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	<title>Catia Pulice Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 03 Oct 2024 13:33:18 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Sicurezza sul lavoro, Guzzi (Unilavoro Pmi): Educare generazioni più consapevoli e più responsabili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Oct 2024 09:45:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Al Business]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’educazione alla salute e sicurezza sul lavoro rappresenta un punto importante per la crescita e la sicurezza di ogni cittadino. Le statistiche sugli infortuni sul lavoro in Italia sono estremamente preoccupanti. Ogni anno si verificano miglia di incidenti, molti dei quali mortali. Favorire la conoscenza e l’approfondimento di tematiche inerenti la sicurezza, è dunque un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’educazione alla salute e sicurezza sul lavoro rappresenta un punto importante per la crescita e la sicurezza di ogni cittadino. Le statistiche sugli infortuni sul lavoro in Italia sono estremamente preoccupanti. Ogni anno si verificano miglia di incidenti, molti dei quali mortali. Favorire la conoscenza e l’approfondimento di tematiche inerenti la sicurezza, è dunque un importantissimo punto di partenza. A sottolinearlo, <strong>Sebastiano Guzzi</strong>, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi, per il quale “educare alla sicurezza significa acquisire la consapevolezza che la prevenzione è un valore spendibile nel proprio interesse e nell’interesse della comunità in cui si vive. Un concetto essenziale, che trova la sua collocazione nella necessità di trasmettere e divulgare, ovunque, un messaggio globale che echeggia con veemenza: promuovere la sicurezza in tutti gli ambiti. Necessario educare tutti i lavoratori, ma anche le nuove generazioni, in modo che i giovani comprendano l’importanza della prevenzione”. </p>
<p>La scuola, che è fulcro della conoscenza, ambiente di vita per gli allievi, e luogo di lavoro, deve partecipare attivamente a questo processo di divulgazione e di formazione. Quest’ultima, evidenzia l’imprenditore lametino, è determinante non solo nel trasmettere tutte le nozioni relative a comportamenti adeguati e stili di vita sani, ma anche nel favorire un maggiore e più chiaro assorbimento delle procedure e delle normative che dovranno rispettare e mettere in atto nel momento in cui saranno inseriti nel mondo della scuola. In questo contesto, che ha una sua importantissima ed efficiente dimensione conoscitiva, bisogna inculcare l’interesse per la prevenzione, per la salute e per la sicurezza, e favorire l’interiorizzazione delle regole e dei valori fondamentali di responsabilità sociale e civile. Di fronte all’incremento del tasso di mortalità e malattia dovuto agli infortuni sul lavoro e alle malattie professionali, sottolinea Guzzi, è fondamentale rivalutare il ruolo educativo e formativo della scuola.  Essa può fornire gli strumenti culturali e le competenze relazionali utili all’inserimento in una futura realtà lavorativa e, in generale, nella società.   </p>
<p>Dello stesso avviso, la Dott.ssa <strong>Catia Pulice</strong>, Amministratore Unico di Al Business, società storica che opera a Lamezia Terme e in tantissime altre città italiane, che da anni si occupa di sicurezza e di tantissimi altri servizi destinati alle imprese. E’ necessario, evidenzia Pulice, &#8220;penetrare nel tessuto scolastico, creare i presupposti per una corretta educazione culturale, che esiga conoscenze più approfondite, e che favorisca progetti che vanno al di là dei programmi scolastici. Il nostro obiettivo, è quello di collaborare, attivamente, in modo che venga rilanciata, con iniziative e progetti, la cultura della sicurezza in tutte le scuole. Qualcosa, intanto, inizia a muoversi&#8221;. &#8220;Il Senato &#8211; conclude Guzzi &#8211; ha approvato il disegno di legge per l’insegnamento nell’ambito dell’educazione civica. Tante sono ancora le perplessità, ed evidente lo scetticismo relativo alle risorse finanziarie. Attendiamo fiduciosi&#8221;. </p>
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		<title>Il ruolo delle emozioni nell&#8217;apprendimento&#8230;.di Catia Pulice</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/il-ruolo-delle-emozioni-nellapprendimento-di-catia-pulice/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 May 2024 09:24:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[apprendimento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi, indagini e ricerche confermano l’esistenza di una valida e proficua combinazione tra i processi di apprendimento, la sfera emotiva e i traguardi scolastici. Quanto contano le emozioni, e che ruolo ha la scuola in questo processo? Maryanne Wolf, una delle più autorevoli neuroscienziate del panorama mondiale, asserisce che “la qualità del nostro pensiero dipende [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Studi, indagini e ricerche confermano l’esistenza di una valida e proficua combinazione tra i processi di apprendimento, la sfera emotiva e i traguardi scolastici. Quanto contano le emozioni, e che ruolo ha la scuola in questo processo? Maryanne Wolf, una delle più autorevoli neuroscienziate del panorama mondiale, asserisce che “la qualità del nostro pensiero dipende dalle conoscenze di base, e dalle emozioni che ciascuno di noi mette in gioco.” L’apprendimento, dunque, ha un suo costrutto se accompagnato da un’educazione emozionale. La scuola è chiamata a svolgere un compito semplice, ma essenziale e costruttivo. Deve avere la capacità di riconoscere le emozioni e i sentimenti, saperli esprimere, e prendersene cura con abnegazione, in modo che, come sottolineato a più riprese, dal filosofo Umberto Galimberti, gli studenti non vengano lasciati in balia del loro mondo interiore.  Il ruolo delle emozioni nell’apprendimento è determinante. Soprattutto a scuola. Per molto tempo, si legge, la tendenza dominante nel sistema di istruzione è stata quella di prediligere principi lineari e curriculari, ignorando la complessità degli esseri umani e le loro peculiarità. Grazie al contributo degli studi sociologici e psicologici, e grazie all’apporto efficiente di studi e ricerche, si è iniziato a riconoscere le emozioni come “base del comportamento individuale e sociale”. Tutto ciò ha avvalorato una consapevolezza: non è solo con l’intelligenza e la razionalità che si ha successo nell’apprendimento. Un ruolo determinante è svolto dalle emozioni. Tesi questa, ampiamente condivisa dal professore <strong>Massimo Bottiglieri</strong>, Dottore in Scienze Motorie e Sportive, Professore in Discipline Musicali e Scrittore, il quale asserisce che “Di natura la mente è portata all’ immaginazione, alla sintesi, all’ astrazione di un concetto e suo relativo significato. Come tutto ciò raggiunga la “centralina nervosa”, dipende dalla modalità di assimilazione-accomodamento-adattamento che l’organismo stesso attiva. Lungo il passaggio dalla non-conoscenza alla conoscenza, sottolinea Bottiglieri, nel facilitare l’astrazione e assimilazione di un concetto, risulta fondamentale creare insieme; attraverso la dimostrazione e l’esempio operatorio del grande. </p>
<p>Lo scrittore russo Tolstoj venne “galvanizzato a corrente alternata” da due alunni quali Fedka e Semka. L’ alunno Fedka, un po’ come il famoso compositore russo Pëtr Il&#8217;ič Čajkovskij, creava il suo pensiero a partire dai sentimenti arrivando a commuoversi, non trovava pace, come più volte esternato dal famoso musicista. Mentre Semka astraeva per mezzo dell’immaginazione, continuando il parallelismo musicale, come per il famoso pianista-compositore Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov, per cui le architetture emotivo-affettive erano sovrastate da quelle cognitive; nell’ espressione riportata dallo stesso Korsakov “montavo e smontavo orologi e simultaneamente buttavo giù note”. Pertanto, continua Bottiglieri, lungo la crescenza, la nascita e sviluppo del pensiero non proviene sempre dal piacere, ma anche semplicemente dal saper fare qualcosa per mezzo di capacità innate, attitudini, nebule montessoriane. Lungo un odierno collettivo s-collegato e dis-educato, dove già da anni si respira la manifestazione di una sua putrefazione morale e civica, data anche da una sempiterna esalazione di veleni psichici quali: egocentrismo ed egoismo a pioggia e mancanza di riconoscimento dell’ altro, rispettando la firma di quel patto educativo di corresponsabilità contestualmente all’ iscrizione a Scuola, genitori ed istituti di ogni grado attraverso maestri compassionevoli, misericordiosi e pazienti ed last but not least empatici, dovrebbero essere in grado di ritrovare quel Fedka o Semka che Tolstoj tanto ammirava. Educazione spontanea come il disordine delle prime paroline messe su carta da questi allievi che anche se semi-analfabeti, producevano già canzoni. Educazione funzionale al funzionamento stesso del pensiero rispetto che; alzare la voce, enciclopedismo di programmazioni ministeriali a piè sospinto, sussidi tecnologici come i visori per la realtà aumentata e chatgpt di sorta. </p>
<p>Rischieremmo il tradimento stesso del corpo e della sua appercezione più onesta. In questa società, conclude Bottiglieri, quasi del tutto priva di immagini, di anima, dove l’archetipo del nostro bambino piange incompreso, si dimena dal grande incoerente ed affastellato alla rinfusa di qua e di la; fra la rabbia che non è l’aggressività e la paura che non assomiglia minimamente all’ angoscia. Ma se dobbiamo proprio rispettare veramente e sinceramente quel patto educativo, suggelliamolo insieme con l’educazione emotiva. Lì dove onestamente viva lungo la nostra fibra, giacchè non tutti la possiedono”.</p>
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		<title>Catia Pulice (Amministratore unico Al Business): sicurezza sul lavoro, obblighi e responsabilità</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/catia-pulice-amministratore-unico-al-business-sicurezza-sul-lavoro-obblighi-e-responsabilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Apr 2024 07:50:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con lo slogan ‘Adesso Basta’ si è tenuto lo sciopero generale, proclamato dai sindacati con iniziative in tutto il territorio. Una mobilitazione indetta a sostegno delle comuni rivendicazioni, a cui hanno aderito centinaia di lavoratori e di lavoratrici. Tutti, armati di bandiera, si sono riversati in piazza per chiedere serie contromisure contro le morti sul [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con lo slogan ‘Adesso Basta’ si è tenuto lo sciopero generale, proclamato dai sindacati con iniziative in tutto il territorio. Una mobilitazione indetta a sostegno delle comuni rivendicazioni, a cui hanno aderito centinaia di lavoratori e di lavoratrici. Tutti, armati di bandiera, si sono riversati in piazza per chiedere serie contromisure contro le morti sul lavoro. Una questione importante, che si ripropone tutte le volte che accadono incidenti tragici. A sottolinearlo &#8211; con veemenza e preoccupazione, Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi -. Gli incidenti avvenuti in questi ultimi giorni a Milano, a Piacenza, a Trieste, in Molise e in tantissime altre città italiane &#8211; sottolinea Guzzi &#8211; raccontano una realtà difficile e piuttosto problematica. </p>
<p>Nonostante i progressi nelle normative e nelle politiche di sicurezza, l’incidenza di incidenti sul lavoro rimane una questione complessa e allarmante, che richiede, come sempre asserito, risposte immediate e ben coordinate. I dati continuano a confermare la problematicità della di una questione che non accenna a migliorare. Nel mese di gennaio sono accaduti complessivamente 45 infortuni sul lavoro: 33 gli infortuni mortali, 12 quelli in itinere. A finire in zona rossa, evidenzia l’imprenditore lametino, sono: Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Umbria, Abbruzzo e Calabria. Altre regioni, in zona arancione e zona gialla. Poche, in zona bianca. L’analisi territoriale evidenzia una crescita delle denunce di infortunio in tutte le aree del Paese. Il Governo rivendica massimo impegno, ma è necessario che gli interventi siano veloci, costanti, efficienti. </p>
<p>Dello stesso avviso la dottoressa Catia Pulice, Amministratore Unico di Al Business, nota società di consulenza che opera a Lamezia Terme, nel settore della sicurezza nei luoghi di lavoro, della formazione, dell’ambiente, e del marketing, per la quale “bisogna garantire un ambiente lavorativo sicuro, informare e formare, adeguatamente, i lavoratori, vigilare scrupolosamente e verificare che vengano rispettate le norme antinfortunistiche, redigere, correttamente, la documentazione obbligatoria relativa alla sicurezza sul lavoro. Tanti sono gli obblighi, e tante le responsabilità. E’ necessario &#8211; conclude Pulice -, che oltre alle regole e ai diritti, vengano rafforzati gli organismi di controllo e di ispezione, in modo che la questione della sicurezza, diritto inalienabile, diventi perno centrale di tutte le aziende.</p>
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		<item>
		<title>Sebastiano Guzzi (Unilavoro Pmi), sicurezza sul lavoro: &#8220;tragedie annunciate&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sebastiano-guzzi-unilavoro-pmi-sicurezza-sul-lavoro-tragedie-annunciate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Notarianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Feb 2024 10:16:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[Guzzi]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza sul lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un&#8217;azienda della zona artigianale di Novi di Modena, è stata teatro di un infortunio mortale. E&#8217; accaduto qualche giorno fa, intorno alle ore 15.40, quando un uomo di 69 anni è precipitato dal tetto del capannone. La vittima, apparsa subito in condizioni gravi è stata prontamente soccorsa. Sul posto sono intervenute ambulanza e automedica da [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;azienda della zona artigianale di Novi di Modena, è stata teatro di un infortunio mortale. E&#8217; accaduto qualche giorno fa, intorno alle ore 15.40, quando un uomo di 69 anni è precipitato dal tetto del capannone. La vittima, apparsa subito in condizioni gravi è stata prontamente soccorsa. Sul posto sono intervenute ambulanza e automedica da Mirandola, oltre all&#8217;elisoccorso fatto arrivare da Parma. Ogni tentativo di rianimare il 69enne, Aniello Esposito, residente a Concordia, si è rivelato vano. Questo ennesimo incidente, evidenzia Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi, riaccende i riflettori su una delle questioni sociali più importanti: la sicurezza sul lavoro. Solo dall’inizio dell’anno, nel modenese, si contano già 3 vittime. Numeri preoccupanti che seguono il pessimo trend registrato nel 2023.</p>
<p>Senza contare gli infortuni, che hanno sfiorato quota 14mila. Una fotografia drammatica che racconta tragedie annunciate. Il numero delle persone che hanno perso la vita nel 2023 è preoccupante. Al di là delle dinamiche degli incidenti è del tutto evidente, sottolinea Guzzi, che non si fa abbastanza per garantire la vita e la salute dei lavoratori. Negli ultimi mesi, le sezioni di cronaca hanno riportato, con cadenza quasi settimanale, i decessi, gli incidenti e gli infortuni avvenuti durante lo svolgimento delle attività lavorative. Tantissimi casi. A temere che la lista si allunghi, la Dottoressa Catia Pulice, Amministratore Unico di Al Business, nota società di consulenza che opera, a Lamezia Terme, nel settore della sicurezza nei luoghi di lavoro, della formazione, dell’ambiente, e del marketing.</p>
<p><strong>Il bilancio infortunistico </strong><em>ci fa comprendere che non si fa ancora abbastanza. Indignarsi, come accade quotidianamente, non è sufficiente. Occorre fare opportune valutazioni ed agire con determinazione. Le norme ci sono e vanno rispettate. Sempre e con estremo rigore. La sicurezza sul lavoro, rimarca Pulice, non è solo tutela della salute, ma cultura della formazione, dell’organizzazione, della pianificazione. Bisogna concretizzare gli impegni, informare, adottare soluzioni adeguate, potenziare la formazione, rafforzare i controlli, promuovere una maggiore sensibilizzazione di lavoratori e imprese.  Servono, conclude Pulice, azioni forti e condivise. </em>Promuovere la salute e la sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro significa attivare misure adeguate e azioni positive che permettano al lavoratore, e anche al cittadino, di acquisire comportamenti sani e sicuri in tutti gli ambienti. Morire sul lavoro non è un triste destino, ma il risultato di un sistema inefficiente.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Cultura della sicurezza sul lavoro. Unilavoro PMI: iniziative e progetti</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cultura-della-sicurezza-sul-lavoro-unilavoro-pmi-iniziative-e-progetti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2022 10:04:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[Al Business]]></category>
		<category><![CDATA[Catia Pulice]]></category>
		<category><![CDATA[LameziaTerme]]></category>
		<category><![CDATA[Sebastiano Guzzi]]></category>
		<category><![CDATA[Unilavoro Pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I grandi cambiamenti avvenuti negli ultimi anni, hanno avuto notevoli ripercussioni sulla salute e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. I dati, sconcertanti, mettono in luce una realtà drastica. A ridosso di tutti gli eventi tragici, che hanno segnato profondamente questo lunghissimo periodo, e che incombono, come un macigno, sulla coscienza generale, s’insinua la necessità, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/cultura-della-sicurezza-sul-lavoro-unilavoro-pmi-iniziative-e-progetti/">Cultura della sicurezza sul lavoro. Unilavoro PMI: iniziative e progetti</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I grandi cambiamenti avvenuti negli ultimi anni, hanno avuto notevoli ripercussioni sulla salute e sulla<strong> sicurezza nei luoghi di lavoro</strong>. I <strong>dati, sconcertanti</strong>, mettono in luce una realtà drastica. A ridosso di tutti gli eventi tragici, che hanno segnato profondamente questo lunghissimo periodo, e che incombono, come un macigno, sulla coscienza generale, s’insinua la necessità, impellente, di sviluppare e sedimentare un’adeguata cultura della sicurezza. A sottolinearlo, con veemenza, è <strong>Sebastiano Guzzi</strong>, Vice Presidente Nazionale <strong>Unilavoro Pmi</strong>. Occorre far leva sulla formazione e sull’informazione. La cultura della sicurezza, evidenzia, non deve essere considerata un insieme di principi astratti, difficilmente applicabili, ma un sistema unitario di più elementi e di processi organizzativi in cui si attuano principi, regole, idee, pratiche professionali, norme scritte, convenzioni informali, modi di pensare, concetti e criteri utili a percepire ed affrontare rischi sui luoghi di lavoro. Unilavoro Pmi, che da sempre si occupa di queste tematiche, intende promuovere nuove iniziative e validi progetti utili alla diffusione della Cultura della Sicurezza.</p>
<p>Partendo dalla necessità che<strong> tale cultura debba essere divulgata ovunque</strong>, sta ideando programmi personalizzati, destinati ad ambiti differenti. Per lavorare in un ambiente sicuro, sottolinea Guzzi, bisogna rispettare e far rispettare <strong>regole precise</strong>. A prescindere dal settore in cui si opera, è importante poter garantire ai lavoratori un luogo di lavoro sicuro, cercando di ridurre al minimo, l’esposizione a rischi collegati a incidenti, infortuni o malattie professionali. La questione della sicurezza, aggiunge, deve essere il perno centrale di ogni azienda che vuole lavorare in modo serio, organizzato e sicuro. Regole e diritti quindi, ma non solo. Vanno altresì rafforzati, con rigore e costanza, gli organismi di controllo e di ispezione. Dello stesso avviso la <strong>Dott.ssa Catia Pulice</strong>, Amministratore Unico di<strong> Al Business</strong>, nota società di consulenza che opera a<strong> Lamezia Terme</strong> e in tutta Italia, nel settore della Sicurezza nei luoghi di lavoro, dell’ambiente, della formazione e del marketing.</p>
<p>Credo anch’io, premette Pulice, nella necessità di trasmettere, ovunque, valide informazioni, e la necessità di fornire tutti gli strumenti utili ad approfondire una tematica di tale portata. Il verificarsi di<strong> incidenti</strong>,<strong> alcuni molto gravi o mortali</strong>, è spesso strettamente connesso ad una mancata o scarsa cultura della sicurezza in ambito lavorativo.  E’ necessario, pertanto, rimarca Pulice, sviluppare un sistema organizzativo che sia capace di penetrare nell’organizzazione aziendale e in tutti gli ambiti di interesse, in modo che certi concetti e certe nozioni diventino elementi imprescindibili di un sistema unico e condiviso. Per poter sviluppare al meglio, e <strong>diffondere la cultura della sicurezza</strong>, conclude Guzzi, è necessario, tra tante cose, programmare una formazione partecipata e periodica a tutti i livelli, e come sottolineava la Dott.ssa Pulice, destinata a tutti gli ambiti. Unilavoro Pmi, che si avvale di figure professionali molto serie e competenti darà vita ad una serie di iniziative, valide e propositive, che si concretizzeranno in progetti personalizzati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/cultura-della-sicurezza-sul-lavoro-unilavoro-pmi-iniziative-e-progetti/">Cultura della sicurezza sul lavoro. Unilavoro PMI: iniziative e progetti</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Incidenti sui luoghi di lavoro, strage continua: “Una ferita sociale” che non trova facili soluzioni</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/incidenti-sui-luoghi-di-lavoro-strage-continua-una-ferita-sociale-che-non-trova-facili-soluzioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Aug 2022 16:20:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Al Business]]></category>
		<category><![CDATA[Catia Pulice]]></category>
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		<category><![CDATA[Sebastiano Guzzi]]></category>
		<category><![CDATA[Unilavoro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=194698</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ennesima tragedia sul lavoro. Qualche giorno fa, un operaio di 48 anni ha perso la vita mentre controllava che le transenne del cantiere dove lavorava fossero sistemate bene sulla strada. E’ stato un attimo. Pochi minuti ed è stato travolto da un camion. E’ morto cosi, un uomo di soli 48 anni, mentre si trovava [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ennesima tragedia sul lavoro. Qualche giorno fa, un operaio di 48 anni ha perso la vita mentre controllava che le transenne del cantiere dove lavorava fossero sistemate bene sulla strada. E’ stato un attimo. Pochi minuti ed è stato travolto da un camion. E’ morto cosi, un uomo di soli 48 anni, mentre si trovava sul cantiere, a Chiazzano, nella periferia di Pistoia. Secondo una prima ricostruzione, pare che l’uomo, intorno all’ora di pranzo, stesse controllando le transenne stradali che delimitano l’area di lavoro. Un’operazione semplice e di routine, utile a garantire la sicurezza stradale. Un momento e il giovane uomo è stato travolto da un camion che transitava su quella strada. </p>
<p>Quest’altro gravissimo incidente avvenuto sul luogo di lavoro &#8211; sottolinea Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi &#8211; , accresce il numero delle vittime. Gli incidenti sul lavoro, continua Guzzi, sono “una ferita sociale” che non trova facili soluzioni. Il 2021 ha registrato dati allarmanti rispetto al 2020. L’aumento è stato quasi del 15%. Gli infortuni mortali denunciati nei primi mesi dell’anno sono stati 912 per gli uomini e 30 per le donne. Nonostante il Testo Unico sulla Sicurezza rappresenti una guida chiara e rigorosa sulla questione, prosegue Guzzi, risulta evidente che in Italia la situazione degli infortuni sembra non trovare soluzioni valide, efficaci, adeguate. </p>
<p>A temere che la lista si allunghi, la Dottoressa Catia Pulice, Amministratore Unico di &#8216;Al Business&#8217;, nota società di consulenza che opera nel settore della sicurezza nei luoghi di lavoro, della formazione, dell’ambiente, e del marketing. Ad oggi, in Italia, gli incidenti sui luoghi di lavoro avvengono principalmente per mancata informazione e formazione del personale, a causa di macchinari privi delle idonee misure di sicurezza, in assenza dell’apposita cartellonistica, per inosservanza della normativa, per mancato controllo, quando le attività lavorative si svolgono in strutture o locali che non sono a norma, ma anche, tra tante altre cause, in caso di forte stress, dovuto, spesso, allo sforzo di lavorare al caldo e sotto il sole.  </p>
<p>Il lavoro che si svolge nei giorni di agosto, evidenzia Pulice, è estremamente pesante e piuttosto difficile. Soprattutto per gli operai che sono esposti a temperature che possono arrivare fino ai 35 gradi. Secondo le ultime stime, salgono notevolmente le possibilità di cali dell’attenzione e, di conseguenza, di infortuni o nel peggiore dei casi, di incidenti mortali. Che cosa si può fare? Le soluzioni ci sono e sono anche molto valide. Bisogna attenersi scrupolosamente alle direttive indicate nella Normativa e puntare sulla formazione. Gran parte degli infortuni gravi sono dovuti a mancata valutazione del rischio e mancata formazione. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto &#8211; conclude Pulice &#8211; bisogna riflettere su una realtà sconcertante: esiste un falso mercato della formazione con soggetti incoscienti e senza scrupoli che consegnano certificazioni fittizie, e società, ambigue e poco professionali, che vendono corsi teorici in una logica di massimo profitto. Inconcepibile e di una gravità paradossale e aberrante.</p>
<p>Sicuramente, è necessario, sottolinea ancora Guzzi, un maggiore controllo e una maggiore e più completa formazione, da estendere anche ai datori di lavoro. Oltre a questo, un sistema più severo di sospensione delle attività. Trovo assurdo, conclude Guzzi, che continuino a verificarsi tragedie di tale portata, soprattutto in un periodo come questo in cui l’edilizia sta vivendo un nuovo, importantissimo impulso occupazionale. Ora più che mai bisogna adottare, e mettere in pratica, i principi fondamentali che regolano la legge sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Unilavoro Pmi ne ha sempre parlato e continuerà a farlo, con l’obiettivo di divulgare, e trasmettere, con tutti mezzi a sua disposizione, la cultura della sicurezza e della prevenzione. </p>
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		<title>Donne e lavoro. Disoccupazione femminile: la pandemia ha allargato il divario di genere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 May 2022 09:58:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La pandemia da Covid-19 ha esacerbato i problemi di disuguaglianza di genere esistenti, da tempo, nel mercato del lavoro italiano. A sottolinearlo, è Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi, il quale, dimostra, da sempre un forte interesse per questo fenomeno complesso. La crisi del Covid-19, evidenzia Guzzi, ha generato una recessione globale senza precedenti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La pandemia da Covid-19 ha esacerbato i problemi di disuguaglianza di genere esistenti, da tempo, nel mercato del lavoro italiano. A sottolinearlo, è <em>Sebastiano Guzzi</em>, Vice Presidente Nazionale <strong>Unilavoro Pmi</strong>, il quale, dimostra, da sempre un forte interesse per questo fenomeno complesso. La crisi del Covid-19, evidenzia Guzzi, ha generato una recessione globale senza precedenti storici, per ampiezza e diffusione, ed è stata decisamente la peggiore dal dopoguerra a oggi. La crisi, che ha risparmiato alcuni settori e ne ha colpiti altri, si è scaraventata, impetuosamente, sulle donne, che hanno pagato lo scotto più duro. Secondo la ricerca del FMI &#8220;She-Cession: The Employment Penalty of Taking Care of Young Children&#8221;, che ha analizzato da aprile a dicembre 2020 i<strong> dati mensili dell’occupazione</strong> negli Stati Uniti, è emerso che alcune donne, rispetto ad altre, sono state fortemente penalizzate.</p>
<p>Si legge, infatti, che<strong> le madri di bambini sotto i 12 anni</strong> e con livello di istruzione basso, rappresentano la tipologia di lavoratori maggiormente colpiti dalla crisi. Non solo queste, ma anche le madri non laureate e quelle di colore. Queste, oltre ad aver perso il lavoro durante la pandemia, faticano, attualmente, a trovarne uno nuovo. La ricerca statunitense non si è limitata a rilevare problematiche presenti negli Stati Uniti, ma anche negli altri paesi, Italia compresa. Qui, la pandemia ha acuito, in modo severo, i divari preesistenti nel mercato del lavoro, primo tra tutti quelli di genere. I dati rilevati e pubblicati da Eurostat nel 2020 e quelli rilevati dall’Ispettorato del lavoro, continua<em> Guzzi</em>, sono <strong>allarmanti e davvero poco degni</strong> di un paese civile e moderno. Dati che riguardano soprattutto le donne e le madri, vittime di una cultura che continua a confinarle in ruoli e posizioni prestabilite. Le donne, prosegue <em>Guzzi</em>, hanno sempre dimostrato ingegnose capacità organizzative e collaborative. Molte sono riuscite ad ottenere meriti e posizioni di rilievo. Altre, purtroppo, continuano a pagare i danni di politiche inadeguate. A differenza del passato, conclude<em> Guzzi</em>, sono sicuramente più presenti anche nel mondo del lavoro e nelle istituzioni, ma il potere, inteso come potere decisionale e di leadership, resta per loro un miraggio.</p>
<p>Il fenomeno, sottolinea la dottoressa <strong>Catia Pulice</strong>, Amministratore Unico Di <strong>Al Business</strong> e Vicepresidente di Unilavoro PMI Modena, che merita<strong> scrupolosa attenzione</strong>, è strettamente connesso al ruolo che la donna ha sempre ricoperto, nonostante il notevole cambiamento culturale che si è concretizzato nel tempo. Particolarmente critici i dati relativi alle donne giovani e alle madri. Problemi significativi e imponenti, che esigono soluzioni adeguate e in tempi brevi. Come Associazione Nazionale, alcuni mesi fa, conclude Pulice, abbiamo<strong> presentato all’XI Commissione Lavoro del Senato</strong>, una serie di proposte che vanno dal costo della maternità a carico dello Stato al 100%, alle agevolazioni per le filiere che presentano, nel proprio organico, un numero significativo di lavoratrici, fino alla stipulazione di uno sgravio fiscale che incentivi l’assunzione di personale che sostituisca le lavoratrici in maternità. <strong>Siamo fiduciosi</strong>.</p>
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		<title>Guzzi (Unilavoro Pmi): la strage di lavoratori ha numeri paragonabili a un bollettino di guerra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Apr 2022 09:57:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Al Business]]></category>
		<category><![CDATA[Catia Pulice]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata Mondiale Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[incidente operaio farnesina]]></category>
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		<category><![CDATA[Sicurezza sul lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’incidente di ieri, avvenuto nella giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro, in cui ha perso la vita un giovane operaio, riaccende i riflettori su una delle questioni più importanti su cui da sempre si fa leva: la sicurezza sui luoghi di lavoro. Un incidente mortale, su cui i sindacalisti hanno focalizzato la massima attenzione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’<strong>incidente di ieri</strong>, avvenuto nella giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro, in cui ha perso la vita un giovane operaio, riaccende i riflettori su una delle questioni più importanti su cui da sempre si fa leva: la sicurezza sui luoghi di lavoro. Un incidente mortale, su cui i sindacalisti hanno focalizzato la massima attenzione poiché, si legge, essere avvenuto non in un cantiere edile abusivo, non in una qualsiasi azienda agricola poco soggetta ai controlli, né in una fabbrica in cui il profitto è più importante della sicurezza, ma all’interno di un Ministero di Roma, luogo che, nell’immaginario collettivo, rappresenta un regno sicuro e controllato. Proprio così.</p>
<p>Questo <strong>giovane ragazzo</strong> di cui per molte ore si erano perse le tracce, stava svolgendo un intervento di manutenzione nel <strong>palazzo centrale della Farnesina</strong>, l&#8217;ipotesi è che l’operaio, manutentore al ministero degli Esteri dal 2018, sia <strong>rimasto schiacciato</strong> dall’ascensore che stava riparando. Un<strong> fatto tragico</strong> sottolinea <strong>Sebastiano Guzzi</strong>, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi, che richiede un interesse scrupoloso e costante, e che esige un’indagine analitica e circostanziata. Non è possibile, lo evidenziamo da sempre, che accadano, costantemente, incidenti di tale portata. Gravi e ingiustificabili. La strage di lavoratori nel nostro paese ha numeri paragonabili a un bollettino di guerra. E’ inconcepibile. La sicurezza sul lavoro, continua Guzzi, è una questione importante che richiede un certo interesse. Chiediamo, da sempre, alle istituzioni, di intensificare i controlli, di rafforzare la formazione, di potenziare e divulgare, con ogni mezzo, la cultura della sicurezza.</p>
<p>Dello stesso avviso la dottoressa <strong>Catia Pulice</strong>, Amministratore Unico di Al Business, nota società di consulenza che opera a Lamezia Terme, nel <strong>settore della sicurezza</strong> nei luoghi di lavoro, della formazione, dell’ambiente, e del marketing, la quale “promuovere la cultura della sicurezza richiede tempo, costanza e determinazione, ma è opportuno intraprendere questo percorso”. Non è possibile, aggiunge, che in un paese civile, debbano avvenire, costantemente, tragedie di tale portata. Questi incidenti avvengono con una regolarità sconcertante. Un sipario triste che non è assolutamente degno di un Paese civile. Continuiamo a chiedere, conclude Pulice, che oltre alle regole e ai diritti, vengano rafforzati gli organismi di controllo e di ispezione in modo che la questione della sicurezza, diventi perno centrale di tutte le aziende.</p>
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		<title>Catia Pulice (Al Business): il bilancio degli incidenti sui luoghi di lavoro si aggrava</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/catia-pulice-al-business-il-bilancio-degli-incidenti-sui-luoghi-di-lavoro-si-aggrava/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Mar 2022 10:57:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[Al Business]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre la famiglia di Luana D&#8217;Orazio, giovane operaia di 22 anni inghiottita da un macchinario tessile lo scorso 3 maggio a Prato, continua a chiedere giustizia, la lista delle morti bianche diventa sempre più lunga e preoccupante. Il nuovo anno, evidenzia con sgomento, Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi, che doveva essere inizio di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre la famiglia di <strong>Luana D&#8217;Orazio</strong>, giovane operaia di<strong> 22 anni</strong> inghiottita da un macchinario tessile lo scorso 3 maggio a Prato, continua a chiedere giustizia, la lista delle morti bianche diventa sempre più lunga e preoccupante. Il nuovo anno, evidenzia con sgomento, <strong>Sebastiano Guzzi</strong>, Vice Presidente Nazionale <strong>Unilavoro Pmi</strong>, che doveva essere inizio di ripresa e di rinascita, ha assistito, come i precedenti, a nuove e sconvolgenti tragedie. L&#8217;analisi territoriale evidenzia un incremento delle denunce di infortunio in tutte le aree del Paese: più consistente nel Nord-Ovest (+79,7%), seguito da<strong> Sud (+53,5%)</strong>, Centro (+36,6%), Isole (+32,0%) e Nord-Est (+22,0%). Gli infortuni sul lavoro con esito mortale presentati all&#8217;Istituto nel mese di gennaio 2022 sono stati 46, cinque in più rispetto alle 41 denunce registrate nel primo mese del 2021.</p>
<p><strong>Il gennaio più nero</strong> è stato quello del 2020 con<strong> 52 lavoratori morti</strong>. Numeri allarmanti, che, rende noto Guzzi, hanno investito, in modo drammatico, anche i mesi successivi. L’ultimo incidente, si è verificato ieri.  Un giovane operaio di 29 anni, originario di Martina Franca, mentre stava effettuando delle manovre di scarico in un impianto fotovoltaico, ha urtato un cavo dell’alta tensione ed è rimasto tragicamente folgorato. Questo incidente, come tutti gli altri, non rimane un caso isolato. Nei giorni precedenti infatti, ne sono stati registrati altri due, uno nel mantovano e l’altro in provincia di Pavia.<strong> Dal 22 al 25 marzo se ne sono registrati ben 11</strong>. Di questo passo, sottolinea Guzzi, anche nel 2022 si registreranno più di mille morti sul lavoro. Non è una semplice previsione, ma quasi una certezza, considerando che da inizio anno si sono verificati già 279 incidenti mortali sui luoghi di lavoro. Se non verranno presi seri provvedimenti potremo arrivare a toccare i 1.221 morti del 2021, vale a dire circa tre vittime al giorno. Non è possibile, rimarca Guzzi, che in un Paese civile, accadano queste terribili tragedie.</p>
<p><strong>Una situazione incresciosa, assurda e inconcepibile</strong>. Bisogna intervenire tempestivamente e in modo adeguato. Gli infortuni sul lavoro, evidenzia Guzzi, sono spesso legati alla mancata prevenzione, all&#8217;assenza di protezioni adeguate, all&#8217;inadeguata gestione degli impianti e delle attrezzature e alla sottovalutazione dei rischi. Come intervenire? Sicuramente puntando sulla prevenzione e sui controlli. Sarebbe utile rafforzare l’ispettorato, intensificare in modo incisivo e costantemente i controlli, introdurre sanzioni tempestive e soprattutto più rigorose. Bisogna, altresì, ribadisce Guzzi, accrescere la cultura della sicurezza ad ogni livello e in tutti gli ambiti. Dello stesso avviso la<strong> Dott.ssa Catia Pulice</strong>, Amministratore Unico di Al Business, nota società di consulenza che opera a Lamezia Terme, nel settore della<strong> sicurezza nei luoghi di lavoro</strong>, della formazione, dell’ambiente, e del marketing, la quale ribadisce “parlare di sicurezza sui luoghi di lavoro non è mai abbastanza. Questo stillicidio, sottolinea, non è assolutamente degno di un Paese civile. Il bilancio degli infortuni sui luoghi di lavoro si aggrava sempre di più. Trovo assurdo e inconcepibile, continua, questo mancato senso di responsabilità. La questione della sicurezza, aggiunge, deve essere il perno centrale di ogni azienda che vuole lavorare in modo serio, organizzato e sicuro. Regole e diritti quindi, ma non solo. Vanno altresì rafforzati gli organismi di controllo e di ispezione. Prevenzione, informazione, aggiornamento e formazione devono diventare obiettivo fondamentale e prioritario.</p>
<p><strong>Morire sul lavoro</strong>, continua Pulice, <strong>non è un triste destino</strong>, ma il risultato di un sistema inefficiente. Queste morti, annunciate, avvengono purtroppo con una regolarità sconcertante. E’ necessario porre fine a queste tragedie intervenendo adeguatamente e in tempi brevi. Per lavorare in un ambiente sicuro, dove la salute dei lavoratori non sia a rischio, conclude Guzzi, bisogna rispettare e far rispettare regole precise. A prescindere dal settore in cui si opera, è importante poter garantire ai lavoratori un luogo di lavoro sicuro, cercando di ridurre al minimo l’esposizione a rischi collegati a incidenti, infortuni o malattie professionali.</p>
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		<title>Sicurezza sul lavoro, Catia Pulice (Al Business): Incidenti sui luoghi di lavoro sono aumentati in modo esponenziale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Feb 2022 14:28:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Al Business]]></category>
		<category><![CDATA[Catia Pulice]]></category>
		<category><![CDATA[Guzzi]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Azzerare gli infortuni sul lavoro è l’obiettivo prioritario a cui tutti aspirano. Soprattutto nel settore edile. Nel 2018, il più recente anno di rilevazione, la media di incidenti segnalati nel comparto edile nei paesi dell’UE è risultata tre volte superiore rispetto alla media di tutti gli altri settori. Secondo l’Health and Safety Executive, ente governativo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Azzerare gli infortuni sul lavoro è l’obiettivo prioritario a cui tutti aspirano. Soprattutto nel settore edile. Nel 2018, il più recente anno di rilevazione, la media di incidenti segnalati nel comparto edile nei paesi dell’UE è risultata tre volte superiore rispetto alla media di tutti gli altri settori. Secondo l’Health and Safety Executive, ente governativo britannico che promuove e tutela la salute e la sicurezza sul lavoro, si legge, il numero di decessi registrato nei cantieri edili del Regno Unito tra aprile 2020 e aprile 2021 è stato pari a 39, ossia più di un quarto rispetto al numero complessivo di incidenti mortali segnalati a livello nazionale (142). La media per il settore edile supera di ben quattro volte quella di tutti gli altri comparti produttivi. </p>
<p>&#8220;Dati sconcertanti &#8211; sottolinea Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi- gli elevati tassi di mortalità e infortuni nel settore edile a livello globale, prosegue Guzzi, sono imputabili soprattutto alla pericolosità intrinseca del lavoro in cantiere, ma anche alla difficoltà di applicare controlli a contesti lavorativi in continuo cambiamento. Garantire la sicurezza dei cantieri edili è certamente una priorità, ma è anche vero, continua Guzzi, che i rischi per la salute sono tantissimi e si rilevano soprattutto in questo settore. Non solo morti e incidenti, ma anche altre conseguenze. Gli addetti ai lavori rischiano di contrarre malattie debilitanti, dalla dermatite causata dalla movimentazione di cemento fresco, alla perdita di udito dovuta al rumore degli strumenti ad alimentazione forzata d’aria. Contenere tutti questi rischi e massimizzare i livelli di salute e sicurezza in ambito edile è una priorità, che richiede una formazione efficace e partecipativa, e dispositivi adeguati. Questi sono i principali elementi che consentono di realizzare e mantenere un’organizzazione ineccepibile e responsabile!.</p>
<p>&#8220;Il lavoro nei cantieri- evidenzia la dottoressa Catia Pulice Amministratore Unico Di &#8216;Al Business&#8217; &#8211; resta tra i più pericolosi, faticosi e usuranti, con una percentuale molto alta di infortuni. Nessun incidente avviene per caso, ma è sempre il risultato finale di scarsa formazione, o di mancanza di investimenti, o di imprenditori che ricorrono a contratti collettivi in dumping. Succede anche, continua Pulice, che a prendere e gestire   un appalto siano imprese poco strutturate, che non vantano di importanti modalità di lavoro e perciò anche incapaci di offrire elevati livelli di qualità e di sicurezza. Ritengo necessario, e lo ribadisco da sempre, che oltre a favorire campagne sulla prevenzione e sulla formazione, vengano aumentati i poteri ispettivi e le sanzioni&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il tessuto produttivo- conclude Guzzi- è costituito da tantissime imprese, di piccole e medie dimensioni, quindi serve un sistema che non determini soltanto un maggior controllo, ma anche assistenza per far rispettare le norme e per la formazione di cui abbiamo bisogno. Qualità del lavoro, salute e sicurezza, devono diventare priorità nazionali&#8221;.</p>
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