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	<title>Antonio De Pace Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 20 May 2025 18:33:10 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Femminicidio Lorena Quaranta, Cassazione conferma ergastolo per il calabrese Antonio De Pace</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 May 2025 18:29:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Diventa definitiva la condanna all’ergastolo per Antonio De Pace, l’infermiere che il 31 marzo 2020, nel pieno della pandemia Covid, uccise la fidanzata Lorena Quaranta, strangolandola, a Furci Siculo, in provincia di Messina. I supremi giudici della quinta sezione penale hanno rigettato il ricorso della difesa contro la sentenza emessa lo scorso 28 novembre dai [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Diventa definitiva la condanna all’ergastolo per Antonio De Pace, l’infermiere che il 31 marzo 2020, nel pieno della pandemia Covid, uccise la fidanzata Lorena Quaranta, strangolandola, a Furci Siculo, in provincia di Messina. I supremi giudici della quinta sezione penale hanno rigettato il ricorso della difesa contro la sentenza emessa lo scorso 28 novembre dai giudici di Reggio Calabria nel processo di Appello bis. </p>
<p>Un verdetto che era arrivato dopo che la Cassazione, lo scorso anno, aveva annullato con rinvio la prima sentenza di ergastolo limitatamente al mancato riconoscimento delle attenuanti generiche in relazione al fatto che il femminicidio avvenne nella prima fase della pandemia di Covid-19, che avrebbe potuto incidere sullo stato di stress dell&#8217;infermiere. Ipotesi valutata ma ritenuta inammissibile lo scorso novembre dai giudici di Reggio Calabria e ribadita oggi con la decisione dei supremi giudici che hanno confermato la condanna all’ergastolo per De Pace.</p>
<p><strong>Il papà di Lorena: &#8220;Finalmente si chiude questa tragica vicenda giudiziaria&#8221;</strong><br />
“Finalmente si chiude questa tragica vicenda giudiziaria”, ha detto all’Adnkronos il papà di Lorena Quaranta dopo la sentenza della Cassazione. “Siamo soddisfatti. Eravamo convinti che la sentenza di Reggio Calabria avrebbe retto”, ha aggiunto l’avvocato Giuseppe Barba, legale della famiglia. “Si conclude una vicenda giudiziaria travagliata che ci ha visti combattere nelle aule di giustizia per avere una giusta sentenza”, aggiunge all’Adnkronos l’avvocato Concetta La Torre, che assiste la famiglia Quaranta, sottolineando che si tratta di una “pena proporzionata a un delitto efferato, compiuto su una giovane donna da parte di chi avrebbe dovuto amarla e proteggerla. Siamo consapevoli che nessuna sentenza può ridare Lorena ai suoi familiari e a tutti quelli che l&#8217;hanno conosciuta e amata, ma una giusta sentenza certamente dà dignità al loro dolore. Per Lorena e per tutte quelle altre donne che attendono giustizia”, conclude.</p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="OCJO8Q4mEh"><p><a href="https://www.calabrianews.it/omicidio-di-lorena-quaranta-pg-cassazione-confermare-ergastolo-al-vibonese-antonio-de-pace/">Omicidio di Lorena Quaranta, Pg Cassazione: confermare ergastolo al Vibonese Antonio De Pace</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Omicidio di Lorena Quaranta, Pg Cassazione: confermare ergastolo al Vibonese Antonio De Pace&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/omicidio-di-lorena-quaranta-pg-cassazione-confermare-ergastolo-al-vibonese-antonio-de-pace/embed/#?secret=HWIcmmM1Hn#?secret=OCJO8Q4mEh" data-secret="OCJO8Q4mEh" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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		<title>Omicidio di Lorena Quaranta, Pg Cassazione: confermare ergastolo al Vibonese Antonio De Pace</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 May 2025 06:41:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio De Pace]]></category>
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		<category><![CDATA[ergastolo]]></category>
		<category><![CDATA[Lorena Quaranta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo &#8216;stress da Covid’ dell’imputato, sul quale la difesa ha insistito molto, non è sufficiente per concedere le attenuanti generiche e, quindi, uno sconto di pena. E&#8217; quanto ha sostenuto, nel processo bis davanti alla suprema corte il sostituto procuratore generale della Cassazione, Simonetta Ciccarelli, ha chiesto la conferma della condanna all’ergastolo per Antonio De [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo &#8216;stress da Covid’ dell’imputato, sul quale la difesa ha insistito molto, non è sufficiente per concedere le attenuanti generiche e, quindi, uno sconto di pena. E&#8217; quanto ha sostenuto, nel processo bis davanti alla suprema corte  il sostituto procuratore generale della Cassazione, Simonetta Ciccarelli, ha chiesto la conferma della condanna all’ergastolo per Antonio De Pace, l’infermiere della provincia di Vibo Valentia che il 31 marzo 2020 uccise la fidanzata, la studentessa 27enne di Favara (Agrigento), Lorena Quaranta, a Furci Siculo, nel Messinese. </p>
<p>L’omicidio della ragazza è avvenuto, in piena pandemia, nell’abitazione che la coppia condivideva per lavoro e studio dato che Lorena stava completando il corso di laurea in medicina. De Pace, secondo quanto ha accertato il processo, ha ucciso la fidanzata, strangolandola e colpendola al volto con una lampada, dopo una lite dai contorni mai chiariti e del tutto improvvisa dato che i due, come è stato ricostruito, avevano visto assieme nel letto un film su Netflix prima che avvenisse l’omicidio. La difesa aveva insistito a lungo sulla circostanza che l’imputato aveva manifestato un forte stress per il Covid tanto che, la sera prima, aveva pensato (in maniera velleitaria perchè gli spostamenti non erano consentiti) di rientrare nella casa dei genitori temendo di essere contagiato dato che la fidanzata pare accusasse dei sintomi influenzali.</p>
<p>La Cassazione, pur stabilendo la colpevolezza definitiva, aveva disposto un secondo giudizio in appello per motivare l’eventuale concessione delle attenuanti generiche legate a questi elementi. Tesi che è stata bocciata tanto che la sentenza di condanna al carcere a vita è stata confermata e la vicenda è approdata ancora davanti alla suprema corte che, in serata, emetterà la sentenza.</p>
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		<title>Confermato l&#8217;ergastolo per il vibonese Antonio De Pace che uccisa Lorena Quaranta a Furci Siculo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2024 15:18:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Corte d&#8217;assise d&#8217;appello di Reggio Calabria ha confermato la condanna all&#8217;ergastolo per l’infermiere calabrese Antonio De Pace, che il 31 marzo del 2020 a Furci Siculo, in provincia di Messina, in piena pandemia nazionale, uccise la sua fidanzata Lorena Quaranta, la laureanda in Medicina originaria di Favara in provincia di Agrigento che studiava all’Università [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Corte d&#8217;assise d&#8217;appello di Reggio Calabria ha confermato la condanna all&#8217;ergastolo per l’infermiere calabrese<strong> Antonio De Pace</strong>, che il 31 marzo del 2020 a Furci Siculo, in provincia di Messina, in piena pandemia nazionale, uccise la sua fidanzata <strong>Lorena Quaranta</strong>, la laureanda in Medicina originaria di Favara in provincia di Agrigento che studiava all’Università di Messina.</p>
<p>È questa la sentenza emessa dalla Corte, nonostante la Procura generale all&#8217;udienza scorsa avesse chiesto 24 anni di carcere per l&#8217;infermiere originario del Vibonese. Secondo i giudici quindi non ha influito minimamente e non era da concedere la cosiddetta attenuante dello &#8220;stress da Covid&#8221;, ipotizzata dalla Cassazione che aveva riaperto il processo dopo la prima sentenza d&#8217;appello.</p>
<p>Avevano chiesto la conferma dell’ergastolo gli avvocati di parte civile, mentre i difensori dell’imputato, gli avvocati Salvatore Staiano di Catanzaro e Bruno Ganino di Vibo Valentia, avevano chiesto la concessione delle attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti.</p>
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		<title>Omicidio di Lorena uccisa dal fidanzato calabrese, il papà: “Ma quale stress, mi aspetto giustizia”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Nov 2024 11:53:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Già da piccola era la colonna della casa e aveva il suo obiettivo che era la medicina. Mi affido alla Corte di Reggio Calabria, ai giudici popolari, alla presidente che è una donna, mi affido a loro per avere giustizia, per mia figlia e per tutte le donne“. A parlare è Vincenzo Quaranta, papà della ventisettenne Lorena [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Già da piccola era la colonna della casa e aveva il suo obiettivo che era la medicina. Mi affido alla Corte di Reggio Calabria, ai giudici popolari, alla presidente che è una donna, <strong>mi affido a loro per avere giustizia, per mia figlia e per tutte le donne</strong>“. A parlare è<strong> Vincenzo Quaranta</strong>, papà della ventisettenne Lorena brutalmente assassinata dal suo fidanzato Antonio De Pace, il 21 marzo 2020 a Furci Siculo, nel messinese nella loro casa.</p>
<h3 id="h-chiesti-24-anni-di-carcere-sentenza-il-27-novembre" class="wp-block-heading"><strong>CHIESTI 24 ANNI DI CARCERE, SENTENZA IL 27 NOVEMBRE</strong></h3>
<p>Intervistato da Maria Grazia Mazzola per TV7, speciale del Tg1, il papà ripercorre la vicenda giudiziaria che ha portato la Cassazione, dopo 4 anni e mezzo dal femminicidio, a <strong>chiedere un nuovo processo</strong> per l’infermiere assassino, condannato in primo grado all’ergastolo dalla Corte d’Assise d’Appello di Messina: il rinvio è stato disposto al fine di <strong>considerare tra le attenuanti ‘lo stress da covid’</strong>, circostanza che ha provocato un’ondata di polemiche e dibattiti. La Procura generale di Reggio Calabria ha quindi chiesto 24 anni di carcere. <strong>La sentenza è attesa per il 27 novembre</strong>.</p>
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<p>“<strong>Non era né malato mentale, né c’era alcuno stress</strong>. La sera lui usciva: ci sono tutti i WhatsApp,<strong> andava a giocare con la Play</strong>. La pena è che deve uscire e rifarsi la vita? E la vita che ha tolto?- incalza papà Quaranta- la giustizia deve dare una risposta. Voi donne lottate, ma<strong> la giustizia si deve fare</strong>“.<br />
Lorena e il suo fidanzato convivevano, gli ultimi messaggi trovati sul cellulare della giovane denunciano <strong>comportamenti violenti</strong>: i <strong>pugni al vetro della macchina</strong>, “il senso di inferiorità” che lui sentiva, come ricostruisce il padre di Lorena, per essere infermiere e non medico. “Lei lo incoraggiava in tutto- ricorda- ha fatto tutto per lui”.</p>
<p>La tesi di Lorena “era già pronta” e anche lei come la povera Giulia Cecchettin la laurea la conseguirà da morta. Un parallelismo tra le due storie: uomini che coltivano rancore, che non si sentono all’altezza: “Perché spesso non accettano che le donne abbiano una posizione più avanzata e questo può appartenere a ogni categoria sociale”, denuncia il Procuratore della Repubblica di Tivoli, Francesco Menditto, intervistato da Mazzola.<br />
<strong>Lorena Quaranta è stata strangolata</strong>, “lui ha stretto il collo per più di 3-4 minuti con furia ed efferatezza”, spiega l’avvocata della famiglia, Cettina La Torre. E poi <strong>le ha scagliato una lampada sul volto</strong> “fino a spezzarle i denti, mia moglie è svenuta quando siamo entrati nella casa dissequestrata”, dice papà Vincenzo.</p>
<h3 id="h-i-segnali-di-rischio" class="wp-block-heading"><strong>I SEGNALI DI RISCHIO</strong></h3>
<p>“<strong>Sono 90 i femminicidi dall’inizio del 2024 a oggi</strong>“, ricorda la giornalista, citando anche i recenti fatti della 13enne Aurora buttata giù dal balcone a Piacenza, femminicidio per cui il fidanzato 15enne è in carcere. E ancora Sara Centelleghe, massacrata a colpi di forbice dal vicino, anche lui arrestato.<br />
È proprio Menditto a parlare di come nei processi emergano spesso<strong> storie di “controlli ossessivi</strong>, gelosia, ragazzini che<strong> chiedono selfie</strong> per verificare dove si trovi la fidanzata. O <strong>controllo degli scontrini della spesa</strong>. Se una sola volta mette le mani alla gola o dà uno schiaffo è un gravissimo fattore di rischio, soprattutto per le giovani”, sottolinea. “<strong>Il controllo del cellulare</strong>, dire ‘<strong>non cucini bene</strong>‘, ‘<strong>non sei una buona madre</strong>‘, che sentiamo spesso nei nostri processi, sono tutti<strong> segnali di rischio</strong>“.</p>
<h3 id="h-serve-reato-ad-hoc-per-il-femminicidio" class="wp-block-heading"><strong>“SERVE REATO AD HOC PER IL FEMMINICIDIO”</strong></h3>
<p>Secondo il Procuratore di Tivoli <strong>il femminicidio deve diventare un reato ad hoc</strong>: “I fenomeni criminali vanno nominati. Abbiamo iniziato a combattere la mafia quando dopo la morte di Pio La Torre è stata nominata con il 416 bis”. E’ sempre il Procuratore Menditto a denunciare che nei processi si assiste spesso a “una tendenza a giustificare l’autore del reato: è stanco, ha lavorato, ha una dipendenza dall’alcol: questo non è un buon governo delle norme del codice di procedura penale”. E così<strong> l’attenuante per stress da covid rischia ora di derubricare e scontare la condanna</strong> dell’infermiere assassino che ha ucciso brutalmente la sua compagna.<br />
“Hai tolto qualcosa di bello alla famiglia, alla società, alla Nazione- denuncia Vincenzo Quaranta alla fine dell’intervista di Mazzola per lo speciale ‘Uomini o criminali’- la vera pena è l’ergastolo, per Lorena e per tutte le donne. Dove cammina una donna- dice ancora questo papà- dovete stendere un tappeto rosso, rispettarla, rispettate le donne e i bambini”.<br />
(<em>Agenzia DIRE-www.dire.it</em>)</p>
</div>
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		<item>
		<title>Reggio Calabria, Procura: condannare a 24 anni Antonio De Pace per l&#8217;omicidio della fidanzata</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/reggio-calabria-procura-condannare-a-24-anni-antonio-de-pace-per-lomicidio-della-fidanzata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Oct 2024 12:57:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al termine delle discussioni dell&#8217;udienza che si è tenuta oggi in Corte d&#8217;Assise d&#8217;Appello, la Procura generale di Reggio Calabria ha chiesto 24 anni di carcere per l&#8217;infermiere Antonio De Pace, il giovane del vibonese che il 21 marzo 2020 a Furci Siculo (Messina) ha ucciso la sua fidanzata, Lorena Quaranta che stava per laurearsi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Al termine delle discussioni dell&#8217;udienza che si è tenuta oggi in Corte d&#8217;Assise d&#8217;Appello, la Procura generale di Reggio Calabria ha chiesto 24 anni di carcere per l&#8217;infermiere <strong>Antonio De Pace</strong>, il giovane del vibonese che il 21 marzo 2020 a Furci Siculo (Messina) ha ucciso la sua fidanzata, <strong>Lorena Quaranta</strong> che stava per laurearsi in medicina.<br />
Dopo l&#8217;annullamento disposto lo scorso luglio dalla Cassazione &#8220;limitatamente al diniego delle circostanze attenuanti generiche&#8221;, non riconosciute dalla Corte d&#8217;Assise d&#8217;Appello di Messina che aveva condannato De Pace all&#8217;ergastolo, il processo è finito davanti alla Corte d&#8217;Assise d&#8217;Appello reggina presieduta Angelina Bandiera (a latere il giudice Caterina Asciutto). Il rinvio disposto dalla Suprema Corte non riguardava la penale responsabilità dell&#8217;imputato, dichiarata &#8220;irrevocabile&#8221; dalla Cassazione. Piuttosto, gli ermellini hanno annullato la sentenza per procedere a un nuovo esame &#8220;che, libero nell&#8217;esito, sia esente dai vizi riscontrati&#8221;. In sostanza, i giudici di secondo grado non avrebbero tenuto conto che l&#8217;omicida sarebbe stato &#8220;stressato&#8221; a causa del Covid. &#8220;Deve stimarsi che i giudici di merito &#8211; si legge infatti nella sentenza di Cassazione &#8211; non abbiano compiutamente verificato se, data la specificità del contesto, possa, ed in quale misura, ascriversi all&#8217;imputato di non avere &#8216;efficacemente tentato di contrastare&#8217; lo stato di angoscia del quale era preda&#8221; e se la fonte del disagio fosse &#8220;evidentemente rappresentata dal sopraggiungere dell&#8217;emergenza pandemica, con tutto ciò che essa ha determinato sulla vita di ciascuno e, quindi, anche dei protagonisti della vicenda&#8221;. </p>
<p>Condividendo questo ragionamento, il sostituto procuratore generale Domenico Galletta nel suo intervento ha chiesto che vengano riconosciute le attenuanti generiche ritenendole equivalenti alla circostanza aggravante dal fatto che Antonio De Pace ha ucciso una persona a lui legata da una stabile relazione affettiva e con lui convivente. Da qui la richiesta di 24 anni di carcere che è la pena massima per questo tipo di omicidio. Secondo il collegio difensivo dell&#8217;imputato, composto dagli avvocati Salvatore Staiano, Bruno Ganino e Marta Staiano, si tratta di un delitto che &#8220;non può essere considerato di genere&#8221; perché si tratta di &#8220;un omicidio apparentemente senza causale se non quello dello stato di angoscia&#8221; che De Pace non è riuscito a controllare, tentando, tra l&#8217;altro, due volte il suicidio. </p>
<p>Dopo aver ricordato &#8220;alcuni studi sui disturbi dissociativi&#8221;, il pg Galletta ha affermato che &#8220;dobbiamo interrogarci sul fatto se il soggetto avrebbe potuto frenare quell&#8217;angoscia&#8221;. Lo ha escluso l&#8217;avvocato di parte civile, Giuseppe Barba secondo cui &#8220;lo stato d&#8217;angoscia mi porta a dare un calcio o a sbattere al muro una persona, in caso uccidendola accidentalmente. Qui l&#8217;imputato &#8211; dice il legale &#8211; non ha mai chiesto scusa ai genitori e ai fratelli di Lorena&#8221;. E alle parti civili che hanno invocato una sentenza &#8220;giusta&#8221;, l&#8217;avvocato Salvatore Staiano, difensore di De Pace, ha risposto in aula che &#8220;la pena non deve essere giusta o ingiusta. Deve essere proporzionata&#8221;.<br />
Il processo è stato rinviato al 28 novembre quando la Corte si ritirerà in camera di consiglio per la sentenza.</p>
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		<title>Parla il padre di Lorena Quaranta: Il Covid non c’entra con l’omicidio di mia figlia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jul 2024 15:00:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Vincenzo Quaranta è il padre di Lorena, uccisa il 31 marzo 2020 da Antonio De Pace (nativo di Dasà nel Vibonese) in una villetta di Furci Siculo (Messina). La Cassazione ha annullato l’ergastolo del femminicida perché non sono state concesse le attenuanti generiche. Un appello bis dovrà valutare l’emergenza pandemica come un contesto eccezionale che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Vincenzo Quaranta è il padre di Lorena, uccisa il 31 marzo 2020 da Antonio De Pace <strong>(nativo di Dasà nel Vibonese) </strong>in una villetta di Furci Siculo (Messina). La Cassazione ha annullato l’ergastolo del femminicida perché non sono state concesse le attenuanti generiche. Un appello bis dovrà valutare l’emergenza pandemica come un contesto eccezionale che avrebbe avuto un peso nell’omicidio. Vincenzo spiega però oggi al Messaggero che «<strong>il Covid non c’entra nulla. Era appena cominciato. La verità è che De Pace aveva un complesso di inferiorità nei confronti di mia figlia. Lei si era quasi laureata in medicina, lui era specializzando in Scienze infermieristiche e Lorena l’aveva aiutato a non fermarsi e ad entrare in Odontoiatria. Aveva dato già quattro esami. Doveva farne un altro, ma non era angosciato, fino alla mattina aveva scherzato con il fratello di Lorena, che all’epoca aveva 5 anni»</strong>.</p>
<p>Vincenzo dice che Lorena e Antonio «stavano insieme da quattro anni. E invece mia figlia Danila, recentemente, ha trovato dei messaggi che sua sorella aveva mandato ad Antonio. Nei processi non sono stati valutati. Comunque quello che emerge è la paura di non essere all’altezza. Non sapevamo fosse un mostro». Ecco cosa c’era scritto: «A ottobre del 2019, Lorena gli scriveva: “Stai manifestando il carattere che mi fa pena…io me ne frego se sei infermiere o medico. Preferisco dire con dignità che sono la fidanzata di un infermiere che si comporta da uomo e non di un medico cafone. Io me ne frego se sei infermiere o medico. Mi riempi tanto la testa con il fatto che vuoi essere alla mia altezza e poi ti comporti come un paesano ignorante che dà colpi sul vetro”. Questo gli diceva Lorena».</p>
<p>Il padre di Lorena non crede al tentativo di suicidio da parte dell’infermiere: «Questa circostanza è stata anche affrontata durante il dibattimento. Crede davvero che un infermiere specializzando non sia in grado di suicidarsi se lo vuole? Si è fatto due graffi con un coltellino a serramanico e poi la storia del phon nella vasca da bagno. Tutta una messa in scena. Avrebbe avuto tutto il tempo. È rimasto circa due ore in casa con il cadavere di mia figlia. Ha finto e in questi anni non ha mai detto una parola». Lui a loro non ha mai chiesto perdono: «Mai. Quando lo hanno portato in caserma, subito dopo l’omicidio, sembrava un boss, non ha piegato la testa».<br />
(<em>Fonte: open.online</em>)</p>
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		<title>Omicidio Lorena Quaranta, Cassazione mette a rischio ergastolo per il calabrese Antonio De Pace</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jul 2024 19:19:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Bisogna valutare l&#8217;incidenza della pandemia. Con questa motivazione la Corte di Cassazione ha rimandato alla Corte d&#8217;assise d&#8217;appello di Messina il caso di Antonio De Pace, (nativo di Dasà nel Vibonese) l&#8217;infermiere che strangolò la sua ragazza, Lorena Quaranta, studentessa di Medicina originaria dell’agrigentino, nella villetta di Furci Siculo la notte del 31 marzo 2020. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Bisogna valutare l&#8217;incidenza della pandemia. Con questa motivazione la Corte di Cassazione ha rimandato alla Corte d&#8217;assise d&#8217;appello di Messina il caso di Antonio De Pace, (nativo di <strong>Dasà nel Vibonese</strong>) l&#8217;infermiere che strangolò la sua ragazza, Lorena Quaranta, studentessa di Medicina originaria dell’agrigentino, nella villetta di Furci Siculo la notte del 31 marzo 2020. Secondo la Cassazione i giudici avrebbero dovuto verificare meglio se “la specificità del contesto possa, ed in quale misura, ascriversi all&#8217;imputato” per “non avere efficacemente tentato di contrastare&#8221; lo stato di angoscia del quale era preda” o se “la fonte del disagio, evidentemente rappresentata dal sopraggiungere dell&#8217;emergenza pandemica, con tutto ciò che essa ha determinato sulla vita di ciascuno e, quindi, anche dei protagonisti della vicenda, e, ancor più, la contingente difficoltà di porvi rimedio, costituiscano fattori incidenti sulla misura della responsabilità penale”.</p>
<p>Lo stress da Covid rivendicato dunque dalla difesa del giovane potrebbe rappresentare quell’attenuante che gli era stata dunque negata dalla Corte d’Assise a cui la Cassazione rimanda, limitatamente all’applicabilità delle attenuanti generiche che, se riconosciute, annullerebbero di fatto l’ergastolo. Sostanzialmente nella sentenza si fa riferimento alla componente ansiosa di cui era portatore De Pace,  difeso dai legali Bruno Ganino e Salvatore Silvestro, amplificata in quel periodo dalla pandemia. Un atteggiamento psicologico che secondo i giudici potrebbe incidere sulla valutazione del trattamento sanzionatorio, soprattutto se ha provato a porvi rimedio come dimostra anche il fatto che “agitato e psicologicamente frastornato, si risolse, la mattina del 30 marzo 2020, ad allontanarsi dall&#8217;abitazione” che condivideva con la vittima per raggiungere la famiglia di origine. “Iniziativa – scrivono i magistrati &#8211; che, nelle contingenti condizioni connesse all&#8217;emergenza pandemica ed alle restrizioni ai movimenti imposte, nell&#8217;interesse della salute pubblica, da provvedimenti cogenti dell&#8217;autorità, si palesava velleitaria quanto priva, in concreto, di praticabili opzioni alternative”.</p>
<p>La difesa invece eccepisce che il diniego delle circostanze attenuanti generiche non tiene conto della condizione di profonda agitazione ed angoscia nella quale egli ha agito ed è frutto dell&#8217;estrapolazione di frammenti di fatto che, nell&#8217;insieme, offrono una lettura distorta della dinamica. Segnala, in particolare, che la ricostruzione operata, dalla Corte di assise di appello poggia sul fallace postulato secondo cui il delitto sarebbe avvenuto al culmine di una lite &#8220;furibonda&#8221;, in palese contrasto con le dichiarazioni della vicina di casa che udì voci e rumori. Evidenzia anche che i giudici di merito hanno erroneamente ipotizzato che De Pace, “lungi dall&#8217;essere guidato dal terrore di essere contaminato dalla fidanzata, che egli supponeva affetta da Covid-19, o dalla convinzione di essere perseguitato dai congiunti della ragazza, abbia agito perché spinto da distinte, e non accertate, pulsioni” e che sulla tragedia “ha fortemente inciso lo sconquasso psicologico che lo ha colpito ed al quale egli, in preda all&#8217;angoscia, ha provato a resistere &#8220;spingendosi al punto di attuare un piano di fuga, faticosamente rettificato nel disordinato tentativo di riassumere la contraddizione psicologica tra il vissuto &#8211; percepito reale &#8211; di persecuzione e delirio di contagio, e la restituzione di senso consegnatagli da parenti e vittima stessa&#8221;.</p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="ih8hrv9Sy7"><p><a href="https://www.calabrianews.it/femminicidio-di-lorena-quaranta-il-fidanzato-calabrese-antonio-de-pace-condannato-allergastolo-anche-in-appello/">Femminicidio di Lorena Quaranta, il fidanzato calabrese Antonio De Pace condannato all’ergastolo anche in appello</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Femminicidio di Lorena Quaranta, il fidanzato calabrese Antonio De Pace condannato all’ergastolo anche in appello&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/femminicidio-di-lorena-quaranta-il-fidanzato-calabrese-antonio-de-pace-condannato-allergastolo-anche-in-appello/embed/#?secret=6JNVOT0fsY#?secret=ih8hrv9Sy7" data-secret="ih8hrv9Sy7" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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		<title>Femminicidio di Lorena Quaranta, il fidanzato calabrese Antonio De Pace condannato all’ergastolo anche in appello</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/femminicidio-di-lorena-quaranta-il-fidanzato-calabrese-antonio-de-pace-condannato-allergastolo-anche-in-appello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jul 2023 18:51:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Corte d&#8217;assise di appello di Messina, a distanza di un anno dalla sentenza di primo grado, ha confermato la condanna all&#8217;ergastolo per l&#8217;infermiere 29enne Antonio De Pace (nativo di Dasà nel Vibonese), imputato per il femminicidio di Lorena Quaranta, studentessa in medicina, originaria di Favara (AG), avvenuto in una villetta a Furci Siculo il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Corte d&#8217;assise di appello di Messina, a distanza di un anno dalla sentenza di primo grado, ha confermato la condanna all&#8217;ergastolo per l&#8217;infermiere 29enne Antonio De Pace (nativo di Dasà nel Vibonese), imputato per il femminicidio di Lorena Quaranta, studentessa in medicina, originaria di Favara (AG), avvenuto in una villetta a Furci Siculo il 31 marzo del 2020, nella prima fase della pandemia.</p>
<p>Lorena, frequentava l&#8217;ultimo anno della facoltà di medicina, era prossima alla laurea. De Pace ha prima picchiato e poi messo le mani al collo della sua donna per strangolarla dopo un banale litigio, avvenuto la sera prima e terminato poi in tragedia nell’appartamento di Furci. Il 29enne aveva poi tentato il suicidio, si era procurato dei tagli prima di chiamare i carabinieri e trincerarsi in un lungo silenzio, senza riuscire mai a spiegare le ragioni del gesto. </p>
<p>La sentenza è della Corte d’assise d’appello di Messina che ha confermato anche il risarcimento per le parti civili in particolare i familiari difesi dall’avvocato Giuseppe Barba, il Cedav rappresentato dall’avvocata Maria Gianquinto e per un’altra associazione antiviolenza «Una di Noi» rappresentata dall’avvocata Cettina Miasi il cui appello è stato accolto.</p>
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		<title>Femminicidio di Lorena Quaranta, il fidanzato calabrese Antonio De Pace condannato all&#8217;ergastolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jul 2022 16:21:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Corte d’Assise di Messina, dopo sei ore di camera di consiglio, ha condannato all’ergastolo Antonio De Pace, il giovane 29enne di Dasà nel Vibonese, in carcere per il femminicidio della fidanzata, Lorena Quaranta di 27 anni. Il fatto di sangue è avvenuto a Furci Siculo (ME) il 31 marzo del 2020. La pena è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Corte d’Assise di Messina, dopo sei ore di camera di consiglio, ha condannato all’ergastolo Antonio De Pace, il giovane 29enne di Dasà nel Vibonese, in carcere per il femminicidio della fidanzata, Lorena Quaranta di 27 anni. Il fatto di sangue è avvenuto a Furci Siculo (ME) il 31 marzo del 2020. La pena è stata richiesta dall’accusa, il pm Roberto Conte, al termine della requisitoria. Esclusa la premeditazione.</p>
<p>De Pace era stato dichiarato capace di intendere e di volere e quindi imputabile, al termine della perizia effettuata per conto della procura dal professore Stefano Ferracuti che aveva evidenziato l&#8217;assenza di &#8220;disturbi psichitriaci&#8221; nel ragazzo, all&#8217;epoca dei fatti vittima di una &#8220;importante condizione ansiosa&#8221;.</p>
<p>La ragazza, specializzanda al Policlinico di Messina, è stata trovata morta, la notte del 31 marzo 2020, nella villetta di Furci Siculo dove viveva con Antonio De Pace. La vittima ha prima picchiato e poi messo le mani al collo della sua donna per strangolarla dopo un banale litigio, avvenuto la sera prima e terminato poi in tragedia nell’appartamento di Furci.</p>
<p>De Pace aveva poi tentato il suicidio, si era procurato dei tagli prima di chiamare i carabinieri e trincerarsi in un lungo silenzio, senza riuscire mai a spiegare le ragioni del gesto. La giovane di Favara quell&#8217;anno, si sarebbe dovuta laureare con una tesi in Pediatria. Ad ottobre del 2020 l’Università di Messina l’ha poi proclamata dottoressa in Medicina e Chirurgia, con la votazione di 110 e lode.</p>
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		<title>Strangola compagna, chiusa inchiesta per infermiere calabrese: Si aggrava la sua posizione</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/strangola-compagna-chiusa-inchiesta-per-infermiere-calabrese-si-aggrava-la-sua-posizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2020 15:22:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio De Pace]]></category>
		<category><![CDATA[chiuse indagini]]></category>
		<category><![CDATA[Lorena Quaranta]]></category>
		<category><![CDATA[premeditazione]]></category>
		<category><![CDATA[strangolata]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Palermo &#8211; Si aggrava la posizione di Antonio De Pace, l&#8217;infermiere calabrese che ha assassinato la fidanzata, Lorena Quaranta, il 31 marzo del 2020. La Procura di Messina, che gli ha notificato oggi un avviso di conclusione indagine, gli contesta anche l&#8217;aggravante della premeditazione. Dall&#8217;inchiesta, coordinata dal procuratore di Messina Maurizio de Lucia, sono emerse [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Palermo &#8211; Si aggrava la posizione di Antonio De Pace, l&#8217;infermiere calabrese che ha assassinato la fidanzata, Lorena Quaranta, il 31 marzo del 2020. La Procura di Messina, che gli ha notificato oggi un avviso di conclusione indagine, gli contesta anche l&#8217;aggravante della premeditazione. Dall&#8217;inchiesta, coordinata dal procuratore di Messina Maurizio de Lucia, sono emerse le chat, inviate ai familiari, in cui De Pace manifestava l&#8217;intenzione di trasferire ai nipoti i risparmi depositarti nel conto corrente, segno, secondo l&#8217;accusa, che aveva pianificato il delitto ed era certo delle conseguenze che ne sarebbero derivate.</p>
<p>Il delitto è avvenuto a Furci Siculo, nel messinese. I due ragazzi, 29 anni lui, 27 lei, studentessa universitaria, vivevano insieme. De Pace, dopo aver strangolato la ragazza con cui aveva avuto una violenta lite, ha chiamato i carabinieri e confessato l&#8217;omicidio. Avrebbe anche tentato il suicidio tagliandosi le vene riuscendo a procurarsi solo ferite superficiali. Dopo aver colpito la ragazza alla fronte con un oggetto, tramortendola, De Pace le è salito sopra, l&#8217;ha immobilizzata e l&#8217;ha poi soffocata. Oltre a quella della premeditazione, la Procura contesta al ragazzo le aggravanti &#8220;di aver commesso il fatto contro persona legata da relazione affettiva e per motivi abietti e futili&#8221;. Lorena Quaranta studiava Medicina ed era originaria di Favara.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/strangola-compagna-chiusa-inchiesta-per-infermiere-calabrese-si-aggrava-la-sua-posizione/">Strangola compagna, chiusa inchiesta per infermiere calabrese: Si aggrava la sua posizione</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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