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	<title>azienda Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
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		<title>Riciclaggio e intestazioni fittizie, sequestrata anche azienda scarpe con punti vendita in Calabria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 08:55:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dalle analisi sui cellulari sequestrati ai movimenti bancari, fino alla ricostruzione dei patrimoni: così l’inchiesta Bononia Gate è arrivata a nuovi sequestri per centinaia di migliaia di euro tra Bologna, Calabria e Lazio, colpendo un’azienda di scarpe e immobili ritenuti riconducibili a un presunto sistema di autoriciclaggio. La nuova operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bologna, è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dalle analisi sui cellulari sequestrati ai movimenti bancari, fino alla ricostruzione dei patrimoni: così<strong> l’inchiesta Bononia Gate è arrivata a nuovi sequestri per centinaia di migliaia di euro</strong> tra Bologna, Calabria e Lazio, colpendo un’azienda di scarpe e immobili ritenuti riconducibili a un presunto<strong> sistema di autoriciclaggio. </strong>La nuova operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bologna, è scattata nella mattinata di oggi con oltre cinquanta operatori della Polizia di Stato e della Direzione Investigativa Antimafia impegnati contemporaneamente in <strong>Emilia-Romagna, Calabria, Lombardia e Lazio. </strong>Al centro dei provvedimenti di sequestro preventivo c’è una <strong>società attiva nella commercializzazione di calzature</strong>, con sede legale a Bologna e diversi punti vendita in Calabria, tra<strong> Lamezia Terme</strong>, <strong>Catanzaro</strong> e Vibo Valentia. Sotto sequestro anche beni strumentali, conti correnti, <strong>quote societarie, capannoni e una villetta di pregio </strong>a San Felice Circeo.</p>
<p>L’inchiesta rappresenta uno <strong>sviluppo dell’operazione avviata lo scorso ottobre</strong>, quando erano state eseguite otto misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati di origine calabrese. <strong>Le accuse</strong>, a vario titolo, vanno dall’associazione per delinquere alla bancarotta fraudolenta, passando per evasione fiscale, truffa, intestazione fittizia di beni, riciclaggio e autoriciclaggio. Secondo gli investigatori, i reati sarebbero stati aggravati dall’agevolazione delle cosche Piromalli e Molè della ’ndrangheta. Gli approfondimenti investigativi successivi alle perquisizioni effettuate nei mesi scorsi avrebbero consentito di ricostruire il ruolo della società bolognese sequestrata. Attraverso l’analisi dei telefoni cellulari, dei flussi economici e delle movimentazioni finanziarie, gli investigatori ritengono di aver individuato una <strong>gestione occulta dell’azienda da parte di uno dei presunti vertici del gruppo, mentre la titolarità formale sarebbe stata affidata a una prestanome.</strong></p>
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<div id="div-gpt-ad-Inlettura-desktop_0-2-desktop" data-testid="div-gpt-ad-Inlettura-desktop_0-2-desktop">Tre persone sono state denunciate per concorso in trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio e autoriciclaggio. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto il sequestro dell’intero compendio aziendale, che sarà ora amministrato da un amministratore giudiziario nominato dal tribunale.</div>
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		<title>VIDEO-Vibo, azienda svuotata e beni trasferiti a NewCo: denunciati due amministratori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 08:10:05 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-372037-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/DownloadFile-2.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/DownloadFile-2.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/DownloadFile-2.mp4</a></video></div>
<p>I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del locale Tribunale. Il provvedimento ha disposto il sequestro di un compendio aziendale e delle somme di denaro nei confronti di due soggetti ritenuti responsabili, allo stato delle indagini, dei reati di bancarotta e di violazioni alla normativa fiscale previste dal D. Lgs. n. 74/2000 per un valore complessivo pari a euro 3.786.715,00. Le attività investigative, condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Vibo Valentia e coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vibo Valentia, diretta dal Procuratore Camillo Falvo, hanno consentito di accertare come gli indagati abbiano posto in essere plurime operazioni distrattive, finalizzate a sottrarre l’intero patrimonio immobiliare della società successivamente dichiarata fallita.</p>
<p>In particolare, è emerso come il compendio aziendale sia stato oggetto di operazioni di trasferimento a favore di una società di nuova costituzione (NewCo), riconducibile ai medesimi soggetti, attraverso atti negoziali privi di effettiva giustificazione economica e realizzati in assenza di adeguata contropartita. Tali operazioni sarebbero state poste in essere con l’intento di spossessare la società originaria dei propri asset, trasferendoli a un nuovo soggetto giuridico al fine di sottrarli alla garanzia patrimoniale dei creditori, in pregiudizio degli stessi. Nel medesimo contesto, è stata altresì accertata l’omessa presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’anno d’imposta 2022, nonché l’occultamento delle scritture contabili, in violazione della normativa vigente. L’operazione si inserisce nel più ampio quadro delle attività di contrasto agli illeciti economico-finanziari svolte dalla Guardia di Finanza, a presidio della legalità e della corretta gestione delle risorse economiche.</p>
<p>In particolare, l’azione di prevenzione e repressione di fenomeni quali la bancarotta e le frodi fiscali assume un ruolo centrale nella tutela dell’economia sana, poiché consente di salvaguardare sia le entrate dello Stato sia i diritti dei creditori, spesso penalizzati da condotte fraudolente che svuotano il patrimonio delle imprese. Il contrasto a tali illeciti contribuisce, inoltre, a garantire condizioni di equità e trasparenza nel mercato, evitando distorsioni della concorrenza e rafforzando la fiducia degli operatori economici nel sistema. L’attività svolta testimonia, ancora una volta, l’efficacia dell’azione sinergica tra la Guardia di Finanza e l’Autorità Giudiziaria, finalizzata a prevenire e reprimere ogni forma di illegalità economica, a tutela dello Stato, dei cittadini e dell’intero sistema produttivo.</p>
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		<title>Sversamenti e rifiuti, sequestrati quattro frantoi e un&#8217;azienda nel Lametino</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sversamenti-e-rifiuti-sequestrati-quattro-frantoi-e-unazienda-nel-lametino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 17:06:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quattro frantoi e un&#8217;azienda che opera nel settore di rifiuti del Lametino sono stati sequestrati in una vasta operazione coordinata dalla procura di Lamezia Terme. L&#8217;operazione è stata condotta da un gruppo interforze costituito dalla Guardia costiera di Vibo Valentia e di Pizzo, dal Reparto operativo aeronavale della Guardia di finanza di Vibo Valentia e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quattro frantoi e un&#8217;azienda che opera nel settore di rifiuti del Lametino sono stati sequestrati in una vasta operazione coordinata dalla procura di Lamezia Terme. L&#8217;operazione è stata condotta da un gruppo interforze costituito dalla Guardia costiera di Vibo Valentia e di Pizzo, dal Reparto operativo aeronavale della Guardia di finanza di Vibo Valentia e dal Gruppo della Guardia di finanza di Lamezia Terme, con il supporto e il contributo tecnico scientifico dell&#8217;Arpacal di Catanzaro. I militari di un gruppo interforze hanno rilevato irregolarità sulla gestione delle acque di vegetazione che, in alcuni frantoi, così come le acque di lavaggio delle olive e degli impianti, finivano, senza la necessaria autorizzazione e senza alcun trattamento, direttamente nei vicini torrenti o nei fossi della zona. Per uno dei frantoi si è reso necessario il sequestro dell&#8217;intera linea di produzione. I militari, inoltre, hanno individuato in tre frantoi che alcune aree, afferenti alle aziende olearie, venivano illegalmente destinate all&#8217;accumulo di rifiuti, anche speciali. In uno di questi un&#8217;area di 6.500 metri quadrati era stata utilizzata come deposito non autorizzato di veicoli fuori uso.</p>
<p>Sotto sequestro anche un impianto di messa in riserva, recupero e deposito preliminare di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, gestito da una società che opera in regime di appalto nella gestione dei rifiuti e di igiene urbana per diversi Comuni in Calabria, situata nella zona industriale del Comune di Lamezia Terme, poiché non osservava diverse prescrizioni contenute nell&#8217;autorizzazione rilasciata dalla Regione Calabria. Tra queste, i militari hanno accertato che vi era la presenza di rifiuti accumulati in aree scoperte dell&#8217;azienda, sprovvisti di idonea copertura nella parte superiore che serve a prevenire la contaminazione dovuta alle intemperie. I rifiuti presentavano gocciolamento di percolato direttamente sulla pavimentazione impermeabile, con inevitabile contaminazione delle acque di prima pioggia e di dilavamento dei piazzali. </p>
<p>I militari, inoltre, hanno accertato come la società avesse superato, nel tempo, anche le soglie quantitative indicate nelle relative autorizzazioni amministrative. Gli investigatori hanno anche individuato in un&#8217;area adiacente all&#8217;impianto, di proprietà della stessa società, rifiuti di plastica, miscugli o scorie di cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche, rifiuti da costruzione e demolizione vetro, terre e rocce che poggiavano direttamente sul terreno nudo e non era presente, anche in questa zona, nessun tipo di copertura. Oltre ai sequestri sono scattate le denunce all&#8217;autorità giudiziaria.</p>
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		<title>Catanzaro, corteo lavoratori Telecontact Center contro la cessione dell&#8217;azienda</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/catanzaro-corteo-lavoratori-telecontact-center-contro-la-cessione-azienda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2025 11:04:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come ampiamente annunciato nei giorni scorsi, questa mattina, a Catanzaro si è svolta la manifestazione dei lavoratori di Telecontact Center promossa dalle organizzazioni sindacali di categoria contro il progetto di Tim di cessione del ramo d&#8217;azienda a Dna S.r.l., società costituita attraverso la fusione con un ramo del Gruppo Distribuzione. Circa 300 lavoratori si sono [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come ampiamente annunciato nei giorni scorsi, questa mattina, a Catanzaro si è svolta la manifestazione dei lavoratori di Telecontact Center promossa dalle organizzazioni sindacali di categoria contro il progetto di Tim di cessione del ramo d&#8217;azienda a Dna S.r.l., società costituita attraverso la fusione con un ramo del Gruppo Distribuzione. Circa 300 lavoratori si sono radunati in piazza Matteotti, nel centro della città, per poi, accompagnati dai rappresentanti sindacali, sfilare lungo corso Mazzini sino a Piazza Prefettura. La mobilitazione coinvolge i lavoratori dei vari siti italiani, tra cui oltre 400 dipendenti del centro operativo di Catanzaro. Le sigle sindacali &#8211; Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl Telecomunicazioni &#8211; contestano l&#8217;operazione ritenendola &#8220;priva di garanzie chiare per l&#8217;occupazione e per la continuità industriale del servizio&#8221;. I sindacati ribadiscono la &#8220;contrarietà all&#8217;operazione, definendola priva delle necessarie garanzie occupazionali e chiedendo un confronto istituzionale più ampio&#8221;. La protesta di oggi si inserisce nel percorso di mobilitazione avviato a livello nazionale dopo l&#8217;attivazione della procedura avviata da Tim per la cessione complessiva di 3.380 lavoratori del perimetro Telecontact Center.</p>
<p>Al termine della manifestazione i segretari territoriali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e UGL Telecomunicazioni hanno incontrato il prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa, al quale hanno illustrato le proprie preoccupazioni rispetto alla cessione del ramo d&#8217;azienda a DNA S.r.l., &#8220;ribadendo la necessità di garanzie chiare sulla tutela occupazionale e sulla continuità produttiva del servizio&#8221;.</p>
<p>Il prefetto ha ascoltato le posizioni dei rappresentanti dei lavoratori e si è impegnato a trasmettere le istanze al ministero competente, assicurando attenzione sul percorso della vertenza. I sindacati hanno definito l&#8217;incontro &#8220;interlocutorio ma importante&#8221;, sottolineando che la mobilitazione proseguirà finché non saranno fornite risposte certe sul futuro dei dipendenti.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-350041" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/e7a3dd9928c7e4e2e1d41d2cd819c1d9-300x225.jpg" alt="" width="644" height="483" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/e7a3dd9928c7e4e2e1d41d2cd819c1d9-300x225.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/e7a3dd9928c7e4e2e1d41d2cd819c1d9-560x420.jpg 560w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/e7a3dd9928c7e4e2e1d41d2cd819c1d9-80x60.jpg 80w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/e7a3dd9928c7e4e2e1d41d2cd819c1d9-696x522.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/e7a3dd9928c7e4e2e1d41d2cd819c1d9-265x198.jpg 265w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/e7a3dd9928c7e4e2e1d41d2cd819c1d9.jpg 700w" sizes="(max-width: 644px) 100vw, 644px" /></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-350042" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/43d3e63218e9387e1f0133071fc7251b-300x225.jpg" alt="" width="643" height="482" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/43d3e63218e9387e1f0133071fc7251b-300x225.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/43d3e63218e9387e1f0133071fc7251b-560x420.jpg 560w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/43d3e63218e9387e1f0133071fc7251b-80x60.jpg 80w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/43d3e63218e9387e1f0133071fc7251b-696x522.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/43d3e63218e9387e1f0133071fc7251b-265x198.jpg 265w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/43d3e63218e9387e1f0133071fc7251b.jpg 700w" sizes="(max-width: 643px) 100vw, 643px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/catanzaro-corteo-lavoratori-telecontact-center-contro-la-cessione-azienda/">Catanzaro, corteo lavoratori Telecontact Center contro la cessione dell&#8217;azienda</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>CGIL Area Vasta e FP CGIL Area Vasta: &#8220;non si perda tempo in sterili contrapposizioni politiche&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cgil-area-vasta-e-fp-cgil-area-vasta-non-si-perda-tempo-in-sterili-contrapposizioni-politiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2025 15:06:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La Calabria non può permettersi di sprecare un patrimonio come l&#8217;Azienda ospedaliero-universitaria Renato Dulbecco. Serve una strategia chiara, concreta e condivisa per valorizzarne le potenzialità e rafforzare l&#8217;intero sistema sanitario regionale.&#8221; È quanto affermano in una nota congiunta la Cgil Area Vasta e la Fp Cgil Area Vasta, intervenendo nel dibattito sulle politiche sanitarie e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/cgil-area-vasta-e-fp-cgil-area-vasta-non-si-perda-tempo-in-sterili-contrapposizioni-politiche/">CGIL Area Vasta e FP CGIL Area Vasta: &#8220;non si perda tempo in sterili contrapposizioni politiche&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La Calabria non può permettersi di sprecare un patrimonio come l&#8217;Azienda ospedaliero-universitaria Renato Dulbecco. Serve una strategia chiara, concreta e condivisa per valorizzarne le potenzialità e rafforzare l&#8217;intero sistema sanitario regionale.&#8221; È quanto affermano in una nota congiunta la Cgil Area Vasta e la Fp Cgil Area Vasta, intervenendo nel dibattito sulle politiche sanitarie e sul futuro del sistema universitario calabrese. &#8220;I nostri dubbi sulla possibilità di sostenere due facoltà di Medicina e due aziende ospedaliere universitarie in una regione con un milione e mezzo di abitanti sono sempre stati forti — si legge nella nota —. In Italia solo alcune regioni più popolose, come Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, riescono a mantenere in equilibrio strutture di questo tipo. Replicare quel modello in Calabria appare quanto meno azzardato.&#8221;<br />
I sindacati denunciano &#8220;un dibattito sterile e divisivo, più orientato alla polemica che a un&#8217;analisi seria delle esigenze sanitarie del territorio&#8221;, giudicando &#8220;inaccettabile che la costruzione dei nuovi ospedali di Catanzaro e Cosenza venga strumentalizzata a fini politici&#8221;. </p>
<p>&#8220;La scelta dei luoghi — aggiungono — deve rispondere a criteri funzionali e scientifici, non a logiche di consenso elettorale. La Calabria ha bisogno di una programmazione sanitaria fondata su analisi rigorose e non su interessi di parte.&#8221; La Cgil Area Vasta e la Fp Cgil Area Vasta richiamano poi l&#8217;attenzione sulla situazione dell&#8217;Azienda ospedaliero-universitaria Renato Dulbecco: &#8220;Non vorremmo che la discussione sui nuovi ospedali servisse solo come distrazione di massa, facendoci dimenticare l&#8217;unica vera realtà oggi esistente e tanto acclamata alla sua nascita: la Dulbecco. Rischiamo che diventi una delle tante promesse calabresi, annunciate in pompa magna e poi lasciate a languire nella palude della politica&#8221;. &#8220;La fusione tra l&#8217;Ospedale Pugliese Ciaccio e il Policlinico Mater Domini — ricordano — ha creato un polo da 850 posti letto e oltre 4.000 dipendenti, il più grande hub ospedaliero del Mezzogiorno, ma le promesse di rilancio e di modernizzazione sono rimaste in gran parte inattuate. Serve un piano di sviluppo serio per rafforzare ricerca, formazione, telemedicina e cure territoriali&#8221;. Secondo la Cgil, &#8220;un rilancio vero della Dulbecco potrebbe rappresentare la chiave per fermare l&#8217;emigrazione sanitaria e offrire ai calabresi cure di qualità nella propria terra. La sua esperienza in biotecnologia, farmacogenomica e terapie avanzate la rende un motore di innovazione che va sostenuto e non trascurato&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ad oggi — prosegue la nota — la Regione Calabria sembra più impegnata a inseguire nuove iniziative, come il progetto del Policlinico universitario di Cosenza, invece di potenziare ciò che già esiste e funziona. Così si rischia di disperdere risorse, creare ulteriori divisioni territoriali e perdere anni preziosi per il diritto alla salute dei calabresi.&#8221;<br />
&#8220;La Dulbecco deve essere al centro della programmazione sanitaria regionale, con investimenti concreti e una visione di lungo periodo. L&#8217;esperienza e l&#8217;attività sviluppate a Catanzaro non sono facilmente replicabili altrove: ogni ritardo o sottovalutazione avrebbe conseguenze pesanti sul futuro della sanità calabrese&#8221;.<br />
Cgil Area Vasta e la Fp Cgil Area Vasta concludono con un appello: &#8220;Serve un dibattito serio, senza infingimenti, che metta al centro l&#8217;interesse dei cittadini e non i calcoli politici. Solo sostenendo e potenziando la Renato Dulbecco potremo garantire ai calabresi il diritto a una sanità pubblica efficiente, moderna e di qualità&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/cgil-area-vasta-e-fp-cgil-area-vasta-non-si-perda-tempo-in-sterili-contrapposizioni-politiche/">CGIL Area Vasta e FP CGIL Area Vasta: &#8220;non si perda tempo in sterili contrapposizioni politiche&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>VIDEO-Seminara, in terreno 70 tonnellate di compost (potenzialmente tossico): sequestrata azienda</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-seminara-in-terreno-70-tonnellate-di-compost-potenzialmente-tossico-sequestrata-azienda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Sep 2025 10:30:16 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-334637-2" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/09/CC-Seminara.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/09/CC-Seminara.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/09/CC-Seminara.mp4</a></video></div>
<p>Sono state numerose le segnalazioni giunte all’Arma dei Carabinieri e alle autorità locali, da parte di privati cittadini che lamentavano odori nauseabondi che giungevano nella piana di Gioia Tauro, associati a fumo e all’aria resa irrespirabile specialmente in presenza di vento. Nell’alveo della ricerca di una possibile fonte di queste esalazioni, i Carabinieri della Stazione di Gioia Tauro, con il supporto tecnico-specialistico del Nucleo Operativo Ecologico di Reggio Calabria, hanno individuato un terreno nel comune di Seminara dove erano ammassate circa 70 tonnellate di compost non fermentato e hanno deferito in stato di libertà i due proprietari di un’azienda di smaltimento rifiuti, accusati di deposito incontrollato e combustione illecita di rifiuti organici.</p>
<p>Secondo quanto emerso dai controlli, l’azienda avrebbe gestito i materiali in modo del tutto irregolare: i rifiuti organici venivano ammassati in grandi cumuli senza il rispetto delle procedure di trattamento e trasformazione previste dalla normativa, per poi essere rivenduti a vari agricoltori della zona come “compost”. In realtà, quello commercializzato non era un fertilizzante naturale pronto all’uso, ma un prodotto incompleto, ancora in fase di maturazione, capace di sprigionare esalazioni maleodoranti e potenzialmente tossiche. I militari inoltre hanno accertato episodi di combustione illecita dei residui accumulati, pratica che contribuisce a sprigionare sostanze nocive e a inquinare gravemente l’aria e il suolo. Una condotta che, oltre a configurare ipotesi di reato ambientale, rappresenta una minaccia concreta per la salute pubblica, la qualità delle coltivazioni e la sicurezza alimentare.</p>
<p>L’intera area aziendale è stata posta sotto sequestro: al suo interno sono stati trovati cumuli di rifiuti organici in vari stadi di decomposizione e tracce evidenti di combustione. L’area ha necessitato di un’operazione di bonifica condotta unitamente ai Vigili del Fuoco e protrattasi per più di 7 giorni, che ha consentito di contenere le esalazioni.<br />
Sono attualmente in corso accertamenti tecnici per valutare l’impatto sull’ambiente e ricostruire la filiera di distribuzione del materiale irregolare.</p>
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		<title>Cgil, Fials e Nursind denunciano: caos all&#8217;Azienda ospedaliera universitaria “R. Dulbecco”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Aug 2025 11:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[“R. Dulbecco”]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«C’è bisogno di un cambio di direzione nel rispetto di tutti». Poggiano su questa premessa la richiesta di annullamento – revoca in autotuela dell’atto deliberativo n. 643 del 13 giugno 2025 avente per oggetto “Avvio procedure di valutazione degli incarichi di funzione ai sensi dell’articolo 31 e 34 del Ccnl Comparto Sanità 2019/2021”; la richiesta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«C’è bisogno di un cambio di direzione nel rispetto di tutti».  Poggiano su questa premessa la richiesta di annullamento – revoca in autotuela dell’atto deliberativo  n. 643 del 13 giugno 2025 avente per oggetto “Avvio procedure di valutazione degli incarichi di funzione ai sensi dell’articolo 31 e 34 del Ccnl Comparto Sanità 2019/2021”; la richiesta di chiarimenti sullo stato dell’arte reale della contrattazione decentrata dell’Azienda ospedaliera universitaria “R. Dulbecco”; la richiesta di revoca della bozza sugli incarichi di funzione, sin qui “scandalosa” sul 50%, da dedicare agli orali (niente meritocrazia e forza ai raccomandati (????) che le sigle provinciali catanzaresi di Cgil Funzione Pubblica, Fials e Nursind rivolgono al commissario straordinario della “Dulbecco”, al commissario di Azienda Zero della Regione Calabria oltre che alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti di Catanzaro. 	</p>
<p>«Sullo stato della contrattazione decentrata  &#8211; scrivono le tre sigle &#8211;  per quanto appreso dal Commissario dell’azienda Dulbecco e riportato sui giornali c’è molto da precisare in relazione ad  accordo per le progressioni tra le aree ma sulla cui applicazione ad oggi nessun conto, chissà domani;  dichiarazione di uniformarsi al recentissimo indirizzo giurisprudenziale (dopo le 6 ore lavorative) relativamente ai buoni pasto: ad oggi parole, a quando i fatti e i pagamenti?;  scandalo dei tempi di risoluzione dei Dep  (le ex fasce riguardano il 95% dei dipendenti ): siamo ad agosto e quello che è stato ratificato a dicembre 2024 è ancora lettera morta. Quando si vuole definire e pagare?  Se i tempi  dovessero prolungarsi fino ad ottobre, viene il dubbio pensare che per il prossimo anno non si vorranno ripetere, lasciando il restante 50 % del personale fuori dall’applicazione dell’istituto con un danno economico pesante sia nell’immediato che per le pensioni dei dipendenti; cambio divisa (vestizione e svestizione): va ricondotto nel diritto alla retribuzione, visto che si tratta di orario di lavoro. Pertanto tale istituto va erogato a tutti i dipendenti aventi diritto così come da accordi pregressi già esistenti con le risorse di bilancio dell’Azienda. Nel merito, ove l’Azienda non intendesse  procedere alla retribuzione dell’orario impiegato dai dipendenti nelle operazioni di vestizione e svestizione,  dissentiremo da qualsiasi altra modalità di riconoscimento del diritto. A ciò bisogna aggiungere che, al fine della retribuzione di tale orario, bisogna attingere da ordinari capitoli di bilancio relativi al pagamento degli emolumenti retributivi dei dipendenti e non si pssono utilizzare i fondi contrattuali di cui all’articolo 102 (ex articoli 80 e 81 Ccnl 2016 del 2018) avendo un’altra destinazione d’uso».</p>
<p>Non solo, ma Cgil Funzione Pubblica, Fials e Nursind sono «rimaste altresì scandalizzate nel ricevere (l’8 agosto) la bozza del regolamento degli incarichi di funzione (che riguardano il 5% dei dipendenti) soprattutto, tra le altre cose, nella parte in cua il comma 2 dell’articolo 10 nel regolamentare i criteri selettivi spunta un 50% da assegnare al colloquio che, a nostro giudizio, vuole significare l’annullamento della meritocrazia a favore dei raccomandati, rendendo inutile l’avviso stesso. Quale è la risultante di tale bozza, lasciate ogni speranza a Voi che partecipate.  Questi interrogativi devono essere portati a conoscenza di tutti i dipendenti dell’Azienda Dulbecco, di tutta la cittadinanza e della Regione Calabria, in particolare Azienda Zero, che sin qui hanno lavorato e lavorano alacremente per una Calabria migliore all’altezza dei tempi e lanciata verso il futuro anche grazie, non ultimo, al road show sul “Fascicolo Sanitario Elettronico per modernizzare la sanità” . A tutto ciò si aggiungono le criticità organizzative sanitarie evidenziate e poste all’attenzione dei vertici aziendali già nei mesi precedenti in merito ai reparti quali le chirurgie, l’ortopedia, la Tin e altri, culminate adesso nel mese di agosto soprattutto con l’operatività del pronto soccorso».<br />
Le tre sigle sindacale concludono: «Per evitare tutto ciò  andavano preventivamente programmati , da parte dei vertici aziendali, tutti quegli interventi e disposizioni , nonché impegni di nuove assunzioni ( attraverso “In Primis” con il Turn Over”) , collaborazioni migliori con le U.O. e Servizi del Campus di Germaneto che avrebbero certamente evitato  tanti problemi soprattutto ai pazienti e a tutto il personale sanitario, tecnico e amministrativo che sin qui con la massima professionalità, qualità e abnegazione da sempre svolgono». </p>
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		<title>Gestione liste d&#8217;attesa, l’Azienda ospedaliero-universitaria “Dulbecco” avvia controlli serrati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jul 2025 16:29:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;A seguito dell’indagine dell’autorità giudiziaria riguardante la presunta gestione privatistica delle liste d’attesa nel reparto di Oculistica, l’Azienda ospedaliero-universitaria “Renato Dulbecco” ha ritenuto – indipendentemente dai routinari controlli effettuati dalle strutture aziendali preposte – di “avviare un audit interno, ovvero specifici controlli volti a far luce su ogni eventuale comportamento opportunistico e distorsivo nella gestione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;A seguito dell’indagine dell’autorità giudiziaria riguardante la presunta gestione privatistica delle liste d’attesa nel reparto di Oculistica, l’Azienda ospedaliero-universitaria “Renato Dulbecco” ha ritenuto – indipendentemente dai routinari controlli effettuati dalle strutture aziendali preposte – di “avviare un audit interno, ovvero specifici controlli volti a far luce su ogni eventuale comportamento opportunistico e distorsivo nella gestione delle liste d’attesa”.</p>
<p>«L’Azienda – si legge ancora nella nota – ha quindi istituito una specifica Commissione che, attraverso l&#8217;analisi dei dati e uno specifico audit interno, dovrà esaminare diversi aspetti, tra cui: il rispetto dei criteri di accesso dei pazienti; i volumi di attività erogati in regime istituzionale e libero professionale; l&#8217;articolazione delle agende pubbliche e riservate all&#8217;attività libero-professionale; i tempi di attesa; l&#8217;analisi delle priorità assegnate».</p>
<p>«La Commissione – conclude la nota dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Renato Dulbecco” di Catanzaro – sottoporrà le risultanze delle analisi alla verifica anche da parte di Azienda Zero».</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/gestione-liste-dattesa-lazienda-ospedaliero-universitaria-dulbecco-avvia-controlli-serrati/">Gestione liste d&#8217;attesa, l’Azienda ospedaliero-universitaria “Dulbecco” avvia controlli serrati</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>VIDEO-Violento incendio distrugge capannone azienda vitivinicola Odoardi a Nocera Terinese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-violento-incendio-distrugge-capannone-azienda-vitivinicola-odoardi-a-nocera-terinese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2025 09:35:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un incendio di vaste proporzioni ha interessando, nelle scorse ore, i terreni ed alcuni capannoni dell&#8217;Azienda vitivinicola Odoardi in località Campodorato (aree Gullieri e Fangiano) di Nocera Terinese. Il rogo ha interessato un capannone industriale di circa 2000 mq, di proprietà di una storica azienda del territorio, un tempo attiva nella produzione e imbottigliamento di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-321914-3" width="696" height="394" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/06/Incendio-Odoardi-Nocerta-Terinese.mp4?_=3" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/06/Incendio-Odoardi-Nocerta-Terinese.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/06/Incendio-Odoardi-Nocerta-Terinese.mp4</a></video></div>
<p>Un incendio di vaste proporzioni ha interessando, nelle scorse ore, i terreni ed alcuni capannoni dell&#8217;Azienda vitivinicola Odoardi in località Campodorato (aree Gullieri e Fangiano) di Nocera Terinese.</p>
<p>Il rogo ha interessato un capannone industriale di circa 2000 mq, di proprietà di una storica azienda del territorio, un tempo attiva nella produzione e imbottigliamento di vino, ma attualmente non operativa da alcuni anni. Le fiamme, sviluppatesi rapidamente, hanno avvolto e completamente distrutto la struttura in muratura con copertura in legno e pannelli coibentati, compromettendo anche gli impianti di imbottigliamento presenti all’interno.</p>
<p>Sul posto sono state impegnate oltre 15 unità del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, supportate da due autobotti per il rifornimento idrico e da un’autoscala. Presenti sul posto anche i Carabinieri per gli adempimenti di competenza. Sono in corso indagini per accertare le cause del rogo; al momento non si esclude alcuna ipotesi.</p>
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		<item>
		<title>Gravi violazioni igienico-sanitarie e ambientali: sospesa linea produttiva azienda dolciaria Vibonese</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/gravi-violazioni-igienico-sanitarie-e-ambientali-sospesa-linea-produttiva-azienda-dolciaria-vibonese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 May 2025 17:32:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[azienda]]></category>
		<category><![CDATA[dolciaria]]></category>
		<category><![CDATA[sanzioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Vibonese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo pomeriggio, nell&#8217;ambito di più ampi controlli a tutela della salute pubblica e dell&#8217;ambiente si sono conclusi gli accertamenti svolti da un articolato dispositivo interforze composto da personale dell&#8217;Arma dei Carabinieri, della Capitaneria di Porto di Vibo Marina e dell&#8217;ARPACAL nei confronti di un sito produttivo operante nell&#8217;industria dolciaria e ubicato nelle &#8220;Preserre Vibonesi&#8221;. L&#8217;attività, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/gravi-violazioni-igienico-sanitarie-e-ambientali-sospesa-linea-produttiva-azienda-dolciaria-vibonese/">Gravi violazioni igienico-sanitarie e ambientali: sospesa linea produttiva azienda dolciaria Vibonese</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo pomeriggio, nell&#8217;ambito di più ampi controlli a tutela della salute pubblica e dell&#8217;ambiente si sono conclusi gli accertamenti svolti da un articolato dispositivo interforze composto da personale dell&#8217;Arma dei Carabinieri, della Capitaneria di Porto di Vibo Marina e dell&#8217;ARPACAL nei confronti di un sito produttivo operante nell&#8217;industria dolciaria e ubicato nelle &#8220;Preserre Vibonesi&#8221;. L&#8217;attività, svolta in linea con l&#8217;attenzione verso le tematiche ambientali e sanitarie da sempre riposta dalla Procura di Vibo Valentia &#8211; guidata dal Procuratore Camillo Falvo &#8211; ha visto la sinergica partecipazione dei militari della Stazione Carabinieri di Soriano Calabro, del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Vibo Valentia, del Nucleo Tutela Forestale e Agroalimentare di Reggio Calabria, del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale di Vibo Valentia (NIPAAF) e, come detto, della Capitaneria di Porto e dell&#8217;ARPACAL.</p>
<p>Nel corso dell&#8217;ispezione sono emerse gravi violazioni sia sotto il profilo igienico-sanitario che ambientale, che hanno comportato sequestri, sanzioni amministrative e la sospensione di parte della linea di produzione dello stabilimento su prescrizione dell&#8217;ASP di Vibo Valentia &#8211; U.O.C. Igiene degli Alimenti e Nutrizione. In particolare, sono stati sequestrati oltre 4.400 kg di prodotti alimentari scaduti o conservati in ambienti inidonei del valore stimato di 18.000 euro nonché sequestrato il deposito ove gli stessi erano stoccati. Irregolarità sono state rilevate anche in merito all&#8217;etichettatura di circa 300 confezioni di prodotti da cui sono scaturite sanzioni per 4.000 euro. Altri 130 prodotti sono stati sequestrati poiché privi di indicazione del peso netto, con sanzione amministrativa di 2.000 euro. </p>
<p>In ultimo, accertata la totale assenza di autorizzazioni per le immissioni in atmosfera e sono stati sequestrati con concessione di facoltà d&#8217;uso, sei forni dell&#8217;intera linea di panificazione. Contestata, inoltre, la presenza di un deposito incontrollato di rifiuti e lo scarico abusivo di acque industriali e reflue domestiche, in violazione alla normativa vigente. Tutti gli esiti dell&#8217;ispezione sono stati comunicati alle autorità competenti per i successivi adempimenti di legge.</p>
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