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	<title>aviaria Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 06 Jun 2024 15:13:13 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
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		<title>Pregliasco: Il morto per il nuovo ceppo di aviaria deve preoccupare</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/pregliasco-il-morto-per-il-nuovo-ceppo-di-aviaria-deve-preoccupare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jun 2024 09:06:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[aviaria]]></category>
		<category><![CDATA[contagio]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Pregliasco]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La prima morte umana nel mondo causata dal nuovo ceppo di influenza aviaria A/H5N2 “ci deve preoccupare per non farci trovare impreparati come accaduto col Covid”. Ne è convinto Fabrizio Pregliasco, professore di Igiene all&#8217;Università degli Studi di Milano e direttore dell&#8217;IRCCS Ospedale Galeazzi &#8211; Sant&#8217;Ambrogio di Milano. Sul caso della donna morta in Messico [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La prima morte umana nel mondo causata dal nuovo ceppo di influenza aviaria A/H5N2 “ci deve preoccupare per non farci trovare impreparati come accaduto col Covid”. Ne è convinto Fabrizio Pregliasco, professore di Igiene all&#8217;Università degli Studi di Milano e direttore dell&#8217;IRCCS Ospedale Galeazzi &#8211; Sant&#8217;Ambrogio di Milano.</p>
<p>Sul caso della donna morta in Messico non c’è ancora chiarezza: “Da quello che emerge – osserva all’AGI Pregliasco &#8211; la vittima non aveva avuto contatti con animali infetti. E dunque potremmo trovarci di fronte a un contagio uomo – uomo”.<br />
“La situazione potrebbe essere la punta di un iceberg e nascondere una diffusione più ampia a livello animale con il rischio di un possibile contagio”, spiega il virologo, secondo cui l’unica misura da prendere è quella della “sorveglianza epidemiologica che comprende anche l’eventuale copertura vaccinale per il personale a rischio”.</p>
<p>Ad oggi non esiste un vaccino per la nuova variante di aviaria che ha ucciso la donna in Messico, ma “grazie alla tecnologia ad mRna i sieri potrebbero essere messi a punto con grande rapidità”. Sotto accusa, nel caso del decesso, c’è il latte crudo: “La pastorizzazione del latte è fondamentale non solo per evitare malattie come l’aviaria, ma anche per non contrarre Salmonella o E. Coli”, avverte Pregliasco.<br />
(<em>Agi</em>)</p>
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		<title>Aviaria prossima pandemia, il timore dei virologi: &#8220;E&#8217; fortemente possibile&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/aviaria-prossima-pandemia-il-timore-dei-virologi-e-fortemente-possibile-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 May 2024 07:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[aviaria]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[virologia]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;aviaria sarà la prossima pandemia? &#8220;E&#8217; fortemente possibile&#8221; secondo Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia (Siv-Isv), che in un&#8217;intervista all&#8217;Adnkronos Salute non usa mezzi termini sui timori suscitati dall&#8217;epidemia che cresce tra i bovini da latte negli Usa, a causa di un ceppo altamente patogeno di virus H5N1 ritrovato in frammenti anche nel latte [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span id="U11402741451LtC">L&#8217;aviaria sarà la prossima pandemia?</span></strong> &#8220;E&#8217; fortemente possibile&#8221; secondo Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia (Siv-Isv), che in un&#8217;intervista all&#8217;Adnkronos Salute non usa mezzi termini sui timori suscitati dall&#8217;epidemia che cresce tra i bovini da latte negli Usa, a causa di un ceppo altamente patogeno di virus H5N1 ritrovato in frammenti anche nel latte pastorizzato in commercio Oltreoceano.<strong> <span id="U11402741451lEH">Nella comunità scientifica &#8220;la preoccupazione è grande&#8221;</span></strong>, spiega l&#8217;esperto appena rientrato da Barcellona, dove ha partecipato al Congresso della Società europea di microbiologia clinica e malattie infettive (Escmid). <strong>&#8220;<span id="U11402741451RRC">Il passaggio dell&#8217;aviaria nei mammiferi e la circolazione in questi animali</span> &#8211; </strong>avverte<strong> &#8211;<span id="U114027414510CI"> è un passo avanti verso l&#8217;uomo</span></strong>&#8220;.</p>
<h2 id="-quadro-pessimistico-31">&#8220;Quadro pessimistico&#8221;</h2>
<p class="art-text">Lo specialista, ordinario di microbiologia e microbiologia clinica all&#8217;università di Brescia e direttore del Laboratorio di microbiologia dell&#8217;Asst Spedali Civili, traccia un quadro &#8220;forse pessimistico &#8211; ammette &#8211; ma purtroppo non dobbiamo mettere la testa sotto la sabbia. Bisogna invece essere realisti e prepararsi&#8221;, ammonisce Caruso. Pensando a una futura emergenza pandemica, sottolinea, <strong><span id="U11402741451DGD">&#8220;il virus aviario è l&#8217;unico che preoccupa realmente&#8221; per più di una ragione</span></strong>. Innanzitutto perché &#8220;è un virus influenzale che in quanto tale<span id="U11402741451HBC"> si trasmette per via aerea</span>, la più efficace in termini di contagio&#8221;. Il patogeno, poi, è estremamente diffuso: &#8220;Lo stanno portando dappertutto le anatre selvatiche, che ormai vediamo anche nelle nostre città, nei nostri stagni, nei nostri corsi d&#8217;acqua&#8221;. <strong>E<span id="U11402741451xIC"> sta mutando</span></strong>: &#8220;Non solo l&#8217;H5N1 &#8211; precisa l&#8217;esperto &#8211; ma diversi ceppi di virus aviario si stanno modificando, a livello di più recettori di superficie, per potersi adattare all&#8217;uomo. Un salto sempre più facile, dopo che è passato ai mammiferi e tra i mammiferi circola&#8221;. <strong><span id="U11402741451LMF">Siamo dunque di fronte &#8220;non a una aviaria, ma a più aviarie</span> </strong>&#8211; puntualizza Caruso &#8211; che hanno fatto il loro ingresso nel mammifero e sono tutte potenzialmente pericolose per l&#8217;uomo. Preoccupano perché la circolazione nei mammiferi indica che il virus sta evolvendo in una direzione chiara: ha imboccato una strada che inevitabilmente, prima o poi &#8211; prospetta il presidente dei virologi italiani &#8211; porterà all&#8217;arrivo nell&#8217;uomo il quale potrà diventarne serbatoio e diffusore&#8221;.</p>
<h2 id="trasmissione-del-virus-da-uomo-a-uomo-72">Trasmissione del virus da uomo a uomo?</h2>
<p class="art-text"><span id="U114027414516GG"><strong>Arriveremo alla trasmissione del virus dell&#8217;influenza aviaria da uomo a uomo? &#8220;E&#8217; inevitabile</strong> </span>&#8211; risponde Caruso &#8211; che quando il virus entrerà più e più volte nell&#8217;uomo potrà assumere quella &#8216;fitness&#8217;, cioè quella capacità di adattamento alle cellule umane, che permetterà all&#8217;uomo di fare da reservoir e quindi da diffusore per altri uomini&#8221;. Al di là dei casi noti per esposizione, professionale o meno, ad animali infetti, <strong>&#8220;<span id="U114027414513rF">chissà quante volte l&#8217;uomo è già stato infettato, magari senza presentare sintomi importanti</span></strong> &#8211; ragiona il presidente Siv-Isv &#8211; Chissà quanti virus aviari stanno cercando di entrare nell&#8217;uomo e quante volte ci sono riusciti&#8221;. Pertanto, se è vero che ad oggi per il virus aviario il contagio uomo-uomo non è mai stato confermato, &#8220;<span id="U11402741451ycE">non è detto che una trasmissione uomo-uomo non sia già possibile </span>&#8211; osserva Caruso &#8211; o che quantomeno qualche ceppo non si sia già stabilizzato nell&#8217;uomo&#8221;. Insomma, &#8220;la situazione è veramente preoccupante &#8211; è il messaggio &#8211; ed esige una sorveglianza stringente sugli animali, non soltanto i volatili, sugli alimenti di origine animale consumati dall&#8217;uomo e sugli uomini stessi. E&#8217; indispensabile farci trovare pronti, preparati a una nuova possibile futura pandemia&#8221;.</p>
<h2 id="-preparare-i-vaccini-70">&#8220;Preparare i vaccini&#8221;</h2>
<p class="art-text">&#8220;E&#8217; indispensabile una sorveglianza stringente, molto attenta e molto pronta&#8221;, afferma Caruso. &#8220;Vanno monitorati non solo gli uccelli, come già si fa da tempo, ma anche altri animali e gli alimenti che ne derivano, dal latte alla carne. E bisogna cominciare a fare controlli, magari a campione, anche sull&#8217;uomo&#8221;. Soprattutto, <strong>&#8220;<span id="U11402741451wRD">bisogna approntare in fretta dei vaccini da poter somministrare all&#8217;occorrenza</span></strong>. Non soltanto vaccini mirati al virus H5N1, ma anche ad altri ceppi che stanno passando ai mammiferi&#8221;. Il virus aviario è un patogeno che si evolve facilmente e che sta mutando in modo da adattarsi non solo ai mammiferi, salto già avvenuto, ma anche potenzialmente all&#8217;uomo&#8221;, rimarca l&#8217;esperto. A minacciare l&#8217;uomo &#8220;ci sono più ceppi aviari &#8211; ripete &#8211; e non sappiamo quale variante potrà prendere piede a tal punto da arrivare un giorno a stabilirsi e a circolare nell&#8217;uomo. L&#8217;H5N1 sembrerebbe la più probabile, però ce ne sono anche altre attenzionate e anche per queste dovranno essere pronti dei vaccini, se necessario. <strong><span id="U11402741451VMD">Facciamoci trovare pronti per evitare guai</span>&#8220;</strong>, ammonisce Caruso.</p>
<p>(<em>Adnkronos</em>)</p>
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		<item>
		<title>Aviaria si diffonde in Ue, l&#8217;allarme: &#8220;Focolai anche in allevamenti&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/aviaria-si-diffonde-in-ue-lallarme-focolai-anche-in-allevamenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Apr 2024 09:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[adnkronos]]></category>
		<category><![CDATA[allevamenti]]></category>
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		<category><![CDATA[ultimora]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; &#8220;Il virus dell&#8217;influenza aviaria continua a diffondersi nell&#8217;Unione europea, e altrove, provocando un&#8217;elevata mortalità tra gli uccelli selvatici, spillover (salti di specie, ndr.) tra i mammiferi selvatici e domestici e focolai negli allevamenti&#8221;. A evidenziarlo è l&#8217;Autorità europea per la sicurezza alimentare Efsa, in una nota in cui fa il punto su quanto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; &#8220;Il virus dell&#8217;influenza aviaria continua a diffondersi nell&#8217;Unione europea, e altrove, provocando un&#8217;elevata mortalità tra gli uccelli selvatici, spillover (salti di specie, ndr.) tra i mammiferi selvatici e domestici e focolai negli allevamenti&#8221;. A evidenziarlo è l&#8217;Autorità europea per la sicurezza alimentare Efsa, in una nota in cui fa il punto su quanto emerge da un rapporto scientifico, firmato insieme al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), nel quale si valutano i fattori di rischio per una potenziale pandemia influenzale e le relative misure di mitigazione. Quali sono i driver che potrebbero guidare l&#8217;evoluzione virale? Gli esperti hanno identificato &#8220;alcune specie di animali da pelliccia d&#8217;allevamento (ad esempio visoni o volpi), che sono altamente sensibili ai virus dell&#8217;influenza come possibili fattori di diffusione&#8221;, si evidenzia nella nota. &#8220;Sebbene la trasmissione da mammifero a mammifero non sia stata ancora confermata, i mammiferi selvatici potrebbero fungere da ospiti &#8216;ponte&#8217; tra gli uccelli selvatici, gli animali domestici e gli esseri umani. Anche gli animali da compagnia, come i gatti, che vivono in casa e hanno accesso all&#8217;esterno, in ambienti all&#8217;aria aperta possono essere un potenziale veicolo di trasmissione&#8221;, avvertono le autorità Ue.  L&#8217;allevamento in aree ricche di uccelli acquatici, con produzione all&#8217;aperto e/o scarsa biosicurezza &#8220;può facilitare l&#8217;introduzione del virus nelle aziende agricole e la sua ulteriore diffusione&#8221;, prosegue l&#8217;Efsa. &#8220;Gli eventi meteorologici estremi e i cambiamenti climatici svolgono un ruolo aggiuntivo nell&#8217;evoluzione della situazione perché possono influenzare l&#8217;ecologia e la demografia degli uccelli selvatici e quindi influenzare il modo in cui la malattia si sviluppa nel tempo, hanno scoperto gli esperti&#8221;. E&#8217; dunque questa la situazione attuale illustrata dai due enti Ue. Un quadro che vede &#8220;i virus dell&#8217;influenza aviaria rimanere prevalenti tra le popolazioni di uccelli selvatici nell&#8217;Ue e nello Spazio economico europeo&#8221;. Elemento al quale si aggiunge l&#8217;osservazione di fenomeni di &#8220;trasmissione tra specie di uccelli e di mammiferi, in particolare negli allevamenti di animali da pelliccia, dove sono stati segnalati focolai. Sebbene la trasmissione da uccelli infetti all&#8217;uomo sia rara &#8211; si legge in un estratto del rapporto nel quale si fa il punto anche sulle misure di mitigazione e sull&#8217;importanza di una strategia &#8216;One Health&#8217; &#8211; dal 2020 si sono verificati casi di esposizione a questi virus senza che siano state segnalate infezioni sintomatiche nell&#8217;Ue/See&#8221;.</p>
<p>Tuttavia, avvertono gli autori, &#8220;questi virus continuano a evolversi a livello globale e, con la migrazione degli uccelli selvatici, potrebbero essere selezionati nuovi ceppi portatori di potenziali mutazioni per l&#8217;adattamento ai mammiferi. Se i virus dell&#8217;influenza aviaria A/H5N1 acquisissero la capacità di diffondersi in modo efficiente tra gli esseri umani, potrebbe verificarsi una trasmissione su larga scala a causa della mancanza di difese immunitarie contro i virus H5 nell&#8217;uomo. L&#8217;emergere di virus dell&#8217;influenza aviaria in grado di infettare i mammiferi, compreso l&#8217;uomo, può essere facilitato da vari fattori&#8221;. Le misure One Health per mitigare il rischio di adattamento di questi virus ai mammiferi e agli esseri umani &#8220;si concentrano sulla limitazione dell&#8217;esposizione e sulla prevenzione della diffusione&#8221; si legge, infine. Opzioni chiave sono &#8220;il rafforzamento della sorveglianza, mirata all&#8217;uomo e agli animali, la garanzia dell&#8217;accesso a una diagnosi rapida, la promozione della collaborazione tra il settore animali e quello umano e l&#8217;attuazione di misure preventive come la vaccinazione&#8221;. Dovrebbe essere poi promossa &#8220;una comunicazione efficace&#8221;, nonché il &#8220;rafforzamento delle infrastrutture veterinarie, l&#8217;applicazione di misure di biosicurezza negli allevamenti e la riduzione del contatto della fauna selvatica con gli animali domestici. Per un&#8217;efficace riduzione del rischio è fondamentale un&#8217;attenta pianificazione delle attività di allevamento di pollame e animali da pelliccia, soprattutto nelle aree ad alta densità di uccelli acquatici&#8221;. Il caso umano di influenza aviaria identificato in Texas, in un lavoratore del settore lattiero-caseario che ha avuto contatti con bovini infetti, &#8220;non deve creare allarmismo&#8221; secondo il virologo Fabrizio Pregliasco. Se negli Usa c&#8217;è preoccupazione per un ceppo di H5N1 altamente virulento che corre fra le mucche da latte in diversi stati del Paese, va considerato che il passaggio del patogeno ai mammiferi &#8220;è una cosa già assodata&#8221;, precisa il docente dell&#8217;università Statale di Milano. &#8220;Sappiamo già che diversi mammiferi possono infettarsi&#8221;, ricorda. &#8220;Non sono però ospiti preferenziali dei virus aviari &#8211; puntualizza &#8211; e in molti casi non presentano sintomi. Ogni specie ha comunque dei recettori per questi virus, anche noi esseri umani&#8221;.  Questi contagi nell&#8217;uomo &#8220;sono casi a oggi isolati &#8211; sottolinea Pregliasco &#8211; limitati a persone che hanno avuto contatti stretti con animali infetti&#8221;. Per il medico &#8220;va visto l&#8217;aspetto positivo: grazie all&#8217;attenzione delle reti di laboratorio, e a una maggiore sensibilità che per certi versi possiamo leggere come un&#8217;eredità positiva del Covid, riusciamo a individuare anche casi che, se non ci fosse stata questa attenzione, sarebbero stati archiviati come &#8216;banali infreddature&#8217;. Significa che il sistema di allerta funziona ed è molto sensibile. Gestiamo queste informazioni in termini positivi e propositivi&#8221;, è l&#8217;invito del virologo.</p>
<p>&#8220;Ci sono centinaia di casi in letteratura di infezioni da H5N1, passate da volatili a uomo&#8221; dice all&#8217;Adnkronos Salute Massimo Andreoni, direttore scientifico della Simit, Società italiana malattie infettive e tropicali. &#8220;E&#8217; certo che questo passaggio in Usa da un mammifero a un uomo è un segnale di adattamento del virus che crea preoccupazione&#8221;. Il virus H5N1 di influenza aviaria potrebbe essere la prossima malattia X che porterà una pandemia? &#8220;La mortalità per questo virus è intorno al 50%, quindi, potrebbe essere la malattia X, i virus influenzali aviari sono gli indiziati numero uno e i più temuti &#8211; risponde Andreoni -. I virus H5N1 e H7N9 sono quelli più pericolosi, il secondo ha una mortalità intorno al 30%, è chiaro che se diventasse possibile una loro trasmissione da uomo a uomo, al momento mai confermata, potrebbero essere molto dannosi&#8221;. &#8212;internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)</p>
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		<title>Insegnante 50enne deceduta per sospetta influenza aviaria: indagati 3 medici dell’ospedale di Castrovillari</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/insegnante-50enne-deceduta-per-sospetta-influenza-aviaria-indagati-3-medici-dellospedale-di-castrovillari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jan 2024 18:21:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Assunta Buscemi]]></category>
		<category><![CDATA[aviaria]]></category>
		<category><![CDATA[Castrovillari]]></category>
		<category><![CDATA[indagati]]></category>
		<category><![CDATA[Influenza]]></category>
		<category><![CDATA[medici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’ambito delle indagini sulla morte di Assunta Buscemi, 50 anni, deceduta lo scorso 19 gennaio all’ospedale di Catanzaro per una sospetta influenza aviaria, la Procura di Catanzaro ha iscritto sul registro degli indagati tre medici dell’ospedale di Castrovillari. La donna, che svolgeva la professione di insegnante, a fine dicembre si era sentita male ed era [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ambito delle indagini sulla morte di Assunta Buscemi, 50 anni, deceduta lo scorso 19 gennaio all’ospedale di Catanzaro per una sospetta influenza aviaria, la Procura di Catanzaro ha iscritto sul registro degli indagati tre medici dell’ospedale di Castrovillari. La donna, che svolgeva la professione di insegnante, a fine dicembre si era sentita male ed era andata in Pronto soccorso all’ospedale «Ferrari» di Castrovillari. Poi, il quadro generale era peggiorato tanto da rendere necessario il trasferimento in elisoccorso all’ospedale di Germaneto, a Catanzaro, dove la donna è stata sottoposta a diversi esami diagnostici dai quali sarebbe emerso un quadro compatibile con i sintomi dell’influenza aviaria.</p>
<p>La donna, originaria di Spezzano Albanese nel Cosentino, è deceduta nell’ospedale di Catanzaro la scorsa settimana. I familiari hanno presentato denuncia per accertare le cause della morte. Il sostituto procuratore di Catanzaro, Domenico Assumma, ha aperto un fascicolo sul decesso della 50enne e ha iscritto sul registro degli indagati tre sanitari dell’ospedale di Castrovillari.</p>
<p>L’iscrizione sul registro degli indagati è un atto dovuto per consentire agli indagati di partecipare all’esame autoptico che è un atto irripetibile. Secondo l’accusa, ci sarebbe stato a Castrovillari un ritardo nella somministrazione dei farmaci antivirali. Il pm Assumma ha dato incarico ai medici-legali per eseguire l’autopsia.</p>
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