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  • Cucina terapeutica e cipolla di Tropea, il segreto del successo in Cina dello Chef calabrese Paolo Dodaro

    Cucina terapeutica e cipolla di Tropea, il segreto del successo in Cina dello Chef calabrese Paolo Dodaro

    Se anche in Cina oggi si mangia correntemente la Cipolla Rossa di Tropea lo si deve alla cucina di Paolo Dodaro a Shanghai prima ed ora a Changsha. Recentemente nominato Presidente Delegato dell’Italian Culinary Consortium per la Cina (ICC Cina), lo chef calabrese, nativo di Roccelletta di Borgia ha messo tra i fornelli tutto quanto era necessario per creare una vera e propria venerazione della Rossa nel millenario Paese-Continente della Grande Muraglia. Curiosità, impegno, attenzione al dettaglio, ascolto e tanta spiritualità sono i veri ingredienti messi insieme per promuovere l’identità agro-alimentare ed eno-gastronomica distintiva italiana e calabrese sulle tavole asiatiche. Ed i risultati sono straordinari. A complimentarsi con questo che definisce tra i più tosti ed efficaci ambasciatori nel mondo dell’autentica Calabria extra-straordinaria, quella inedita ed inesplorata nei menu e piatti gourmet delle migliori cucine dei cinque continenti, è Innocenza Giannuzzi, presidente di Casa Calabria International, rete alla quale lo stesso Dodaro è associato come ambassador del food and beverage calabrese in Cina.

    Egli anche tra le firme più prestigiose de Gli Anelli più Preziosi di Calabria: uno speciale racconto di circa 252 pagine dedicato attraverso 17 chef nazionali ed internazionali a tutte le sfumature e declinazioni di quello che, tra i Marcatori Identitari Distintivi (MID) della Calabria ed elemento cardine della Dieta Mediterranea, è diventato ormai un ingrediente irrinunciabile tanto per le ricette gourmet che per quelle della tradizione in tutto il mondo. Nuova idea di nuova idea di editor marketing messa in piedi dal Consorzio per la Tutela della Cipolla Rossa di Tropea IGP, il prestigioso volume edito da Rubbettino è stato presentato in occasione de La Tropea Experience, il Festival della Cipolla Rossa svoltosi lo scorso settembre a Tropea.

    Dodaro – continua la Giannuzzi – continua a far parlare di sé. I cinesi letteralmente impazziscono per questo quarantottenne calabrese che ha già completato da tempo la sua personale transizione culinaria dalle forme tradizionali a quelle fusion e che oggi sta osando nuovi orizzonti: quelli della cucina terapeutica che influisce in maniera positiva su alcuni trend patologici. E proprio la Cipolla Rossa in questa avventura è uno dei suoi migliori alleati.
    Dalla Germania alla Russia, dall’America fino alla terra del Dragone dove vive da anni e diventato lo chef italiano più famoso; la cucina – si racconta lo Chef ne Gli Anelli più Preziosi di Calabria – è relazione ed esperimento e sono felice che una inossidabile tenacia mi abbia ripagato di tanti sacrifici. È, del resto, più di un quarto di vita quello trascorso all’estero in mezzo a contaminazioni di gusti e di sapori che lo hanno formato e creato nella sua identità di maestro dei fornelli.

    La Cina – aggiunge – ha palati esigenti ma al contempo generosi. Ho creato una cucina che non si discosti dalla loro tradizione ma che allo stesso tempo consenta loro di conoscere, anzi, esplorare quelle che sono le frontiere dei sapori del Mediterraneo. Dalla Cipolla Rossa alla ‘nduja, dall’extravergine d’oliva e al peperoncino sono soltanto alcuni degli elementi immancabili nell’esperienza culinaria di Dodaro che fa impazzire il popolo dello Shenzhou.
    Il processo creativo – sottolinea ancora lo Chef che in Cina ha messi anche famiglia con la moglie Susan che gli ha dato due splendidi figli, Antonio e, da poco, Davide – si sviluppa seguendo l’istinto e l’ispirazione ed un approccio analitico nella scelta degli ingredienti e dei loro abbinamenti.
    Di fatto quella di Dodaro, diventato popolarissimo nelle Tv della Repubblica Popolare, è una vera e propria opera missionaria della cucina italiana che lo sta portando a cimentarsi in quella che, probabilmente, è la sua più grande sfida: sdoganare completamente il Made in Italy in Cina.
    Il sogno – svela – è quello di creare una piattaforma che possa facilitare l’import di prodotti italiani di qualità facendo tornare l’alimentazione protagonista all’interno di una grande comunità dove il benessere da millenni risiede in ciò che si sperimenta sia a livello di spiritualità che di alimentazione.

  • Peronospora della vite e della cipolla, la Giunta regionale chiede lo stato di calamità naturale

    Peronospora della vite e della cipolla, la Giunta regionale chiede lo stato di calamità naturale

    Il gran caldo, le forti piogge, poi di nuovo le temperature roventi. In mezzo, agevolata da condizioni climatiche estreme e mutevoli, la diffusione di agenti patogeni di origine fungina, causa della perdita di almeno il 30% della produzione lorda vendibile di uva e cipolla rossa. Queste le motivazioni che hanno portato la Giunta regionale presieduta da Roberto Occhiuto ad approvare, su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Gianluca Gallo, la richiesta di declaratoria dell’eccezionalità dell’evento calamitoso rappresentato dalla diffusione, sull’intero territorio calabrese, tra la primavera e l’estate, della Plasmopara viticola (detta anche Peronospora della vite) e della Peronospora destructor (nota come Peronospora della cipolla).

    “Il ripetersi, negli ultimi mesi, di fenomeni meteo caratterizzati da periodi di siccità e copiose precipitazioni – osserva l’assessore Gallo – da un lato ha reso vani i trattamenti fitosanitari a difesa di vigneti e coltivazioni di cipolla rossa, mentre dall’altro ha favorito l’espansione di agenti patogeni aggressivi, determinando una notevole riduzione del raccolto, con gravi ripercussioni per agricoltori e aziende”.

    Una situazione già lo scorso giugno portata a conoscenza del Ministero dell’Agricoltura, al quale ora – a seguito di più puntuali verifiche – è stata indirizzata la richiesta formale di declaratoria dello stato di calamità, al fine di ottenere risorse finanziarie da destinare alle imprese ed ai coltivatori colpiti da un fenomeno che non ha risparmiato altre zone d’Italia, al punto da indurre il Governo all’emanazione di uno specifico decreto con misure d’intervento e sollievo.
    “Da parte nostra – sottolinea inoltre Gallo – un atto dovuto a sostegno di due settori fondamentali dell’agroalimentare calabrese: adotteremo ogni iniziativa utile a consentire il superamento dell’emergenza, al fianco di agricoltori e produttori”.

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  • Cipolla di Tropea, l’oro rosso della Calabria amato dai cuochi di tutta Italia

    Cipolla di Tropea, l’oro rosso della Calabria amato dai cuochi di tutta Italia

    Non a caso l’hanno definita “l’oro rosso della Calabria”. La Cipolla Rossa di Tropea Calabria Igp è proprio questo: eccellenza pura. Un prodotto magnifico capace di far risuonare in tutto il mondo il nome del comune che produce la sua Igp, Tropea appunto, un piccolo angolo di paradiso con meno di 6mila anime nel cuore di Vibo Valentia. È famosa per la sua dolcezza, per la sua sapidità, per il suo gusto inconfondibile. Ed è famosa anche per le sue incredibili proprietà benefiche: deve il suo colore rosso all’elevato contenuto di antocianine, composti polifenolici solforati che appartengono alla famiglia dei flavonoidi. Gli antociani o antocianine, svolgono la funzione di antiossidanti e preservano la degenerazione e l’invecchiamento cellulare, in particolar modo sono utili per prevenire problemi a carico del microcircolo e quindi tutto ciò che riguarda la circolazione, i capillari e le vene.

    Tre tipi di cipolla rossa di Tropea
    Spesso si pensa che le cipolle rosse di Tropea siano tutte uguali, ma in realtà ne esistono tre tipi distinti. C’è la cipolla fresca, raccolta ad aprile, con un lungo gambo e un bulbo rosso-viola. C’è poi la cipolla da serbo, regalata da Madre Natura a giugno: questa è la cipolla rossa brillante a forma di siluro che di solito associamo alla cipolla di Tropea. A ottobre, quando l’estate se n’è andata, c’è infine il dolce cipollotto bianco, molto simile sia nell’aspetto che nel sapore alla “sorella” prodotta in primavera.

    L’incredibile dolcezza della cipolla rossa di Tropea la rende un vero “must” nei piatti locali: nei primi, nei secondi, negli antipasti, ma anche come contorno, come condimento di un panino o di una pizza, perfino nei dolci. Questo magnifico prodotto viene usato per qualsiasi preparazione, non solo in Calabria ma in tutta Italia.
    (Fonte: italiaatavola)