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	<title>clima Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 29 Apr 2026 12:58:51 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Sgominata baby gang, Crescenti: a Melicucco sapevano tutti e alla fine è saltato il tappo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 12:58:51 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A Melicucco c&#8217;era &#8220;<em>un&#8217;atmosfera quasi da fiction, da Gomorra. Gli indagati non avevano un ritorno economico. Qui siamo a livelli che si muovono su piani diversi, di una violenza apparentemente gratuita che serve a segnare il territorio, volersi imporre utilizzando la forza&#8221;.</em> Così il procuratore di Palmi Emanuele Crescenti che, assieme al sostituto procuratore Letterio De Domenico, ha coordinato le indagini <a href="https://www.calabrianews.it/video-operazione-marijoa-sgominata-baby-gang-del-terrore-nel-reggino-5-misure-cautelari/">dell&#8217;operazione &#8220;Marijoa&#8221; </a>che ha portato al blitz dei carabinieri in cui tre giovani sono stati arrestati e per altri due è stato disposto l&#8217;obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria.</p>
<p><em>&#8220;In paese lo sapevano tutti e alla fine è saltato il tappo. Ci sono coinvolte anche altre persone su cui si sta lavorando. È stato difficile rompere il muro di omertà perché si è registrata &#8211; </em>ha spiegato Crescenti<em> &#8211; una ritrosia timorosa alla collaborazione con le autorità. Però ci siamo riusciti&#8221;. Il procuratore si è soffermato molto su quello che ha definito &#8220;l&#8217;aspetto culturale&#8221;, sottolineando che gli arrestati provengono da &#8220;contesti familiari non peggiori di altri&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;L&#8217;aspetto più terribile, con cui ormai ci confrontiamo quotidianamente nelle nostre indagini, è che quelle violenze venivano messe in mostra sui social&#8221;</em>, ha detto il magistrato, spiegando che <em>&#8220;le vittime accertate sono tre, una persona disabile a tutti gli effetti e altre due persone che comunque erano in preda a grossi problemi mentali e di dipendenza anche dall&#8217;alcol. Non sarà facile, ma quello che noi auspichiamo è che questi interventi di reazione dello Stato abbiano una funzione non meramente repressiva, ma anche una funzione di recupero&#8221;.</em><br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>Rapporto di Legambiente: Calabria tra regioni più esposte a effetti cambiamento clima</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/rapporto-di-legambiente-calabria-tra-regioni-piu-esposte-a-effetti-cambiamento-clima/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Nov 2025 15:29:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel nuovo rapporto Città Clima 2025 di Legambiente, la Calabria figura tra le regioni più esposte agli effetti dei cambiamenti climatici, con Lamezia Terme e Reggio Calabria inserite tra le dieci città italiane più colpite da eventi meteo estremi negli ultimi undici anni. Secondo i dati dell&#8217;Osservatorio Città Clima, Lamezia Terme, nella fascia dei comuni [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel nuovo rapporto Città Clima 2025 di Legambiente, la Calabria figura tra le regioni più esposte agli effetti dei cambiamenti climatici, con Lamezia Terme e Reggio Calabria inserite tra le dieci città italiane più colpite da eventi meteo estremi negli ultimi undici anni. Secondo i dati dell&#8217;Osservatorio Città Clima, Lamezia Terme, nella fascia dei comuni tra 50 e 150 mila abitanti, ha registrato nove eventi estremi tra il 2015 e il 2025, di cui sei allagamenti da piogge intense, due danni da vento e una esondazione fluviale.</p>
<p>Reggio Calabria, nella fascia dei comuni tra 150 e 500 mila abitanti, ha contato nove eventi nello stesso periodo: due allagamenti, due danni da vento, uno da siccità prolungata, tre danni alle infrastrutture e un&#8217;esondazione fluviale.<br />
Entrambe le città, evidenzia Legambiente, non dispongono ancora di un piano o di una strategia di adattamento climatico.<br />
&#8220;Le città calabresi &#8211; commenta Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria &#8211; stanno già subendo le conseguenze dei cambiamenti climatici, con ricadute sulle popolazioni destinate ad aggravarsi ulteriormente. Quasi nessuna però ha adottato un piano di adattamento. Continuiamo ad essere complessivamente impreparati agli impatti crescenti sugli ecosistemi, sui luoghi e sulle persone, riuscendo ad intervenire solo nella fase dell&#8217;emergenza. Al contrario, occorre agire in maniera preventiva per aumentare la resilienza e la qualità urbana&#8221;.</p>
<p>Gli impatti sulle città e le aree urbane più colpite: Allagamenti da piogge intense (371 eventi), raffiche di vento e trombe d&#8217;aria (167) ed esondazioni fluviali (60) sono gli eventi meteo estremi che più si sono ripetuti in questi 11 anni. Tra le altre cose preoccupano anche i danni alle infrastrutture, ben 55 quelli causati perlopiù da forti piogge e temperature record con impatti soprattutto sulla rete dei trasporti, e poi i 33 danni da grandinate. A pagarne lo scotto maggiore sono soprattutto le città tra 50 e 150mila abitanti. Qui, in questi anni, si è concentrato il maggior numero degli eventi meteo estremi, ben il 48% del totale (811), e tra le città più colpite ci sono Agrigento (28), Ancona (14), Fiumicino (11), Forlì (11) e Como (11). Non se la passano bene neanche le altre aree urbane: su 811 eventi meteo estremi, il 28% si è registrato nelle grandi città (con oltre 500mila abitanti) e il 23% nei comuni tra 150mila e 500mila, tra quest&#8217;ultimi quello più colpito è Bari con 33 casi, seguito da Bologna (18), Firenze (14) e Catania (13). Doppia maglia nera, invece, per Roma che centra un triste primato: è il comune con più eventi registrati dal 2015 a fine settembre 2025, ne conta ben 93, e tra le grandi città è la più colpita seguita da Milano con 40 eventi di cui 16 esondazioni, Genova (36), Palermo (32), Napoli (20) e Torino (13). Napoli, è l&#8217;unica tra le &#8220;grandi sorelle&#8221;, a non aver adottato un piano o una strategia contro i cambiamenti climatici. Come lei, anche Bari, <strong>Reggio Calabria</strong>, Prato, Perugia, tra i comuni 150mila e 500mila abitanti, e poi Fiumicino, Como, <strong>Lamezia Terme</strong>, Massa, Potenza tra i comuni tra 50mila e 150mila abitanti.</p>
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		<title>Il 2024 è l&#8217;anno più caldo di sempre: l&#8217;allarme di Copernicus</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/il-2024-e-lanno-piu-caldo-di-sempre-lallarme-di-copernicus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Nov 2024 10:06:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; È ormai praticamente certo che il 2024 sarà l&#8217;anno più caldo mai registrato e che la temperatura annuale sarà di oltre 1.5°C al di sopra del livello preindustriale, probabilmente più di 1.55°C. E&#8217; quanto fa sapere il Servizio per il Cambiamento Climatico di Copernicus (Copernicus Climate Change Service &#8211; C3S) implementato dal centro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; È ormai praticamente certo che il 2024 sarà l&#8217;anno più caldo mai registrato e che la temperatura annuale sarà di oltre 1.5°C al di sopra del livello preindustriale, probabilmente più di 1.55°C. E&#8217; quanto fa sapere il Servizio per il Cambiamento Climatico di Copernicus (Copernicus Climate Change Service &#8211; C3S) implementato dal centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine per conto della Commissione europea con il finanziamento dell’Ue. Tutti i risultati riportati sono basati su analisi generate al computer e secondo il set di dati Era5, che utilizza miliardi di misurazioni provenienti da satelliti, navi, aerei e stazioni meteorologiche di tutto il mondo.  Secondo Samantha Burgess, vicedirettore del Copernicus Climate Change Service (C3S), &#8220;dopo 10 mesi dall&#8217;inizio del 2024, è ormai praticamente certo che il questo sarà l&#8217;anno più caldo mai registrato e il primo anno con più di 1.5°C al di sopra dei livelli preindustriali, secondo il dataset Era5.</p>
<p>Questo segna una nuova pietra miliare nei record di temperatura globale e dovrebbe servire da catalizzatore per aumentare le ambizioni della prossima Conferenza sui cambiamenti climatici, la Cop29&#8221;. Più nel dettaglio, ottobre 2024 è stato il secondo più caldo a livello globale, dopo il mese di ottobre 2023, con una temperatura media dell&#8217;aria superficiale Era5 di 15.25°C, 0.80°C al di sopra della media del periodo 1991-2020 per ottobre. Il mese di ottobre 2024 è stato di 1.65°C al di sopra del livello preindustriale ed è stato il 15° mese in un periodo di 16 mesi in cui la temperatura media globale dell&#8217;aria superficiale ha superato di 1.5°C i livelli preindustriali.  La temperatura media globale degli ultimi 12 mesi (novembre 2023 &#8211; ottobre 2024) &#8211; continua C3S &#8211; è stata di 0.74°C al di sopra della media tra il 1991 e il 2020 e di 1.62°C al di sopra della media preindustriale compresa tra il 1850 e il 1900. L&#8217;anomalia media della temperatura globale per i primi 10 mesi del 2024 (da gennaio a ottobre) è di 0.71°C al di sopra della media tra il 1991 e il 2020, la più alta mai registrata per questo periodo e 0.16°C più calda rispetto allo stesso periodo del 2023. È ormai praticamente certo che il 2024 sarà l&#8217;anno più caldo mai registrato. L&#8217;anomalia della temperatura media per il resto del 2024 dovrebbe scendere quasi a zero perché il 2024 non sia l&#8217;anno più caldo.  Inoltre, dato che il 2023 è stato di 1.48°C al di sopra del livello preindustriale, secondo l&#8217;Era5, è altrettanto praticamente certo che la temperatura annuale per il 2024 sarà di oltre 1.5°C al di sopra del livello preindustriale, e probabilmente di oltre 1.55°C.</p>
<p>La temperatura media sulla terraferma europea per il mese di ottobre 2024 è stata di 10.83°C, 1.23°C al di sopra della media compresa tra il 1991 e il 2020 per il mese di ottobre, rendendo il mese scorso il 5° ottobre più caldo mai registrato in Europa (ottobre 2022 è il più caldo mai registrato, con 1.92°C sopra la media). Le temperature europee sono state superiori alla media in quasi tutto il continente. Al di fuori dell&#8217;Europa, le temperature sono state più alte della media nel Canada settentrionale e ben al di sopra della media negli Stati Uniti centrali e occidentali, nel Tibet settentrionale, in Giappone e in Australia. Le temperature sono state notevolmente inferiori alla media nella Groenlandia centrale e in Islanda. La temperatura media superficiale marina (Sst) per ottobre 2024 su 60°S-60°N è stata di 20.68°C, il secondo valore più alto registrato per il mese, e solo 0.10°C al di sotto di ottobre 2023.  &#8212;economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>Legambiente: Calabria tra le regioni più colpite da eventi climatici estremi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/legambiente-calabria-tra-le-regioni-piu-colpite-da-eventi-climatici-estremi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Sep 2024 10:50:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stando ai dati che Arpacal ha pubblicato qualche giorno fa nel Rapporto dal titolo &#8220;Valutazione delle anomalie mensili di pioggia e temperatura da gennaio ad agosto 2024&#8221;, si evidenzia che nella nostra regione vi è stato un aumento generale delle temperature rispetto alla media del trentennio 1991-2020. In particolare, le temperature medie dei mesi di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Stando ai dati che Arpacal ha pubblicato qualche giorno fa nel Rapporto dal titolo &#8220;Valutazione delle anomalie mensili di pioggia e temperatura da gennaio ad agosto 2024&#8221;, si evidenzia che nella nostra regione vi è stato un aumento generale delle temperature rispetto alla media del trentennio 1991-2020. In particolare, le temperature medie dei mesi di febbraio, giugno e luglio hanno superato, in Calabria, di oltre 2°C i valori normali, con i record del mese di luglio e febbraio che hanno segnato +2,43°C e +2,48 °C. Allo stesso tempo il confronto delle precipitazioni mensili del 2024 con i dati storici ha rilevato &#8220;un diffuso deficit pluviometrico, più marcato sul versante ionico della regione e che rispetto all&#8217;anno 2023, sembra assumere carattere di persistenza&#8221;. Dalle relative  tabelle si evince, infatti, che a parte il mese di luglio, dove sono state registrate precipitazioni pari al 150% di quelle medie e febbraio dove il dato medio regionale risulta in linea con quello storico, negli altri mesi le precipitazioni risultano molto al di sotto della media storica. L&#8217;estate 2024 ha segnato anche temperature in forte aumento per le acque del mare, in particolare il Tirreno, che ha segnato valori oltre i 30 gradi. Anche il dossier &#8220;Città Clima&#8221; di Legambiente ha fatto emergere negli anni, in particolare dal 2010 ad oggi, che la Calabria è stata colpita da centinaia di eventi climatici estremi come siccità prolungate e piogge intense che hanno portato ad allagamenti e danni alle infrastrutture, ma anche trombe d&#8217;aria. Temperature elevate e condizioni aride sono seguite inevitabilmente da precipitazioni altrettanto eccezionali che provocano alluvioni con gravi ricadute sulle popolazioni ed impatti enormi sull&#8217;agricoltura e sul patrimonio storico, archeologico e culturale.</p>
<p><em>&#8220;Si tratta di dati molto preoccupanti </em><strong>– afferma la presidente di Legambiente Calabria, Anna Parretta &#8211; </strong><em>che devono allarmarci, ma soprattutto spingerci a mettere in campo, prima che sia troppo tardi, modalità di limitazione delle cause e di adattamento agli effetti della crisi climatica. Comprendendo, ad esempio, che la siccità in Calabria ed i fenomeni alluvionali che stanno nuovamente interessando in questi giorni l&#8217;Emilia – Romagna con migliaia di sfollati ed evacuati, sono due facce della stessa medaglia che generano, entrambe, danni incalcolabili. La crisi sta accelerando: i suoi effetti stanno diventando sempre più frequenti ed intensi. Dovrebbe essere evidente a tutti che la decarbonizzazione dell&#8217;economia e il rafforzamento del capitale naturale sono fondamentali per la Calabria, per l&#8217;Italia e per l&#8217;intero Pianeta&#8221;. </em>I cittadini e le istituzioni, a tutti i livelli, devono ognuno fare la propria parte per promuovere azioni per combattere gli effetti del cambiamento climatico. Legambiente Calabria a breve partirà con  le attività del progetto &#8220;Calabria al centro del Mediterraneo&#8221;, risultato vincitore del bando della Regione Calabria sull&#8217;avviso per il sostegno di progetti di rilevanza locale promossi da ODV, APS e fondazioni del Terzo settore ai sensi degli articoli 72 e 73 del d.lgs. n. 117/2017, codice del terzo settore e co-finanziato  dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali- che si propone di agire, in maniera prioritaria, sullo sviluppo della cultura del volontariato e della cittadinanza attiva, della legalità e della corresponsabilità, anche attraverso la tutela e la valorizzazione dei beni comuni e dei beni confiscati alla criminalità organizzata, in particolare tra i giovani; sulla promozione di percorsi educativi e formativi sui mutamenti climatici, in particolare nelle scuole; sulla sensibilizzazione delle persone sulla necessità di adottare comportamenti responsabili per contribuire a minimizzare gli effetti negativi dei cambiamenti climatici sulle comunità naturali e umane; nonché di rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili; sulla promozione e sviluppo dell&#8217;economia circolare.</p>
<p>Calabria al Centro del Mediterraneo è un progetto a carattere regionale, che mira a valorizzare il rapporto del territorio calabrese con la sua dimensione costiera ed il mare, attraverso una cultura di salvaguardia ambientale e paesaggistica ed a promuovere una maggiore consapevolezza sui cambiamenti climatici e sui loro effetti, anche al fine di attivare politiche di mitigazione ed adattamento. Il progetto vuole, quindi, sensibilizzare alla corretta gestione delle risorse naturali anche al fine di migliorare gli stili di vita e di consumo, diffondendo nella cittadinanza, e soprattutto tra i giovani, il valore del volontariato per la tutela dell&#8217;ambiente e per la lotta ai cambiamenti climatici.  La <strong>Calabria</strong> risulta, infatti, <strong>tra le regioni più colpite da eventi climatici estremi</strong> e la crisi climatica desta particolare preoccupazione anche per l&#8217;incidenza sui sistemi sociali ed ecologici, obbligando ad un&#8217;importante presa di coscienza della cittadinanza circa i fenomeni che, da qui al 2050, coinvolgeranno il nostro territorio. Fondamentale sarà quindi il coinvolgimento attivo degli enti istituzionali, delle scuole e delle università in cui si avvieranno le attività previste dal progetto, tra cui una mostra itinerante sui cambiamenti climatici, incontri e seminari formativi e viaggi in barca a vela lungo il litorale calabrese organizzati in collaborazione con la Lega Navale di Locri  con l&#8217;impiego di imbarcazioni confiscate alla criminalità che coinvolgeranno i giovani in attività di osservazione dei fenomeni di abusivismo edilizio e di erosione costiera.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/legambiente-calabria-tra-le-regioni-piu-colpite-da-eventi-climatici-estremi/">Legambiente: Calabria tra le regioni più colpite da eventi climatici estremi</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Dati 3bmeteo decennio 2013-2023: a Crotone il clima migliore in Calabria, segue Catanzaro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/dati-3bmeteo-decennio-2013-2023-a-crotone-il-clima-migliore-in-calabria-segue-catanzaro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Mar 2024 11:30:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[2013-2023]]></category>
		<category><![CDATA[3bmeteo]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Crotone il capoluogo di provincia calabrese dove si registra il clima migliore in base alla classifica stilata dal Sole 24 Ore e pubblicata oggi con i dati forniti da 3bmeteo relativi al decennio 2013-2023. La città di Pitagora, sebbene anche qui come in tutta la Calabria non manchino i contraccolpi dovuto al cambiamento in atto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/dati-3bmeteo-decennio-2013-2023-a-crotone-il-clima-migliore-in-calabria-segue-catanzaro/">Dati 3bmeteo decennio 2013-2023: a Crotone il clima migliore in Calabria, segue Catanzaro</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Crotone </strong>il capoluogo di provincia calabrese dove si registra il <strong>clima migliore</strong> in base alla classifica stilata dal Sole 24 Ore e pubblicata oggi con i <strong>dati forniti da 3bmeteo relativi al decennio 2013-2023</strong>. La città di Pitagora, sebbene anche qui come in tutta la Calabria non manchino i contraccolpi dovuto al cambiamento in atto su base planetaria, si piazza al quattordicesimo posto nella graduatoria con un punteggio di 682,2 e un aumento di quasi un grado nel decennio, precedendo <strong>Catanzaro</strong> (15ma) con 674,3 punti ma dove nei dieci anni passati il termometro è avanzato solo di 0,05 gradi.</p>
<p>Più distanti si posizionano <strong>Reggio Calabria</strong>, al 37mo posto con un punteggio di 622,4 (+0,71 gradi di aumento), <strong>Vibo Valentia</strong> (44ma con un calo della temperatura -0,20 gradi) con 611,1 punti e <strong>Cosenza</strong> (53ma) con 593,8 e +0,39 gradi. Crotone, sempre nel decennio preso in considerazione, si pone ai vertici della classifica per indice di soleggiamento, quasi 9 ore al giorno, risultando terza con 923,4 punti.</p>
<p>Mentre Vibo è ultima per umidità relativa con zero punti. A Cosenza invece spetta il primato nel sud e in Calabria per lo sforamento di tre giorni consecutivi di ondate di calore con temperatura oltre i 30 gradi; Reggio Calabria, invece, ha il più basso tasso di giornate con nebbia in Italia e uno dei più bassi per quanto concerne le giornate fredde, con una temperatura al di sotto dei tre gradi. Gelo praticamente inesistente, dunque, per la città calabrese dello Stretto.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>Coldiretti: In Calabria la vendemmia 2023 non entrerà nella storia causa clima, peronospora e cinghiali</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/coldiretti-in-calabria-la-vendemmia-2023-non-entrera-nella-storia-causa-clima-peronospora-e-cinghiali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Aug 2023 10:29:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cinghiali]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[Coldiretti]]></category>
		<category><![CDATA[peronospora]]></category>
		<category><![CDATA[vendemmia 2023]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La vendemmia in Calabria dovrebbe avvenire con 10-15 giorni di ritardo rispetto alle consuete date, a seconda delle cultivar più precoci o tardive. E&#8217; la previsione di Coldiretti Calabria in vista della vendemmia dopo un&#8217;annata &#8220;caratterizzata dal clima, da difficoltà legate allo sviluppo di malattie fungine e problematiche fitosanitarie (peronospora) e, purtroppo, da &#8216;una vendemmia&#8217; [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La vendemmia in Calabria dovrebbe avvenire con 10-15 giorni di ritardo rispetto alle consuete date, a seconda delle cultivar più precoci o tardive. E&#8217; la previsione di Coldiretti Calabria in vista della vendemmia dopo un&#8217;annata &#8220;caratterizzata dal clima, da difficoltà legate allo sviluppo di malattie fungine e problematiche fitosanitarie (peronospora) e, purtroppo, da &#8216;una vendemmia&#8217; anticipata da parte dei cinghiali&#8221;. Il Report analitico della Calabria, per dati quanti-qualitativi, che Coldiretti traccia, seppur in estrema sintesi, è: &#8220;la cacciata dei germogli è stata mediamente buona, cosi come la fioritura.</p>
<p>Dall&#8217;osservazione in campo l&#8217;allegagione e l&#8217;invaiatura sono state mediocri. L&#8217;incidenza delle malattie del vigneto rispetto alla media stagionale ha registrato, a seconda delle zone produttive un 40-70% di perenospera e 30/50 % di oidio. Nell&#8217;ultima decade di luglio a causa delle temperature elevate con punte di 48 gradi si sono verificate scottature sia sulle foglie che sulle uve. A fronte di tutto questo &#8211; prosegue Coldiretti &#8211; si registra una perdita produttiva tra il 60/70% in pianura ed il 40/50% in collina. La qualità è mediocre in pianura in modo particolare nelle aziende in regime biologico&#8221;.</p>
<p>&#8220;Insomma &#8211; annota Coldiretti &#8211; non sarà un&#8217;annata vitivinicola che entrerà nella storia! Certamente è stata un&#8217;annata che viene definita da più voci come &#8216;difficile&#8217;, anche se i vignaioli l&#8217;hanno affrontata con professionalità ed efficacia&#8221;.<br />
&#8220;Abbiamo però &#8211; afferma Franco Aceto presidente di Coldiretti Calabria &#8211; vignaioli e cantine all&#8217;altezza della situazione che operano al fianco di tecnici preparati, in grado cioè di cogliere le sempre nuove esigenze del vigneto, determinate anche dai cambiamenti climatici&#8221;. La produzione calabrese ha il suo potenziale sui vitigni autoctoni a dimostrazione del ricco patrimonio di biodiversità, 19 tra Doc e Igt, una produzione del 75% di vini rossi e rosati (segmento in crescita) e il 25% di bianchi.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>L&#8217;appello di 100 scienziati italiani ai media:&#8217; Parlate di cambiamento climatico&#8217;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lappello-di-100-scienziati-italiani-ai-media-parlate-di-cambiamento-climatico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jul 2023 13:58:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[appello]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[scienziati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Giornalisti, parlate delle cause del cambiamento climatico, e delle sue soluzioni. Omettere queste informazioni condanna le persone al senso di impotenza, proprio nel momento storico in cui è ancora possibile costruire un futuro migliore&#8221;. Comincia così un appello ai media firmato da 100 scienziati e studiosi italiani, fra i quali il Premio Nobel per la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Giornalisti, parlate delle cause del cambiamento climatico, e delle sue soluzioni. Omettere queste informazioni condanna le persone al senso di impotenza, proprio nel momento storico in cui è ancora possibile costruire un futuro migliore&#8221;. Comincia così un appello ai media firmato da 100 scienziati e studiosi italiani, fra i quali il Premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi, Antonello Pasini, Nicola Armaroli, Stefano Caserini, Enrico Giovannini, Luca Mercalli, Telmo Pievani. &#8220;I media italiani parlano ancora troppo spesso di &#8216;maltempo&#8217; invece che di cambiamento climatico &#8211; si legge nell&#8217;appello -.  Quando ne parlano, spesso omettono le cause e le relative soluzioni. È come se nella primavera del 2020 i telegiornali avessero parlato solo di ricoverati o morti per problemi respiratori senza parlare della loro causa, cioè del virus SARS-CoV-2, o della soluzione, i vaccini&#8221;.</p>
<p>&#8220;Nel suo ultimo rapporto &#8211; spiegano gli scienziati firmatari -, il gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite (Ipcc) è chiarissimo su quali siano le cause principali del cambiamento climatico: le emissioni di gas serra prodotte dall&#8217;utilizzo di combustibili fossili. Ed è altrettanto chiaro su quali siano le soluzioni prioritarie: la rapida eliminazione dell&#8217;uso di carbone, petrolio e gas, e la decarbonizzazione attraverso le energie rinnovabili&#8221;.  &#8220;Non parlare delle cause dei sempre più frequenti e intensi eventi estremi che interessano il nostro pianeta &#8211; prosegue l&#8217;appello &#8211; e non spiegare le soluzioni per una risposta efficace rischia di alimentare l&#8217;inazione, la rassegnazione o la negazione della realtà, traducendosi in un aumento dei rischi per le nostre famiglie e le nostre comunità, specialmente quelle più svantaggiate&#8221;.</p>
<p>&#8220;Per queste ragioni &#8211; conclude il documento -, invitiamo tutti i media italiani a spiegare chiaramente quali sono le cause della crisi climatica e le sue soluzioni, per dare a tutti e a tutte gli strumenti per comprendere profondamente i fenomeni in corso, sentirsi parte della soluzione e costruire una maggiore fiducia nel futuro&#8221;.<br />
<em>(Ansa)</em></p>
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		<title>Scienza, ritorna la Notte europea dei ricercatori in Italia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/scienza-ritorna-la-notte-europea-dei-ricercatori-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Sep 2021 14:11:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[notte europea]]></category>
		<category><![CDATA[ricercatori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Torna la Notte europea dei ricercatori in Italia: appuntamento il 24 settembre con incontri, laboratori virtuali, spettacoli, giochi e attività divulgative interattive e conferenze nei laboratori degli Enti di ricerca, strade e piazze, che si affiancano ad eventi su piattaforme online, siti web e in streaming, con un unico grande obiettivo: coinvolgere e far scoprire [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/scienza-ritorna-la-notte-europea-dei-ricercatori-in-italia/">Scienza, ritorna la Notte europea dei ricercatori in Italia</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Torna la Notte europea dei ricercatori in Italia: appuntamento il 24 settembre con incontri, laboratori virtuali, spettacoli, giochi e attività divulgative interattive e conferenze nei laboratori degli Enti di ricerca, strade e piazze, che si affiancano ad eventi su piattaforme online, siti web e in streaming, con un unico grande obiettivo: coinvolgere e far scoprire a tutti i cittadini le grandi sfide della scienza, raccontate dalla voce delle ricercatrici e dei ricercatori. La nuova edizione della Notte, che avrà come tema principale i cambiamenti climatici, si terrà in contemporanea in tutta Europa. &#8220;La Notte europea dei ricercatori &#8211; spiega il ministro dell&#8217;Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa &#8211; è un evento che aiuta tutti, dai piccoli ai grandi, a essere più consapevoli di quanto la ricerca sia nostra compagna nella vita di tutti i giorni&#8221;. Per il ministro dell&#8217;Istruzione, Patrizio Bianchi, &#8220;bisogna che i nostri ricercatori incontrino di più le nostre scuole, e che i nostri ragazzi del secondo grado possano vedere come lavorano i loro fratelli più grandi, cosa vuol dire fare ricerca, la bellezza della ricerca, di costruire insieme qualcosa di nuovo&#8221;.</p>
<p>Le attività presentate dai sei progetti italiani, finanziati dalle azioni Marie Sklodowska-Curie della Commissione Europea, coinvolgono circa 90 città in tutta Italia con centinaia di attività. Quest&#8217;anno i progetti sono: Enr Apulia (coordinato dall&#8217;Università del Salento), Leaf-heaL thE plAnet&#8217;s Future (coordinato da Frascati Scienza), Net Science Together NET (coordinato dal Cnr), Sharper (coordinato da Psiquadro &#8211; impresa sociale di comunicazione della scienza), Society Rinascimento (coordinato dal Consorzio interuniversitario Cineca) e Superscienceme (coordinato dall&#8217;Università della Calabria), a cui si unisce Meet Me Tonight (promosso dall&#8217;Università degli Studi Milano Bicocca), come progetto affiliato.</p>
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