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	<title>class action Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 04 Dec 2024 13:21:18 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Class Action contro Enel Energia: Contestate modifiche unilaterali dei contratti e aumenti bollette</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Dec 2024 09:30:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le associazioni dei consumatori Adusbef, Assoutenti, Codici, Confconsumatori e CTCU hanno presentato al Tribunale di Roma una class action contro Enel Energia Spa. La denuncia riguarda presunte modifiche unilaterali ai contratti di fornitura di luce e gas, che avrebbero causato aumenti significativi nelle bollette senza un’adeguata comunicazione agli utenti. L’obiettivo dell’azione è ottenere il rimborso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le associazioni dei consumatori Adusbef, Assoutenti, Codici, Confconsumatori e CTCU hanno presentato al Tribunale di Roma una class action contro Enel Energia Spa. La denuncia riguarda presunte modifiche unilaterali ai contratti di fornitura di luce e gas, che avrebbero causato aumenti significativi nelle bollette senza un’adeguata comunicazione agli utenti. L’obiettivo dell’azione è ottenere il rimborso delle somme pagate in eccesso e un risarcimento per i danni subiti. Secondo quanto riportato dalle associazioni, Enel Energia avrebbe modificato le condizioni economiche dei contratti a partire da luglio 2023, applicando tariffe più elevate senza rispettare le normative vigenti in materia di comunicazione. In particolare, non sarebbe stato fornito ai clienti un preavviso di almeno tre mesi né un’informativa scritta conforme agli obblighi previsti dall’articolo 13 del Codice di Condotta Commerciale. Questa mancanza avrebbe privato gli utenti della possibilità di esercitare il diritto di recesso prima dell’applicazione delle nuove tariffe.</p>
<p>Le comunicazioni inviate via email, inoltre, sarebbero state strutturate in modo tale da attivare i filtri anti-spam, impedendo di fatto ai destinatari di accedere alle informazioni rilevanti.<br />
Nel dettaglio, le associazioni hanno richiesto al Tribunale di Roma di:<br />
-Imporre misure correttive: Enel dovrebbe informare tutti i clienti, anche quelli con contratti estinti, del diritto di ottenere l’applicazione delle condizioni contrattuali precedenti alle modifiche.<br />
-Ricalcolo e rimborso: Gli importi delle bollette dovrebbero essere ricalcolati sulla base delle tariffe originarie, con restituzione delle somme pagate in eccesso.<br />
-Risarcimento danni: Ogni consumatore aderente all’azione dovrebbe ricevere un risarcimento di 200 euro per i danni subiti a causa della pratica commerciale scorretta.<br />
Tra luglio 2023 e aprile 2024, migliaia di famiglie italiane hanno subito aumenti nelle bollette di luce e gas, in alcuni casi fino a cinque volte superiori rispetto al passato. La class action rappresenta una risposta collettiva a una problematica che ha messo in difficoltà economica molte famiglie, già provate dall’aumento generale del costo della vita.</p>
<p>I consumatori interessati possono ancora unirsi all’iniziativa legale visitando i siti ufficiali delle associazioni promotrici. Questo passo può rappresentare un’opportunità per ottenere giustizia e recuperare le somme indebitamente versate. Questa vicenda sottolinea l’importanza di una corretta comunicazione tra fornitori di servizi e consumatori. Le associazioni coinvolte nella class action si pongono come punto di riferimento per tutelare i diritti degli utenti, soprattutto di fronte a pratiche commerciali considerate scorrette. La decisione del Tribunale di Roma sarà determinante per il futuro delle relazioni contrattuali nel settore energetico.</p>
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		<title>Prosegue a pieno ritmo la class action delle Associazione dei consumatori per i rincari di Enel Energia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/prosegue-a-pieno-ritmo-la-class-action-delle-associazione-dei-consumatori-per-i-rincari-di-enel-energia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Oct 2024 09:10:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Continuano, incessanti, le segnalazioni e le richieste di aiuto da parte dei consumatori per l&#8217;aumento esorbitante delle bollette di Enel Energia e le modalità di comunicazione delle modifiche contrattuali. Sono le problematiche al centro della class action che Codici, Adusbef, Assoutenti, Confconsumatori e Ctcu hanno avviato contro la società&#8221;. E&#8217; quanto si legge in una [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Continuano, incessanti, le segnalazioni e le richieste di aiuto da parte dei consumatori per l&#8217;aumento esorbitante delle bollette di Enel Energia e le modalità di comunicazione delle modifiche contrattuali. Sono le problematiche al centro della class action che Codici, Adusbef, Assoutenti, Confconsumatori e Ctcu hanno avviato contro la società&#8221;. E&#8217; quanto si legge in una nota.</p>
<p>&#8220;Le associazioni dei consumatori contestano ad Enel Energia di aver aumentato le tariffe di luce e gas in maniera unilaterale e non in linea con l&#8217;andamento dei prezzi medi registrato nel 2023, ponendo in essere una pratica commerciale scorretta. Altro tema al centro dell&#8217;azione di classe è il modo in cui la società ha informato i clienti, ovvero in maniera scorretta ed in violazione dei doveri di correttezza, ponendo in essere una pratica commerciale scorretta. La class action avviata da Codici, Adusbef, Assoutenti, Confconsumatori e Ctcu punta al riconoscimento per i consumatori del rimborso delle maggiori somme pagate in bolletta a causa della condotta illegittima di Enel Energia ed il ripristino delle condizioni contrattuali che la società ha variato unilateralmente, senza aver consentito al consumatore l&#8217;esercizio del diritto di recesso&#8221;.</p>
<p>I moduli per partecipare all&#8217;azione di classe sono disponibili sui siti internet delle associazioni dei consumatori promotrici dell&#8217;iniziativa. Per quanto riguarda Codici, è possibile accedere al materiale dall&#8217;indirizzo www.codici.org, mentre per richiedere informazioni e chiarimenti è possibile contattare il numero 065571996 oppure scrivere all&#8217;indirizzo e-mail segreteria.sportello@codici.org.</p>
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		<item>
		<title>Class action contro Ponte Stretto: in 104 fanno ricorso alla sezione imprese del tribunale di Roma</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/class-action-contro-ponte-stretto-in-104-fanno-ricorso-alla-sezione-imprese-del-tribunale-di-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jun 2024 15:59:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Centoquattro persone hanno depositata un ricorso (ex art. 840 sexiesdecies del Codice di procedura penale) alla sezione imprese del tribunale di Roma, contro la Stretto di Messina spa. Si tratta di un’azione inibitoria collettiva per chiedere al giudice di accertare la responsabilità della società e il danno ingiusto causato per la violazione del dovere di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Centoquattro persone hanno depositata un ricorso (ex art. 840 sexiesdecies del Codice di procedura penale) alla sezione imprese del tribunale di Roma, contro la Stretto di Messina spa. Si tratta di un’azione inibitoria collettiva per chiedere al giudice di accertare la responsabilità della società e il danno ingiusto causato per la violazione del dovere di diligenza, correttezza e buona fede proseguendo nell’attività per la realizzazione del ponte sullo Stretto, nonostante l’opera non abbia alcun reale interesse strategico e non è fattibile sotto i profili ambientali, strutturali ed economici.</p>
<p>Il ricorso è stato presentato telematicamente il 13 giugno dagli avvocati Aurora Notarianni, Giuseppe Vitarelli, Antonino De Luca (del Foro di Messina) e Maria Grazia Fedele (del Foro di Reggio Calabria). I ricorrenti, con questa class action, narrano la storia della società e del progetto ed evidenziano la fondatezza delle proprie ragioni sostenendo che il decreto cosiddetto ponte è costituzionalmente illegittimo e contrario alla normativa europea e in conseguenza denunziano l’illegittimità dell’operato della società guidata da Pietro Ciucci, per violazione di numerose norme interne ed eurounitarie, oltre che internazionali. </p>
<p>Il collegio di difesa precisa: “Questo ricorso mira ad accertare e dichiarare ammissibile e fondata l’azione inibitoria collettiva proposta. Vogliamo, così, ottenere la cessazione immediata da parte della società Stretto di Messina, di ogni atto o comportamento pregiudizievole dei diritti e degli interessi collettivi e diffusi e giuridicamente protetti, di ogni attività tendente all’approvazione del progetto definitivo ed esecutivo, di ogni comportamento relativo al riavvio dell’attività di progettazione dell’opera e, per l’effetto, ordinare la cessazione immediata di ogni attività negoziale, della stipula di atti aggiuntivi, unilaterali e contrattuali, onerosi e non e di ogni deliberazione del CdA, di ogni atto o documento prodotto nel procedimento innanzi alla Commissione Via Vas e alla Conferenza dei servizi e ordinare la cessazione di ogni attività connessa e conseguente idonea a reiterare la condotta pregiudizievole degli interessi collettivi e omogenei meritevoli di tutela e vietarne la reiterazione. Adesso, dopo il deposito del ricorso, attendiamo la data di fissazione dell’udienza”.</p>
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		<item>
		<title>Il leader di Diritti Civili chiede tamponi salivari gratis per i docenti e annuncia class action se l&#8217;istanza sarà rigettata</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/il-leader-di-diritti-civili-chiede-tamponi-salivari-gratis-per-i-docenti-e-annuncia-class-action-se-listanza-sara-rigettata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Aug 2021 17:11:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ la scuola il tema più controverso della nuova normativa sul greenpass. Dal 6 agosto, data di entrata in vigore del provvedimento, docenti, dirigenti e Ata sono sul piede di guerra nell’attesa di dover esibire, con l’imminente inizio dell’anno scolastico, la tessera verde necessaria per accedere in classe e quindi poter lavorare. Per chi dunque [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ la scuola il tema più controverso della nuova normativa sul greenpass. <strong>Dal 6 agosto, data di entrata in vigore del provvedimento, docenti, dirigenti e Ata sono sul piede di guerra </strong>nell’attesa di dover esibire, con l’imminente inizio dell’anno scolastico, la tessera verde necessaria per accedere in classe e quindi poter lavorare. Per chi dunque non è vaccinato, questo comporterà l’obbligo di effettuare (a proprie spese) un tampone negativo ogni 48 ore. Mentre <strong>i sindacati</strong> stanno organizzando iniziative di protesta (ma la più significativa è al momento la <strong>petizione anti green pass scolastico promossa da Anief su Change</strong>) e i docenti studiano contromisure non sempre all’insegna dell’etica professionale, scende in campo ora <strong>Franco Corbelli con un’azione concreta</strong>.</p>
<p><strong>Il leader del movimento Diritti Civili, che è anche lui docente,</strong> aveva subito espresso contrarietà al provvedimento governativo, dove è stabilito che il personale scolastico sprovvisto di greenpass non potrà entrare in aula e sarà considerato assente ingiustificato, incorrendo dopo cinque giorni nella sospensione dal servizio senza stipendio. <strong>Dopo aver spiegato con una lunga nota i motivi della sua opposizione, Corbelli rincara la dose suggerendo ai docenti un’istanza formale, nella quale i non vaccinati potranno chiedere di presentare ai fini del green pass l’esito di un test salivare gratuit</strong>o (al momento il decreto non li accetta e ammette soltanto tampone nasofaringeo molecolare o antigenico).</p>
<p><strong>Il modello proposto da Franco Corbelli dovrà essere inoltrato alla scuola o università di cui si è dipendenti e ai ministri della salute e dell’istruzione.</strong> Nelle ultime righe si precisa che <strong>la richiesta vale anche come diffida a rigettarla riservandosi in caso contrario di adire le vie legali</strong> per eventuali danni causati dal frequente ricorso ai tamponi (circa 130 per l’intero anno scolastico con ritmo di tre a settimana). <strong>Corbelli fa infatti riferimento alla prospettiva di una class action della scuola con risarcimento danni</strong>.</p>
<p><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/08/corbelli.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-165351" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/08/corbelli-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/08/corbelli-225x300.jpg 225w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/08/corbelli-315x420.jpg 315w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/08/corbelli.jpg 526w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a></p>
<p>Le adesioni non mancherebbero e sembrano il naturale sviluppo dell’ondata di indignazione che sta portando i docenti ad abbandonare i propri sindacati, dai quali in questa emergenza non si sentono difesi. <strong>Intanto le lancette dell’orologio hanno iniziato a camminare per la conversione del decreto legge in Parlamento</strong>, un iter che i lavoratori della scuola seguono con il fiato sospeso sperando in eventi di disturbo come <strong>il regolamento europeo 953</strong>, che verrà approvato il prossimo 12 agosto.</p>
<p><strong>Il battage tra i “no greepass” confida in questo provvedimento (dove sarebbe indicata l’illegalità dell’imposizione del certificato verde) per invalidare le restrizioni italiane, ma si tratta di mera illusione</strong>. Il testo del regolamento infatti è già noto e il 12 agosto verrà approvata una semplice correzione nella traduzione italiana. Si ricorda – è vero – che l’attestazione del vaccino tramite certificati non dovrebbe essere causa di discriminazioni tra cittadini né di limitazioni nella circolazione e nella fruizione di servizi, ma <strong>i regolamenti europei non sono prevalenti su leggi e decreti dei singoli stati</strong>. Tra l’altro il green pass italiano è stato formulato senza espliciti obblighi vaccinali, quindi non viola i principi del regolamento Ue e <strong>dunque dopo il 12 agosto in sostanza non cambierà nulla.</strong></p>
<p>Tornando a <strong>Corbelli, l’attivista aveva posto una serie di quesiti sulla questione, sottolineando i dubbi di chi sceglie di non vaccinarsi </strong>sulla base di analisi di medici e dati incerti sull’immunizzazione e l’efficacia contro le varianti. Denunciando un’informazione incompleta e quasi interamente improntata al pensiero “pro vax”, dove le opinioni scientifiche sfavorevoli alla validità e sicurezza dei vaccini anti Covid, Corbelli sono «ignorate, censurate e oscurate», chiede: «E’ vero che tutti i cosiddetti esperti che continuano, da un anno e mezzo, a imperversare in tv e sui giornali, hanno detto, in questi diciotto mesi, tutto e il contrario di tutto, non azzeccando, di fatto, una sola previsione e che oggi sono gli stessi che ci dicono che bisogna vaccinare tutti (adolescenti compresi) ad ogni costo?».</p>
<p><strong>Il leader di Diritti Civili ricorda anche come l’Italia sia l’unico stato ad avere istituito la certificazione verde nelle scuole </strong>e conclude: « Se tutto quello che ho scritto è vero, <strong>come si possono oggi imporre vaccini e green pass e minacciare di fatto di licenziamento gli insegnanti se non fanno un tampone ogni 48 ore? Non appartengo al popolo dei No Vax, rispetto la vaccinazione ma chiedo risposte a questi legittimi e inquietanti interrogativi</strong>!».</p>
<p>Contro le modalità del greenpass a scuola è intervenuta anche <strong>la sindacalista cosentina Adele Sammarro, coordinatrice nazionale di Confasi Scuola</strong>. «Siamo in presenza – spiega &#8211; di un provvedimento inaccettabile, che non risolve il problema della ripartenza, né dà la sicurezza che la scuola merita. <strong>La Confasi scuola</strong>, esprime insoddisfazione per le misure applicate, poiché si tratta di un provvedimento che ravvisa profili di incostituzionalità, crea forti discriminazioni e rende di fatto la vaccinazione obbligatoria. Un provvedimento, dunque, altamente lesivo. A questo punto – continua – se ilgreen pass deve essere obbligatorio per la scuola, deve essere applicato anche alle altre categorie, non si possono adottare “due pesi e due misure”. Non è possibile, tra l’altro, che il Governo utilizzi l’arma del ricatto stipendiale per indurre i docenti a fare qualcosa che liberamente non sceglierebbero, non sarà questo il modo per garantire la tutela della salute. La politica si faccia carico delle sue responsabilità in modo serio, non precludendo ai lavoratori l’accesso al pubblico impiego, ma dando le dovute garanzie che meritano».</p>
<p><strong>Come ricorda Sammarro, la percentuale di vaccinazione del personale scolastico è attualmente superiore al 90%</strong> e in effetti i docenti che non hanno aderito sono un’esigua minoranza. Anche per questo la normativa del dl e le sanzioni appaiono a molti insegnanti come un’ingiusta persecuzione.</p>
<p>Va detto pure che <strong>non è semplice calcolare con esattezza il personale vaccinato perché molti sono rientrati nella campagna per età e non in quella per categoria; inoltre c’è il numero “fantasma” dei precari con contratti brevi,</strong> che potrebbero essere stati in servizio dopo la tornata vaccinale della propria scuola e dunque non aver partecipato (salvo essere successivamente conteggiati in altre fasce di turni).</p>
<p>Tra <strong>dirigenti costretti a fare gli sceriffi e studenti divisi dalla prospettiva di non poter togliere la mascherina per “colpa” dei compagni non vaccinati</strong>, il clima del nuovo anno scolastico non promette sereno. A ottobre <strong>insieme all’immunizzazione scadrà anche il periodo di validità del greenpass del personale già vaccinato</strong> e la sensazione è che il fronte dei contrari si allargherà, nella massima tensione.</p>
<p><strong>Isabella Marchiolo</strong></p>
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		<title>Catanzaro e Crotone, class action nei confronti dello Stato</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/catanzaro-e-crotone-class-action-nei-confronti-dello-stato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2021 16:48:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
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		<category><![CDATA[Abramo]]></category>
		<category><![CDATA[class action]]></category>
		<category><![CDATA[Voce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Parte da Catanzaro e Crotone la battaglia per una più equa distribuzione delle risorse finanziarie da parte del governo. Il sindaco della città capoluogo di regione ha ricevuto a palazzo De Nobili il primo cittadino pitagorico Vincenzo Voce, condividendo con lui l’idea di coinvolgere pure le altre tre città calabresi  in una “class action” [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;<br />
Parte da Catanzaro e Crotone la battaglia per una più equa distribuzione delle risorse finanziarie da parte del governo.<br />
Il sindaco della città capoluogo di regione ha ricevuto a palazzo De Nobili il primo cittadino pitagorico Vincenzo Voce, condividendo con lui l’idea di coinvolgere pure le altre tre città calabresi  in una “class action” nei confronti dello Stato.<br />
Il comune di Catanzaro ha già inviato una diffida formale alla Presidenza del Consiglio dei ministri per chiedere l’individuazione e lo stanziamento dei circa 15 milioni di euro di mancati trasferimenti statali nel corso degli ultimi 10 anni.  Senza sortirne però alcun effetto.<br />
“I centri calabresi, dal più piccolo al più grande, hanno pagato e pagano ancora decenni di sperequazione portata avanti da qualsiasi Governo: soldi dovuti e non versati che avrebbero consentito a qualsiasi ente di erogare servizi migliori e più efficienti in settori fondamentali come il welfare o i servizi sociali”.<br />
“Al di là di qualsiasi differenza politica – hanno sottolineato Abramo e Voce &#8211; crediamo che questa sia una battaglia finalizzata esclusivamente a rendere giustizia alla Calabria, il cui territorio è stato penalizzato, alla pari di tutto il Sud Italia da criteri di sperequazione sotto gli occhi di tutti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/catanzaro-e-crotone-class-action-nei-confronti-dello-stato/">Catanzaro e Crotone, class action nei confronti dello Stato</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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