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	<title>confiscati Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 10 Jul 2026 10:18:39 +0000</lastBuildDate>
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		<title>VIDEO-Ndrangheta, nel Vibonese confiscati villaggio turistico e due compagnie di navigazione</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-ndrangheta-nel-vibonese-confiscati-villaggio-turistico-due-compagnie-di-navigazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 10:14:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro ha dato esecuzione al decreto emesso dal Tribunale di Catanzaro, che ha reso definitiva la confisca delle quote di partecipazione ad una società proprietaria di un noto villaggio turistico del litorale vibonese, a due compagnie di navigazione e ad una società avente ad oggetto la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-388342-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/GDF-CZ-1.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/GDF-CZ-1.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/GDF-CZ-1.mp4</a></video></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro ha dato esecuzione al decreto emesso dal Tribunale di Catanzaro, che ha reso definitiva la confisca delle quote di partecipazione ad una società proprietaria di un noto villaggio turistico del litorale vibonese, a due compagnie di navigazione e ad una società avente ad oggetto la gestione di un chiosco-bar di Briatico (VV), per un valore complessivo di oltre 10 milioni di euro, riconducibili ad un soggetto (ora deceduto) di Briatico (VV), coinvolto nell’anno 2016 nell’operazione “Costa Pulita”.</p>
<p>In quel procedimento, era emerso il suo ruolo di esponente di spicco della cosca “ACCORINTI” di Briatico (VV), in qualità di co-reggente della cosca e referente per i rapporti con la famiglia “MANCUSO”, dalla quale riceveva autorizzazioni e indicazioni sulle azioni delittuose da compiere, in particolare in materia di sostanze stupefacenti e gestendo attraverso dei prestanome società e beni. Le investigazioni di polizia giudiziaria, coordinate da questa Procura Distrettuale, avevano consentito di accertare, tra l’altro, come la citata consorteria mafiosa, appoggiata dalla potente cosca “MANCUSO” di Limbadi/Nicotera (VV), attraverso una delle compagnie di navigazione riferibili anche al predetto, si fosse ingerita nel business delle mini-crociere alle isole Eolie.<br />
Il compendio investigativo, costituito precipuamente dal materiale intercettivo, aveva altresì documentato la riconducibilità in capo al proposto ad ai suoi soci di un noto villaggio turistico di Briatico (VV), oggetto del provvedimento in esecuzione, malgrado questi ultimi si avvalessero di cc.dd. “teste di legno” per non apparire direttamente coinvolti nella proprietà e nella gestione della struttura ricettiva.</p>
<p>Il predetto provvedimento scaturisce da complessi accertamenti economico-patrimoniali condotti dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria – G.I.C.O. – Catanzaro, che hanno documentato una significativa sproporzione tra il valore dei beni ed i redditi dichiarati dall’interessato.</p>
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		<title>VIDEO-A narcotrafficante e usuraio calabrese continuo con cosca Bellocco confiscati beni in via definitiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 08:17:56 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-378861-2" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/DownloadFile-1.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/DownloadFile-1.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/DownloadFile-1.mp4</a></video></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>I Finanzieri dei Comandi Provinciali di Firenze e Reggio Calabria, unitamente a personale dello S.C.I.C.O., hanno dato esecuzione ad un decreto emesso dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria, sulla base della normativa prevista dal cosiddetto “Codice Antimafia”, divenuto definitivo sia per la parte relativa ai profili della misura personale (<em>sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per 4 anni</em>), sia per il profilo patrimoniale (confisca di beni per un valore complessivamente stimato in circa 200 mila euro) in capo ad un narcotrafficante e usuraio calabrese contiguo alla cosca della ‘Ndrangheta dei “Bellocco” di Rosarno (RC). Il patrimonio era già stato acquisito con una confisca, di primo e di secondo grado, disposta dalle Sezioni Misure di Prevenzione del Tribunale e della Corte d’Appello di Reggio Calabria, a conferma integrale che il patrimonio aziendale, direttamente e indirettamente nella disponibilità del predetto, comprensivo di un’imbarcazione destinata alla pesca della lunghezza di 16 metri circa, tre autoveicoli, un fabbricato e disponibilità finanziarie, fosse sproporzionato rispetto alla capacità reddituale manifestata. La figura criminale e la spiccata ininterrotta pericolosità sociale sia qualificata che generica del “proposto” sin dalla fine degli anni ‘90, era emersa in particolare &#8211; allo stato dei procedimenti in essere e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento della responsabilità &#8211; nell’ambito delle operazioni denominate “Magma”, condotta dal G.I.C.O. di Reggio Calabria sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica reggina, “Erba di Grace” e “Buenaventura”, eseguite dal G.I.C.O. di Firenze, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo toscano.</p>
<p>In particolare, a seguito dell’operazione “Magma”, conclusasi nel mese di novembre 2019 con l’esecuzione di 45 provvedimenti cautelari, il soggetto è stato condannato a 20 anni di reclusione per traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Nell’ambito dell’operazione “Erba di Grace”, il “proposto” è stato condannato, con sentenza del GIP del Tribunale di Firenze del 2021, confermata poi dalla Corte d’Appello di Firenze nel 2022 in secondo grado, alla pena di 4 anni di reclusione per il reato di traffico di stupefacenti commesso in provincia di Pistoia. Infine, a valle dell’operazione “Buenaventura”, il “proposto” è stato condannato, in primo grado con il rito abbreviato, dal GUP del Tribunale di Firenze nel 2022 alla pena di 8 anni di reclusione per “reati contro la persona e contro il patrimonio”, ovvero per aver posto in essere manovre estorsive aggravate dal metodo mafioso funzionali al recupero di un credito usuraio accordato ad un imprenditore del senese attivo nel settore tessile, al quale aveva applicato tassi di interesse annuali che arrivavano fino a oltre il 66% su base annua.</p>
<p>In relazione alle risultanze delle attività di cui sopra, la Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, in stretta sinergia con la Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze, nel quadro delle attività finalizzate al contrasto degli interessi economico-imprenditoriali della criminalità organizzata, ha delegato i Nuclei di Polizia Economico Finanziaria &#8211; G.I.C.O. di Reggio Calabria e Firenze a svolgere apposita indagine anche di carattere economico &#8211; patrimoniale, finalizzata all’applicazione, nei confronti del citato soggetto, di misure di prevenzione personali e patrimoniali. All’esito di tali accertamenti, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, su proposta della locale Procura della Repubblica disponeva dapprima il sequestro e successivamente la confisca di primo grado dei beni del proposto. Tale misura patrimoniale, su proposta della Procura Generale della Repubblica di Reggio Calabria, veniva confermata anche in secondo grado dalla locale Corte d’Appello. All’esito dell’impugnazione del provvedimento emesso in quest’ultimo grado di giudizio, la Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi presentati dal “proposto” e dai “terzi interessati”, ritenendoli infondati e confermato integralmente la ricostruzione patrimoniale e le ulteriori osservazioni formulate dalla Guardia di Finanza.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#8220;Basso profilo&#8221;, confiscati beni per 800 mila euro a 4 soggetti vicini a cosche &#8216;ndrangheta crotonesi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/basso-profilo-confiscati-beni-per-800-mila-euro-a-4-soggetti-vicini-a-cosche-ndrangheta-crotonesi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jul 2025 09:18:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Direzione investigativa antimafia di Catanzaro ha eseguito un provvedimento di confisca definitiva di beni per circa 800 mila euro, emesso della Corte d&#8217;appello di Catanzaro e divenuto irrevocabile con sentenza della Corte di Cassazione del febbraio scorso. Il provvedimento è disposto a carico di 4 persone coinvolte nell&#8217;operazione &#8220;Profilo Basso&#8221; della Dda di Catanzaro. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Direzione investigativa antimafia di Catanzaro ha eseguito un provvedimento di confisca definitiva di beni per circa 800 mila euro, emesso della Corte d&#8217;appello di Catanzaro e divenuto irrevocabile con sentenza della Corte di Cassazione del febbraio scorso.<br />
Il provvedimento è disposto a carico di 4 persone coinvolte nell&#8217;operazione &#8220;Profilo Basso&#8221; della Dda di Catanzaro.</p>
<p>Operazione portata a termine contro le cosche di &#8216;ndrangheta del crotonese e giudicate colpevoli con verdetto irrevocabile, di associazione a delinquere, emissione di fatture per operazioni inesistenti, trasferimento fraudolento di valori ed autoriciclaggio aggravati dall&#8217;agevolazione mafiosa. Tra i beni confiscati beni mobili, immobili nonché rapporti bancari e beni rifugio per una cifra complessiva di circa 800 mila euro.</p>
<p>I quattro, secondo quanto emerso in dibattimento, con le loro condotte illecite aiutarono i vertici delle locali di &#8216;ndrangheta di San Leonardo di Cutro e Roccabernarda (Crotone) a creare un network di imprese &#8220;fantasma&#8221; &#8211; le cosiddette cartiere &#8211; dedite all&#8217;emissione di Foi in favore di aziende terze colluse, consentendo a queste ultime di evadere le imposte sui redditi e l&#8217;Iva per importi ingenti, nonché di ottenere indebiti rimborsi dall&#8217;Erario per crediti fiscali nella realtà inesistenti.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Nell&#8217;anniversario della strage di Capaci, a Reggio Calabria consegnati cinque nuovi beni confiscati</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/nellanniversario-della-strage-di-capaci-a-reggio-calabria-consegnati-cinque-nuovi-beni-confiscati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2025 14:34:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel salone dei Lampadari di Palazzo San Giorgio, il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà ha consegnato cinque beni immobili confiscati alla criminalità organizzata a cinque realtà associative del territorio. I beni sono stati affidati rispettivamente ai rappresentanti dell’associazione dilettantistica tennis tavolo Casper; associazione di promozione sociale Espero; cooperativa sociale Res Omnia 96; associazione sportiva [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel salone dei Lampadari di Palazzo San Giorgio, il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà ha consegnato cinque beni immobili confiscati alla criminalità organizzata a cinque realtà associative del territorio. I beni sono stati affidati rispettivamente ai rappresentanti dell’associazione dilettantistica tennis tavolo Casper; associazione di promozione sociale Espero; cooperativa sociale Res Omnia 96; associazione sportiva dil. Act Reggio 2004 e Gea Gruppo escursionisti d’Aspromonte Aps. Ufficialmente, insieme alle chiavi degli immobili sono state consegnate anche le targhe da apporre agli ingressi degli stessi, che portano il simbolo di Reggio cuore del Mediterraneo. Col primo cittadino c’era l’assessora con delega ai beni confiscati, Giuggi Palmenta e la dirigente del settore patrimonio ed edilizia residenziale pubblica, Luisa Nipote. Si tratta di un importante momento simbolico e concreto nel percorso di valorizzazione e riutilizzo sociale dei beni sottratti al malaffare.</p>
<p>L’incontro, sobrio ma particolarmente significativo, si è svolto in una giornata carica di valore simbolico: il 23 maggio, data in cui l’Italia ricorda il giudice Giovanni Falcone, assassinato nel 1992 nella strage di Capaci insieme alla moglie, la magistrata Francesca Morvillo, e agli agenti della scorta. Una ricorrenza che richiama ogni anno l’attenzione del Paese sulla lotta alla mafia e sul valore imprescindibile della legalità. In tale contesto, la scelta dell’Amministrazione comunale di effettuare la consegna proprio in questa giornata assume un significato profondo: restituire alla collettività ciò che era stato sottratto, trasformando i luoghi del malaffare in spazi di aggregazione, crescita sociale, sportiva e culturale.</p>
<p>«Un momento significativo per la città – ha dichiarato il Sindaco Falcomatà – che rappresenta un ulteriore passo nel percorso avviato sin dall’inizio del nostro mandato: il recupero del patrimonio dei beni sequestrati alla criminalità organizzata e la loro restituzione alla città e alle associazioni, affinché siano utilizzati per fini sociali e condivisi. Siamo felici di questo nuovo traguardo, nella piena consapevolezza che il racconto della nostra terra, che stiamo cercando di costruire attraverso azioni materiali e immateriali, passa anche dal ripristino della legalità. Vogliamo ricostruire il senso di appartenenza e l’orgoglio dei cittadini, mostrando al mondo un volto diverso del nostro territorio. Accanto all’azione repressiva, portata avanti da tempo dalla squadra dello Stato, dalla Prefettura, in sinergia con la magistratura e le forze dell’ordine, esiste una dimensione culturale ed educativa altrettanto fondamentale. Siamo fermamente convinti che una città possa rinascere anche riappropriandosi di spazi che le erano stati indebitamente sottratti. Luoghi un tempo simbolo del malaffare che oggi tornano a nuova vita. La consegna di un bene confiscato a un’associazione rappresenta, quindi, un ulteriore momento di rinascita per tutta la comunità».</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Traffico stupefacenti: confiscati oltre 600mila euro a 3 fratelli imputati per associazione a delinquere</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/traffico-stupefacenti-confiscati-oltre-600mila-euro-a-3-fratelli-imputati-per-associazione-a-delinquere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Apr 2025 07:50:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle scorse ore, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Locri e del R.O.S. – II Reparto Investigativo di Roma hanno dato esecuzione a una serie di provvedimenti di confisca emessi dal Tribunale – Sezione Misure di prevenzione di Reggio Calabria nei confronti di 3 fratelli, tutti residenti nel catanzarese, già noti alle Forze [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle scorse ore, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Locri e del R.O.S. – II Reparto Investigativo di Roma hanno dato esecuzione a una serie di provvedimenti di confisca emessi dal Tribunale – Sezione Misure di prevenzione di Reggio Calabria nei confronti di 3 fratelli, tutti residenti nel catanzarese, già noti alle Forze di Polizia, riguardanti quote societarie, denaro contante e rapporti finanziari per un importo complessivo di circa 615.000 Euro.</p>
<p>Gli accertamenti eseguiti dai Militari hanno infatti consentito di ricostruire l’origine pienamente illegale dei beni attinti dal provvedimento, alcuni dei quali intestati a un loro congiunto anche al fine di sfuggire alle maglie dei controlli, ma che gli investigatori hanno comunque ricondotto ai 3 fratelli, tutti già arrestati poiché destinatari di misura cautelare nell’ambito dell’operazione Eureka, eseguita il 03 maggio 2023, con l’accusa di far parte di un’associazione a delinquere dedita al traffico di sostanze stupefacenti, anche con l’estero, con ruoli di corrieri della droga, di coordinamento delle attività logistiche e di trasporto, e di raccolta dei derivanti proventi illeciti. </p>
<p>Nella medesima circostanza, nei confronti dei 3 imputati è scattata anche la misura di prevenzione personale della Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza, aggravata dall’obbligo di Soggiorno nei Comuni di residenza, per periodi compresi tra i 2 e i 3 anni e mezzo. L’attività di contrasto si inserisce in un quadro più ampio di operazioni condotte dagli uomini dell’Arma in un contesto particolarmente delicato come quello calabrese, ove la tradizionale attività di controllo sul territorio, che spesso rappresenta la principale forma di prevenzione e incide direttamente sulla percezione di sicurezza dei cittadini, si coniuga, in chiave repressiva, con una meticolosa attività di analisi delle attività illecite e dei flussi economici che da esse originano. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/traffico-stupefacenti-confiscati-oltre-600mila-euro-a-3-fratelli-imputati-per-associazione-a-delinquere/">Traffico stupefacenti: confiscati oltre 600mila euro a 3 fratelli imputati per associazione a delinquere</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Conferenza nazionale sui beni confiscati, Regione Calabria investe 45 milioni</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/conferenza-nazionale-sui-beni-confiscati-regione-calabria-investe-45-milioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Mar 2025 13:28:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un investimento di oltre 45 milioni per la restituzione dei beni confiscati alla collettività, per finalità sociali e istituzionali, attraverso azioni di recupero sistematiche e strutturate sul territorio, per garantire la gestione del bene. E’ una delle finalità del Piano di settore della Regione Calabria &#8211; approvato con deliberazione di Giunta &#8211; per la valorizzazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un investimento di oltre 45 milioni per la restituzione dei beni confiscati alla collettività, per finalità sociali e istituzionali, attraverso azioni di recupero sistematiche e strutturate sul territorio, per garantire la gestione del bene. E’ una delle finalità del Piano di settore della Regione Calabria &#8211; approvato con deliberazione di Giunta &#8211; per la valorizzazione e la gestione dei beni confiscati: il piano è stato al centro dell’attenzione nella seconda Conferenza nazionale sui beni confiscati in corso a Catanzaro, alla presenza dal presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, del sottosegretario all’Interno, Wanda Ferro, del vicepresidente della Regione, con delega ai beni confiscati, Filippo Pietropaolo, e di rappresentanti anche di altre Regioni.</p>
<p>Il Piano della Calabria si attua attraverso due Azioni, la 4.3.2: «Altre infrastrutture sociali che contribuiscono all’inclusione sociale nella comunità», che ha una dotazione finanziaria di euro 17.352.718,00, e la 4.h.2: «Promuovere l’innovazione sociale, per lo sviluppo di nuovi servizi di welfare e sostenere l’imprenditorialità sociale», finanziata con risorse peri a euro 16.278.558,02 del programma regionale Calabria Fesr Fse+ 2021/2027, nonchè dall&#8217;accordo di coesione Fsc 21/27 per 13.594.000,00. </p>
<p>A parlare del regionale il presidente della Giunta Roberto Occhiuto: «Abbiamo previsto anche delle procedure che rendono più semplice questo utilizzo perché spesso molte di queste attività sono state frenate da un eccesso di burocrazia: forme di semplificazione che stanno dando buoni risultati. Secondo Occhiuto però c&#8217;è un altro ambito nel quale «invece lo Stato ha fallito e continua a fallire» ed è quello che riguarda le aziende confiscate alla mafia. «Non può accadere &#8211; ha detto il presidente della Regione &#8211; che, in una regione dove lo Stato vuole essere più forte dei poteri criminali, ci sia un’azienda confiscata alla &#8216;ndrangheta che lo Stato fa fallire perché alimenta il danno antropologico. Stiamo immaginando, ed è importante che ci sia il contributo anche da parte del governo nazionale, di investire anche risorse pubbliche. Abbiamo una finanziaria regionale, vorremmo costruire una società veicolo magari con una white list di imprese regionali e nazionali che &#8211; ha rilevato Occhiuto &#8211; possono gestire i centri turistici che altrimenti rischierebbero di diventare cattedrali nel deserto».</p>
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		<title>Gestione beni confiscati alla criminalità: in  Calabria 147 soggetti diversi in 44 Comuni impegnati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2025 14:02:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[beni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo: Un paese con 1132 soggetti della società civile organizzata che gestiscono beni confiscati, più di 600 associazioni di diversa tipologia, oltre 30 scuole di ogni ordine e grado che usano gli spazi confiscati come strumento didattico e che incidono nel tessuto territoriale e costruiscono economia positiva. Un Paese che ha reagito alla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Riceviamo e pubblichiamo:</em><br />
Un paese con <strong>1132</strong> soggetti della società civile organizzata che gestiscono beni confiscati, più di <strong>600</strong> associazioni di diversa tipologia, oltre <strong>30 scuole </strong>di ogni ordine e grado che usano gli spazi confiscati come strumento didattico e che incidono nel tessuto territoriale e costruiscono economia positiva. Un Paese che ha reagito alla presenza mafiosa e che con orgoglio si è riappropriato dei suoi spazi. In occasione dell&#8217;anniversario <strong>della legge n. 109/96 per il riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati alle mafie,</strong> <strong>Libera ha censito le esperienze di riutilizzo sociale dei beni confiscati.  </strong><strong>In Calabria</strong> sono<strong> 147 </strong>le diverse realtà<strong> impegnate nella gestione di beni confiscati alla criminalità organizzata in 44 comuni. </strong>Una rete di esperienze in grado di fornire servizi e generare welfare, di creare nuovi modelli di economia e di sviluppo, di prendersi cura di chi fa più fatica. Dal report di <strong>Libera emerge che il 65% delle  realtà sociali è costituita da associazioni di diversa tipologia (96), </strong>mentre sono <strong>20</strong>  le Coop sociali. Tra gli altri soggetti gestori del terzo settore, ci sono <strong>13 </strong>realtà del mondo religioso (diocesi, parrocchie e Caritas), <strong>6</strong> Enti Pubblici, <strong>5</strong> fondazioni e<strong> 2 </strong>consorzi cooperative. Nel censimento non sono compresi i beni immobili riutilizzati direttamente per finalità istituzionali dalle amministrazioni statali e locali. Nella ricerca<strong> Libera ha ricostruito la tipologia di immobili gestiti dai soggetti gestori;</strong> in molti casi la singola esperienza di riutilizzo comprende più beni confiscati, anche di tipologia catastale diversa. Emerge così che i soggetti gestori censiti gestiscono <strong>71</strong> beni tra <strong>appartamenti, abitazioni indipendenti, immobili</strong>;<strong> 41 tra ville, </strong>fabbricati su più livelli e di varia tipologia catastale o singole palazzine; <strong>38</strong> terreni agricoli, edificabili e di altra tipologia (anche con pertinenze immobiliari); <strong>17</strong> complessi immobiliari; <strong>12</strong> locali commerciali o industriali. Sono <strong>91</strong> <strong>i soggetti gestori le cui attività</strong> sono direttamente legate a <strong>servizi di welfare e politiche sociali per la comunità</strong>; 59<strong> si occupano di promozione del sapere, del turismo sostenibile; </strong> <strong>13</strong> in attività legate all&#8217; agricoltura e ambiente,7  si occupano di sport e 6 produzione e lavoro. <strong>Libera </strong>presenta la nuova edizione del report “<strong>Raccontiamo il bene” &#8211; </strong>Le pratiche di riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie. I numeri, le esperienze e le proposte” che racconta, dopo ventinove anni, <strong>il Belpaese, dove in silenzio opera una comunità alternativa a quelle mafiosa</strong>, che lavora e si impegna a realizzare un nuovo modello di sviluppo territoriale. In occasione dell&#8217;anniversario <strong>Libera ha elaborat</strong>o  i dati dell<strong>&#8216;Agenzia nazionale per l&#8217;amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (al 24 febbraio 2025</strong>) dove in <strong> Calabria sono 2.920 i beni immobili </strong>(particelle catastali) confiscati e <strong>destinati</strong> mentre <strong>1.693 gli immobili ancora in gestione</strong> ed in attesa di essere destinati. Sul lato delle aziende,  sono 190 le aziende confiscate e destinate mentre sono<strong> 295 </strong>quelle ancora in gestione.</p>
<p>“<strong>Sono 1132 le realtà sociali che in tutta Italia, </strong>ogni giorno, con coraggio e generosità, trasformano luoghi che erano il simbolo del dominio criminale e mafioso sul territorio in luoghi in grado di raccontare una storia altra, un modello diverso di società, di comunità, di economia e di sviluppo. Un numero così alto, nel 1995, non si poteva immaginare. Dietro questo numero &#8211; commenta <strong>Tatiana Giannone, responsabile nazionale Beni Confiscati di Libera &#8211;</strong> ci sono volti e storie di associazioni, di cooperative che hanno trasformato quei luoghi di malaffare in luoghi parlanti, dall’inestimabile valore educativo e pedagogico. <strong>Un grande impegno plurale che ha rafforzato il tessuto sociale </strong>e che tiene unite le relazioni di una comunità, facendo da modello anche sul piano europeo e internazionale. <strong>Negli ultimi anni sono stati fatti tanti passi in avanti nella cornice normativa e in quella amministrativa;</strong> l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni confiscati, fulcro del processo di destinazione di un bene, ha assunto un ruolo cruciale di raccordo tra gli enti nazionali e le amministrazioni locali. <strong>Ma la strada è ancora lunga.</strong> La nuova modalità di destinazione dei beni confiscati, attraverso la Piattaforma Unica delle Destinazioni, rende l’intera procedura più agevole, ma ci pone davanti a nuove responsabilità: i Comuni prima, e gli Enti del Terzo Settore poi, hanno ora il compito di inserire la gestione di beni confiscati nei loro piani di azione, progettando e chiedendo quanti più spazi possibile. Il riuso sociale è una prassi consolidata, è un’opportunità per i nostri territori e questo nuovo strumento deve poterla rafforzare. Sentiamo forte la necessità di imparare a progettare insieme, pubblico e mondo del sociale, di scambiarci le visioni e di affrontare i desideri dell* cittadin* come priorità dell’agenda politica; questo era il sogno di Pio La Torre, questo è il sogno che Libera ha trasformato in legge. Per<strong> tutti questi motivi,</strong> per questa strada che insieme abbiamo costruito ora <strong>non possiamo tornare indietro</strong>: la <strong>privatizzazione</strong>, sotto ogni forma, dei beni confiscati alle mafie sarebbe un tradimento alla nostra storia e all’impegno di tutto il movimento antimafia.”</p>
<p>Gli importanti risultati raggiunti in termini di aggressione ai patrimoni delle mafie, della criminalità economica e dei corrotti e le sempre più numerose esperienze positive di riutilizzo sociale, richiamano sempre più l&#8217;attenzione sulle criticità ancora da superare e sui nodi legislativi ancora da sciogliere che richiedono uno scatto in più da parte di tutti. <strong>Per queste ragioni, con urgenza:</strong></p>
<ul>
<li><strong>Chiediamo</strong> che si possa garantire trasparenza nell’intera filiera di confisca e riuso dei beni confiscati, non come pratica dei singoli enti pubblici impegnati nel percorso del bene. La partecipazione democratica dell* cittadin* e la possibilità di incidere sulle politiche pubbliche del territorio è un diritto e un dovere per chi si impegna quotidianamente; poter contare su banche dati che interagiscono tra loro e che condividono i diversi passaggi della vita di un bene confiscati permette a tutt* noi di poter progettare un riuso il più aderente possibile ai bisogni della comunità. La cultura del dato, come cultura di attivazione partecipata, deve essere alla base delle scelte amministrative dei tribunali, di ANBSC, degli enti locali di prossimità.</li>
<li><strong>Chiediamo</strong> che dal mondo della politica ci sia una chiara presa di posizione: i beni confiscati non si possono privatizzare, attraverso l’affitto oneroso o con la vendita. Chi scrive che la confisca ha penalizzato i territori del Sud Italia, sta riscrivendo la storia del nostro Paese, calpestando chi ha dedicato la sua vita a sostenere la confisca dei patrimoni come strumento cardine della lotta alle mafie. Questo non lo possiamo permettere e il nostro impegno sarà quello di tutelare l’impianto normativo nella sua interezza.</li>
<li>Le risorse per la valorizzazione dei beni confiscati devono essere messe a sistema, facendo dialogare i fondi pubblici e gli investimenti di enti privati. 30 anni di esperienza, infatti, ci confermano che non si può solo sostenere la ristrutturazione di un immobile, senza pensare a come renderlo un luogo aperto e sostenibile. <strong>Chiediamo</strong>, quindi, che si possa creare una cabina di regia nazionale, inserita all’interno della strategia nazionale che ci viene richiesta dalla nuova direttiva europea, per sistematizzare le risorse e rendere i diversi fondi complementari tra loro.</li>
</ul>
<p>Tutto ciò sarà oggetto di confronto nell’ambito dell’iniziativa che si terrà domani 7 marzo, in occasione del 29esimo anniversario della legge 109/96, alle ore 15.30 a Catanzaro, presso la sala riunioni “Casa del Terzo Settore”, per la presentazione del progetto “<strong>Da Beni confiscati a Beni Comuni. I beni confiscati alle mafie come opportunità di sviluppo culturale, sociale ed economico</strong>”.</p>
<p><em><strong>Segreteria regionale Libera Calabria</strong></em></p>
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		<title>Presentato in Cittadella il Piano regionale sul riuso dei beni confiscati</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/presentato-in-cittadella-il-piano-regionale-sul-riuso-dei-beni-confiscati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jan 2025 08:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[beni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto assieme al sottosegretario all’Interno Wanda Ferro, che ha la delega ministeriale in materia, e al vice presidente Filippo Pietropaolo delegato al settore a livello regionale, ha presentato in Cittadella a Catanzaro il Piano regionale sul riuso dei beni confiscati con 44 milioni di risorse investite. Presenti anche i 27 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto assieme al sottosegretario all’Interno Wanda Ferro, che ha la delega ministeriale in materia, e al vice presidente Filippo Pietropaolo delegato al settore a livello regionale, ha presentato in Cittadella a Catanzaro il Piano regionale sul riuso dei beni confiscati con 44 milioni di risorse investite. Presenti anche i 27 sindaci dei Comuni destinatari del contributi sui beni confiscati. “Abbiamo dimostrato una determinazione che in passato non c’era nell’utilizzo dei beni confiscati e ce lo riconosce il Ministero dell’Interno in più occasioni. Oggi &#8211; ha detto Occhiuto -con questo piano che presentiamo, che è già deliberato, investiamo circa 30 milioni del ciclo di programmazione 2021/27 in corso e del Programma operativo regionale e altri 15 milioni milioni circa di Fsc. Lo facciamo avendo modificato le regole e prevedendo accordi con le amministrazioni locali in modo tale da rendere più veloce la spesa e l’utilizzo di queste risorse”.</p>
<p>Sono 3.173 i beni confiscati,. circa 1.600 sono stati già destinati ai comuni. Del totale delle aziende confiscate, 533, quelle destinate sono 227. “Su questo tema – ha aggiunto Occhiuto – si sta lavorando ormai da tre anni insieme al ministro Piantedosi e al sottosegretario Wanda Ferro. Sono molto soddisfatto di quanto sta facendo il vicepresidente Pietropaolo con i dirigenti.</p>
<p>“Sono felicissima – ha detto Wanda Ferro – per il fatto che il presidente Occhiuto abbia accettato di affidare questa delega al vice presidente Pietropaolo e, in Calabria, inoltre, è stato sottoscritto il primo protocollo in materia con l’Agenzia nazionale. Adesso avanti tutta. Certamente abbiamo bisogno di sollecitare i comuni perchè nel bando rispetto ai 144 beni, poco più delle metà hanno risposto e quindi visto che gli strumenti ci sono invito i Comuni a dare in tal senso un segnale molto forte. E sono sicura che i Comuni calabresi ci daranno le giuste gratificazioni”. “Noi abbiamo realizzato una manifestazione di interesse – ha detto Pietropaolo – rivolta ai 145 comuni che hanno dei beni confiscati già assegnati dall’Agenzia nazionale per invitarli a presentare dei progetti indicando dei criteri. In tutto sono 33 le iniziative finanziate”.</p>
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		<title>Isola Capo Rizzuto, dall&#8217;Amministrazione 17 immobili assegnati ad associazioni del terzo settore</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/isola-capo-rizzuto-dallamministrazione-17-immobili-assegnati-ad-associazioni-del-terzo-settore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Nov 2024 10:27:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;L’Amministrazione Comunale di Isola di Capo Rizzuto (KR) compie un importante passo nella lotta alla criminalità organizzata, restituendo alla comunità 17 immobili confiscati alla mafia&#8221;. Lo si legge in una nota della stessa Amministrazione che specifica:&#8221; Questi beni, sottratti negli anni alle organizzazioni criminali e ora assegnati in concessione gratuita a enti del terzo settore, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;L’Amministrazione Comunale di Isola di Capo Rizzuto (KR) compie un importante passo nella lotta alla criminalità organizzata, restituendo alla comunità 17 immobili confiscati alla mafia&#8221;. Lo si legge in una nota della stessa Amministrazione che specifica:&#8221; Questi beni, sottratti negli anni alle organizzazioni criminali e ora assegnati in concessione gratuita a enti del terzo settore, si trasformano da simbolo del potere illecito a risorsa per la crescita sociale, culturale e civica del territorio. Il riutilizzo dei beni confiscati rappresenta uno degli strumenti più efficaci per disarticolare le strutture criminali, restituendo questi spazi al loro legittimo scopo: il benessere della collettività&#8221;. </p>
<p>&#8220;Questo programma di restituzione &#8211; prosegue la nota &#8211; è il risultato di un attento lavoro amministrativo, iniziato con un avviso pubblico e la valutazione delle proposte di associazioni che operano negli ambiti sociali, culturali e sportivi. La Commissione Giudicatrice ha valutato e approvato i progetti, garantendo trasparenza e valorizzazione di beni che rappresentano il coraggio e la resilienza di una comunità. Il Comune di Isola di Capo Rizzuto sottolinea così il valore della legalità come fondamento di una crescita sostenibile e condivisa, riportando i beni confiscati alla collettività e trasformandoli in luoghi di opportunità&#8221;. </p>
<p>Nei prossimi giorni, inoltre, il Comune inaugurerà alcune opere significative realizzati su altri immobili, confermando il proprio impegno verso la legalità, soddisfatto il Sindaco Maria Grazia Vittimberga: “Restituire alla nostra comunità i beni sottratti alla criminalità è uno dei più grandi risultati che possiamo raggiungere come amministrazione. Questi spazi, una volta simbolo di potere illecito, diventano ora simbolo di rinascita e speranza”. </p>
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		<title>Focus sulla Calabria di &#8220;Libera&#8221;: 149 realtà impegnate in gestione beni confiscati alla &#8216;ndrangheta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Mar 2024 08:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[confiscati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono 149 in 43 comuni le realtà impegnate nella gestione di beni confiscati alla criminalità organizzata in Calabria. I dati emergono da un Focus sulla Calabria di Libera che, in occasione dell&#8217;anniversario della legge n.109/96 per il riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati, ha censito le esperienze di riutilizzo sociale dei beni confiscati con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/focus-sulla-calabria-di-libera-149-realta-impegnate-in-gestione-beni-confiscati-alla-ndrangheta/">Focus sulla Calabria di &#8220;Libera&#8221;: 149 realtà impegnate in gestione beni confiscati alla &#8216;ndrangheta</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono 149 in 43 comuni le realtà impegnate nella gestione di beni confiscati alla criminalità organizzata in Calabria. I dati emergono da un Focus sulla Calabria di Libera che, in occasione dell&#8217;anniversario della legge n.109/96 per il riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati, ha censito le esperienze di riutilizzo sociale dei beni confiscati con la ricerca &#8220;Raccontiamo il bene&#8221;. Una rete di esperienze, è scritto in una nota, in grado di fornire servizi e generare welfare, di creare nuovi modelli di economia e di sviluppo, di prendersi cura di chi fa più fatica. In Italia sono 1065 i soggetti impegnati.</p>
<p>In Calabria, dai dati raccolti sul attraverso l&#8217;azione territoriale della rete di Libera emerge che il 66% delle realtà sociali è costituita da associazioni di diversa tipologia (99) di cui 2 associazioni sportive, mentre sono 25 le Coop sociali e consorzi di cooperative pari al 16,3%. Tra gli altri soggetti del terzo settore ci sono 13 realtà del mondo religioso (diocesi, parrocchie e Caritas), 5 fondazioni e 7 enti pubblici (tra cui aziende sanitarie e consorzi di Comuni). Nel censimento non sono compresi i beni immobili riutilizzati direttamente per finalità istituzionali dalle amministrazioni statali, che in Calabria, secondo le stime di Libera sono 342, e quelli gestiti direttamente dagli enti locali, 600. In molti casi, in Calabria, la singola esperienza di riutilizzo comprende più beni confiscati, anche di tipologia diversa. Sono 72 i soggetti gestori che svolgono le loro attività in appartamenti, a volte con box auto o con piccoli giardini; 35 le esperienze di gestione di terreni a uso agricolo mentre 40 hanno in gestione ville, fabbricati su più livelli e di varia tipologia catastale o singole palazzine. Sono 87 i soggetti gestori le cui attività sono direttamente legate a servizi di welfare e politiche sociali per la comunità; 50 si occupano di promozione del sapere, di turismo sostenibile e di cultura, 16 legate ad attività agricole e ambientali e 7 in attività sportive.</p>
<p>I beni immobili confiscati e destinati sono 3.137 mentre 1880 quelli in attesa di essere destinati. Sul lato delle aziende, sono 227 quelle destinate e 310 quelle ancora in gestione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/focus-sulla-calabria-di-libera-149-realta-impegnate-in-gestione-beni-confiscati-alla-ndrangheta/">Focus sulla Calabria di &#8220;Libera&#8221;: 149 realtà impegnate in gestione beni confiscati alla &#8216;ndrangheta</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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