«È necessario e urgente uno scostamento di bilancio, in modo da garantire in tempi rapidi la proroga della cassa integrazione Covid e adeguati ristori alle attività già ferme o che dovranno chiudere per via delle restrizioni che il governo ha già decretato o dovesse disporre». Lo afferma, in una nota, il deputato M5S Giuseppe d’Ippolito, che prosegue: «Il Movimento 5 Stelle aveva già espresso questa priorità, nella dichiarazione di voto della legge di Bilancio e anche dopo. La tutela della salute – conclude D’Ippolito – va assicurata insieme alla salvaguardia delle imprese, dell’economia e delle famiglie. Confidiamo nella responsabilità dell’esecutivo, cui chiediamo di procedere da subito in questa direzione».
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Artigianato: pagati quasi 4 milioni di euro di casse integrazioni ai calabresi
Ammonta a quasi 4 milioni di euro la cifra per la Calabria bonificata ad oltre sei mila lavoratori che da mesi attendevano la cassa integrazione degli ultimi mesi del 2020. Dopo mesi di ritardi, solleciti e lettere delle parti sociali, Banca d’Italia ha sbloccato ed erogato dai fondi per l’artigianato la cospicua somma attingendo al fondo FSBA (Fondo di Soldiarietà Bilaterale per l’Artigianato).
«Siamo lieti di poter dare ai lavoratori una boccata d’ossigeno» ha commentato a caldo Giovanni Aricò, Presidente di EBAC Calabria, l’Ente che per il territorio regionale istruisce le domande presentate dalle imprese al Fondo FSBA.«Attendevamo queste risorse da settimane – spiega Aricò – avendo più volte chiesto come parti sociali ai ministeri competenti di sensibilizzare l’organo burocratico a velocizzare le procedure, perché imprese, ma soprattutto lavoratori, non possono attendere per mesi una cassa integrazione stanziata già con i decreti di agosto e novembre. Il Fondo FSBA insieme a tutti i territori regionali – continua il presidente – ha lavorato intensamente in questi mesi per accorciare i tempi di lavorazione delle domande, ma ogni sforzo è reso vano se poi i soldi non arrivano per mandare in liquidazione gli ordini di pagamento. Con queste ulteriori somme pervenute oggi, i dipendenti delle imprese artigiane calabresi, hanno ricevuto per l’anno 2020 oltre 35 milioni di euro».
«In queste settimane – afferma il vicepresidente EBAC Michele Gigliotti – siamo stati contattati come rappresentanza sindacale, da tantissimi lavoratori che chiedevano informazioni sulle tempistiche di pagamento. Oggi per fortuna possiamo annunciare la notizia, ma questo non ci fa abbassare l’attenzione: stiamo già insistendo come Cda a livello regionale e come parti sociali a livello nazionale, affinché per le prossime tranche i ministeri competenti, accelerino le procedure».
«Come già detto e annunciato in più occasioni – sottolinea Gigliotti – noi siamo a favore di una riforma incisiva degli ammortizzatori sociali, che preveda un ammortizzatore universale, ma di certo non unico. I comparti sono diversi ed ognuno caratterizzato da peculiarità specifiche. L’artigianato ha dimostrato di saper gestire con efficienza e flessibilità la cassa integrazione e spesso anche meglio rispetto ad altri strumenti, occorre valorizzare le buone prassi e dare i giusti riconoscimenti».
Infine, il direttore EBAC Calabria Andrea Monteleone conferma che a livello operativo l’ufficio alle ore 15 di oggi aveva già ultimato le operazioni di pagamento per un impegno pari ad euro 3.914.063,53. «In queste settimane – dice Monteleone – abbiamo dato assistenza e supporto telefonici a imprese, consulenti e migliaia di lavoratori. Seppur tra molte difficoltà abbiamo cercato di confortare anche mediante una semplice telefonata chiunque chiamava per avere notizie in merito alle Cig che non arrivavano».
«Riteniamo come ufficio, che sia giusto dare il supporto necessario non solo ai tecnici che assistono le imprese nella presentazione delle domande, ma anche e soprattutto ai lavoratori che hanno necessità di conoscere i tempi per far fronte alle proprie esigenze di bilancio familiare. Con soddisfazione – chiosa Monteleone – possiamo dire che oggi a quasi 6 mila lavoratori calabresi è stata data la notizia che attendevano». -

Cassa integrazione Covid, per Misiti (M5S): “Pagamenti Inps ottimali”
Catanzaro – “In totale, l’INPS ha gestito per quanto riguarda la Cassa integrazione Covid quasi 30 milioni di prestazioni dirette e indirette.
In particolare possiamo contare ben 3,7 milioni di lavoratori che hanno ricevuto pagamenti diretti.
I dati che l’Istituto ci fornisce sono assolutamente più che ottimali e denotano un lavoro importante da parte di tutto il personale impiegato e del presidente, Pasquale Tridico, che sta amministrando l’ente in questo periodo così complesso in termini di mole di lavoro e particolarità”.
A dichiararlo è Massimo Misiti, deputato M5S.
“Tra i dati più rilevanti – prosegue – vi è la percentuale dei pagamenti effettuati, infatti i trattamenti di integrazione salariale Covid pagati al 28 febbraio 2021 sono il 99,4 %.
Inoltre, il monitoraggio sulle prestazioni della cassa integrazione rileva autorizzazioni al 98,5%.
Sono dati questi che non possiamo di certo sottovalutare, figli anche di una semplificazione amministrativa che l’istituto ha messo in campo e che ha, di fatto, velocizzato e migliorato moltissime procedure.
Il servizio che l’Inps sta fornendo, così come attestano i numeri pervenuti dal report quindicinale sui dati Cig, è un servizio che dimostra un impegno significativo nell’affrontare l’ultimo anno di lavoro e il volume considerevole di richieste e di erogazioni effettuate”.
“Sono certo – conclude Misiti – che l’Inps continuerà, con la stessa correttezza dimostrata fino ad ora, a garantire agli italiani un servizio che, ad oggi, sta raggiungendo tutti gli obiettivi prestabiliti”. -

Fisascat Cisl: 1/4 delle ore Cigs ad aziende che non hanno perso fatturato per il Covid
La Fisascat Cisl punta il dito contro coloro che hanno richiesto la Cigs senza riduzione di fatturato o facendo lavorare i lavoratori.
“Oltre un quarto delle ore di cassa integrazione sono state richieste da imprese che non hanno subito una riduzione di fatturato a causa del Covid. Dati allarmanti e preoccupanti quelli calcolati dall’Ufficio parlamentare di bilancio adoperando un monitoraggio fatto dall’Inps e un check dell’Agenzia delle Entrate sulla fatturazione elettronica”.
Numeri che disegnano un quadro poco edificante del nostro Paese e di cui fanno parte anche le aziende che hanno messo solo formalmente in cassa integrazione i lavoratori, ma che di fatto, invece, hanno continuato a fare lavorare.
“Una vergogna ai danni dello Stato, ma anche di tutti coloro che, invece, sono stati esclusi dagli ammortizzatori sociali e sono rimasti a casa senza tutele, come ad esempio gli stagionali” afferma il segretario regionale Fisascat Cisl Fortunato Lo Papa.
“Non bisogna però dimenticare coloro che, invece, hanno dovuto raschiare il fondo della casse per cercare di rimanere a galla durante i mesi di lockdown e successivamente. Per questi la cassa integrazione costituisce un salvagente”. Ecco perché, continua il segretario, “esprimiamo la nostra solidarietà a chi ha dovuto ricorrere alla cigs e ricordiamo che con il Decreto Rilancio e quello Agosto è stato istituito il Fondo nuove competenze. Si tratta di 730 milioni di euro che offrono alle imprese uno strumento alternativo alla Cassa integrazione”.
“Attivando il Fondo – spiega il sindacalista – i lavoratori rientrano in azienda e il loro orario di lavoro può essere rimodulato nell’ottica di dedicarne una parte a corsi di formazione che consentano loro di accrescere le proprie competenze e dare valore aggiunto all’impresa”.
“La Fisascat Cisl – conclude – offre la propria disponibilità a sostenere ed accompagnare in questo nuovo ed innovativo percorso che valorizza il lavoratore e rinvigorisce la sua dignità, anziché farlo sentire un peso e permette di creare percorsi di crescita e sviluppo. Opportunità da non trascurare nella prospettiva di un’economia che quanto prima possa scrollarsi di dosso i danni del brusco rallentamento indotto dal Covid”.



