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	<title>bancarotta Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>VIDEO-Bancarotta di una società di calcestruzzi, due imprenditori finiscono ai domiciliari nel Crotonese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 10:08:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Nella mattinata odierna, i finanzieri del Comando Provinciale di Crotone hanno dato esecuzione ad un provvedimento cautelare personale e reale, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Crotone, su richiesta della Procura della Repubblica pitagorica guidata dal dott. Domenico Guarascio, sottoponendo agli arresti domiciliari due imprenditori, in quanto ritenuti responsabili della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-388041-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/KR-GDF.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/KR-GDF.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/07/KR-GDF.mp4</a></video></div>
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<p>Nella mattinata odierna, i finanzieri del Comando Provinciale di Crotone hanno dato esecuzione ad un provvedimento cautelare personale e reale, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Crotone, su richiesta della Procura della Repubblica pitagorica guidata dal dott. Domenico Guarascio, sottoponendo agli arresti domiciliari due imprenditori, in quanto ritenuti responsabili della bancarotta di una società, operante nel settore della produzione del calcestruzzo. La società era stata portata al dissesto dopo aver accumulato, tra gli anni 2012 e 2024, debiti erariali per oltre 650 mila euro, mentre il suo patrimonio era stato depauperato e privato delle risorse finanziarie necessarie alla prosecuzione dell’attività d’impresa. Gli indagati, infatti, avevano distratto denaro e beni aziendali trasferendoli a due nuove società costituite ad hoc, determinando un passivo fallimentare pari a circa 1 milione di euro.</p>
<p>In esecuzione del citato provvedimento cautelare, sono state, inoltre, sottoposte a sequestro, per un valore complessivo pari a circa 400 mila euro, anche le quote delle tre società coinvolte, nonché i compendi aziendali delle due nuove società, con sede in Roccabernarda (KR) ed operanti nel medesimo settore commerciale della fallita, poiché ritenute meri veicoli strumentali alla reiterazione dell’attività illecita posta in essere dai due imprenditori a discapito dell’erario e dei creditori. Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, hanno dato conto di come gli indagati, avvalendosi della collaborazione dei propri familiari, avevano cagionato il dissesto della società autofinanziandosi attraverso la dolosa, sistematica e pluriennale evasione dei tributi fiscali e degli oneri previdenziali. Non solo, tale schema comportamentale si era accompagnato ad un progressivo depauperamento della società, realizzato attraverso inequivocabili condotte distrattive: tutti gli asset posseduti dalla società fallita &#8211; compresi anche i relativi beni mobili &#8211; erano stati ceduti a condizioni inique o addirittura senza il pagamento di alcun corrispettivo a beneficio delle nuove società riconducibili ai medesimi imprenditori.</p>
<p>Infine, a completamento del disegno criminoso, le indagini hanno consentito di accertare lo svuotamento dei conti correnti della fallita mediante prelevamenti e bonifici privi di giustificazione economica e volti al solo soddisfacimento di benefici personali non inerenti all’attività di impresa.</p>
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		<title>Crotone, bancarotta fraudolenta nel settore commercio delle carni: tre imprenditori arrestati</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/crotone-bancarotta-fraudolenta-nel-settore-commercio-delle-carni-tre-imprenditori-arrestati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 09:03:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella mattinata odierna, i finanzieri del Comando Provinciale di Crotone hanno dato esecuzione ad un provvedimento di custodia cautelare, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Crotone, su richiesta della Procura della Repubblica pitagorica guidata dal dott. Domenico Guarascio, a carico di tre imprenditori (di cui due destinatari della custodia cautelare in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella mattinata odierna, i finanzieri del Comando Provinciale di Crotone hanno dato esecuzione ad un provvedimento di custodia cautelare, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Crotone, su richiesta della Procura della Repubblica pitagorica guidata dal dott. Domenico Guarascio, a carico di tre imprenditori (di cui due destinatari della custodia cautelare in carcere ed uno degli arresti domiciliari), in quanto ritenuti responsabili della bancarotta di tre aziende operanti nel commercio all’ingrosso delle carni, portate al dissesto attraverso il depauperamento delle risorse finanziarie aziendali e la distrazione dei beni aziendali, tra l’altro, accumulando, tra gli anni 2016 e 2024, debiti erariali per oltre € 730.000,00. In esecuzione del citato provvedimento cautelare, sono state sottoposte a sequestro le quote societarie e le 6 società di comodo costituite, aventi sede in Rocca di Neto (KR) ed operanti nel medesimo settore commerciale, poiché ritenute il mero strumento attraverso il quale gli indagati hanno potuto reiterare indisturbati le proprie condotte illecite a discapito dell’erario e dei creditori.</p>
<p>Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, hanno dato conto di come i soggetti attinti dalle misure cautelari, in concorso tra loro, abbiano amministrato tre società, tutte dichiarate fallite ed operanti nel commercio all’ingrosso di carni, come un’unica entità aziendale seguendo una preordinata strategia spiccatamente criminale, fondata sulla sistematica evasione dei tributi fiscali, sulla pluriennale elusione delle obbligazioni previdenziali e sulla pervicace distrazione delle utilità derivanti dall’esercizio dell’attività di impresa, utilità in realtà destinate al soddisfacimento di scopi esclusivamente personali. Non solo, tale schema comportamentale si è accompagnato alla predeterminata volontà di celare il proprio agire illecito alle spalle di altri soggetti compiacenti, nella loro veste di amministratori di diritto, in modo da vanificare o osteggiare le azioni recuperatorie e revocatorie poste in essere dal ceto creditorio.</p>
<p>Infine, a completamento del disegno criminoso, il raggiungimento di un conclamato stato di decozione delle società coinvolte, condotte al fallimento una dopo l’altra seguendo un modello ad effetto domino, lasciando ai debitori solo mere scatole societarie vuote, poiché gravate da pesanti esposizioni debitorie verso il fisco, prive di beni mobili ed immobili intestati e di dipendenti.</p>
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		<item>
		<title>Onlus di Catanzaro &#8220;svuotata&#8221;: imprenditore siciliano arrestato per bancarotta e autoriciclaggio</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/onlus-di-catanzaro-svuotata-imprenditore-siciliano-arrestato-per-bancarotta-e-autoriciclaggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 08:12:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Comando Provinciale di Catanzaro della Guardia di Finanza, all’esito di un’articolata indagine di polizia giudiziaria condotta sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, ha accertato che un’importante ONLUS in stato di liquidazione giudiziale della provincia di Catanzaro – impegnata nel terzo settore, attiva nei servizi di riabilitazione, socio-sanitari e assistenziali per anziani e per [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comando Provinciale di Catanzaro della Guardia di Finanza, all’esito di un’articolata indagine di polizia giudiziaria condotta sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, ha accertato che un’importante ONLUS in stato di liquidazione giudiziale della provincia di Catanzaro – impegnata nel terzo settore, attiva nei servizi di riabilitazione, socio-sanitari e assistenziali per anziani e per persone con disabilità – è stata oggetto di plurime condotte distrattive, realizzate dai membri del Consiglio di amministrazione in concorso con un imprenditore Palermitano. La dinamica emersa nel corso delle indagini si è sviluppata attraverso la creazione di un nuovo soggetto giuridico, cosiddetto newco, nel quale è confluita esclusivamente la parte operativa della ONLUS in liquidazione giudiziale e della quale l’imprenditore siciliano risulta amministratore delegato.</p>
<p>Le attività investigative della Procura di Catanzaro, condotte con l’ausilio dei militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Catanzaro, hanno consentito di rilevare – allo stato delle indagini che necessita di verifica dibattimentale &#8211; in particolare, che la ONLUS in fallimento:<br />
1) risultava in stato di insolvenza dal 2016, accumulando, negli anni e sino al 2023, passività tributarie e previdenziali per oltre 19 milioni di euro;<br />
2) aveva fittato ad altra società (c.d. newco – le cui quote per il 51% risultano di proprietà di una S.p.A. Siciliana riconducibile all’imprenditore citato) appositamente costituita a ridosso della procedura di liquidazione, il proprio complesso operativo aziendale, senza, peraltro, prevedere, illogicamente, la percezione di alcun corrispettivo per i successivi quattro anni (pari alla somma di 4,2 milioni di euro che sarebbero stati utili a ripianare i debiti pregressi della ONLUS) e allo scopo preordinato di abbandonare l’Ente al fallimento; l’operazione ha determinato una vera e propria cessione del ramo d’azienda, poiché veniva trasferita alla newco anche la titolarità degli accreditamenti con il Servizio Sanitario Regionale, introiti &#8211; primari e necessari allo svolgimento dell’attività aziendale – su cui si fondano principalmente i ricavi aziendali.<br />
Sulla scorta degli esiti delle investigazioni, l’ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catanzaro, accogliendo la Richiesta di applicazione di Misura Cautelare Personale e di Misura Reale di questa Procura, ha disposto nei confronti dell’imprenditore la misura cautelare personale degli arresti domiciliari ed il divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriale e/o professionali, sia in relazione all’ipotesi di bancarotta fraudolenta distrattiva (legata alla creazione della c.d. newco e allo svuotamento di fatto della ONLUS) sia in relazione alla correlata ipotesi di autoriciclaggio emersa nel corso delle indagini. Difatti, oltre al reimpiego della struttura operativa distratta nella stessa newco, le attività investigative condotte hanno evidenziato un abuso di posizione dominante della S.p.A. siciliana nella compagine di governo della c.d. newco, circostanza che ha consentito, al citato imprenditore, sin da subito di attuare condotte di drenaggio di liquidità dalla c.d. newco a favore della S.p.A., senza che vi fosse alcuna ragione economica sottostante.</p>
<p>Oltre alle misure cautelari personali, sono state disposte dal GIP le misure del sequestro preventivo impeditivo della c.d. newco, essendo stata utilizzata per commettere i fatti distrattivi e di autoriciclaggio e del sequestro preventivo ai fini della confisca, anche per equivalente, della somma<br />
di oltre 644 mila euro, nei confronti della citata newco e, nel caso di mancanza o insufficienza di denaro, anche nei confronti dell’imprenditore di origine siciliana. Tale somma corrisponde agli utili realizzati nelle annualità 2022 e 2023 dalla newco, attraverso la gestione del complesso aziendale distratto dalla ONLUS. Infine, è stato contestato anche alla c.d. newco l’illecito amministrativo di cui all’art. 25 octies del D.Lgs. 231/2001 in ragione delle operazioni di autoriciclaggio contestate all’imprenditore siciliano, legale rappresentante della stessa.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Fallimento Bioera, la ministra Santanchè è indagata per un&#8217;altra bancarotta</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/fallimento-bioera-ministra-santanche-indagata-a-milano-per-bancarotta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 12:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La ministra del Turismo Daniela Santanchè risulta indagata per bancarotta dalla procura di Milano nel fascicolo che riguarda Bioera. Si tratta di un altro fascicolo rispetto a quello che la vede già indagata per il fallimento di Ki Group srl.   Bioera era stata dichiarata in liquidazione giudiziale (termine giuridico per il fallimento) dal Tribunale [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La ministra del Turismo Daniela Santanchè risulta indagata per bancarotta dalla procura di Milano nel fascicolo che riguarda Bioera. Si tratta di un altro fascicolo rispetto a quello che la vede già indagata per il fallimento di Ki Group srl.  </p>
<p>Bioera era stata dichiarata in liquidazione giudiziale (<em>termine giuridico per il fallimento</em>) dal Tribunale fallimentare di Milano nel dicembre 2024. I giudici avevano accolto la richiesta della procura e decretato la liquidazione giudiziale della società alla luce delle gravi criticità finanziarie riscontrate, come un patrimonio netto negativo e debiti per circa 8 milioni di euro. Santanchè era già stata indagata con l&#8217;accusa di bancarotta in relazione al fallimento di Ki Group, società controllata da Bioera.</p>
<p>Nel caso Bioera, l’apertura del nuovo fascicolo è seguita al deposito della relazione del liquidatore, che nella sentenza di liquidazione giudiziale ha evidenziato un patrimonio netto negativo per circa 8 milioni di euro. Anche in questo procedimento Santanchè risulta tra gli indagati per ipotesi di bancarotta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/fallimento-bioera-ministra-santanche-indagata-a-milano-per-bancarotta/">Fallimento Bioera, la ministra Santanchè è indagata per un&#8217;altra bancarotta</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Lamezia, bancarotta fraudolenta: tre anni all&#8217;assessore comunale Tranquillo Paradiso</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-bancarotta-fraudolenta-tre-anni-allassessore-comunale-tranquillo-paradiso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2025 15:31:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Tribunale di Lamezia Terme in composizione monocratica (giudice Gian Marco Angelini) ha condannato a tre anni di reclusione con la pena accessoria dell&#8217;interdizione per cinque anni dai pubblici uffici, l&#8217;assessore alla Polizia municipale del Comune di Lamezia Terme, Tranquillo Paradiso, 52 anni, di Forza Italia. L&#8217;attuale esponente dell&#8217;esecutivo comunale è stato riconosciuto colpevole, nella [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/lamezia-bancarotta-fraudolenta-tre-anni-allassessore-comunale-tranquillo-paradiso/">Lamezia, bancarotta fraudolenta: tre anni all&#8217;assessore comunale Tranquillo Paradiso</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Tribunale di Lamezia Terme in composizione monocratica (<em>giudice Gian Marco Angelini</em>) ha condannato a tre anni di reclusione con la pena accessoria dell&#8217;interdizione per cinque anni dai pubblici uffici, l&#8217;assessore alla Polizia municipale del Comune di Lamezia Terme, Tranquillo Paradiso, 52 anni, di Forza Italia.</p>
<p>L&#8217;attuale esponente dell&#8217;esecutivo comunale è stato riconosciuto colpevole, nella sua veste di imprenditore, di bancarotta fraudolenta e di reati tributari risalenti al periodo tra il 2016 ed il 2018.</p>
<p>E&#8217; il secondo esponente di Forza Italia del Comune di Lamezia Terme a subire una condanna. Nelle settimane scorse erano stati inflitti due anni di reclusione alla consigliera Carolina Caruso, sempre per bancarotta fraudolenta, in relazione al fallimento della società &#8220;Caruso Group&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/lamezia-bancarotta-fraudolenta-tre-anni-allassessore-comunale-tranquillo-paradiso/">Lamezia, bancarotta fraudolenta: tre anni all&#8217;assessore comunale Tranquillo Paradiso</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bancarotta fraudolenta in settore ristorazione: arresti domiciliari per imprenditore del Crotonese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/bancarotta-fraudolenta-in-settore-ristorazione-arresti-domiciliari-per-imprenditore-del-crotonese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2025 09:02:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella mattinata odierna, i finanzieri del Comando Provinciale di Crotone hanno dato esecuzione ad un provvedimento di custodia cautelare, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Crotone, su richiesta della Procura della Repubblica pitagorica guidata dal dott. Domenico Guarascio, sottoponendo agli arresti domiciliari un imprenditore, in quanto ritenuto responsabile della bancarotta di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/bancarotta-fraudolenta-in-settore-ristorazione-arresti-domiciliari-per-imprenditore-del-crotonese/">Bancarotta fraudolenta in settore ristorazione: arresti domiciliari per imprenditore del Crotonese</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella mattinata odierna, i finanzieri del Comando Provinciale di Crotone hanno dato esecuzione ad un provvedimento di custodia cautelare, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Crotone, su richiesta della Procura della Repubblica pitagorica guidata dal dott. Domenico Guarascio, sottoponendo agli arresti domiciliari un imprenditore, in quanto ritenuto responsabile della bancarotta di una società, operante nel settore della ristorazione, portata al dissesto dopo aver accumulato, tra gli anni 2016 e 2023, debiti erariali per complessivi 207mila euro, depauperato le risorse finanziarie aziendali, distratto beni aziendali trasferendoli ad una nuova società ad hoc costituita, determinando un passivo fallimentare pari ad € 1.667.110 euro.</p>
<p>In esecuzione del citato provvedimento cautelare, sono state, inoltre, sottoposte a sequestro anche le quote societarie e l’intera new company, anch’essa con sede in Rocca di Neto (KR) ed operante nel medesimo settore commerciale della società fallita, poiché ritenuta il mero strumento attraverso il quale il citato imprenditore ha potuto reiterare indisturbato la propria attività illecita a discapito dell’erario e dei creditori. Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, hanno dato conto di come l’indagato, avvalendosi della collaborazione dei propri familiari, abbia cagionato il dissesto della società autofinanziandosi attraverso la dolosa, sistematica e pluriennale evasione di tributi fiscali ed oneri previdenziali. Non solo, tale schema comportamentale si è accompagnato ad un progressivo depauperamento della società, realizzato attraverso inequivocabili condotte distrattive: tutti gli asset posseduti dalla bad company (non solo l’attivo ma anche tutti i beni mobili) sono stati svenduti – peraltro in cambio di un corrispettivo mai corrisposto – a beneficio di una nuova società veicolo riconducibile al medesimo imprenditore.</p>
<p>Infine, a completamento del disegno criminoso, il raggiungimento di un conclamato stato di decozione, perpetrato attraverso lo svuotamento dei conti correnti societari mediante prelevamenti e bonifici privi di giustificazione economica e volti al solo soddisfacimento di benefici personali alieni all’attività di impresa.</p>
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		<title>Bancarotta fraudolenta, condannato anche in appello il sen. Mario Occhiuto, ex sindaco di Cosenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2025 19:33:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Corte d’Appello di Catanzaro (presidente Roberta Carotenuto) ha confermato, con l&#8217;accusa di bancarotta fraudolenta, la condanna a tre anni e sei mesi inflitta in primo grado dal Tribunale di Cosenza all’ex sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, 61 anni, oggi senatore di Forza Italia. L&#8217;accusa contestata ad Occhiuto, fratello del presidente della Regione Calabria, Roberto, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Corte d’Appello di Catanzaro (<em>presidente Roberta Carotenuto</em>) ha confermato, con l&#8217;accusa di <strong>bancarotta fraudolenta</strong>, la condanna a tre anni e sei mesi inflitta in primo grado dal Tribunale di Cosenza all’ex sindaco di Cosenza <strong>Mario Occhiuto</strong>, 61 anni, oggi senatore di Forza Italia. L&#8217;accusa contestata ad Occhiuto, fratello del presidente della Regione Calabria, Roberto, é da mettere in relazione alla sua attività di imprenditore.</p>
<p>A Mario Occhiuto sono state, inoltre, comminate le pene accessorie del divieto di esercizio dell’attività d’impresa con ruoli dirigenziali per tre anni, interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e risarcimento delle parti civili da quantificare in separata sede. Occhiuto, che é un architetto, era stato coinvolto nella vicenda giudiziaria che ha portato alla sua condanna nella qualità di <strong>ex amministratore della società di progettazione di edifici &#8220;Ofin&#8221;</strong>. Della società, fallita nel 2014, Occhiuto era stato amministratore fino al 2011.</p>
<p>Secondo l&#8217;accusa contestata a Mario Occhiuto dalla Procura della Repubblica di Cosenza, sulla base delle indagini condotte dalla Guardia di finanza, prima del fallimento dalla &#8220;Ofin&#8221; <strong>sarebbero state distratte svariate somme di denaro per un ammontare complessivo di tre milioni di euro</strong>. In precedenza, per la stessa vicenda, era stata condannata <strong>una sorella</strong> di Occhiuto,<strong> Annunziata</strong>, alla quale erano stati comminati, in abbreviato, <strong>un anno e quattro mesi di reclusione</strong>, pena sospesa e non menzione.</p>
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		<title>Crotone, bancarotta fraudolenta nel settore della promozione pubblicitaria: arrestati marito e moglie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2025 11:46:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nella mattinata odierna i finanzieri del Comando Provinciale di Crotone, hanno dato esecuzione ad un provvedimento di custodia cautelare, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Crotone, su richiesta della Procura della Repubblica pitagorica, sottoponendo agli arresti domiciliari un imprenditore crotonese ed un suo familiare, in quanto ritenuti responsabili della bancarotta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella mattinata odierna i finanzieri del Comando Provinciale di Crotone, hanno dato esecuzione ad un provvedimento di custodia cautelare, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Crotone, su richiesta della Procura della Repubblica pitagorica, sottoponendo agli arresti domiciliari un imprenditore crotonese ed un suo familiare, in quanto ritenuti responsabili della bancarotta di due società, operanti nel settore della promozione pubblicitaria, portate al dissesto dopo aver accumulato, tra gli anni 2012 e 2021, debiti erariali per complessivi 900.0000 mila euro, depauperato le risorse finanziarie aziendali per circa 500 mila euro, occultato i libri e i registri contabili e distratto i beni aziendali trasferendoli a due nuove società ad hoc costituite. In esecuzione del citato provvedimento cautelare sono state, inoltre, sottoposte a sequestro anche le quote societarie ed i beni mobili e immobili delle due new company, anch’esse con sede in Crotone ed operanti nel medesimo settore commerciale delle fallite, in quanto ritenute il mero strumento attraverso il quale il citato imprenditore ha potuto proseguire indisturbato la propria attività a discapito dell’Erario e dei creditori.</p>
<p>Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, hanno consentito di rilevare proprio come l’indagato, avvalendosi della collaborazione della consorte per la formale intestazione della titolarità delle nuove aziende, abbia realizzato una sistematica e pluriennale evasione dei tributi, degli oneri fiscali e previdenziali a cui faceva seguire, non appena le aziende raggiungevano un livello di decozione irreversibile, il trasferimento, senza il pagamento di alcun corrispettivo, dei beni aziendali alle altre società nel frattempo costituite allo scopo di realizzare, in sostanza, un’operazione distrattiva.</p>
<p>Numerosi e per importi rilevanti sono stati, infatti, i prelevamenti dai conti societari effettuati negli anni dai coniugi, destinati a soddisfare esigenze personali, estranei all’attività aziendale, come ad esempio l’acquisto di un’imbarcazione di lusso e di un appartamento sito nel pieno centro di Crotone.</p>
<p>L’attività investigativa delle Fiamme Gialle crotonesi, attualmente nella fase delle indagini preliminari e che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa, testimonia l’attenzione del Corpo e della Procura della Repubblica al contrasto dei reati fallimentari, anche a tutela degli imprenditori che operano nel rispetto della legge e che sono danneggiati dalla concorrenza sleale di chi opera nell’illegalità.</p>
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		<title>VIDEO-Milano: bancarotta fraudolenta, reati fiscali e riciclaggio: 4 misure cautelari, 22 indagati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Apr 2024 11:09:04 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-246535-2" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/04/Milano-GDF-calabrianews.it_.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/04/Milano-GDF-calabrianews.it_.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/04/Milano-GDF-calabrianews.it_.mp4</a></video></div>
<p>I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Milano hanno dato esecuzione a una ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal G.I.P. del locale Tribunale su richiesta della Procura della Repubblica nei confronti di 4 soggetti, di cui 2 sottoposti alla custodia in carcere e 2 destinatari degli arresti domiciliari, nonché a un decreto di sequestro preventivo di beni mobili e immobili per oltre 4 milioni di euro. In attuazione del provvedimento, sono state inoltre eseguite 20 perquisizioni personali e locali tra le Province di Milano, Pavia, Pisa, Varese, Treviso, Livorno e <strong>Catanzaro</strong> attraverso l’impiego di oltre 70 militari e di unità cinofile “cash dog”.</p>
<p>In particolare, le indagini, condotte dai finanzieri della Compagnia di Magenta su delega della Procura della Repubblica di Milano, hanno consentito di disvelare un articolato sistema fraudolento pianificato e diretto da un avvocato abbiatense, con l’ausilio di professionisti e collaboratori solidali, tra cui un soggetto di primario spessore criminale, esponente di spicco di “Cosa Nostra”, già condannato a seguito della nota operazione “Duomo Connection” degli anni ’90, e con il coinvolgimento di una pluralità di persone fisiche utilizzate come prestanome di imprese &#8211; alcune operanti nel settore edile-immobiliare, allo scopo di frodare il fisco, i creditori e consentire il riciclaggio di denaro di derivazione illecita. I 22 soggetti coinvolti sono indagati, a vario titolo, per i reati di bancarotta fraudolenta, indebita compensazione di crediti d’imposta per oltre 2,5 milioni di euro, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, riciclaggio, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori.</p>
<p>L’operazione testimonia l’impegno quotidianamente profuso dal Corpo a presidio della legalità e della sicurezza economico-finanziaria del Paese, con particolare riferimento al contrasto alla criminalità organizzata e delle infiltrazioni di capitali illeciti nel circuito dell’economia legale. La responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata con la sentenza irrevocabile di condanna. Il procedimento penale verte ancora nella fase delle indagini preliminari e, allo stato delle attuali acquisizioni probatorie, in attesa di giudizio definitivo, è doveroso sottolineare che vale la presunzione di non colpevolezza degli indagati.</p>
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		<title>VIDEO-Monza, in carcere per bancarotta e riciclaggio il nipote del boss di &#8216;ndrangheta Cosimo Maiolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Mar 2024 08:28:17 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-241466-3" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/03/Monza-Gdf-bancarotta-calabrianews.it_.mp4?_=3" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/03/Monza-Gdf-bancarotta-calabrianews.it_.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/03/Monza-Gdf-bancarotta-calabrianews.it_.mp4</a></video></div>
<p>Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Monza hanno dato esecuzione, su delega della locale Procura della Repubblica, ad un ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere e degli arresti domiciliari, disposta dal G.I.P. presso il Tribunale del capoluogo, nei confronti di tre soggetti, gravemente indiziati, a vario titolo, di frode fiscale, reati dichiarativi finalizzati all’evasione, indebita compensazione di crediti fittizi, riciclaggio e bancarotta fraudolenta. Due arrestati sono ai domiciliari, in carcere è finito un <strong>imprenditore e nipote di Cosimo Maiolo, 58 anni</strong>, condannato nel 2023 in primo grado a quasi 13 anni dal Tribunale di Milano per una serie di reati connessi all’attività della locale di &#8216;ndrangheta di Pioltello, in provincia di Milano, e sua volta già detenuto. Contestualmente i Finanzieri hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo, emesso dalla medesima Autorità Giudiziaria, finalizzato alla confisca sia diretta sia per equivalente di beni per oltre 2 milioni di euro, pari ai profitti illeciti dei reati ascritti.</p>
<p>Le indagini, sviluppate dai militari del Gruppo di Monza, hanno tratto origine da autonome attività info-investigative riguardanti 7 imprese operanti nei settori dell’edilizia, della logistica e delle pulizie, nei confronti delle quali venivano riscontrate sistematiche violazioni alle norme tributarie, omissioni contributive e previdenziali, emissione e annotazione di fatture false, oltreché distrazioni dei proventi aziendali verso conti correnti e carte di credito personali. Le successive investigazioni effettuate dalle Fiamme Gialle sotto l’egida della Procura della Repubblica di Monza, hanno consentito di disvelare come le imprese implicate – intestate a meri prestanome brianzoli ora sottoposti agli arresti domiciliari – risultassero operare per un breve periodo, dopodiché venivano abbandonate in stato di insolvenza per i debiti erariali accumulati.</p>
<p>Più in particolare, i Finanzieri hanno raccolto plurimi elementi indiziari in ordine al reale dominus delle condotte criminose perpetrate, posto che gli ingenti proventi dell’evasione d’imposta e degli omessi versamenti dei contributi previdenziali venivano sistematicamente monetizzati con prelievi giornalieri di denaro contante – presso ATM presenti sul territorio brianzolo eseguiti dai citati “prestanome” – e poi direttamente consegnati all’amministratore di fatto delle imprese coinvolte, destinatario della misura di custodia cautelare in carcere e già colpito da analogo provvedimento quale affiliato a famiglie della ‘ndrangheta insediatesi nel milanese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-monza-in-carcere-per-bancarotta-e-riciclaggio-il-nipote-del-boss-di-ndrangheta-cosimo-maiolo/">VIDEO-Monza, in carcere per bancarotta e riciclaggio il nipote del boss di &#8216;ndrangheta Cosimo Maiolo</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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