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	<title>Antonio Lo Schiavo Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 28 Jul 2025 16:57:46 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Antonio Lo Schiavo (SI) chiede la chiusura del Canalone B dell’area industriale dell’ex-Sir a Lamezia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jul 2025 11:00:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il presidente del Gruppo misto del Consiglio regionale, Antonio Lo Schiavo (Sinistra Italiana), ha presentato un’interrogazione a risposta scritta, rivolta al presidente della Giunta regionale Roberto Occhiuto e all’assessore all’Ambiente Maria Stefania Caracciolo, per sollecitare interventi urgenti a tutela del Golfo di Sant’Eufemia, nuovamente interessato da gravi fenomeni di inquinamento marino, e per chiedere la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente del Gruppo misto del Consiglio regionale, Antonio Lo Schiavo (Sinistra Italiana), ha presentato un’interrogazione a risposta scritta, rivolta al presidente della Giunta regionale Roberto Occhiuto e all’assessore all’Ambiente Maria Stefania Caracciolo, per sollecitare interventi urgenti a tutela del Golfo di Sant’Eufemia, nuovamente interessato da gravi fenomeni di inquinamento marino, e per chiedere la chiusura del Canalone B sito nell’area industriale dell’Ex-Sir nel territorio di Lamezia Terme.<br />
«La situazione – spiega Lo Schiavo – configura una vera e propria emergenza ambientale, ed è caratterizzata da una colorazione anomala delle acque dovuta a un’intensa eutrofizzazione provocata da un eccessivo carico di nutrienti e sostanze organiche. Un fenomeno che compromette la balneabilità, danneggia l’immagine turistica del territorio e mette in ginocchio l’economia costiera proprio nel pieno della stagione estiva. Secondo le segnalazioni raccolte e le verifiche ambientali già effettuate, la principale fonte dell’inquinamento sarebbe il cosiddetto Canalone B dell’area industriale ex-Sir di Lamezia Terme, che scaricherebbe in mare reflui provenienti da attività industriali, agricole e urbane, aggravando una condizione ambientale già fortemente compromessa. Pertanto &#8211; afferma ancora il consigliere regionale &#8211; occorre intervenire immediatamente con misure di contenimento, come la chiusura tecnica o la deviazione temporanea e controllata del Canalone B, al fine di interrompere il flusso inquinante verso il mare, utilizzando barriere mobili o sbarramenti idraulici per come già sperimentati in altri contesti».</p>
<p>Nell’interrogazione, Lo Schiavo chiede inoltre: «di accertare le responsabilità specifiche dei soggetti coinvolti nella gestione degli scarichi; di valutare il coinvolgimento della Protezione civile regionale per interventi emergenziali; di attivare un tavolo tecnico urgente con Arpacal, Capitaneria di Porto, Comuni costieri e operatori economici; di procedere con l’affidamento diretto o in urgenza dei lavori di contenimento a enti o aziende dotati di mezzi e competenze adeguate; di pubblicare un cronoprogramma dettagliato degli interventi strutturali necessari per la bonifica e il disinquinamento dell’area». </p>
<p>Infine, Lo Schiavo propone di avviare «progetti sperimentali in collaborazione con le università calabresi per favorire l’ossigenazione e la miscelazione delle acque costiere, contrastando così gli effetti dell’eutrofizzazione in attesa della realizzazione degli interventi definitivi. Il Golfo di Sant’Eufemia – conclude – è un patrimonio ambientale, economico e turistico che va difeso con determinazione e non possiamo più permettere ulteriori ritardi».</p>
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		<title>Cantiere nuovo ospedale di Vibo Valentia ancora fermo, Antonio Lo Schiavo interroga Occhiuto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2023 11:11:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«Sono passati esattamente quattro mesi dalla cerimonia (l&#8217;ennesima negli ultimi 20 anni) di consegna dei lavori del nuovo ospedale di Vibo Valentia. In quella circostanza, oltre alle foto, alle parole e alle benedizioni di rito, era stato solennemente scandito il cronoprogramma che avrebbe dovuto portare all&#8217;avvio delle opere propedeutiche alla realizzazione della struttura e al completamento dell&#8217;ospedale stesso: 30 giorni per l&#8217;installazione di un sistema di monitoraggio pluviometrico; 330 giorni per la realizzazione delle opere complementari; 1.116 giorni per completare l&#8217;opera nel suo insieme». È quanto dichiara il consigliere regionale Antonio Lo Schiavo, presidente del Gruppo misto – Liberamente progressisti, rendendo nota l&#8217;interrogazione a risposta scritta inoltrata oggi al presidente della Giunta regionale Roberto Occhiuto in relazione al mancato avvio dei lavori per la realizzazione del nuovo ospedale di Vibo Valentia.</p>
<p>«Lo stesso presidente Occhiuto – prosegue Lo Schiavo &#8211; ha confermato in più circostanze, e anche nell&#8217;aula del Consiglio regionale rispondendo ad una mia precisa sollecitazione, che il nuovo ospedale sarà pienamente operativo entro tre anni, quindi nel 2026. Ecco, a distanza di quattro mesi da quel 17 maggio, è evidente che il cronoprogramma annunciato è destinato ad essere procrastinato ancora ed è concreto il rischio che quegli intenti restino nel novero, trito e ritrito, degli annunci che si susseguono da quasi 20 anni. Per conoscere le ragioni per le quali ancora il cantiere rimane inesorabilmente fermo, ho inoltrato al presidente della Giunta regionale Roberto Occhiuto, anche nella sua qualità di commissario alla sanità, un&#8217;interrogazione a risposta scritta che mi auguro serva a fare chiarezza sullo stato dei lavori e soprattutto sia utile ad offrire ai cittadini calabresi, e vibonesi in particolare, un quadro trasparente e obiettivo delle ragioni dell&#8217;ennesimo ritardo. </p>
<p>Pertanto ho chiesto di sapere: se sarà correttamente rispettato il cronoprogramma delle opere complementari afferenti al nuovo ospedale di Vibo Valentia; se il monitoraggio pluviometrico e idrometrico dell&#8217;area, preliminare alla realizzazione delle opere di sistemazione idraulica, è stato effettuato; se è stato dato effettivo seguito all&#8217;accordo intercorso tra Rfi e Provincia di Vibo Valentia in merito alle opere di sistemazione idraulica e all&#8217;attraversamento ferroviario di Vibo Marina e se lo stesso accordo ha subito variazioni di carattere tecnico ed economico; quali interventi immediati s&#8217;intendano mettere in atto qualora il cronoprogramma risulti non rispettato; quali fondi sono stati individuati a copertura dell&#8217;aumento del costo dei materiali rispetto alla dotazione finanziaria iniziale di 190 milioni di euro. Serve, a mio avviso, un'&#8221;operazione verità&#8221; e di trasparenza che dica come stanno le cose e aiuti i cittadini a scrollarsi di dosso quella sensazione di continua presa in giro che ormai li accompagna da quattro lustri. Sui temi della salute non si scherza e non sono più ammesse pantomime, incertezze e dilazioni all&#8217;infinito. La Regione dica quali sono i motivi del ritardo, spieghi se mai vedremo l&#8217;opera completata o che cosa dobbiamo ragionevolmente attenderci rispetto ad una questione di così fondamentale importanza»- conclude Lo Schiavo.</p>
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		<title>Divieto di balneazione a Pizzo, Lo Schiavo: problema del mare sporco non si risolve con gli slogan</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jun 2023 10:59:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Sembra di assistere al classico film già visto. Dopo i proclami, le rassicurazioni, i blitz e le ricognizioni via mare, il problema è sempre lì: puntuale come ogni anno e sotto gli occhi di tutti. La campagna social-mediatica contro la mala-depurazione e per il mare pulito, condotta dal presidente Occhiuto, s&#8217;infrange davanti alle evidenze che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«Sembra di assistere al classico film già visto. Dopo i proclami, le rassicurazioni, i blitz e le ricognizioni via mare, il problema è sempre lì: puntuale come ogni anno e sotto gli occhi di tutti. La campagna social-mediatica contro la mala-depurazione e per il mare pulito, condotta dal presidente Occhiuto, s&#8217;infrange davanti alle evidenze che arrivano da Pizzo». È quanto afferma il consigliere regionale Antonio Lo Schiavo, presidente del Gruppo misto – Liberamente progressisti, in relazione al fenomeno di inquinamento marino da batteri coliformi che si è registrato a Pizzo Calabro e che ha reso necessaria l&#8217;emanazione di un&#8217;ordinanza di divieto di balneazione.</p>
<p>«Proprio lì &#8211; prosegue Lo Schiavo -, nella stessa località da dove il governatore avviava lo scorso anno la sua crociata ambientale ispezionando personalmente l&#8217;impianto di depurazione e monitorando la costa sui natanti dell&#8217;Arpacal. Ed ecco comparire di nuovo chiazze nauseabonde in mare e spuntare nuovi divieti di balneazione in alcuni tratti di spiaggia. Insomma, siamo alle solite. E ancora una volta, nel momento in cui si dovrebbero offrire le migliori condizioni ambientali del nostro mare, ci si trova terribilmente impreparati e in estrema difficoltà. Qualche sforzo è stato anche fatto, va detto. I buoni propositi non sono certo mancati ma è evidente come le azioni intraprese, a conti fatti, si siano dimostrate del tutto inefficaci. Quanto dovremo ancora aspettare affinché gli impegni e gli slogan si traducano in fatti? Sarà in grado la Regione Calabria di raggiungere finalmente un livello che assicuri standard accettabili nella qualità delle acque di balneazione lungo i suoi oltre settecento chilometri di coste? Da qui sarebbe indispensabile partire anche per garantire una piena coerenza tra ciò che raccontano le campagne promozionali che la Regione finanzia a suon di milioni e quello che realmente offriamo ai tanti visitatori e turisti che scelgono la nostra terra, ma anche ai nostri conterranei che hanno lo stesso diritto di godere di un mare pulito».</p>
<p>«Infine, un&#8217;ultima considerazione: con l&#8217;uscita di scena dell&#8217;assessore regionale all&#8217;Ambiente, e con tale delega tornata nelle mani del presidente Occhiuto, c&#8217;è poco da stare sereni. Non per mancanza di fiducia nelle sue competenze ma semplicemente perché una tale concentrazione di compiti e di fascicoli aperti sulla sua scrivania rischierebbe di sovraccaricare e mettere in seria difficoltà anche il più infaticabile degli amministratori pubblici».     </p>
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		<title>La Consulta boccia il Piano casa, il consigliere regionale Antonio Lo Schiavo: &#8220;La Regione Calabria faccia chiarezza&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Nov 2021 14:30:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Antonio Lo Schiavo]]></category>
		<category><![CDATA[consulta]]></category>
		<category><![CDATA[Piano Casa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Lo stop della Consulta alle norme straordinarie del Piano casa, varate nel 2020 dalla Regione Calabria, perché le stesse violano la Costituzione, non è una buona notizia per un settore trainante dell&#8217;economia regionale che, anche grazie ai provvedimenti che incentivano le ristrutturazioni e l&#8217;efficientamento energetico, sta registrando significativi segnali di ripresa». Lo afferma, in un [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Lo stop della Consulta alle norme straordinarie del Piano casa, varate nel 2020 dalla Regione Calabria, perché le stesse violano la Costituzione, non è una buona notizia per un settore trainante dell&#8217;economia regionale che, anche grazie ai provvedimenti che incentivano le ristrutturazioni e l&#8217;efficientamento energetico, sta registrando significativi segnali di ripresa». Lo afferma, in un comunicato stampa, il consigliere regionale Antonio Lo Schiavo, componente del gruppo consiliare &#8220;de Magistris presidente&#8221;, commentano il recente pronunciamento della Corte costituzionale che ha dichiarato incostituzionale la legge regionale sul Piano casa.</p>
<p>«Alla base della bocciatura della Consulta &#8211; continua Lo Schiavo &#8211; c&#8217;è la violazione dell&#8217;impegno assunto dalla Regione sulla condivisione del &#8220;governo delle trasformazioni del proprio territorio e del paesaggio&#8221; e, quindi, del principio di leale collaborazione cui si informano le norme del Codice dei beni culturali e del paesaggio, che determina, come scrive la Corte, &#8220;una lesione della sfera di competenza statale in materia di tutela dell&#8217;ambiente, dell&#8217;ecosistema e dei beni culturali&#8221;. Nel consentire gli interventi edilizi in deroga alla pianificazione urbanistica per un tempo indefinito, come aveva stabilito la Regione, si finisce &#8220;per danneggiare il territorio in tutte le sue connesse componenti e, primariamente, nel suo aspetto paesaggistico e ambientale, in violazione dell&#8217;art. 9 della Costituzione&#8221;. Questa pronuncia deve costituire un monito, per questa consiliatura, sulla necessità di innalzare la qualità della tecnica legislativa e stimolare una riflessione su come, riguardo a provvedimenti di così rilevante importanza, la Regione debba agire sempre con la massima responsabilità contemperando tutti gli interessi costituzionalmente garantiti. Questo stop sia da ammonimento, dunque, affinché si eviti in futuro di incorrere in simili provvedimenti».</p>
<p>Prosegue Lo Schiavo: «Al di là di questo pur importante aspetto, l&#8217;attuale decisione della Corte Costituzionale ha inoltre l&#8217;effetto di gettare nell&#8217;incertezza centinaia di professionisti calabresi che adesso dovranno gestire le conseguenze di questa bocciatura soprattutto per ciò che riguarda le opere già portate a compimento. Anche se il provvedimento non dovrebbe effetti retroattivi, è però utile e opportuno che la Regione Calabria faccia chiarezza con una nota esplicativa che possa diradare tutti i dubbi sulle eventuali conseguenze che potrebbero subire i professionisti calabresi che, pur agendo nel rispetto della legge regionale, oggi la vedono bocciata dalla Consulta. Occorre dare loro una risposta rapida e senza tentennamenti anche per non determinare situazioni di stallo che finirebbero solo per avere effetti dannosi per l&#8217;economia. Da parte mia sarà massima la disponibilità a farmi portavoce delle istanze dei professionisti del settore, nella convinzione che il loro lavoro debba essere tutelato e che l&#8217;edilizia possa rappresentare una delle voci più virtuose e in crescita dell&#8217;economia regionale».</p>
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		<title>Regionali, de Magistris annuncia la candidatura di Antonio Lo Schiavo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/regionali-de-magistris-annuncia-la-candidatura-di-antonio-lo-schiavo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Mar 2021 10:25:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Lo Schiavo]]></category>
		<category><![CDATA[De Magistris]]></category>
		<category><![CDATA[regionali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Sono felice di comunicare la candidatura al Consiglio regionale nella mia lista, nel collegio centro, del dottor Antonio Lo Schiavo, notaio in Vibo Valentia e Lamezia Terme&#8221;. Lo afferma Luigi de Magistris candidato Presidente della Regione Calabria &#8220;Antonio &#8211; precisa -è nato a Tropea nel 1977, vive a Vibo Valentia, città nella quale si è [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Sono felice di comunicare la candidatura al Consiglio regionale nella mia lista, nel collegio centro, del dottor Antonio Lo Schiavo, notaio in Vibo Valentia e Lamezia Terme&#8221;. Lo afferma Luigi de Magistris candidato Presidente della Regione Calabria<br />
&#8220;Antonio &#8211; precisa -è nato a Tropea nel 1977, vive a Vibo Valentia, città nella quale si è anche candidato a sindaco per il centrosinistra. Diplomatosi e laureatosi con il massimo dei voti, anche professore universitario a contratto, è un giurista di valore e un professionista molto stimato. Appassionato di politica, ha fondato il movimento politico &#8216;Progressisti per Vibo&#8217;. Da anni impegnato per il rinnovamento del centrosinistra, è stato sin da subito osteggiato dagli apparati partitocratici. Ho conosciuto Antonio da alcune settimane e ho percepito la passione per la politica e l&#8217;amore per la sua terra&#8221;.<br />
&#8220;Con Antonio- prosegue de Magistris &#8211; ci sono anche tante compagne e tanti compagni che condividono la costruzione di un laboratorio &#8216;Calabria&#8217; che possa recuperare le tante esperienze positive basate su una visione etica e di servizio della politica che, in questi anni, sono state mortificate e in alcuni casi aspramente combattute da chi ha impedito l&#8217;affermazione di ogni alternativa. Stiamo costruendo un progetto politico fatto di persone credibili che con onestà, competenza, autonomia, libertà e coraggio andranno a governare la Regione tra qualche mese. Insieme abbiamo deciso di costruire un progetto politico forte e duraturo per la realizzazione di un&#8217;alternativa che sia anche etica, sociale e culturale.&#8221;- conclude de Magistris.</p>
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