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	<title>appalti Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 17 Apr 2026 10:34:28 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Crotone, inchiesta &#8220;Teorema&#8221;: arrestati ex vicepresidente Provincia Fabio Manica e altri 3 indagati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 10:29:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nell&#8217;ambito delle indagini inerenti l&#8217;operazione &#8220;Teorema&#8221; sugli appalti alla provincia di Crotone, nella mattinata di oggi 17 aprile, il Giudice per le Indagini Preliminari del tribunale pitagorico, Assunta Palumbo, ha firmato l’ordinanza di custodia in carcere per Fabio Manica (nella foto), ex vicepresidente della Provincia di Crotone di Forza Italia, con competenze su edilizia scolastica [&#8230;]</p>
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<p>Nell&#8217;ambito delle indagini inerenti l&#8217;operazione &#8220;<em>Teorema</em>&#8221; sugli appalti alla provincia di Crotone, nella mattinata di oggi 17 aprile, il Giudice per le Indagini Preliminari del tribunale pitagorico<strong>, </strong>Assunta Palumbo, ha firmato l’ordinanza di custodia in carcere per <strong>Fabio Manica</strong><em> (nella foto)</em>, ex vicepresidente della Provincia di Crotone di Forza Italia, con competenze su edilizia scolastica e Stazione unica appaltante. Medesimo trasferimento in carcere anche per <strong>Giacomo Combariati</strong>. Mentre nei confronti di <strong>Luca Bisceglia</strong> e sua moglie <strong>Rosaria Luchetta</strong> sono stati disposti gli arresti domiciliari. Invece, il divieto di dimora nel Crotonese è arrivato per l&#8217;avvocato <strong>Francesco Manica</strong>, fratello di Fabio.</p>
<p>Fabio Manica e Giacomo Combariati, nello specifico, sono accusati di associazione a delinquere e corruzione e ritenuti responsabili di una lunga serie di capi d’imputazione. Per Luca Bisceglia e Rosaria Luchetta vige l’obbligo di non allontanarsi dal domicilio e il divieto assoluto di comunicazione con persone esterne, anche tramite mezzi telefonici o telematici.</p>
<p>Come si ricorderà l&#8217;indagine della Procura, che ha avuto una prima conclusione lo scorso 31 marzo anche con il sequestro preventivo dei beni, vede coinvolte <strong>20 persone</strong> accusate di far parte di una presunta associazione a delinquere che avrebbe lucrato a colpi di tangenti sugli appalti della Provincia, ma anche dei Comuni di Crotone, Isola Capo Rizzuto e Cirò Marina. Il procuratore <strong>Domenico Guarascio</strong> e la sua sostituta<strong> Rosaria Multaria</strong> avevano chiesto misure ancora più restrittive per alcuni degli indagati. Secondo quanto si apprende le diverse misure cautelari si sono rese necessarie per l<strong>’</strong>accertata sussistenza di gravi indizi di colpevolezza e del rischio di reiterazione del reato.</p>
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		<title>VIDEO-Corruzione e appalti pilotati: 6 mln confiscati a imprenditore reggino legato alla &#8216;ndrangheta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 07:27:00 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-373608-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/DownloadFile-2.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/DownloadFile-2.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/04/DownloadFile-2.mp4</a></video></div>
<p data-start="351" data-end="738">Il Comando Provinciale Guardia di finanza di Reggio Calabria, con il supporto operativo dello S.C.I.C.O. e del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Firenze, ha dato esecuzione a un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del locale Tribunale che dispone la confisca di società, immobili e disponibilità finanziarie per un valore stimato di oltre 6 milioni di euro. L’attività, diretta da questa Procura della Repubblica/Direzione Distrettuale Antimafia, costituisce un ulteriore sviluppo, sotto il profilo economico-patrimoniale, delle risultanze investigative e processuali acquisite nel corso dell’operazione denominata “<em>INTER NOS</em>”, portata a termine nel 2021 dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Reggio Calabria. Nel corso di tale indagine, era emersa, in particolare, la figura di un imprenditore che aveva assunto un ruolo di primo piano nell’ambito di un “<em>cartello d’imprese</em>” preordinato alla corruzione seriale, duratura e sistematica di pubblici funzionari per l’aggiudicazione di pubblici appalti nel settore delle pulizie e delle sanificazioni, eliminando in questo modo ogni forma di concorrenza e ottenendo indebitamente il monopolio assoluto nel citato settore di mercato.</p>
<p data-start="1586" data-end="2047">A tal fine, sarebbe stata costituita una “<em>cassa comune</em>” nella quale ciascun imprenditore avrebbe versato il proprio contributo finanziario destinato, da un lato, a corrompere i suddetti pubblici funzionari compiacenti e, sotto altro versante, a elargire pagamenti alle cosche di ’ndrangheta di Africo e Melito Porto Salvo, alle quali bisognava rivolgersi per poter lavorare sul territorio ove queste ultime compagini esercitavano la propria influenza criminale. In molti casi, tali dazioni sarebbero continuate anche dopo il pensionamento dei pubblici funzionari corrotti, nella speranza che “<em>questi potessero mediare con i nuovi funzionari</em>” in favore degli imprenditori associati, anche mediante un rodato meccanismo di proroghe.</p>
<p data-start="2319" data-end="2934">Alla luce delle richiamate evidenze investigative e delle indagini patrimoniali della Guardia di finanza, che dovranno comunque trovare conferma nelle successive fasi giudiziarie, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, su proposta di questa Procura della Repubblica, ha disposto l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale della confisca dell’intero compendio aziendale di una società cooperativa, delle quote di una società a responsabilità limitata (<em>entrambe esercenti principalmente l’attività di “pulizia generale non specializzata di edifici”</em>), di un immobile e un conto corrente, per un valore complessivamente stimato in 6 milioni e 100 mila euro.</p>
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		<title>VIDEO-Corruzione in appalti pubblici: indagato anche ex vicepresidente provincia Crotone</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-corruzione-appalti-pubblici-indagato-anche-ex-vicepresidente-provincia-crotone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 09:16:19 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-372403-2" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/KR-Op.-Teorema.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/KR-Op.-Teorema.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/KR-Op.-Teorema.mp4</a></video></div>
<p>I finanzieri del Comando Provinciale di Crotone – impegnati con un dispositivo operativo composto da 80 militari – su disposizione della Procura, hanno eseguito, nelle prime ore della mattina di oggi, n.16 perquisizioni, anche informatiche, presso enti locali, segnatamente la Provincia e il Comune di Crotone, studi di consulenza professionali, nonché abitazioni private e notificato 20 avvisi di garanzia nei confronti di altrettanti indagati. Le fiamme gialli crotonesi hanno scoperto un vasto giro di affidamenti illeciti di appalti con un drenaggio di denaro pubblico quantificato in 400.000 euro, confluito anche su conti correnti personali di un funzionario pubblico, oltreché nelle casse dei soggetti affidatari. Tra le persone indagate figurano dunque funzionari pubblici e professionisti che agivano da anni, in associazione tra loro, con una struttura ben organizzata, orientando affidamenti diretti di servizi tecnici e professionali, in violazione dei principi di rotazione, imparzialità e trasparenza previsti dalla normativa sui contratti pubblici.</p>
<p>I reati contestati, a vario titolo, sono corruzione, truffa aggravata ai danni dello Stato, frode nelle pubbliche forniture e falso ideologico. L&#8217;indagine riguarda Fabio Manica (47 anni), Giacomo Combariati (41), Luca Bisceglia (51), Rosaria Luchetta (47), Alessandro Vallone (44), Vicky Ingarozza (42), Francesco Manica (50), Luca Vincenzo Mancuso (45), Andrea Esposito (46), Gaetano Caccia (49), Domenico Zizza (61), Francesco Mario Benincasa (60), Raffaele Cavallaro (59), Giuseppe Marinello (47), Adriano Astorino (48), Antonio Otranto (55), Michele Scappatura (56), Bina Fusaro (40), Caterina Scavo (30), Salvatore Valente (43).</p>
<p>Al centro dell&#8217;inchiesta &#8211; denominata &#8220;Teorema&#8221; &#8211; condotta dai finanzieri del gruppo di Crotone-Nucleo Mobile, figura <strong>Fabio Manica</strong>, consigliere comunale di Forza Italia, già vicepresidente della Provincia di Crotone nonché presidente facente funzione fino a pochi giorni fa prima dello svolgimento delle elezioni del nuovo presidente.<br />
Per Manica e altri quattro indagati per corruzione, la Procura aveva chiesto misure cautelari restrittive, ma il Gip ha disposto al momento la notifica di inviti a rendere interrogatorio preventivo prima di decidere sulle misure cautelari.<br />
Le ipotesi di reato contestate agli indagati sono gravissime e vanno dalla “corruzione” al “falso ideologico in atto pubblico”, dalla “frode nelle pubbliche forniture” alla “truffa aggravata ai danni dello Stato”. I militari della Guardia di Finanza hanno anche eseguito un sequestro preventivo d’urgenza avente ad oggetto cinque società, di cui due con sede in Emilia Romagna, alcuni immobili, giacenze di denaro su rapporti bancari e autoveicoli.</p>
<p>Il flusso di denaro pubblico indebitamente sottratto, come emerso dalle articolate indagini svolte, veniva impiegato da parte del funzionario pubblico per spese personali (acquisto di autoveicoli, premi assicurativi, viaggi e soggiorni, spese di rappresentanza, acquisti di beni e prelievi di contante). Le restanti somme rimanevano nella disponibilità dei professionisti affidatari, secondo accordi di ripartizione. Le movimentazioni venivano giustificate da fatturazioni per consulenze. L’operazione conferma il costante impegno della Guardia di Finanza, in sinergia con la Procura di Crotone, diretta da Domenico Guarascio, nel contrasto alla corruzione a tutela della legalità nella pubblica amministrazione.</p>
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		<title>VIDEO-Cotronei, appalti e corruzione: 15 indagati tra amministratori, funzionari e privati</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-cotronei-appalti-e-corruzione-15-indagati-tra-amministratori-funzionari-e-privati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Oct 2025 10:00:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nella mattinata odierna, i militari della Compagnia Carabinieri di Petilia Policastro &#8211; Stazione Carabinieri di Cotronei, hanno proceduto – su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone diretta dal Procuratore Domenico Guarascio – alla notifica degli avvisi nei confronti di quindici persone, tra amministratori pubblici, funzionari comunali e soggetti privati, indagati, a [&#8230;]</p>
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<p>Nella mattinata odierna, i militari della Compagnia Carabinieri di Petilia Policastro &#8211; Stazione Carabinieri di Cotronei, hanno proceduto – su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone diretta dal Procuratore Domenico Guarascio – alla notifica degli avvisi nei confronti di quindici persone, tra amministratori pubblici, funzionari comunali e soggetti privati, indagati, a vario titolo, per una pluralità di delitti contro la pubblica amministrazione, tra cui falso ideologico e materiale in atto pubblico, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, corruzione elettorale, concussione, estorsione e tentata induzione indebita a dare o promettere utilità. L’attività trae origine da una complessa e articolata indagine condotta dai Carabinieri della Compagnia di Petilia Policastro e diretta dalla Procura della Repubblica di Crotone, che ha consentito di individuare diversi punti oscuri nel sistema di gestione della cosa pubblica nel Comune di Cotronei.  Le indagini, sviluppate nell’arco di oltre tre anni, hanno permesso di disvelare una serie di condotte amministrative di verosimile natura illecita nonché di pressioni esterne, caratterizzata da falsificazioni documentali, irregolarità negli appalti pubblici e gravi interferenze di soggetti privati, alcuni dei quali autori di condotte estorsive ai danni di funzionari, amministratori e privati imprenditori locali nell’intento di condizionare le scelte politico-amministrative e ottenere indebiti vantaggi economici.</p>
<p>Tra i principali filoni investigativi, di particolare rilievo risulta quello relativo alla realizzazione del progetto “Borgo della Musica Rock – Steven Tyler”, ambizioso intervento culturale e turistico finanziato per 1.300.000.00 euro di fondi regionali, finalizzato alla creazione di un Museo del Rock dedicato al celebre leader della band degli “Aerosmith”.<br />
Il progetto, frutto di un’intesa originaria tra l’amministrazione comunale e la stessa rockstar Steven Tyler, frontman e leader del gruppo rock di fama mondiale – la cui famiglia ha origini proprio nel centro della provincia crotonese &#8211; era stato concepito per trasformare Cotronei in un polo di attrazione culturale e musicale di respiro internazionale. L’artista americano, fortemente legato all’iniziativa, si era personalmente impegnato a partecipare all’inaugurazione del museo con un concerto gratuito insieme alla figlia, l’attrice Liv Tyler, in segno di amicizia e di riconoscenza verso il territorio.  Le gravi irregolarità amministrative e tecniche riscontrate, consistenti in falsi atti pubblici, mancate autorizzazioni paesaggistiche, omissioni di pareri e illegittime procedure di esproprio, hanno determinato la mancata realizzazione dell’opera.</p>
<p>L’attività investigativa ha inoltre consentito di far emergere episodi di frode nella gestione degli appalti pubblici, corruzione elettorale e pressioni indebite nei confronti di amministratori e funzionari, evidenziando una mala gestio diffusa e sistematica nella gestione delle risorse pubbliche.<br />
Grazie a un’attività investigativa meticolosa, condotta attraverso analisi documentali, accertamenti tecnici, audizioni testimoniali e riscontri contabili, è stato possibile ricostruire l’intera filiera decisionale degli atti pubblici, tracciando i flussi di decisione e di influenza che, nella ipotesi investigativa, hanno compromesso il corretto andamento dell’azione amministrativa. La notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari costituisce un atto a garanzia degli indagati, i quali avranno ora facoltà di prendere visione degli atti e di esercitare i diritti di difesa previsti dalla legge, restando ferma la presunzione di innocenza dei medesimi.</p>
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		<item>
		<title>Estorsioni con Iva su appalti: 6 arresti in Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/estorsioni-con-iva-su-appalti-6-arresti-in-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jan 2025 08:59:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[appalti]]></category>
		<category><![CDATA[Cosca “Forastefano-Abbruzzese”]]></category>
		<category><![CDATA[estorsione]]></category>
		<category><![CDATA[Iva]]></category>
		<category><![CDATA[terzo megalotto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sovrafatturazioni a ditte compiacenti con la cosca per pagare le estorsioni del 3% sul valore dell&#8217;appalto. Era il sistema adottato nell&#8217;alto tirreno cosentino dalla cosca Abbruzzese Forastefano per cercare di eludere i controlli delle forze dell&#8217;ordine sui lavori del &#8220;Terzo Megalotto&#8221; della statale 106, il più grande appalto in Calabria con un valore totale di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sovrafatturazioni a ditte compiacenti con la <strong>cosca</strong> per pagare le <strong>estorsioni del 3%</strong> sul valore dell&#8217;appalto.</p>
<p>Era il sistema adottato nell&#8217;alto tirreno cosentino dalla<strong> cosca Abbruzzese Forastefano</strong> per cercare di eludere i controlli delle forze dell&#8217;ordine sui lavori del <strong>&#8220;Terzo Megalotto&#8221; della statale 106</strong>, il più grande <strong>appalto in Calabria</strong> con un valore totale di 1,3 miliardi.</p>
<p>A portare alla luce il sistema sono stati gli investigatori del Centro operativo<strong> Dia di Catanzaro</strong>, coordinati dalla <strong>Dda</strong>, che stamani hanno arrestato sei persone per per estorsione aggravata dal metodo e dalla finalità mafiose e istigazione alla corruzione.<br />
<em>Fonte Ansa</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Modifiche Codice Appalti, Cgil Calabria accusa: Meno tutele e diritti per i lavoratori</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/modifiche-codice-appalti-cgil-calabria-accusa-meno-tutele-e-diritti-per-i-lavoratori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Dec 2024 16:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[appalti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Le proposte avanzate dal Governo per modificare il codice degli appalti e che sono in discussione in questi giorni in Parlamento, ridurranno trasparenza e legalità ma, soprattutto, tutele e diritti di migliaia e migliaia di lavoratori in tutto il Paese, anche nel nostro territorio, nei tanti cantieri, scuole, uffici, ospedali della nostra regione”. A scriverlo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Le proposte avanzate dal Governo per modificare il codice degli appalti e che sono in discussione in questi giorni in Parlamento, ridurranno trasparenza e legalità ma, soprattutto, tutele e diritti di migliaia e migliaia di lavoratori in tutto il Paese, anche nel nostro territorio, nei tanti cantieri, scuole, uffici, ospedali della nostra regione”. A scriverlo in una nota è – anche – la Cgil Calabria. Una nota che ricalca gli stessi concetti in queste ore è stata pubblicata da molte strutture regionali del sindacato, preoccupato dalle proposte di modifica avanzate dal governo al decreto legislativo 36/2023 più noto come Codice degli Appalti pubblici e che in queste settimane sta passando al vaglio delle commissioni parlamentari, della Conferenza Stato-Regioni e del Consiglio di Stato.</p>
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<p></ins></div>
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<p></ins></div>
</div>
<p>“Tutto questo non solo colpirà i diritti e le condizioni di vita dei lavoratori e lavoratrici ma <strong>produrrà ancora più incertezze normative</strong>, rendendo più difficile da parte delle pubbliche amministrazioni, dei Sindaci, dei Direttori delle Aziende locali, ecc. gestire l’affidamento di servizi o appalti di opere. Aumenteranno contenziosi legali e vertenze in modo significativo. Per tutte queste ragioni chiede a tutte le forze politiche, a tutte le associazioni datoriali, alle istituzioni locali, ai deputati e senatori eletti nei nostri territori, di far sentire la propria voce, affinché il Governo ritiri le proposte di modifica&#8221;</p>
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		<title>VIDEO-Lotta alle infiltrazioni mafiose negli appalti e in sanità: intesa tra ministro Piantedosi e Occhiuto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Apr 2024 12:17:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il ministro dell&#8217;Interno, Matteo Piantedosi, e il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, hanno sottoscritto oggi a Roma, presso il Viminale, due importanti Protocolli in tema di legalità. Le due intese mirano in particolare alla prevenzione e alla repressione dei tentativi di infiltrazione mafiosa nel settore degli appalti e nelle concessioni di lavori, servizi e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-247884-4" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/04/Roma-Piantedosi-Occhiuto-calabrianews.it_.mp4?_=4" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/04/Roma-Piantedosi-Occhiuto-calabrianews.it_.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/04/Roma-Piantedosi-Occhiuto-calabrianews.it_.mp4</a></video></div>
<p>Il ministro dell&#8217;Interno, Matteo Piantedosi, e il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, hanno sottoscritto oggi a Roma, presso il Viminale, due importanti Protocolli in tema di legalità. Le due intese mirano in particolare alla prevenzione e alla repressione dei tentativi di infiltrazione mafiosa nel settore degli appalti e nelle concessioni di lavori, servizi e forniture pubblici, mediante l&#8217;acquisizione di dati e successiva elaborazione, finalizzata a migliorare l&#8217;individuazione di criticità sugli operatori economici interessati all&#8217;aggiudicazione. Il primo Protocollo d&#8217;intesa ha ad oggetto la condivisione, tramite la piattaforma tecnologica regionale &#8220;Giga Calabria&#8221;, dei dati e delle informazioni relativi agli appalti a valere sulle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza, nonché su quelle provenienti dagli altri programmi comunitari e nazionali da parte delle stazioni appaltanti. Il secondo Protocollo ha ad oggetto, invece, la condivisione dei dati relativi agli investimenti pubblici in ambito sanitario, sempre tramite la piattaforma tecnologica regionale &#8220;Giga Calabria&#8221;. L&#8217;esigenza manifestata dalla Regione Calabria è quella di proseguire nel contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata, nell&#8217;ambito di una costante attività per la tutela dell&#8217;economia legale e per la preclusione degli spazi di agibilità in favore delle organizzazioni criminali. La piattaforma informatica oggetto dei Protocolli d&#8217;intesa rappresenta uno strumento di grande potenzialità per rendere più efficace anche l&#8217;attività dei Gruppi interforze (GIA) nelle Prefetture, nell&#8217;ambito delle prerogative di propria competenza, contro i tentativi di infiltrazione criminale e mafiosa nel settore degli affidamenti pubblici di contratti di appalto.</p>
<p>Nell&#8217;occasione, il ministro Piantedosi ha tenuto a sottolineare &#8220;la proficua collaborazione con la Calabria e a confermare la disponibilità del Viminale sempre a fianco della Regione per ogni iniziativa di reciproco interesse a tutela della legalità&#8221;.<br />
&#8220;Prevenire le aggressioni criminali &#8211; ha dichiarato il titolare del Viminale &#8211; significa assicurare al territorio una reale crescita economica, offrendo nuove opportunità di sviluppo sociale. Accordi come questi &#8211; ha infine aggiunto il ministro Piantedosi- intendono fornire agli organi di prevenzione e investigativi strumenti utili a lavorare fianco a fianco contro chi tenta di appropriarsi illecitamente di risorse destinate alla comunità&#8221;.</p>
<p>&#8220;Bisogna tenere la barra dritta &#8211; ha dichiarato il presidente Occhiuto &#8211; rispetto alle infiltrazioni dei poteri criminali. Sono felice che il ministro Piantedosi abbia firmato questi Protocolli con la Regione Calabria per dare modo alle forze di polizia di utilizzare tutte le banche dati delle aziende ospedaliere e sanitarie regionali, al fine di controllare gli appalti e le aggiudicazioni. Abbiamo recentemente acquisito un software che dà la possibilità alla Direzione Investigativa Antimafia di potenziare i controlli e di renderli più semplici. È la dimostrazione che un&#8217;altra Calabria è possibile, siamo una Regione nella quale le istituzioni lavorano insieme per contrastare l&#8217;illegalità ma anche per rendere più efficiente la pubblica amministrazione.<br />
Sono molto felice di questo, così come sono contento che la Calabria da due anni a questa parte si stia anche segnalando per buone pratiche amministrative. Questa Regione da tutti ritenuta per tanti anni ingovernabile invece dimostra di poter essere governata&#8221;, ha concluso il governatore Occhiuto.</p>
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		<title>VIDEO-Infiltrazioni delle &#8216;ndrine Nirta e Pelle negli appalti torinesi: 9 persone arrestate</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-infiltrazioni-delle-ndrine-nirta-e-pelle-negli-appalti-torinesi-9-persone-arrestate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Apr 2024 11:38:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle scorse ore, i carabinieri del ROS e del Comando Provinciale di Torino hanno arrestato 9 persone per i reati di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, riciclaggio, estorsione, ricettazione e detenzione illegale di armi. Tre sono finite in carcere, altre sei ai domiciliari. Si tratta di una cellula della &#8216;ndrangheta che operava con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-244212-5" width="696" height="394" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/04/Aresti-Piemonte-ndrine-calabrianews.it_.mp4?_=5" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/04/Aresti-Piemonte-ndrine-calabrianews.it_.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2024/04/Aresti-Piemonte-ndrine-calabrianews.it_.mp4</a></video></div>
<p>Nelle scorse ore, i carabinieri del ROS e del Comando Provinciale di Torino hanno arrestato 9 persone per i reati di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, riciclaggio, estorsione, ricettazione e detenzione illegale di armi. Tre sono finite in carcere, altre sei ai domiciliari. Si tratta di una cellula della &#8216;ndrangheta che operava con infiltrazioni negli appalti del Torinese.</p>
<p>Le indagini, condotte tra il 2014 e il 2021, si sono concentrate su un’articolazione territoriale della ‘ndrangheta operante in Brandizzo, Torino e provincia, emanazione delle ‘ndrine Nirta e Pelle originarie di San Luca, documentando come il sodalizio, caratterizzato dalla tipica struttura mafiosa, abbia operato con sistematico ricorso all’intimidazione nei rapporti con i concorrenti e offerta di protezione a vittime di atti estorsivi, infiltrandosi nell’economia legale di questo territorio attraverso aziende di edilizia e trasporti, riconducibili al gruppo criminale, che hanno ricevuto, almeno a partire dall’anno 2014, commesse da appaltatori operanti nel settore autostradale e nella realizzazione delle grandi opere per svolgere lavori di manutenzione del manto autostradale e movimento terra nella provincia di Torino.</p>
<p>Due soggetti, individuati quali vertice del sodalizio mafioso e direttamente coinvolti nei lavori sopra indicati, sono stati raggiunti dalla misura cautelare della detenzione in carcere, al pari di un terzo soggetto partecipe della stessa articolazione territoriale, mentre un quarto soggetto, figura di vertice di una società controllata da una concessionaria del servizio autostradale, garantiva alle imprese riconducibili all’associazione risorse economiche ed appalti, è stato raggiunto dalla misura cautelare degli arresti domiciliari. Ulteriori cinque misure cautelari domiciliari sono state emesse per reati di estorsione, ricettazione e detenzione illegale di armi. Il giudice ha inoltre disposto, nei confronti di altri sette indagati, il sequestro preventivo di somme di denaro oggetto di riciclaggio, provento di un traffico illecito di rifiuti.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Corruzione negli appalti: indagini anche su quello del complesso scolastico “B. Chimirri” di Catanzaro</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/corruzione-negli-appalti-indagini-anche-su-quello-del-complesso-scolastico-b-chimirri-di-catanzaro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jan 2024 12:15:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[“B. Chimirri”]]></category>
		<category><![CDATA[appalti]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Oddati]]></category>
		<category><![CDATA[romeo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalle attività investigative della Squadra Mobile di Napoli e della Guardia di Finanza di Napoli che oggi hanno portato all’esecuzione di 11 misure cautelari nei confronti di politici, amministratori locali e imprenditori – sarebbe emerso che, per aggiudicarsi, nel Rione Terra di Pozzuoli, la gestione di un grande complesso turistico-alberghiero, l’imprenditore di Pozzuoli, Salvatore Musella [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dalle attività investigative della Squadra Mobile di Napoli e della Guardia di Finanza di Napoli che oggi hanno portato all’esecuzione di 11 misure cautelari nei confronti di politici, amministratori locali e imprenditori – sarebbe emerso che, per aggiudicarsi, nel Rione Terra di Pozzuoli, la gestione di un grande complesso turistico-alberghiero, l’imprenditore di Pozzuoli, Salvatore Musella avrebbe corrisposto denaro e altre utilità, con cadenza periodica, <strong>Nicola Oddati</strong>, all’epoca dei fatti componente della Direzione Nazionale del Partito Democratico e attualmente dirigente della Regione Campania. Grazie alla intermediazione di Oddati e al contatto privilegiato di Musella con il sindaco protempore di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia sarebbe quindi stata manipolata l’aggiudicazione della concessione del Rione Terra anticipando a Musella i requisiti di partecipazione alla gara.</p>
<p>Non solo: secondo gli investigatori della Squadra Mobile e della Guardia di Finanza, sarebbe stata anche predisposta l’individuazione dei partner dell’imprenditore puteolano, la designazione dei componenti della commissione di valutazione delle proposte. Tutto però è stato sventato dalle dall’inchiesta che oggi ha portato il gip di Napoli a emettere undici misure cautelari. Sempre secondo gli inquirenti Musella sarebbe stato aiutato dai suoi stretti collaboratori Salvatore Della Corte, Gianluca Flaminio e Antonio Carrabba), da un dipendente del Comune di Pozzuoli (Angelo Tortora), da Giorgio Palmucci presidente protempore di Enit, componente della Commissione valutatrice delle offerte per l’aggiudicazione della concessione, oltre che da Giovanni Bastianelli, all’epoca direttore esecutivo dell’Enit.</p>
<p>Musella avrebbe anche beneficiato dell’intermediazione illecita di Oddati anche con Luciano Santoro (ex consigliere provinciale di Taranto) e con <strong>Sebastiano Romeo</strong> (ex segretario provinciale del PD di Reggio Calabria) nell’ambito di appalti per la ristrutturazione, rispettivamente, di “Palazzo Carducci” a Taranto e <strong>del complesso scolastico “B. Chimirri” di Catanzaro</strong>.</p>
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		<item>
		<title>Appalti al Ministero dell&#8217;istruzione, condannata a 2 anni e 2 mesi per Giovanna Boda</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/appalti-al-ministero-dellistruzione-condannata-a-2-anni-e-2-mesi-per-giovanna-boda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jan 2024 15:52:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[appalti]]></category>
		<category><![CDATA[Condanna]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanna Boda]]></category>
		<category><![CDATA[Miur]]></category>
		<category><![CDATA[Usr Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giovanna Boda, 49 anni, ex capo dipartimento del ministero dell&#8217;Istruzione, è stata condannata a 2 anni e 2 mesi con rito abbreviato nell&#8217;ambito del procedimento relativo ai presunti illeciti negli appalti Miur. Si tratta della pena richiesta dal pm Carlo Villani della procura di Roma. I reati contestati sono corruzione per un atto contrario ai [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Giovanna Boda, 49 anni, ex capo dipartimento del ministero dell&#8217;Istruzione, è stata condannata a 2 anni e 2 mesi con rito abbreviato nell&#8217;ambito del procedimento relativo ai presunti illeciti negli appalti Miur. Si tratta della pena richiesta dal pm Carlo Villani della procura di Roma. I reati contestati sono corruzione per un atto contrario ai doveri d&#8217;ufficio e rivelazione dei segreti d&#8217;ufficio. L&#8217;accusa, nella requisitoria, ha segnalato la &#8216;collaborazione&#8217; fornita da Boda nelle indagini e il suo &#8216;pentimento&#8217;.</p>
<p>Nell&#8217;ambito dello stesso procedimento sono state pronunciate tre sentenze di assoluzione &#8211; due &#8220;perchè il fatto non sussiste&#8221; e una &#8220;per non aver commesso il fatto&#8221; &#8211; e un&#8217;altra sentenza di condanna a 3 anni e 4 mesi. Lo scorso 30 maggio il gup di Roma aveva rinviato a giudizio l&#8217;imprenditore altre 9 persone che avevano scelto, invece, il rito ordinario. Il processo è iniziato lo scorso 27 settembre davanti all&#8217;ottava sezione penale del tribunale della capitale. All&#8217;udienza preliminare dello scorso maggio il giudice aveva ammesso come parti civili il Miur e la Presidenza del Consiglio dei ministri. </p>
<p>Boda per un breve periodo nel 2021 era stata anche co-reggente dell&#8217;Ufficio scolastico regionale per la Calabria. Nel mese di aprile 2021, in concomitanza con la diffusione della notizia sull&#8217;indagine nei suoi confronti, Boda si era lanciata dal secondo piano di un palazzo in piazza della Libertà a Roma venendo ricoverata in gravi condizioni al Policlinico Gemelli.</p>
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