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	<title>Blitz Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 22 Jul 2026 11:17:05 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Maxi blitz dei Carabinieri: 35 arresti per affiliati cosca Alvaro, associazione mafiosa e traffico di stupefacenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 11:00:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dalle prime ore di questa mattina più di 200 Carabinieri sono impegnati in una vasta operazione di polizia sul territorio della provincia di Reggio Calabria e in varie località del territorio nazionale (Catanzaro, Cosenza, Palermo, Catania, Trapani, Caltanissetta, Torino, Milano, Pavia, Pescara e L&#8217;Aquila), operazione che ha condotto all&#8217;applicazione di 35 misure custodiali in carcere, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dalle prime ore di questa mattina più di 200 Carabinieri sono impegnati in una vasta operazione di polizia sul territorio della provincia di Reggio Calabria e in varie località del territorio nazionale (Catanzaro, Cosenza, Palermo, Catania, Trapani, Caltanissetta, Torino, Milano, Pavia, Pescara e L&#8217;Aquila), operazione che ha condotto all&#8217;applicazione di 35 misure custodiali in carcere, in esecuzione di un&#8217;ordinanza emessa dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia reggina. Le accuse mosse a vario titolo agli indagati, fatto salvo il principio di non colpevolezza fino a sentenza definitiva di condanna, dato che il provvedimento pende tuttora nella fase delle indagini preliminari ed è sottoposto a impugnazione cautelare, sono quelle di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti con l&#8217;aggravante mafiosa per aver agito al fine di agevolare la cosca Alvaro di Sinopoli e avvalendosi delle condizioni previste dall&#8217;art. 416 bis c.p.. Inoltre vengono contestati reati in materia di traffico di stupefacenti, detenzione di armi, tentato sequestro di persona a scopo di estorsione e altri reati, per un totale di 47 capi di imputazione. Le indagini, coordinate dalla D.D.A. di Reggio Calabria, sono state curate dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Palmi e dal Nucleo Investigativo del Gruppo Carabinieri di Gioia Tauro e si sono sviluppate in due diverse fasi che, nel loro complesso, hanno avuto ad oggetto tutte le filiere dei traffici di droga organizzati da un sodalizio dedito al narcotraffico con base a Sinopoli e Sant&#8217;Eufemia, da quella di importazione dall&#8217; estero di ingenti carichi di cocaina a quelle successive di stoccaggio, trasporto e rivendita dello stupefacente. Alla fase esecutiva del provvedimento hanno preso parte militari dei Comandi Provinciali Carabinieri di Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza, Palermo, Catania, Trapani, Caltanissetta, Torino, Milano, Pavia, Pescara e L&#8217;Aquila e dello Squadrone Eliportato CC &#8220;Cacciatori&#8221; di Calabria.</p>
<p>Nella prima fase è stato sviluppato un ordine di indagine europeo su alcune chat criptate acquisite dalla piattaforma &#8220;SKY ECC&#8217;, da cui sarebbe emerso un vasto sistema organizzato finalizzato al traffico di sostanze stupefacenti, sviluppatosi tra il 2020 e il 2021 , orchestrato da un gruppo criminale al cui vertice figurerebbero due soggetti, all&#8217;epoca detenuti e tra loro compagni di cella, i quali sarebbero stati coadiuvati da loro stretti congiunti che ne avrebbero proseguito l&#8217; attività all&#8217;esterno del carcere. Secondo quanto, allo stato, ritenuto nel provvedimento cautelare, sono emerse attività relative a numerose operazioni di importazione di droga dal Sudamerica al porto di Gioia Tauro, alcune consumate e altre, invece, sventate da sequestri delle forze di Polizia con un volume complessivo di traffici ricostruiti di oltre 300 kg. di sostanza stupefacente, prevalentemente di tipo cocaina; in tale contesto, le operazioni investigative hanno interessato anche alcuni portuali impiegati presso lo stesso porto, che avrebbero operato a disposizione del gruppo criminale per l&#8217; esfiltrazione dello stupefacente. La seconda fase delle indagini si è sviluppata con attività tecniche condotte tra l&#8217;aprile del 2023 e il luglio del 2024, confermando, sulla base di arresti in flagranza e sequestri di stupefacenti, la perdurante vitalità e la piena operatività della medesima associazione finalizzata al narcotraffico. In questa fase si confermava, quale figura centrale del sodalizio in questione, il figlio di uno dei due soggetti detenuti sopra menzionati, il quale si avvaleva di una fitta rete di sodali per sviluppare i traffici di droga. È stato altresì riscontrato il medesimo modus operandi già rilevato nella prima fase delle investigazioni con l&#8217; analisi delle comunicazioni &#8220;SKY ECC&#8217;, evidenziandosi il ricorso sistematico ai telefoni criptati per coordinare le attività di narcotraffico, nonché l&#8217; impiego di corrieri e staffette per il trasporto delle sostanze illecite. Il traffico di stupefacenti sarebbe avvenuto sia con prelievi in Calabria da parte degli acquirenti che con consegne a cura dell&#8217;associazione, che in questo caso maggiorava il prezzo poiché si assumeva il rischio del trasporto. Per le consegne il sodalizio avrebbe fatto ricorso ad autonoleggiatori compiacenti che, anche nottetempo, avrebbero fornito i veicoli per i trasporti di stupefacenti operati da corrieri insospettabili a disposizione del gruppo verso le principali direttrici dello smercio delle sostanze, tra cui le province di Catania e Palermo. L&#8217; associazione avrebbe avuto altresì la disponibilità di armi e la propensione all&#8217;utilizzo della violenza nella gestione degli affari. Nel provvedimento cautelare, infatti, viene ricostruito un tentativo di sequestrare, nel corso di una consegna simulata di stupefacente, uno degli acquirenti palermitani reo di non avere saldato una precedente fornitura. L&#8217; evento sarebbe stato sventato dalle attività investigative svolte dalla Polizia Giudiziaria.</p>
<p>Nel corso dell&#8217;indagine, tra il settembre 2023 e il marzo 2024, quattro corrieri venivano arrestati in flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio con il sequestro di oltre 25 chilogrammi di cocaina pura in totale. Nel provvedimento cautelare viene altresì contestata ai membri principali dell&#8217;associazione la circostanza aggravante di cui all&#8217;art. 416 bis 1 c.p., sia sotto il profilo del metodo mafioso utilizzato che sotto quello della finalità perseguita di agevolare la cosca Alvaro. L&#8217;esistenza della cosca Alvaro e il suo ruolo centrale nell&#8217;associazione criminale denominata &#8220;&#8216;ndrangheta&#8221; è oggetto di diversi provvedimenti che appartengono al notorio giudiziario e che fotografano un arco di tempo pluridecennale nel corso del quale si è manifestata una continuativa signoria della &#8216;ndrina e dei relativi accoliti nel territorio di Sinopoli e limitrofi. Sotto il profilo del metodo mafioso, le concrete modalità delle condotte in vario modo addebitate agli indagati sarebbero connotate dall&#8217; implicita prospettazione di possibili ritorsioni ai danni degli interlocutori esterni, idonee a determinare una condizione d&#8217; assoggettamento degli individui che di volta in volta venivano in contatto con gli indagati.</p>
<p>Specifici fatti reato contestati nel provvedimento cautelare rafforzerebbero questo inquietante quadro. Il tentativo di sequestro di persona a scopo di estorsione, per le modalità con cui sarebbe stato ideato e per il fine perseguito, manifesterebbe l&#8217; attitudine del gruppo a risolvere controversie economiche in termini autoritativi, imponendo ai debitori l&#8217;adempimento quale conseguenza della soggezione derivante dalla percezione della pericolosità degli interlocutori. In altra occasione i componenti del sodalizio, a fronte dei ritardi nel pagamento di una fornitura di cocaina, avrebbero prospettato agli acquirenti gravi ritorsioni evocando la propria appartenenza familiare e lo stato detentivo dei propri congiunti. Ai vertici del sodalizio si sarebbero rivolti, inoltre, altri soggetti bisognevoli di recuperare crediti connessi all&#8217;attività del narcotraffico, consapevoli della caratura criminale degli indagati. L&#8217;esplosione di colpi d&#8217;arma da fuoco contro la serranda di un esercizio commerciale, finalizzata a costringere il gestore a cessare la vendita di un determinato prodotto perché ritenuta concorrenziale rispetto all&#8217;attività commerciale riconducibile a un associato, sarebbe l&#8217;espressione della volontà di incidere sulle regole del mercato locale, imponendo divieti e limitazioni in funzione degli interessi economici degli affiliati. Allo stesso modo, secondo la contestazione, l&#8217;appartenenza alla famiglia Alvaro dei vertici del gruppo permetteva a tutti i compartecipi di presentarsi come interlocutori attendibili e temuti presso altre organizzazioni criminali. Questa reputazione consentiva al sodalizio di accedere ai circuiti del traffico di stupefacenti e di instaurare rapporti che, in assenza di tale riconoscimento, sarebbero impossibili.<br />
Tanto l&#8217;associazione quanto i reati in materia di droga, armi e ricettazione di autovetture sono, secondo la prospettazione accusatoria allo stato accolta dal GIP, finalizzati anche ad agevolare l&#8217;attività della cosca Alvaro, essendo quelle condotte poste in essere anche al fine di procurare alla &#8216;ndrina ritorni economici e al fine di ribadire il controllo degli stessi Alvaro sul territorio, per tale via rafforzando la predominanza della citata associazione di stampo mafioso.</p>
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		<title>Autonomia differenziata, Irto (Pd): &#8220;La Calabria non può pagare il prezzo di un patto di potere&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 16:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Al Senato le opposizioni stanno portando avanti un ostruzionismo duro, unitario e determinato contro il tentativo della Lega di aggirare i rilievi e limiti fissati dalla Corte costituzionale sulla legge di attuazione dell&#8217;autonomia differenziata&#8221;. Lo afferma il senatore Nicola Irto, segretario del Pd Calabria. &#8220;Quanto sta accadendo in Commissione Affari costituzionali – prosegue il senatore – [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Al Senato le opposizioni stanno portando avanti un ostruzionismo duro, unitario e determinato contro il tentativo della Lega di<span class="gmail-Apple-converted-space"> </span>aggirare i rilievi e limiti fissati dalla Corte costituzionale sulla legge di attuazione dell&#8217;autonomia differenziata&#8221;</em>. Lo afferma il senatore Nicola Irto, segretario del Pd Calabria. &#8220;<em>Quanto sta accadendo in Commissione Affari costituzionali – prosegue il senatore – è molto grave. La maggioranza e il governo hanno impedito perfino le audizioni dei ministri competenti, negando al Parlamento la possibilità di conoscere contenuti ed effetti concreti delle preintese su materie essenziali come la sanità e la protezione civile&#8221;. </em></p>
<p>&#8220;<em>Si tratta – </em>accusa l&#8217;esponente dem<em> – di una forzatura politica e istituzionale inaccettabile. Dopo i rilievi della Corte costituzionale, ci saremmo aspettati trasparenza, confronto e rispetto delle prerogative parlamentari. Invece assistiamo a un tentativo di accelerare nel silenzio, di sottrarre informazioni essenziali ai cittadini e alle istituzioni&#8221;. &#8220;Per la Calabria – denuncia Irto – la posta in gioco è altissima. Mi riferisco a diritti fondamentali, a partire dalla tutela della salute, dalla gestione delle emergenze ambientali, degli incendi e del dissesto idrogeologico. La regione, che sconta ancora profonde diseguaglianze territoriali, rischia di subire ulteriori penalizzazioni&#8221;. </em></p>
<p><em>&#8220;L&#8217;impressione è che nella maggioranza si stia consumando un patto di potere: la Lega insiste sull&#8217;autonomia differenziata, mentre Forza Italia e Fratelli d&#8217;Italia scelgono il silenzio. Noi continueremo a opporci con fermezza, dentro e fuori il Parlamento, perché – </em>conclude Irto<em> – l&#8217;unità sostanziale del Paese e l&#8217;uguaglianza dei diritti non possono diventare merce di scambio politico&#8221;.</em></p>
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		<title>&#8220;Focus &#8216;Ndrangheta&#8221;, blitz interforze a Cirò Marina e Crucoli: raffica di controlli, denunce e maxi sanzioni</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/focus-ndrangheta-blitz-interforze-a-ciro-marina-e-crucoli-raffica-di-controlli-denunce-e-maxi-sanzioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 16:20:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un’importante operazione interforze, inserita nel piano di azione nazionale e transnazionale Focus ‘Ndrangheta  ha interessato la città di Cirò Marina e Torretta di Crucoli. L’attività, coordinata da un Funzionario della Polizia di Stato, ha coinvolto personale della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Capitaneria di Porto, che hanno effettuato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un’importante operazione interforze, inserita nel piano di azione nazionale e transnazionale <em>Focus ‘Ndrangheta</em>  ha interessato la città di <strong>Cirò Marina e Torretta di Crucoli</strong>. L’attività, coordinata da un Funzionario della Polizia di Stato, ha coinvolto personale della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Capitaneria di Porto, che hanno effettuato controlli in esercizi commerciali, su persone e veicoli lungo le principali arterie stradali. Nell’ambito dei predetti servizi, personale della Polizia di Stato appartenente alla Divisione Polizia Amministrativa, ha effettuato un controllo presso un’attività di somministrazione di alimenti e bevande con annesso corner di raccolta scommesse. Dall’attività posta in essere è emersa la presenza di nr. 3 apparecchi da gioco, regolarmente accesi ed in funzione in orario non consentito, per cui è stata elevata la relativa sanzione amministrativa (<strong>pmr € 500,00 per ogni apparecchio, per un totale di € 1500,00</strong>). Contestualmente, il titolare è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per il reato di inosservanza alle prescrizioni emesse dall’Autorità.</p>
<p>Nel corso del servizio interforze, personale della Polizia Stradale ha effettuato nr. 3 controlli presso altrettante attività commerciali. Nello specifico, presso un esercizio di meccatronica è stato accertato l’esercizio abusivo dell’attività. Il personale ha provveduto al sequestro amministrativo dell’attrezzatura e all’emissione della relativa sanzione pari ad euro 5.163,00 euro. Un secondo controllo, presso un’officina di autoricambi, ha consentito di accertare l’assenza del registro dei rifiuti pericolosi. Presso una terza attività, invece, è stata accertata la presenza di un dipendente risultato non regolarmente assunto, per cui verranno effettuate le opportune segnalazioni all’Ispettorato del Lavoro. Contestualmente, la Capitaneria di Porto ha effettuato un controllo presso un esercizio commerciale, già oggetto di precedente contestazione, accertando il rispetto delle prescrizioni in materia ambientale. Successivamente, il controllo ha interessato altre due diverse attività commerciali, relativamente alla corretta commercializzazione dei prodotti ittici, nel corso del quale non è emersa alcuna irregolarità in tema di tracciabilità dei prodotti alimentari.</p>
<p>Per la durata dell’intero servizio, personale del Reparto Prevenzione Crimine, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza ha effettuato diversi posti di controllo lungo le arterie stradali, nel corso dei quali sono state identificate persone e controllate diverse autovetture. Nella medesima giornata, gli Agenti delle Volanti impiegati nel servizio di controllo del territorio hanno segnalato al Sig. Prefetto una donna per detenzione di sostanza stupefacente finalizzata all’uso personale, sequestrando 1 grammo di <em>hashish</em>, hanno identificato nr. <strong>295 </strong>persone, di cui nr. <strong>76 </strong>positivi in banca dati, hanno controllato nr. <strong>167 </strong>veicoli e hanno effettuato nr. <strong>16</strong> controlli domiciliari alle persone sottoposte alle misure limitative della libertà personale.</p>
<p>Nel complesso, l’attività di prevenzione ha consentito di raggiungere i seguenti risultati:</p>
<ul>
<li>Nr. <strong>487 </strong>persone identificate, di cui nr. <strong>115</strong> con precedenti;</li>
<li>Nr. <strong>296 </strong>veicoli controllati;</li>
<li>Nr. <strong>23</strong> posti di controllo;</li>
<li>Nr. <strong>8</strong> attività commerciale controllata;</li>
<li>Nr. <strong>16 </strong>controlli alle persone sottoposte alle misure limitative della libertà personale</li>
<li>Sanzioni amministrative per un valore di circa <strong>12.000,00 euro</strong></li>
</ul>
<p>L’attività si inserisce in un più ampio piano di controllo del territorio, volto alla prevenzione e repressione dei reati, attraverso la predisposizione di mirati servizi di vigilanza volti a garantire la legalità e la sicurezza nel settore commerciale e dei trasporti e finalizzati al contrasto delle irregolarità amministrative, a garanzia degli operatori economici che rispettano le regole e della sicurezza dei cittadini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Verifica criticità e priorità da individuare: il Commissario Asp De Salazar all&#8217;Ospedale di Cetraro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/verifica-criticita-e-priorita-da-individuare-il-commissario-asp-de-salazar-allospedale-di-cetraro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2026 09:57:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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		<category><![CDATA[De Salazar]]></category>
		<category><![CDATA[Ospedale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una visita non annunciata, di domenica, per guardare da vicino la realtà dell&#8217;ospedale, ascoltare operatori sanitari, verificare criticità e individuare subito le priorità. È con questo spirito che il commissario dell&#8217;Asp di Cosenza, Vitaliano De Salazar, ha raggiunto il presidio ospedaliero di Cetraro, scegliendo di entrare direttamente nei reparti e toccare con mano la situazione. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>Una visita non annunciata, di domenica, per guardare da vicino la realtà dell&#8217;ospedale, ascoltare operatori sanitari, verificare criticità e individuare subito le priorità. È con questo spirito che il commissario dell&#8217;Asp di Cosenza, Vitaliano De Salazar, ha raggiunto il presidio ospedaliero di Cetraro, scegliendo di entrare direttamente nei reparti e toccare con mano la situazione. Appena arrivato, De Salazar ha contattato il sindaco Giuseppe Aieta, chiedendo di accompagnarlo nella visita. Insieme al primo cittadino era presente anche il vicesindaco Marco Occhiuzzi. Successivamente, su iniziativa dello stesso Aieta, li ha raggiunti anche la consigliera di minoranza e consigliera provinciale Gabriella Luciani, coinvolta nel confronto istituzionale sulla sanità del territorio. Il sopralluogo ha riguardato alcuni dei reparti più importanti della struttura: medicina, ostetricia, sale operatorie, pediatria, radiologia, oltre a un&#8217;analisi più ampia sulle prospettive di urologia e cardiologia, considerate strategiche per il futuro dell&#8217;ospedale.</p>
<p>&#8220;<em>Abbiamo visitato un ospedale che sta nel bel mezzo del suo cammino</em>&#8220;, ha dichiarato De Salazar, offrendo una fotografia chiara del presidio tirrenico: una struttura che possiede già reparti di eccellenza ma che necessita di un rafforzamento mirato per diventare un punto di riferimento ancora più forte per tutta la costa tirrenica cosentina. Tra i reparti più performanti il commissario individua senza esitazioni l&#8217;ostetricia, il blocco delle sale operatorie, la radiologia con macchinari nuovi e l&#8217;urologia. &#8220;<em>L&#8217;urologia ha una potenzialità importante per la professionalità esistente e potrebbe sgravare tutta la rete urologica del Cosentino. All&#8217;Annunziata abbiamo liste d&#8217;attesa importanti e qui abbiamo professionisti che però vanno rinforzati&#8221;</em>. Il ragionamento è preciso: potenziare Cetraro significa alleggerire la pressione sull&#8217;ospedale Annunziata di Cosenza, ridurre la migrazione sanitaria e limitare il ricorso forzato al privato. &#8220;<em>Dobbiamo subito rafforzare l&#8217;urologia con le graduatorie che ci sono. Altrimenti bisogna fare concorsi o anche attivare rapporti libero-professionali</em>&#8220;.</p>
<p>Un&#8217;altra priorità individuata è la cardiologia. &#8220;<em>Abbiamo un ospedale dove la medicina funziona, l&#8217;ostetricia funziona, l&#8217;urologia va rafforzata e dobbiamo rafforzare anche la cardiologia. Questo è il primo passo&#8221;</em>. Particolarmente significativo anche il dato del reparto maternità: dalla riapertura ha superato 500 parti, numeri che confermano il ruolo concreto e strategico del presidio. <em>&#8220;Cinquecento parti a Cetraro sono significativi</em>&#8220;, ha sottolineato De Salazar. Durante la visita il commissario racconta di aver trovato entusiasmo tra gli operatori sanitari, elemento che considera decisivo per qualsiasi percorso di rilancio. &#8220;<em>Ho riscontrato entusiasmo negli operatori&#8221;. </em>Ma il punto centrale non riguarda soltanto i reparti. Per De Salazar il vero salto di qualità passa da una nuova idea di sanità: meno frammentazione, più integrazione tra ospedale, territorio e sociale. &#8220;<em>La cosa bella è crederci tutti insieme. Io ci credo molto, perché questa è l&#8217;unica strada per il futuro. Altrimenti resta un&#8217;illusione pensare a un ospedale per ogni paesino</em>&#8220;.</p>
<p>Il commissario parla apertamente di una sanità partecipata, dove cittadini, istituzioni e servizi devono diventare un unico sistema. &#8220;<em>È una sanità partecipata, bella, dove i cittadini diventano responsabili e la comunità diventa tutt&#8217;uno con la sanità&#8221;</em>. Da qui nasce anche una riflessione forte sul dramma degli anziani soli, che De Salazar definisce una vera emergenza silenziosa. &#8220;<em>Ce lo dobbiamo porre il problema degli anziani che sono soli. C&#8217;è un inverno demografico evidente: vedove, vedovi, persone che restano da sole. La solitudine è un tema serio che va affrontato in un ambito socio-sanitario</em>&#8220;. Una denuncia che sposta il tema dalla sola assistenza ospedaliera alla necessità di costruire una rete sociosanitaria vera, fatta di lungodegenza, ospedali di comunità e presa in carico costante delle fragilità.<br />
&#8220;<em>Il problema ormai è sempre più sociosanitario. Non basta l&#8217;ospedale. Per questo servono la lungodegenza e l&#8217;ospedale di comunità&#8221;</em>.</p>
<p>Sul piano istituzionale, il sindaco Aieta ha definito la visita un segnale importante. &#8220;<em>Abbiamo accolto con gioia la presenza del commissario, che di domenica ha voluto fare visita all&#8217;ospedale. Abbiamo deciso &#8211; afferma Aieta &#8211; insieme al vicesindaco e dopo l&#8217;arrivo della consigliera Gabriella Luciani, di mettere su una cabina di regia che possa aiutare il commissario a dare risposte sulla sanità del territorio&#8221;</em>. Una cabina di regia, idea accolta con entusiasmo dal commissario, che dovrà mettere insieme Comune, Asp, sindacati, operatori sanitari e rappresentanze territoriali per affrontare criticità storiche come liste d&#8217;attesa, carenza di personale, servizi essenziali e organizzazione interna. &#8220;<em>È un lavoro che deve essere fatto con la comunità, con il Comune, con i sindacati e con grande senso di responsabilità, se si vogliono fare cose serie&#8221;</em>, ha ribadito De Salazar.</p>
<p>Il commissario ha inoltre promesso che, una volta stilata un&#8217;agenda degli interventi prioritari, tornerà a Cetraro per visitare gli altri reparti e verificare personalmente l&#8217;attuazione del programma. Non un sopralluogo simbolico, dunque, ma l&#8217;inizio di un percorso operativo. Perché il futuro dell&#8217;ospedale di Cetraro, nella visione di De Salazar, non passa dagli annunci ma dalla capacità di trasformare le potenzialità esistenti in una sanità pubblica più forte, più vicina e più giusta.</p></div>
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		<title>Blitz dei Carabinieri nel vibonese, 15 arresti per la faida fra le &#8216;ndrine Loielo ed Emanuele</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 10:06:47 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella mattinata odierna, 15 aprile 2025, nelle Provincie di Vibo Valentia, Catanzaro, Cosenza, Torino, Sassari, Teramo, Terni e Viterbo, i Carabinieri del Comando Provinciale di Vibo Valentia, collaborati dal personale dello Squadrone Eliportato Cacciatori di “Calabria” e dell’8° Nucleo Elicotteri, hanno dato esecuzione a un provvedimento cautelare emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Procura della Repubblica &#8211; Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, nei confronti di 15 persone (<em>di cui 5 già detenute</em>), gravemente indiziate, a vario titolo, di “<em>associazione per delinquere di tipo mafioso</em>”, <em>“omicidio</em>”, “<em>tentato </em><em>omicidio”</em>, “<em>estorsione aggravata dal metodo mafioso</em>” e “<em>detenzione e porto illegale di armi </em><em>comuni e da guerra</em>”, per le quali è stata emessa la misura della custodia cautelare in carcere. La complessa e impegnativa attività investigativa, condotta con la direzione e il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro e delegata ai Carabinieri del Comando Provinciale di Vibo Valentia ha riguardato un arco temporale ampio e si è sviluppata prevalentemente attraverso complesse attività tecniche oltre che su riscontri alle dichiarazioni di collaboratori di giustizia.</p>
<p>Gli esiti investigativi in tal modo conseguiti hanno permesso di delineare la gravità indiziaria circa i mandanti e gli autori di due eventi omicidiari, verificatisi nell’ambito della faida tra le ‘ndrine LOIELO ed EMANUELE (<em>entrambe rientranti nella locale dell’Ariola</em>) e, in particolare,<br />
dell’omicidio di ZUPO Antonino cl. ’81, in vita affiliato alla ‘ndrina EMANUELE, occorso il 22.9.2012, nonché del tentato omicidio di TASSONE Domenico cl. ‘85, anche lui affiliato alla predetta ‘ndrina, occorso il 25.10.2012, in cui rimase accidentalmente ucciso CERAVOLO Filippo cl. ‘93, estraneo a contesti di criminalità organizzata. In particolare, gli esiti investigativi acquisiti hanno permesso di ricostruire, sul piano della gravità indiziaria, il tentativo della ‘ndrina LOIELO di riacquisire il controllo criminale dell’area delle Preserre vibonesi in cui, dal 2002, era egemone la ‘ndrina facente capo alla famiglia EMANUELE a seguito degli omicidi di LOIELO Giuseppe e Vincenzo, esponenti dell’omonima consorteria. Sono stati, altresì, ricostruiti, sul piano della gravità indiziaria due tentati omicidi ai danni del suddetto ZUPO Antonio (<em>poi assassinato</em>).</p>
<p>Tra i reati ricostruiti sul piano della gravità indiziaria vi sono inoltre, una estorsione aggravata dal metodo mafioso da parte di un esponente della ‘ndrina LOIELO ai danni di un importante imprenditore locale il quale sarebbe stato costretto a corrispondere alla ‘ndrina LOIELO la somma di 20.000 € (<em>più altre quote mensili non </em><em>precisate</em>), nonché una tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso ad opera di 3 affiliati alla ‘ndrina EMANUELE ai danni di una ditta edile di Vibo Valentia impegnata nella realizzazione di opere pubbliche in Sorianello (VV).<br />
Sono stati ricostruiti infine, in termini di gravità indiziaria, vari reati in materia di armi. Al riguardo, nel corso delle indagini, sono state sequestrate 5 pistole e 7 fucili di cui un AK-47 Kalashnikov.<br />
Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari, è stato eseguito un decreto di<br />
perquisizione locale e personale delegato dalla autorità giudiziaria nei confronti di ulteriori soggetti ritenuti intranei alla struttura di ‘ndrangheta investigata.</p>
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		<title>Nel blitz arrestati anche gli assassini di Filippo Ceravolo, vittima innocente a soli 19 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 10:00:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nell&#8217;operazione eseguita questa mattina dai carabinieri e coordinata dalla Dda di Catanzaro, nell&#8217;ambito della quale sono stati eseguiti 15 provvedimenti cautelari nel Vibonese, viene contemplato anche l&#8217;omicidio di Filippo Ceravolo, vittima innocente di mafia. Ceravolo, 19 anni, è morto il 25 ottobre 2012 in seguito a un agguato mentre si trovava in macchina con il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;operazione eseguita questa mattina dai carabinieri e coordinata dalla Dda di Catanzaro, nell&#8217;ambito della quale sono stati eseguiti 15 provvedimenti cautelari nel Vibonese, viene contemplato anche l&#8217;omicidio di Filippo Ceravolo, vittima innocente di mafia.</p>
<p>Ceravolo, 19 anni, è morto il 25 ottobre 2012 in seguito a un agguato mentre si trovava in macchina con il vero obbiettivo dei killer, Domenico Tassone, il quale si è salvato gettandosi fuori dall&#8217;abitacolo. Tassone è stato tratto in arresto, con l&#8217;accusa di associazione mafiosa, lo scorso 8 aprile nel corso dell&#8217;operazione denominata &#8216;<em>Jerakarn</em>i&#8217;.</p>
<p>“<em>Grazie alle forze dell’ordine, grazie a chi ci è stato vicino in tutti questi anni. Sto ricevendo centinaia di chiamate. Finalmente ho i nomi e cognomi degli assassini di mio figlio. Ha ricevuto la sua giustizia dopo tanti anni di battaglia. Spero che adesso si vada fino in fondo e per chi ha ucciso Filippo ci sia il fine pena mai. E’ un’emozione grandissima, non riesco neanche a parlare”.</em> Queste le prime parole di Martino Ceravolo, papà della vittima innocente, che per anni si è impegnato in prima persona per chiedere di fare luce sulla vicenda.</p>
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		<title>Blitz anti-&#8216;ndrangheta tra Calabria e Milano: arrestato anche Marco Ferdico, ex ultras interista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 15:49:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>C’è anche Marco Ferdico tra i 54 destinatari della ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Catanzaro su richiesta della Dda, nell’ambito della a maxi-operazione della Polizia di Stato coordinata dalla procura distrettuale di Catanzaro e condotta dalla I divisione del Servizio centrale operativo, dalla squadra mobile di Vibo Valentia e dalla Sisco di Catanzaro, che vede impegnati circa 350 uomini in 5 regioni: arresti sono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>C’è anche <strong>Marco Ferdico</strong> tra i 54 destinatari della ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Catanzaro su richiesta della<strong> Dda</strong>, nell’ambito della a<strong> maxi-operazione </strong>della Polizia di Stato coordinata dalla procura distrettuale di Catanzaro e condotta dalla I divisione del Servizio centrale operativo, dalla squadra mobile di Vibo Valentia e dalla Sisco di Catanzaro, che vede impegnati circa <strong>350 uomini in 5 regioni: </strong>arresti sono stati eseguiti nelle province di <strong>Vibo Valentia, Catanzaro, Reggio Calabria, Cosenza, Benevento, Milano, Rovigo e Viterbo</strong>. Nel dettaglio, sono state eseguite 46 custodie cautelari in carcere e 8 obblighi di dimora con contestuale obbligo di presentazione.</p>
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<div id="outbrain_widget_0" class="OUTBRAIN" data-src="https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/ndrangheta-marco-ferdico-curva-nord-drxgwt30" data-widget-id="AR_2" data-ob-mark="true" data-browser="chrome" data-os="win32" data-dynload="" data-idx="0">
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<div class="ob-widget-header">Ne<strong>l filone milanese </strong>compare appunto Marco Ferdico, uno degli ex capi della <strong>Curva Nord </strong>dell&#8217;Inter, già <strong>condannato</strong> in abbreviato per <strong>l&#8217;inchiesta ‘Doppia Curva’</strong> e a <strong>processo </strong>a Milano con altri quattro tra cui suo padre per l&#8217;omicidio di Vittorio Boiocchi. Le accuse al 40enne, difeso dall&#8217;avvocato Mirko Perlino, sono di <strong>associazione di stampo mafioso</strong> e <strong>associazione finalizzata al traffico di stupefacenti</strong>.</div>
</div>
</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’operazione odierna, infatti, è finalizzata in particolare al contrasto al<strong> traffico di droga</strong> da parte della <strong>‘ndrangheta,</strong> in particolare alla piena operatività della consorteria di &#8216;ndrangheta nota come <strong>&#8216;Locale dell&#8217;Ariola’</strong> e, nel dettaglio, della &#8216;ndrina facente capo alle <strong>famiglie Emanuele e Idà </strong>di Gerocarne, nel Vibonese, attive nei Comuni del comprensorio delle Serre vibonesi. Il nome di Ferdico nell’inchiesta di Catanzaro è un’ulteriore conferma, per quanto indiretta, dei legami tra la &#8216;ndrangheta e il tifo organizzato. Infiltrazioni emerse in tutta la loro drammaticità nell’<strong>omicidio</strong> del 2024 di Antonio Bellocco<b>,</b> rampollo dell&#8217;omonima cosca calabrese, da parte di <strong>Andrea Beretta,</strong> storico leader della Curva Nord nerazzurra che Bellocco aveva scalato nelle gerarchie.</p>
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		<title>VIDEO-Blitz antidroga della Guardia di finanza, 15 misure cautelari</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-blitz-antidroga-della-guardia-di-finanza-15-misure-cautelari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 08:47:25 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-371861-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/Blitz-GdiF.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/Blitz-GdiF.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/Blitz-GdiF.mp4</a></video></div>
<p>Il Comando Provinciale Catanzaro e il Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O) della Guardia di Finanza, all’esito di un’articolata indagine di polizia giudiziaria, condotta sotto il coordinamento di questa Procura Distrettuale della Repubblica, hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catanzaro a carico di n. 15 soggetti accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, con l’aggravante, tra le altre,<br />
di aver agito al fine di agevolare l’attività della “locale di Ariola”, articolazione territoriale della ramificata organizzazione di tipo mafioso denominata &#8216;ndrangheta. In particolare, per 12 dei 15 indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per 1 la misura restrittiva degli arresti domiciliari e per 2 la misura dell’obbligo di dimora.</p>
<p>Nel corso delle operazioni di perquisizione, funzionali alla esecuzione delle misure cautelari, sono state utilizzate anche unità cinofile, sia antidroga che cash dog. L’attività investigativa, svolta dai militari del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria Catanzaro della Guardia di Finanza, ha documentato l’esistenza e l’operatività di un’organizzazione criminale, facente capo alla ‘ndrina MAIOLO di Acquaro (VV), dedita al traffico di sostanze<br />
stupefacenti in tutta Italia. Le indagini di polizia giudiziaria, condotte attraverso una minuziosa e complessa attività tecnica di individuazione di smartphone criptati e successiva disamina di una cospicua mole di conversazioni chat crittografate, hanno evidenziato come l’associazione avesse fissato il proprio centro decisionale nella provincia vibonese, da dove, il dominus del sodalizio indagato coordinava tutte le attività, procacciava, senza soluzione di continuità, ingenti quantitativi di narcotico che venivano, poi, consegnati dai corrieri dell’organizzazione principalmente in territorio laziale, piemontese e abruzzese, dove l’organizzazione gestiva un vero e proprio hub utilizzato per il deposito di stupefacenti.</p>
<p>L’interesse dell’associazione convergeva per lo più nel traffico di sostanza stupefacente del tipo marijuana e cocaina. All’esito delle investigazioni sono stati ricostruiti, complessivamente, numerosi episodi di compravendita e detenzione di sostanze stupefacenti per un quantitativo complessivo di circa 750 Kg. di marijuana e 11 kg. di cocaina, per un valore di circa 10 milioni di euro.</p>
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		<title>VIDEO-Crotone, 100 poliziotti in azione per blitz contro lo spaccio: 10 arresti, 22 gli indagati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 08:23:15 +0000</pubDate>
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<div dir="auto">Nella giornata odierna personale della Polizia di Stato della Questura di Crotone &#8211; Squadra Mobile, unitamente a personale della Questura di Reggio Calabria, del Reparto Prevenzione Crimine di Cosenza, Unità cinofile Antidroga ed un elicottero del V Reparto Volo della Polizia di Stato di Reggio Calabria, ha dato esecuzione all’ordinanza applicativa di misure cautelari di tipo personale, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catanzaro su richiesta della Procura della Repubblica di Catanzaro &#8211; Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di quattordici soggetti di Isola Capo Rizzuto (KR). A carico degli indagati – in ordine ai quali il G.I.P. ha disposto la misura della custodia cautelare in carcere per dieci soggetti e dell’obbligo di dimora per quattro soggetti &#8211; nell’ordinanza cautelare viene riconosciuta la gravità indiziaria in ordine al reato di associazione per delinquere finalizzato alla detenzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti.</div>
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<div dir="auto">La complessa e impegnativa attività investigativa, effettuata da personale della Questura di Crotone &#8211; Squadra Mobile sotto la direzione della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, si è svolta attraverso il monitoraggio video delle zone di spaccio di stupefacenti, il monitoraggio telefonico e telematico degli indagati addetti allo smercio del narcotico ed attraverso attività di perquisizione e sequestro di stupefacente. Gli esiti investigativi in tal modo conseguiti hanno permesso di delineare (nella fase delle indagini preliminari che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa) la gravità indiziaria circa l’attuale operatività di una organizzazione dedita alla detenzione e allo spaccio di cocaina, marijuana e hashish.</div>
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<div dir="auto">Nel corso delle perquisizioni domiciliari eseguite contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari, sono state rinvenute e sequestrate diverse armi detenute illegalmente e abilmente occultate nelle pertinenze delle abitazioni. Nel medesimo contesto operativo è stata, altresì, sequestrata della sostanza stupefacente oltre al materiale per il confezionamento.</div>
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		<title>VIDEO-Reggio Calabria, blitz Carabinieri e Finanza: Frode sportiva serie minori di calcio, 5 arresti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Oct 2025 08:55:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 640px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-345702-3" width="640" height="360" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/10/Video-Op.-Penalty.mp4?_=3" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/10/Video-Op.-Penalty.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/10/Video-Op.-Penalty.mp4</a></video></div>
<p>Dalle prime ore di oggi 29 ottobre, i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria e i Finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, stanno dando esecuzione a una misura cautelare di sottoposizione agli arresti domiciliari, emessa dal Tribunale di Reggio Calabria nei confronti di 5 soggetti, indagati per il reato di associazione a delinquere finalizzata alle frodi sportive. Le indagini, coordinate da questa Procura della Repubblica di Reggio Calabria, iniziate nel gennaio del 2024 dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Reggio Calabria e proseguite anche con la partecipazione dei Finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria, che già investigava con altra Procura della Repubblica, hanno avuto origine da una segnalazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli relativa ad un flusso anomalo di scommesse su di un incontro calcistico della categoria Primavera. L’attività investigativa che ne è derivata – come confermata, allo stato, dalle valutazioni del Giudice per le Indagini Preliminari &#8211; ha permesso di raccogliere gravi elementi in ordine all’esistenza di un’associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva, promossa e diretta da un arbitro della Sezione di Reggio Calabria delle categorie Primavera, Primavera 2 e Serie C, il quale dirigeva l’arbitraggio di diversi incontri calcistici, in modo da indirizzare il risultato finale e farlo convergere verso gli esiti oggetto di scommesse mirate effettuate dai membri del sodalizio.</p>
<p>Anche in seguito alla sua sospensione da parte degli organi di giustizia sportiva che avevano accertato le prime irregolarità, il direttore di gara reggino individuava altri colleghi arbitri, designati per i singoli incontri sportivi, per poi avvicinarli e corromperli, mediante la dazione o la promessa di somme di denaro, che potevano arrivare anche a 10.000 euro a partita, sempre affinché questi conducessero una direzione di gara funzionale a far convergere il risultato verso l&#8217;esito delle scommesse effettuate dai membri dell&#8217;associazione. Secondo la ricostruzione avallata dal G.I.P., il sistema criminale vedeva la partecipazione di ulteriori indagati in qualità di partecipi dell&#8217;associazione, i quali fornivano supporto morale e materiale all’attività svolta dall’arbitro occupandosi anche di ricercare i contatti con i direttori di gara designati per le partite oggetto di scommessa oltre ad investire il proprio denaro sulle scommesse del gruppo, al fine di trarne un utile comune. Il modus operandi era semplice ma efficace: l’arbitro faceva in modo che le partite terminassero con un numero di goal tale da poter garantire il verificarsi del pronostico “over” (cioè il superamento di un numero totale di goal per ogni match).</p>
<p>Il direttore di gara riusciva ad ottenere tale risultato concedendo un numero importante di rigori, molto spesso inesistenti. Altre volte invece favoriva una delle due squadre, normalmente quella le cui quotazioni permettevano introiti più elevati, espellendo giocatori delle squadre avversarie senza una reale motivazione. Queste decisioni risultavano avere un impatto assolutamente rilevante sull&#8217;epilogo delle gare, che era ben lontano da quello conseguente al corretto e leale svolgimento delle competizioni sportive. Proprio su quell’esito falsato e “pilotato” gli altri componenti dell’associazione scommettevano ingenti somme di denaro che fruttavano loro elevati guadagni. A finanziare l’associazione, soprattutto al fine di corrompere altri direttori di gara, erano due imprenditori toscani (padre e figlio), titolati di un’agenzia di scommesse di Sesto Fiorentino (FI), anche loro tratti in arresto.<br />
Nello specifico, l’associazione utilizzava anche l’attività di raccolta scommesse ubicata in Toscana per veicolare giocate per importi rilevanti sulle gare influenzate dagli episodi corruttivi. Gli accertamenti bancari e sui conti gioco utilizzati dall’associazione consentivano di censire l’utilizzo da parte degli indagati di provider di scommesse esteri e non autorizzati a operare nell’ambito dell’Unione Europea, all’evidente scopo di non destare sospetti su corposi flussi di scommesse.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-reggio-calabria-blitz-carabinieri-finanza-frode-sportiva-serie-minori-di-calcio-5-arresti/">VIDEO-Reggio Calabria, blitz Carabinieri e Finanza: Frode sportiva serie minori di calcio, 5 arresti</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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