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	<title>coldiretti calabria Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 23 Jun 2026 11:03:12 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Coldiretti Calabria: Bene misure governo su caldo, oltre 32mila addetti nei campi per la raccolta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 07:57:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con le temperature record è fondamentale la possibilità di accedere alla cassa integrazione in caso di sospensione delle attività per tutelare la salute dei lavoratori Con 32mila lavoratori (il 25% sono stranieri) impegnati nelle campagne calabresi nella raccolta estiva di frutta, ortaggi e cereali, la possibilità di accesso in deroga alla cassa integrazione in caso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con le temperature record è fondamentale la possibilità di accedere alla cassa integrazione in caso di sospensione delle attività per tutelare la salute dei lavoratori Con 32mila lavoratori (<em>il 25% sono stranieri</em>) impegnati nelle campagne calabresi nella raccolta estiva di frutta, ortaggi e cereali, la possibilità di accesso in deroga alla cassa integrazione in caso di sospensione delle attività a causa del caldo rappresenta una risposta concreta alle richieste avanzate da Coldiretti Calabria per salvaguardare la salute degli addetti e garantire al tempo stesso la tenuta delle produzioni. È quanto afferma Coldiretti Calabria in riferimento all&#8217;approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto Infrastrutture, che introduce misure importanti a tutela del lavoro agricolo nelle condizioni climatiche estreme.</p>
<p>L&#8217;organizzazione agricola sottolinea come il provvedimento accolga una precisa proposta avanzata al Ministero del Lavoro per proteggere gli operatori agricoli dai rischi legati alle alte temperature, che stanno interessando in modo significativo anche il territorio regionale, dove l&#8217;ondata di calore colpisce duramente le aree rurali e interne. In concomitanza con le ordinanze regionali, Coldiretti ha già fornito indicazioni alle aziende: dalle adeguate scorte di acqua alla predisposizione di aree ombreggiate per le pause, fino all&#8217;utilizzo di dispositivi di protezione individuale come cappelli e abbigliamento leggero e traspirante. Particolare attenzione è rivolta all&#8217;organizzazione dei turni di lavoro, con la sospensione o la rimodulazione delle attività più pesanti nelle ore centrali della giornata, privilegiando le fasce più fresche del mattino, della sera e – dove necessario – anche le ore notturne. Tra fine giugno e settembre, anche in Calabria è entrata nel vivo la stagione della raccolta, con produzioni strategiche come ortofrutta e cereali. Attività che non possono essere interrotte a lungo senza compromettere qualità e disponibilità dei prodotti, con effetti negativi sulle aziende agricole e sull&#8217;intera filiera alimentare.</p>
<p>Per questo – evidenzia Coldiretti Calabria – è essenziale trovare un equilibrio tra la tutela della salute dei lavoratori e la continuità produttiva, in una fase cruciale dell&#8217;annata agraria. Infine, il caldo record incide pesantemente anche sui costi aziendali, soprattutto per l&#8217;aumento dell&#8217;irrigazione, aggravato dai rincari energetici, mettendo ulteriormente sotto pressione le imprese agricole calabresi.</p>
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		<title>Olio extravergine: Anche Coldiretti Calabria a Bari contro speculazioni, frodi e prezzi crollati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 16:22:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anche Coldiretti Calabria, e non poteva che essere così visto che è la seconda regione produttrice di olio, ha partecipato alla mobilitazione nazionale degli agricoltori che ha invaso le strade di Bari, promossa da Coldiretti e Unaprol, per dire basta ai &#8220;trafficanti di olio&#8221; che stanno mettendo in ginocchio le imprese e ingannando i consumatori. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Anche Coldiretti Calabria, e non poteva che essere così visto che è la seconda regione produttrice di olio, ha partecipato alla mobilitazione nazionale degli agricoltori che ha invaso le strade di Bari, promossa da Coldiretti e Unaprol, per dire basta ai &#8220;<em>trafficanti di olio</em>&#8221; che stanno mettendo in ginocchio le imprese e ingannando i consumatori. Una protesta con migliaia di agricoltori scesi in piazza per denunciare un sistema che rischia di compromettere il futuro dell&#8217;olio extravergine italiano, simbolo del Made in Italy e pilastro dell&#8217;economia agricola anche in Calabria. Coldiretti Calabria <strong>con il presidente Aceto</strong>, ha ribadito dal palco la necessità dell&#8217;attuazione delle proposte per  difendere il vero olio extravergine che significa difendere reddito, territorio e salute.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Prezzi crollati e aziende in difficoltà- </strong>L&#8217;allarme è chiaro: i prezzi dell&#8217;olio extravergine pagati agli olivicoltori sono praticamente dimezzati rispetto allo scorso anno, passando da circa 9 euro al litro a poco più di 5 euro, ben al di sotto dei costi di produzione. Una situazione aggravata da rincari che superano i 200 euro per ettaro. Un contesto che costringe molte aziende, anche calabresi, a vendere sottocosto, con le conseguenze che ne derivano.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Frodi e speculazioni: un attacco alla salute e alla trasparenza- </strong>Nel mirino ci sono pratiche fraudolente sempre più diffuse: dall&#8217;utilizzo di clorofilla e oli deodorati, fino a sostanze chimiche impiegate per alterare la qualità reale del prodotto. Fenomeni che, insieme all&#8217;arrivo massiccio di olio dall&#8217;estero, alimentano un sistema di speculazioni e inganni. Prodotti di bassa qualità finiscono anche nelle mense scolastiche e ospedaliere, mettendo a rischio la salute dei cittadini. Per questo Coldiretti e Unaprol chiedono che nelle strutture pubbliche vengano utilizzati esclusivamente prodotti italiani certificati, sicuri e di qualità.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>I numeri che smascherano il sistema- </strong>I dati della filiera evidenziano una situazione che non torna: circa 234 milioni di litri di olio extravergine prodotti in Italia, 461 milioni di litri consumati, 318 milioni di litri esportati, ben 545 milioni di litri importati, Numeri eloquenti che dimostrano come il sistema sia esposto a manipolazioni sull&#8217;origine e tracciabilità del prodotto, con gravi danni per produttori e cittadini. In questo scenario, la Calabria rappresenta uno dei principali bacini olivicoli del Paese, con milioni di piante, una forte incidenza sull&#8217;economia agricola regionale e un patrimonio identitario, paesaggistico e culturale da tutelare.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Le richieste: più controlli e tecnologie contro le frodi- </strong>È stata sollecitata l&#8217;applicazione rigorosa della normativa contro le pratiche commerciali sleali e contro le vendite effettuate al di sotto dei costi di produzione. Tra le richieste figura anche il divieto di commercializzare come extravergini miscele ottenute con la successiva aggiunta dell&#8217;olio di oliva vergine. Per garantire una tracciabilità completa e avanzata della filiera viene ritenuta indispensabile l&#8217;introduzione del documento di trasporto elettronico delle olive fin dalla fase di conferimento. Sul fronte commerciale, Coldiretti e Unaprol chiedono infine la sospensione delle importazioni di olio tunisino a dazio zero e il superamento del regime di Traffico di perfezionamento attivo (Tpa) applicato agli oli esteri, considerato un potenziale punto critico per l&#8217;ingresso sul mercato di prodotti suscettibili di generare fenomeni fraudolenti.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il &#8220;tavolo degli inganni&#8221; e la consapevolezza dei cittadini- </strong>Durante la manifestazione è stato allestito il &#8220;tavolo degli inganni&#8221; per mostrare ai cittadini come avvengono le frodi e le miscelazioni pericolose. Parallelamente, nel mercato di Campagna Amica, è stato possibile degustare oli di qualità, evidenziando la differenza tra un vero extravergine e un prodotto camuffato.</p>
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		<title>Coldiretti Calabria in Commissione Agricoltura Consiglio Regionale: Caporalato, più controlli e filiera equa</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/coldiretti-calabria-in-commissione-agricoltura-consiglio-regionale-caporalato-piu-controlli-e-filiera-equa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 12:46:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il contributo di Coldiretti Calabria alla VI Commissione Agricoltura del Consiglio Regionale sulla tragedia di Amendolara, contenuto in un articolato documento, si impernia sulla necessità di una responsabilità collettiva contro lo sfruttamento lavorativo, evitando però generalizzazioni che colpiscano un settore composto in gran parte da imprese sane. È stato espresso pieno sostegno alla proposta di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il contributo di Coldiretti Calabria alla VI Commissione Agricoltura del Consiglio Regionale sulla tragedia di Amendolara, contenuto in un articolato documento, si impernia sulla necessità di una responsabilità collettiva contro lo sfruttamento lavorativo, evitando però generalizzazioni che colpiscano un settore composto in gran parte da imprese sane. È stato espresso pieno sostegno alla proposta di istituire un Tavolo di Regia permanente, quale strumento di coordinamento tra istituzioni, forze dell’ordine e parti sociali. Coldiretti Calabria nell’audizione del Presidente Aceto ha individuato e proposto priorità strategiche.</p>
<p><strong>Applicazione rigorosa della normativa</strong> rafforzando l’attuazione della Legge 199/2016 sul caporalato (<em>intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro),</em> con controlli efficaci e coordinati. La certezza della pena che arriva fino alla confisca – ha affermato &#8211; è il principale deterrente e tutela le imprese oneste.</p>
<p><strong>Controlli su tutta la filiera agroalimentare</strong>. Il contrasto al caporalato deve riguardare l’intera filiera, non solo la produzione. È necessario garantire trasparenza e giusta distribuzione del valore, contrastando pratiche sleali. L’organizzazione ha proposto di legare i finanziamenti pubblici al rispetto di prezzi equi e relazioni corrette. <strong>Una parte dell’intervento del presidente Aceto</strong> si è incentrata sul sostegno alle imprese agricole con interventi mirati. Alloggi e trasporto dei lavoratori, soprattutto nelle aree interne. Finanziare e semplificare i bandi regionali, rendendo gli strumenti strutturali.</p>
<p><strong>Investire in accoglienza e mobilità</strong> – è la chiosa -significa prevenire il caporalato. Occorrono senz’altro, controlli più mirati e qualificati e questo si può ottenere rafforzando la vigilanza con approccio basato su analisi del rischio e conoscenza del territorio. Questo per evitare- ha chiarito &#8211; accertamenti solo formali e concentrare i controlli sui reali fenomeni criminali. Utile è anche un maggiore presidio da intensificare nei luoghi, tra l’altro conosciuti, di reclutamento illegale della manodopera. È altresì necessario – ha insistito Aceto &#8211; un approccio integrato tra tutti gli attori della filiera valorizzando con premialità le imprese regolari e colpire chi opera fuori dalle regole.Dalla Calabria, può venire  una svolta decisiva per tutto il paese, abbiamo le possibilità &#8211; ha concluso Aceto &#8211; di tutelare i lavoratori, prevenire lo sfruttamento e irrobustire la legalità nel settore agricolo. Il cruento episodio di Amendolara deve continuare a tenere accesi i fari sulla piaga del caporalato per valorizzare il ruolo delle migliaia di aziende agricole sane che operano quotidianamente nel rispetto delle regole e della dignità della persona.</p>
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		<item>
		<title>Coldiretti Calabria, aziende costrette a vendere sottocosto olio extravergine</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/coldiretti-calabria-aziende-costrette-a-vendere-sottocosto-olio-extravergine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 10:56:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il costo di produzione di un litro di olio extravergine in Calabria si colloca, mediamente, tra 6,5 e 9 euro, con valori che possono superare i 9 euro nelle aree più svantaggiate. Una stima prudenziale è pari ad almeno 7,2 euro al litro. La Grande distribuzione organizzata continua, tuttavia, a utilizzare l&#8217;olio come prodotto civetta, comprimendo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Il costo di produzione di un litro di olio extravergine in Calabria si colloca, mediamente, tra 6,5 e 9 euro, con valori che possono superare i 9 euro nelle aree più svantaggiate. Una stima prudenziale è pari ad almeno 7,2 euro al litro. La Grande distribuzione organizzata continua, tuttavia, a utilizzare l&#8217;olio come prodotto civetta, comprimendo i prezzi lungo la filiera e scaricando il peso sulle aziende agricole</em>&#8220;.  Lo dichiara il presidente di Coldiretti Calabria, Franco Aceto, sottolineando come <em>&#8220;mentre i costi di produzione nelle campagne sono cresciuti sensibilmente, anche per effetto dei rincari energetici e dei cambiamenti climatici, il prezzo riconosciuto agli olivicoltori resta ben al di sotto della soglia di sostenibilità&#8221;.</em></p>
<p>&#8220;<em>Sul mercato italiano ed europeo &#8211; </em>spiega<em> &#8211; arrivano oli provenienti da Paesi extra-Ue che non rispettano gli stessi standard ambientali, sanitari e sociali imposti ai produttori calabresi e italiani. Se un prodotto entra nel nostro mercato deve rispettare le stesse condizioni, questa è la vera reciprocità. Punto critico resta la difficile identificazione del prodotto nazionale e calabrese di qualità rispetto alle miscele di oli comunitari ed extracomunitari. Sugli scaffali della Gdo si trovano frequentemente bottiglie etichettate come extravergine, ma che in realtà derivano da blend di oli di diversa provenienza, spesso indicata in modo poco chiaro in etichetta. Una situazione che genera confusione nel consumatore e penalizza le produzioni di eccellenza del territorio</em>&#8220;, dice Aceto.</p>
<p>Coldiretti Calabria chiede, quindi, <em>uno &#8220;stop alle aste al doppio ribasso nella Gdo; maggiore trasparenza in etichetta sull&#8217;origine delle olive; rafforzamento dei controlli sulla qualità reale dei prodotti; introduzione e applicazione effettiva del principio di reciprocità negli scambi internazionali; valorizzazione sugli scaffali dei prodotti 100% italiani e calabresi&#8221;</em>.</p>
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		<title>Coldiretti Calabria: il Capodanno Rai a Catanzaro scelga per il brindisi lo spumante calabrese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/coldiretti-calabria-il-capodanno-rai-a-catanzaro-scelga-per-il-brindisi-lo-spumante-calabrese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Dec 2025 15:58:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Calabria per il vino conta, in totale, 19 Indicazioni Geografiche, tra 9 Doc (il 2,8% del totale italiano) e 10 Igt (l&#8217;8,5% del totale nazionale). Circa 370.000 ettolitri di vino all&#8217;anno. Dal 2025 si è concluso l&#8217;iter di riconoscimento della prima storica Docg per il Cirò; un acceleratore della qualità e riconoscibilità del nostro [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">La Calabria per il vino conta, in totale, 19 Indicazioni Geografiche, tra 9 Doc (il 2,8% del totale italiano) e 10 Igt (l&#8217;8,5% del totale nazionale). Circa 370.000 ettolitri di vino all&#8217;anno. Dal 2025 si è concluso l&#8217;iter di riconoscimento della prima storica Docg per il Cirò; un acceleratore della qualità e riconoscibilità del nostro vino. Certamente il futuro del comparto alle nostre latitudini, si gioca tutto, visto che comunque rispetto ai quantitativi in Italia è obiettivamente una nicchia, (un valore di poco più di 60milioni di euro oltre l&#8217;indotto), in un rapporto sinergico e identitario, con i territori visti sotto il profilo naturalistico, paesaggistico, storico-identitario, culturale, archeologico.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Focus sullo spumante &#8220;made in Calabria&#8221;- </strong>Ma veniamo agli spumanti, alle bollicine. Prevalentemente il metodo scelto è quello Martinotti/Charmat; il vino base viene fatto rifermentare in serbatoi chiusi a tenuta di pressione ma anche si sceglie il metodo Classico che prevede che la rifermentazione in bottiglia per molto tempo. Non ci sono dati ufficiali ma possiamo dire che non siamo certamente una regione leader. La produzione di spumanti in Calabria è relativamente giovane, iniziata in modo più strutturato intorno agli anni duemila. Gli spumanti calabresi sono un segmento in rapida ascesa, con qualità crescente e riconoscimenti internazionali che unisce tradizione e innovazione. Alcune cantine stanno investendo in questo settore, per ritagliarsi un proprio spazio nel panorama delle bollicine italiane esplorando in modo qualificato e con lucida visione le potenzialità dei vitigni autoctoni. E allora, quale occasione migliore del Capodanno per scoprire le bollicine calabresi e brindare al nuovo anno con un tocco di Mediterraneo?</p>
<p style="font-weight: 400;">Le feste di fine d&#8217;anno poi, &#8211; aggiunge Coldiretti &#8211; fanno registrare il massimo di domanda dello spumante italiano ma registriamo che si consolida il consumo (sempre con moderazione) dei nostri spumanti sulle tavole dei calabresi, nei ristoranti e naturalmente negli agriturismi dove le previsioni per il capodanno confermano un 2025 con un bilancio positivo, . Confidiamo anche che nei vari capodanni nelle piazze e in particolare in quello Rai sul lungomare di Catanzaro il brindisi di fine anno sarà con le bollicine &#8220;made in Calabria&#8221; che possono presentarsi al grande pubblico e mettere il turbo. &#8220;Insomma &#8211; <strong>annota il presidente di Coldiretti Calabria Franco Aceto </strong>– lo spumante di Capodanno 2026 sia sempre di più calabrese.  Un ulteriore e significativo segnale &#8211; conclude &#8211; delle grandi potenzialità che ha l&#8217;agroalimentare calabrese che da tempo traina l&#8217;economia della nostra regione sui mercati anche nazionali ed esteri&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Coldiretti Calabria: emergenza cinghiali fuori controllo, serve completa attuazione piano straordinario</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/coldiretti-calabria-emergenza-cinghiali-fuori-controllo-serve-completa-attuazione-piano-straordinario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Mar 2025 15:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cinghiali]]></category>
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		<category><![CDATA[controllo]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[fuori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Coldiretti Calabria esprime profonda preoccupazione a seguito del tragico episodio avvenuto a Cetraro (CS), dove una persona, mentre curava il proprio orto, ha perso la vita a seguito di un attacco da parte di un cinghiale. Questo drammatico evento conferma quanto la proliferazione incontrollata della fauna selvatica rappresenti una minaccia sempre più grave, non solo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/coldiretti-calabria-emergenza-cinghiali-fuori-controllo-serve-completa-attuazione-piano-straordinario/">Coldiretti Calabria: emergenza cinghiali fuori controllo, serve completa attuazione piano straordinario</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Coldiretti Calabria esprime profonda preoccupazione a seguito del tragico episodio avvenuto a Cetraro (CS), dove una persona, mentre curava il proprio orto, ha perso la vita a seguito di un attacco da parte di un cinghiale. Questo drammatico evento conferma quanto la proliferazione incontrollata della fauna selvatica rappresenti una minaccia sempre più grave, non solo per l&#8217;agricoltura, ma anche per la sicurezza delle persone, con avvistamenti sempre più frequenti nei centri abitati. La presenza incontrollata dei cinghiali in Calabria ha messo e sta mettendo in ginocchio le aziende agricole, distruggendo colture, attaccando gli allevamenti e causando incidenti stradali. Le perdite economiche aumentano e la pressione sugli agricoltori e i centri urbani è insostenibile.<br />
Non si tratta più solo di una questione agricola, ma di una vera emergenza di ordine pubblico. I cinghiali si avvicinano sempre più spesso alle abitazioni, rappresentando un pericolo concreto per la sicurezza delle persone e rendendo impossibile la convivenza nei territori rurali.</p>
<p>Coldiretti Calabria auspica che insieme alla Regione si possa portare a termine, in tempi rapidi, l&#8217;attuazione del piano straordinario e che si possano mettere in campo tutte le azioni necessarie per sollecitare un  maggiore impegno degli enti gestori dei parchi, per garantire l&#8217;attuazione efficace del Piano Straordinario di Controllo della Fauna Selvatica, con azioni mirate a ridurre la presenza degli ungulati e a ristabilire un equilibrio nel territorio. Nel frattempo, l&#8217;organizzazione ha già avviato incontri con i propri soci e promosso corsi di formazione per gli agricoltori, affinché possano essere pronti a collaborare nell&#8217;attuazione di tutte le misure previste. </p>
<p>Il Presidente di Coldiretti Calabria, Franco Aceto, ha dichiarato in merito che &#8220;non possiamo più permettere che la presenza incontrollata della fauna selvatica continui a mettere a rischio la sicurezza dei cittadini e a distruggere il lavoro degli agricoltori. L&#8217;aggressione avvenuta a Cetraro dimostra che il problema ha ormai superato ogni livello di tollerabilità e va affrontato con strumenti concreti e immediati. È necessario che il Piano Straordinario di Controllo della Fauna Selvatica venga applicato in modo efficace e senza esitazioni. Coldiretti Calabria insieme alla Regione, ha tracciato il percorso da fare, ora però, servono azioni rapide e coordinate da parte di tutti i soggetti coinvolti per accelerarne il compimento, per ristabilire un equilibrio e garantire la sicurezza nei territori.&#8221;</p>
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		<title>Caldo, Coldiretti Calabria: bruciate frutta e verdura, serve stato di calamità per lavoratori e aziende</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jul 2023 15:35:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[bruciate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Il caldo torrido sta “bruciando” la frutta e la verdura nei campi con vere e proprie ustioni che provocano la perdita del raccolto dai peperoni, alle angurie, dai pomodori alle melanzane al bergamotto. Per le produzioni assicurabili, le aziende agricole hanno già aperto il sinistro presso il Consorzio di Difesa dalle calamità. Aumenta la cascola [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Il caldo torrido sta “bruciando” la frutta e la verdura nei campi con vere e proprie ustioni che provocano la perdita del raccolto dai peperoni, alle angurie, dai pomodori alle melanzane al bergamotto. Per le produzioni assicurabili, le aziende agricole hanno già aperto il sinistro presso il Consorzio di Difesa dalle calamità. Aumenta la cascola delle olive, in un annata peraltro già difficile per le conseguenze di altri eventi estremi E’ l’allarme che lancia Coldiretti Calabria in relazione all’ondata di afa che ci ha letteralmente investito con conseguenze sulle persone, ma anche sugli allevamenti e appunto sulle coltivazioni. </p>
<p>Lungo tutta la penisola calabrese, la morsa del caldo – sottolinea la Coldiretti – sta facendo danni con gli agricoltori che cercano di correre ai ripari con enormi difficoltà. Le scottature da caldo – spiega la Coldiretti – danneggiano in maniera irreversibile frutta e verdura, fino a renderle invendibili. Si cerca di anticipare il raccolto quando possibile o – continua la Coldiretti – si provvede al diradamento dei frutti sugli alberi, eliminando quelli non in grado di sopravvivere, per cercare di salvare almeno parte della produzione. Nel crotonese, il caldo torrido – rileva la Coldiretti – ha letteralmente “scottato” angurie, peperoni e pomodori, ma anche in altri areali la situazione è analoga. </p>
<p>“Caronte” ostacola pure le operazioni agronomiche e di raccolta che, con la responsabilità che contraddistingue gli imprenditori agricoli, vengono sospese nelle ore più bollenti per tutelare la salute dei lavoratori mentre diventa impossibile lavorare nelle serre. Negli allevamenti zootecnici da latte la produzione è calata del 30% a causa del caldo. Come se non bastasse i cinghiali imperversano nelle campagne e non si percepisce affatto sul territorio l’azione dei selecontrollori, in un periodo in cui, peraltro, la Calabria risulta interessata dalla peste suina proprio su questi selvatici. I cinghiali – riferisce Coldiretti – arrivano finanche a scavare sotto le piante arboree di fatto determinandone la morte e possono essere veicolo di malattie per gli animali domestici. E’ una situazione che è assolutamente drammatica e pertanto Coldiretti Calabria ha chiesto al Dipartimento Regionale Agricoltura di attivare le procedure per verificare se esistono le condizioni per riconoscimento della calamità per la riduzione dei contributi previdenziali per le imprese agricole e i loro lavoratori”.</p>
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		<title>25 Aprile, Coldiretti: &#8220;Prosegue l&#8217;onda lunga del turismo in Calabria&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Notarianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Apr 2023 10:58:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[coldiretti calabria]]></category>
		<category><![CDATA[ponte 25 aprile]]></category>
		<category><![CDATA[terranostra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Domani 25 Aprile &#8220;Festa della Liberazione&#8221; e occasione, per la maggior parte degli italiani, di staccare dal lavoro e godersi una giornata con amici e famiglia. Complice la ricorrenza che cade di martedì, molti hanno potuto usufruire del cosiddetto &#8220;ponte&#8221; e godersi, dunque, un bel &#8220;weekend lungo&#8221;. E la Calabria, per mete da visitare, non [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Domani 25 Aprile &#8220;Festa della Liberazione&#8221; e occasione, per la maggior parte degli italiani, di staccare dal lavoro e godersi una giornata con amici e famiglia. Complice la ricorrenza che cade di martedì, molti hanno potuto usufruire del cosiddetto &#8220;ponte&#8221; e godersi, dunque, un bel &#8220;weekend lungo&#8221;. E la Calabria, per mete da visitare, non è seconda a nessuno: tra il mare, la montagna, percorsi archeologici e la campagna con la primavera che rappresenta la stagione preferita dagli amanti della natura con il clima mite, le piante fiorite, ma anche le attività agricole con i lavori di preparazione dei terreni e di semina, segnala Coldiretti Calabria, continua l&#8217;onda lunga del turismo in Calabria.</p>
<p class="v1MsoNormal"><em>&#8220;La Calabria &#8211; stima Terranostra, associazione agrituristica della Coldiretti &#8211;  si sta confermando capace di richiamare un turismo nazionale  e internazionale che può giovarsi di essere contemporaneamente  innovativo e responsabile, coerente con le istanze del nostro tempo. L’agriturismo, anche nel ponte della Festa della Liberazione, con  il suo saper fare squisitamente “Made in Calabria” arricchisce l’offerta turistica, cogliendo così lo spirito di coinvolgimento e apertura facendo apprezzare la Calabria del bello,  del contatto con la natura e del ben fatto con operatori agrituristici che  uniscono i sapori dei prodotti calabresi  d’eccellenza &#8211; si legge ancora &#8211; con la creatività e la tecnica degli agrichef e della loro  brigata che sapientemente offrono prodotti a chilometri zero. Oltre 5mila persone hanno scelto l’agriturismo per il lungo ponte 25 aprile sia per soggiornare o per un pranzo usufruendo anche di spazi all’aperto. Il nostro è un paesaggio fortemente segnato dalle produzioni agricole, dalle dolci colline pettinate dai vigneti agli ulivi secolari, dai casali, dai parchi in montagna, dai verdi pascoli ai terrazzamenti, che, grazie all’opera degli agricoltori, contrastano il degrado ed il dissesto idrogeologico.&#8221;</em></p>
<p class="v1MsoNormal"><em>&#8220;Questi ponti di primavera rappresentano un grande banco di prova in vista della prossima estate e i primi dati confermano che l’agriturismo è entrato definitivamente nel cuore e nelle abitudini dei turisti grazie al notevole processo di qualificazione del settore che è oggi in grado di offrire servizi diversificati tra loro. Da tenere in considerazione – conclude Coldiretti – che anche la  spesa destinata alla tavola è la voce principale del budget di chi è in vacanza nel ponte della liberazione per consumare pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per picnic, cibo di strada o acquistare souvenir enogastronomici in mercati, feste e sagre di Paese. Un turismo curioso e intraprendente che vuole mettersi alle spalle gli anni di limitazioni a causa della pandemia.&#8221;</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Coldiretti Calabria: &#8220;Quello del cibo Frankenstein è un futuro da cui non ci faremo mangiare&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/coldiretti-calabria-quello-del-cibo-frankenstein-e-un-futuro-da-cui-non-ci-faremo-mangiare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Notarianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Nov 2022 12:10:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[cibo sintetico]]></category>
		<category><![CDATA[coldiretti calabria]]></category>
		<category><![CDATA[efsa]]></category>
		<category><![CDATA[no a cibo sintetico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il cibo sintetico sta per entrare nella nostre vite. Negli Stati Uniti si è già cominciato, con l&#8217;approvazione ai fini del consumo umano di carne in provetta. Si tratta della prima autorizzazione rilasciata dall’Autorità alimentare statunitense e che rischia di aprire la strada a scenari preoccupanti, ovvero l&#8217;approdo di tali cibi sintetici anche nell&#8217;Unione Europea [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il cibo sintetico sta per entrare nella nostre vite. Negli Stati Uniti si è già cominciato, con l&#8217;approvazione ai fini del consumo umano di carne in provetta. Si tratta della prima autorizzazione rilasciata dall’Autorità alimentare statunitense e che rischia di aprire la strada a scenari preoccupanti, ovvero l&#8217;approdo di tali cibi sintetici anche nell&#8217;Unione Europea dove già ad inizio 2023 potrebbero essere, infatti, introdotte le prime richieste di immissione in commercio che coinvolgono Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) e Commissione Ue.</p>
<p>Scuole, cittadini, rappresentanti delle Istituzioni nazionali e regionali, sindaci e amministratori, rappresentanti del mondo delle imprese e della Chiesa e tante altre categorie in Calabria, però, si stanno schierando contro questa &#8220;novità&#8221;. La petizione promossa da Coldiretti, Filiera Italia e Campagna Amica, infatti, ha ottenuto oltre il 75% di &#8220;NO al cibo Frankenstein&#8221;. L’obiettivo è promuovere una legge che ne vieti la produzione, l’uso e la commercializzazione in Italia. Questa &#8220;carne&#8221; che, inoltre, non salva gli animali, come vorrebbero far credere: viene infatti creata sfruttando i feti delle mucche. Non aiuta, poi, l’ambiente perché consuma più acqua ed energia di molti allevamenti tradizionali. Infine non è accessibile a tutti e i  prodotti chimici usati, non è garantito siano sicuri per il consumo alimentare.</p>
<p>&#8220;Le bugie sul cibo in provetta confermano &#8211; afferma Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria &#8211; che c’è una precisa strategia che con abili operazioni di marketing che puntano a modificare stili alimentari naturali fondati sulla qualità e la tradizione. Continueremo a dare battaglia poiché quello del cibo Frankenstein è un futuro da cui non ci faremo mangiare contrastando con fermezza  quelle poche multinazionali globali che pensano che con i loro miliardi di dollari investiti in disinformazione si possa distruggere il nostro lavoro distintivo e di qualità, mentendo sul danno fatto all’ambiente, biodiversità e cittadini-consumatori.&#8221;</p>
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		<title>Coldiretti Calabria, Aceto: &#8220;Nei campi calabresi mancano almeno 2mila stagionali&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/coldiretti-calabria-aceto-nei-campi-calabresi-mancano-almeno-2mila-stagionali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 May 2022 09:09:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[coldiretti calabria]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro nei campi]]></category>
		<category><![CDATA[stagionali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>All&#8217;agricoltura calabrese servono almeno 2Mila lavoratori stagionali per garantire le campagne di raccolta estive e il lavoro ordinario. E’ quanto afferma Franco Aceto Presidente di Coldiretti Calabria nel sottolineare che l’arrivo del grande caldo accelera la maturazione nei campi e rende ancora più urgente far fronte alla carenza di manodopera. In questi giorni – prosegue [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;agricoltura calabrese servono almeno 2Mila lavoratori stagionali per garantire le campagne di raccolta estive e il lavoro ordinario. E’ quanto afferma<strong> Franco Aceto</strong> Presidente di <strong>Coldiretti Calabria</strong> nel sottolineare che l’arrivo del grande caldo accelera la maturazione nei campi e rende ancora più urgente far fronte alla carenza di manodopera. In questi giorni – prosegue – oltre ai problemi dovuti al rincari delle materie prime e delle materie energetiche, nelle aziende, gli imprenditori agricoli hanno difficoltà nel trovare la manodopera da impiegare nei diversi settori produttivi: orto-frutta, zootecnia, agriturismo, ecc…</p>
<p><strong>Due sono le problematiche</strong> con le quali gli imprenditori agricoli, ma anche credo quelli turistici sono costretti a fare i conti. <strong>La prima</strong> è, la lentezza con cui avviene il rilascio dei nulla osta necessari per consentire ai lavoratori extracomunitari, ammessi all’ingresso con il decreto flussi, di poter arrivare per lavorare nelle imprese agricole e poi il <strong>“reddito di cittadinanza”</strong> che senza volerlo demonizzare, in principio poteva essere sacrosanto, ma poi il problema si è verificato per come è stato messo in pratica senza pensare agli effetti che nel tempo avrebbe prodotto. E’ necessaria una modifica alla legge, affinché si consenta di poter svolgere lavori stagionali e/o occasionali a tutti i percettori di sussidi sociali, conservando, per questi, il diritto al sussidio per il periodo in cui non lavora. Ciò consentirebbe un graduale inserimento nel modo del lavoro ed un risparmio da parte dello stato per il periodo in cui il percettore di sussidio viene impiegato.</p>
<p>Su tale argomento debbo rilevare che vi è stata una <strong>mancanza di visione</strong> sulle politiche del lavoro. Sottolineo altresì, che la presenza di lavoratori stranieri è diventata strutturale nell’agricoltura dove un prodotto agricolo su quattro viene<strong> raccolto da mani straniere</strong>. Sono lavoratori dipendenti a tempo determinato che arrivano dall’estero e che ogni anno attraversano il confine per un lavoro stagionale per poi tornare nel proprio Paese, spesso stabilendo delle durature relazioni professionali oltre che di amicizia con gli imprenditori agricoli. Con strumenti concordati con i sindacati &#8211; aggiunge &#8211; riducendo la burocrazia occorre poi consentire anche a studenti e pensionati italiani di poter collaborare temporaneamente alle attività nei campi. E’ una denuncia forte quella che faccio &#8211; conclude Aceto – ma l’agricoltura fa i conti con i ritmi stagionali e non può essere soggetta a lacci e lacciuoli che ne minano produzione e competitività.</p>
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