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	<title>Cgia Mestre Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 04 Sep 2023 11:08:53 +0000</lastBuildDate>
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		<title>CGIA Mestre: Pochi giovani e lontani dal lavoro, il Sud svuotato da under 34. Male la Calabria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Sep 2023 11:03:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi dieci anni è sceso di quasi un milione il numero dei giovani tra i 15 e i 34 anni. Questa contrazione nella fascia di età più produttiva della vita lavorativa sta arrecando grosse difficoltà alle aziende italiane. Molti imprenditori, infatti, faticano ad assumere personale, non solo per lo storico problema di trovare candidati [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/cgia-mestre-pochi-giovani-e-lontani-dal-lavoro-il-sud-svuotato-da-under-34-male-la-calabria/">CGIA Mestre: Pochi giovani e lontani dal lavoro, il Sud svuotato da under 34. Male la Calabria</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi dieci anni è sceso di quasi un milione il numero dei giovani tra i 15 e i 34 anni. Questa contrazione nella fascia di età più produttiva della vita lavorativa sta arrecando grosse difficoltà alle aziende italiane. Molti imprenditori, infatti, faticano ad assumere personale, non solo per lo storico problema di trovare candidati disponibili e professionalmente preparati, ma anche perché la platea degli under 34 pronta ad entrare nel mercato del lavoro si sta progressivamente riducendo. Insomma, la crisi demografica sta facendo sentire i suoi effetti e nei prossimi anni la rarefazione delle maestranze più giovani è destinata ad accentuarsi ulteriormente.</p>
<p><strong>Entro 2027 dovremo “rimpiazzare” quasi 3 milioni di addetti</strong><br />
Tra il 2023 e il 2027, ad esempio, il mercato del lavoro italiano richiederà poco meno di tre milioni di addetti in sostituzione delle persone destinate ad andare in pensione[2]. A legislazione vigente, pertanto, nei prossimi 5 anni quasi il 12 per cento degli italiani lascerà definitivamente il posto di lavoro per aver raggiunto il limite di età. Con sempre meno giovani destinati a entrare nel mercato del lavoro, “rimpiazzare” una buona parte di chi scivolerà verso la quiescenza diventerà un grosso problema per tanti imprenditori. La denuncia è sollevata dall’Ufficio studi della CGIA.</p>
<p><strong>In calo e lontani dal mondo del lavoro</strong><br />
E oltre ad averne pochi, il tasso di disoccupazione giovanile e l’abbandono scolastico sono elevati, soprattutto nel Mezzogiorno. Insomma, i giovani italiani sono in calo, con un livello di povertà educativa allarmante e lontani dal mondo del lavoro. Un responso che emerge in maniera evidente quando ci confrontiamo con gli altri paesi europei[3]. E’ un quadro desolante che rischiamo di pagare caro se, come sistema Paese, non torneremo ad aumentare il numero delle nascite, a investire maggiormente nella scuola, nell’università e, soprattutto, nella formazione professionale.</p>
<p><strong>Serve un patto sociale con gli immigrati che vogliono stabilirsi in Italia</strong><br />
Alla luce della denatalità in corso nel nostro Paese, appare evidente che per almeno i prossimi 15-20 anni dovremo ricorrere stabilmente anche all’impiego degli extracomunitari. In che modo? Per legge, a nostro avviso, dovremmo stabilire che il permesso di soggiorno, a eccezione di chi ha i requisiti per ottenere la protezione internazionale e di chi entra con già in mano un contratto di lavoro, andrebbe accordato a chi si rende disponibile a sottoscrivere un patto sociale con il nostro Paese. Il contenuto dell’accordo? Se un cittadino straniero si impegna a frequentare uno o più corsi ed entro un paio di anni impara la nostra lingua e un mestiere, al conseguimento di questi obbiettivi lo Stato italiano lo regolarizza e gli “trova” un’occupazione. Sia chiaro: è un’operazione complessa e non facile da gestire, anche perché il tema dell’immigrazione e del suo rapporto con il mondo del lavoro è molto articolato. Non solo; tutto ciò richiede una Pubblica Amministrazione in grado di funzionare bene e con performance decisamente superiori a quelle dimostrate fino a ora. Il buon esito di un’iniziativa di questo tipo, ad esempio, non può prescindere da una ritrovata efficienza dei Centri per l’impiego, altrimenti la possibilità che l’iniziativa naufraghi è pressoché certa. Grazie al coinvolgimento anche delle Camere di Commercio, dovremo accelerare il processo di avvicinamento e di conoscenza tra la scuola e il mondo del lavoro, senza dimenticare che non potremo rinunciare a un forte incremento degli investimenti sugli ITS e sulla qualità della formazione professionale; materia, quest’ultima, di competenza delle Amministrazioni regionali.</p>
<p><strong>Gli under 34 sono diminuiti soprattutto nel Mezzogiorno</strong>: Sud Sardegna, Oristano, Isernia e<strong> Cosenza</strong> le province più colpite<br />
Negli ultimi dieci anni la contrazione della popolazione giovanile italiana ha interessato, in particolar modo, il Mezzogiorno. In questa ripartizione geografica la diminuzione è stata pari a 762 mila unità (-15,1 per cento). Seguono il Centro con -160 mila (-6,6 per cento), mentre al Nordovest (-1 per cento) e al Nordest (-0,5 per cento) la flessione è stata molto contenuta. A livello regionale, invece, è stata la Sardegna con il -19,9 per cento a subire la flessione più importante. Seguono la <strong>Calabria</strong> con il -19 per cento, il Molise con il -17,5 per cento, la Basilicata con il -16,8 per cento e la Sicilia con il -15,3 per cento (vedi Tab. 1). A livello provinciale, infine, la realtà che negli ultimi 10 anni ha registrato la diminuzione più importante è stata la Sud Sardegna con il -26,9 per cento. Seguono Oristano con il -24 per cento, Isernia con il -22,2 per cento e <strong>Cosenza</strong> con il -19,5 per cento. In contro tendenza, invece, solo una dozzina di province. Le più virtuose sono state Trieste con il +7,9 per cento, Bologna con il +7,5 per cento e Milano con il +7,3 per cento (vedi Tab. 2).</p>
<p>Tabella denatalità, giovani e lavoro:<br />
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<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/cgia-mestre-pochi-giovani-e-lontani-dal-lavoro-il-sud-svuotato-da-under-34-male-la-calabria/">CGIA Mestre: Pochi giovani e lontani dal lavoro, il Sud svuotato da under 34. Male la Calabria</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Green pass, per la Cgia di Mestre sono oltre 200mila i calabresi ancora non vaccinati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Oct 2021 12:40:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Covid Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cgia Mestre]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Calabria è la seconda regione italiana con più &#8220;no vax&#8221;. I non vaccinati, infatti, sono 226.745 pari al 23,4% della popolazione. Questi i dati raccolti ed elaborati dalla Cgia di Mestre (L’Associazione Artigiani e Piccole Imprese). La regione più &#8220;no vax&#8221; è la Sicilia (24,3%) con 625.565 non vaccinati. Seguono ancora la Provincia Autonoma [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/green-pass-per-la-cgia-di-mestre-sono-oltre-200mila-i-calabresi-ancora-non-vaccinati/">Green pass, per la Cgia di Mestre sono oltre 200mila i calabresi ancora non vaccinati</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Calabria è la seconda regione italiana con più &#8220;no vax&#8221;. I non vaccinati, infatti, sono 226.745 pari al 23,4% della popolazione. Questi i dati raccolti ed elaborati dalla Cgia di Mestre (L’Associazione Artigiani e Piccole Imprese).</p>
<p>La regione più &#8220;no vax&#8221; è la Sicilia (24,3%) con 625.565 non vaccinati. Seguono ancora  la Provincia Autonoma di Bolzano (22,7%, 63.570), la Valle d’ Aosta (21%,13.017) e le Marche (20,4%,156.724). Le regioni più virtuose, invece, sono: Lombardia (14,3% i non vaccinati), Lazio (14,2%) e Toscana (13,8%). Tra le 4 macro aree del Paese è il Sud con il più alto numero di non vaccinati (2.143.769, il 20% del totale della popolazione tra i 20 e i 59 anni).</p>
<p>Lunedì prossimo 2 milioni di lavoratori rimarranno a casa perché impossibilitati a farsi il tampone. Secondo le stime del Governo sarebbero 3 milioni i lavoratori senza il certificato verde, il 13% degli occupati in Italia.<br />
Persone che per accedere al posto di lavoro entro fine anno dovranno fare ogni due giorni il tampone per avere il Green Pass. Attualmente l’offerta è molto inferiore: ieri, ad esempio, sono stati fatti 506mila tamponi.<br />
Ipotizzando un aumento della produttività da parte delle farmacie e delle strutture dedicate a fare questi test, dopodomani il numero complessivo potrebbe salire fino a 700mila, che sommati alle oltre 300mila persone che per ragioni di salute non sono obbligate al possesso della certificazione, rimarrebbero senza pass in due milioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/green-pass-per-la-cgia-di-mestre-sono-oltre-200mila-i-calabresi-ancora-non-vaccinati/">Green pass, per la Cgia di Mestre sono oltre 200mila i calabresi ancora non vaccinati</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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