresti domiciliari avanzata dai legali, il gip Sergi ha riconosciuto non solo il pericolo di fuga e di inquinamento del materiale probatorio ma anche &#8220;il concreto e attuale pericolo che l&#8217;indagato commetta altri gravi delitti della stessa specie di quello per cui si procede, considerate le modalità e le circostanze della condotta criminosa, che manifestano una scaltrezza ed una facilità nell&#8217;agire illecito che promettono il ripetersi di analoghi comportamenti&#8221;.</p>
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		<title>Scontri post derby, chiesti altri 3 arresti per tifosi Catanzaro. Scena muta davanti al Gip per gli indagati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Mar 2024 19:06:49 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Procura della Repubblica di Catanzaro ha chiesto al Gip l&#8217;emissione di altre tre misure cautelari nell&#8217;ambito delle indagini sugli incidenti verificatisi domenica scorsa dopo il derby di calcio di serie B col Cosenza. Salgono così ad 11 i tifosi del Catanzaro indagati nell&#8217;inchiesta, gli otto già arrestati ed i tre per i quali é stata chiesta adesso la misura cautelare. La richiesta é stata fatta dal sostituto procuratore Domenico Assumma nel corso dell&#8217;udienza di convalida svoltasi oggi davanti al gip Sara Mazzotta. I tre tifosi per i quali è stato chiesto l&#8217;arresto, secondo quanto si é appreso, erano già destinatari di misura cautelare ma, nel momento dell&#8217;esecuzione, non sono stati rintracciati dalla Polizia.</p>
<p>Sette degli otto sostenitori del Catanzaro che si trovano già agli arresti domiciliari si sono avvalsi, davanti al Gip, della facoltà di non rispondere. Si tratta di Chris Squillacioti, di 31 anni, Tommaso Trapasso (29), Danilo Barbagallo (39), Domenico Rotundo (36), Emanuel Rosario Giampà (32), Cristian Marco Lombardo (43) e Antonio Trapasso (43). L&#8217;unico che ha risposto è stato Gianluca Bianco, di 48 anni, difeso dall&#8217;avvocato Giovanni Merante, che ha respinto ogni accusa. I legali dei tifosi (oltre che da Merante, il collegio di difesa è composto dagli avvocati Alessio Spadafora, Antonella Canino e Francesco Iacopino) si sono opposti alla convalida della misura per inefficacia dell&#8217;arresto poiché, hanno sostenuto, a nessuno degli indagati è stato notificato il verbale di arresto.</p>
<p>Gli episodi di resistenza aggravata e danneggiamento che vengono contestati agli indagati sono tre. Il primo sarebbe avvenuto all&#8217;entrata nello stadio &#8220;San Vito-Marulla&#8221;, dove é stato divelto un cancello. Altri disordini sono avvenuti, subito dopo la partita, nei parcheggi del settore 8 dello stadio. L&#8217;ultimo episodio contestato agli arrestati è quello verificatosi davanti al Mc Donald&#8217;s a Quattromiglia di Rende, a poca distanza dall&#8217;uscita dell&#8217;autostrada.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>VIDEO-Scontri dopo derby: domani udienza di convalida degli arresti. Spunta nuovo video</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Mar 2024 15:45:22 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 480px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-239603-2" width="480" height="848" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/03/Scontri-post-derby-.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/03/Scontri-post-derby-.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/03/Scontri-post-derby-.mp4</a></video></div>
<p>E’ stata fissata per domani alle ore 10 l’udienza di convalida degli arresti di 8 tifosi del Catanzaro eseguiti in seguito agli scontri con la Polizia avvenuti a Cosenza domenica scorsa, dopo il derby valevole per il campionato di serie B. Secondo i dati forniti dalla Polizia di Stato, fra gli uomini delle forze dell’ordine si sarebbero registrati 15 contusi. A innescare i tafferugli, dopo un primo contatto fra la tifoseria giallorossa e la Polizia avvenuto nelle adiacenze dello stadio San Vito dopo l’affermazione del Catanzaro per 2 reti a zero, sarebbe stato l’assalto di un gruppo di tifosi di casa ai bus dei supporters ospiti che stavano per lasciare la citta’, nei pressi dello svincolo di Cosenza Nord, davanti a un McDonald’s. Questa versione dei fatti, mai confermata dalla Questura, ma nemmeno smentita, pare ormai suffragata dai diversi video circolati sul Web nell’immediatezza dei fatti.</p>
<p>Stamane, in particolare, la testata on line uscatanzarocalcionews.it mostra il momento in cui i bus, prima di imboccare l’autostrada, senza, peraltro, alcuna protezione da parte della Polizia, sono bersagliati da fumogeni e bombe carta scagliati da sconosciuti (<em>Video sopra</em>). E’ a quel punto che i tifosi del Catanzaro scendono dai bus all’inseguimento degli avversari, senza peraltro mai entrare nel McDonald’s, prima di essere caricati dalle forze dell’ordine in assetto antisommossa.</p>
<p>La stessa testata, fra l’altro, pubblica alcuni audio in cui due persone, in dialetto cosentino, dicono: “Quando ci hanno chiamati abbiamo fatto la nostra parte ma eravamo in pochi”. Questi ultimi files sarebbero al vaglio degli inquirenti che sperano di ricavarne elementi utili per risalire al commando assalitore. Gli ultra’ del Catanzaro arrestati in flagranza differita sono accusati di reati violenza a pubblico ufficiale, devastazione e saccheggio, lesioni aggravate, danneggiamento, violenza privata, lancio di materiale pirotecnico, porto d’armi o oggetti atti a offendere. Alcuni di loro sono difesi dall’avvocato Alessio Spadafora.</p>
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		<title>Vibo Valentia, aggressione a personale sanitario: convalidato l&#8217;arresto effettuato dalla Polizia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jan 2024 12:12:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ stato convalidato dal Gip presso il Tribunale di Vibo Valentia l’arresto eseguito da personale della Polizia di Stato nei confronti del soggetto che, in data 15 gennaio scorso, aveva aggredito personale sanitario in servizio presso l’Ospedale di Vibo Valentia. Nello specifico in quella data, personale della Squadra Volante della Questura era intervenuto presso il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ stato convalidato dal Gip presso il Tribunale di Vibo Valentia l’arresto eseguito da personale della Polizia di Stato nei confronti del soggetto che, in data 15 gennaio scorso,  aveva aggredito personale sanitario in servizio presso l’Ospedale di Vibo Valentia. Nello specifico in quella data, personale della Squadra Volante della Questura era intervenuto presso il reparto di ortopedia dello Jazzolino a seguito di segnalata aggressione nei confronti di personale sanitario.</p>
<p>Le immediate indagini poste in essere dagli agenti hanno subito consentito di individuare e rintracciare un soggetto che poco prima, con prepotenza, aveva tentato di far accesso all’ambulatorio pretendendo che venisse visitato un paziente da lui individuato senza il rispetto dei turni previsto ed al rifiuto del personale sanitario prima colpiva con uno schiaffo al volto un infermiere per poi proferire minacce nei confronti dello stesso. </p>
<p>Sulla scorta di quanto emerso dalle immediate attività di polizia giudiziaria, esperite sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Vibo Valentia, l’uomo è stato tratto in arresto e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.<br />
Dopo la convalida dell’arresto è stata disposta nei confronti dell’uomo la misura cautelare degli arresti domiciliari.</p>
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		<title>Lamezia, Monteleone e Paola confermano la loro responsabilità nell&#8217;omicidio di Luigi Trovato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Mar 2022 15:36:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; Davanti al giudice per le indagini preliminari Francesco De Nino, e nel corso dell&#8217;udienza di convalida tenutasi questa mattina, Antonio Monteleone (difeso dall&#8217;avvocato Armando Chirumbolo) e Claudio Paola (difeso dall&#8217;avvocato Antonio Rocco), hanno confermato le proprie responsabilità nell&#8217;omicidio di Luigi Trovato e sul ferimento di Luciano Trovato e Pasquale D&#8217;Angela. Come si [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; Davanti al giudice per le indagini preliminari Francesco De Nino, e nel corso dell&#8217;udienza di convalida tenutasi questa mattina, Antonio Monteleone (difeso dall&#8217;avvocato Armando Chirumbolo) e Claudio Paola (difeso dall&#8217;avvocato Antonio Rocco), hanno confermato le proprie responsabilità nell&#8217;omicidio di Luigi Trovato e sul ferimento di Luciano Trovato e Pasquale D&#8217;Angela. </p>
<p>Come si ricorderà il fatto di sangue è avvenuto lunedì sera in piazza Borrelli al termine di un inseguimento e di una sparatoria.</p>
<p>Al termine dell&#8217;interrogatorio di garanzia il Gip si è ritirato in camera di consiglio e non ha ancora comunicato l&#8217;esito dell&#8217;udienza di convalida.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/lamezia-monteleone-e-paola-confermano-la-loro-responsabilita-nellomicidio-di-luigi-trovato/">Lamezia, Monteleone e Paola confermano la loro responsabilità nell&#8217;omicidio di Luigi Trovato</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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