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	<title>bullismo Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 23 Apr 2026 13:18:37 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Lamezia, I.C. &#8216;Ardito-Don Bosco&#8217; e Unilavoro Pmi: giornata dedicata all&#8217;autismo e bullismo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 09:08:10 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella giornata di mercoledì 22 aprile 2026, la sala della Chiesa della Beata Vergine del Rosario, a Lamezia Terme, ha ospitato un incontro di grande spessore culturale e sociale, dedicato a due tra le più urgenti problematiche del nostro tempo: l’autismo e il bullismo. L’iniziativa, promossa dall’Istituto Ardito Don Bosco, sotto la guida della dirigente, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella giornata di mercoledì 22 aprile 2026, la sala della Chiesa della Beata Vergine del Rosario, a Lamezia Terme, ha ospitato un incontro di grande spessore culturale e sociale, dedicato a due tra le più urgenti problematiche del nostro tempo: l’autismo e il bullismo. L’iniziativa, promossa dall’Istituto Ardito Don Bosco, sotto la guida della dirigente, la Dott.ssa Teresa Goffredo, si è svolta in sinergia con Unilavoro PMI, rappresentata dal Dott. Vito Frijia e dal Dott. Sebastiano Guzzi. L’evento ha registrato una partecipazione ampia da parte degli studenti, testimoniando un interesse vivo e consapevole verso tematiche che interpellano profondamente la coscienza collettiva. L’apertura dei lavori è stata affidata alla giovane studentessa Antonella Adamo, che ha dato voce al messaggio della Dirigente, esprimendone i saluti e i ringraziamenti.</p>
<p>A seguire, un articolato susseguirsi di interventi, ha delineato un quadro ricco e multidimensionale, capace di coniugare competenze scientifiche, esperienze educative e sensibilità artistiche. Tra i relatori, la Dott.ssa Anna Fazio, Chair Autismo Kiwanis Distretto Italia San Marino, che ha offerto un’approfondita disamina delle dinamiche legate ai disturbi dello spettro autistico, sottolineando la necessità di un approccio integrato tra scuola, famiglia e territorio, la Dott.ssa Catia Pulice, Addetto Stampa Unilavoro Pmi, che attraverso la presentazione del libro “<em>NOS</em>” -Storie di Autismo e di Bullismo &#8211;  ha invece richiamato l’attenzione sul ruolo della comunicazione nella costruzione di una cultura inclusiva, evidenziando l’urgenza di reti solidali e interventi mirati, e posto l’accento sull’importanza della scuola quale presidio educativo capace di promuovere inclusione, rispetto e cittadinanza attiva. A dare un contributo profondo e personale, Anna Maria Lucchino, Presidente dell’Associazione “<em>Oltre l’Autismo</em>”, la quale ha condiviso esperienze concrete maturate nel campo dell’associazionismo. Di particolare impatto l’intervento di Niccolò Storai, fumettista e autore dei disegni presenti nel libro, il quale, attraverso il linguaggio visivo e narrativo del fumetto, ha saputo coinvolgere emotivamente i giovani presenti, offrendo una prospettiva originale e accessibile su tematiche estremamente complesse. La moderazione dell’incontro è stata affidata al Dott. Marco Ruberto, che ha sapientemente orchestrato il dibattito, favorendo un dialogo fluido e partecipato tra relatori e studenti. A conferire ulteriore prestigio all’iniziativa, la presenza di autorevoli ospiti istituzionali e associativi: il Consigliere Regionale, Dott. Emanuele Ionà, il Governatore del Kiwanis Distretto Italia San Marino, Dott. Basilio Valente e il Presidente del Kiwanis Club di Prato Dott. Antonio Spadarella.</p>
<p>I loro contributi, contraddistinti da profondità e valore formativo, hanno impresso un significativo rigore educativo e arricchito il confronto con riflessioni di carattere istituzionale e sociale. L’incontro, coordinato dalla Professoressa Giovanna Costanzo, referente per l’Inclusione, si è configurato, dunque, come un autentico laboratorio di idee, capace di stimolare nei giovani una coscienza critica e una maggiore sensibilità verso il rispetto delle differenze. In un’epoca segnata da fragilità relazionali e sfide educative sempre più complesse, ha evidenziato Guzzi, iniziative di tale levatura rappresentano un presidio imprescindibile per la costruzione di una società più equa, inclusiva e consapevole. Faremo seguito, conclude l’imprenditore lametino, con ulteriori iniziative progettuali, convinti del valore della comunicazione, in collaborazione con associazioni e istituzioni scolastiche e grazie al contributo di professionisti di comprovata esperienza operanti in contesti di alto profilo, tra cui il Dott. Peppino Ruberto.</p>
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		<title>Bullismo a scuola, Unilavoro Pmi: sfida complessa, principio chiaro: fermezza nelle regole</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/bullismo-a-scuola-unilavoro-pmi-sfida-complessa-principio-chiaro-fermezza-nelle-regole/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 09:00:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il bullismo continua a rappresentare una delle sfide educative più delicate. I dati più recenti, che sono estremamente significativi, pongono il nostro paese tra quelli più colpiti in Europa. Dati allarmanti che rendono quanto mai attuale la necessità di diffondere la consapevolezza del fenomeno. Proprio per questo motivo, nel 2017 è stata istituita la Giornata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Il bullismo continua a rappresentare una delle sfide educative più delicate. I dati più recenti, che sono estremamente significativi, pongono il nostro paese tra quelli più colpiti in Europa. Dati allarmanti che rendono quanto mai attuale la necessità di diffondere la consapevolezza del fenomeno. Proprio per questo motivo, nel 2017 è stata istituita la Giornata Nazionale Contro il Bullismo e il Cyberbullismo, che ricorre ogni 7 febbraio. Per arginare questo problema ingente si ribadisce la necessità di un impegno collettivo che sia capace di garantire ovunque, soprattutto nelle scuole, ambienti sicuri, accoglienti e rispettosi</em>&#8220;. Lo si legge in una nota di Unilavoro Pmi Catanzaro.</p>
<p><em>&#8220;La nuova legge, approvata all’unanimità, che estende il perimetro d’azione della legge già in essere, introduce diverse misure di contrasto, ponendo un accento particolare sull’educazione e sulla sensibilizzazione. La scuola &#8211; </em>prosegue la nota<em> &#8211; diventa quindi luogo primario di prevenzione e contrasto, promuovendo, attraverso approcci educativi mirati, il rispetto della dignità personale, e l’inclusione. Tutto questo, attraverso la creazione di un clima sereno e sicuro. In quanto luogo di formazione, inclusione e accoglienza, la scuola pone dunque, tra i suoi obiettivi primari il raggiungimento del benessere di ciascun singolo studente. Compito specifico delle varie componenti scolastiche è quello di educare e di vigilare, in sinergia con le famiglie, in modo che ogni studente possa svolgere, con serenità, il proprio percorso scolastico, di crescita e di apprendimento. A tale scopo mette in atto azioni specifiche, e detta norme di comportamento per prevenire, arginare ed eliminare ciò che mina il benessere degli studenti. Obiettivo principale il Training dell&#8217;empatia, di cui parleremo in un nuovo articolo&#8221;-</em> si sottolinea da Unilavoro Pmi.</p>
<p><em>&#8220;Ovviamente la scuola non è un tribunale, pertanto è necessario che agisca con discrezione e in modo lecito. Il suo compito è educativo e non giudiziario. Anche nel rispetto della Legge 71/2017, che promuove la tutela dei minori e interventi tempestivi, le decisioni devono essere proporzionate e fondate su elementi attendibili. Un intervento mal gestito può generare infatti nuove tensioni: liti tra presunti accusatori e accusati, divisioni nel gruppo della classe, etichettature che cristallizzano i ruoli. La riservatezza non è solo un obbligo giuridico, ma una forma di tutela educativa. Ogni studente ha diritto alla presunzione di correttezza fino a chiarimento dei fatti e, soprattutto, ha diritto a non essere esposto a giudizi sommari e percezioni soggettive. Tutto questo potrebbe generare stigmatizzazione e disagio. La cautela non è solo pedagogica, ma anche giuridica&#8221;</em>&#8211; conclude Unilavoro Pmi Catanzaro.</p>
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		<title>Bullismo: il fallimento dell&#8217;umanità&#8230;di Catia Pulice</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/bullismo-il-fallimento-dellumanita-di-catia-pulice/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Sep 2025 09:59:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci illudiamo di vivere in una società civile. E invece no. Viviamo nell’inferno dei viventi dove l’odio sparge morte e sangue. Lo testimoniano i fatti che raccontano, quotidianamente, episodi di violenza inaudita. Fisica e verbale. L’ultima, è quella di Paolo Mendico, quattordicenne suicida di Latina, vittima di bullismo. Una storia di dolore, di solitudine, di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci illudiamo di vivere in una società civile. E invece no.  Viviamo nell’inferno dei viventi dove l’odio sparge morte e sangue. Lo testimoniano i fatti che raccontano, quotidianamente, episodi di violenza inaudita. Fisica e verbale. L’ultima, è quella di Paolo Mendico, quattordicenne suicida di Latina, vittima di bullismo. Una storia di dolore, di solitudine, di soprusi. Mentre la Procura di Cassino indaga per istigazione al suicidio, il Ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha disposto ispezioni nelle scuole frequentate dal giovane. Troppo tardi. Come sempre. I genitori affermano di aver segnalato le vessazioni, le offese, subite a scuola, ma ciò non è bastato a fermare la malvagità dei sui presunti aguzzini. Un fallimento. La scuola, luogo educativo per eccellenza, non ha colto il problema, o semplicemente lo ha sottovalutato. Rimane il fatto che non è riuscita ad assolvere il proprio compito. Ora rimane l’amarezza, il dolore, il rimpianto. Sentimenti che non porteranno in vita Paolo. Lui rimane un dolce ricordo per i suoi familiari, per chi lo ha conosciuto e amato, e per tutti noi che abbiamo assorbito il dolore come fosse nostro. Di questa storia straziante mi ha colpito, e mi commuove tutti i giorni la rabbia, le lacrime e le urla di chi chiede giustizia. In queste grida di dolore si coglie il senso dell’amore perché, per fortuna, oltre ai bulli, oltre agli adulti indifferenti, oltre ai violenti, esistono persone che hanno un cuore. Come Paolo. Lui era un ragazzo dolce e sensibile, appassionato di musica e di pesca. Educato e discreto. Amava portare i suoi capelli biondi un po&#8217; più lunghi, e per questa ragione veniva chiamato Paoletta e Nino D’Angelo. Epiteti continui che descrivono un clima di disagio estremo in cui si è maturata questa scelta dolorosa. Un contesto malato in cui si sono insinuati sentimenti di odio e di violenza. </p>
<p>Di questa storia mi ha colpito la costanza con cui i suoi presunti persecutori hanno portato avanti un piano perfido e diabolico. E mentre Paolo piangeva in silenzio, stretto nell’abbraccio dei suoi cari, altri adulti rimanevano fermi e silenziosi. Ora che si sta indagando sui presunti responsabili, mi stupisce l’omertà, il senso di calma e di impassibilità, la mancanza, evidente, di empatia, l’atroce e meschino tentativo di spiegare e di giustificare. Non siamo a conoscenza dei fatti, ma è facile dedurre che ci sia stata leggerezza, distacco e noncuranza. Tutto ciò ha portato Paolo a fare una scelta estrema. Morire. Lo ha fatto il giorno prima di ritornare a scuola. Non è stato un gesto improvviso, ma il punto di arrivo di un percorso segnato da umiliazioni costanti. La sua è stata una morte lenta. Non oso immaginare il suo dolore. Troppo buono e troppo sensibile per affrontare altre crudeltà e altre vessazioni. Un mondo infame nel quale avrà trovato difficoltà ad interagire, poiché un muro di violenza separava la sua vita da quella dei suoi coetanei. Educazione, riservatezza e discrezione erano i pilastri della sua educazione. Così lo descrivono, e così trapela dai racconti. Dolce, educato e gentile. Non amava stare al centro dell’attenzione. Apparteneva ad un mondo pulito, scandito dalle note musicali, dal canto, dalla passione per la cucina. Non un anonimo qualunque, ma un ragazzo onesto e perbene. Piccolo, ma con la forza di un gigante. Si, credo lui fosse forte per la resistenza con cui ha combattuto, per la determinazione con cui ha continuato a credere nel futuro, per la dignità con cui è riuscito a contraddistinguersi da tutti gli altri, per il coraggio con cui è riuscito ad affrontare i suoi carnefici. Una lotta impari che però, con il passare del tempo, lo ha annientato. Paolo ha dimostrato al mondo intero l’integrità del suo animo gentile. Lo ha fatto con discrezione perché le belle persone non fanno rumore. Troppo nobile per questo mondo. Costretto alla solitudine. Non oso immaginare quante volte, chiuso a riflettere nella sua stanza, si sia sentito sbagliato, sfinito, deluso, e persino incapace di piangere e di urlare. I momenti di dolore e di disperazione saranno stati infiniti, ma oltre ai suoi genitori, ai suoi cari, e qualche amico, forse uno, non c’era nessuno. </p>
<p>Nessuno che raccogliesse quel grido di dolore, e che intervenisse per aiutarlo e sostenerlo in questo conflitto meschino. Ha lottato costantemente contro i bulli, contro il sistema, contro quegli adulti a cui sono sfuggiti i suoi sguardi, i suoi silenzi, la sua estrema e irreprimibile malinconia. E tutto questo fa male. Pesa come un macigno. Chissà quante volte chiudendo gli occhi avrà immaginato un mondo migliore, feste, passeggiate, amici con i quali uscire e scherzare, adulti dai quali essere ascoltato, e magari anche abbracciato. Tanti sogni e grandi speranze, spezzate brutalmente, dalla scelleratezza dei suoi coetanei e dall’indifferenza degli adulti. Tutti colpevoli di averlo offeso e ignorato. Con la sua morte si è fermato il mondo. Tutti increduli come se questo fosse un caso isolato. E invece no. E’ soltanto un’altra storia straziante, che racconta i limiti dell’umanità, dove tutto, incomprensibilmente, si dissolve. I pensieri, le speranze, le emozioni. Ora un pianto di dolore accomuna quei cuori gentili che piangono per quel figlio, quel fratello, e quell’amico di cui resterà un ricordo prezioso. Tutto parlerà di lui. Anche quel banco vuoto, dove ogni giorno, un raggio di sole illuminerà il suo dolce sorriso. Come se fosse lì. Finalmente libero e felice.</p>
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		<item>
		<title>Bovalino, lettera di una madre: mia figlia vittima di bullismo a scuola</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/bovalino-lettera-di-una-madre-mia-figlia-vittima-di-bullismo-a-scuola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2025 15:31:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Da oltre un anno, mia figlia è vittima di bullismo all’interno della sua scuola Media di Bovalino. Non si tratta di episodi isolati, né di semplici incomprensioni tra adolescenti. È una persecuzione sistematica, fatta di parole taglienti, esclusione sociale, insinuazioni e comportamenti che mirano a spezzare la sua serenità e la sua identità. E ciò [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Da oltre un anno, mia figlia è vittima di bullismo all’interno della sua scuola Media di Bovalino. Non si tratta di episodi isolati, né di semplici incomprensioni tra adolescenti. È una persecuzione sistematica, fatta di parole taglienti, esclusione sociale, insinuazioni e comportamenti che mirano a spezzare la sua serenità e la sua identità. E ciò che fa più male è che, nonostante le numerose segnalazioni, nulla è stato fatto.<br />
Ho parlato con insegnanti, coordinatori, vicepreside. Ho chiesto incontri. Ogni volta mi è stato detto che “si sarebbe monitorata la situazione”, che “bisognava capire meglio”, che “sono cose che capitano tra ragazzi”. Ma intanto mia figlia tornava a casa in lacrime, sempre più chiusa, sempre più fragile.</p>
<p>Oggi, le stesse bambine che la bullizzano si sono informate se mia figlia avesse finalmente lasciato la scuola. Come se la sua assenza fosse una vittoria. Come se il loro comportamento avesse raggiunto lo scopo: farla sentire talmente sola da voler sparire.<br />
E io, come madre, mi interrogo. Non le ho mai insegnato a rispondere con la violenza. Le ho insegnato il rispetto, la gentilezza, la forza del dialogo. Forse è questo il mio fallimento? Averle trasmesso valori che in questo contesto sembrano renderla vulnerabile? Ma se fallimento significa non averle insegnato a odiare, allora rivendico con orgoglio il mio errore. Perché mia figlia non è come loro. E non lo sarà mai.</p>
<p>Questa non è solo una storia personale. È il riflesso di un sistema scolastico che troppo spesso minimizza, che non interviene con decisione, che lascia le vittime sole e i carnefici impuniti. A Bovalino, come in tante altre realtà, il bullismo viene ancora trattato come un fastidio da gestire, non come una violenza da combattere.<br />
Se non ci saranno risposte, mi rivolgerò alle autorità competenti. Ai carabinieri, alle testate giornalistiche, alle associazioni che difendono i diritti dei minori. Perché il silenzio non può essere la risposta al dolore di una bambina.<br />
Ogni giorno che passa senza interventi è un giorno in cui si legittima la violenza. Ed io, come madre, come cittadina, non posso permetterlo.<br />
<em>Antonella Italiano</em></p>
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		<title>Niccolò Storai &#8216;NOS&#8217;: storie di autismo e bullismo. Il peso di un fenomeno sociale che devasta l&#8217;anima</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/niccolo-storai-nos-storie-di-autismo-e-bullismo-il-peso-di-un-fenomeno-sociale-che-devasta-lanima/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 May 2025 06:45:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[autismo]]></category>
		<category><![CDATA[bullismo]]></category>
		<category><![CDATA[Niccolò Storai]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il bullismo è una piaga sociale molto complessa. Un insieme di atti e comportamenti di prevaricazione e di sopraffazione. Un fenomeno estremo che si verifica prevalentemente in ambito giovanile. Una forma di violenza subdola, che diventa ancora più significativa quando colpisce i soggetti affetti da disturbi dello spettro autistico. Lo sa bene Niccolò Storai, autore [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/niccolo-storai-nos-storie-di-autismo-e-bullismo-il-peso-di-un-fenomeno-sociale-che-devasta-lanima/">Niccolò Storai &#8216;NOS&#8217;: storie di autismo e bullismo. Il peso di un fenomeno sociale che devasta l&#8217;anima</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il bullismo è una piaga sociale molto complessa. Un insieme di atti e comportamenti di prevaricazione e di sopraffazione. Un fenomeno estremo che si verifica prevalentemente in ambito giovanile. Una forma di violenza subdola, che diventa ancora più significativa quando colpisce i soggetti affetti da disturbi dello spettro autistico. Lo sa bene Niccolò Storai, autore del libro NOS, Storie di Autismo e di Bullismo. Quest’opera, sottolinea il fumettista, è nata dall’incontro fortuito con Stelvio Sestini, medico e ricercatore presso l’Ospedale Santo Stefano di Prato. Realizzare un progetto così importante era il desiderio del Dott. Sestini e di sua moglie, la dottoressa Maila Vannucchi. Un unico, essenziale proposito: “Parlare di bullismo” in una chiave di lettura diversa. Con l’ausilio di un fumetto. Più semplice, più espressivo, più diretto, con l’obiettivo di trasmettere, soprattutto nelle scuole, il senso e l’importanza di una tematica estremamente rilevante. Per Niccolò, che è un noto fumettista, non è stato difficile realizzare questo progetto visivo, né complicato “realizzare” dei dialoghi così forti e così delicati. Lui, che è una persona straordinaria, dotata di grandi capacità artistiche e intellettuali, è stato vittima di bullismo. “Non si è trattato, ha precisato Niccolò, di episodi molto gravi, ma di azioni mirate ad offendere, a denigrare, ad umiliare. Preso di mira, per il mio aspetto fisico, per i miei interessi, e per un sacco di altre cose”. Il bullo, si sa bene, usa le armi più potenti per annientare gli altri e per devastare l’anima. Lo fa con ferocia, con coscienza e senza riguardo. Non perché sia forte e coraggioso. Gli eroi sono ben altro e si contraddistinguono per le loro tangibili virtù. </p>
<p>I bulli sono piccoli e debolissimi mostri, mossi, costantemente, dalla frustrazione, dallo sconforto, dall’insoddisfazione e da un’inquietudine interiore che li rende schiavi dell’odio, dell’invidia, della violenza. In tutte le sue forme. La loro è un’esistenza infida, che li imprigiona in una sorta di prigionia segreta, colma di anguste e scellerate emozioni. Le vittime diventano capro espiatorio. La cronaca racconta, quotidianamente, fatti spregevoli. Tutto si consuma ordinariamente, senza che nessuno abbia il senno di frenare questo scempio. Allora speriamo che lo facciano la scuola, l’educazione, i libri. Non sarà facile contrastare questo fenomeno, ma è obbligo morale contribuire al cambiamento. Le vittime vanno aiutate a gestire le situazioni in cui si trovano coinvolte. Bisogna, continua Niccolò, prestare attenzione al mondo giovanile in modo da aiutare gli adolescenti, e in misura ancora più scrupolosa, i soggetti affetti da disturbi dello spettro autistico, a riconoscere le situazioni minacciose. L’unico modo per supportarli, e’ quello di indirizzarli verso scelte mature, consapevoli ed efficienti. Nos ha questo preciso e nobile obiettivo: raccontare uno spaccato di vita reale, in cui si intrecciano complesse dinamiche adolescenziali, per far comprendere quanto sia importante il dialogo ed il superamento dei disagi.  Un’opera istruttiva che si pone come dimensione di riflessione e di risoluzione. Il suo valore, fortemente riconosciuto, è dato infatti dalla sua capacità di comunicare lo spessore emotivo che si insinua in ogni passaggio. </p>
<p>Una lettura morale che ha un suo filo conduttore importante: si può rinascere ed anche perdonare. Va ricordato, sebbene sempre ribadito, che il bullo si riconosce da tanti aspetti, che sono evidenti e molto comuni. Essi, nonostante mostrino sicurezza, sono in realtà molto fragili ed emotivamente superficiali. L’appartenenza ad ambienti familiari disfunzionali li contraddistingue da tutti gli altri. Nelle famiglie con gravi problemi comportamentali, i genitori sfogano la loro crudeltà, la loro rabbia e la loro violenza sui figli. Essi, a loro volta assumeranno lo stesso atteggiamento nei confronti degli altri. Una strategia patologica utile a bilanciare il male ricevuto.<br />
<em>Catia Pulice</em></p>
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		<title>VIDEO-Youpol: da 8 anni l’app della Polizia di Stato contro bullismo, droga e violenza domestica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 May 2025 09:17:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;applicazione YouPol, per smartphone, tablet e computer, nasce nel 2017 come strumento pratico ed immediato di comunicazione fra cittadini e Polizia di Stato, per prevenire e contrastare il bullismo, lo spaccio di sostanze stupefacenti. Durante la fase pandemica, che ha registrato un aumento delle violenza domestica, l&#8217;applicazione è stata implementata aggiungendo la possibilità di segnalare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-317846-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/YouPol-.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/YouPol-.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/05/YouPol-.mp4</a></video></div>
<p>L&#8217;applicazione YouPol, per smartphone, tablet e computer, nasce nel 2017 come strumento pratico ed immediato di comunicazione fra cittadini e Polizia di Stato, per prevenire e contrastare il bullismo, lo spaccio di sostanze stupefacenti. Durante la fase pandemica, che ha registrato un aumento delle violenza domestica, l&#8217;applicazione è stata implementata aggiungendo la possibilità di segnalare le &#8220;violenze domestiche&#8221;.</p>
<p>L&#8217;App consente l&#8217;accesso con registrazione utente o in forma anonima e l&#8217;invio di messaggi e immagini direttamente alle centrali operative delle Questure. E&#8217; possibile scegliere anche la lingua: inglese, francese, tedesco e spagnolo. Fra i punti di forza dell&#8217;applicazione vi è la possibilità di proteggere la propria identità, infatti l&#8217;utente può scegliere di inviare la segnalazione in forma del tutto anonima.  </p>
<p>L&#8217;applicazione viene gestita dal punto di vista operativo dal Servizio Controllo del Territorio della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato che, attraverso gli Uffici Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico delle 106 Questure del territorio nazionale, gestisce l&#8217;implementazione del sistema, per aumentare la &#8220;prossimità digitale&#8221; verso i cittadini.<br />
L&#8217;applicazione Youpol non sostituisce i numeri di emergenza  NUE ( 112), ma rappresenta una modalità &#8220;smart&#8221; di contatto con la Polizia di Stato.</p>
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		<title>Lamezia, presentato il libro illustrato &#8220;Nos, storie di autismo e bullismo&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 May 2025 07:11:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[autismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presso il salone Parrocchiale della Chiesa San Giuseppe Artigiano, a Lamezia Terme, si è tenuta la presentazione del libro illustrato “Nos”, Storie di Autismo e di Bullismo. L’evento, promosso dalla parrocchia, in collaborazione con il Kiwanis Club di Prato, ha determinato un momento di grande riflessione. Ad introdurre il tema e il programma di questa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Presso il salone Parrocchiale della Chiesa San Giuseppe Artigiano, a Lamezia Terme, si è tenuta la presentazione del libro illustrato “Nos”, Storie di Autismo e di Bullismo. L’evento, promosso dalla parrocchia, in collaborazione con il Kiwanis Club di Prato, ha determinato un momento di grande riflessione. Ad introdurre il tema e il programma di questa giornata speciale, <strong>don Fabio Stanizzo</strong>, parroco della chiesa che ha organizzato l’evento.  In una chiave di lettura significativa ed intensa, ha accennato l’importanza di questa tematica, e sottolineato la necessità che questo problema sia umanamente condiviso. Nell’evidenziare il valore e la rilevanza dell’argomento, ha invitato l’intera comunità alla sensibilizzazione e alla riflessione. Di estremo interesse gli interventi di <strong>Anna Faz</strong>io (Chair Distrettuale per l’Autismo), di <strong>Niccolò Storai</strong> (autore dei disegni), della <strong>Dott.ssa Rosetta Mussari</strong> (Direttrice dell’Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile Dss di Lamezia Terme), di Elena Muraca (presidente della sezione lametina dell’ANGSA – Associazione Nazionale genitori persone con autismo).</p>
<p>Ad offrire ulteriori contributi, tutti estremamente imponenti, quelli di altre figure importanti: il prefetto di Catanzaro, <strong>Castrese De Rosa</strong>, il Vice Presidente della Regione, <strong>Filippo Pietropaolo</strong>, il presidente del tribunale di Lamezia Terme, <strong>Giovanni Garofalo</strong>, il Governatore Eletto del Distretto Kiwanis Italia San Marino, <strong>Basilio Valente</strong>, il sindaco di Lamezia Terme, <strong>Paolo Mascaro</strong>, il vice sindaco di Lamezia Terme, <strong>Antonello Bevilacqua</strong>. Presenti, tra tanti, altre importanti personalità: <strong>Dr. Sebastiano Guzzi</strong>, (Unilavoro Pmi), <strong>Dr.Peppino Ruberto</strong> (Associazione sindacale FNA, Federazione Nazionale Agricoltura), <strong>Dr. Antonio Gigliotti</strong> (Fiscal Focus). L’intervento che ha concluso, in modo encomiabile, questo incontro, è stato quello di <strong>monsignor Serafino Parisi</strong>, Vescovo di Lamezia Terme, il quale, ha dimostrato ancora una volta la sua sensibilità e il suo interesse nei confronti di questa e di altre problematiche, sottolineando, a più riprese, l’importanza di creare comunità coese e accoglienti, capaci di educare al rispetto delle diversità. Un percorso di crescita che deve partire dalle scuole e dai luoghi di formazione.</p>
<p>La chiesa, ha evidenziato il vescovo, si sta attivando in tal senso, e si sta formando per rispondere, in modo ottimale, alle nuove sfide, fornendo attività importantissime che si svolgono all’interno della parrocchia. Dal catechismo, agli oratori estivi. Quella dell’autismo, è una realtà delicatissima. Una questione di interesse sanitario e sociale. Un problema negletto che merita forte e scrupolosa attenzione. La sfida non deve essere soltanto quella dell’inclusione, ma anche quella dell’accettazione, rispettosa e univoca, delle diversità. Occorrerebbero, è bene ribadirlo, molta più tolleranza, più comprensione, e soprattutto mero e profondo desiderio di collaborazione.<br />
<em>Catia Pulice</em></p>
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		<title>Bullismo e cyberbullismo: concluso ciclo incontri Polizia in Istituto Comprensivo &#8216;Casalinuovo&#8217; a Catanzaro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Nov 2024 07:45:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si è concluso questa settimana un ciclo di incontri tra la Polizia di Stato e gli alunni dell’Istituto Comprensivo “Casalinuovo – Catanzaro Sud”. Un percorso svoltosi in tre giornate, il 24 ottobre, il 4 e 5 novembre con la partecipazione di tutte le classi di secondo grado, dei docenti e della dirigente scolastica. Le tematiche [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è concluso questa settimana un ciclo di incontri tra la Polizia di Stato e gli alunni dell’Istituto Comprensivo “Casalinuovo – Catanzaro Sud”. Un percorso svoltosi in tre giornate, il 24 ottobre, il 4 e 5 novembre con la partecipazione di tutte le classi di secondo grado, dei docenti e della dirigente scolastica. Le tematiche principali degli incontri, il <strong>bullismo e cyberbullismo</strong>, sono state trattate da personale specializzato della Divisione Anticrimine della Questura e della Sezione Polizia Postale di Catanzaro, che hanno illustrato le due tematiche ed i comportamenti da adottare con senso di responsabilità, rispetto e consapevolezza, come riconoscere il “bullo” e come usare in sicurezza internet e i canali social, nonché le misure a tutela, tra cui i provvedimenti di ammonimento dei minori in materia di bullismo.</p>
<p>I ragazzi hanno partecipato attivamente ai diversi momenti degli incontri, dimostrandosi sensibili e interessati agli argomenti trattati, grazie anche all’impegno della loro scuola che presta particolare attenzione con specifiche iniziative. Durante gli incontri, gli alunni hanno potuto partecipare a brevi dimostrazioni del personale del Nucleo Regionale Artificieri, del Nucleo Cinofili di Vibo Valentia e del Gabinetto Provinciale della Polizia Scientifica.</p>
<p>Il mondo della cultura e le scuole in particolare, sono il volano della legalità, fatta di rispetto delle regole, ma soprattutto della consapevolezza di sé e degli altri, della responsabilità dei sani comportamenti che ciascuno deve adottare a partire dalla giovane età, ed è per tutto questo che la Polizia di Stato è da sempre impegnata con le giovani generazioni, nella convinzione che la multiattorialità delle Istituzioni possa rafforzare il percorso educativo delle giovani generazioni, per affrontare con sicurezza da cittadini  le sfide della società di oggi.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-282017" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/CZ-Polizia-Casalinuovo-300x149.jpg" alt="" width="638" height="317" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/CZ-Polizia-Casalinuovo-300x149.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/CZ-Polizia-Casalinuovo-768x380.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/CZ-Polizia-Casalinuovo-848x420.jpg 848w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/CZ-Polizia-Casalinuovo-696x345.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/CZ-Polizia-Casalinuovo-324x160.jpg 324w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/CZ-Polizia-Casalinuovo.jpg 1002w" sizes="(max-width: 638px) 100vw, 638px" /></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-282018" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/466012801_941044428058256_5495946556091444133_n-300x159.jpg" alt="" width="638" height="338" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/466012801_941044428058256_5495946556091444133_n-300x159.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/466012801_941044428058256_5495946556091444133_n-768x406.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/466012801_941044428058256_5495946556091444133_n-795x420.jpg 795w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/466012801_941044428058256_5495946556091444133_n-696x368.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/466012801_941044428058256_5495946556091444133_n.jpg 1018w" sizes="(max-width: 638px) 100vw, 638px" /></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-282020" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/465731598_941044304724935_6246019737791686804_n-300x168.jpg" alt="" width="636" height="356" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/465731598_941044304724935_6246019737791686804_n-300x168.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/465731598_941044304724935_6246019737791686804_n-768x429.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/465731598_941044304724935_6246019737791686804_n-751x420.jpg 751w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/465731598_941044304724935_6246019737791686804_n-696x389.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/11/465731598_941044304724935_6246019737791686804_n.jpg 900w" sizes="(max-width: 636px) 100vw, 636px" /></p>
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		<item>
		<title>Lamezia, il Liceo scientifico “Galilei” contro il bullismo e cyberbullismo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-il-liceo-scientifico-galilei-contro-il-bullismo-e-cyberbullismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 May 2022 10:46:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; Il Liceo “Galilei” è attivo e sensibile alle tematiche del bullismo e del cyberbullismo, e promuove, ormai da diversi anni, iniziative di formazione e sensibilizzazione, attraverso una progettualità che coinvolge tutta la comunità scolastica con la collaborazione delle Forze dell’Ordine, delle realtà associative ed Istituzionali del Territorio. Sono stati coinvolti nel progetto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; Il Liceo “Galilei” è attivo e sensibile alle tematiche del bullismo e del cyberbullismo, e promuove, ormai da diversi anni, iniziative di formazione e sensibilizzazione, attraverso una progettualità che coinvolge tutta la comunità scolastica con la collaborazione delle Forze dell’Ordine, delle realtà associative ed Istituzionali del Territorio. </p>
<p>Sono stati coinvolti nel progetto anche personalità e professionalità che studiano i fenomeni e portano nelle Scuole i risultati delle loro ricerche. Nella giornata finale del progetto, il Liceo ha avuto il privilegio di ospitare il Prof. Antonio Chirumbolo, psicologo e docente presso l’Università La Sapienza di Roma nonché ex studente del Liceo “Galilei”. Il Docente, dopo aver brevemente raccontato la Sua esperienza da studente, ha cercato di riflettere sulla lettura dei “segnali”, su come aiutare i ragazzi a prendere consapevolezza e distinguere le azioni aggressive dagli scherzi, sulla gravità di certi episodi e sulle loro conseguenze e su come poter fare prevenzione nel nostro Territorio.</p>
<p>Sono stati trattati e analizzati i vari tipi di comportamento aggressivo (verbale, fisico, materiale, virtuale, psicologico), i possibili metodi di gestione del conflitto da parte della comunità educante e sono stati illustrati i diversi comportamenti potenzialmente pericolosi agiti in rete.  Studentesse e studenti hanno interagito con il relatore il quale ha saputo catturare la loro attenzione concludendo l’incontro con le “linee guida” da adottare per un corretto percorso di crescita.</p>
<p>L’illustre relatore ha così commentato &#8220;Sono stato estremamente felice di poter tornare nel mio vecchio Liceo, a cui sono ancora affezionato, e rendermi &#8220;utile&#8221; in qualche modo. Ringrazio la Preside Goffredo per l&#8217;opportunità che mi ha offerto. Ho trovato i ragazzi molto motivati, partecipativi e interessati a queste tematiche. Questo, credo, sia un valido indicatore del lavoro del Dirigente e di tutto il corpo docente del Liceo &#8220;Galilei&#8221;. Spero di tornare in futuro per altre occasioni di incontri e formazione con gli studenti del Liceo&#8221;.</p>
<p>Il Dirigente Teresa Goffredo che ha salutato e ringraziato  il brillante Professore Chirumbolo, ha dichiarato con soddisfazione: “Si conclude oggi questo percorso, dopo diverse attività, con l&#8217;obiettivo di far comprendere ai ragazzi l&#8217;importanza della legalità e soprattutto dei pericoli connessi ad un cattivo utilizzo delle nuove tecnologie, fiduciosi di aver contribuito a sensibilizzare i giovani studenti e formare in loro una coscienza eticamente corretta”.<br />
(<em>c.s.</em>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/lamezia-il-liceo-scientifico-galilei-contro-il-bullismo-e-cyberbullismo/">Lamezia, il Liceo scientifico “Galilei” contro il bullismo e cyberbullismo</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Bambino di 9 anni aggredito da un gruppo di coetanei nel Reggino</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/bambino-di-9-anni-aggredito-da-un-gruppo-di-coetanei-nel-reggino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jul 2021 12:38:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[aggredito]]></category>
		<category><![CDATA[bambino]]></category>
		<category><![CDATA[bullismo]]></category>
		<category><![CDATA[Campo Calabro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Campo Calabro (RC) &#8211; &#8220;È di queste ore la notizia, già anticipata sui social dalla famiglia, di un nostro piccolo concittadino rimasto vittima del trascendere di relazioni adolescenziali che vanno ben al di là degli infiniti bisticci fra ragazzi che hanno costellato la vita di noi tutti&#8221;. E&#8217; quanto afferma il sindaco di Campo Calabro, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/bambino-di-9-anni-aggredito-da-un-gruppo-di-coetanei-nel-reggino/">Bambino di 9 anni aggredito da un gruppo di coetanei nel Reggino</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Campo Calabro (RC) &#8211; &#8220;È di queste ore la notizia, già anticipata sui social dalla famiglia, di un nostro piccolo concittadino rimasto vittima del trascendere di relazioni adolescenziali che vanno ben al di là degli infiniti bisticci fra ragazzi che hanno costellato la vita di noi tutti&#8221;. E&#8217; quanto afferma il sindaco di Campo Calabro, Sandro Repaci.</p>
<p>Il commento del lprimo cittadino arruva dopo che una mamma ha pubblicato sui social la foto del suo bambino di soli 9 anni con un braccio fasciato dopo essere stato aggredito da un gruppetto di bulli proprio nel cuore del Paese. La famiglia, secondo quanto si è appreso, si è già rivolta alle forze dell&#8217;Ordine al fine di identificare i responsabili. Il bimbo, inoltre, sarebbe stato preso di mira già da alcuni anni e costretto anche a cambiare scuola.</p>
<p>Sull&#8217;episodio è intervenuto anche il sindaco metropolitano, Giuseppe Falcomatà: &#8220;Un bimbo di 9 anni costretto a cambiare scuola perché vessato da ragazzi più grandi. Aggressioni che continuano anche fuori da scuola, in piazza, in luoghi che soprattutto a quell’età, dovrebbe essere simbolo di divertimento e spensieratezza. L’episodio del piccolo di Campo Calabro infatti non è certamente l’unico del quale abbiamo notizia in questi mesi. Non è un problema di controllo, ma di educazione, nel senso più alto della parola. Su questi aspetti c’è la necessità di interrogarsi, e di farlo insieme, coinvolgendo in primis gli stessi ragazzi, le famiglie, la scuola, le parrocchie, i centri di aggregazione ed anche i titolari dei locali e dei luoghi di ritrovo da loro più frequentati. Perché avviene tutto ciò, da dove nasce il disagio che conduce agli scontri cui assistiamo quotidianamente. Sono aspetti sui quali non è possibile voltarsi dall’altra parte, né immaginare di delegare il tema dell’educazione relegandolo esclusivamente alle famiglie. Per il presente ed il futuro dei nostri bambini possiamo, dobbiamo fare molto di più&#8221;.</p>
<p>(<em>foto di repertorio</em>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/bambino-di-9-anni-aggredito-da-un-gruppo-di-coetanei-nel-reggino/">Bambino di 9 anni aggredito da un gruppo di coetanei nel Reggino</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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