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	<title>Bari Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 19 Jun 2026 16:22:12 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Olio extravergine: Anche Coldiretti Calabria a Bari contro speculazioni, frodi e prezzi crollati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 16:22:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anche Coldiretti Calabria, e non poteva che essere così visto che è la seconda regione produttrice di olio, ha partecipato alla mobilitazione nazionale degli agricoltori che ha invaso le strade di Bari, promossa da Coldiretti e Unaprol, per dire basta ai &#8220;trafficanti di olio&#8221; che stanno mettendo in ginocchio le imprese e ingannando i consumatori. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Anche Coldiretti Calabria, e non poteva che essere così visto che è la seconda regione produttrice di olio, ha partecipato alla mobilitazione nazionale degli agricoltori che ha invaso le strade di Bari, promossa da Coldiretti e Unaprol, per dire basta ai &#8220;<em>trafficanti di olio</em>&#8221; che stanno mettendo in ginocchio le imprese e ingannando i consumatori. Una protesta con migliaia di agricoltori scesi in piazza per denunciare un sistema che rischia di compromettere il futuro dell&#8217;olio extravergine italiano, simbolo del Made in Italy e pilastro dell&#8217;economia agricola anche in Calabria. Coldiretti Calabria <strong>con il presidente Aceto</strong>, ha ribadito dal palco la necessità dell&#8217;attuazione delle proposte per  difendere il vero olio extravergine che significa difendere reddito, territorio e salute.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Prezzi crollati e aziende in difficoltà- </strong>L&#8217;allarme è chiaro: i prezzi dell&#8217;olio extravergine pagati agli olivicoltori sono praticamente dimezzati rispetto allo scorso anno, passando da circa 9 euro al litro a poco più di 5 euro, ben al di sotto dei costi di produzione. Una situazione aggravata da rincari che superano i 200 euro per ettaro. Un contesto che costringe molte aziende, anche calabresi, a vendere sottocosto, con le conseguenze che ne derivano.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Frodi e speculazioni: un attacco alla salute e alla trasparenza- </strong>Nel mirino ci sono pratiche fraudolente sempre più diffuse: dall&#8217;utilizzo di clorofilla e oli deodorati, fino a sostanze chimiche impiegate per alterare la qualità reale del prodotto. Fenomeni che, insieme all&#8217;arrivo massiccio di olio dall&#8217;estero, alimentano un sistema di speculazioni e inganni. Prodotti di bassa qualità finiscono anche nelle mense scolastiche e ospedaliere, mettendo a rischio la salute dei cittadini. Per questo Coldiretti e Unaprol chiedono che nelle strutture pubbliche vengano utilizzati esclusivamente prodotti italiani certificati, sicuri e di qualità.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>I numeri che smascherano il sistema- </strong>I dati della filiera evidenziano una situazione che non torna: circa 234 milioni di litri di olio extravergine prodotti in Italia, 461 milioni di litri consumati, 318 milioni di litri esportati, ben 545 milioni di litri importati, Numeri eloquenti che dimostrano come il sistema sia esposto a manipolazioni sull&#8217;origine e tracciabilità del prodotto, con gravi danni per produttori e cittadini. In questo scenario, la Calabria rappresenta uno dei principali bacini olivicoli del Paese, con milioni di piante, una forte incidenza sull&#8217;economia agricola regionale e un patrimonio identitario, paesaggistico e culturale da tutelare.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Le richieste: più controlli e tecnologie contro le frodi- </strong>È stata sollecitata l&#8217;applicazione rigorosa della normativa contro le pratiche commerciali sleali e contro le vendite effettuate al di sotto dei costi di produzione. Tra le richieste figura anche il divieto di commercializzare come extravergini miscele ottenute con la successiva aggiunta dell&#8217;olio di oliva vergine. Per garantire una tracciabilità completa e avanzata della filiera viene ritenuta indispensabile l&#8217;introduzione del documento di trasporto elettronico delle olive fin dalla fase di conferimento. Sul fronte commerciale, Coldiretti e Unaprol chiedono infine la sospensione delle importazioni di olio tunisino a dazio zero e il superamento del regime di Traffico di perfezionamento attivo (Tpa) applicato agli oli esteri, considerato un potenziale punto critico per l&#8217;ingresso sul mercato di prodotti suscettibili di generare fenomeni fraudolenti.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il &#8220;tavolo degli inganni&#8221; e la consapevolezza dei cittadini- </strong>Durante la manifestazione è stato allestito il &#8220;tavolo degli inganni&#8221; per mostrare ai cittadini come avvengono le frodi e le miscelazioni pericolose. Parallelamente, nel mercato di Campagna Amica, è stato possibile degustare oli di qualità, evidenziando la differenza tra un vero extravergine e un prodotto camuffato.</p>
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		<title>Traffico di rifiuti speciali con la Grecia, interdetto imprenditore e sigilli a ditta nel Cosentino</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/traffico-di-rifiuti-speciali-con-la-grecia-interdetto-imprenditore-e-sigilli-a-ditta-nel-cosentino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 09:01:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con le accuse di traffico internazionale illecito di rifiuti speciali e falso, la Guardia costiera di Bari ha notificato un&#8217;ordinanza di interdizione per dodici mesi dall&#8217;attività di impresa nei confronti del 66enne Giosè Marchese, titolare della ditta calabrese &#8216;Servizi ecologici&#8217;. È stato eseguito anche il sequestro preventivo dello stabilimento, a Tarsia, e della sede amministrativa [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con le accuse di traffico internazionale illecito di rifiuti speciali e falso, la Guardia costiera di Bari ha notificato un&#8217;ordinanza di interdizione per dodici mesi dall&#8217;attività di impresa nei confronti del 66enne Giosè Marchese, titolare della ditta calabrese &#8216;Servizi ecologici&#8217;. È stato eseguito anche il sequestro preventivo dello stabilimento, a Tarsia, e della sede amministrativa della società a Santa Sofia D&#8217;Epiro. Nell&#8217;indagine della Procura di Bari risultano indagate altre cinque persone, due dirigenti e due funzionari della Regione Calabria. Si tratta di Giosè Marchese (cl. ’58) di Cosenza, titolare della “Servizi Ecologici” di Tarsia; Pasqualino Caparrotta (cl. ’84) di Lamezia Terme, responsabile tecnico; Gianfranco Comito (cl. ’58) di Vibo Valentia, dirigente del Dipartimento Tutela dell’Ambiente della Regione Calabria; Gabriele Alitto (cl. ’78) di Cosenza, dirigente UOA Regione Calabria; Clementina Torchia (cl. ’80) di Lamezia Terme, Rup; Claudia Russo (cl. ’76) di Catanzaro, Rup.</p>
<p>L&#8217;indagine è partita a novembre 2021 durante controlli nel porto di Bari. Gli accertamenti hanno consentito di ricostruire un complesso meccanismo finalizzato all&#8217;illecito smaltimento di rifiuti derivanti dal ciclo urbano, formalmente classificati come rifiuti speciali mediante procedure ritenute irregolari e successivamente esportati verso impianti in Grecia. L&#8217;obiettivo degli indagati sarebbe stato quello di conseguire un ingiusto profitto mediante il risparmio dei costi connessi alle corrette procedure di gestione previste dalla normativa ambientale nazionale ed europea. In particolare, sarebbe stata alterata la classificazione dei rifiuti, elusa la tracciabilità delle operazioni di trattamento e movimentazione in origine, predisposta documentazione ritenuta non veritiera e simulate operazioni di recupero finale in realtà non effettuate.</p>
<p>La ditta, &#8220;che rappresenta &#8211; spiega la Guardia costiera &#8211; una delle principali aziende calabresi che si occupano della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani nei comuni della provincia di Cosenza&#8221;, è stata affidata ad un amministratore giudiziario. La gip di Bari Chiara Maglio ha escluso i gravi indizi nei confronti degli altri indagati. La giudice ha contestualmente dichiarato la propria incompetenza territoriale disponendo la trasmissione degli atti all&#8217;autorità giudiziaria di Catanzaro.</p>
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		<title>Ricostruita la rete dei fiancheggiatori che favorirono la latitanza di Leonardo Abbruzzese, 15 arresti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Nov 2024 07:37:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle prime ore di questa mattina, infatti, nelle province di Cosenza e a Bari, i carabinieri del Comando provinciale di Cosenza, con il coordinamento della Dda Catanzaro, hanno dato esecuzione alla misura cautelare in carcere, disposta dal gip del Tribunale di Catanzaro, nei confronti di 15 soggetti, ritenuti responsabili di favoreggiamento personale aggravato dalla finalità [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle prime ore di questa mattina, infatti, nelle <strong>province di Cosenza e a Bari</strong>, i carabinieri del Comando provinciale di Cosenza, con il coordinamento della Dda Catanzaro, hanno dato esecuzione alla misura cautelare in carcere, disposta dal gip del Tribunale di Catanzaro, <strong>nei confronti di 15 soggetti</strong>, ritenuti responsabili di favoreggiamento personale aggravato dalla finalità di agevolazione mafiosa, associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione aggravata dalle modalità mafiose. </p>
<p>Le investigazioni, condotte dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Cosenza e della Compagnia di Cassano all’Ionio, avevano consentito di individuare e trarre in arresto <strong>Leonardo Abbruzzese</strong>, 39 anni, che si era sottratto all’esecuzione della misura cautelare in carcere emessa nei suoi confronti nell’ambito dell’operazione ‘Athena’), risalente al 30 giugno 2023 e coordinata dalla Dda di Catanzaro. </p>
<p>Abbruzzese, <strong>il 6 novembre 2003, era stato rintracciato a Bari</strong>, dove si nascondeva in una villa grazie al sostegno e all’assistenza logistica fornitagli da una rete di complici, per lo più riconducibili alla criminalità organizzata pugliese.</p>
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		<title>VIDEO-Falsi titoli di studio, la GdF esegue 9 Arresti: coinvolti anche Istituti Scolastici in Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/falsi-titoli-di-studio-la-gdf-esegue-9-arresti-coinvolti-anche-istituti-scolastici-in-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Sep 2024 10:15:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalle prime luci dell’alba, i finanzieri del Comando Provinciale di Bari e BAT hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali in carcere nei confronti di 9 persone, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Trani, su richiesta della Procura della Repubblica alla stessa sede. I destinatari del provvedimento cautelare sono indagati, unitamente ad [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-271509-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/09/GDF-falsi.titoli.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/09/GDF-falsi.titoli.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/09/GDF-falsi.titoli.mp4</a></video></div>
<p>Dalle prime luci dell’alba, i finanzieri del Comando Provinciale di Bari e BAT hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali in carcere nei confronti di 9 persone, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Trani, su richiesta della Procura della Repubblica alla stessa sede. I destinatari del <strong>provvedimento cautelare</strong> sono <strong>indagati, unitamente ad altri 30 soggetti</strong> (accertamento compiuto nella fase delle indagini preliminari che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa), a vario titolo e in concorso tra di loro, per i reati di associazione per delinquere, truffa aggravata, falso materiale, corruzione e autoriciclaggio. L’odierna operazione costituisce l’epilogo di un’articolata attività di indagine, delegata al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari e alla Compagnia di Trani, che ha consentito di disvelare l’esistenza di un’organizzazione dedita al <strong>rilascio di titoli di studio e professionali falsi</strong> e/o comunque non aventi valore legale nel territorio nazionale, emessi da sedicenti enti universitari, nonché da istituti scolastici di istruzione superiore paritari e scuole professionali dislocate in varie Regioni (Lazio, Lombardia, <strong>Calabria</strong> e Sicilia). Il modus operandi avrebbe previsto la costituzione di società di capitali all’estero (Cipro, Regno Unito e America Latina) solo in apparenza abilitate al rilascio di titoli di studio “riconosciuti” anche in Italia; le attività investigative, di contro, hanno consentito di accertare l’inesistenza delle predette entità giuridiche.</p>
<p><strong>In particolare</strong>, la pluralità di truffe sarebbe stata realizzata da più strutture associative, tra loro connesse, che avrebbero:<br />
&#8211; utilizzato siti internet, pagine facebook e profili whatsapp per pubblicizzare l’attività e i percorsi di studio offerti, nonché per “reclutare” i potenziali clienti;<br />
&#8211; consegnato pergamene rappresentative dei citati titoli con loghi, Apostille de L’Aja (asseritamente apposte da personale della Procura della Repubblica di Roma), certificazioni e traduzioni giurate contraffatte/false;<br />
&#8211; rilasciato “certificati di equipollenza” falsamente emessi da atenei italiani (in particolare dall’Università Sapienza di Roma).<br />
Nel dettaglio, i principali indagati avrebbero creato un polo universitario con base operativa a Trani, che si sarebbe avvalso di una “rete” composta da oltre 55 point dislocati su tutto il territorio nazionale, utilizzata per reclutare innumerevoli discenti, aspiranti insegnanti ovvero laureati e diplomati che avrebbero corrisposto, cadauno, circa 8.000 euro per conseguire un titolo per accedere a concorsi pubblici e/o instaurare rapporti di lavoro soprattutto nel settore dell’istruzione (quali insegnanti di sostegno), conseguendo così un profitto illecito milionario. <strong>Le lezioni si sarebbero svolte tramite una piattaforma web</strong> appositamente creata, su cui era caricato anche il relativo materiale didattico, di dubbia validità e veridicità, e al termine dei vari corsi sarebbero stati distribuiti i plichi contenenti le pergamene, artatamente create dall’organizzazione, attestanti il conseguimento del titolo; in alcuni casi la consegna è avvenuta nel corso di eventi appositamente <strong>organizzati presso un hotel di Roma</strong>.</p>
<p>Nel corso delle investigazioni è stato altresì rilevato l’inoltro via pec al<strong> Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR)</strong> di centinaia di richieste di riconoscimento dei titoli universitari, prive di qualsiasi documentazione a supporto, strumentali esclusivamente all’ottenimento di una ricevuta di protocollo – generata in automatico dal sistema informatico del dicastero – da utilizzare illecitamente per ottenere un temporaneo incarico di insegnamento. A seguito di contrasti sorti a causa della spartizione dei profitti illeciti, il gruppo criminale si sarebbe successivamente diviso in tre distinte compagini:<br />
&#8211; la prima avrebbe offerto, nel territorio tranese, percorsi formativi professionali attraverso la costituzione di altre imprese ed aggregandosi a nuovi soggetti;<br />
&#8211; la seconda avrebbe perpetrato il sistema fraudolento costituendo un nuovo “polo” a Foggia &#8211; avvalendosi di ulteriori società e associazioni culturali &#8211; e acquisendo le quote di un’università privata albanese per mezzo della quale garantire il conseguimento di titoli di studio sempre non aventi valore legale in Italia. In questo contesto due degli indagati avrebbero corrotto un funzionario governativo albanese al fine di garantirsi l’attivazione e la favorevole conclusione del procedimento di accreditamento dell’istituto;<br />
&#8211; la terza, grazie anche all’apporto operativo di un avvocato del foro di Reggio Calabria, avrebbe proposto ai discenti truffati dal gruppo foggiano la consegna di una pergamena, creata ad hoc, in sostituzione di quella già ricevuta, dietro il pagamento di una somma oscillante tra i 500 e i 2.500 euro.</p>
<p><strong>Fondamentali</strong>, ai fini dell’accertamento delle condotte truffaldine, sono risultati i<strong> riscontri operativi acquisiti attraverso</strong>:<br />
&#8211; l’escussione in atti di un significativo campione di clienti (circa 50), che hanno descritto il “modus operandi” del gruppo criminale fornendo utili elementi informativi per individuare i “tariffari praticati”;<br />
&#8211; le intercettazioni telefoniche ed ambientali, opportunamente attivate nei confronti dei principali soggetti investigati;<br />
&#8211; la preziosa collaborazione del MUR, dell’Università Sapienza e degli altri soggetti pubblici e/o privati richiamati nella documentazione ingannevolmente predisposta.</p>
<p>Gli ingenti proventi illeciti conseguiti, oggetto dell’odierno<strong> provvedimento di sequestro</strong>, quantificati complessivamente in circa <strong>10 milioni di euro</strong>, sarebbero poi stati reinvestiti nell’attività criminosa, nell’acquisto di beni mobili (tra cui un’autovettura di lusso del tipo Maserati) ed immobili (opportunamente “schermati” dall’intestazione a persone giuridiche). Parallelamente, ai sensi dell’art. 321, co. 1 c.p.p., sono state sottoposte a sequestro impeditivo le quote sociali di 8 imprese, con la conseguente nomina di un amministratore giudiziario, e sono in corso di esecuzione decine di perquisizioni personali e locali in tutta Italia. Le società coinvolte sono state, altresì, segnalate per i profili di responsabilità amministrativa dipendente da reato. </p>
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		<title>VIDEO-Traffico droga, aggravato dalle finalità mafiose: Arrestato a Bari Leonardo Abbruzzese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-traffico-droga-aggravato-dalle-finalita-mafiose-arrestato-a-bari-leonardo-abbruzzese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Nov 2023 14:24:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
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		<category><![CDATA[Leonardo Abbruzzese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri dei Comandi Provinciali di Cosenza e Bari, con il supporto specialistico dei militari dello Squadrone Eliportato “Cacciatori di Puglia” e del 6° Nucleo Elicotteri di Bari, nel tardo pomeriggio del 6 novembre, hanno dato esecuzione a Bari alla misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di Leonardo Abbruzzese, 38 anni, disposta, a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-traffico-droga-aggravato-dalle-finalita-mafiose-arrestato-a-bari-leonardo-abbruzzese/">VIDEO-Traffico droga, aggravato dalle finalità mafiose: Arrestato a Bari Leonardo Abbruzzese</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 450px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-221373-2" width="450" height="360" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/11/Bari-CC-arresto-Abbruzzese-calabrianews.it_.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/11/Bari-CC-arresto-Abbruzzese-calabrianews.it_.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2023/11/Bari-CC-arresto-Abbruzzese-calabrianews.it_.mp4</a></video></div>
<p>I Carabinieri dei Comandi Provinciali di Cosenza e Bari, con il supporto specialistico dei militari dello Squadrone Eliportato “Cacciatori di Puglia” e del 6° Nucleo Elicotteri di Bari, nel tardo pomeriggio del 6 novembre, hanno dato esecuzione a Bari alla misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di Leonardo Abbruzzese, 38 anni, disposta, a suo tempo dal GIP presso il Tribunale di Catanzaro, sulla base della ritenuta sussistenza di gravi indizi in ordine al delitto di cui all’art. 416 bis c.p. e altro, circa la sua presunta partecipazione, con ruolo di rilevo, all’associazione di tipo ‘ndranghetista riconducibile ad esponenti della famiglia Abbruzzese di Lauropoli e all’associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, aggravato dalle finalità mafiose, operante sotto l’egida del medesimo sodalizio di ‘ndrangheta.</p>
<p>Lo stesso si era sottratto alla esecuzione della misura cautelare in carcere, a suo tempo adottata dal GIP presso il Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, ed eseguita in data 30 giugno 2023 nei confronti di numerosi altri indagati, nell’ambito del procedimento penale convenzionalmente denominato “Athena”, che allo stato si trova nella fase delle indagini preliminari.</p>
<p>Dopo il significativo periodo di tempo durante il quale si è sottratto alla esecuzione del provvedimento di natura cautelare, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Cosenza, con il costante coordinamento della D.D.A. di Catanzaro, hanno localizzato lo stesso a Bari, in una ampia villa nei pressi del capoluogo, dove aveva trovato ospitalità e sostegno logistico, all’esito dell’ impegnativa attività di indagine articolata attraversi plurimi strumenti di investigazione, nella ricostruzione dei movimenti dei soggetti gravitanti nella rete di relazione della quale poteva godere, e che ha consentito l’individuazione e la cattura.</p>
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		<title>Ancora nessuna notizia del 30enne disperso nel comune di San Nicola Arcella</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ancora-nessuna-notizia-del-30enne-disperso-nel-comune-di-san-nicola-arcella/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jan 2023 10:44:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[30enne scomparso]]></category>
		<category><![CDATA[Bari]]></category>
		<category><![CDATA[Casamassima]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Iacovelli]]></category>
		<category><![CDATA[San Nicola Arcella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Proseguono le operazioni di ricerca del giovane Francesco Iacovelli, barese, di cui non si hanno notizie dal 5 gennaio. Impegnati nelle operazioni di soccorso le squadre del comando di Cosenza distaccamento di Scalea con supporto di UCL (unità di comando locale) con personale TAS (topografia applicata al soccorso), nucleo cinofili dei vigili del fuoco della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Proseguono le operazioni di ricerca del giovane Francesco Iacovelli, barese, di cui non si hanno notizie dal 5 gennaio.</p>
<p>Impegnati nelle operazioni di soccorso le squadre del comando di Cosenza distaccamento di Scalea con supporto di UCL (unità di comando locale) con personale TAS (topografia applicata al soccorso), nucleo cinofili dei vigili del fuoco della Basilicata ed attivato elicottero Drago VF del reparto volo di Salerno che a breve raggiungerà la zona interessata dalle ricerche.</p>
<p>Ricordiamo che il 30enne era uscito dalla propria abitazione di Casamassima, Bari, e la sua autovettura è stata rinvenuta nel comune di San Nicola Arcella: &#8220;Chiunque lo abbia visto è pregato di contattare i Carabinieri della Compagnia di Scalea&#8221;.</p>
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		<title>Manifestante di 63 anni muore di infarto a Bari: Era arrivato dalla Calabria per lo sciopero generale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/manifestante-di-63-anni-muore-di-infarto-a-bari-era-arrivato-dalla-calabria-per-lo-sciopero-generale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Dec 2021 13:33:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Acri]]></category>
		<category><![CDATA[Bari]]></category>
		<category><![CDATA[Cgil]]></category>
		<category><![CDATA[delegazione]]></category>
		<category><![CDATA[infarto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tragedia questa mattina a Bari durante la manifestazione organizzata da Cgil e Uil. Un uomo di 63 anni, Umile Ferro, di Luzzi (CS), è morto a causa di un infarto. Secondo quanto si è appreso la vittima era arrivato nel capoluogo pugliese con la delegazione calabrese della Cgil partita da Acri, in provincia di Cosenza. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tragedia questa mattina a Bari durante la manifestazione organizzata da Cgil e Uil. Un uomo di 63 anni, Umile Ferro, di Luzzi (CS), è morto a causa di un infarto. Secondo quanto si è appreso la vittima era arrivato nel capoluogo pugliese con la delegazione calabrese della Cgil partita da Acri, in provincia di Cosenza. Si sarebbe momentaneamente allontanato dal luogo della manifestazione, piazza Prefettura, per una passeggiata con un conoscente sul lungomare. Ad un certo punto avrebbe avuto un malore e si sarebbe accasciato al suolo. Quando i soccorsi sono arrivati l’uomo era già morto. Il 63enne, disoccupato, aveva sfilato per le strade di Bari. Era rientrato in Italia da tre anni dopo aver vissuto in Venezuela e viveva con la anziana madre. &#8220;Purtroppo – riferisce Angelo Sposato, segretario della Cgil Calabria – ci dicono che i soccorsi sono arrivati con molto ritardo, ci riferiscono tra 40 e 50 minuti dopo&#8221;.</p>
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		<title>Nel giorno di San Valentino dal Policlinico di Bari arriva la bella storia di Antonella e Michele</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/nel-giorno-di-san-valentino-dal-policlinico-di-bari-arriva-la-bella-storia-di-antonella-e-michele/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Feb 2021 17:32:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Bari]]></category>
		<category><![CDATA[corsia]]></category>
		<category><![CDATA[policlinico]]></category>
		<category><![CDATA[San Valentino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bari &#8211; A unirli è stata la lotta al coronavirus. L’amore è nato in corsia tra guanti, calzari, mascherine protettive che non hanno impedito loro di scambiarsi sguardi complici che li hanno resi una coppia. Sono Michele e Antonella, due infermieri dei reparti di Pneumologia e Nefrologia del Policlinico di Bari. L’azienda universitaria e ospedaliera [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Bari &#8211; A unirli è stata la lotta al coronavirus. <strong>L’amore è nato in corsia</strong> tra guanti, calzari, mascherine protettive che non hanno impedito loro di scambiarsi sguardi complici che li hanno resi una coppia. <strong>Sono Michele e Antonella, due infermieri dei reparti di Pneumologia e Nefrologia del Policlinico di Bari.</strong> L’azienda universitaria e ospedaliera ha reso noto la loro love story tramite social nel giorno dedicato agli innamorati: San Valentino.<br />
Nella foto che li ritrae, sono bardati e pronti a curare i malati covid ma si coglie tra loro l’intesa dell’amore che va oltre le visiere.<strong> Si sono conosciuti nei mesi più duri della emergenza sanitaria</strong>, nella pause da farmaci e monitor in cui hanno condiviso i racconti di turni massacranti, timori e voglia di farcela. Così è nato il loro amore.<br />
“Il Policlinico mi ha regalato ciò che tutti sognano in un periodo così difficile– spiega Michele – Un posto di lavoro e infermieri, medici e operatori sanitari che sono diventati amici. <strong>Ma soprattutto ho conosciuto Antonella</strong>. Senza il Policlinico non ci saremmo mai incontrati“. Michele ha infatti preso servizio a marzo dell’anno scorso nel covid hospital. “Con i colleghi abbiamo condiviso tutto, dalle gioie ai dolori. Con Antonella anche l’amore”, conclude.<br />
(<em>Dire</em>)</p>
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