Tag: Bilancio

  • In fiamme, nella notte, auto dirigente Comune Vibo Valentia: non si esclude l’azione dolosa

    In fiamme, nella notte, auto dirigente Comune Vibo Valentia: non si esclude l’azione dolosa

    Dovranno essere gli accertamenti e le indagini avviate dai Carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia a chiarire le cause dell’incendio che, la scorsa notte, ha gravemente danneggiato l’automobile della dirigente del settore Bilancio del Comune di Vibo Valentia, Claudia Santoro. La vettura era parcheggiata nei pressi dell’abitazione estiva, nella frazione Bivona.

    Claudia Santoro, 41 anni, è figlia di Domenico Santoro, ex consigliere comunale e figura di riferimento del Movimento 5 Stelle nel Vibonese. Ricopre un ruolo dirigenziale presso il Comune di Vibo Valentia dal dicembre 2022. Nell’agosto del 2024 ha ricevuto un ulteriore incarico nell’ambito del Bilancio, della programmazione finanziaria e della gestione delle entrate tributarie, affidatole direttamente dal sindaco Vincenzo Romeo.

    Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco che hanno evitato che le fiamme si estendessero ad altre automobili parcheggiate nelle vicinanze. I primi accertamenti sul posto suggeriscono che l’episodio possa essere di origine dolosa.

  • Lamezia, Trame 14: Bilancio molto positivo per la XIV edizione del Festival dei libri sulle mafie

    Lamezia, Trame 14: Bilancio molto positivo per la XIV edizione del Festival dei libri sulle mafie

    Si è conclusa ieri con un messaggio di pace, alla luce degli ultimi eventi che stanno sconvolgendo gli equilibri mondiali, l’ultima edizione di Trame.Festival dei libri sulle mafie. Dal 17 al 22 giugno il tema “Liberi Liberi” ha guidato il ricco programma di Trame14, dedicato quest’anno a Giancarlo Siani e Francesco Ferlaino, rispettivamente nel 40° e 50° anniversario della loro uccisione, riaffermando l’importanza della memoria come leva per la giustizia e la legalità.
    “Un successo. La continua crescita del festival mi rende davvero orgoglioso. Trame si dimostra ancora una volta patrimonio della città. La cultura, i libri, l’informazione, servono a comprendere la realtà, con l’obiettivo anche di migliorarla. Parlare di mafie, dei loro complici e della loro evoluzione serve a rendere il Paese un posto migliore” – ha dichiarato il direttore artistico Giovanni Tizian tracciando un bilancio più che positivo. Il festival, infatti, ha ospitato oltre cento relatori e relatrici – magistrati, scrittori, giornalisti, attivisti, studiosi e rappresentanti istituzionali – e ha proposto più di settanta appuntamenti tra dibattiti, presentazioni di libri, mostre, spettacoli, concerti e proiezioni. Nelle sei giornate i luoghi del festival – quelli tradizionali e quelli di #trameincittà – sono stati animati da una straordinaria partecipazione di pubblico, con migliaia di presenze e un’ampia eco anche sui canali digitali (un milione le visualizzazioni raggiunte sugli account ufficiali, con oltre seicento post pubblicati).

    Da Siani a paragon, dal tema dell’accoglienza alla questione carceraria, dal narcotraffico al tifo estremo e alle mutazioni della ndrangheta, dai romanzi noir all’antimafia giovanile, dalla finanza etica alle ecomafie, dalle testimonianze degli imprenditori che denunciano a quelle dei cronisti minacciati, dalla sanità alla politica locale. Questo, e tanto altro, è stato raccontato a partire dagli oltre trenta libri presentati. Tra le proiezioni di Trame14: “Cutro, Calabria, Italia” del regista Mimmo Calopresti, il docufilm “Magma. Mattarella, il delitto perfetto” dello scrittore e editorialista Attilio Bolzoni e della regista Giorgia Furlan, l’inchiesta “Aemilia 220”, coproduzione Rai Fiction, di Fabio Melchionna, Savino Paparella, Cosimo Ribezzi e Jessica Giuliani, con le voci narranti di Paolo Bonacini e Giovanni Tizian, e la prima ufficiale del film-documentario su Peppe Valarioti “Medma non si piega”, scritto e diretto dal giornalista e film-maker di Ugly Films Gianluca Palma.
    Il festival ha previsto tre mostre: una fotografica dedicata a Andy Rocchelli, una illustrativo – fumettistica su Giancarlo Siani, e l’installazione artistica “L’ombra del pizzo” di Grazia Resta.
    Settanta volontari e volontarie, con un’età compresa tra i 16 e i 35 anni, provenienti da tutta la regione, hanno animato il festival offrendo un fondamentale supporto all’organizzazione logistica e un significativo apporto al suo racconto.
    Per il secondo anno consecutivo si è rinnovata la collaborazione con il Quotidiano del sud che, tra i media partner dell’evento, ogni giorno ha concesso ai ragazzi e alle ragazze della redazione di scrivere un articolo per il giornale.
    Trame 14 è stato promosso da Fondazione Trame ETS e ALA Associazione Antiracket Lamezia Onlus, finanziato con risorse PAC 2014/2020 erogate ad esito dell’Avviso Pubblico Regione Calabria per il Finanziamento di Eventi e Manifestazione di Grande Interesse Turistico 2025, con il patrocinio di Camera dei Deputati, Ministero dell’Interno, Ministero della Cultura, Anci, Regione Calabria, Comune di Lamezia Terme, Confcommercio, Rai per la Sostenibilità. Con il sostegno di Eni e PagoPA, e la collaborazione di partner come: Fondazione Carical, Spicgil, Fondazione con il Sud, Legambiente, Avviso Pubblico, Confapi, Banca Etica, Fondazione Finanza Etica, Museo Archeologico Lametino, Round Robin Editrice, Ordine Nazionale dei Giornalisti, Associazione Amici di Roberto Morrione, Cesura, Ugly Films, Premio Morrione per il giornalismo investigativo, Musica contro le mafie, Scena Verticale, Vacantusi APS, e numerose altre realtà locali e nazionali.

    “È stata un’edizione bellissima – ha commentato anche il presidente della Fondazione Trame ETS Nuccio Iovene – Il primo ringraziamento va alla città, per la sua partecipazione straordinaria, l’attenzione e l’affetto con i quali ha seguito il festival in questi sei giorni. Il secondo ringraziamento va ad Armando Caputo, a tutti i soci dell’ALA e a coloro che quattordici anni fa resero possibile la prima edizione del festival. Senza di loro non saremmo potuti arrivare fin qui”. “Il terzo e più grande ringraziamento va allo staff di trame, alle volontarie e ai volontari che, sempre più numerosi, partecipano al festival e se ne sentono protagonisti.
    “È stata un’edizione ricca di eventi, appuntamenti, occasioni di riflessione – ha proseguito – Anche quest’anno abbiamo voluto accompagnare il festival tributando un omaggio ad un grande calabrese come Corrado Alvaro, a centotrenta anni dalla sua nascita, ricordando il suo monito: “La disperazione più grande che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere rettamente sia inutile”, frase che anima quotidianamente il nostro lavoro, e abbiamo voluto che sul palco principale del festival campeggiasse tutte le sere la parola “pace”, perché siamo consapevoli dei pericoli e delle tragedie di queste ore e di questi giorni, e nemmeno per un momento, parlando delle tante cose di cui ci siamo occupati, abbiamo pensato di rimuoverle dalle nostre preoccupazioni” – ha concluso Iovene.

  • Reggio Calabria, presentato dai Carabinieri Forestale il bilancio dell’attività 2024 in Calabria

    Reggio Calabria, presentato dai Carabinieri Forestale il bilancio dell’attività 2024 in Calabria

    Si è tenuta questa mattina presso il “Castello Aragonese” di Reggio Calabria la conferenza stampa dei Carabinieri Forestali. Il Comandante regionale, Col. Giovanni Misceo ha illustrato il bilancio dell’attività dell’Arma Forestale in Calabria e Sicilia. Per l’occasione è stato anche presentato il calendario CITES 2025 del Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari Carabinieri. Il calendario è quest’anno dedicato al continente sudamericano con le sue bellezze e vulnerabilità, rappresentato da dodici specie animali e vegetali a rischio di estinzione, tutelate dalla Convenzione di Washington, che attraverso le loro splendide immagini ci accompagneranno in un viaggio lungo un anno alla scoperta di un continente ricco di risorse naturali.  L’evento di questa mattina ha visto la presenza delle locali istituzioni civili e militari e la partecipazione di una rappresentanza degli alunni del Convitto Nazionale di Stato “T. Campanella” di Reggio Calabria. Anche nel 2024 i Reparti della specialità Forestale dell’Arma dei Carabinieri di Calabria e Sicilia, hanno condotto un’azione di prevenzione e contrasto agli illeciti forestali, ambientali e agroalimentari, secondo una consolidata sinergia con i Comandi Territoriali dell’Arma, mirata a contenere le aggressioni antropiche alle risorse naturali, alla biodiversità, al paesaggio e al patrimonio forestale. Tra i principali fattori di rischio per le matrici ambientali verso cui si riversa la strategia operativa dell’Arma Forestale, si registrano gli attacchi al territorio, gli incendi boschivi, questi ultimi tra le principali cause dell’aggravamento del dissesto idrogeologico, le diverse forme di illecita gestione dei rifiuti, tra cui le combustioni ed il traffico organizzato, gli inquinamenti ambientali, tutte fonti di alterazioni sistematiche degli habitat e degli ecosistemi naturali, di forte perturbazione per l’ambiente, il suolo, i corsi d’acqua ed i mari, con preoccupante conseguenze per la qualità della vita e la salute dei cittadini. Complessivamente, sono stati oltre 58.000 (di cui oltre 1500 in Sicilia), i controlli eseguiti e finalizzati alla prevenzione delle citate criticità, in marcata crescita rispetto ai 52.000 circa dell’annualità 2023 (+ 12%). A tale intenso e mirato sforzo operativo, si correla l’accertamento di oltre 1.780 reati ambientali, con 1.383 persone denunciate, numeri sostanzialmente in linea con la precedente annualità, di 585 sequestri penali, +20% rispetto al 2023, nonché di 1.936 illeciti amministrativi, per un totale di sanzioni inflitte pari a 2.685.329, + 5 % rispetto al 2023. Significativo è stato il numero delle persone arrestate, pari a 30 (erano stati 7 nel 2023), in tema di inquinamento ambientale, gestione illecita di rifiuti e illecita gestione di piantagioni di cannabis.  Anche nella stagione 2024, 5.502 volanti verdi dei Carabinieri Forestali hanno solcato il territorio regionale calabrese nell’ambito del Servizio di Prevenzione ed Emergenza Ambientale 1515, svolto quotidianamente per il monitoraggio ed il controllo del territorio, con particolare riferimento alle aree di maggior pregio naturalistico, e volto ad  assicurare riscontro alle richieste di intervento formulate direttamente dagli utenti, tramite il numero verde 1515 ovvero il 112, per ogni genere di aggressione alle matrici ambientali e forestali. Questo Servizio è stato anche capitalizzato per le finalità di controllo delle Aree Protette, quale tradizionale impegno cui l’Arma Forestale assolve ai fini della salvaguardia e conservazione della biodiversità animale e vegetale nei Parchi Nazionali, nelle Riserve dello Stato e nei territori protetti regionali, nonché nei siti della Rete Natura 2000, che rappresentano, nel loro complesso, il più ampio sistema integrato di protezione e conservazione delle risorse naturali.

    Tra i Settori di intervento, primaria è stata l’attenzione rivolta alla Tutela del Territorio, dove si registra un sensibile aumento rispetto al 2023 (+35%), degli importi delle sanzioni amministrative inflitte, pari a 982.721 euro, pur con una riduzione rispetto al 2023 del numero dei reati accertati a carico di persone note (-18%). In tale ambito operativo rientrano la prevenzione e la repressione degli illeciti in tema di utilizzazioni boschive, tagli e furti di piante, tutela del vincolo idrogeologico, polizia fluviale e pascolo. La storica dedizione della specialità forestale verso tale Settore è dettata dall’importanza che le relative norme rivestono ai fini della conservazione dell’assetto del suolo, la cui integrità è continuamente minata dalle deturpazioni che vengono poste in essere in danno dei boschi e del suolo in generale attraverso, appunto, le illecite utilizzazioni boschive ovvero i tagli abusivi o furtivi di piante, ed il mancato rispetto del vincolo idrogeologico.  Sempre finalizzata alla Tutela del Territorio, è la massiva attività che l’Arma dei Carabinieri ha condotto anche nell’anno trascorso, nel campo degli Incendi Boschivi: pur rimanendo uno dei fenomeni di maggiore criticità per la Regione, nel 2024 si è registrato un netto calo della superfice boscata percorsa dal fuoco, scesa dai 7176 ettari del 2023 ai 5833 ettari nel 2024. In tale contesto operativo, che vede il Comando Legione Carabinieri e il Comando Regione Carabinieri Forestale,  parte di un Accordo di Programma stipulato con l’Ente Regione Calabria, i Reparti dei Carabinieri Forestali operanti su tutto il territorio regionale, ivi compresi i Parchi e le Riserve Naturali dello Stato, anche qui in stretta sinergia operativa con l’Arma Territoriale, hanno assicurato il proprio qualificato contributo, in particolare, in fase di prevenzione degli illeciti connessi agli incendi, attraverso uno schieramento fisso giornaliero di un numero consistente di equipaggi nelle aree di maggiore e significativo pregio naturalistico, eseguendo 2.280 controlli con un incremento del 22% rispetto all’anno 2023. Sempre in tale settore d’intervento, giova ricordare che, in attuazione delle norme scolpite in seno all’art. 7 del D. Lgs. n.177/2016, che, come noto, ha traslato i compiti di lotta attiva agli incendi boschivi al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, l’attività dei Carabinieri Forestali in Calabria si è tradotta anche:

    • nella partecipazione al presidio della Sala Operativa Unificata Regionale di Catanzaro-Germaneto, costituita dall’Ente Regione Calabria, e alla istituita Control-Room regionale: al riguardo, l’analisi delle immagini pervenute in tale cabina di regia, fornite dai droni, ha consentito il perseguimento più mirato delle finalità di polizia amministrativa o giudiziaria di competenza;
    • nel controllo sul rispetto delle misure di prevenzione A.I.B. a carico dei privati e degli Enti pubblici, con particolare riferimento alla realizzazione delle fasce antincendio previste dalle legislazioni nazionali e regionali, ovvero dalla decretazione d’urgenza regionale, in occasione del periodo di grave pericolosità: su tale fronte sono state inflitte sanzioni per un ammontare di oltre 211.000 euro;
    • nella perimetrazione post incendio delle aree percorse dal fuoco, con relativa derivazione sulle stesse dei vincoli scolpiti in seno alla L.353/2000 e conseguente supporto ai Comuni in sede di istituzione e aggiornamento del catasto incendi, nonché nella verifica del rispetto di tale adempimento a cura degli stessi Enti;

    Preme ancora ricordare che, oltre alla attività di prevenzione, l’impegno dei Forestali è istituzionalmente diretto alla repressione degli illeciti connessi agli incendi boschivi, mediante una complessa attività di polizia giudiziaria caratterizzata dall’impiego di peculiari tecniche investigative. Nel corso della campagna estiva antincendi boschivi, è stata operativa anche la “Task Force incendi boschivi“, attivata dalla Sala Operativa del Comando Generale dell’Arma su richiesta di questo Comando, per intervenire su alcuni incendi di particolare gravità che hanno interessato anche il territorio della Sicilia, al fine di elevare e rinforzare i livelli investigativi delle componenti operative presenti sul territorio boscato interessato dal fuoco. Ed ancora, l’intensa attività posta a Tutela del Territorio è passata anche attraverso un peculiare impegno volto a prevenire e reprimere le violazioni alla normativa edilizio-urbanistica e paesaggistica, quale profonda criticità che mina il territorio regionale. Sul punto si consideri il particolare valore che il bene paesaggio, peraltro di rango costituzionale, assume per particolari ambiti della regione, da qui la particolare attenzione posta per tale obiettivo di tutela.

    Tra gli altri settori di intervento, quello dei Rifiuti continua a costituire una delle fonti di maggiore preoccupazione per l’ambiente, come testimonia il numero dei reati, degli arresti e degli illeciti amministrativi accertati. In questo particolare settore, si registra una sensibile diminuzione degli illeciti amministrativi rispetto al 2023 (-43%) pur essendo state inflitte sanzioni amministrative per oltre 398.000 euro, mentre è in aumento il numero delle persone denunciate (+ del 33%), con 10 arresti. Continuano a preoccupare, in particolare, i fenomeni di illecito smaltimento attraverso gli abbandoni e le combustioni, in particolare nelle aree urbane e periurbane, quali ad es. le fiumare, nonché le discariche abusive ed i depositi incontrollati, tutti fenomeni di particolare perturbazione per l’ambiente e la salute dei cittadini. A quanto precede si aggiungano le numerose e complesse attività d’indagine in corso a cura dei Nuclei Investigativi di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale afferenti anche i traffici illeciti organizzati, alcune delle quali si sono concluse con l’arresto di cinque persone nel reggino e tre nel catanzarese. Al pari dei Rifiuti, particolarmente attenzionate sono state anche nel 2024 le criticità connesse ai fenomeni di Inquinamento ambientale, quali potenziali cause di gravi danni alle matrici ambientali e di squilibri per l’ecosistema. In questo Settore è aumentato l’importo delle sanzioni amministrative inflitte, pari a oltre 400.000 euro, con un notevole incremento degli illeciti amministrativi (+68%). L’attività in vaglio presenta un trend crescente di illegalità che appare, tuttavia,  più agevole contrastare sul piano investigativo grazie agli strumenti normativi costituiti dai cc.dd. Ecoreati introdotti dal Legislatore nel codice penale, con particolare riferimento ai delitti di Inquinamento Ambientale e Disastro ambientale. Anche in tale contesto si colloca la piena sinergia operativa che lega i Reparti dei Carabinieri Forestali a quelli Territoriali: si citano tra tutte le Operazioni congiunte programmate dalla Legione Carabinieri Calabria, denominate DEEP”, concernente il controllo sui depuratori, “BLACK WATER”, recante accertamenti sulla corretta gestione degli effluenti di allevamento all’interno di aziende zootecniche, e “WAVE, avente ad oggetto i controlli sui Lidi ed i complessi turistici. In tali contesti operativi, i Carabinieri Forestali hanno assicurato il proprio contributo operativo per i profili afferenti la propria competenza in materia ambientale. Più in generale, diverse sono state le attività investigative dei Forestali che hanno condotto al sequestro di impianti per attività di smaltimento non autorizzata di rifiuti liquidi connessa all’illecita gestione delle acque reflue anche su terreni naturali. Sul punto si registrano diffuse criticità costituite dal cattivo funzionamento e dalle forti carenze dei sistemi di depurazione, con reti di collettamento non sempre collegate a depuratori e presenza di molti allacci abusivi.

    Altro classico settore di competenza della Specialità Forestale, è costituito dalla Tutela della Fauna, nel cui ambito è stato intensificato lo sforzo operativo atto a prevenire e contrastare la pratica del bracconaggio nei confronti della fauna selvatica. In questo Settore non si registrano sostanziali variazioni rispetto al 2023 sia con riferimento al numero degli illeciti amministrativi che dei reati accertati. E quando si parla di Tutela della Fauna, non si può non evidenziare il contributo che la tradizionale “Operazione Adorno”, organizzata anche nel 2024 dal Raggruppamento Carabinieri CITES, del Comando di Vertice dei Carabinieri Forestali, assicura da anni per il costante ridimensionamento del fenomeno del bracconaggio nel territorio reggino e sullo Stretto in particolare. Ed ancora, sono sempre in primo piano le azioni condotte dai Nuclei Carabinieri CITES per il contrasto ai traffici illeciti delle specie animali e vegetali minacciate di estinzione, per il mantenimento di un elevato livello di diversità biologica. In tale ambito, anche nel 2024, diverse sono state le persone denunciate in quanto sorprese a prelevare esemplari di ghiro (glis glis) mediante l’impiego di trappole di manifattura artigianale, ben occultate all’interno di zone boscate quali habitat ideali per i mammiferi selvatici. In questi casi le denunce sono scattate per i reati di caccia con mezzi non consentiti, nonché detenzione ed uccisione di animali appartenenti a specie protetta CITES.  Sempre alta resta l’attenzione operativa assicurata dai Carabinieri Forestali per la Tutela della Flora, condotta mediante il controllo degli ecosistemi forestali, al fine di prevenire e contrastare i vari fenomeni di illegalità che interessano, ad esempio, l’immissione di legname in commercio da parte degli operatori in violazione delle norme comunitarie (Reg. EUTR) relative alla cd. dovuta diligenza, anche con riferimento alle importazioni di legname da Paesi extra UE. In questo particolare ambito settoriale, si registra un calo degli illeciti amministrativi rispetto al 2023 (- 22%), mentre sostanzialmente invariato è il numero dei reati.

    Ed ancora, non di minor rilievo per l’interesse collettivo che riscuote, è il Settore della Sicurezza Agroalimentare, nel quale i Carabinieri sono impegnati nel verificare i processi di produzione e le possibili aggressioni alle risorse agroalimentari regionali. L’attività in commento è stata finalizzata, in particolare, al contrasto della contraffazione dei prodotti agroalimentari, al controllo sulla loro tracciabilità e rintracciabilità lungo tutta la filiera al fine di verificarne la corretta origine e provenienza salvaguardandone la qualità, ed alla repressione delle frodi. Connessa al settore della Tutela della salute, si segnala un’indagine condotta dal Nucleo Investigativo di Polizia Forestale di Reggio Calabria per conto della Procura della Repubblica reggina, che ha portato all’arresto di 11 soggetti, alcuni dei quali legati alla criminalità organizzata, per la coltivazione e successiva commercializzazione di sostanze stupefacenti (nello specifico, cannabis). La normativa di settore, risalente al 2016, affidava, infatti, al Corpo forestale dello Stato prima e ai Carabinieri Forestali, dopo l’assorbimento dal 1 gennaio 2017, il compito di effettuare i necessari controlli sulle coltivazioni di canapa ai fini della determinazione quantitativa del principio attivo (THC) che, in caso di superamento della percentuale stabilita dalla legge, trasforma la canapa in sostanza stupefacente con le relative conseguenze di natura penale per i coltivatori.

    Ed ancora, il Servizio Meteomont. In Calabria sono operative 6 Stazioni Meteomont ubicate tra le vette dei Parchi Nazionali di Sila, Aspromonte e Pollino che fanno parte della Rete di rilevamento Nazionale e che operano sotto il coordinamento del Centro Settore Meteomont di Avellino. Tra i compiti principali del Servizio, si registra il monitoraggio meteonivometrico della stabilità del manto nevoso e degli eventi valanghivi anche ai fini dell’allertamento del pericolo valanghe a supporto del Servizio Nazionale di Protezione Civile. In ultimo, rientra nel Bilancio 2024, anche l’impegno dell’Arma Forestale dedicato all’educazione ambientale nelle scuole, con una diffusa serie di interventi nei plessi scolastici di Calabria e Sicilia, che hanno coinvolto circa 6.685 studenti appartenenti a 87 istituti. Sul punto, preme citare l’impegno dei Reparti Carabinieri Biodiversità, che anche nel 2024 hanno portato avanti un progetto nazionale di messa a dimora nelle scuole dell’Albero di Falcone, piante, cioè, ottenute dalla duplicazione delle talee prelevate dal Ficus magnolia che cresce nei pressi della casa del giudice assassinato dalla mafia nel 1992, e che rappresenta il simbolo dell’impegno delle Istituzioni per l’affermazione della legalità nella società. Suggello di tutte le citate iniziative è stata la celebrazione della Giornata Nazionale dell’Albero, celebrata lo scorso 21 novembre a San Luca (RC), presso il Santuario della Madonna di Polsi nell’ambito di un progetto Nazionale di Educazione Ambientale denominato, “Un Albero per il Futuro”. Con tali iniziative il Comando Regione Carabinieri Forestale “Calabria”, intende promuovere una più diffusa adesione da parte delle nuove generazioni alla legalità ambientale, nell’ambito del consolidato e proficuo rapporto di collaborazione con il mondo della Scuola.

  • Sicurezza e prevenzione: Il bilancio 2024 del Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria

    Sicurezza e prevenzione: Il bilancio 2024 del Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria

    Il 2024 dei Carabinieri di Reggio Calabria: un anno di risultati concreti e di impegno costante per la sicurezza- Il 2024 si chiude con un bilancio positivo per il Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria, che ha portato avanti un’attività di sicurezza e prevenzione a 360 gradi, rispondendo in modo sempre più efficace ai bisogni della comunità. Grazie a un lavoro incessante e ben coordinato, i Carabinieri sono riusciti a ottenere importanti risultati sia nel contrasto alla criminalità che nella tutela delle fasce più vulnerabili della popolazione.

    Miglioramento nella gestione delle emergenze: il ruolo del 112 NUE- Un dato che segna il 2024 è la diminuzione delle chiamate d’emergenza dirette ai Carabinieri, risultato direttamente correlato all’implementazione del numero unico europeo di emergenza 112 (NUE), che ha permesso una gestione più centralizzata e rapida delle emergenze. Sebbene il numero totale di chiamate al 112 abbia continuato ad essere elevato, si è registrata una immediata redistribuzione delle richieste di intervento e una risposta più immediata alle esigenze della popolazione. Questo ha avuto un impatto positivo sull’efficienza delle operazioni, consentendo ai Carabinieri di rispondere in modo ancora più tempestivo alle necessità del territorio, senza sovraccaricare le singole linee di emergenza. Nel complesso, i Carabinieri hanno gestito nel 2024 oltre 30.000 chiamate al 112, con un significativo miglioramento nella capacità d’intervento grazie alla riorganizzazione dei flussi di chiamata che ha ridotto i tempi di attesa e ottimizzato le risorse, contribuendo a un’azione di sicurezza più rapida e mirata.

    Controllo del territorio e riduzione dei reati: i numeri parlano chiaro- Sul fronte della sicurezza, il Comando Provinciale ha proseguito con il suo impegno a garantire una presenza capillare sul territorio. Quasi 200.000 persone e 175.000 veicoli sono stati sottoposti a controlli, in particolare sulle principali arterie stradali e nei luoghi di aggregazione, con un impatto positivo sulla sicurezza stradale, contribuendo alla riduzione degli incidenti (-6,5%) e delle vittime della strada (-41%). I Carabinieri, in prima linea nel contrasto alla criminalità predatoria e diffusa, hanno registrato una riduzione di quasi il 2% dei reati denunciati rispetto all’anno precedente. Inoltre, nell’anno appena trascorso i Carabinieri di Reggio Calabria hanno intensificato i controlli nel quartiere di Arghillà, una zona caratterizzata da problematiche socio-economiche e criminalità diffusa, anche di tipo organizzato; riprova ne sono due distinte operazioni di controllo del territorio, durante le quali sono stati arrestati due giovani accusati di detenzione abusiva di armi, perché trovati in possesso il primo di una pistola pronta all’uso e l’altro con un vero e proprio arsenale nel garage della propria abitazione.

    Contrasto alla criminalità organizzata- Anche il contrasto alla criminalità organizzata, ha continuato a essere una priorità assoluta dell’Arma dei carabinieri segnatamente nella provincia di Reggio Calabria ma anche a livello globale. Al riguardo, preme segnalare l’arresto di Bruno Gioffrè, unitamente a 2 fiancheggiatori, inserito nell’elenco dei latitanti più pericolosi, già resosi irreperibile all’atto dell’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Di seguito alcune delle operazioni che hanno avuto maggior risalto mediatico: l’operazione “CASE POPOLARI”, che ha portato all’arresto di 9 persone, accusate di far parte di un’associazione criminale che gestiva illecitamente gli alloggi popolari a Reggio Calabria, e l’operazione “PERSEVERANT”, che ha portato all’arresto di 18 persone coinvolte in un vasto traffico di sostanze stupefacenti tra Taurianova, Rosarno, Platì e Gerocarne, con un giro di affari stimato oltre un milione di euro. Lo stesso dicasi per l’operazione “ARANGEA”, che ha portato all’arresto di 12 persone accusate di associazione mafiosa, estorsione, intestazione fittizia di beni e detenzione di armi. Le indagini hanno rivelato un sistema estorsivo e di controllo territoriale attuato dalla cosca di ‘ndrangheta operante nel quartiere Arangea, con infiltrazioni in attività economiche e cantieri edili. Con l’operazione “TAKE-AWAY DELLA DROGA” e l’arresto di 5 individui (nonni, figli e nipoti) si è proceduto invece a smantellare una rete familiare di spaccio di cocaina in un o dei quartieri simbolo di questa città. L’indagine avviata grazie alle segnalazioni dei residenti, ha rivelato un sistema di “take-away” della droga, in cui la cocaina veniva calata dal balcone in un secchio per minimizzare i rischi. Nonostante la presenza di “vedette” nel quartiere, i Carabinieri hanno raccolto prove decisive tramite appostamenti e perquisizioni, sequestrando denaro e materiale per il confezionamento. Infine nel corso dell’operazione “GAME OVER” i Carabinieri di Locri, con il supporto dei colleghi di Genova e Caserta, hanno arrestato 3 membri di una banda che truffava anziani con il metodo del “finto Carabiniere”. La banda ingannava le anziane vittime dicendo loro che un familiare era rimasto coinvolto in un incidente e che occorrevano soldi o gioielli per evitarne l’arresto.

    Tutela delle fasce deboli: truffe agli anziani e violenza di genere- Un altro capitolo importante del lavoro dei Carabinieri nel 2024 è stato quello della prevenzione, con un’attenzione particolare verso le categorie più vulnerabili della popolazione. Le truffe agli anziani sono state contrastate attraverso una serie di incontri informativi in parrocchie e centri anziani, con oltre 100 eventi che hanno raggiunto migliaia di persone. Gli interventi hanno puntato a sensibilizzare sulla pericolosità dei raggiri e sulle modalità per difendersi, invitando sempre a contattare il 112 in caso di sospetti. Sul fronte della violenza di genere, i Carabinieri hanno continuato a promuovere il “Codice Rosso”, il protocollo di intervento rapido per le vittime di abusi domestici. Nel 2024 sono stati numerosi i casi trattati con un incremento del 15% delle persone deferite all’A.G., confermando l’impegno dell’Arma nel proteggere le donne e a intervenire tempestivamente in caso di maltrattamenti.

    Controlli sul lavoro, ambiente e salute pubblica- Nel 2024, la provincia di Reggio Calabria ha visto l’istituzione del Nucleo Tutela Agroalimentare, una nuova realtà che si inserisce nel quadro delle attività di protezione e legalità, con particolare attenzione alla sicurezza e qualità dei prodotti agroalimentari. Sebbene simili nuclei siano già operativi in altre grandi città italiane, l’istituzione di questa struttura rappresenta un ulteriore passo verso il rafforzamento delle attività di controllo anche sul territorio reggino. Il Nucleo Tutela Agroalimentare si occupa di garantire che i prodotti alimentari immessi sul mercato siano sicuri, salubri e conformi alle normative sanitarie e igieniche, proteggendo la salute pubblica e difendendo i consumatori dalle frodi. In particolare, il Nucleo svolge un’attenta vigilanza su tutta la filiera agroalimentare, monitorando la produzione, la trasformazione e la distribuzione dei prodotti per prevenire adulterazioni e pratiche illecite come la contraffazione e l’etichettatura ingannevole. In quest’anno sono stati svolti oltre 60 controlli che hanno portato al deferimento di 9 persone all’Autorità Giudiziaria, nonché sanzioni amministrative per quasi 130 mila euro e il sequestro di oltre 600 tonnellate di prodotti alimentari. In parallelo, i Carabinieri hanno intensificato anche i controlli in ambito lavorativo e ambientale, con il Nucleo Ispettorato del Lavoro che ha effettuato oltre 80 ispezioni, portando alla denuncia di circa 70 persone per irregolarità sulla sicurezza sul lavoro. I controlli in campo sanitario e alimentare, coordinati con il Nucleo Antisofisticazione e Sanità, hanno portato all’esecuzione di circa 30 verifiche e alla denuncia di 10 persone per irregolarità.

    Solidarietà e impegno sociale: la donazione di sangue e il contributo al Reparto Pediatrico- Un ulteriore segno di prossimità dell’Arma dei Carabinieri alla comunità reggina è rappresentato dalla prima campagna di donazione di sangue presso il Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria. Questo gesto concreto di altruismo e solidarietà rispecchia profondamente l’abnegazione silenziosa dell’Arma nel servire e proteggere la comunità, anche attraverso atti di generosità che possono fare la differenza nella vita di chi soffre e ha bisogno di terapie salvavita. Gesto che ha ricevuto il riconoscimento formale da parte del GOM in occasione del concerto di Natale svoltosi al teatro “Cilea”. Inoltre, sempre nel corso dell’anno appena trascorso, il Comando Provinciale di Reggio Calabria, per conto del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, ha consegnato un contributo al locale Reparto Pediatrico del GOM, frutto del ricavato delle vendite del Planning 2024, per esprimere vicinanza e restituire speranza ai tanti bambini li ricoverati e alle rispettive famiglie.

    L’Arma dei Carabinieri al fianco dell’Università del Mediterraneo per la sostenibilità e lo sviluppo del territorio dello Stretto di Messina”-  In questo anno appena trascorso. l’Università degli Studi “Mediterranea” di Reggio Calabria ha coinvolto l’Arma dei Carabinieri nel Master Internazionale di II livello denominato “ONE HEALTH”, mirato a sviluppare modelli sostenibili per la salvaguardia e la transizione del territorio dello Stretto di Messina. L’Arma dei Carabinieri gioca un ruolo centrale in questo progetto, non solo come forza di sicurezza, ma anche come promotrice di iniziative educative e di sviluppo sostenibile. Nel contesto del Master, i Carabinieri contribuiranno a formare esperti nella valorizzazione di modelli sostenibili, supportando la transizione ecologica e tecnologica dell’area dello Stretto di Messina. La loro partecipazione è una testimonianza dell’impegno dell’Arma nell’affrontare le sfide sociali e ambientali del territorio, integrando competenze di protezione civile, sicurezza e gestione delle risorse in un’ottica di sviluppo a lungo termine. Inoltre, il coinvolgimento dell’Arma in eventi globali come il G7 e in grandi progetti infrastrutturali sottolinea la sua funzione di catalizzatore per la cooperazione tra le istituzioni locali e internazionali, con l’obiettivo di rafforzare il progresso sociale, economico e culturale della regione.

    Un bilancio positivo e uno sguardo al futuro- Il 2024 si chiude, dunque, con un bilancio estremamente positivo per il Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria. La sinergia tra le diverse componenti dell’Arma e la collaborazione con le altre Forze di Polizia e l’Autorità Giudiziaria hanno permesso di conseguire risultati significativi sul piano della sicurezza e della giustizia. La riorganizzazione nella gestione delle emergenze, con il miglioramento nell’utilizzo del 112 NUE, e l’istituzione del Nucleo Tutela Agroalimentare dell’Arma, hanno ottimizzato l’efficienza operativa e ha permesso una risposta ancora più rapida ed efficace alle esigenze dei cittadini. Guardando al futuro, il Comando Provinciale ha in cantiere nuove progettualità, sempre nel solco già tracciato, caratterizzato da prossimità e inclusione, senza mai deflettere nel contrasto alla criminalità organizzata al pari di quella diffusa, nella tutela dei più deboli e nel mantenere alta la percezione di sicurezza tra i cittadini reggini, con l’obiettivo di costruire un territorio sempre più sicuro, in cui la legalità sia una priorità indiscussa e condivisa.

  • Crotone, il bilancio annuale della Questura in materia di misure di prevenzione

    Crotone, il bilancio annuale della Questura in materia di misure di prevenzione

    La Polizia di Stato – Questura di Crotone, nell’anno in corso, ha posto in essere una serie di misure volte a contrastare nuove manifestazioni di pericolosità sociale, tra queste anche quelle di devianza minorile, in grado di turbare diversi ambiti della vita di comunità, che vanno dalla sicurezza urbana, alla tutela delle vittime di violenza domestica o di genere o di fenomeni come il bullismo. Il rapido evolversi delle tecnologie di informazione e comunicazione ha contribuito a far emergere ulteriori tematiche e istanze di protezione da parte dei cittadini. In tale contesto, la Divisione Polizia Anticrimine della locale Questura, chiamata a dare applicazione alla normativa di prevenzione tipica ed atipica, ha pienamente sostenuto le funzioni demandate al Questore quale Autorità provinciale di pubblica sicurezza, nella sua duplice veste di titolare del potere di proposta e di autorità competente ad emettere le misure in questione.

    Il notevole impegno dell’Ufficio ha consentito di conseguire, nell’anno 2024, significativi risultati. In particolare, sono stati emessi 65 avvisi orali, 06 provvedimenti di divieto di accesso alle aree urbane (c.d. DACUR), 17 misure di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza proposte all’Autorità Giudiziaria, di cui 06 per soggetti che si sono resi protagonisti di condotte violente in ambito domestico e 11 per soggetti rientranti in ambito di criminalità organizzata, anche di tipo mafioso, 42 provvedimenti di “Daspo” in ambito sportivo di cui 14 con la prescrizione di comparire presso la Questura durante lo svolgimento delle manifestazioni sportive e 44 provvedimenti di “ammonimento” del Questore, sia su istanza di parte che di iniziativa in tema di violenza domestica e di genere.

    Sotto il profilo dell’ablazione dei patrimoni illecitamente acquisiti, la Divisione Polizia Anticrimine della Questura ha dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro beni mobili ed immobili finalizzato alla confisca di prevenzione per un valore di circa 160 mila euro, emesso dal Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione di Catanzaro, su proposta del Questore, nei confronti di un crotonese di 54 anni, tuttora detenuto, in quanto definitivamente condannato per violazione della normativa sulle sostanze stupefacenti, anche in forma associativa aggravata dal metodo mafioso.
    Infine, è auspicabile che i cittadini vittime di violenza di qualunque genere si rivolgano alle Autorità di Polizia al fine di poter tutelare le vittime tempestivamente.

  • Gruppo Pd: In bilancio regionale si trovino risorse per consentire il rientro dei fuorisede in Calabria

    Gruppo Pd: In bilancio regionale si trovino risorse per consentire il rientro dei fuorisede in Calabria

    “Il diritto alla mobilità è fondamentale e va garantito a tutti, specialmente in un periodo delicato e significativo come quello delle festività natalizie. I prezzi dei biglietti dei mezzi di trasporto verso la Calabria, con aumenti fino al 300% per come denunciato dall’Osservatorio nazionale Federconsumatori, rappresentano un ostacolo insormontabile per tanti cittadini fuorisede che vogliono tornare a casa per le feste”.

    A sostenerlo, tramite una nota stampa, è il gruppo del Pd in Consiglio regionale. “Di fronte a questa emergenza sociale e al silenzio inaccettabile della Giunta regionale, il nostro gruppo è pronto a chiedere con forza che con la legge di bilancio calendarizzata in Consiglio per venerdì 20 dicembre, si trovino risorse adeguate a fronteggiare l’emergenza. Servono misure immediate a sostegno dei viaggiatori e dei cittadini fuorisede, al fine di permettere loro di rientrare in Calabria senza dover affrontare spese insostenibili”.

    Il gruppo del Pd sottolinea inoltre l’impegno costante del partito per migliorare e potenziare il sistema dei trasporti regionali che proseguirà senza sosta anche nel prossimo anno. “La situazione che si è venuta a creare dimostra ancora una volta l’urgenza di investimenti strutturali e di una programmazione seria sul fronte della mobilità. I cittadini calabresi, sia residenti che fuorisede, meritano un sistema di trasporto efficiente, accessibile e in grado di rispondere alle loro esigenze. Non solo – concludono i consiglieri dem – la rete infrastrutturale del Sud è già oggi carente e inadeguata, ma si aggiunge ora la beffa dei costi alle stelle, che rischia di isolare ulteriormente la Calabria. Altro che Rai e Capodanno in piazza”.

  • Sciopero contro manovra di bilancio, Cgil e Uil Calabria: “Il Sud per il governo non esiste”

    Sciopero contro manovra di bilancio, Cgil e Uil Calabria: “Il Sud per il governo non esiste”

    In una conferenza stampa congiunta a Lamezia Terme, i segretari generali della Cgil Calabria, Gianfranco Trotta, e della Uil Calabria, Mariaelena Senese hanno illustrato le ragioni dello sciopero generale, del prossimo 29 novembre, contro la manovra di bilancio del governo Meloni e che in Calabria vedrà la sua manifestazione regionale a Cosenza.

    “Consideriamo la manovra di bilancio del governo del tutto inadeguata a risolvere i problemi del Paese”, spiegano Trotta e Senese che sollecitano al governo “il finanziamento di sanità, istruzione, servizi pubblici e nuove politiche industriali e l’aumento del potere di acquisto. Per i rinnovi contrattuali è previsto il 5,75% a fronte di inflazione del quasi 16%: è evidente – affermano i segretari generali di Cgil e Uil Calabria – che così non è possibile non dare risposte ai cittadini. E poi c’è la vergogna dei 3 euro al mese ai pensionati, forse avrebbero fatto meglio a mettere quei soldi sulla sanità e forse un pensionato avrebbe guadagnato di più in termini di servizi alla persona anziché mortificarlo con questa somma irrisoria”. Per Trotta e Senese, inoltre, quella del governo “è una manovra anche contro il Mezzogiorno, anzi il Mezzogiorno non esiste proprio se non come bacino elettorale: è stato anche tolto il 30% della contribuzione sulle assunzioni per il Mezzogiorno, per il resto l’Alta velocità si ferma al 2030 a Praia a Mare, la Statale 106 non ha un progetto di completamento fino a Reggio Calabria, l’autostrada A2 è quella che è”.

    Alle rivendicazioni di carattere nazionale Cgil e Uil Calabria aggiungono anche quelle territoriali: “La Calabria – sostiene Trotta – ha bisogno di un cambio di passo. I dati del rapporto annuale dell’Inps confermano che in Calabria c’è tanto precario, lavoro sottopagato, lavoro nero, c’è una retribuzione media delle pensioni al di sotto della media nazionale, c’è il dato allarmante dei 9mila calabresi, soprattutto giovani, che se ne vanno e cambiano residenza. C’è quindi bisogno di un piano per il lavoro che dia l’opportunità ai giovani di rimanere in Calabria e nelle sue aree interne”. Un passaggio in conferenza stampa è riservato anche alla Cisl, che non partecipa allo sciopero: “Ci accusano di fare uno sciopero politico, noi invece – sostiene Senese – diciamo che facciamo politica sindacale nel momento in cui rivendichiamo salari più giusti, più equi e rivendichiamo risorse maggiori anche per chi era in procinto di andare in pensione”.

  • Un anno a Crotone tra la gente, i giovani e gli industriali…di Emilio Errigo*

    Un anno a Crotone tra la gente, i giovani e gli industriali…di Emilio Errigo*

    Conoscevo la città di Crotone da ragazzo, perché trascorrevo qui un periodo delle mie vacanze estive fino gli inizi anni ’70; già allora, tra un tuffo e le tante risate con gli amici della città, era impossibile non notare la zona industriale, portatrice a quei tempi, di benessere sociale e positività. La successiva cronistoria dei disastri ambientali e le conseguenze dannose e pericolose per la salute dei cittadini dovute alle nocive attività industriali metallurgiche e chimiche di Crotone, sono oggi tristemente famose in tutto il paese: nessuno può permettersi di avere il coraggio di dire di non sapere cosa sia accaduto e cosa accade a Crotone, facendo finta di non capire, sapere, vedere e sentire. Un dramma umano e ambientale di vastissime dimensioni, consistenza e ambiti territoriali. Molte sono state le Commissioni Parlamentari di inchiesta e tante altre le puntuali inchieste della magistratura che, a seguito di approfondite indagini di polizia giudiziaria ambientale e mirate perizie tecnico giudiziarie, eseguite da consulenti tecnici d’ufficio di indubbia professionalità, hanno fatto emergere danni e responsabilità soggettive e oggettive, per i danni causati all’ambiente e alla salute pubblica dei lavoratori delle ex Fabbriche (c.d. dei Veleni) e dei loro familiari. Le politiche di sicurezza sociale, le azioni di bonifica ambientale e sanitaria, purtroppo, nel tempo, non sono state tutte attuate e alcune, si sono rivelate a posteriori, poco idonee e incomplete. Il caso ha voluto, dopo un lungo arco temporale di oltre  45 anni, il mio ritorno in Calabria, per volontà del Presidente della Regione On. Roberto Occhiuto, prima come Commissario Straordinario dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria, (ARPACAL) e poi, su incarico della Presidenza del Consiglio dei Ministri, quale Commissario Straordinario di Governo con i precisi compiti di “coordinare, accelerare e promuovere”, la realizzazione degli interventi di bonifica e riparazione del danno ambientale nel Sito contaminato di interesse nazionale (SIN) di Crotone – Cassano e Cerchiara di Calabria. Sono passati dodici mesi, un anno della mia vita in cui mi considero come ancora in missione (una delle più difficili professionalmente in termini di impegno psicofisico) tra la meravigliosa Gente di Calabria, insieme ad intraprendenti e capaci industriali, imprenditori coraggiosi e cari cittadini di Crotone. In questo anno, come ricordavo, ho potuto ritrovare in città, quella umanità solidale e accogliente; voglio sottolineare ad esempio, la reale disponibilità e attenzione avuta nei confronti della Struttura Commissariale, dal Presidente della Provincia di Crotone, il Dott. Sergio Ferrari che, insieme al vice Presidente Dott. Fabio Manica, ai dirigenti e ai funzionari, mi hanno consentito di allocare all’interno dell’immobile sede della Provincia il mio ufficio operativo. Purtroppo, questa umanità genuina, si scontra e si combina con un velato pessimismo, alla voglia di scappare via, di trovare altrove quel futuro che si pensa di non poter trovare in Calabria e a Crotone; ne ho avuto conferma alcuni giorni addietro quando sono stato invitato all’Istituto d’Istruzione Superiore “Ciliberto-Lucifero” di Crotone, diretto dal Dirigente scolastico Dott. Girolamo Arcuri, per la presentazione di una opera letteraria collettiva, dal titolo emblematico e molto significativo, “CROTONE UN SITO DI (DIS)INTERESSE NAZIONALE”, una reale esperienza partecipata di scrittura collettiva.

    Ascoltando i giovani studenti intervenuti nel dibattito, sono rimasto colpito dal loro orgoglio di essere Crotonesi, dal loro intenso impegno scolastico e politico ma ho potuto toccare con mano la loro disillusione, la loro sicurezza nel non intravedere a breve termine, un futuro ricco di speranza per la loro città e la quasi totale certezza di dover andare via dal loro luogo del cuore, per poter vivere una vita felice. Nel testo del libro emerge in modo netto, preciso e chiaro, uno spaccato della realtà umana, sociale e ambientale di Crotone, il cui territorio, è stato individuato e dichiarato per legge, Sito contaminato di Interesse Nazionale dal 2001; si afferma che fino ad oggi, Crotone, è stata privata dalla necessaria attenzione istituzionale, (un inaccettabile dis-interesse nazionale) riguardante un contesto territoriale e ambientale considerato senza futuro, proprio dalla forza migliore della società civile, le nuove generazioni. Prima della cerimonia, in cui era presente il Sindaco, Ing. Vincenzo Voce, uno degli eccellenti autori del libro e testimonianza diretta dei fatti crotonesi e di quella voglia di cambiamento, mi sono intrattenuto a dialogare con i genitori e gli amici, dei compianti, Dodò Gabriele, Arturo Caputo e Gianluca Canonico, tre giovanissime vittime innocenti della criminalità organizzata, che non avevano e non potevano aver fatto del male ad alcuno. Questi pensieri del tutto comprensibili, si scontrano con il mio innato ottimismo; non mi trovo d’accordo con coloro che non credono che la città di Crotone, nel prossimo futuro, sarà migliore, più giusta e produttiva di benessere collettivo in tutti i sensi.

    Il passato, quello più triste e inquinante per il territorio, è un giorno che non torna e non dovrà più ritornare.  Il presente e futuro della comunità che fu di Pitagora, sarà in un prossimo breve futuro sicuramente più denso di opportunità di lavoro qualificato, specializzato appagante generalizzato e ben retribuito. La realtà economica, la logistica intermodale sostenibile, portuale, aeroportuale, ferroviaria, registra molte crescenti presenze operative nell’area industriale ed imprenditoriale, registrando, se pur con le molte difficoltà e criticità ambientali, redditi d’impresa e bilanci in attivo. Il previsto e decretato completamento degli interventi di bonifica e riparazione del danno ambientale, deve riaccendere la speranza! A tal proposito voglio ribadire, in questo anniversario, che non mi considerino di parte i cittadini, le istituzioni e le altre componenti del tessuto imprenditoriale e sociale crotonese; non lo sono affatto e non è mio intendimento esserlo in futuro, sono e rimarrò per sempre, dalla parte della legge, a difesa e protezione dei cittadini e città di Crotone. Per far chiarezza del mio pensiero costruttivo di cui sono fermamente convinto posso affermare, che Eni Rewind S.p.A., nel corso di questo anno coincidente con la mia presenza a Crotone, ha manifestato molta fattiva, leale e concreta cooperazione a favore del completamento delle opere già iniziate e che, per vari motivi, non sono ancora stati completati. Leggendo con attenzione la mole imponente di documentazione, posso affermare che le risultanze investigative, presenti in atti di inchiesta e indagini dell’Autorità Giudiziaria, hanno escluso sino ad oggi la responsabilità penale personale storica del danno da parte del Management di Eni Rewind S.p.A. ed Edison S.p.A. Allo stato degli accertamenti e delle perizie eseguite su delega dell’Autorità Giudiziaria competente, le aree SIN non sono risultate inquinate e contaminate da parte di Eni Rewind S.p.A. né da Edison S.p.A., perché subentrati nella proprietà in tempi in cui le fabbriche e la loro attività produttive erano già state già fermate e gli impianti dismessi definitivamente. I cittadini di Crotone, hanno diritto di conoscere la verità derivante dagli atti ed essere informati compiutamente e correttamente senza forzature psicologiche o ideologiche di alcun genere.

    Per maggiore e completa chiarezza espositiva della realtà giudiziaria, la sentenza emessa dal Tribunale Civile di Milano e datata 2012, ha ritenuto responsabile in diritto e perciò condannato, quale proprietaria delle aree risultate contaminate, la Società Eni Syndial S.p.A., obbligandola al risarcimento monetario, calcolato per equivalente e rapportato al danno ambientale, ai sensi e per gli effetti dell’art. 18, della legge n.349 datata 8 luglio 1986, istitutiva del Ministero dell’Ambiente e alle norme sul danno ambientale. Occorre credere alla buona volontà della vera politica del bene comune, il governo e il parlamento hanno già deciso di aiutare e sostenere la crescita di Crotone, della Calabria. I chiari, decretati intenti delle politiche nazionali e attività ambientali che si andranno ad attuare, nel corso dei pianificati e approvati progetti ed interventi di bonifica e riparazione del danno ambientale, saranno tutti finalizzati a rigenerare e rilanciare la vita economica e sociale della bella e antica Città della Magna Grecia e di tutta la Provincia di Crotone. Questo crescente impegno a favore di Crotone e dei Crotonesi, consentirà ai giovani di essere più consapevoli e ottimisti; si stanno creando le giuste e tanto attese condizioni complessive per poter fare libera impresa sul territorio. Questo mio pensiero, è già stato esposto durante la mia audizione in IV Commissione Ambiente del Consiglio Regionale della Calabria; anche in quella occasione, non c’è stato un solo Consigliere Regionale appartenente ad ogni ideologia partitica e politica, che abbia manifestato contrarietà rispetto le attività della Struttura Commissariale; li ringrazio per la loro continua presenza, vicinanza, attenzione e sensibilità verso la necessaria e urgente attività di bonifica ambientale delle aree inquinate e contaminate di Crotone e Provincia. Già in quella occasione, ed ancor di più oggi, è convinzione dello scrivente, che sia necessario progettare ed istituire, per ogni SIN regionale, un impianto di conferimento e trattamento, a gestione pubblica e con eventuale partecipazione nella fase realizzativa di capitali privati, esclusivamente dedicata ai rifiuti delle tipologie prodotte e presenti all’interno dei Siti contaminati di Interesse Nazionale.

    Ai cari industriali, imprenditori e agli operatori economici presenti e operanti sul territorio provinciale di Crotone e a quelli che decideranno di insediarsi nelle aree ZES e industriali di Crotone e Provincia, lancio un invito: siate più fiduciosi di questa nuova Calabria che vuole crescere, sempre di più e in meglio, giorno dopo giorno. Questa parte sana, migliore e produttiva che già si afferma con forza in tutti i più importanti eventi nazionali ed incontri internazionali. Il deciso concreto riposizionamento strategico della Calabria in tutti i mercati e settori della New Economy, in quegli ambiti produttivi e settori dei servizi di altissima specializzazione e qualità, saranno i modelli ideali per poter investire in sicurezza il capitale di rischio nei processi di riorganizzazione industriale e imprenditoriale, nelle attività industriali e d’impresa, che devono essere oggi, sostenibili sia economicamente che dal punto di vista ambientale. La tutela, la rigenerazione urbanistica, la valorizzazione e la protezione dell’Ambiente, della Salute e del diritto al lavoro, saranno la vera forza economica trainante e fondante di questa rivoluzione economica della terra di Calabria.

    (*Emilio Errigo è il Commissario Straordinario di Governo del Sito contaminato di Interesse Nazionale (SIN) di Crotone-Cassano allo Ionio e Cerchiara di Calabria)

     

  • Crotone, bufera giudiziaria su Congesi: 10 indagati per falso in bilancio

    Crotone, bufera giudiziaria su Congesi: 10 indagati per falso in bilancio

    Terremoto giudiziario su Congesi, il consorzio pubblico che gestisce il sistema idrico integrato in 14 comuni della provincia di Crotone. La Procura guidata da Giuseppe Capoccia ha iscritto nel registro degli indagati dieci persone, tra attuali ed ex amministratori, direttore amministrativo e revisori contabili della società, ai quali ieri i militari del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Crotone hanno notificato gli avvisi di garanzia. Sotto accusa sono finiti: il presidente della partecipata, Claudio Liotti; i consiglieri di amministrazione in carica Maria Riccio e Arturo Zizza; il revisore dei conti Damiano Falco; il direttore amministrativo Michele Liguori (che tre giorni fa è stato condannato a 6 anni di carcere per il fallimento della Soakro); gli ex componenti del consiglio di amministrazione, Lucia Bossi, Vincenzo Capozza, Francesco Benincasa (che è anche il sindaco di Strongoli a sua volta condannato a 2 anni di reclusione nel processo Soakro) e Giovanbattista Scordamaglia; e infine l’ex revisore contabile Maria Teresa Scerbo.

    Tutti devono rispondere del reato di falso in atto pubblico. Contestualmente, i finanzieri hanno pure eseguito un decreto di perquisizione e sequestro emesso dal sostituto procuratore Alessandro Rho, titolare dell’inchiesta. I militari, infatti, hanno perlustrato la sede di Congesi in via Antonio De Curtis visionando e sequestrando documenti contabili che vanno dal 2016, quando il consorzio venne costituito dagli enti locali, fino ad oggi. Dopodiché, sono stati perquisiti gli uffici societari dei manager Liotti, Riccio e Zizza e requisiti i loro computer e telefoni cellulari. L’attenzione dei finanzieri s’è focalizzata sui bilanci di Congesi degli anni 2016-2022 che – secondo gli inquirenti – «rappresentano al loro interno fatti materiali non corrispondenti al vero» come «il valore dei crediti» che sono stati «iscritti in bilancio».

    Nello specifico, riporta il decreto, la falsa «rappresentazione dell’attivo» della partecipata emergerebbe «dall’evidente distonia tra il valore, sempre crescente, dei crediti apposti nei bilanci ed il contenuto delle relazioni, rispettivamente, dell’organo di gestione» di Congesi e «dei revisori contabili allegate ai bilanci depositati». Gli esercizi finanziari consuntivi, è la tesi del pm, avrebbero fatto sempre registrare «un aumento del valore dei crediti – senza appostazione di fondi rischi congrui – tali da pareggiare l’ingente posizione debitoria». Al contrario, la Procura sostiene che sono venute fuori delle «dichiarazioni» che sarebbero «in esatta controtendenza» con le cifre messe nero su bianco al punto da dimostrare «la non attendibilità del dato» per due motivi: da un lato c’è «l’indeterminatezza dei ricavi» legati ai crediti dovuta alla «carenza dei dati delle utenze fornite dai Comuni» soci della partecipata; dall’altro «l’omessa svalutazione di gran parte dei crediti iscritti in bilancio» che vengono «vantati» dal consorzio «da diversi anni», alcuni anche dal 2016, «nei confronti di utenti inadempienti, verso i quali, nemmeno sarebbero state ancora iniziate le procedure esecutive».
    Le quali, si legge nel provvedimento firmato dal magistrato, sarebbero state «da tempo programmate ma non ancora intraprese al momento dell’approvazione del consuntivo» del 2022. Una serie di «elementi», quindi, che il pubblico ministero Rho considera «rilevatori dell’inevitabile deterioramento» dei crediti. Si spiega così la contestazione di falso in atto pubblico che viene addebitata agli indagati.
    (Fonte: Gazzetta del sud)

  • Corte dei Conti: “Criticità della Regione Calabria in sanità e gestione fondi UE”

    Corte dei Conti: “Criticità della Regione Calabria in sanità e gestione fondi UE”

    “I nodi piu’ delicati sono gli stessi che avevano segnalato l’anno scorso, non ci sono delle novita’ particolari in materia di sanita’ anche se l’attivita’ della gestione commissariale e’ sicuramente caratterizzata da un importante dinamismo. La differenza pero’ rispetto all’anno scorso e’ che abbiamo dei dati che certificano uno scollamento tra attivita’ della gestione commissariale e del management apicale della Regione con il management aziendale. Gli atti di indirizzo sono stati dati, pero’ stenta ancora a esserci una realizzazione e quindi dei risultati che siano tangibili ed evidenti”. Cosi’ il procuratore regionale della Corte dei Conti, Romeo Ermenegildo Palma, parlando con i giornalisti in occasione del giudizio di parifica del Rendiconto 2023 della Regione Calabria.

    “Le aziende sanitarie che a esempio hanno un indice di tempestivita’ nei pagamenti piu’ drammatiche – rileva Palma – sono la Dulbecco e l’azienda ospedaliera di Cosenza. Ma non ce n’e’ una virtuosa. Ci sono tante realta’ aziendali con problemi diversi, grandi eccellenze perche’ questo va segnalato soprattutto professionale all’interno, ma tutto questo non comporta che per esempio il flusso migratorio verso il resto d’Italia cessi o abbia dimensioni inferiori: qui il costo, andando a memoria, credo che sia intorno ai 254 milioni di euro, che vengono versati al sistema sanitario nazionale e che – sostiene il procuratore della Corte dei Conti della Calabria – potrebbero essere benissimo essere spesi in Calabria”.

    “Nel resto della gestione comunque – aggiunge Palma – c’e’ il problema gia’ segnalato l’anno scorso dell’utilizzo incompleto dei fondi del Programma operativo, con la necessita’ di verificare quali sono i motivi di questo rallentamento rispetto all’investimento complessivo che mi sembra sia superiore ai 2 miliardi e 200 milioni e prendere le giuste misure per evitare che il nuovo Programma operativo e comunque il Pnrr subiscano gli stessi effetti dilatori e comunque raggiungano risultati non completi. Si tratta di risorse irripetibili che, se non utilizzate, certificheranno il gap strutturale della Calabria con il resto delle Regioni d’Italia. La gestione contabile complessiva e’ caratterizzata da una regolarita’. La regolarita’ pero’ non significa il raggiungimento dei risultati, non significa ipotesi di totale liceita’ di tutto quello che si e’ fatto ma – spiega il procuratore della Corte dei Conti della Calabria – e’ gia’ un dato significativo che consente nel ciclo di bilancio di avere una continuita’ tra l’esercizio finanziario precedente e quello che e’ in corso in questo momento. La situazione, ripeto, tende a un’assoluta regolarita’. Ci sono gli strumenti iscritti in bilancio per poter compensare eventuali momenti di crisi dovessero verificarsi nel sistema. Per il resto credo che sia una gestione assolutamente tranquilla, almeno per quest’anno”.