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	<title>Biondo Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 30 Oct 2023 13:52:41 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Biondo (Uil): Il Governo non ha una visione su rilancio produttivo del Sud e va a rilento sulla Zes</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Oct 2023 13:52:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Sulla Zona Economica Speciale, il Governo procede a rilento e senza una visione strategica per il rilancio produttivo del Mezzogiorno. La Legge di bilancio, su questa specifica tematica, ha il fiato corto e non assegna la giusta strategicità a uno strumento che rappresenta una via di sviluppo importante per il Mezzogiorno e per il Paese”. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Sulla Zona Economica Speciale, il Governo procede a rilento e senza una visione strategica per il rilancio produttivo del Mezzogiorno. La Legge di bilancio, su questa specifica tematica, ha il fiato corto e non assegna la giusta strategicità a uno strumento che rappresenta una via di sviluppo importante per il Mezzogiorno e per il Paese”. Lo afferma, in una nota, Santo Biondo segretario confederale della Uil.</p>
<p>“Si continua a depotenziare la Zes – continua – e con l’accentramento delle competenze a Roma si profila il rischio di una paralisi inaccettabile della sua stessa operatività, ingolfando quella struttura unica che dovrà controllare lo sviluppo dei progetti. Continuiamo a pensare che aver realizzato una Zes unica, a carattere generalista, non sia stata una scelta giusta da parte del Governo, dato che noi consideriamo la Zona Economica Speciale un’importante leva di politica industriale per il Mezzogiorno, se specializzata in alcuni settori strategici e legata al sistema portuale delle regioni del sud del Paese. Il binomio Zes-porti, infatti, – afferma Biondo – può rappresentare un forte attrattore per gli investimenti privati nelle aree retroportuali.<br />
Il rischio che vediamo profilarsi è quello di un ritorno al passato, quando errori imperdonabili di gestione hanno disseminato le aree portuali e retroportuali di capannoni industriali rimasti vuoti e inoperosi”.</p>
<p>Oggi più che mai, invece, sostiene il sindacalista, “è necessaria una politica industriale chiara e obiettivi di sviluppo precisi. L’unico modo per non rendere inefficace la Zes è assicurare continuità agli strumenti di incentivazione e semplificazione esistenti e dare strutturalità ai finanziamenti. Non vorremmo che si stesse operando per perseguire un progressivo svuotamento del progetto Zes. Sarebbe l’ennesimo errore che il Governo, dopo aver pensato a un regionalismo asimmetrico a perequazione zero, compirebbe ai danni della voglia di riscatto di una parte del Paese. Siamo convinti, infine, – conclude – che sia necessario procedere all’istituzione di un osservatorio strategico, legato ai territori, che si occupi di verificare la qualità delle imprese che andranno a godere dei benefici fiscali previsti dalla Zes, che sia in grado di accertare gli impatti occupazioni dei progetti che verranno presentati, che sia capace di verificare l’applicazione dei contratti collettivi di lavoro e che non dimentichi di vigilare sul rispetto delle norme sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro”.</p>
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		<title>Cgil, Cisl e Uil Calabria: Porto di Gioia Tauro a rischio chiusura, Governo e Regione intervengano</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cgil-cisl-e-uil-calabria-porto-di-gioia-tauro-a-rischio-chiusura-governo-e-regione-intervengano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Oct 2023 18:09:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“È paradossale quello che sta avvenendo nel sistema portuale ed in modo particolare al Porto di Gioia Tauro che rischia realmente la chiusura a causa della direttiva europea sulla riduzione delle emissioni in atmosfera nel settore marittimo”: Parole dei Segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Calabria Angelo Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo. &#8220;Come [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“È paradossale quello che sta avvenendo nel sistema portuale ed in modo particolare al Porto di Gioia Tauro che rischia realmente la chiusura a causa della direttiva europea sulla riduzione delle emissioni in atmosfera nel settore marittimo”: Parole dei Segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Calabria Angelo Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo.</p>
<p>&#8220;Come sta emergendo, infatti , la direttiva entrerà in vigore dal primo gennaio 2024 e c’è il rischio, per non dire la certezza, che le compagnie di trasbordo, al fine di non rischiare multe pesantissime, delocalizzino la propria attività in altri porti, al di fuori dell’UE. È necessario, dunque, che il Governo e la Regione intervengano immediatamente perché l’UE dia alle compagnie marittime il tempo di operare una riconversione del sistema di emissioni&#8221;.</p>
<p>Nella nota congiunta i tre sindacalisti evidenziano che &#8220;Sono in pericolo migliaia di posti di lavoro ed è in discussione anche il futuro stesso del Porto di Gioia come hub strategico nel Mediterraneo. Nel sostenere tutte le iniziative che le federazioni trasporti delle nostre organizzazioni sindacali stanno mettendo in cantiere perché si intervenga in maniera rapida ed efficace per consentire al porto di continuare a svolgere la sua importante funzione, chiediamo un incontro urgente al Presidente della Giunta Occhiuto affinché la Regione Calabria faccia immediatamente sentire e pesare la propria voce e sia scongiurato il rischio di rallentare, se non addirittura di mandare in malora, tutti i progetti e i processi di sviluppo legati all’importante infrastruttura portuale” – concludono i Segretari generali regionali di Cgil, Cisl e Uil.</p>
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		<title>Regionali, Biondo (Uil Calabria): &#8220;Nella &#8216;scampagnata elettorale&#8217; manca il tema del lavoro&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Aug 2021 09:24:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Nel menù di questa &#8216;scampagnata elettorale&#8217;, che accompagnerà la Calabria al rinnovo del Consiglio regionale del prossimo mese di ottobre, manca, fra le altre, una portata essenziale: le politiche per il lavoro&#8221;. Lo afferma, in una nota, Santo Biondo, segretario generale Uil Calabria. &#8220;Chi ha deciso di scendere in campo, a qualsiasi orientamento politico appartenga [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Nel menù di questa &#8216;scampagnata elettorale&#8217;, che accompagnerà la Calabria al rinnovo del Consiglio regionale del prossimo mese di ottobre, manca, fra le altre, una portata essenziale: le politiche per il lavoro&#8221;. Lo afferma, in una nota, Santo Biondo, segretario generale Uil Calabria.</p>
<p>&#8220;Chi ha deciso di scendere in campo, a qualsiasi orientamento politico appartenga &#8211; prosegue &#8211; non sta prestando attenzione alle richieste che arrivano dal basso. Dal centrodestra al centrosinistra si è deciso di sfuggire al confronto più volte chiesto, in maniera unitaria, dal sindacato confederale calabrese, tutto ciò favorito dalla parcellizzazione della coalizione di centrosinistra che ha scelto di marciare divisa e, così facendo, partire sconfitta prima ancora di arrivare alle urne. Tutto si sta svolgendo a scartamento ridotto, i toni sono bassi, si pensa più che altro a trovare la congiunzione giusta per assicurarsi un posto all&#8217;interno dell&#8217;aula &#8216;Fortugno&#8217;. Ciò che rimane, ancora una volta, estromesso dal dibattito è il futuro della nostra Terra, le sue prospettive economiche, sociali ed occupazionali che, purtroppo, tanto sono state segnate dall&#8217;emergenza pandemica ancora in atto&#8221;.</p>
<p>&#8220;Si sente parlare solo di schieramento e di candidature. Adesso &#8211; prosegue la nota &#8211;  anche l&#8217;antimafia è diventato brand, come se non si conoscesse la storia politica e personale di ciascun candidato. Poco o niente si sa dei programmi amministrativi di chi si candida, di come, solo per fare alcuni esempi, si intende affrontare l&#8217;emergenza sanitaria, quella sociale legata al mondo dell&#8217;istruzione, quella idrica, quella ambientale o difendere il territorio dagli incendi o dal dissesto idrogeologico. Noi, avevamo provato ad accendere i toni del dibattito pubblico, cercando di stimolare il confronto con la politica regionale e la società impegnata. Lo avevamo fatto proponendo lo scorso Primo maggio una Piattaforma unitaria il cui senso, però, non è stato colto da una politica calabrese troppo distratta da beghe interne e clientele da curare per il proprio tornaconto elettorale. Questa campagna elettorale non contribuirà purtroppo ad elevare il livello dell&#8217;azione amministrativa e politica sulle tante, troppo, tematiche emergenziali ancora irrisolte, così come rischia di isolare la regione dal dibattito nazionale e far scemare oltremodo l&#8217;attenzione del Governo nazionale rispetto alle reali necessità del territorio. Fra le tante problematiche ancora irrisolte, insieme a quelle evidenziate prima, vi è quella del lavoro. Nella nostra regione la pandemia ha contribuito ad appesantire la condizione economica e sociale&#8221;.</p>
<p>&#8220;In questo contesto, quindi, &#8211; è scritto ancora &#8211; diventa determinante avere un mercato del lavoro competitivo, moderno e rispettoso delle regole, dove il precariato venga azzerato e si proceda repentinamente all&#8217;avvio di una nuova stagione concorsuale utile a rinnovare la pubblica amministrazione, fortemente debilita da anni di blocco del turnover e da assenza di concorsi pubblici e meritocratici. La partita in questo campo si gioca su due livelli: uno nazionale e un altro locale. A Roma, purtroppo, il Governo procede a rilento nel confronto con le parti sociali, per definire l&#8217;attesa riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive del lavoro. Solo questo, insieme al corretto utilizzo delle tante risorse che arriveranno da Bruxelles, può dare vita ad una svolta storica di tutto il sistema produttivo italiano&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ma se a Roma &#8211; osserva Biondo &#8211; si procede a rilento, a Catanzaro tutto è fermo. Anche il livello regionale, infatti, ha la sua valenza in questo campo e, purtroppo, in questi anni la Calabria &#8211; la sua classe politica &#8211; ha fallito nel tentativo di rinnovare il settore del lavoro pubblico, azzerando i concorsi e favorendo il precariato solo per tornaconto elettorale. Nel settore privato, poi, la politica di governo regionale non è riuscita a favorire l&#8217;incastro virtuoso fra le politiche attive e il fabbisogno di competenze professionali provenienti dal mondo produttivo, sacrificando così le potenzialità di crescita di tante esperienze di livello che vorrebbero crescere e non riescono a farlo anche per l&#8217;incapacità della classe dirigente regionale di approntare delle politiche del lavoro e dello sviluppo produttivo capaci di intercettare i bisogni delle imprese e dei lavoratori. Politiche regionali utili anche ad attrarre investimenti privati da parte dei grandi gruppi industriali nazionali. Più volte, purtroppo inascoltati, abbiamo chiesto l&#8217;avvio di tavoli di discussione interdipartimentali per mettere insieme tutte le parti sociali, il mondo delle imprese e la governance regionale con il solo obiettivo di dare concretezza ad una politica industriale che sia capace di incastrarsi con quella nazionale, in grado di utilizzare le risorse del fondo sociale europeo &#8211; che sino ad oggi è stato parcellizzato senza creare nulla di strutturato &#8211; dare concretezza al progetto della Zona economica speciale (che potrebbe essere un vero volano di crescita economica ed occupazionale) e offrire a questa terra una prospettiva concreta di sviluppo. Siamo convinti, infine, che solo un confronto serrato con il Partenariato economico e sociale possa essere utile ad invertire la rotta, a ricercare e selezionare le idee giuste per la ripartenza e la resilienza di una terra che, sino ad oggi, ha sprecato la dote dei finanziamenti europei e rischia di non affrontare con il giusto piglio la programmazione del Pnrr, di vedere sfumare le opere previste dal Patto per la Calabria e di non saper programmare e spendere i circa 5 miliardi di euro a sua disposizione&#8221;.</p>
<p>&#8220;Continueremo a batterci con le nostre idee e proposte &#8211; conclude Biondo &#8211; per provare ad invertire la rotta alla Calabria, l&#8217;opportunità che si presenta non può essere sprecata da egoismi e personalismi di parte&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Cgil, Cisl e Uil: alla Calabria serve un piano straordinario con leggi speciali per il lavoro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cgil-cisl-e-uil-alla-calabria-serve-un-piano-straordinario-con-leggi-speciali-per-il-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jul 2021 16:40:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nuovo intervento dei segretari generali di Cgil Cisl Uil Calabria, Angelo Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo, secondo i quali &#8220;Occorre oggi aprire un dibattito pubblico sui destini della Calabria in un contesto nazionale dove si faranno scelte irreversibili sugli investimenti, sullo sviluppo, a partire dal fare chiarezza sul PNRR&#8221;. &#8220;Alla Calabria, regione tra le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nuovo intervento dei segretari generali di Cgil Cisl Uil Calabria, Angelo Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo, secondo i quali &#8220;Occorre oggi aprire un dibattito pubblico sui destini della Calabria in un contesto nazionale dove si faranno scelte irreversibili sugli investimenti, sullo sviluppo, a partire dal fare chiarezza sul PNRR&#8221;.</p>
<p>&#8220;Alla Calabria, regione tra le ultime d’Europa e con la ndrangheta tra le mafie più potenti del mondo &#8211; aggiungono &#8211; serve un piano straordinario per il lavoro, misure adeguate per l’istruzione, per la salute, per la legalità. Servono azioni concrete del Governo nazionale e legislazioni speciali per l’occupazione. Non c’è più tempo per la Calabria, il tempo è adesso&#8221;.<br />
&#8220;Come le misure del PNRR impatteranno sullo sviluppo e l’occupazione nel Sud e nella Calabria &#8211; annunciano i tre segretari calabresi &#8211; ne discuteranno i segretari generali di Cgil Cisl Uil Maurizio Landini, Luigi Sbarra, Pierpaolo Bombardieri a Siderno il 26 luglio. Occorre capire come verranno allocate le diverse risorse pubbliche e come attuare un adeguato piano per l’occupazione. Per fare ciò il ruolo della politica locale, regionale, delle amministrazioni locali del mezzogiorno deve essere adeguato alle sfide. Ad oggi non ci siamo proprio. Invece di alimentare un piano per l’occupazione vero, con una legislazione speciale come avvenne a fine anni 70, per dare certezze al lavoro e renderlo meno precario, assistiamo all’ennesime campagne elettorali sul precariato, sulle rovine della Calabria, sulla sanità morente, sulla povertà, senza un minimo impegno e dibattito pubblico su come costruire opportunità vere e proposte che diano un orizzonte ai territori, alle aree interne, alle famiglie, ai giovani, alle donne. Il limite della Calabria è l’assenza di un pensiero collettivo, a volte si fanno autorevoli analisi, si giudica e si danno pagelle sul lavoro degli altri, ma nessuno mette in campo idee, proposte concrete su cui fare discussioni vere, di respiro ampio e di prospettiva&#8221;.</p>
<p>Sposato, Russo e Biondo affermano di aver cercato nei mesi scorsi di &#8220;dare un modesto contributo per avviare un dibattito pubblico con un documento unitario sui diversi temi che affliggono la nostra regione, lo abbiamo inviato alle Istituzioni, alle forze politiche, alla deputazione parlamentare e regionale, alla giunta regionale, per cercare di aprire con umiltà un confronto sulle riforme che servono alla Calabria, su piani di sviluppo, sulle Zes, sul PNNR, sulla sanità, sul precariato, sul lavoro. La giunta regionale che sta rimodulando milioni di euro di spesa pubblica è una sommatoria di individualismi, che invece di proiettare misure concrete per lo sviluppo, attraverso un piano per lo sviluppo di qualità e di lavoro vero, continua la strada della parcellizzazione della spesa, dei piccoli interventi a pioggia, alimentando la precarietà del lavoro e dello stato di bisogno. Alla Calabria non serve un nuovo esercito di precari, su questo bisogna essere chiari, ma occorre sbloccare i concorsi nelle amministrazioni pubbliche in tutti i settori (sanità, enti locali, giustizia, scuola) con clausole specifiche che prevedano il riconoscimento del lavoro precario svolto. Serve un piano del lavoro che parta dalla gestione e dalla manutenzione del territorio, delle aree interne, individuando una strategia di gestione con un ufficio unico del piano (Calabria Verde, protezione civile, Consorzi, Parchi, università..).  Serve un piano nazionale con politiche industriali per fare investire in tecnologie le partecipate pubbliche nelle aree del mezzogiorno e delle ZES e rilanciare i retroporti a partire da Gioia Tauro, con riallocazioni di aziende e filiere produttive delocalizzate. Serve un grande processo di formazione, conversione e riqualificazione del lavoro. Serve una battaglia senza confini contro ogni forma di sfruttamento del lavoro povero, precario, grigio, che in Calabria viene retribuito al di sotto delle soglie del reddito di cittadinanza. Servono protocolli di tracciabilità della spesa pubblica contro le infiltrazioni criminali e per la legalità. Servono riforme vere, per fare diventare la Calabria una regione normale. Su questi temi siamo disponibili al confronto&#8221;- concludono i segretari generali di Cgil Cisl Uil Calabria.</p>
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		<item>
		<title>Uil, basta morti sul lavoro: l&#8217;adesione di due noti artisti regionali</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/uil-basta-morti-sul-lavoro-ladesione-di-due-noti-artisti-regionali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 May 2021 10:06:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Biondo]]></category>
		<category><![CDATA[calabrese]]></category>
		<category><![CDATA[Mazzotta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il lavoro che manca, il lavoro che soffre, il lavoro che uccide. L’Italia, sotto stress come il resto del mondo per la pandemia da Covid-19, è costretta a fare i conti con una strage silenziosa: quella delle morti bianche. Anche in questi giorni, a cavallo fra la giornata mondiale per la sicurezza sui luoghi di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il lavoro che manca, il lavoro che soffre, il lavoro che uccide. L’Italia, sotto stress come il resto del mondo per la pandemia da Covid-19, è costretta a fare i conti con una strage silenziosa: quella delle morti bianche. Anche in questi giorni, a cavallo fra la giornata mondiale per la sicurezza sui luoghi di lavoro ed il Primo maggio, lungo lo stivale si sono registrati numerosi casi di incidenti, purtroppo anche mortali, sui luoghi di lavoro.</p>
<p>E la Calabria, purtroppo, primeggia anche in questa amara statistica, facendo segnare oltre 150 morti sul lavoro,  che, in queste ultime ore, è stata drammaticamente aggiornata a causa di nuovi incidenti, anche con esito mortale, che si sono registrati su tutto il territorio regionale.</p>
<h4>&#8220;0 KILLED&#8221;</h4>
<p>La Uil, per sensibilizzare l’opinione pubblica nazionale su un temo troppo spesso disatteso, ha scelto di avviare la campagna #ZeroMortiSulLavoro, riassumendola in un gesto &#8211;  l’ok fatto con le dita &#8211; che durante la guerra i militari americani usavano scrivere su una bandiera visibile da lontano per indicare che sul campo di battaglia non si erano registrate vittime: 0 killed appunto.</p>
<p>L’obiettivo del sindacato, come ricordato dal Segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri, “non è diminuire, non è ridurre, ma azzerare le morti bianche. Per la UIL questa è la lotta della vita, è la battaglia per la civiltà del lavoro. Dobbiamo farla per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori, quelli di oggi e quelli che verranno. E per combatterla è necessario scendere in campo in prima persona, metterci la faccia”.</p>
<p>Proprio per questo il Sindacato ha scelto di avviare una campagna di comunicazione e sensibilizzazione che si snoderà con mobilitazioni social, manifesti, spot, dibattiti sindacali e mobilitazioni. Ma, soprattutto, la Uil ha scelto di metterci la faccia e di chiedere ai cittadini italiani di fare lo stesso e per questo ha avviato una campagna di ricerca di “ambasciatori” della campagna #ZeroMortiSulLavoro che ha coinvolto anche la Calabria.</p>
<p>A metterci la faccia, per sensibilizzare istituzioni e organi competenti a migliorare la sicurezza sul luoghi di lavoro, sono stati per primi Peppino Mazzotta e Gennaro Calabrese. I due attori hanno accolto senza tentennamenti la proposta giunta dal Segretario generale della Uil Calabria, Santo Biondo e hanno sposato la campagna, mettendo la propria firma per rilanciare anche in questa regione il messaggio “0 killed”.</p>
<h4>BIONDO</h4>
<p>“La ricerca del benessere lavorativo &#8211; dice Santo Biondo &#8211; deve diventare la nuova frontiera sulla quale si deve essere in grado di creare un’alleanza costruttiva che metta insieme: istituzione, sindacati, imprenditori e politica. Il percorso di crescita tecnologica deve ancorarsi a questo tema se non vuole smarrire il suo senso, vale a dire quello di rendere agevole il rapporto fra l’uomo e la macchina e aumentare i valori di sicurezza e salubrità sul posto di lavoro”.</p>
<p>Per il Segretario generale della Uil Calabria, infine, è necessario introdotte delle modifiche alla normativa esistente. “Intanto &#8211; conclude Santo Biondo, rilanciando una battaglia che è di tutta la Uil &#8211; è necessario dare concretezza alla patente a punti per le imprese. Si tratta di dare attuazione a quanto previsto dal testo unico in materia, per un sistema di qualificazione delle aziende. In questo modo le imprese più virtuose avrebbero più punti mentre per quelle interessate da malattie e infortuni, in caso di reiterate violazioni, sarebbero previste sanzioni.</p>
<h4>&#8220;DIVENTI REATO&#8221;</h4>
<p>Poi, è necessario che il Governo vari l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro, per punire chi invece risparmia scientemente sulla vita degli operai ed, anche, prevedere l’assunzione di nuovi ispettori del lavoro per sopperire alle croniche carenze d’organico di questo settore. E, infine, questi provvedimenti devono essere affiancati da una rinnovata attenzione al contrasto del lavoro nero, dal ripristino del Documento unico di regolarità contributiva a tre mesi e per cantiere; dall’attuazione dell’articolo 105 comma 16 del Codice degli appalti che prevede l’introduzione della congruità, dallo stop alle catene lunghe di sub appalti e da un intervento mirato a porre un freno all’applicazione di contratti di lavoro diversi da quello del comparto di competenza. Così come è molto importante che la Regione Calabria dia vita &#8211; come chiesto unitariamente da Cgil, Cisl e Uil, all’interno del Dipartimento salute, alla commissione sulla prevenzione e sulla sicurezza all’interno dei luoghi di lavoro”.</p>
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		<title>Biondo (Uil): spesa Por Calabria non va oltre un deludente 38%</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/biondo-uil-spesa-por-calabria-non-va-oltre-un-deludente-38/</link>
		
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2021 15:19:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; &#8220;Avremmo preferito essere smentiti e, invece, il Comitato di sorveglianza del Por 2014/2020 ha confermato le nostre preoccupazioni. La spesa calabrese del Programma operativo regionale non va oltre il 38%: un parametro generale che è assai deludente rispetto ai reali bisogno che la regione Calabria ha sia rispetto al resto del Paese, sia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; &#8220;Avremmo preferito essere smentiti e, invece, il Comitato di sorveglianza del Por 2014/2020 ha confermato le nostre preoccupazioni. La spesa calabrese del Programma operativo regionale non va oltre il 38%: un parametro generale che è assai deludente rispetto ai reali bisogno che la regione Calabria ha sia rispetto al resto del Paese, sia nei confronti delle altre regioni del Mezzogiorno&#8221;. Lo afferma, in una nota, il segretario generale della Uil calabrese, Santo Biondo.<br />
&#8220;Questo Programma operativo, sul quale è mancato il dialogo sociale all&#8217;interno del partenariato &#8211; prosegue Biondo &#8211; non brilla in trasparenza. Ancora oggi, infatti, non è possibile analizzare i dati sull&#8217;impatto che le varie misure hanno avuto rispetto alla spesa. Ancora oggi non vi è l&#8217;opportunità di portare a compimento un&#8217;analisi sulle reali ricadute che le varie misure hanno avuto e, soprattutto, di capire se la spesa è stata scarsa anche in termini di efficacia. Partendo dal tema del lavoro emerge con chiarezza il vuoto programmatico delle politiche attive. Sino ad oggi non si è dato corso a nessun nuovo percorso ma, purtroppo, si è proceduto solamente ad alimentare le vecchie e poco efficaci politiche passive. In questo settore, non si è intervenuti sul piano strutturale per mettere a fuoco e risolvere le problematiche decennali dei centri per l&#8217;impiego. Ad oggi, fra le altre cose, mancano la formazione e la qualificazione del personale, si fa attendere il pro-cesso di digitalizzazione e ciò rischia di dare vita ad un vulnus pericoloso per la Calabria che rischia, seriamente, la destrutturazione del suo mercato del lavoro&#8221;.<br />
Per Biondo &#8220;volendo aprire una finestra sul mondo dell&#8217;impresa privata, poi, emerge con chiarezza la mancanza di misure di sostegno alle attività produttive. Purtroppo, siamo ancora costretti a registrare la totale mancanza di presa di coscienza da parte della politica regionale e della politica tutta rispetto al dato di fatto che queste risorse, che lo ribadiamo sono le uniche spendibili con prontezza, debbano essere indirizzate per struttura il mondo del lavoro, per dare corso ai programmi di sviluppo economico, per realizzare interventi infra-strutturali e ammodernare il settore dell&#8217;istruzione. Ancora una volta rimaniamo delusi rispetto alle nostre aspettative di miglioramento del ciclo integrato delle acque, lo stesso dicasi per le tematiche ambientali e per la mancata realizzazione di interventi contro il dissesto idrogeologico. Rimane, ancora, aperto un grosso interrogativo sulla realizzazione delle opere pubbliche messe come obiettivo da realizzare attraverso l&#8217;uso dei fondi del Por 2014/2020&#8221;.</p>
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		<title>Cgil-Cisl e Uil a Longo: Serve confronto su priorità emergenza sanità</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cgil-cisl-e-uil-a-longo-serve-confronto-su-priorita-emergenza-sanita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Nov 2020 12:30:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; &#8220;Rivolgiamo un augurio di buon lavoro al prefetto Guido Longo, nuovo Commissario ad acta per il piano di rientro dal deficit della Sanità, in vista del compito che lo attende, oggettivamente non facile in una realtà complessa come quella della nostra regione&#8221;. Lo affermano in una nota congiunta i segretari generali di Cgil, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; &#8220;Rivolgiamo un augurio di buon lavoro al prefetto Guido Longo, nuovo Commissario ad acta per il piano di rientro dal deficit della Sanità, in vista del compito che lo attende, oggettivamente non facile in una realtà complessa come quella della nostra regione&#8221;. Lo affermano in una nota congiunta i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Calabria Angelo Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo. </p>
<p>&#8220;Sapendo che dovrà presto mettersi all&#8217;opera &#8211; proseguono &#8211; gli chiediamo, per i prossimi giorni, un incontro sul modello che egli intende proporre ai fini del rilancio della Sanità calabrese, un modello che dovrà inevitabilmente essere costruito sulla base delle esigenze delle diverse aree della regione: pensiamo in primo luogo, sia in relazione all&#8217;emergenza pandemica, sia in una prospettiva più ampia, a questioni di fondo come la riorganizzazione e il miglioramento della rete ospedaliera, della medicina del territorio e del servizio di emergenza-urgenza. Siamo convinti che in Calabria, sulla sanità e su altri nodi problematici, il confronto sulle priorità e la condivisione degli obiettivi siano necessari perché, nella distinzione dei ruoli, ognuno faccia la sua parte per garantire ai cittadini una piena fruizione dei loro diritti. Siamo dunque pronti &#8211; concludono i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Calabria &#8211; a sostenere il percorso per il rilancio del sistema sanitario regionale e a un dialogo franco e costruttivo per il quale, ne siamo certi, il nuovo Commissario della Sanità sarà disponibile».</p>
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