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	<title>Codici Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 27 Oct 2025 09:48:23 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Codici: Procura indaghi sulla morte del paziente ricoverato al &#8216;Pugliese&#8217; di Catanzaro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/codici-procura-indaghi-sulla-morte-del-paziente-ricoverato-al-pugliese-di-catanzaro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 08:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il malore, il ricovero, l&#8217;intervento e il decesso. È successo tutto nel giro di poche settimane, ma a distanza di un mese la vicenda è diventata un giallo. Parliamo della morte di un uomo che si era recato al Pronto Soccorso dell&#8217;Ospedale Pugliese di Catanzaro, su cui l&#8217;associazione Codici ha deciso di intervenire con un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il malore, il ricovero, l&#8217;intervento e il decesso. È successo tutto nel giro di poche settimane, ma a distanza di un mese la vicenda è diventata un giallo. Parliamo della morte di un uomo che si era recato al Pronto Soccorso dell&#8217;Ospedale Pugliese di Catanzaro, su cui l&#8217;associazione Codici ha deciso di intervenire con un esposto affinché venga fatta piena luce. I parenti hanno sporto denuncia e chiedono giustizia.<br />
&#8220;Ci sono diversi aspetti da chiarire – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – ed anche tante, troppe ombre inquietanti. In particolare, colpisce la questione dell&#8217;operazione. Per questo riteniamo che la magistratura debba fare luce su quanto accaduto ed accertare eventuali responsabilità&#8221;.</p>
<p>Stando a quanto emerso finora, l&#8217;uomo si era recato al Pronto Soccorso il 22 settembre in seguito ad un malore. Ricoverato nel reparto di Medicina d&#8217;Urgenza, sarebbe stato sottoposto ad una Tac che avrebbe riscontrato la perforazione dell&#8217;intestino. Il giorno seguente viene eseguito un intervento d&#8217;urgenza e qui la vicenda si tinge di giallo. All&#8217;uscita dalla sala operatoria, il chirurgo avrebbe informato i familiari che non c&#8217;era nessuna perforazione dell&#8217;intestino. In estrema sintesi, un intervento inutile. Nei giorni successivi, le condizioni del paziente sono peggiorate, fino al decesso l&#8217;8 ottobre.</p>
<p>L&#8217;associazione Codici è impegnata da anni contro la malasanità attraverso la campagna &#8220;Indigniamoci!&#8221;, che coinvolge tutti gli Sportelli presenti sul territorio nazionale per raccogliere le segnalazioni dei pazienti e dei loro parenti, e fornire assistenza. È possibile segnalare danni o irregolarità nelle cure, negli interventi o nelle diagnosi telefonando al numero 065571996, inviando un messaggio WhatsApp al numero 3757793480 o scrivendo un&#8217;e-mail all&#8217;indirizzo segreteria.sportello@codici.org.</p>
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		<title>Liste di attesa in sanità, Codici: i cittadini denuncino agende chiuse e rinvii mascherati</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/liste-di-attesa-in-sanita-codici-i-cittadini-denuncino-agende-chiuse-e-rinvii-mascherati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2025 10:39:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[agende]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia il diritto a cure tempestive sta diventando un privilegio anziché una garanzia. È quanto denuncia l&#8217;associazione Codici, che prende in esame il problema cronico delle liste di attesa invitando i cittadini a denunciare ritardi ed irregolarità. &#8220;Le liste di attesa negli ospedali pubblici soffrono di pratiche che ne alterano drasticamente la trasparenza – [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia il diritto a cure tempestive sta diventando un privilegio anziché una garanzia. È quanto denuncia l&#8217;associazione Codici, che prende in esame il problema cronico delle liste di attesa invitando i cittadini a denunciare ritardi ed irregolarità.<br />
&#8220;Le liste di attesa negli ospedali pubblici soffrono di pratiche che ne alterano drasticamente la trasparenza – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –, penalizzando i pazienti più fragili e chi non ha le possibilità economiche di rivolgersi al privato. È ora di uscire dal silenzio. Per questo motivo invitiamo i cittadini a segnalare agende chiuse e rinvii mascherati. Al tempo stesso, chiediamo alle autorità di controllare l&#8217;operato delle strutture, sanzionando chi si comporta scorrettamente&#8221;. </p>
<p>Il riferimento è ad una pratica diffusa che consiste nel manipolare le liste di attesa per nascondere i ritardi. &#8220;Il caso più diffuso è quello delle agende chiuse – spiega Giacomelli –. Sul portale delle prenotazioni non compaiono appuntamenti disponibili ed al telefono non vengono fornite date. Praticamente la visita o l&#8217;esame che il paziente vuole prenotare non esiste. Altra situazione frequente è il cosiddetto rinvio mascherato. Chi chiama, si sente dire dall&#8217;operatore di riprovare più avanti, tra qualche settimana. Questo permette di accorciare i tempi delle liste di attesa, perché il conteggio per la prestazione scatta dal momento in cui viene fissata. Serve la massima trasparenza nelle agende: devono restare aperte, con disponibilità reali visibili su portali pubblici, senza buchi artificiosi. Anche perché il quadro generale è allarmante. Secondo i dati Istat, lo scorso anno una persona su dieci ha rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria. La causa principale di questo addio riguarda proprio le liste di attesa. Il 6,8% dei cittadini ha rinunciato alla visita o all&#8217;esame per i tempi lunghi. E attenzione, questa motivazione è aumentata del 51% rispetto al 2023. I tempi delle liste di attesa compromettono il diritto alla salute dei cittadini ed hanno pesanti ripercussioni a livello economico e sociale. La salute è un diritto di tutti, non un lusso per pochi&#8221;.</p>
<p>L&#8217;associazione Codici è impegnata da anni contro la malasanità attraverso la campagna &#8220;Indigniamoci!&#8221;, che coinvolge tutti gli Sportelli presenti sul territorio nazionale per raccogliere le segnalazioni dei pazienti e dei loro parenti, e fornire assistenza. È possibile segnalare danni o irregolarità nelle cure, negli interventi o nelle diagnosi telefonando al numero 065571996, inviando un messaggio WhatsApp al numero 3757793480 o scrivendo un&#8217;e-mail all&#8217;indirizzo segreteria.sportello@codici.org.</p>
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		<item>
		<title>Codici: esposto in Procura su un caso sospetto di malasanità alla &#8220;Dulbecco&#8221; di Catanzaro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/codici-esposto-in-procura-su-un-caso-sospetto-di-malasanita-alla-dulbecco-di-catanzaro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Sep 2025 12:47:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ritardi e omissioni. È la pesante accusa mossa dai familiari di una donna di 73 anni deceduta presso l&#8217;Azienda Ospedaliero-Universitaria Dulbecco di Catanzaro lo scorso 20 agosto dopo un intervento chirurgico d&#8217;urgenza. Un caso sospetto di malasanità, su cui l&#8217;associazione Codici ha deciso di intervenire presentando un esposto alla Procura affinché venga fatta chiarezza sulla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ritardi e omissioni. È la pesante accusa mossa dai familiari di una donna di 73 anni deceduta presso l&#8217;Azienda Ospedaliero-Universitaria Dulbecco di Catanzaro lo scorso 20 agosto dopo un intervento chirurgico d&#8217;urgenza. Un caso sospetto di malasanità, su cui l&#8217;associazione Codici ha deciso di intervenire presentando un esposto alla Procura affinché venga fatta chiarezza sulla gestione clinica della paziente, anche alla luce dei tempi che hanno scandito la tragica vicenda. Stando a quanto emerso finora, la donna si è presentata al Pronto Soccorso il 28 luglio. Qui il caso si tinge di giallo, perché, dopo un&#8217;attesa di oltre 8 ore, viene dimessa, salvo poi essere ricoverata il giorno successivo. Le sue condizioni peggiorano, ma solo il 16 agosto sarebbe stata trasferita nel reparto di Chirurgia. Un&#8217;attesa che sarebbe legata alla mancanza di posti di letto. Il giorno dopo una Tac avrebbe evidenziato una perforazione intestinale. Da qui l&#8217;intervento d&#8217;urgenza, nel corso del quale sarebbero emerse altre due perforazioni ed un ascesso. Pochi giorni dopo, il tragico epilogo.</p>
<p>&#8220;Gli aspetti da chiarire sono diversi – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – e confidiamo nell&#8217;operato della Procura affinché venga fatta piena luce su questa vicenda. Bisogna capire i motivi delle dimissioni, i tempi del ricovero e del trasferimento in Chirurgia, e poi le cure fornite. Gli interrogativi principali ruotano intorno al sospetto che possano esserci stati ritardi e omissioni da parte del personale sanitario. Bisogna verificare se ci sono state delle negligenze&#8221;.</p>
<p>L&#8217;associazione Codici è impegnata da anni contro la malasanità attraverso la campagna &#8220;Indigniamoci!&#8221;, che coinvolge tutti gli Sportelli presenti sul territorio nazionale per raccogliere le segnalazioni dei pazienti e dei loro parenti, e fornire assistenza. È possibile segnalare danni o irregolarità nelle cure, negli interventi o nelle diagnosi telefonando al numero 065571996, inviando un messaggio WhatsApp al numero 3757793480 o scrivendo un&#8217;e-mail all&#8217;indirizzo segreteria.sportello@codici.org.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/codici-esposto-in-procura-su-un-caso-sospetto-di-malasanita-alla-dulbecco-di-catanzaro/">Codici: esposto in Procura su un caso sospetto di malasanità alla &#8220;Dulbecco&#8221; di Catanzaro</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<item>
		<title>Codici: proteste e segnalazioni per il costo dei resi con Amazon</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/codici-proteste-e-segnalazioni-per-il-costo-dei-resi-con-amazon/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Feb 2025 07:30:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I conti con Amazon non tornano. In particolare, quelli legati ai costi di spedizione che deve sostenere chi decide di effettuare un reso. Gli Sportelli dell&#8217;associazione Codici stanno ricevendo segnalazioni da consumatori costretti ad anticipare le spese anche a fronte di un prodotto danneggiato e pur avendo effettuato le procedure nei modi e tempi previsti [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I conti con Amazon non tornano. In particolare, quelli legati ai costi di spedizione che deve sostenere chi decide di effettuare un reso. Gli Sportelli dell&#8217;associazione Codici stanno ricevendo segnalazioni da consumatori costretti ad anticipare le spese anche a fronte di un prodotto danneggiato e pur avendo effettuato le procedure nei modi e tempi previsti dalla norma. Il problema è legato al tipo di etichetta da applicare al pacco. &#8220;Solitamente chi effettua acquisti su Amazon e poi effettua un reso – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –, riceve un&#8217;etichetta prepagata per restituire il prodotto. Nei casi che ci sono stati segnalati, al consumatore è stata inviata, invece, un&#8217;etichetta da affrancare. In questo modo bisogna anticipare i soldi, attendendo poi alcuni giorni per ottenere il rimborso. Questo comportamento solleva alcuni interrogativi sia sulla correttezza della procedura che sulla opportunità di ricorrere alla stessa da parte di un colosso dell&#8217;e-commerce come Amazon. Stiamo svolgendo degli approfondimenti per capire se sono casi isolati o se, invece, rientra in una strategia, e ovviamente siamo pronti ad intervenire per tutelare i consumatori di fronte ad eventuali irregolarità. Il ricorso facile ai resi è senza dubbio un tema da affrontare ed anche noi siamo convinti della necessità che il consumatore adotti un comportamento consapevole quando effettua un acquisto. Detto ciò, è bene anche non dimenticare che ci sono delle norme da rispettare. Il diritto di recesso, ad esempio, prevede che siano rimborsate le spese di restituzione nel caso in cui il prodotto sia difettoso e coperto dalla garanzia. Non si comprende, quindi, perché un consumatore che ha ricevuto una tv danneggiata debba anticipare i costi di spedizione. È uno dei casi che ci è stato segnalato, in cui, tra l&#8217;altro, il rimborso è stato fatto sul saldo dell&#8217;account dell&#8217;utente, che quindi non lo ha potuto incassare. Lo ripetiamo, da un&#8217;azienda come Amazon ci si aspetterebbe un comportamento diverso, un supporto anche economico nella procedura di reso, con l&#8217;invio di etichette prepagate per agevolare i clienti nell&#8217;esercizio di un proprio diritto. Approfondiremo questo aspetto ed invitiamo i consumatori a segnalare situazioni simili per valutare la correttezza dell&#8217;operato della società&#8221;.</p>
<p>Sul proprio sito internet, nella sezione dedicata alle politiche di reso, Amazon spiega che il consumatore può cambiare idea e restituire l&#8217;articolo acquistato per qualsiasi motivo entro 30 giorni di calendario dalla data di consegna. Per alcune categorie di prodotti, come fotocamere e videocamere, dispositivi elettronici, portatili e tablet, desktop e monitor, componenti per computer, dispositivi di archiviazione e periferiche, cancelleria e prodotti per ufficio, musica, DVD e video, videogiochi e console, il consumatore ha 14 giorni di calendario dalla data di consegna per cambiare idea. La politica dei resi di Amazon non pregiudica i diritti legali e il diritto di recesso. Il consiglio, quando si fanno acquisti online, è quello di leggere con attenzione le condizioni generali per evitare brutte sorprese. Il diritto di recesso prevede che le spese di spedizione siano sempre rimborsate, mentre quelle di restituzione sono a carico del consumatore. Se, però, il prodotto è difettoso ed è coperto da garanzia legale, anche le spese di restituzione spettano al venditore.</p>
<p>Tornando al caso di Amazon ed all&#8217;invio di etichette da affrancare in seguito ad una richiesta di reso, con le spese di spedizione che devono essere quindi anticipate, i consumatori possono segnalare il proprio caso all&#8217;associazione Codici telefonando al numero 065571996, inviando un messaggio WhatsApp al numero 3757793480 oppure scrivendo un&#8217;e-mail all&#8217;indirizzo segreteria.sportello@codici.org.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/codici-proteste-e-segnalazioni-per-il-costo-dei-resi-con-amazon/">Codici: proteste e segnalazioni per il costo dei resi con Amazon</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Associazione Codici: ancora disagi e proteste per il check-in online di Ryanair</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/associazione-codici-ancora-disagi-e-proteste-per-il-check-in-online-di-ryanair/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jan 2025 09:03:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Continuano i problemi con il check-in online di Ryanair. A distanza di alcuni mesi dalle prime segnalazioni raccolte dall&#8217;associazione Codici, si registrano ancora disservizi e disagi per i passeggeri. &#8220;Ryanair non sembra aver risolto i problemi – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – e diversi passeggeri lamentano ancora difficoltà nell&#8217;effettuare il check-in online. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Continuano i problemi con il check-in online di Ryanair. A distanza di alcuni mesi dalle prime segnalazioni raccolte dall&#8217;associazione Codici, si registrano ancora disservizi e disagi per i passeggeri. &#8220;Ryanair non sembra aver risolto i problemi – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – e diversi passeggeri lamentano ancora difficoltà nell&#8217;effettuare il check-in online. C&#8217;è chi ha problemi di accesso al sito internet oppure all&#8217;app di Ryanair, chi vede interrompersi improvvisamente la procedura e chi è costretto ad abbandonarla perché il sistema registra una perdita delle informazioni inserite. Di fronte all&#8217;impossibilità di effettuare il check-in online, il passeggero si ritrova costretto ad effettuarlo in aeroporto. E qui subentra un altro problema che segnaliamo: il check-in online è gratuito, farlo in aeroporto ha invece un costo. </p>
<p>Un pagamento che non sarebbe specificato dal servizio clienti di Ryanair, come lamentato da alcuni passeggeri che hanno chiesto supporto alla compagnia via chat. Torniamo, dunque, a chiedere un intervento urgente da parte di Ryanair sia per risolvere i problemi che non permettono a tutti i passeggeri di effettuare il check-in online sia per fornire un&#8217;assistenza chiara e tempestiva, anche a chi presenta reclamo e riceve una risposta standard che boccia la richiesta senza prendere in esame le ragioni del viaggiatore. Tutto questo ribadendo la necessità di fornire il rimborso ed il risarcimento danni ai passeggeri per il disservizio&#8221;.</p>
<p>I passeggeri Ryanair che non sono riusciti ad effettuare il check-in online a causa del malfunzionamento del servizio possono rivolgersi all&#8217;associazione Codici telefonando al numero 065571996, inviando un messaggio WhatsApp al numero 3757793480, scrivendo all&#8217;indirizzo e-mail segreteria.sportello@codici.org oppure compilando il form disponibile sul sito www.codici.org.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/associazione-codici-ancora-disagi-e-proteste-per-il-check-in-online-di-ryanair/">Associazione Codici: ancora disagi e proteste per il check-in online di Ryanair</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dall&#8217;incidente mortale della 24enne Martina Guzzi a Catanzaro dettagli drammatici su airbag Takata</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/dallincidente-mortale-della-24enne-martina-guzzi-a-catanzaro-dettagli-drammatici-su-airbag-takata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jul 2024 16:19:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[airbag]]></category>
		<category><![CDATA[Codici]]></category>
		<category><![CDATA[Mmartina Guzzi]]></category>
		<category><![CDATA[takata]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un tragico incidente stradale ha riacceso in maniera improvvisa i riflettori sui richiami degli airbag Takata. Il 28 maggio la 24enne Martina Guzzi ha perso la vita a Catanzaro in seguito ad un frontale con un&#8217;altra vettura. La giovane era al volante di una Citroën C3, modello diventato famoso insieme alla DS Automobiles DS3 per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/dallincidente-mortale-della-24enne-martina-guzzi-a-catanzaro-dettagli-drammatici-su-airbag-takata/">Dall&#8217;incidente mortale della 24enne Martina Guzzi a Catanzaro dettagli drammatici su airbag Takata</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un tragico incidente stradale ha riacceso in maniera improvvisa i riflettori sui richiami degli airbag Takata. Il 28 maggio la 24enne Martina Guzzi ha perso la vita a Catanzaro in seguito ad un frontale con un&#8217;altra vettura. La giovane era al volante di una Citroën C3, modello diventato famoso insieme alla DS Automobiles DS3 per essere stato oggetto di un richiamo a metà maggio. Lo stop ha riguardato i modelli prodotti dal 2009 al 2019, oggi non più commercializzati, ed è stato accompagnato da una nota del gruppo Stellantis in cui si invitavano i proprietari a sospendere la guida a causa di possibili rischi legati agli airbag Takata. Come detto, la giovane morta nell&#8217;incidente a Catanzaro era alla guida di una Citroën C3 ed ora la relazione preliminare dei consulenti della Procura chiama in causa proprio l&#8217;airbag. La giovane, infatti, avrebbe perso la vita per un malfunzionamento del sistema di detonazione del dispositivo. Secondo i consulenti, l&#8217;airbag, a seguito dello schianto, ha proiettato ad alta energia cinetica un corpo metallico con modalità d&#8217;urto e lesività assimilabili ad una ferita d&#8217;arma da fuoco.</p>
<p>&#8220;La nostra associazione – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – si è attivata per tutelare i proprietari dei modelli richiamati a fronte di una situazione diventata insostenibile. Lo stop delle vetture con l&#8217;invito ad interrompere la guida ha creato il caos, perché la sostituzione dell&#8217;airbag è risultata impossibile per molti cittadini, tra mancate risposte e tempi di attesa lunghissimi per un appuntamento in officina. Questo sarebbe il caso anche del fidanzato della giovane vittima dell&#8217;incidente stradale di Catanzaro, che aveva ricevuto la lettera di richiamo ed aveva scritto alla casa automobilistica pochi giorni prima del sinistro fatale, senza ricevere risposta. Se la relazione dei consulenti della Procura venisse confermata, ci troveremmo di fronte alla prima vittima in Italia causata da un difetto di fabbricazione degli airbag Takata. Considerando l&#8217;elevato numero di modelli richiamati ed i rischi per la sicurezza, riteniamo doveroso un intervento urgente da parte della casa automobilistica per velocizzare i tempi di sostituzione dell&#8217;airbag, assicurando un&#8217;assistenza efficace per alleviare i disagi. Pensiamo, ad esempio, a chi in questi mesi è rimasto a piedi ed ha dovuto sostenere spese extra a causa dell&#8217;impossibilità di utilizzare l&#8217;auto. I disagi sono evidenti e per questo andremo avanti con la nostra azione legale con cui chiediamo il risarcimento dei cittadini&#8221;.</p>
<p>I proprietari e possessori dei modelli Citroën C3 e DS Automobiles DS3 prodotti dal 2009 al 2019, oggi non più commercializzati, oggetto del richiamo da parte della casa automobilistica che hanno avuto o stanno ancora avendo difficoltà con la sostituzione dell&#8217;airbag possono rivolgersi all&#8217;associazione Codici telefonando al numero 065571996 o scrivendo all&#8217;indirizzo e-mail segreteria.sportello@codici.org.</p>
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		<title>Chiamate perse e credito svuotato, ecco come difendersi dalla truffa Wangiri 2.0</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Jun 2024 07:00:49 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Codici]]></category>
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		<category><![CDATA[squillo]]></category>
		<category><![CDATA[truffa]]></category>
		<category><![CDATA[Wangiri 2.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Squillo e riaggancio. È il significato di Wangiri, termine giapponese che gli italiani hanno purtroppo imparato. Parliamo, infatti, della frode telefonica che ha spopolato durante la pandemia e che continua a costare caro ai cittadini. Da qui l&#8217;invito dell&#8217;associazione Codici a prestare attenzione alle chiamate da numeri sconosciuti. Rispetto alla prima versione, il Wangiri 2.0 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Squillo e riaggancio. È il significato di Wangiri, termine giapponese che gli italiani hanno purtroppo imparato. Parliamo, infatti, della frode telefonica che ha spopolato durante la pandemia e che continua a costare caro ai cittadini. Da qui l&#8217;invito dell&#8217;associazione Codici a prestare attenzione alle chiamate da numeri sconosciuti. Rispetto alla prima versione, il Wangiri 2.0 sfrutta i bot, ovvero sistemi automatizzati, per effettuare numerose chiamate brevi in rapida successione. Vengono utilizzati numeri internazionali o sconosciuti, la vittima viene indotta a richiamare pagando costi elevati per una telefonata che nasconde una chiamata internazionale o l&#8217;attivazione di servizi a pagamento che possono anche prosciugare il credito. Attenzione, non costa solo l&#8217;eventuale risposta dell&#8217;operatore, che spesso è un messaggio registrato, ma anche l&#8217;attesa. Per questo lo squillo dura più a lungo del solito, proprio per far lievitare i costi.</p>
<p>Considerando, dunque, il rischio di vedersi svuotare il credito, è bene adottare alcuni accorgimenti per evitare di cadere nella trappola del Wangiri 2.0. Prima di tutto non bisogna richiamare numeri sconosciuti, soprattutto se sono internazionali. Se si pensa di aver perso una telefonata importante, una ricerca online del numero ci aiuterà a capire se rientra tra quelli utilizzati per le truffe. Per evitare poi il problema delle chiamate all&#8217;estero, si può chiedere al proprio operatore di bloccare queste telefonate. </p>
<p>Altra soluzione che si può adottare è quella del blocco delle chiamate &#8220;spam&#8221;. La maggior parte degli smartphone in commercio sono in grado di identificare e segnalare queste telefonate, bloccandole automaticamente. Nel caso in cui il modello in possesso sia privo di questa funzione, ci si può rivolgere al proprio operatore per usufruire di servizi dedicati a queste funzioni oppure si può ricorrere ad App specifiche.</p>
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		<title>Esposto in Procura sulla morte della donna di 51 anni ricoverata agli ospedali di Reggio Calabria e Catanzaro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Notarianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Mar 2024 10:05:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Codici]]></category>
		<category><![CDATA[esposto procura donna morta ospedali catanzaro e reggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negligenza di medici e sanitari intervenuti. È la pesantissima accusa rivolta dai familiari della donna di 51 anni morta a Catanzaro, vittima di un presunto caso di malasanità su cui anche l’associazione Codici chiede di fare piena chiarezza. Una richiesta formulata in un esposto alla Procura, finalizzato ad accertare la correttezza dell’operato delle strutture e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Negligenza di medici e sanitari intervenuti. È la pesantissima accusa rivolta dai familiari della donna di 51 anni morta a Catanzaro, vittima di un presunto caso di malasanità su cui anche l’associazione Codici chiede di fare piena chiarezza. Una richiesta formulata in un esposto alla Procura, finalizzato ad accertare la correttezza dell’operato delle strutture e degli operatori che hanno seguito la paziente.</p>
<p>&#8220;La denuncia dei familiari è gravissima – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – ed indagare su quanto avvenuto è doveroso. Stando al racconto del marito e della figlia della donna, dall’ingresso al Pronto Soccorso del Gom con una diagnosi di polmonite bilaterale si è arrivati al decesso, complice un’assistenza che non sarebbe stata adeguata. Nonostante una situazione grave e la protesta dei familiari, la paziente sarebbe stata lasciata in corridoio senza cure specifiche o accertamenti e solo dopo alcuni giorni sarebbe stata eseguita una Tac che avrebbe accertato collasso del polmone destro e pleurite. Le condizioni della donna sono progressivamente peggiorate, fino al trasferimento prima nel reparto di Rianimazione e poi all’ospedale Germaneto di Catanzaro.&#8221;</p>
<p>&#8220;Nonostante le cure, la situazione non è migliorata e, purtroppo, si è arrivati al tragico epilogo. È chiaro che, se venissero confermate queste situazioni, saremmo di fronte ad una gestione sanitaria pessima. Comprendiamo il dolore e la rabbia dei familiari, così come la richiesta di fare chiarezza. È quello che chiede anche la nostra associazione, che da anni si batte contro la malasanità. Bisogna verificare l’operato del personale sanitario delle due strutture, appurare se ci sono state lacune o, peggio ancora, errori e, in questo caso, ovviamente fare giustizia&#8221;.</p>
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		<title>Ragazza di 23 anni muore in attesa dell&#8217;ambulanza in Calabria, Codici: Procura faccia chiarezza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Aug 2023 09:05:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[ambulanza]]></category>
		<category><![CDATA[Codici]]></category>
		<category><![CDATA[esposto]]></category>
		<category><![CDATA[montepaone]]></category>
		<category><![CDATA[procura]]></category>
		<category><![CDATA[ragazza morta]]></category>
		<category><![CDATA[ritardo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sarà la Procura a chiarire le cause del decesso della ragazza di 23 anni avvenuto nei giorni scorsi a Montepaone in provincia di Catanzaro. L&#8217;associazione Codici ha predisposto un esposto alla magistratura affinché venga fatta piena luce su una vicenda che getta nuove ombre sulla sanità calabrese. Stando alle prime ricostruzioni, la giovane ha accusato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà la Procura a chiarire le cause del decesso della ragazza di 23 anni avvenuto nei giorni scorsi a Montepaone in provincia di Catanzaro. L&#8217;associazione Codici ha predisposto un esposto alla magistratura affinché venga fatta piena luce su una vicenda che getta nuove ombre sulla sanità calabrese. Stando alle prime ricostruzioni, la giovane ha accusato un malore mentre si trovava nella sua abitazione. I familiari hanno chiamato il 118, ma l&#8217;ambulanza sarebbe arrivata dopo circa 20 minuti ed i tentativi di rianimare la giovane sono stati inutili.</p>
<p>&#8220;Da quanto emerso finora – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –, non solo l&#8217;ambulanza sarebbe arrivata in ritardo, ma a bordo non c&#8217;era nemmeno il medico. Perché? E cosa avrebbero potuto fare gli operatori sanitari se l&#8217;ambulanza fosse giunta sul posto tempestivamente? Sono alcune domande a cui la magistratura dovrà fornire delle risposte. Bisogna fare chiarezza. Al tempo stesso riteniamo che questa nuova tragedia su cui incombe lo spettro della malasanità debba servire alle istituzioni ad intervenire con urgenza e decisione per migliorare una sanità ridotta ai minimi termini. I dati sullo stato di salute della sanità calabrese sono allarmanti. Il report 2021 pubblicato dal Ministero della Salute con i risultati del monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza ha registrato la bocciatura della Calabria in tutte le macroaree, ovvero prevenzione, distrettuale ed ospedaliera. E si tratta della terza bocciatura piena consecutiva, in quanto lo stesso triste primato era stato raggiunto nel 2020 e nel 2019. È vero che il 2020 è stato segnato dall&#8217;emergenza Covid, ma il trend negativo che emerge dal Monitoraggio dei Lea dimostra come la situazione critica si trascini ormai da tempo. Dal rapporto sul Monitoraggio della Spesa Sanitaria del Mef emerge inoltre che, per quanto riguarda la spesa sanitaria corrente di Contabilità Economica, la Calabria nel 2021 ha fatto registrare 3.615,7 milioni di euro. I maggiori costi connessi alla gestione dell&#8217;emergenza Covid hanno prodotto un incremento generale di circa il 4%, ma nell&#8217;ultima annualità la Calabria ha registrato una leggera diminuzione&#8221;.</p>
<p>&#8220;I conti non tornano, soprattutto se pensiamo alle liste di attesa, uno dei problemi principali, ed anche cronici, del Servizio Sanitario Nazionale. I tempi a volte lunghissimi sono un ostacolo difficile per i cittadini, soprattutto in Calabria- prosegue Giacomelli. Al riguardo è emblematico quanto emerge dalla recente analisi della Fondazione Gimbe sulle azioni avviate dalle Regioni per il recupero delle prestazioni sanitarie perse durante la pandemia. Nel 2022 è stato recuperato in media il 65% delle prestazioni, ma la Calabria ha fatto registrare solo il 18%, penultima davanti alla Campania con il 10%. Si spiega anche così il ricorso, per chi può permetterselo, alla sanità privata oppure a strutture di altre regioni. I dati in circolazione dicono ad esempio che bisogna attendere circa un anno per una visita specialistica, quasi due anni per una mammografia o una visita oculistica. Situazioni che variano a seconda dell&#8217;Azienda Sanitaria Provinciale, ma il quadro generale è grave. Sono tempi inaccettabili. I cittadini calabresi hanno diritto ad una sanità migliore, ad una sanità efficiente&#8221;.</p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="BkGisYikSI"><p><a href="https://www.calabrianews.it/tragedia-a-montepaone-muore-in-casa-una-23enne/">Tragedia a Montepaone: muore in casa una 23enne</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Tragedia a Montepaone: muore in casa una 23enne&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/tragedia-a-montepaone-muore-in-casa-una-23enne/embed/#?secret=MPhyO5G5p0#?secret=BkGisYikSI" data-secret="BkGisYikSI" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ragazza-di-23-anni-muore-in-attesa-dellambulanza-in-calabria-codici-procura-faccia-chiarezza/">Ragazza di 23 anni muore in attesa dell&#8217;ambulanza in Calabria, Codici: Procura faccia chiarezza</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<item>
		<title>Codici: malasanità e ridimensionamento, massima attenzione sul caso dell’Ospedale di Paola</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/codici-malasanita-e-ridimensionamento-massima-attenzione-sul-caso-dellospedale-di-paola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Notarianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jun 2023 10:41:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Codici]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale paola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una morte improvvisa ed inaspettata. Così il figlio descrive il decesso della mamma di 74 anni avvenuto nei giorni scorsi presso l’ospedale di Paola (Cosenza). Un racconto straziante, accompagnato da pesanti accuse che hanno portato l’uomo a rivolgersi alla magistratura. Alla sua denuncia segue ora l’esposto presentato dall’associazione Codici, intenzionata a dare il proprio contributo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/codici-malasanita-e-ridimensionamento-massima-attenzione-sul-caso-dellospedale-di-paola/">Codici: malasanità e ridimensionamento, massima attenzione sul caso dell’Ospedale di Paola</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una morte improvvisa ed inaspettata. Così il figlio descrive il decesso della mamma di 74 anni avvenuto nei giorni scorsi presso l’ospedale di Paola (Cosenza). Un racconto straziante, accompagnato da pesanti accuse che hanno portato l’uomo a rivolgersi alla magistratura. Alla sua denuncia segue ora l’esposto presentato dall’associazione Codici, intenzionata a dare il proprio contributo affinché si faccia chiarezza su una vicenda su cui incombe lo spettro della malasanità.</p>
<p>“Dal racconto del figlio – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – emerge una realtà grave. Durante il ricovero, durato circa tre settimane, i parenti avrebbero avuto problemi nel ricevere notizie chiare e precise sulle condizioni della propria cara. Un calvario, segnato da un’infezione che la donna avrebbe contratto in ospedale, un punto delicato che va assolutamente chiarito.&#8221;</p>
<p>&#8220;A questo si aggiunge la protesta per le condizioni della struttura. Nella loro denuncia i parenti lamentano sporcizia ed incuria. Bisogna fare luce su quanto accaduto. E si capisce anche il motivo della protesta di cittadini ed associazioni contro l’ipotesi di ridimensionamento dell’ospedale, visto che già così appare in affanno”. Impegnata da anni contro la malasanità, l’associazione Codici fornisce assistenza legale per fare chiarezza su eventuali errori, cure carenti o irregolarità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/codici-malasanita-e-ridimensionamento-massima-attenzione-sul-caso-dellospedale-di-paola/">Codici: malasanità e ridimensionamento, massima attenzione sul caso dell’Ospedale di Paola</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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