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	<title>Assistenza Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 23 May 2026 08:46:10 +0000</lastBuildDate>
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		<title>In Calabria medici &#8220;gettonisti&#8221; ancora necessari: senza di loro impossibile garantire i livelli di assistenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 08:46:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Calabria gli ospedali fanno sempre più fatica a garantire continuità con organici stabili e condizioni di lavoro sostenibili. E&#8217; quanto emerge dall&#8217;indagine condotta dalla Fadoi, la Federazione delle Associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti sullo stato di lavoro nei reparti di Medicina interna dalla quale emerge, è scritto in una nota, che &#8220;i numeri sui [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In Calabria gli ospedali fanno sempre più fatica a garantire continuità con organici stabili e condizioni di lavoro sostenibili. E&#8217; quanto emerge dall&#8217;indagine condotta dalla Fadoi, la Federazione delle Associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti sullo stato di lavoro nei reparti di Medicina interna dalla quale emerge, è scritto in una nota, che &#8220;<em>i numeri sui gettonisti, soprattutto nei Pronto soccorso, e quelli sulla voglia di fuga dei medici raccontano lo stesso problema&#8221;</em>. Il quadro calabrese, sottolinea Fadoi, &#8220;<em>è tra i più delicati perché combina tre elementi: burnout generalizzato, ricorso a personale esterno e disponibilità di una quota rilevante di medici a lasciare il pubblico. Il fatto che un terzo dei rispondenti ritenga i gettonisti necessari per mantenere gli attuali livelli di assistenza indica un sistema che rischia di dipendere da soluzioni nate per essere temporanee&#8221;.</em></p>
<p>In Calabria, il ricorso ai gettonisti nei Pronto soccorso è ancora presente e nel 20% dei casi sono presenti professionisti autonomi anche nelle Medicine interne. Il risultato? Un terzo dei rispondenti afferma che senza gettonisti o lavoratori autonomi non sarebbe possibile garantire gli attuali livelli di assistenza. &#8220;<em>È il segnale di un equilibrio fragile, nel quale anche una presenza limitata può diventare decisiva per coprire i turni &#8211; sostiene Fadoi -. Per un paziente, questa fragilità può significare percorsi meno lineari tra Pronto soccorso, reparto e territorio, proprio nelle situazioni in cui la continuità è essenziale</em>&#8220;.<br />
Il disagio professionale è molto marcato: il 100% dei rispondenti, secondo l&#8217;indagine, dichiara di aver vissuto periodi di burnout, e poco meno della metà si sente attualmente in burnout. Una buona percentuale sta pensando di lasciare anticipatamente il lavoro e il 44,4% valuta il passaggio dal pubblico al privato. Numeri che raccontano una difficoltà strutturale.<br />
&#8220;<em>Il burnout &#8211; spiega Fadoi &#8211; non è una semplice stanchezza. Per chi lavora in ospedale può voler dire minore lucidità, difficoltà a recuperare tra un turno e l&#8217;altro, più fatica nella comunicazione con i pazienti e con i colleghi. Quando questa condizione riguarda una quota rilevante dei professionisti, il problema diventa organizzativo e non può essere lasciato alla resistenza individuale dei singoli medici&#8221;.</em></p>
<p>La carenza di personale è percepita anche come rischio per i pazienti: il 77,7% ritiene che organici insufficienti e presenza di gettonisti possano generare errori nella pratica clinica in misura molto rilevante. Tra le priorità indicate spiccano la riclassificazione delle Medicine interne come reparti a medio-alta intensità di cura, scelta dal 66,7% dei rispondenti, e un maggiore coordinamento tra ospedale e territorio, segnalato dal 44,4%. Per Fadoi, il punto non è soltanto aumentare il numero dei professionisti, &#8220;<em>ma rendere coerente l&#8217;organizzazione dei reparti con la complessità reale dei pazienti assistiti. La Medicina interna &#8211; </em>è scritto nella nota <em>&#8211; oggi prende in carico persone spesso anziane, fragili, con più patologie contemporaneamente e con bisogni che non si esauriscono nel singolo episodio acuto. Servono quindi organici adeguati, percorsi più integrati con il territorio e un riconoscimento della medio-alta intensità di cura ormai presente nella pratica quotidiana&#8221;.</em><br />
<em>(Ansa)</em></p>
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		<title>La Finanza negli uffici Asp e di strutture convenzionate crotonesi: indagine su fondi Pnrr</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/la-finanza-negli-uffici-asp-e-di-strutture-convenzionate-crotonesi-indagine-su-fondi-pnrr/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 18:51:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Procura della Repubblica di Crotone ha aperto un fascicolo d’indagine, al momento senza indagati, sulle gestione dei fondi del Pnrr destinati all’assistenza domiciliare integrata nel territorio provinciale. A tal fine la Guardia di Finanza, su delega del procuratore Domenico Guarascio, nelle scorse ore, ha eseguito una vasta serie di acquisizioni documentali presso gli uffici [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Procura della Repubblica di Crotone ha aperto un <strong>fascicolo d’indagine</strong>, al momento senza indagati, sulle gestione dei f<strong>ondi del Pnrr</strong> destinati all’assistenza domiciliare integrata nel territorio provinciale. A tal fine la Guardia di Finanza, su delega del procuratore Domenico Guarascio, nelle scorse ore, ha eseguito una vasta serie di acquisizioni documentali presso gli uffici dell’<strong>Azienda sanitaria provinciale</strong> e alcune strutture private convenzionate con sedi <strong>a Crotone, Isola Capo Rizzuto e Cotronei</strong>.</p>
<p>Obiettivo è quello di verificare la puntuale correttezza delle prestazioni erogate e dei rimborsi riconosciuti, accertando la congruità e la legittimità delle spese sanitarie nonché il corretto utilizzo dei fondi del Pnrr.  <strong>Al centro dell&#8217;indagine vi è il filone della sanità territoriale.</strong> L&#8217;attività in particolare riguarda la gestione e l&#8217;erogazione del servizio di Assistenza domiciliare integrata (Adi). L&#8217;approfondimento richiesto dalla magistratura crotonese si concentra sulla reale destinazione delle ingenti risorse finanziarie assegnate attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. L&#8217;obiettivo degli inquirenti è fare piena luce sui meccanismi di acquisto delle prestazioni di assistenza territoriale sociosanitaria affidate al privato accreditato, un comparto nel quale risultano assegnati all&#8217;Azienda sanitaria provinciale di Crotone <strong>oltre 35 milioni di euro per il triennio compreso tra il 2022 e il 2024.</strong></p>
<p>La Procura intende accertare se i fondi europei destinati alla cura domiciliare dei soggetti più vulnerabili <strong>siano stati impiegati nella massima trasparenza</strong> e regolarità, escludendo eventuali anomalie o sproporzioni tra le prestazioni effettivamente erogate ai malati e i <strong>rimborsi economici riconosciuti</strong> dalla sanità pubblica alle strutture private.</p>
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		<title>Pnrr, Azienda Zero: superato target per assistenza domiciliare, in arrivo 55mln di euro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/pnrr-azienda-zero-superato-target-per-assistenza-domiciliare-in-arrivo-55mln-di-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 07:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La Regione Calabria ha raggiunto e superato il target previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) per il sub‑investimento M6C1 – 1.2.1 “Assistenza Domiciliare”. Secondo i dati ufficiali Agenas aggiornati al 31 dicembre 2025, sono 44.506 gli over 65 presi in carico in Assistenza domiciliare integrata (ADI), un risultato che conferma l’impegno e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;La Regione Calabria ha raggiunto e superato il target previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) per il sub‑investimento M6C1 – 1.2.1 “Assistenza Domiciliare”.</em><br />
<em>Secondo i dati ufficiali Agenas aggiornati al 31 dicembre 2025, sono 44.506 gli over 65 presi in carico in Assistenza domiciliare integrata (ADI), un risultato che conferma l’impegno e la capacità operativa delle Aziende sanitarie calabresi. Il traguardo conseguito consente alla Calabria di accedere ai 55 milioni di euro previsti dal Pnrr per il potenziamento delle cure domiciliari, rafforzando in modo strutturale la sanità territoriale&#8221;</em>. E&#8217; quanto si legge in una nota della Cittadella.</p>
<p><em>“Si tratta di un risultato ormai consolidato – </em>dichiara il direttore generale di Azienda Zero, Gandolfo Miserendino <em>– che per il terzo anno consecutivo dimostra come il lavoro congiunto tra Regione, Aziende sanitarie, professionisti e medici di medicina generale sia in grado di produrre cambiamenti concreti nella vita delle persone.</em><br />
<em>Rendere la casa il primo luogo di cura è una priorità strategica per una Regione caratterizzata da un’elevata presenza di popolazione anziana e da territori spesso distanti dai grandi ospedali.</em></p>
<p><em>Rafforzare l’assistenza domiciliare significa inoltre garantire cure più vicine ai cittadini, migliorare la qualità della vita degli anziani e ridurre i ricoveri impropri, contribuendo al miglioramento del sistema sanitario”- </em>conclude Miserendino<em>.</em></p>
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		<title>Report Uil e Uilp: in Calabria la vecchiaia avanza, l&#8217;Assistenza domiciliare Integrata arretra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2025 12:05:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“In una regione come la Calabria che invecchia e che continuerà ad invecchiare è necessario migliorare i servizi dell’assistenza domiciliare integrata”. Lo sottolineano Mariaelena Senese, segretario Uil Calabria e Francesco De Biase, Segretario della Uil Pensionati Calabria, commentando i dati contenuti nel report della Uil sull’Assistenza Domiciliare . Nonostante le risorse stanziate dalla misura del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/report-uil-e-uilp-in-calabria-la-vecchiaia-avanza-lassistenza-domiciliare-integrata-arretra/">Report Uil e Uilp: in Calabria la vecchiaia avanza, l&#8217;Assistenza domiciliare Integrata arretra</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“In una regione come la Calabria che invecchia e che continuerà ad invecchiare è necessario migliorare i servizi dell’assistenza domiciliare integrata”. Lo sottolineano Mariaelena Senese, segretario Uil Calabria e Francesco De Biase, Segretario della Uil Pensionati Calabria, commentando i dati contenuti nel report della Uil sull’Assistenza Domiciliare . Nonostante le risorse stanziate dalla misura del Pnrr “Casa come primo luogo di cura”, 2,7 miliardi,  con una spesa di circa 1,3 miliardi, ancora oggi si registrano criticità e ostacoli che non consentono di dare efficaci risposte alle esigenze di cura e assistenza della popolazione anziana. I numeri sono eloquenti: al 31 dicembre 2023  nella regione sono stati censiti oltre 439 mila calabresi con età superiore ai 65 anni, ed un indice di vecchiaia pari a 178,6/100, dato cresciuto di oltre 40 punti percentuale negli ultimi 10 anni.  Un invecchiamento della popolazione che porta ad un crescente bisogno di cure domiciliari  per  anziani fragili e non  autosufficienti. </p>
<p>Secondo il report della Uil in Calabria nel 2024 si è registrato un +108% di pazienti assistiti con almeno una prestazione domiciliare. Un risultato importante, anche se ancora inferiore alla media nazionale, ma non sufficiente rispetto agli obiettivi del Pnrr per arrivare al  10% della popolazione in ADI entro il 2026. Il dato quantitativo, inoltre,  non si traduce  in un adeguato incremento della qualità assistenziale. “L’ aumento dell&#8217;aspettativa di vita e un minor tasso di natalità, richiedono- sottolineano Senese e De Biase &#8211;  un potenziamento dei servizi di assistenza domiciliare che sono attualmente insufficienti rispetto alla domanda e spesso frammentati. L&#8217;obiettivo è permettere agli anziani di rimanere nel proprio ambiente domestico il più a lungo possibile, migliorando la loro qualità di vita e riducendo i ricoveri ospedalieri non necessari, alleggerendo così la pressione sugli ospedali. Per raggiungere il risultato è necessario integrare l’assistenza sociale e quella sanitaria. C’è bisogno di stanziamenti certi, (nazionali, regionali, comunali),  per finanziare in modo stabile i servizi domiciliari e la formazione del personale. Intervenire per colmare le carenze di organico, visto che oggi manca personale qualificato ( infermieri, operatori socio-sanitari) e migliorare le condizioni di lavoro per chi opera a stretto contatto con pazienti fragili e anziani. </p>
<p>Necessario inoltre un supporto alle famiglie e una maggiore tutela per i caregiver familiari, che rappresentano una parte essenziale del nostro sistema di welfare. Disomogeneità territoriali, ritardi, attese e incertezze penalizzano utenti e lavoratori.  Bisogna invertire la rotta -concludono i Segretari di Uil e Uilp Calabria &#8211;  per dare   risposte concrete alla platea degli anziani non autosufficienti e alle loro famiglie”.</p>
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		<item>
		<title>Asp Crotone: La CGIL condanna la privatizzazione dell&#8217;Assistenza Domiciliare Integrata</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/asp-crotone-la-cgil-condanna-la-privatizzazione-dellassistenza-domiciliare-integrata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2025 12:31:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La CGIL, la FP e lo SPI AREA VASTA CZ KR VV &#8220;esprimono la loro ferma opposizione alla recente decisione del Commissario Straordinario dell&#8217;ASP di Crotone, che con la delibera n. 443 dell&#8217;11 settembre scorso ha adottato un &#8216;Atto di Programmazione dell&#8217;Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) per l&#8217;anno 2025&#8217;. Questa delibera prevede la ripartizione di fondi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La CGIL, la FP e lo SPI AREA VASTA CZ KR VV &#8220;esprimono la loro ferma opposizione alla recente decisione del Commissario Straordinario dell&#8217;ASP di Crotone, che con la delibera n. 443 dell&#8217;11 settembre scorso ha adottato un &#8216;Atto di Programmazione dell&#8217;Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) per l&#8217;anno 2025&#8217;. Questa delibera prevede la ripartizione di fondi per un importo totale di 4.207.231,81 euro – provenienti dal PNRR nell&#8217;ambito della Missione Salute (M6), componente C1/1.2.1 &#8220;Assistenza Domiciliare&#8221; – a favore di strutture private accreditate&#8221;. LO si legge in una nota firmata dai sindaclisti Enzo Scalese, Francesco Grillo e Michele Iannello.</p>
<p>&#8220;In un periodo di campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio regionale della Calabria- sottolineano -, tale provvedimento appare sospetto, poiché si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione per lo stato della sanità regionale e la sua deriva verso la privatizzazione dei servizi. La trasformazione dell&#8217;ADI in favore di operatori privati, piuttosto che nel potenziamento del servizio pubblico, presenta un netto rischio di marginalizzare il ruolo dell&#8217;assistenza sanitaria pubblica, aggravando le disuguaglianze nell&#8217;accesso ai servizi per i cittadini. In Calabria, il numero delle strutture sanitarie private accreditate che erogano servizi per conto della sanità pubblica è cresciuto in modo esponenziale. Questa situazione si sviluppa mentre la Riforma dell&#8217;Assistenza Sanitaria Territoriale, approvata con DM 77/2022, prevede nuove strutture sanitarie e le risorse necessarie per garantire un servizio pubblico efficiente e più vicino al domicilio dei cittadini, tra cui appunto l&#8217;ADI. Tuttavia, delle nuove strutture sanitarie che dovrebbero essere attive entro giugno 2026, poco si conosce riguardo allo stato di realizzazione e all&#8217;organizzazione prevista. È inquietante notare che le risorse erogate dal PNRR per raggiungere l&#8217;obiettivo del 10% di anziani assistiti in ADI non siano state utilizzate per rafforzare il servizio pubblico, ma piuttosto per l&#8217;acquisto di prestazioni da operatori privati&#8221;.</p>
<p>La CGIL, la FP CGIL e lo SPI CGIL AREA VASTA &#8220;ritengono che sia fondamentale opporsi a questo strisciante disegno di privatizzazione che mina il diritto fondamentale alla cura e alla salute, sancito dall&#8217;art. 32 della Costituzione. Siamo convinti che la salute non possa essere subordinata a logiche di mercato e che debba rimanere un diritto garantito da un sistema sanitario pubblico e universale. Per questo, continueremo a vigilare e a mobilitarci contro ogni tentativo di privatizzazione dell&#8217;assistenza domiciliare integrata, richiedendo un attuazione seria e inclusiva del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Solo un sistema sanitario pubblico, forte e accessibile, può garantire il diritto alla salute di ogni cittadino&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Assistenza sanitaria di base, Gimbe: in Calabria mancano 66 medici di medicina generale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/assistenza-sanitaria-di-base-gimbe-in-calabria-mancano-66-medici-di-medicina-generale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Mar 2025 13:43:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>secondo la stima elaborata dalla Fondazione Gimbe, e contenuta nel rapporto realizzato in base alla situazione dell&#8217;assistenza sanitaria di base in tutto il Paese, in Calabria mancano 66 medici di medicina generale. Il massimale di 1.500 assistiti nella regione viene superato dal 37,2% del totale dei medici di base attivi nella regione, dato inferiore alle [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>secondo la stima elaborata dalla Fondazione Gimbe, e contenuta nel rapporto realizzato in base alla situazione dell&#8217;assistenza sanitaria di base in tutto il Paese, in Calabria mancano 66 medici di medicina generale. Il massimale di 1.500 assistiti nella regione viene superato dal 37,2% del totale dei medici di base attivi nella regione, dato inferiore alle media nazionale che è pari al 51,7%. Il numero medio di assistiti per ogni professionista al primo di gennaio del 2024 era pari a 1.265 (media nazionale 1.374). Da qui la stima della fondazione sul livello di deficit di medici di base attuato tenendo in considerazione il rapporto ottimale che è pari a un medico ogni 1.200 assistiti.</p>
<p>Secondo quanto rilevato dalla Fondazione Gimbe, inoltre, tra il 2019 e il 2023 i Medici in regione si sono ridotti del 20,9%. La media nazionale della riduzione è pari all&#8217;12,7%. Nel 2024 i partecipanti al concorso nazionale per il corso di formazione specifica in medicina generale sono stati inferiori ai posti disponibili: -1 candidati (-2%) rispetto alle borse finanziate (media Italia -15%).</p>
<p>&#8220;L&#8217;allarme sulla carenza dei medici di base &#8211; afferma Nino Cartabellotta presidente della Fondazione Gimbe &#8211; riguarda ormai tutte le regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che non ha garantito il ricambio generazionale in relazione ai pensionamenti attesi. Negli ultimi anni poi la professione ha perso sempre più attrattività, rendendo oggi spesso difficile per i cittadini trovare un professionista vicino a casa, con conseguenti disagi e rischi per la salute, soprattutto per anziani e persone fragili&#8221;.</p>
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		<title>Sanità, la Calabria è in situazione critica per l&#8217;erogazione dei Livelli essenziali di assistenza</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sanita-la-calabria-e-in-situazione-critica-per-lerogazione-dei-livelli-essenziali-di-assistenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Dec 2024 08:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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		<category><![CDATA[criticità]]></category>
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		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel panorama della sanità italiana, la Sicilia, la Calabria e la Valle d’Aosta sono le Regioni meno performanti nel 2023. Questi risultati emergono dai dati provvisori del Sistema di Garanzia per l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza (LEA), presentati dal Direttore generale della Programmazione sanitaria, Americo Cicchetti, durante il Forum Risk Management di Arezzo. In [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel panorama della sanità italiana, la Sicilia, la<strong> Calabria</strong> e la Valle d’Aosta sono le Regioni meno performanti nel 2023. Questi risultati emergono dai dati provvisori del Sistema di Garanzia per l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza (LEA), presentati dal Direttore generale della Programmazione sanitaria, Americo Cicchetti, durante il Forum Risk Management di Arezzo. In testa a questa particolare &#8220;classifica&#8221; si piazzano la Toscana, il Veneto e l’Emilia-Romagna. La Lombardia, che l’anno scorso occupava il quarto posto, ha subito un significativo calo, scivolando all’ottavo posto, un cambiamento che potrebbe influenzare le sue quote premiali.</p>
<p>I dati, ancora provvisori, rivelano un quadro complesso e variegato. Le regioni che hanno ottenuto punteggi superiori a 60, considerati la soglia di sufficienza, includono anche Piemonte, Marche e Umbria. Tuttavia, la Sicilia, la <strong>Calabria </strong>e la Valle d’Aosta si trovano in una situazione critica, <strong>con punteggi sotto la soglia in diverse aree, in particolare nella prevenzione e nell’assistenza distrettuale</strong>. Questo scenario mette in luce le disparità regionali e la necessità di interventi mirati per migliorare la qualità dei servizi sanitari.</p>
<p>Il Nuovo sistema di garanzia, considerato uno dei più affidabili per valutare l’efficacia della sanità regionale, si basa su 24 indicatori. Questi parametri offrono una visione chiara delle performance sanitarie, evidenziando le aree di eccellenza e quelle in difficoltà. La Provincia autonoma di Trento, il Friuli-Venezia Giulia, la Puglia, il Lazio, la Campania e il Molise si sono distinte per i loro risultati, dimostrando che è possibile raggiungere standard elevati anche in contesti complessi. Le regioni con punteggi sotto la soglia, come l’Abruzzo e la Basilicata, dovranno affrontare sfide significative per migliorare i loro servizi.</p>
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		<title>Sanità, Occhiuto annuncia: 30 milioni in più alla Calabria per l&#8217;assistenza domiciliare</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sanita-occhiuto-annuncia-30-milioni-piu-alla-calabria-per-lassistenza-domiciliare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Apr 2024 11:27:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Abbiamo avuto una buona notizia, ieri ci è stato comunicato da Agenas, e quindi dalla struttura del governo che si occupa di monitorare lo stato di attuazione del Pnrr, che la sanità della Calabria avrà 29,6 milioni di euro in più, in quanto siamo riusciti a conseguire gli obiettivi del Pnrr per l’assistenza domiciliare”. Lo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Abbiamo avuto una buona notizia, ieri ci è stato comunicato da Agenas, e quindi dalla struttura del governo che si occupa di monitorare lo stato di attuazione del Pnrr, che la sanità della Calabria avrà 29,6 milioni di euro in più, in quanto siamo riusciti a conseguire gli obiettivi del Pnrr per l’assistenza domiciliare”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Calabria e commissario ad acta, Roberto Occhiuto, in occasione di una conferenza stampa alla Cittadella regionale di Catanzaro con i rappresentanti di vertice della sanità. “E’ stato certificato un aumento molto considerevole delle prestazioni, abbiamo dimostrato che comunicando bene i flussi in Calabria si possono produrre risultati che neanche il governo e i ministeri si aspettavano – ha sottolineato il Governatore -. Si partiva da un ritardo considerevole, tutto è stato possibile attraverso l’azione svolta da tutti i commissari e direttori generali delle Asp ed il coordinamento di Azienda zero, tempestiva nella comunicazione dei dati. Spero che questa notizia possa rappresentare un nuovo inizio per la sanità calabrese”.</p>
<p>In merito al recente dibattito sui presunti tagli ai fondi per la messa in sicurezza degli ospedali calabresi, il presidente Occhiuto ha aggiunto: “La rimodulazione del Pnrr è una attività che condivido nella maniera più assoluta, perchè bisogna evitare che i fondi si disperdano come in passato. La Calabria è stata tra le prime regioni a firmare l’accordo, accettando il cronoprogramma e le nuove regole per la spesa dei fondi di sviluppo e coesione. Ma, in questo caso, il ministro Fitto parte da un presupposto sbagliato, perchè non avevamo mai deciso di investire per questi interventi i fondi dell’edilizia sanitaria, destinati al completamento dei grandi ospedali, per cui è assurdo che queste risorse già destinate alla Calabria vengano dirottate altrove. Risorse che servono per concludere i lavori per gli ospedali della Sibaritide, di Vibo e di Palmi”.</p>
<p>Il commissario di Azienda Zero, Gandolfo Miserendino, ha aggiunto che “questi fondi in più saranno utilizzati per potenziare l’assistenza domiciliare a favore dei soggetti più fragili, a supporto di progetto più ampio che è quello della telemedicina, che dovrebbe portare un grande aiuto alla Calabria. Forse serviva una corretta impostazione delle attività al fine di far vedere ai ministeri competenti i risultati che la Calabria aveva già acquisito. C’è ancora tanto da fare, oggi abbiamo raggiunto un traguardo importante che non era per niente scontato”.<br />
(ITALPRESS)</p>
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		<title>Tributi consortili: punti di assistenza per agricoltori e cittadini. Assegnazione gasolio ad accise agevolate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Feb 2024 11:42:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Punti di assistenza per agricoltori e cittadini, per approfondimenti sui tributi consortili. E via libera all’assegnazione di gasolio ad accise agevolate. Su impulso dell’assessorato regionale all’Agricoltura, guidato da Gianluca Gallo, &#8211; si legge in una nota &#8211; arrivano provvedimenti ispirati anche agli impegni assunti ai tavoli di concertazione con il mondo agricolo. “Alla base delle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Punti di assistenza per agricoltori e cittadini, per approfondimenti sui tributi consortili. E via libera all’assegnazione di gasolio ad accise agevolate. Su impulso dell’assessorato regionale all’Agricoltura, guidato da Gianluca Gallo, &#8211; si legge in una nota &#8211; arrivano provvedimenti ispirati anche agli impegni assunti ai tavoli di concertazione con il mondo agricolo.</p>
<p>“Alla base delle misure adottate – sottolinea l’assessore Gallo – v’è la necessità di garantire certezza e trasparenza, oltre che di assicurare sostegno al comparto agroalimentare, anche eliminando incrostazioni burocratiche ancor più dannose in un periodo, quale quello presente, caratterizzato da gravi e perduranti criticità”.<br />
Nello specifico, con atto assunto dal commissario del Consorzio di Bonifica della Calabria, Giacomo Giovinazzo, si stabilisce che presso ogni comprensorio di bonifica venga istituito, con urgenza, un servizio di assistenza ai consorziati, relativamente ai tributi consortili, ordinari e irrigui. È previsto che là dove, attraverso questa attività conoscitiva, venga appurato con elementi di fatto, dati e notizie che il tributo non sia dovuto, lo stesso venga immediatamente sgravato, fatta salva – diversamente – la possibilità di procedere a transazione, ove ne ricorrano i requisiti.</p>
<p>Con distinto provvedimento del Dipartimento agricoltura, invece, è stato disposto che con decorrenza immediata – pur nelle more della stipula della convenzione con i Caa – si dia avvio alle procedure di assegnazione di gasolio agricolo ad accise agevolate (<em>ad esclusione del carburante per il riscaldamento delle serre, disciplinato da diversa regolamentazione</em>). Le richieste dovranno essere presentate ai competenti uffici provinciali, allegando le autocertificazioni attestanti la giacenza di gasolio, presso la propria azienda, alla data del 31 dicembre 2023. Si precisa che in questa fase potrà essere assegnato fino ad un massimo del 50% dei quantitativi medi attribuiti per le annualità 2021, 2022 e 2023.</p>
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		<title>Calabria regione sempre più anziana, ma l&#8217;assistenza resta insufficiente</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/calabria-regione-sempre-piu-anziana-ma-lassistenza-resta-insufficiente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Oct 2023 11:40:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[anziana]]></category>
		<category><![CDATA[Assistenza]]></category>
		<category><![CDATA[insufficiente]]></category>
		<category><![CDATA[Regione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Italia si conferma uno dei Paesi più anziani del mondo e con ulteriori prospettive di invecchiamento: entro il 2050 la proporzione di anziani tenderà a raddoppiare, passando dall&#8217;11% al 22% della popolazione totale. Un mutamento demografico che impone provvedimenti in ogni ambito, a partire dal campo scientifico, dove diventa strategica la geriatria con la sua [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Italia si conferma uno dei Paesi più anziani del mondo e con ulteriori prospettive di invecchiamento: entro il 2050 la proporzione di anziani tenderà a raddoppiare, passando dall&#8217;11% al 22% della popolazione totale. Un mutamento demografico che impone provvedimenti in ogni ambito, a partire dal campo scientifico, dove diventa strategica la geriatria con la sua specificità e la sua importanza in quanto disciplina cardine per il paziente anziano fragile complesso. Questa attenzione è tanto più importante in una regione come la Calabria, i cui numeri in sanità sono meno efficienti rispetto al resto d&#8217;Italia e dove il processo di invecchiamento è destinato ad accelerare nei prossimi anni.</p>
<p><strong>CATANZARO CENTRO DELLA GERIATRIA CON L&#8217;ARRIVO DI 400 SPECIALISTI</strong> – Questi spunti saranno al centro del 37° Congresso Nazionale della Società Italiana Geriatria Ospedale e Territorio, che si svolge dal 4 al 6 ottobre presso il Campus Universitario &#8220;Salvatore Venuta&#8221; Corpo L dell&#8217;Università Magna Graecia di Catanzaro. Presidenti del Congresso sono il Prof. Alberto Pilotto, Presidente SIGOT, Direttore del Dipartimento Cure geriatriche, ortogeriatria e riabilitazione dell&#8217;Ospedale Galliera di Genova, professore di Geriatria presso l&#8217;Università degli Studi di Bari e il Dott. Giovanni Ruotolo, Vicepresidente SIGOT e Direttore del Dipartimento di Medicina dell&#8217;A.O. Pugliese Ciaccio di Catanzaro. Tra i temi affrontati vi sono la continuità assistenziale tra ospedale e territorio, la qualità dell&#8217;assistenza per gli anziani, la prevenzione e il trattamento delle malattie geriatriche, la formazione e l&#8217;aggiornamento professionale. Sarà un&#8217;importante occasione per l&#8217;ateneo calabrese, impegnato a restituire alla Geriatria una centralità necessaria.</p>
<p><strong>L&#8217;INVECCHIAMENTO DELLA CALABRIA: NEL 2050 GLI OVER 65 SARANNO IL 36,3%</strong> &#8211; Il Censimento della popolazione in Calabria del 2021, pubblicato il 19 settembre 2023, rileva come l&#8217;età media si sia innalzata rispetto al 2020 da 45,2 a 45,5 anni. Gli effetti più rilevanti saranno nel medio periodo: come si evince dai dati ISTAT 2018 sulle previsioni demografiche, nel 2065 l&#8217;età media della popolazione calabrese salirà a 51,9, superiore a una media nazionale di 50,1 anni. La percentuale di over65, attualmente il 20,9%, salirà fino al 36,3%, valore più alto di quello previsto per l&#8217;Italia nel suo complesso. Parallelamente, diminuirà la popolazione giovane (0-14 anni), determinando uno squilibrio tra queste due componenti della popolazione.</p>
<p><strong>L&#8217;INSUFFICIENZA DELLE ATTUALI RISORSE SOCIOSANITARIE IN CALABRIA</strong> – Nonostante queste prospettive, le risorse messe a disposizione della Regione restano insufficienti. &#8220;In Calabria i presidi residenziali socio-assistenziali e sociosanitari sono circa 300, ossia 1,6 presidi ogni 10mila abitanti, contro una media nazionale di 2,1 per 10mila abitanti – sottolinea il Dott. Giovanni Ruotolo – La regione offre in totale 7260 posti letto, che rappresentano solo l&#8217;1,8% di quelli disponibili in Italia. Per quanto riguarda i posti letto per anziani, in Calabria sono 95 per 10mila abitanti, rispetto ai 222 di media nazionale. Se la Calabria è agli ultimi posti per l&#8217;assistenza ospedaliera, il risultato non è dissimile per l&#8217;assistenza domiciliare integrata: nella regione ne usufruisce l&#8217;1,01% tra gli over65 e l&#8217;1,7% tra gli over75, ponendo la Calabria al quart&#8217;ultimo posto, prima solo di Valle d&#8217;Aosta, Provincia Autonoma di Bolzano e Sardegna&#8221;.</p>
<p>&#8220;Gli anziani con multimorbilità e i malati fragili, ossia chi ha perso la propria autonomia funzionale, sono in costante aumento – spiega la Prof.ssa Angela Sciacqua, Professore di Geriatria e Direttore della Scuola di Geriatria presso l&#8217;Università Magna Grecia di Catanzaro e Direttore della Geriatria Universitaria AOU Renato Dulbecco &#8211; In Calabria vi sono oltre 400mila pazienti cronici e di questi circa il 40% hanno tra i 75 e gli 84 anni, mentre il 50% ne ha più di 85, con solo la percentuale rimanente che sta tra i 65 e i 74: una mole importante di pazienti cronici è dunque composta da anziani che spesso sono anche fragili. Per far fronte a questo fenomeno in crescita serve una sinergia tra gli ospedali, che assistono i malati acuti, e le strutture sul territorio, che devono garantire una buona qualità di vita dopo la degenza ospedaliera con strutture residenziali e assistenza domiciliare integrata, ma le strutture sono ancora insufficienti. Serve poi una rete di assistenza domiciliare integrata tra Medici di Medicina Generale, infermieri, assistenti sociali, specialisti, ma il primo ostacolo si incontra nella carenza di personale. Nel nostro ateneo abbiamo aumentato i posti di specializzazione in geriatria a 14, diventando una delle scuole in Italia con più posti e quindi un modello virtuoso in un momento in cui vi è una domanda crescente di questa specializzazione, che sviluppiamo a 360°, in ospedale e sul territorio, ossia in ogni struttura dove il geriatra dovrebbe essere presente&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/calabria-regione-sempre-piu-anziana-ma-lassistenza-resta-insufficiente/">Calabria regione sempre più anziana, ma l&#8217;assistenza resta insufficiente</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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