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	<title>bocciata Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Servizio sanitario, Cartabellotta (Gimbe): Regioni costrette a tagliare spese o aumentare imposte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Nov 2024 11:58:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pochi soldi -insufficienti anche a coprire le misure già varate dal Governo- e assenza di interventi cruciali per la tenuta del servizio sanitario. In audizione presso le Commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato, il presidente di Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta boccia la manovra: senza “adeguate risorse e coraggiose riforme di sistema diremo definitivamente addio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Pochi soldi -insufficienti anche a coprire le misure già varate dal Governo- e assenza di interventi cruciali per la tenuta del servizio sanitario. In audizione presso le Commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato, il <strong>presidente di Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta</strong> boccia la manovra: senza “adeguate risorse e coraggiose riforme di sistema diremo definitivamente addio all’universalismo, all’uguaglianza e all’equità, princìpi fondanti del servizio sanitario nazionale», dice. Le risorse, inoltre, sottolinea Fondazione Gimbe, sono ampiamente insufficienti per finanziare anche le misure già previste dal Governo. All’appello mancano 19 miliardi da qui al 2030.</p>
<p>Per Cartabellotta, il tema delle risorse è cruciale. “L’incremento di 2,5 miliardi di euro per il 2025 aumenta il Fondo sanitario nazionale a 136,5 miliardi di euro, di fatto solo dell’1% rispetto a quanto già fissato nel 2024”. La situazione si fa ancora più allarmante se si guarda alla spesa sanitaria in rapporto al Pil: la quota del Prodotto interno lordo destinata alla sanità scende dal 6,12% del 2024 al 6,05% nel 2025 e 2026, fino ad arrivare al 5,7% nel 2029. “L’aumento progressivo del Fondo sanitario nazionale in valore assoluto, sempre più sbandierato come un grande traguardo, è in realtà una mera illusione”, sottolinea Cartabellotta. </p>
<p>“Calcolatrice alla mano le misure previste dalla manovra per il periodo 2025-2030 hanno un impatto complessivo di oltre 29 miliardi di euro, mentre le risorse stanziate ammontano a circa 10,2 miliardi di euro”, chiosa Cartabellotta. Ciò costringerà anche Regioni più virtuose a “tagliare i servizi e/o aumentare le imposte regionali”. Inoltre, precisa Gimbe, mancano dal testo misure cruciali per la tenuta del servizio sanitario. “Innanzitutto, il piano straordinario di assunzione medici e infermieri” e “l’abolizione del tetto di spesa per il personale” e poi “risorse per ridurre o abolire il payback sui dispositivi medici e per gestire il continuo sforamento del tetto di spesa della farmaceutica diretta”, conclude Cartabellotta.</p>
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		<title>La Corte Costituzionale boccia la Regione Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/la-corte-costituzionale-boccia-la-regione-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2021 14:03:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[bocciata]]></category>
		<category><![CDATA[corte costituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Corte Costituzionale ha bocciato la legge regionale del 23 dicembre 2019 che liquidava i Corap. I fatti. La Regione Calabria aveva scritto al Ministero per chiedere se fosse possibile il fallimento del Corap ma proprio da Roma dissero che ad attivare la procedura di fallimento era proprio la Regione. C’è un buco legislativo in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Corte Costituzionale ha bocciato la legge regionale del 23 dicembre 2019 che liquidava i Corap.<br />
I fatti. La Regione Calabria aveva scritto al Ministero per chiedere se fosse possibile il fallimento del Corap ma proprio da Roma dissero che ad attivare la procedura di fallimento era proprio la Regione. C’è un buco legislativo in merito, lo dice la sentenza della Corte Costituzionale, perché non c’è nessuna normativa che spiega come gli enti pubblici devono muoversi in caso di fallimento di enti pubblici economici in dissesto.<br />
Vale la pena ricordare che il Corap è un ente pubblico economico strumentale della Regione Calabria.<br />
Ai Corap sono affidate funzioni di sviluppo e valorizzazione delle aree produttive ed industriali esercitando tutte le funzioni già attribuite ai singoli Consorzi per lo Sviluppo delle aree industriali dalla Legge n. 38 del 2001 oltre che le funzioni ad esso delegate e strumentali nell’ambito dello sviluppo delle attività produttive, industriali, economiche e dei servizi. In particolare, il Corap promuove le condizioni necessarie per la creazione e lo sviluppo di attività produttive in tutti i settori economici, gestendo, altresì, numerosi agglomerati industriali. Il Consorzio regionale per le attività produttive, dunque, ha come primario obiettivo quello di favorire il sorgere di nuove iniziative imprenditoriali e di implementare e potenziare le attività esistenti.<br />
La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile l&#8217;intervento spiegato da Fedele De Novellis, Maria Pisani e Cosimo Pisani nel giudizio promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri con l&#8217;indicato ricorso r.r. n. 4 del 2020.</p>
<h2><strong>Il premier ha impugnato la sentenza alla Corte Costituzionale</strong></h2>
<p>Il Presidente del Consiglio dei ministri ha impugnato l’articolo l della legge della Regione Calabria 25 novembre 2019, n. 47 (Modifiche alla legge regionale 16 maggio 2013, n. 24 e principi generali per la costituzione dell’Agenzia Regionale Sviluppo aree industriali), che, aggiungendo l’art. 6-bis della legge della Regione Calabria 16 maggio 2013, n. 24 (Riordino enti, aziende regionali, fondazioni, agenzie regionali, società e consorzi comunque denominati, con esclusione del settore sanità), ha previsto l’assoggettabilità del Consorzio regionale per lo sviluppo delle attività produttive (Corap) a liquidazione coatta amministrativa (reg. ric. n. 4 del 2020).<br />
La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. l della legge della Regione Calabria 25 novembre 2019, n. 47 (Modifiche alla legge regionale 16 maggio 2013, n. 24 e principi generali per la costituzione dell’Agenzia Regionale Sviluppo aree industriali), introduttivo dell’art. 6-bis della legge della Regione Calabria 16 maggio 2013, n. 24 (Riordino enti, aziende regionali, fondazioni, agenzie regionali, società e consorzi comunque denominati, con esclusione del settore sanità).</p>
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