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	<title>Anac Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 23 Apr 2026 14:46:18 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Sanità, Baldino (M5S): Anac smonta contratto da 139 Mln all&#8217;Asp di Cosenza. Non è un caso&#8230;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sanita-baldino-m5s-anac-smonta-contratto-da-139-mln-allasp-di-cosenza-non-e-un-caso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 14:46:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[Vittoria Baldino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Non siamo davanti a un episodio isolato, ma a un sistema che si ripete. L&#8217;Autorità Nazionale Anticorruzione, con delibera n. 88 del 4 marzo 2026, ha confermato gravi criticità in un contratto di partenariato pubblico-privato da circa 139 milioni di euro, promosso dall&#8217;Asp di Cosenza per la durata di vent&#8217;anni&#8221;. Lo dichiara in una nota [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Non siamo davanti a un episodio isolato, ma a un sistema che si ripete. L&#8217;Autorità Nazionale Anticorruzione, con delibera n. 88 del 4 marzo 2026, ha confermato gravi criticità in un contratto di partenariato pubblico-privato da circa 139 milioni di euro, promosso dall&#8217;Asp di Cosenza per la durata di vent&#8217;anni&#8221;.</em> Lo dichiara in una nota Vittoria Baldino Vicepresidente M5S.</p>
<p>​&#8221;<em>L&#8217;operazione &#8211; </em>aggiunge<em> &#8211; prevede la riqualificazione edilizia di circa 100 strutture sanitarie e l&#8217;affidamento ventennale di servizi quali manutenzione, logistica, lavanolo e gestione del verde, remunerati tramite un canone annuo a carico dell&#8217;ASP. Secondo l&#8217;ANAC, tuttavia, l&#8217;iter presenta falle rilevanti: istruttoria carente, piano economico-finanziario incompleto e, soprattutto, l&#8217;assenza di un effettivo trasferimento del rischio operativo al privato. Per queste ragioni, l&#8217;Autorità ha chiesto all&#8217;Asp di annullare gli atti. ​Lo schema è identico a quello che avevo già segnalato mesi fa con un&#8217;interrogazione al ministro dell&#8217;Interno riguardo alla maxi-concessione in project financing, anche qui per vent&#8217;anni, da oltre 100 milioni di euro della Provincia di Cosenza, guidata da Rosaria Succurro. Guarda caso, l&#8217;appalto per le manutenzioni impiantistiche era stato affidato allo stesso soggetto economico oggi bloccato dall&#8217;ANAC: il Consorzio Italia Servizi&#8221;</em><strong>&#8211;</strong> sottolinea la deputata pentastellata.</p>
<p><em>&#8220;A questo punto è impossibile parlare di coincidenze- prosegue Baldino. Quando operazioni in enti diversi presentano irregolarità analoghe, a esclusivo vantaggio del privato e con i medesimi attori nello stesso territorio, emerge un modello che richiede verifiche urgenti da parte di tutte le autorità preposte. ​Con un nuovo atto ispettivo sollecito il Governo a fare piena luce su questi appalti e ad avviare un controllo complessivo su tutte le operazioni di partenariato pubblico privato, nel cosentino riconducibili ai medesimi soggetti. È necessario accertare se esista un vero e proprio &#8216;sistema&#8217; collaudato per drenare centinaia di milioni dalle casse pubbliche senza alcun rischio per i privati. La trasparenza e l&#8217;interesse collettivo devono venire prima di tutto: non permetteremo che il diritto alla salute sia sacrificato in operazioni opache&#8221;</em>&#8211; conclude la Vicepresidente M5S.</p>
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		<title>Ponte Stretto, Busìa (Presidente Anac): Bisogna fare una nuova gara e un nuovo contratto</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ponte-stretto-busia-presidente-anac-bisogna-fare-una-nuova-gara-e-un-nuovo-contratto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 18:06:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per il Ponte sullo Stretto l’Autorità nazionale anti-corruzione (Anac) avverte che il nuovo decreto del governo non basta, e che bisogna rifare la gara, e soprattutto rispettare le norme europee. Del resto anche le motivazioni della decisione della Corte dei Conti, con cui si bocciava il precedente decreto per la realizzazione del Ponte, parlavano di incompatibilità con le regole europee. “Il legislatore italiano [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per il <strong>Ponte sullo Stretto l’Autorità nazionale anti-corruzione</strong> <strong>(Anac)</strong> avverte che il nuovo <strong>decreto del governo</strong> <strong>non basta</strong>, e che bisogna rifare la gara, e soprattutto rispettare le <strong>norme europee</strong>. Del resto anche le motivazioni della decisione della Corte dei Conti, con cui si bocciava il precedente decreto per la realizzazione del Ponte, parlavano di incompatibilità con <strong>le regole europee</strong>. “<em>Il legislatore italiano non può risolvere ciò che è <strong>incompatibile con la normativa europea</strong> – </em>osserva il <strong>presidente dell’Autorità anti-corruzione, Giuseppe Busìa</strong> <em>– il <strong>nuovo decreto del governo</strong> non risolve la questione della necessità di una nuova gara per il <strong>Ponte sullo Stretto</strong>, permanendo il rischio marcato che la spesa prevista superi il 50% di quella prevista originariamente. Per realizzare veramente il <strong>Ponte sullo Stretto</strong> occorrerebbe una nuova gara, un nuovo contratto, a vantaggio di un progetto più avanzato e moderno, con minore rischio di contenziosi e <strong>garanzia di rispetto della normativa europea</strong></em>“.</p>
<p>“P<em>er progettare e costruire il Ponte – </em>dice <strong>Busìa</strong> <em>– serve un <strong>progetto esecutivo unitario</strong> e non progetti per fasi come è oggi, ottenendo una previsione complessiva dei costi che ad oggi non c’è. Il contratto attuale ha dimostrato di non essere resistente all’aumento dei costi. Il decreto in discussione non trasferisce tutti i rischi in campo al soggetto del progetto, come dovrebbe essere. La costruzione del <strong>Ponte sullo Stretto</strong> attirerà appetiti della <strong>criminalità organizzata</strong> – </em>rileva <strong>Busìa</strong><em> – vanno previsti <strong>controlli rafforzati</strong> e precisi, e vincoli all’utilizzo del subappalto”</em>. Per il Ptresidente Anac “<em>l’avere inserito disposizioni procedurali all’interno del decreto da un lato non è necessario rispetto alle richieste della Corte dall’altro irrigidisce le procedure, fa perdere tempo e modifica procedure oggi previste, con diminuzione delle garanzie”</em>. Inoltre, “<em>deresponsabilizza i soggetti che devono prendere decisioni, rendendole più opache. Consiglio di espungere disposizioni che non servono”.</em></p>
<p>In sostanza, il <strong>presidente dell’Anac</strong> ribadisce la posizione già espressa più volte dal marzo del 2023, richiamando i <strong>vincoli europei</strong> esistenti in relazione alla scelta di non svolgere una gara; i <strong>vincoli finanziari</strong> conseguenti a tale scelta; l’opportunità che <strong>l’approvazione del progetto esecutivo</strong> avvenga in un’unica soluzione attraverso la modellistica Bim (<em>e non una progettazione esecutiva per fasi costruttive</em>) al fine di verificare puntualmente la fattibilità tecnico-economica dell’intero intervento, preservare un quadro chiaro e complessivo dell’effettiva realizzabilità dell’opera e dei relativi costi. Inoltre, <strong>Anac</strong> fa presente “<em>la <strong>necessità di prevedere delle cautele</strong> per evitare un <strong>eccessivo rischio della parte pubblica</strong> a vantaggio della parte privata contraente generale; l’esigenza di salvaguardare sempre e comunque l’interesse pubblico sotteso alla realizzazione di un’opera di così notevole importanza strategica; la necessità di <strong>garantire il rispetto delle misure di trasparenza</strong> e controllabilità dell’intervento infrastrutturale in ogni fase progettuale e attuativa, soprattutto per quanto attiene ai costi dell’opera”</em>.<br />
(<em>lapresse.it</em>)</p>
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		<item>
		<title>Ponte Stretto, audizione in Commissioni riunite di Busia (ANAC): aumentare i controlli antimafia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ponte-stretto-audizione-in-commissioni-riunite-di-busia-anac-aumentare-i-controlli-antimafia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2025 15:50:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il presidente dell&#8217;Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), Giuseppe Busia, torna a sollevare criticità rispetto alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Lo ha fatto durante l&#8217;ultima audizione davanti alle Commissioni riunite Ambiente e Trasporti della Camera. Sul progetto è arrivato lo scorso 22 maggio il via libera definitivo del ministero dell&#8217;Ambiente. La Commissione per la Valutazione dell&#8217;Impatto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente dell&#8217;Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), Giuseppe Busia, torna a sollevare criticità rispetto alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Lo ha fatto durante l&#8217;ultima audizione davanti alle Commissioni riunite Ambiente e Trasporti della Camera. Sul progetto è arrivato lo scorso 22 maggio il via libera definitivo del ministero dell&#8217;Ambiente. La Commissione per la Valutazione dell&#8217;Impatto Ambientale aveva ancora dei nodi in sospeso su cui attendeva della documentazione. Alla fine di un lungo e accidentato iter è arrivato l&#8217;ok finale al progetto esecutivo. Parola ora al Cipess, il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile che riunisce tutti i ministri economici coinvolti. Dopo questo passaggio, che dovrebbe chiudersi a giorni, può poi partire la fase operativa.</p>
<p>Secondo Busia, la mancanza di un progetto esecutivo completo, più volte slittato, rende difficile avere una visione chiara dei costi e delle fasi di realizzazione. Il progetto, infatti, sarà approvato per fasi successive, un&#8217;impostazione che secondo l&#8217;Autorità non può che portare incertezza e rischi anche dal punto di vista economico. &#8220;Sarebbe auspicabile arrivare a un progetto esecutivo complessivo per fornire al governo e al Parlamento un quadro preciso almeno dei costi iniziali&#8221;, ha detto nell&#8217;ambito dell’esame del decreto recante misure urgenti per garantire la continuità nella realizzazione di infrastrutture strategiche e nella gestione di contratti pubblici, il corretto funzionamento del sistema di trasporti ferroviari e su strada, l’ordinata gestione del demanio portuale e marittimo, nonché l’attuazione di indifferibili adempimenti connessi al Piano nazionale di ripresa e resilienza e alla partecipazione all’Unione europea in materia di infrastrutture e trasporti.</p>
<p>Busia ha evidenziato inoltre la necessità di aumentare i controlli antimafia, sfruttando strumenti di digitalizzazione per monitorare i cantieri e verificare anche le imprese in subappalto, dove più spesso si annidano le infiltrazioni mafiose.<br />
A questo proposito, ha auspicato, il decreto Infrastrutture può, e deve, diventare un&#8217;occasione per rafforzare i controlli antimafia sul progetto. Il presidente ANAC ha anche proposto di abbassare la soglia degli affidamenti da sottoporre a controllo, includendo anche quelli inferiori ai 150mila euro. Un altro nodo riguarda poi il rispetto delle regole europee sugli appalti pubblici. Busia ha ricordato che la normativa Ue non consente variazioni di costo superiori al 50% rispetto al valore iniziale di gara. Il decreto fa riferimento al valore aggiornato nel 2012, ma il presidente dell&#8217;ANAC ha invitato a chiarire questo aspetto con un&#8217;interlocuzione formale con le istituzioni europee, per evitare possibili contenziosi.<br />
Per il Ponte “il riconoscimento dell’aumento dei prezzi per i contratti caducati è ragionevole, ma non dobbiamo nasconderci il fatto che questo riapre il problema dei costi, facendo sì che aumentino rispetto alla previsione iniziale e superino il vincolo iniziale che non prevedeva nuovi oneri a carico della finanza pubblica, ripropone il problema del superamento del tetto del 50% per gli aumenti”, ha detto Busia.</p>
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		<item>
		<title>Autorità anticorruzione (Anac) mette nel mirino il Ponte sullo Stretto: Vogliamo documentazione</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/autorita-anticorruzione-anac-mette-nel-mirino-il-ponte-sullo-stretto-vogliamo-documentazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2025 10:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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		<category><![CDATA[documentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Ponte Stretto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Autorità anticorruzione mette ufficialmente nel mirino il più grande appalto d’Italia. Nelle scorse settimane, l’Anac ha infatti inviato la richiesta di avere accesso alla documentazione riguardante il Ponte sullo Stretto di Messina a ben tre ministeri: Economia, Infrastrutture e Ambiente. Ai dicasteri guidati da Giancarlo Giorgetti, Matteo Salvini e Gilberto Pichetto Fratin la richiesta è arrivata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’Autorità anticorruzione mette ufficialmente nel mirino il più grande appalto d’Italia. Nelle scorse settimane, l’Anac ha infatti inviato la richiesta di avere accesso alla documentazione riguardante il Ponte sullo Stretto di Messina a ben tre ministeri: Economia, Infrastrutture e Ambiente.</strong> Ai dicasteri guidati da Giancarlo Giorgetti, Matteo Salvini e Gilberto Pichetto Fratin la richiesta è arrivata il 19 febbraio scorso, con tanto di avviso che l’autorità guidata da Giuseppe Busia ha avviato un monitoraggio specifico sulla mega opera da 14,5 miliardi, secondo i costi stimati ufficialmente dal governo. <strong>La mossa nascerebbe da un dettagliatissimo esposto inviato all’Anac agli inizi di dicembre, che mette in luce diverse problematiche dell’opera</strong>: dagli aspetti ingegneristici e di effettiva realizzabilità tecnica e di sicurezza a quelli più prettamente economici del progetto redatto dal costruttore, il consorzio Eurolink, capitanato da Webuild, il colosso guidato da Pietro Salini, oggi quasi monopolista degli appalti pubblici italiani. Dell’esposto ne da’ notizia oggi il quotidiano Il Fatto quotidiano. <strong>Il monitoraggio di fatto avvia una fase di attente valutazioni e accertamenti. Anac chiede di avere accesso alla documentazione prevista dal decreto con cui a marzo 2023 Salvini ha deciso di far resuscitare l’opera fermata nel 2012 dal governo Monti e con essa tutto l’armamentario, compresa la Stretto di Messina Spa, la concessionaria pubblica incaricata di realizzare il ponte, dove Salvini ha rimesso Pietro Ciucci, già alla guida quando fu messa in liquidazione 12 anni fa. La documentazione deve essere portata al Cipess, il comitato per le grandi opere e, tra le altre cose, comprende anche il piano economico finanziario, non ancora approvato nonostante la scadenza prevista dal decreto (più volte prorogata) fosse a fine 2024. La richiesta di Anac è di venire aggiornata se dovesse essere approvato dal Cipess. A interessare Anac c’è soprattutto il rispetto della direttiva Ue del 2014 sugli appalti, che prevede l’obbligo di gara se un appalto è ripristinato e il nuovo valore supera del 50% quello vecchio.</strong> Basti ricordare che il costo del ponte è lievitato dai 4,5 miliardi della gara del 2005 agli 8,5 del 2012. Il ministero di Salvini ha aggirato la norma con una complessa architettura tecnica per dimostrare che l’aumento è legato quasi solo all’aggiornamento prezzi.</p>
<p>La mossa dell’Anac &#8211; scrive sempre Il Fatto &#8211; arriva in un momento delicato per la maxi-opera che Salvini s’è intestato. A dicembre ha blindato la parte finanziaria, interamente a carico dello Stato, aumentando di 2 miliardi lo stanziamento per l’opera con un emendamento in manovra, portandolo da 11,6 a 13,6 miliardi. Buona parte delle risorse arrivano saccheggiando brutalmente il Fondo di sviluppo e coesione (per l’80% vincolato al Sud) che perde circa 6 miliardi, 1,6 dei quali dalla quota spettante a Calabria e Sicilia. Ma a pagare sono anche i Comuni che perdono 1,5 miliardi di fondi per la manutenzione delle strade. Il tutto per rendere possibile l’approvazione al Cipess “entro dicembre 2024”, ma il termine è stato bucato. Salvini ha annunciato l’ok entro gennaio e poi febbraio, ma al momento la procedura non è affatto conclusa. “Noi stiamo preparando il dossier per l’approvazione del progetto definitivo al Cipess, ma l’ultimo parere da cui dipende la vita o la morte del progetto è di Bruxelles. È una gabbia di matti”, ha detto il leghista la scorsa settimana. Il riferimento è alla Valutazione di incidenza ambientale (Vinca), che non ha avuto l’ok del ministro dell’Ambiente perché alcune aree dello Stretto, e i siti della rete “Natura 2000”, sono tutelati dall’Ue e non si possono escludere “incidenze significative”, cioè lo stravolgimento dell’area dello Stretto, che può essere autorizzato da Bruxelles solo per “motivi imperativi di rilevante interesse pubblico del progetto”.<br />
Ma è tutta la procedura a essere un controsenso. A novembre la Commissione di Valutazione ambientale ha dato parere positivo al progetto, ma condizionandolo a ben 62 “prescrizioni”, alcune molto pesanti, 56 da ottemperare “prima dell’approvazione del progetto esecutivo”. Ben 8 prevedono monitoraggi da svolgere per “un anno intero”. Le richieste spaziano da un dettagliato piano di approvvigionamento idrico all’approfondimento dello studio sullo smaltimento dei rifiuti, dalla dislocazione e sicurezza delle discariche all’approfondimento dei rilevamenti geologici e geomorfologici, le indagini geofisiche, sismologiche e paleo-sismologiche, la caratterizzazione delle faglie. Da Stretto di Messina fanno sapere di voler approvare tutto al Cipess “presto”, per avviare la fase esecutiva – che Salvini ha incredibilmente concesso di poter fare per “fasi” e non tutta intera, per un’opera unica al mondo –, far così partire le “opere anticipate” e aprire “i cantieri principali entro il 2025”. Stando a quanto filtra, la speranza è di portare tutto al Cipess per Pasqua. La vera corsa è però per la penale al costruttore. Nel 2013 Webuild&amp;C. hanno fatto causa allo Stato chiedendo 700 milioni di risarcimento, ma in primo grado hanno perso anche perché il progetto definitivo era stato approvato. La prossima udienza è a giugno. Il decreto di Salvini prevede che dopo l’ok del Cipess – presieduto da Meloni – si negozino gli atti aggiuntivi per far rinascere il contratto e Webuild rinunci alla causa.</p>
<p><strong>Al Fatto risulta che il negoziato sugli atti aggiuntivi sia partito da tempo e uno dei nodi sia proprio la penale, sulla quale al momento non c’è accordo.</strong> Eurolink vorrebbe ripristinare un modello simile alla vecchia penale. Nel 2009 (governo Berlusconi), Ciucci rinegoziò il contratto con Eurolink, dopo il primo stop voluto da Prodi, inserendo una penale che scattava anche in caso di non approvazione del progetto definitivo al Cipess, e prevedeva il pagamento delle spese sostenute e del 5% dell’importo dell’intero contratto. <strong>L’ipotesi è che si salga al 10%. Si tratta di oltre 1 miliardo. Blindare la penale significherebbe blindare anche il contratto dell’opera.</strong><br />
Nel frattempo Stretto di Messina continua a siglare contratti. Da ultimo, a gennaio, il rinnovo di quattro membri del comitato scientifico (50 mila euro a testa). Lo stesso comitato che peraltro ha fatto 68 raccomandazioni (cioè nuove indagini da fare) al progetto definitivo, da realizzare in “fase esecutiva”, un controsenso.</p>
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		<title>Busia (Pres. Anac), 13,5 miliardi per ponte Stretto? Sale rischio di superare vincoli spesa europei</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/busia-pres-anac-135-miliardi-per-ponte-stretto-sale-rischio-di-superare-vincoli-spesa-europei/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Nov 2024 11:54:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Anac]]></category>
		<category><![CDATA[Busia]]></category>
		<category><![CDATA[europei]]></category>
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		<category><![CDATA[vincoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;aggiornamento del valore del Ponte sullo Stretto a 13,5 miliardi, annunciato ieri dall&#8217;amministratore delegato dello Stretto di Messina, Pietro Ciucci, &#8220;accresce i rischi&#8221; di superare i vincoli europei sulla spesa&#8221;. Così il presidente dell&#8217;Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) Giuseppe Busia, parlando con l&#8217;ANSA a margine del convegno annuale con le Authority italiane organizzato da Consumers&#8217; Forum. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/busia-pres-anac-135-miliardi-per-ponte-stretto-sale-rischio-di-superare-vincoli-spesa-europei/">Busia (Pres. Anac), 13,5 miliardi per ponte Stretto? Sale rischio di superare vincoli spesa europei</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;aggiornamento del valore del Ponte sullo Stretto a 13,5 miliardi, annunciato ieri dall&#8217;amministratore delegato dello Stretto di Messina, Pietro Ciucci, &#8220;accresce i rischi&#8221; di superare i vincoli europei sulla spesa&#8221;. Così il presidente dell&#8217;Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) Giuseppe Busia, parlando con l&#8217;ANSA a margine del convegno annuale con le Authority italiane organizzato da Consumers&#8217; Forum.</p>
<p>Busia, sottolinea, che quello dei costi era &#8220;uno degli elementi che sin dall&#8217;inizio avevo evidenziato&#8221;. I vincoli europei sulla spesa &#8220;non possono superare il 50% di quelli del progetto dell&#8217;appalto originario&#8221;. </p>
<p>&#8220;Ora capiremo di quanto e come&#8221; ha detto Busia, sottolineando che &#8220;il legislatore ha scelto di non avere il progetto esecutivo complessivo dell&#8217;opera, per cui oggi non conosciamo se, come e quanto costerà nel dettaglio tutta l&#8217;opera&#8221;.</p>
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		<title>Ponte sullo Stretto, Anac boccia decreto e lancia allarme: Maggior parte rischi a danno dello Stato</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ponte-sullo-stretto-anac-boccia-decreto-e-lancia-allarme-maggior-parte-rischi-a-danno-dello-stato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jun 2023 13:14:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Italia Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[allarme]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8216;Rileviamo uno squilibrio nel rapporto tra il concedente pubblico e la parte privata, a danno del pubblico, sul quale finisce per essere trasferita la maggior parte dei rischi&#8221;. Così il presidente dell&#8217;Anac, Giuseppe Busia, presentando al Parlamento la relazione annuale sull’attività svolta dall&#8217;Autorità nel 2022 parlando del ponte sullo Stretto di Messina. &#8220;Con riferimento al [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8216;Rileviamo uno squilibrio nel rapporto tra il concedente pubblico e la parte privata, a danno del pubblico, sul quale finisce per essere trasferita la maggior parte dei rischi&#8221;. Così il presidente dell&#8217;Anac, Giuseppe Busia, presentando al Parlamento la relazione annuale sull’attività svolta dall&#8217;Autorità nel 2022 parlando del ponte sullo Stretto di Messina. &#8220;Con riferimento al recente decreto-legge, sulla base di un progetto elaborato oltre dieci anni fa, è stato riavviato l’iter di realizzazione del ponte tra Sicilia e Calabria. Sono stati, al riguardo, proposti alcuni interventi emendativi volti a rafforzare le garanzie della parte pubblica, non accolti, tuttavia, dal Governo in sede di conversione del decreto&#8221;, ha sottolineato.</p>
<p>Appalti<br />
&#8221;Il Codice ha notevolmente rafforzato il ruolo di Anac, sia nell’attività di vigilanza, che in quella collaborativa, oltre che nelle funzioni precontenziose, ponendola, poi, al centro del fondamentale processo di digitalizzazione dei contratti pubblici. Nei contratti pubblici non basta fare presto, ma occorre anche fare bene, valorizzando la buona progettazione e ricercando la qualità. Non conta, dunque, solo il quando, ma anche il come e con chi, senza mai cadere nella pericolosa scorciatoia di contrapporre efficienza e legalità. Si tratta di un equilibrio non solo possibile, ma anche doveroso, per realizzare l’interesse pubblico. La deroga non può diventare regola, senza smarrire il suo significato e senza aprire a rischi ulteriori&#8221;, ha detto ancora Busia.</p>
<p>&#8221;Nel tempo in cui, grazie all’impiego delle piattaforme di approvvigionamento digitale e all’uso di procedure automatizzate, è possibile ottenere rilevantissime semplificazioni e notevoli risparmi di tempo, accrescendo anche trasparenza e concorrenza, sorprende che per velocizzare le procedure si ricorra a scorciatoie certamente meno efficienti, e foriere di rischi &#8211; dice &#8211; Tra queste, l’innalzamento delle soglie per gli affidamenti diretti, specie per servizi e forniture, o l’eliminazione di avvisi e bandi per i lavori fino a cinque milioni di euro. Esiste una buona semplificazione, ed è questa che tutti insieme dobbiamo cercare&#8221;.<br />
(<em>Adnkronos</em>)</p>
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		<title>Terme della Sibaritide, l&#8217;Anac boccia la Regione Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/terme-della-sibaritide-lanac-boccia-la-regione-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 May 2021 07:46:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Anac]]></category>
		<category><![CDATA[CSA-Cisal]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; L&#8217;Anac colpisce ancora la Regione Calabria. E questa volta c&#8217;è anche un inedito. L&#8217;Anticorruzione nazionale, con delibera n. 386 del 27 aprile, ha rilevato l&#8217;inconferibilità nell&#8217;assegnazione della carica all&#8217;attuale amministratore unico della società Terme Sibaritide S.p.a., ente controllato appunto dall&#8217;Ente regionale. Lo svela il sindacato CSA-Cisal. L&#8217;AMMINISTRATORE UNICO DI TERME SIBARITIDE E&#8217; CONSIGLIERE [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; L&#8217;Anac colpisce ancora la Regione Calabria. E questa volta c&#8217;è anche un inedito. L&#8217;Anticorruzione nazionale, con delibera n. 386 del 27 aprile, ha rilevato l&#8217;inconferibilità nell&#8217;assegnazione della carica all&#8217;attuale amministratore unico della società Terme Sibaritide S.p.a., ente controllato appunto dall&#8217;Ente regionale. Lo svela il sindacato CSA-Cisal.</p>
<p>L&#8217;AMMINISTRATORE UNICO DI TERME SIBARITIDE E&#8217; CONSIGLIERE COMUNALE &#8211; L&#8217;Anac ha accertato la violazione dell&#8217;articolo 7 comma 1 lett. D) del D.lgs. 39 del 2013. Nello specifico la norma applicabile prevede appunto che a coloro che &#8220;&#8230;nell&#8217;anno precedente siano stati componenti della Giunta o del Consiglio di una Provincia o di un Comune con popolazione superiore ai 15.000 abitanti della medesima regione&#8230;&#8221; non possa essere conferito l&#8217;incarico &#8220;di amministratore di ente di diritto privato in controllo pubblico di livello regionale&#8221;. L&#8217;amministratore unico in questione ricopre la carica di consigliere comunale in un Ente del Cosentino con appunto una popolazione superiore ai 15 mila abitanti. </p>
<p>I MOTIVI DELL&#8217;INCONFERIBILITA&#8217; &#8211; L&#8217;Anac nella sua ricognizione della vicenda ha accertato la sussistenza di tutti i profili giuridici per far scattare la causa d&#8217;inconferibilità. Anzitutto, è pacifico come la società Terme Sibaritide S.p.a. sia un ente di diritto privato a controllo pubblico regionale, l&#8217;Amministrazione calabrese detiene tutte le quote azionarie. Inoltre, sotto il profilo funzionale, nonostante le memorie difensive prodotte dalla controllata regionale, l&#8217;Authority ha evidenziato come Terme Sibaritide svolga funzioni connesse alla gestione e all&#8217;erogazione al pubblico di servizi termali. Per fugare ogni dubbio, nel provvedimento firmato dal presidente Giuseppe Busia si legge: &#8220;la resa di prestazioni medico specialistiche nonché riabilitative (a titolo di esempio riabilitazione neuromotoria e idrokinesiterapia), in regime di accreditamento con il sistema sanitario regionale, vale a ritenere che la Regione eserciti le proprie competenze in materia sanitaria, tra l&#8217;altro, avvalendosi dell&#8217;opera di una società controllata dalla medesima amministrazione. Ciò che, infatti, assume rilievo nella perimetrazione del concetto in esame è l&#8217;attitudine di una certa attività a soddisfare l&#8217;esigenza di realizzare &#8211; non necessariamente in via esclusiva &#8211; un interesse della collettività&#8221;. </p>
<p>LE SANZIONI. ATTI NULLI E L&#8217;ORGANO RESPONSABILE NON POTRA&#8217; CONFERIRE INCARICHI PER TRE MESI &#8211; L&#8217;Anac, con la sua delibera, ha disposto la nullità di conferimento degli incarichi e dei relativi contratti. Inoltre, rimette &#8220;agli RPCT dell&#8217;ente conferente l&#8217;incarico di cui sopra, la valutazione in sede di procedimento sanzionatorio, dell&#8217;elemento soggettivo della colpa in capo all&#8217;organo conferente previsto dall&#8217;art. 18 dlgs 39/2013&#8221;. È il caso di ricordare come in questi casi, la legge prevede che &#8216;le conseguenze economiche&#8217; degli atti nulli ricadano appunto sugli organi conferenti l&#8217;incarico.  Inoltre, la Responsabile dell&#8217;Anticorruzione regionale dovrà formalmente contestare la causa di inconferibilità e avviare il procedimento &#8220;nei confronti di tutti coloro che, alla data del conferimento dell&#8217;incarico, erano componenti dell&#8217;organo conferente, ivi inclusi i componenti medio tempore cessati dalla carica&#8221;. Fra le sanzioni, si legge ancora nella delibera Anac, si prevede che &#8220;i componenti dell&#8217;organo non possono per tre mesi conferire tutti gli incarichi di natura amministrativa di loro competenza ricadenti nell&#8217;ambito di applicazione del decreto 39/2013, così come definiti dall&#8217;art. 1, comma 2&#8221;. E poi &#8211; prosegue il sindacato CSA-Cisal &#8211; c&#8217;è anche l&#8217;inedito: &#8220;gli enti interessati sono tenuti a pubblicare copia della presente delibera, nella versione anonimizzata approvata dal Consiglio dell&#8217;Autorità, nella sezione &#8216;Amministrazione Trasparente&#8217;, sottosezione di secondo livello &#8216;Prevenzione della corruzione&#8217;. È il primo caso nel suo genere per la Regione Calabria. Un adempimento già svolto dalla Responsabile dell&#8217;Anticorruzione regionale che, parrebbe, abbia già all&#8217;apertura del procedimento di vigilanza da parte dell&#8217;Anac su questa questione tentato di convincere l&#8217;organo conferente a rimuovere la causa di inconferibilità, tuttavia senza aver ricevuto alcuna risposta. Purtroppo, in Regione Calabria si è consolidata la cattiva consuetudine di non prestare ascolto all&#8217;Anticorruzione regionale. Un ufficio che invece dovrebbe essere valorizzato e tenuto in debita considerazione viste le importanti funzioni esercitate.</p>
<p>L&#8217;IMPORTANZA DEGLI INTERNVENTI DELL&#8217;ANAC &#8211; Insomma, si è consumato l&#8217;ennesimo pasticcio sulle nomine da parte della Regione. A questo punto è necessario che emergano i soggetti responsabili di questa nomina sonoramente bocciata dall&#8217;Anac e che certo non mette in buona luce la Regione Calabria. Non sarebbe stato meglio prestare ascolto alla Responsabile dell&#8217;Anticorruzione regionale? Magari si evitata l&#8217;ennesima figuraccia. In passato, il sindacato CSA-Cisal aveva già segnalato l&#8217;illegittimità della nomina della precedente responsabile dell&#8217;Avvocatura regionale (come poi anche confermato in diversi gradi di giudizio dal Tribunale del Lavoro) e più recentemente (pur non trattandosi di una vera e propria illegittimità) quantomeno l&#8217;inopportunità di individuare un commissario esterno alla guida del Corap senza aver verificato la presenza di professionalità adeguate fra i dirigenti regionali interni. Il sindacato CSA-Cisal più volte ha seguito e, in altre occasioni, richiesto l&#8217;attenzione dell&#8217;Anac sull&#8217;operato della Regione Calabria proprio per garantire la piena legittimità dall&#8217;azione amministrativa nonché la sua totale trasparenza. Restiamo convinti che questi temi debbano ancora ben radicarsi nella cultura dell&#8217;Amministrazione regionale. Proprio per questa ragione &#8211; conclude il sindacato CSA-Cisal &#8211; confidiamo che quest&#8217;ultimo provvedimento dell&#8217;Anac sia eseguito con rigore e celerità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/terme-della-sibaritide-lanac-boccia-la-regione-calabria/">Terme della Sibaritide, l&#8217;Anac boccia la Regione Calabria</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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