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	<title>classe Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 11 Jun 2026 17:51:39 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Al via monitoraggio regionale: 10mila accessi agli sportelli d&#8217;ascolto dello psicologo in classe</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 13:53:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Discutiamone a Scuola è uno degli interventi più qualificanti e di maggiore valore umano voluti dal presidente Roberto Occhiuto. La presenza dello psicologo nelle scuole ha dimostrato di essere una lente d’ingrandimento sul disagio psicosociale dei nostri adolescenti, facendo emergere fragilità che altrimenti sarebbero rimaste sommerse: bullismo, ideazione suicidaria, autolesionismo, maltrattamenti in famiglia, disturbi alimentari, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Discutiamone a Scuola è uno degli interventi più qualificanti e di maggiore valore umano voluti dal presidente Roberto Occhiuto. La presenza dello psicologo nelle scuole ha dimostrato di essere una lente d’ingrandimento sul disagio psicosociale dei nostri adolescenti, facendo emergere fragilità che altrimenti sarebbero rimaste sommerse: bullismo, ideazione suicidaria, autolesionismo, maltrattamenti in famiglia, disturbi alimentari, abuso di smartphone, gioco online e dipendenze. Dietro ogni numero c’è un ragazzo calabrese che ha chiesto aiuto e ha trovato un porto sicuro”.</em> È quanto ha dichiarato l’assessore regionale all’Inclusione sociale, Welfare e Pari opportunità, Pasqualina Straface, a margine dell’incontro operativo sul progetto Discutiamone a Scuola, svoltosi questa mattina in Cittadella regionale con i responsabili delle Aziende Sanitarie Provinciali calabresi. Al tavolo erano presenti la direttrice generale, Jole Fantozzi, la dirigente del settore, Ersilia Amatruda, la responsabile del procedimento, Rossella Guzzo, e i referenti delle cinque ASP. L’incontro è stato convocato dall’assessorato e dal Dipartimento per fare il punto sull’attuazione della sperimentazione dello psicologo scolastico, avviata nell’ambito delle politiche regionali di welfare e prevenzione del disagio psicosociale. La misura, finanziata con risorse comunitarie, è stata rimodulata su tre annualità, dall’anno scolastico 2025/2026 fino al 2028, con una prima anticipazione di circa 1,8 milioni di euro e il coinvolgimento di 44 psicologi nelle cinque province calabresi.</p>
<p><em>“Abbiamo ribadito un metodo – ha sottolineato Straface – che ormai caratterizza il lavoro dell’assessorato e del Dipartimento: ascolto, convocazioni operative, monitoraggio costante e verifica dell’impatto reale degli interventi. La Regione non può limitarsi a erogare risorse. Deve sapere come quelle risorse incidono sulla vita delle persone, se una misura sperimentale funziona, se raggiunge i destinatari e quali risultati produce. Questo vale ancora di più quando parliamo di fondi comunitari, perché la credibilità della programmazione si misura sui dati e sugli effetti concreti”. </em>Dai dati complessivi emerge una fotografia significativa dell’impatto del progetto con 394 scuole coinvolte e 2.662 classi raggiunte, che ci restituisce un quadro di 18.959 interventi monitorati di cui 5.510 incontri con le classi, 9.951 accessi agli sportelli d’ascolto, 2.158 incontri con docenti e personale scolastico e 1.340 incontri con i genitori. <em>“Il dato degli accessi allo sportello – ha evidenziato l’assessore al Welfare – è il più eloquente, perché racconta il bisogno reale dei ragazzi. Gli adolescenti hanno utilizzato lo spazio di ascolto, si sono fidati, hanno trovato una figura competente e non giudicante. Questo significa che il progetto ha centrato l’obiettivo: intercettare prima, ascoltare prima, sostenere prima”.</em></p>
<p>Nel dettaglio, <strong>l’Asp di Catanzaro</strong> ha comunicato 75 scuole coinvolte, 422 classi, 997 incontri con le classi, 707 accessi allo sportello, 98 incontri con i docenti e 82 con i genitori. <strong>L’Asp di Cosenza</strong> ha registrato 106 scuole, 889 classi, 2.257 incontri con le classi, 4.636 colloqui individuali, 994 incontri con docenti e personale Ata e 550 con i genitori.<strong> L’Asp di Crotone</strong> ha comunicato 30 scuole, 46 considerando i plessi, 291 classi, 484 incontri con le classi, 993 accessi allo sportello, 102 incontri con i docenti, 101 con i genitori e 66 incontri organizzativi con referenti e dirigenti. <strong>L’Asp di Reggio Calabria</strong> ha registrato 163 scuole/plessi, 825 classi, 1.139 incontri con le classi, 2.215 accessi allo sportello, 670 incontri con i docenti e 479 con i genitori. L’Asp di Vibo Valentia ha comunicato 20 scuole, 235 classi, 633 incontri con le classi, 1.400 accessi allo sportello, 294 incontri con i docenti e 128 con i genitori. Dal confronto con le Aziende sanitarie è emerso come il progetto abbia consentito non solo di offrire ascolto agli studenti, ma anche di attivare, nei casi più gravi, la rete territoriale con servizi sociali, Forze dell’ordine e Neuropsichiatria infantile. Dalla relazione dell’Asp di Cosenza, in particolare, risultano 27 segnalazioni a Servizi sociali e Forze dell’Ordine e 85 invii alla Neuropsichiatria infantile.</p>
<p>“<em>Questo è uno dei punti di forza più importanti – </em>ha specificato Straface <em>– perché lo psicologo scolastico non sostituisce i servizi specialistici, ma intercetta gli indicatori di rischio e diventa ponte tra scuola, famiglia, servizi sociali, sanità e, quando necessario, Forze dell’ordine. È prevenzione vera. È capacità di leggere il disagio prima che esploda. È supporto agli studenti, ma anche agli insegnanti e alle famiglie”.</em> Il progetto ha infatti lavorato non solo sui singoli casi, ma anche sui contesti: gruppo classe, docenti, personale scolastico e nuclei familiari. In molti casi, gli interventi hanno riguardato ansia, difficoltà relazionali, gestione delle emozioni, conflitti, dipendenze tecnologiche, disturbi alimentari, episodi di bullismo e cyberbullismo, fragilità familiari e problemi legati all’identità personale. <em>“La salute emotiva dei ragazzi – ha aggiunto l’assessore – è parte integrante del loro diritto allo studio. Non possiamo immaginare una scuola che istruisce senza una comunità educativa che ascolta. Discutiamone a Scuola ha dimostrato che la presenza dello psicologo produce fiducia, riduce lo stigma, sostiene i docenti, aiuta le famiglie e consente di alleggerire anche il carico dei servizi specialistici territoriali, perché rende più appropriati gli invii e più tempestiva la presa in carico”</em>. Straface ha infine richiamato la necessità di accelerare sulle procedure amministrative e sulla rendicontazione. <em>“I dati confermano che la misura funziona e che la risposta del territorio è stata importante. Ora, però, serve massimo rigore sulla rendicontazione. Non è un formalismo burocratico: è la condizione per garantire continuità al progetto, dimostrare all’Europa la solidità dell’intervento e sbloccare le risorse per le annualità successive. Tutte le ASP devono fare la propria parte con puntualità, perché dietro ogni pratica amministrativa ci sono ragazzi, famiglie e scuole che aspettano risposte”.</em></p>
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		<title>Scuola e stop cellulare in classe, esperto: &#8220;A 8-10 anni già tecnostressati&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/scuola-e-stop-cellulare-in-classe-esperto-a-8-10-anni-gia-tecnostressati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Feb 2024 08:11:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; &#8220;Sono d&#8217;accordo con la proposta di vietare l&#8217;uso del cellulare agli studenti delle elementari e medie. Dalla mia esperienza ultra ventennale sui rischi digitali già a 8-10 i bambini vivono con la testa incollata a uno schermo, i social iniziano a diventare una droga e nel cervello c&#8217;è un accumulo di informazioni. Esplode [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; &#8220;Sono d&#8217;accordo con la proposta di vietare l&#8217;uso del cellulare agli studenti delle elementari e medie. Dalla mia esperienza ultra ventennale sui rischi digitali già a 8-10 i bambini vivono con la testa incollata a uno schermo, i social iniziano a diventare una droga e nel cervello c&#8217;è un accumulo di informazioni. Esplode l&#8221;internet addiction disorder&#8217; che li porta a essere dipendenti e stressati. Quindi se in classe non usano i cellulari non può che fargli bene, direi di lasciare l&#8217;uso del tablet alla sola attività legata alla didattica&#8221;. Così all&#8217;Adnkronos Salute Enzo Di Frenna, fondatore di Netdipendenza Onlus, intervenendo sulla proposta del ministro dell&#8217;Istruzione Giuseppe Valditara di vietare cellulari alle elementari e alle scuole medie.</p>
<p>A scuola &#8220;il telefono cellulare dovrebbe essere depositato in un armadietto&#8221; ricorda Di Frenna e &#8220;i ragazzi altrimenti sono continuamente distratti e perdono la concentrazioni&#8221;, rimarca l&#8217;esperto. &#8220;C&#8217;è oggi un sovraccarico informativo e celebrale anche nei più piccoli, mentre &#8211; suggerisce &#8211; si dovrebbe puntare ad insegnare loro, a partire dalle famiglie, a gestire lo strumento in modo intelligente&#8221;.  Ragazzi &#8216;schiavi&#8217; di internet rischiano di esserlo anche da adulti. &#8220;La videodipendenza è una malattia e Netdipendenza Onlus &#8211; spiega Di Frenna &#8211; vuole aiutare le persone a &#8216;staccarsi&#8217;. E&#8217; come quando si mangia male e arriva l&#8217;obesità e malattie come il diabete, la stessa cosa accade con l&#8217;informazione, magari di pessima qualità, che fa diventare &#8216;obeso&#8217; il cervello.</p>
<p>Chi è tecnostressato ha mal di testa, soffre di insonnia, ha attacchi di ansia e può arrivare anche la depressione&#8221;. Dal 2007 Netdipendenza Onlus promuove escursioni a contatto con la natura per prevenire la videodipendenza e il tecnostress, e tutti i rischi per la salute.   &#8212;cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>Bimbo troppo &#8220;vivace&#8221; lasciato solo in classe, Garante Marziale: &#8220;Offeso nella sua dignità di persona&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/bimbo-troppo-vivace-lasciato-solo-in-classe-garante-marziale-offeso-nella-sua-dignita-di-persona/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Nov 2023 13:07:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Nell&#8217;apprendere del bimbo rimasto solo in classe, ho chiesto all&#8217;autorità scolastica di fare luce e fornirmi chiarimenti, ma a bocce ferme non posso che manifestare il mio dispiacere per atteggiamenti che sono costretto a registrare in maniera sempre più reiterata. Mi riferisco a genitori che minacciano di ritirare o ritirano i propri figli dalla frequentazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Nell&#8217;apprendere del bimbo rimasto solo in classe, ho chiesto all&#8217;autorità scolastica di fare luce e fornirmi chiarimenti, ma a bocce ferme non posso che manifestare il mio dispiacere per atteggiamenti che sono costretto a registrare in maniera sempre più reiterata. Mi riferisco a genitori che minacciano di ritirare o ritirano i propri figli dalla frequentazione scolastica perché un compagnetto o una compagnetta palesano vivacità o disagio&#8221;: è quanto dichiara il sociologo Antonio Marziale, Garante per l&#8217;Infanzia e l&#8217;Adolescenza della Regione Calabria. &#8220;La scuola è inclusione, non emarginazione – evidenza il Garante – ed è bene fare chiarezza sulla tipologia degli accadimenti. Se il bambino o la bambina è solo vivace è compito della scuola individuare le strategie d&#8217;intervento, se è portatore di disagio certificato la scuola annovera figure specialistiche all&#8217;uopo predisposte ed assegnate. E, siccome al Garante non si rivolgono soltanto genitori, ma anche operatori scolastici, talvolta ho come l&#8217;impressione che questi rivendichino l&#8217;intervento dell&#8217;esercito per gestire le situazioni&#8221;.</p>
<p>Per Marziale: &#8220;Ciò che diviene inaccettabile e da scongiurarsi è la determinazione di taluni genitori, che rivendicano l&#8217;allontanamento dalla classe del bimbo o della bimba vivace o in condizioni di disagio. Meglio sarebbe riunirsi, aprirsi con la scuola e tutti insieme cercare una soluzione, coinvolgendo i genitori di quei bimbi. Non è possibile fare un passo avanti e cento indietro in termini di civiltà. Isolare un bambino significa offenderlo nella dignità di persona, di soggetto di diritto qual è. I bambini vivono l&#8217;isolamento con dolore e non dimenticano. È un trauma, detto in parole povere&#8221;.</p>
<p>&#8220;La vicenda di questi giorni – conclude il Garante – non è isolata. Questa è assurta alla ribalta perché la mamma è intervenuta nelle sedi istituzionali ed ha inteso informare i media, ma è l&#8217;ennesima della stessa portata che sono costretto ad affrontare, ed ogni volta capisco sempre più amaramente perché la società debba darsi un Garante per tutelare i minori, quando tutti siamo chiamati ad esserlo. Spero questo &#8220;sport nazionale&#8221; del ritiro dei figli abbia un epilogo, anzi mi metto a disposizione degli istituti scolastici che intendano affrontare a viso aperto la questione con tutte le componenti, a partire proprio dai genitori&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>TAR accoglie ricorso genitori: Da domani gli studenti di Reggio Calabria riprendono lezioni in presenza</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/tar-accoglie-ricorso-genitori-da-domani-gli-studenti-di-reggio-calabria-riprendono-lezioni-in-presenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jan 2022 11:12:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Covid Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[studenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Reggio Calabria &#8211; Gli studenti di Reggio Calabria da domani devono tornare a fare lezione in presenza. La sezione staccata del Tribunale amministrativo regionale di Reggio Calabria (presidente Caterina Criscenti) ha dato ragione ad un gruppo di circa 40 genitori che avevano presentato ricorso avverso l’ordinanza comunale con cui il sindaco facente funzioni Brunetti aveva [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Reggio Calabria &#8211; Gli studenti di Reggio Calabria da domani devono tornare a fare lezione in presenza. La sezione staccata del Tribunale amministrativo regionale di Reggio Calabria <em>(presidente Caterina Criscenti</em>) ha dato ragione ad un gruppo di circa 40 genitori che avevano presentato ricorso avverso l’ordinanza comunale con cui il sindaco facente funzioni Brunetti aveva prorogato causa covid, per la seconda settimana consecutiva, la chiusura delle scuole ospitate nel territorio comunale.</p>
<p>Secondo quanto si apprende tra le motivazioni del TAR si sottolinea, come in linea con le disposizioni nazionali, &#8220;i Presidenti delle regioni e i Sindaci possono derogare, per specifiche aree del territorio o per singoli istituti, alle disposizioni di cui al comma 1 esclusivamente in zona rossa e in circostanze di eccezionale e straordinaria necessità dovuta all’insorgenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus SARS-CoV-2 o di sue varianti nella popolazione scolastica&#8221;.</p>
<p>In particolare secondo i giudici amministrativi si evidenzia che affinchè un Sindaco possa chiudere le scuole sia necessaria “la contemporanea sussistenza sia della cosiddetta &#8216;zona rossa&#8217;, che della eccezionale e straordinaria necessità dovuta all’insorgenza di focolai o elevata diffusione del virus proprio nella popolazione scolastica, condizioni che, nel caso di specie, non trovano concreto riscontro&#8221;.</p>
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		<title>Covid Italia, anche i medici chiedono di posticipare il rientro in classe: “Poi si recupera a giugno”</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/covid-italia-anche-i-medici-chiedono-di-posticipare-il-rientro-in-classe-poi-si-recupera-a-giugno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jan 2022 17:16:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Anelli]]></category>
		<category><![CDATA[classe]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
		<category><![CDATA[Fnomceo]]></category>
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		<category><![CDATA[rientro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Posticipare l’apertura delle scuole, recuperando poi a giugno. E poi, cambiare il sistema delle ‘Regioni a colori’, introducendo tra i parametri quelli relativi alla pressione sulla sanità territoriale e integrando, a tal fine, il Comitato Tecnico Scientifico con medici di medicina generale. Così il presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Posticipare l’apertura delle scuole, recuperando poi a giugno. E poi, cambiare il sistema delle ‘Regioni a colori’, introducendo tra i parametri quelli relativi alla pressione sulla sanità territoriale e integrando, a tal fine, il Comitato Tecnico Scientifico con medici di medicina generale. Così il presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli (<em>nella foto</em>), per cercare di contenere l’aumento dei contagi e dei ricoveri che sta mettendo a dura prova il Servizio sanitario nazionale.</p>
<p>“Le misure messe in atto dal Governo sono importanti – continua – ma potrebbero non essere sufficienti per arginare il diffondersi dell’epidemia. I due anni trascorsi ci hanno insegnato che una misura davvero efficace è quella di limitare, in vista del picco, i contatti tra le persone. La riapertura delle scuole, in un momento in cui gli studenti hanno appena iniziato a vaccinarsi o a fare i richiami, a seconda delle fasce d’età, ci preoccupa, così come preoccupa i presidi. Per questo chiediamo uno stop di 15 giorni, da recuperare poi a giugno, quando dovremmo essere fuori dall’emergenza”.</p>
<p>“In molte zone d’Italia – continua – gli ospedali sono già in sofferenza e gli Ordini lanciano l’allarme: succede a Napoli, Palermo, Firenze, in Liguria, in Lombardia. Molti reparti si stanno trasformando in reparti Covid, con conseguente trasferimento del personale. Nelle terapie intensive, il 16% dei posti è occupato da pazienti Covid, limitando la possibilità di usufruirne ai pazienti delle urgenze (infarti, ictus, interventi chirurgici urgenti, complicazioni del parto, incidenti stradali)”.<br />
“Tutto questo ha come conseguenza l’allungamento delle liste d’attesa, con possibili aggravamenti dei quadri clinici. Ribadiamo, ancora una volta, che il Covid non ha mandato in pensione le altre malattie: il nostro Servizio Sanitario pubblico deve ancora far fronte alla cura dei tumori, delle patologie cardiovascolari, delle malattie degenerative. Per questo invitiamo tutti i cittadini che ne hanno la possibilità a vaccinarsi, con il protocollo comprensivo del richiamo, in modo da cercare di limitare quadri clinici gravi che richiedano l’ospedalizzazione”.</p>
<p>(<em>Fonte: orizzontescuola</em>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/covid-italia-anche-i-medici-chiedono-di-posticipare-il-rientro-in-classe-poi-si-recupera-a-giugno/">Covid Italia, anche i medici chiedono di posticipare il rientro in classe: “Poi si recupera a giugno”</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<item>
		<title>Spirlì getta le scuole nel caos, la maggior parte delle famiglie sceglie la Did</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/spirli-getta-le-scuole-nel-caos-la-maggior-parte-delle-famiglie-sceglie-la-did/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2021 18:04:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Speciale Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[classe]]></category>
		<category><![CDATA[contagi]]></category>
		<category><![CDATA[DAD]]></category>
		<category><![CDATA[did]]></category>
		<category><![CDATA[Nino Spirlì]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[zona gialla]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I liceali calabresi sono tornati oggi nelle loro aule dopo tre mesi e mezzo di lezioni da remoto, ma molti banchi sono rimasti e rimarranno vuoti a causa della nuova ordinanza del presidente Nino Spirlì, che consente ai genitori di scegliere la didattica a distanza. Tante famiglie lo hanno fatto subito in tutte le città [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I liceali calabresi sono tornati oggi nelle loro aule dopo tre mesi e mezzo di lezioni da remoto, ma molti banchi sono rimasti e rimarranno vuoti a causa della nuova ordinanza del presidente Nino Spirlì, che consente ai genitori di scegliere la didattica a distanza. Tante famiglie lo hanno fatto subito in tutte le città della regione, ma il numero delle adesioni sembra destinato a salire. Per esprimere preferenza verso la Did basta infatti, da parte di un genitore, inviare una mail alla scuola e senza neppure indicare, se non lo si ritiene, il motivo della scelta.<br />
Quella che è già stata definita la scuola &#8220;à la carte&#8221; sta creando un prevedibile caos nelle segreterie scolastiche, già in fibrillazione per gli snervanti aggiustamenti di orario necessari per ottemperare all&#8217;obbligo di entrate a scaglioni disposto dalle prefetture. La previsione di due turni di entrata (con intervallo di almeno un&#8217;ora), richiesta per non creare eccessiva movimentazione di persone tra lavoratori e studenti, si scontra con l&#8217;insufficiente (o del tutto assente) coordinamento con il trasporto pubblico locale, che non è stato potenziato. Per questo motivo soprattutto i ragazzi pendolari hanno scelto la Dad &#8211; sia per mancata corrispondenza tra i nuovi orari e le corse dei mezzi, sia perché nella seconda tornata di arrivi molti autobus hanno esaurito i posti, salvo aggirare il divieto e accogliere in modo rischioso più passeggeri rispetto alla capienza consentita dallo stato di emergenza pandemica (situazione che, assicurano alcuni studenti, si è spesso verificata).<br />
L&#8217;atteso primo giorno di scuola &#8220;dal vivo&#8221; è stato dunque disertato dalla maggior parte degli allievi. A Vibo, ad esempio &#8211; dove nelle ultime settimane in provincia sono stati accertati vari casi di positività in alcuni istituti tra primaria e media &#8211; oggi la prevista popolazione scolastica del 50% è stata presente nel solo liceo classico cittadino, registrando invece negli altri istituti una preponderanza di scelta della didattica integrata.<br />
A Catanzaro, invece, secondo quanto dichiarato all&#8217;Ansa dalla dirigenza dell&#8217;Itc &#8220;Scalfaro&#8221;, gli studenti sono rientrati in presenza salvo rare eccezioni, ma chi viaggia dalla provincia starebbe valutando la Did.<br />
In territorio reggino scuole chiuse nel comune di San Luca, che l&#8217;ordinanza del presidente della Regione lascia in zona rossa, ma anche due istituti di scuola primaria della città dello Stretto interessati da casi di soggetti positivi al Covid. Nel Tirreno Cosentino, una delle aree più colpite dai contagi, a Santa Maria del Cedro un&#8217;insegnante della scuola media è stata contagiata facendo scattare la misura della quarantena per una classe e la sanificazione dell&#8217;intero istituto. Notizie che accrescono il panico di chi ha figli in questi ordini di scuole. Sabato sera, dopo l&#8217;intervento last minute di Nino Spirlì, la reazione più forte alla nuova ordinanza resta infatti quella di sperava in uno stop deciso d&#8217;imperio dal presidente anche per gli studenti più giovani. Nonostante Spirlì abbia spiegato che dare la possibilità di scelta per la didattica a distanza significherebbe consentire un comportamento contrario a due sentenze giudiziarie, questi genitori continuano a lamentarsi.<br />
Intanto l&#8217;Unsic, sindacato che da ottobre sta tenendo sotto osservazione i focolai di Covid legati agli ambienti scolastici, ha rilevato come, in contrasto con il trend nazionale, i contagi sembrino aumentare nei centri dove le scuole riaprono &#8211; ma i dati disponibili non riguardano la Calabria.<br />
L&#8217;ordinanza di Nino Spirlì ha attirato critiche da tutto il comparto della scuola e dissenso è stato espresso anche dal presidente della Provincia di Cosenza, Franco Iacucci, che ha dichiarato la propria &#8220;totale disapprovazione in merito a un’ordinanza, tra l’altro, contestata anche dai sindacati&#8221;. Scrive Iacucci: &#8220;Non si annunciano provvedimenti del genere sui social a distanza di poco più di 24 ore dall’aperture delle scuole e non si può sminuire in questo modo, facendo ricadere sulle singole scuole la responsabilità del provvedimento, il lavoro certosino dei dirigenti scolastici che avevano già predisposto un Piano per il rientro in classe degli studenti. Noi continuiamo a chiedere alla Regione, e a pensare che sia fondamentale, la costituzione di un tavolo tecnico istituzionale per affrontare e coordinare al meglio con le varie istituzioni le questioni e le emergenze emerse con la diffusione del virus.”<br />
Stamattina è stato confortante vedere i ragazzi, con zaini e mascherine, sostare ordinatamente davanti agli ingressi dei licei anziché in piazze e strade. Ma docenti e genitori a mezza voce fanno già il toto-Dad chiedendosi quanto durerà.<br />
<strong>Isabella Marchiolo</strong></p>
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