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	<title>beni Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 09 Jul 2026 14:48:22 +0000</lastBuildDate>
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		<title>VIDEO-Isola Capo Rizzuto, sequestro beni per 140mila euro a soggetto affiliato a cosca &#8220;Arena&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 14:48:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; I Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Crotone, unitamente a una pattuglia della Tenenza di Isola di Capo Rizzuto, hanno dato esecuzione, nel territorio di Isola di Capo Rizzuto, a un decreto di sequestro emesso dal Tribunale Ordinario di Catanzaro – Seconda Sezione Penale – Sezione Applicazione Misure di Prevenzione. Il provvedimento è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-388251-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/CC-Crotone.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/CC-Crotone.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/CC-Crotone.mp4</a></video></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>I Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Crotone, unitamente a una pattuglia della Tenenza di Isola di Capo Rizzuto, hanno dato esecuzione, nel territorio di Isola di Capo Rizzuto, a un decreto di sequestro emesso dal Tribunale Ordinario di Catanzaro – Seconda Sezione Penale – Sezione Applicazione Misure di Prevenzione. Il provvedimento è stato disposto nei confronti di un uomo nato a Crotone nel 1990, residente a Isola di Capo Rizzuto, attualmente detenuto, ritenuto appartenente alla ’ndrina soprannominata “Macario”, affiliata alla cosca “Arena” di Isola di Capo Rizzuto. Lo stesso risulta indagato nell’ambito dell’operazione “Meltemi”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia presso la Procura della Repubblica di Catanzaro, che ha documentato le pressioni estorsive operate dall’organizzazione mafiosa proprio nel territorio di Isola di Capo Rizzuto, con particolare riferimento ad alcuni terreni ubicati in località rurali.</p>
<p>L’indagine “Meltemi” è stata sviluppata dalla Sezione Operativa del NOR della Compagnia di Crotone da maggio 2019, sfociando a dicembre 2023 nell’esecuzione di 9 ordinanze di custodia cautelare per le ipotesi di reato di associazione a delinquere di tipo mafioso, rapina, estorsione, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche aggravati dal cosiddetto metodo mafioso. L’indagine aveva accertato l’attività criminale svolta in forma organizzata nell’ambito della località marittima di Marinella, nel comune di Isola Capo Rizzuto, da una ‘ndrina autonoma ma funzionalmente collegata alla cosca “Arena” di Isola Capo Rizzuto. Il decreto ha riguardato il sequestro di un terreno agricolo di circa due ettari, situato nel Comune di Isola di Capo Rizzuto, in contrada Vermica, nonché di due mezzi agricoli: un trattore New Holland e un trattore Massey Ferguson 390. Il valore complessivo dei beni sottoposti a sequestro è stimato in circa 140.000 euro.</p>
<p>L’attività eseguita conferma l’efficacia dello strumento delle misure di prevenzione patrimoniali, finalizzate a sottrarre alla disponibilità di soggetti ritenuti socialmente pericolosi beni riconducibili a contesti criminali o comunque sproporzionati rispetto alla capacità reddituale dichiarata. Il risultato conseguito è frutto dell’accurato lavoro investigativo svolto dai Carabinieri, che, attraverso mirati approfondimenti patrimoniali e una costante attività di analisi, hanno consentito di ricostruire la riconducibilità dei beni oggetto del provvedimento e di fornire all’Autorità Giudiziaria un solido quadro informativo.<br />
L’operazione si inserisce nel più ampio dispositivo di contrasto alla criminalità organizzata e alle sue proiezioni economiche, confermando la costante attenzione del Comando Provinciale Carabinieri di Crotone nel presidio del territorio e nella tutela della legalità, anche attraverso l’aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati, con il fondamentale coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia presso la Procura della Repubblica di Catanzaro, diretta dal Procuratore Salvatore Curcio.</p>
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		<title>VIDEO-Sequestrati 150mila euro ad un imprenditore nel crotonese vicino a cosca di &#8216;ndrangheta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 10:55:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Su disposizione della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia, i finanzieri del Comando Provinciale di Crotone hanno eseguito oggi un provvedimento di sequestro patrimoniale antimafia nei confronti di un imprenditore attivo nel settore degli impianti elettrici.  L&#8217;uomo è ritenuto vicino a una cosca della ndrangheta della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-388205-2" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/DownloadFile-3.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/DownloadFile-3.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/DownloadFile-3.mp4</a></video></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Su disposizione della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia, i finanzieri del Comando Provinciale di Crotone hanno eseguito oggi un provvedimento di sequestro patrimoniale antimafia nei confronti di un imprenditore attivo nel settore degli impianti elettrici.  L&#8217;uomo è ritenuto vicino a una cosca della ndrangheta della provincia di Crotone.</p>
<p>Il sequestro rappresenta l&#8217;esito di un&#8217;articolata attività investigativa del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, avviata in considerazione della pericolosità sociale dell&#8217;indagato, già sancita da una sentenza di condanna per numerosi reati, tra cui la tentata estorsione aggravata dal metodo e dall&#8217;agevolazione mafiosa.</p>
<p>I controlli incrociati e gli accertamenti bancari, riferiti al periodo 2010-2022, hanno evidenziato una palese sproporzione tra le ricchezze accumulate e i redditi complessivamente prodotti dal soggetto e dal suo nucleo familiare, risultati talmente esigui da non poter assicurare neppure il normale sostentamento. In applicazione del decreto sono stati posti sotto sequestro tre beni immobili e vari rapporti bancari, intestati o direttamente riconducibili all&#8217;imprenditore, per un valore complessivo superiore a 150mila euro.</p>
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		<item>
		<title>VIDEO-Confiscati beni per 2,7 milioni ad imprenditore reggino organico alla cosca &#8220;Tegano&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-confiscati-beni-per-27-milioni-ad-imprenditore-reggino-organico-alla-cosca-tegano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 09:55:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Il Comando Provinciale di Reggio Calabria ha dato esecuzione a un provvedimento di confisca definitiva, emesso dalla Corte di Appello di Reggio Calabria, che dispone la confisca definitiva di beni per un valore complessivamente stimato in oltre 2,7 milioni di euro, riconducibili a un imprenditore reggino operante nel settore del commercio all’ingrosso di prodotti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-388033-3" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/DownloadFile-1.mp4?_=3" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/DownloadFile-1.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/DownloadFile-1.mp4</a></video></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Comando Provinciale di Reggio Calabria ha dato esecuzione a un provvedimento di confisca definitiva, emesso dalla Corte di Appello di Reggio Calabria, che dispone la confisca definitiva di beni per un valore complessivamente stimato in oltre 2,7 milioni di euro, riconducibili a un imprenditore reggino operante nel settore del commercio all’ingrosso di prodotti alimentari. L’operazione trae origine dagli accertamenti patrimoniali condotti dal Nucleo di polizia Economico-Finanziaria di Reggio Calabria su delega della locale Direzione Distrettuale Antimafia e costituisce la definizione, sotto il profilo patrimoniale, delle risultanze istruttorie acquisite dalla medesima Autorità giudiziaria requirente nel corso, in particolare, dell’operazione denominata “IL PADRINO”.</p>
<p>In specie, a seguito di quest’ultima indagine &#8211; e, quindi, sulla base del quadro investigativo emerso soprattutto dalle prove dichiarative di collaboratori di giustizia, dai servizi di osservazione e dalle intercettazioni di colloqui carcerari &#8211; il predetto veniva condannato in via definitiva alla pena di anni otto di reclusione per il reato di associazione di stampo mafioso, essendo stato ritenuto come organicamente inserito nella cosca “Tegano”. Secondo le dichiarazioni convergenti di numerosi collaboratori di giustizia, l’affiliazione del medesimo risaliva addirittura alla seconda guerra di &#8216;ndrangheta, a metà degli anni Ottanta, quando operava come autista personale di Giovanni Tegano, accompagnandolo anche ad incontri riservati di mafia, a conferma di un “regime di fiducia e di assoluta fedeltà” che gli veniva ampiamente riconosciuto. Nello specifico, l’imprenditore destinatario del provvedimento di confisca è risultato essere un “fedelissimo” del boss, capace di mantenere i rapporti con importanti famiglie mafiose della provincia reggina, specialmente nella zona ionica, grazie ai suoi collegamenti commerciali con rappresentanti di numerose cosche locali, anche svolgendo il ruolo di “punto terminale della giostra delle imbasciate” finalizzate agli incontri con il citato capo della cosca o con i reggenti dello stesso sodalizio criminale.</p>
<p>Tale rapporto fiduciario sarebbe risultato ulteriormente consolidato dai legami parentali con i vertici della compagine criminale, essendo il soggetto nipote acquisito dello stesso capo-cosca. La Corte d’Appello di Reggio Calabria, su richiesta della locale Procura Generale della Repubblica, con il provvedimento appena eseguito, ha pertanto decretato la confisca definitiva di prevenzione dell’intero patrimonio aziendale di 1 società operante nel settore del commercio all’ingrosso di prodotti alimentari, di 9 terreni siti in Reggio Calabria, 3 fabbricati (di cui 2 ubicati a Catanzaro ed 1 a Reggio Calabria), circa 110 mila euro in contanti, nonché tutti i rapporti bancari/finanziari/assicurativi e relative disponibilità, per un valore complessivamente stimato in circa 2,7 milioni di euro.</p>
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		<item>
		<title>Confisca definitiva per oltre 7 Mln di euro ad un professionista contiguo alla &#8216;ndrangheta di Cutro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/confisca-definitiva-per-oltre-7-mln-di-euro-ad-un-professionista-contiguo-alla-ndrangheta-di-cutro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 07:21:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I finanzieri del Comando Provinciale di Crotone hanno dato esecuzione – in Calabria, Emilia Romagna e Lazio &#8211; ad una sentenza emessa dalla Corte di Appello di Catanzaro &#8211; Prima Sezione Penale, divenuta irrevocabile a seguito di pronuncia della Suprema Corte di Cassazione, con cui è stata disposta la confisca definitiva di beni, per un [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I finanzieri del Comando Provinciale di Crotone hanno dato esecuzione – in Calabria, Emilia Romagna e Lazio &#8211; ad una sentenza emessa dalla Corte di Appello di Catanzaro &#8211; Prima Sezione Penale, divenuta irrevocabile a seguito di pronuncia della Suprema Corte di Cassazione, con cui è stata disposta la confisca definitiva di beni, per un valore complessivo di oltre 7 milioni di euro, nei confronti di un professionista ritenuto attiguo alla ‘ndrangheta cutrese. Tale provvedimento ablativo porta definitivamente a conclusione l’istruttoria che, già nel settembre del 2024, aveva condotto a un primo sequestro patrimoniale disposto dal Tribunale di Catanzaro &#8211; Sezione per l’applicazione delle Misure di Prevenzione, su proposta della Procura della Repubblica &#8211; Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, in relazione alle risultanze investigative emerse nell’ambito dell’operazione “THOMAS”, eseguita nel 2020 e allora coordinata dall’attuale Procuratore della Repubblica di Crotone – dott. Domenico Guarascio. In particolare, gli elementi probatori raccolti in seno alla cennata operazione hanno fatto emergere ed accertare inequivocabilmente la contiguità del professionista con la criminalità organizzata.</p>
<p>Più nel dettaglio, egli, condannato in via definitiva con sentenza della Corte di Cassazione emessa nel giugno del 2025 alla pena di anni 7 e mesi 4 di reclusione, è stato ritenuto il terminale economico attraverso cui il clan ha ottenuto, sino all’intervento giudiziario, il controllo e la gestione di strutture ricettive sedenti lungo la costa ionica crotonese. L’opera di ricostruzione patrimoniale, sviluppata ai sensi del D.Lgs. 159/2011 (<em>Codice delle Leggi antimafia</em>), ha permesso di ricostruire gli asset patrimoniali e finanziari posti nella disponibilità, diretta e indiretta, del professionista, acquisiti con i proventi delle attività illecite realizzate nel tempo anche in ragione della sua condotta finalizzata a favorire gli interessi economici della ‘ndrangheta e, comunque, risultati ingiustificatamente sproporzionati rispetto a quanto ufficialmente indicato nella sua dichiarazione dei redditi.</p>
<p>Complessivamente, in esecuzione del provvedimento ablativo definitivo sono stati sottoposti a confisca beni mobili, immobili, compendi aziendali, quote societarie e ditte individuali, rapporti bancari ed assicurativi per un valore complessivo di oltre 7 milioni di euro. L’attività di servizio testimonia ancora una volta l’azione che la Guardia di Finanza svolge nel contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, delle associazioni a delinquere di tipo mafioso, al fine di evitare i tentativi, sempre più pericolosi, di inquinamento del tessuto imprenditoriale e di partecipazione al capitale di imprese sane.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/confisca-definitiva-per-oltre-7-mln-di-euro-ad-un-professionista-contiguo-alla-ndrangheta-di-cutro/">Confisca definitiva per oltre 7 Mln di euro ad un professionista contiguo alla &#8216;ndrangheta di Cutro</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>VIDEO-A narcotrafficante e usuraio calabrese continuo con cosca Bellocco confiscati beni in via definitiva</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-a-narcotrafficante-e-usuraio-calabrese-continuo-con-cosca-bellocco-confiscati-beni-in-via-definitiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 08:17:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; I Finanzieri dei Comandi Provinciali di Firenze e Reggio Calabria, unitamente a personale dello S.C.I.C.O., hanno dato esecuzione ad un decreto emesso dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria, sulla base della normativa prevista dal cosiddetto “Codice Antimafia”, divenuto definitivo sia per la parte relativa ai profili della misura personale (sorveglianza speciale con obbligo di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-378861-4" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/DownloadFile-1.mp4?_=4" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/DownloadFile-1.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/05/DownloadFile-1.mp4</a></video></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>I Finanzieri dei Comandi Provinciali di Firenze e Reggio Calabria, unitamente a personale dello S.C.I.C.O., hanno dato esecuzione ad un decreto emesso dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria, sulla base della normativa prevista dal cosiddetto “Codice Antimafia”, divenuto definitivo sia per la parte relativa ai profili della misura personale (<em>sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per 4 anni</em>), sia per il profilo patrimoniale (confisca di beni per un valore complessivamente stimato in circa 200 mila euro) in capo ad un narcotrafficante e usuraio calabrese contiguo alla cosca della ‘Ndrangheta dei “Bellocco” di Rosarno (RC). Il patrimonio era già stato acquisito con una confisca, di primo e di secondo grado, disposta dalle Sezioni Misure di Prevenzione del Tribunale e della Corte d’Appello di Reggio Calabria, a conferma integrale che il patrimonio aziendale, direttamente e indirettamente nella disponibilità del predetto, comprensivo di un’imbarcazione destinata alla pesca della lunghezza di 16 metri circa, tre autoveicoli, un fabbricato e disponibilità finanziarie, fosse sproporzionato rispetto alla capacità reddituale manifestata. La figura criminale e la spiccata ininterrotta pericolosità sociale sia qualificata che generica del “proposto” sin dalla fine degli anni ‘90, era emersa in particolare &#8211; allo stato dei procedimenti in essere e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento della responsabilità &#8211; nell’ambito delle operazioni denominate “Magma”, condotta dal G.I.C.O. di Reggio Calabria sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica reggina, “Erba di Grace” e “Buenaventura”, eseguite dal G.I.C.O. di Firenze, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo toscano.</p>
<p>In particolare, a seguito dell’operazione “Magma”, conclusasi nel mese di novembre 2019 con l’esecuzione di 45 provvedimenti cautelari, il soggetto è stato condannato a 20 anni di reclusione per traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Nell’ambito dell’operazione “Erba di Grace”, il “proposto” è stato condannato, con sentenza del GIP del Tribunale di Firenze del 2021, confermata poi dalla Corte d’Appello di Firenze nel 2022 in secondo grado, alla pena di 4 anni di reclusione per il reato di traffico di stupefacenti commesso in provincia di Pistoia. Infine, a valle dell’operazione “Buenaventura”, il “proposto” è stato condannato, in primo grado con il rito abbreviato, dal GUP del Tribunale di Firenze nel 2022 alla pena di 8 anni di reclusione per “reati contro la persona e contro il patrimonio”, ovvero per aver posto in essere manovre estorsive aggravate dal metodo mafioso funzionali al recupero di un credito usuraio accordato ad un imprenditore del senese attivo nel settore tessile, al quale aveva applicato tassi di interesse annuali che arrivavano fino a oltre il 66% su base annua.</p>
<p>In relazione alle risultanze delle attività di cui sopra, la Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, in stretta sinergia con la Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze, nel quadro delle attività finalizzate al contrasto degli interessi economico-imprenditoriali della criminalità organizzata, ha delegato i Nuclei di Polizia Economico Finanziaria &#8211; G.I.C.O. di Reggio Calabria e Firenze a svolgere apposita indagine anche di carattere economico &#8211; patrimoniale, finalizzata all’applicazione, nei confronti del citato soggetto, di misure di prevenzione personali e patrimoniali. All’esito di tali accertamenti, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, su proposta della locale Procura della Repubblica disponeva dapprima il sequestro e successivamente la confisca di primo grado dei beni del proposto. Tale misura patrimoniale, su proposta della Procura Generale della Repubblica di Reggio Calabria, veniva confermata anche in secondo grado dalla locale Corte d’Appello. All’esito dell’impugnazione del provvedimento emesso in quest’ultimo grado di giudizio, la Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi presentati dal “proposto” e dai “terzi interessati”, ritenendoli infondati e confermato integralmente la ricostruzione patrimoniale e le ulteriori osservazioni formulate dalla Guardia di Finanza.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>VIDEO-Vibo, azienda svuotata e beni trasferiti a NewCo: denunciati due amministratori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 08:10:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del locale Tribunale. Il provvedimento ha disposto il sequestro di un compendio aziendale e delle somme di denaro nei confronti di due soggetti ritenuti responsabili, allo stato delle indagini, dei reati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-372037-5" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/DownloadFile-2.mp4?_=5" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/DownloadFile-2.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/DownloadFile-2.mp4</a></video></div>
<p>I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del locale Tribunale. Il provvedimento ha disposto il sequestro di un compendio aziendale e delle somme di denaro nei confronti di due soggetti ritenuti responsabili, allo stato delle indagini, dei reati di bancarotta e di violazioni alla normativa fiscale previste dal D. Lgs. n. 74/2000 per un valore complessivo pari a euro 3.786.715,00. Le attività investigative, condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Vibo Valentia e coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vibo Valentia, diretta dal Procuratore Camillo Falvo, hanno consentito di accertare come gli indagati abbiano posto in essere plurime operazioni distrattive, finalizzate a sottrarre l’intero patrimonio immobiliare della società successivamente dichiarata fallita.</p>
<p>In particolare, è emerso come il compendio aziendale sia stato oggetto di operazioni di trasferimento a favore di una società di nuova costituzione (NewCo), riconducibile ai medesimi soggetti, attraverso atti negoziali privi di effettiva giustificazione economica e realizzati in assenza di adeguata contropartita. Tali operazioni sarebbero state poste in essere con l’intento di spossessare la società originaria dei propri asset, trasferendoli a un nuovo soggetto giuridico al fine di sottrarli alla garanzia patrimoniale dei creditori, in pregiudizio degli stessi. Nel medesimo contesto, è stata altresì accertata l’omessa presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’anno d’imposta 2022, nonché l’occultamento delle scritture contabili, in violazione della normativa vigente. L’operazione si inserisce nel più ampio quadro delle attività di contrasto agli illeciti economico-finanziari svolte dalla Guardia di Finanza, a presidio della legalità e della corretta gestione delle risorse economiche.</p>
<p>In particolare, l’azione di prevenzione e repressione di fenomeni quali la bancarotta e le frodi fiscali assume un ruolo centrale nella tutela dell’economia sana, poiché consente di salvaguardare sia le entrate dello Stato sia i diritti dei creditori, spesso penalizzati da condotte fraudolente che svuotano il patrimonio delle imprese. Il contrasto a tali illeciti contribuisce, inoltre, a garantire condizioni di equità e trasparenza nel mercato, evitando distorsioni della concorrenza e rafforzando la fiducia degli operatori economici nel sistema. L’attività svolta testimonia, ancora una volta, l’efficacia dell’azione sinergica tra la Guardia di Finanza e l’Autorità Giudiziaria, finalizzata a prevenire e reprimere ogni forma di illegalità economica, a tutela dello Stato, dei cittadini e dell’intero sistema produttivo.</p>
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		<item>
		<title>Dia sequestra beni per 5 Mln a imprenditore cosentino condannato per associazione mafiosa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 08:00:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Direzione investigativa antimafia ha sequestrato beni per circa cinque milioni di euro a un imprenditore di Mandatoriccio (Cosenza), Mario Lavorato, attivo nei settori della distribuzione di prodotti tipici e turistico-alberghiero. Lavorato, già coinvolto nell&#8217;operazione Stige della Dda di Catanzaro, era stato condannato in via definitiva per associazione di tipo mafioso a seguito della sentenza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Direzione investigativa antimafia ha sequestrato beni per circa cinque milioni di euro a un imprenditore di Mandatoriccio (Cosenza), Mario Lavorato, attivo nei settori della distribuzione di prodotti tipici e turistico-alberghiero. Lavorato, già coinvolto nell&#8217;operazione Stige della Dda di Catanzaro, era stato condannato in via definitiva per associazione di tipo mafioso a seguito della sentenza della Corte di cassazione del 5 giugno 2024.<br />
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori l&#8217;imprenditore era una figura di riferimento per le cosche Farao-Marincola di Cirò Marina, nel Crotonese. Gli atti d&#8217;inchiesta gli attribuiscono un ruolo nel supporto alle attività estorsive e nel reimpiego di capitali illeciti nel settore immobiliare, attraverso compagini aziendali utilizzate per favorire l&#8217;infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico, con proiezioni anche in Germania.<br />
Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Catanzaro &#8211; Sezione misure di prevenzione, scaturisce dagli accertamenti economico-patrimoniali disposti congiuntamente dalla Procura della Repubblica di Catanzaro e dal direttore della Dia. Gli approfondimenti investigativi, infatti, hanno permesso di individuare asset patrimoniali intestati o riconducibili all&#8217;imprenditore, ritenuti frutto di attività illecite o reimpiego delle stesse, evidenziando una sproporzione tra il valore dei beni e i redditi dichiarati. Nello specifico il sequestro ha riguardato un&#8217;attività d&#8217;impresa, due quote societarie, quattro immobili, cinque beni mobili e sei rapporti finanziari, per un valore complessivo stimato in quasi cinque milioni di euro.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>VIDEO-Sequestro da 1,3mln a due imprenditori legati alla &#8216;ndrangheta reggina</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-sequestro-da-13mln-a-due-imprenditori-legati-alla-ndrangheta-reggina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 17:36:20 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=314&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Freel%2F1200923535488957%2F&amp;show_text=false&amp;width=560&amp;t=0" width="560" height="314" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Il Comando provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha provveduto &#8211; in Calabria, Lazio e Lombardia &#8211; al sequestro di beni per un milione e 300mila euro a due persone coinvolte nel processo &#8220;Eyphemos&#8221;, nato da un’inchiesta della Dda di Reggio Calabria, che ha fatto luce sull&#8217;operatività della &#8216;ndrangheta di Sant&#8217;Eufemia d’Aspromonte e sui suoi legami con la cosca Alvaro di Sinopoli. Il sequestro, nel dettaglio, è stato eseguito nelle provincie di Reggio Calabria, Roma e Milano e ha riguardato l’intero complesso aziendale di tre ditte individuali e due imprese che si occupavano di attività di tenuta di dati contabili, del settore energetico e di quello edilizio. I sigilli della finanza hanno interessato anche a immobili e rapporti bancari, finanziari e assicurativi.</p>
<p>Su richiesta del procuratore Giuseppe Borrelli e dell’aggiunto Stefano Musolino, la sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria ha disposto il provvedimento di sequestro nei confronti di Cosimo Cannizzaro detto &#8220;Spagnoletta&#8221; e di suo genero, Giuseppe Bagnato detto &#8220;Pinuccio&#8221;. Quest’ultimo è deceduto nel 2024 dopo il processo di primo grado quando entrambi sono stati condannati rispettivamente a 14 anni e 15 anni di carcere per associazione mafiosa. In Appello, quindi, la sentenza è stata confermata per il solo imputato Cannizzaro, che attende la decisione della Corte di Cassazione prevista per il 17 febbraio.</p>
<p>Stando agli accertamenti eseguiti dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Reggio Calabria i due erano legati tra loro da vincoli di parentela e avevano interessi imprenditoriali prevalentemente nel settore dell’edilizia. Riportando il contenuto del provvedimento di sequestro, secondo gli investigatori, Cannizzaro &#8220;veniva preso come riferimento per le relazioni con affiliati di altre articolazioni, sia nazionali che addirittura australiani, sia per questioni di affiliazioni che per richieste estorsive da rivolgere agli imprenditori individuati quali vittime delle pretese&#8221;. L’imprenditore deceduto, Giuseppe Napoli, invece &#8220;era risultato, sulla scorta degli atti dell’indagine, &#8211; si legge nella nota stampa della Procura reggina- ben inserito nei ranghi della medesima cellula mafiosa, rivestendo un ruolo di spicco all’interno del gruppo, tanto da essere considerato come uno dei pochi soggetti della cosca dotato del carisma utile per la costituzione di una nuova locale di &#8216;ndrangheta&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Sequestrati beni per 7 mln ad ex governatore della Misericordia di Isola Capo Rizzuto</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sequestrati-beni-per-7-mln-ad-ex-governatore-della-misericordia-di-isola-capo-rizzuto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2026 08:58:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I militari del Servizio Centrale I.C.O. e del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro hanno dato esecuzione al decreto di sequestro emesso dal Tribunale di Catanzaro &#8211; Sezione per l’applicazione delle Misure di Prevenzione, su richiesta della Procura di Catanzaro &#8211; Direzione Distrettuale Antimafia, con cui è stato disposto il sequestro di n. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I militari del Servizio Centrale I.C.O. e del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro hanno dato esecuzione al decreto di sequestro emesso dal Tribunale di Catanzaro &#8211; Sezione per l’applicazione delle Misure di Prevenzione, su richiesta della Procura di Catanzaro &#8211; Direzione Distrettuale Antimafia, con cui è stato disposto il sequestro di n. 22 unità immobiliari e n. 10 appezzamenti di terreno, per un valore complessivo di oltre 7 milioni di euro, direttamente e/o indirettamente riconducibili ad un soggetto inquadrato nella categoria dei soggetti connotati da pericolosità sociale “qualificata” e “comune”, come previsto dal Decreto Legislativo n. 159/2011, in quanto indiziato di appartenere alle associazioni di cui all&#8217;articolo 416-bis c.p. e rientrante tra coloro che per la condotta ed il tenore di vita debba ritenersi che vivono abitualmente, anche in parte, con i proventi di attività delittuose.</p>
<p>Il destinatario del provvedimento cautelare di prevenzione è Leonardo Sacco, l&#8217;ex governatore della Misericordia di Isola Capo Rizzuto (Crotone) che gestiva il centro per richiedenti asilo di Sant&#8217;Anna, coinvolto, nel 2017, nell&#8217;operazione &#8220;Jonny&#8221;, che ha riguardato le infiltrazioni della cosca di &#8216;ndrangheta degli Arena nella gestione del Centro. Nel caso di specie, l’attività investigativa ha disvelato che il predetto, quale legale rappresentante di un’associazione riconosciuta, era a capo del meccanismo che consentiva &#8211; mediante condotte fraudolente- la distrazione di ingenti fondi pubblici destinati all’erogazione del servizio mensa del centro di accoglienza di migranti “Sant’Anna” di Isola di Capo Rizzuto (KR), poi in parte dirottati a beneficio del citato sodalizio.<br />
Recentemente il proposto è stato condannato dalla Corte d’Appello di Catanzaro, in sede di giudizio di rinvio, alla pena di anni 8 di reclusione, in quanto riconosciuto intraneo alla cosca “ARENA” e responsabile del reato di truffa e trasferimento fraudolento di valori.<br />
Il provvedimento cautelare di prevenzione è stato adottato dal Tribunale di Catanzaro, sulla base delle articolate indagini economico &#8211; patrimoniali coordinate dalla Procura della Repubblica di Catanzaro – D.D.A., eseguite dagli specialisti della Sezione Misure di Prevenzione &#8211; Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria Catanzaro e del Servizio Centrale I.C.O., che hanno palesato la sussistenza di sufficienti indizi riguardo alla derivazione illecita delle risorse impiegate per l’acquisizione del patrimonio riferibile al proposto oltre che una evidente sproporzione per talune delle annualità esaminate tra il valore dei beni ed i redditi dichiarati dal medesimo soggetto.</p>
<p>Gli accertamenti dei Finanzieri hanno già condotto all’emissione di analoghi provvedimenti ablativi nei confronti di altri soggetti coinvolti nella medesima indagine, che hanno determinato il sequestro di beni del valore di oltre 9 milioni di euro.<br />
Il sequestro è stato disposto ai sensi dell’art. 20 del d.lgs. n. 159/2011, in attesa del contraddittorio che avrà luogo dinanzi al Tribunale Ordinario di Catanzaro – Sezione per l’applicazione delle Misure di Prevenzione, nell’ambito del procedimento di prevenzione volto alla verifica della sussistenza dei presupposti per la confisca dei beni, che è ancora in corso.</p>
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		<title>Sequestro da 3 mln ai danni di un pregiudicato in Piemonte: aveva contatti con la ‘ndrangheta</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sequestro-da-3-mln-ai-danni-di-un-pregiudicato-in-piemonte-aveva-contatti-con-la-ndrangheta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2025 11:21:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
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		<category><![CDATA[beni]]></category>
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		<category><![CDATA[sequestro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sequestro da 3 milioni di euro, uno dei più significativi effettuati in provincia di Alessandria, ai danni di un noto pregiudicato alessandrino, da parte del personale della Direzione Investigativa Antimafia (Dia) di Torino insieme alla Divisione Anticrimine e alla Squadra Mobile della Questura di Alessandria. E’ stata data esecuzione al decreto di sequestro anticipato di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/sequestro-da-3-mln-ai-danni-di-un-pregiudicato-in-piemonte-aveva-contatti-con-la-ndrangheta/">Sequestro da 3 mln ai danni di un pregiudicato in Piemonte: aveva contatti con la ‘ndrangheta</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sequestro da 3 milioni di euro, uno dei più significativi effettuati in provincia di Alessandria, ai danni di un noto pregiudicato alessandrino, da parte del personale della Direzione Investigativa Antimafia (Dia) di Torino insieme alla Divisione Anticrimine e alla Squadra Mobile della Questura di Alessandria</strong>. E’ stata data esecuzione al decreto di sequestro anticipato di beni, emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Torino su proposta congiunta presentata dal Direttore della Dia e dal Questore di Alessandria, nonché al decreto di perquisizione per trasferimento fraudolento di valori emesso dalla Procura della Repubblica di Alessandria nei confronti del nucleo familiare del pregiudicato,<strong> di cui non viene reso noto il nome</strong>, nonostante il suo nominativo sia già emerso nelle cronache giudiziarie per essere stato <strong>coinvolto e condannato in inchieste giudiziarie per gravi reati quali associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio, ricettazione, furto, nonché estorsione, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, fabbricazione e detenzioni di materie esplodenti, porto abusivo di armi, danneggiamento, resistenza a pubblico ufficiale ed inoltre per avere intrattenuto contatti con soggetti legati al mondo della criminalità organizzata di stampo mafioso</strong>.</p>
<p>Le attività, ricordano dalla Dia di Torino, si sono svolte nelle province di Alessandria, Bolzano, Torino e Savona a carico del pregiudicato, del figlio e della moglie e di altri due soggetti anch’essi pregiudicati, indiziati in concorso tra loro del reato di intestazione fittizia di beni, in relazione a quanto emerso in sede d’indagine patrimoniale. <strong>L’operazione nasce dalla complessa attività di analisi del materiale acquisito che ha permesso di ricostruire l’ingente patrimonio accumulato dal nucleo familiare nel tempo, in violazione della normativa antimafia nonché documentare e delineare il notevole profilo criminale del capofamiglia, che vantava numerosi contatti con esponenti di spicco di strutture criminali ‘ndranghetiste presenti in territorio alessandrino e calabrese.</strong> La misura di prevenzione patrimoniale eseguita in via provvisoria nei confronti del nucleo familiare del pregiudicato ha permesso il sequestro di <strong>8 beni immobili, del compendio aziendale di 3 imprese, di 58 beni mobili registrati, di 21 rapporti finanziari, per un valore complessivo stimato di circa 3 milioni di euro.</strong></p>
<p>Alle operazioni, inoltre, ha partecipato il Compartimento Polizia Stradale di Torino, al fine di controllare i numerosi mezzi stradali delle imprese sottoposte a sequestro.<strong> Ciò ha permesso di rinvenire ed analizzare numerosi parti meccaniche dei suddetti veicoli che sono poi risultate oggetto di furto con conseguente denuncia in stato di libertà a carico del pregiudicato e del figlio, in concorso, per ricettazione, riciclaggio, truffa assicurativa e simulazione di reato.</strong> Nei giorni scorsi è iniziata di fronte al Tribunale di Torino, nel contraddittorio delle parti, la fase destinata alla definitiva pronuncia del Tribunale sia sulla proposta di confisca dei beni già sequestro sia sulla applicazione della misura personale della sorveglianza con obbligo di soggiorno.</p>
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