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	<title>amministratori Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 27 Mar 2026 08:53:07 +0000</lastBuildDate>
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		<title>VIDEO-Vibo, azienda svuotata e beni trasferiti a NewCo: denunciati due amministratori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 08:10:05 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-372037-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/DownloadFile-2.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/DownloadFile-2.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/DownloadFile-2.mp4</a></video></div>
<p>I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del locale Tribunale. Il provvedimento ha disposto il sequestro di un compendio aziendale e delle somme di denaro nei confronti di due soggetti ritenuti responsabili, allo stato delle indagini, dei reati di bancarotta e di violazioni alla normativa fiscale previste dal D. Lgs. n. 74/2000 per un valore complessivo pari a euro 3.786.715,00. Le attività investigative, condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Vibo Valentia e coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vibo Valentia, diretta dal Procuratore Camillo Falvo, hanno consentito di accertare come gli indagati abbiano posto in essere plurime operazioni distrattive, finalizzate a sottrarre l’intero patrimonio immobiliare della società successivamente dichiarata fallita.</p>
<p>In particolare, è emerso come il compendio aziendale sia stato oggetto di operazioni di trasferimento a favore di una società di nuova costituzione (NewCo), riconducibile ai medesimi soggetti, attraverso atti negoziali privi di effettiva giustificazione economica e realizzati in assenza di adeguata contropartita. Tali operazioni sarebbero state poste in essere con l’intento di spossessare la società originaria dei propri asset, trasferendoli a un nuovo soggetto giuridico al fine di sottrarli alla garanzia patrimoniale dei creditori, in pregiudizio degli stessi. Nel medesimo contesto, è stata altresì accertata l’omessa presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’anno d’imposta 2022, nonché l’occultamento delle scritture contabili, in violazione della normativa vigente. L’operazione si inserisce nel più ampio quadro delle attività di contrasto agli illeciti economico-finanziari svolte dalla Guardia di Finanza, a presidio della legalità e della corretta gestione delle risorse economiche.</p>
<p>In particolare, l’azione di prevenzione e repressione di fenomeni quali la bancarotta e le frodi fiscali assume un ruolo centrale nella tutela dell’economia sana, poiché consente di salvaguardare sia le entrate dello Stato sia i diritti dei creditori, spesso penalizzati da condotte fraudolente che svuotano il patrimonio delle imprese. Il contrasto a tali illeciti contribuisce, inoltre, a garantire condizioni di equità e trasparenza nel mercato, evitando distorsioni della concorrenza e rafforzando la fiducia degli operatori economici nel sistema. L’attività svolta testimonia, ancora una volta, l’efficacia dell’azione sinergica tra la Guardia di Finanza e l’Autorità Giudiziaria, finalizzata a prevenire e reprimere ogni forma di illegalità economica, a tutela dello Stato, dei cittadini e dell’intero sistema produttivo.</p>
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		<title>Rapporto &#8216;Avviso Pubblico&#8217;, Calabria seconda per intimidazioni ad amministratori pubblici</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/rapporto-avviso-pubblico-calabria-seconda-per-intimidazioni-ad-amministratori-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jul 2025 06:15:42 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo quanto emerge dal quindicesimo Rapporto &#8220;Amministratori sotto tiro&#8221; presentato dall&#8217;associazione Avviso Pubblico, la rete degli enti locali e Regioni contro mafie e corruzione, la Calabria é la seconda regione più colpita, dopo la Sicilia, dalle intimidazioni agli amministratori pubblici. Nel periodo compreso tra il 2010 e il 2024, su 5.716 episodi, 844 si sono verificati in Calabria. Delle intimidazioni registrate in Calabria, 273 sono avvenute in provincia di Cosenza, 241 in quella di Reggio Calabria e 115 in quella di Vibo Valentia. Per quanto riguarda, in particolare, il 2024, la Calabria, con 43 casi di intimidazione e minaccia censiti, conferma la seconda posizione a livello nazionale, sempre dopo la Sicilia.</p>
<p>&#8220;Il nuovo rapporto &#8211; afferma il Coordinatore di Avviso Pubblico per la Calabria, Giuseppe Politanò, vicesindaco di Polistena &#8211; non si limita a contare le intimidazioni, ma descrive una democrazia locale messa quotidianamente alla prova. Nei paesi, nei quartieri, nei Consigli comunali si producono decisioni capaci di cambiare la vita delle persone e proprio per questo quei luoghi diventano bersaglio di chi trae vantaggio dall&#8217;arretramento civico. In Calabria questa dinamica è evidente: incendi contro cantieri pubblici, veicoli bruciati, campagne di diffamazione orchestrate sui social, incursioni negli uffici. Ogni aggressione colpisce l&#8217;intera comunità che rivendica il diritto di scegliere senza essere soggiogati dall&#8217;intimidazione mafiosa. Registrare i fatti non basta: servono scelte politiche che riequilibrino i rapporti di forza. È necessario garantire protezione operativa agli amministratori, specie nei piccoli centri, dove l&#8217;isolamento istituzionale amplifica la minaccia; investire in scuola, cultura e welfare di prossimità e lavoro, perché opportunità diffuse sottraggono terreno alla criminalità; dotare le forze dell&#8217;ordine per la sfida digitale perché oggi la delegittimazione passa anche attraverso campagne d&#8217;odio online e, infine, dare nuova vita ai beni confiscati, trasformando i simboli del potere mafioso in beni comuni&#8221;.</p>
<p>&#8220;Alle istituzioni locali &#8211; dice ancora Politanò &#8211; spetta rendere trasparenti le scelte e invitare le cittadine e i cittadini alla corresponsabilità. Dove la comunità partecipa al contrasto alle mafie, l&#8217;intimidazione perde forza. Essere amministratori in Calabria significa assumersi questo compito collettivo: difendere la democrazia locale e costruire, giorno dopo giorno, un futuro libero dalle mafie e sottratto ai ricatti&#8221;.</p>
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		<title>La Calabria è la prima regione in Italia per atti intimidatori contro gli amministratori pubblici</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/la-calabria-e-la-prima-regione-in-italia-per-atti-intimidatori-contro-gli-amministratori-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Apr 2024 07:45:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Oltre 5.300 atti intimidatori, di minaccia e violenza nei confronti di Amministratori locali e personale della Pubblica Amministrazione in 14 anni. Sono questi i numeri che emergono dal report “Amministratori sotto tiro” redatto dell’associazione Avviso Pubblico. Enti locali e Regioni contro mafie e corruzione che censisce da quattordici anni il fenomeno a livello territorio nazionale. 315 quelli censiti nel 2023, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre <b>5.300 atti intimidatori</b>, di minaccia e violenza nei confronti di Amministratori locali e personale della Pubblica Amministrazione <b>in 14 anni</b>. Sono questi i numeri che emergono dal report <b>“Amministratori sotto tiro”</b> redatto dell’associazione <b>Avviso Pubblico. Enti locali e Regioni contro mafie e corruzione</b> che censisce da quattordici anni il fenomeno a livello territorio nazionale. <b>315 quelli censiti nel 2023</b>, un caso ogni 28 ore. È quanto emerge dal nuovo<b> </b>Rapporto<b> “Amministratori sotto tiro”.</b> «I dati confermano quantitativamente un fenomeno inaccettabile, che in alcuni luoghi d’Italia ha una pervasività tale da diventare quasi “ordinaria” modalità di relazione con le istituzioni. Atti concreti come violenza fisica, incendi e attentati dinamitardi – non solo lettere minatorie, offese, fake news e ingiurie sui social – si concentrano soprattutto al Centro-Sud», <b>dichiara il presidente di Avviso Pubblico, Roberto Montà</b>. «Una condizione che si cronicizza, in particolare laddove la presenza criminale è più forte e dove si registrano scioglimenti dei comuni, a dimostrazione di un nesso pericoloso che deve essere oggetto di attenzione da parte del legislatore in vista di una possibile revisione della legge». Per la prima volta dal 2016, <b>la Calabria è la regione più colpita da atti intimidatori.</b> Sono <b>51 i casi censiti da Avviso Pubblico sul territorio calabrese</b> (+21% rispetto al 2022), <b>unica </b>delle quattro regioni in cui sono nate le cd. mafie storiche <b>che fa registrare un aumento dei casi censiti</b>. Seguono infatti la Campania (39 casi, – 20%), la Sicilia (35 casi, -30%) e la Puglia (32 casi, -33%) che insieme raccolgono il 50% degli atti intimidazione censiti nel 2023 sul territorio nazionale.</p>
<p>&#8220;Ogni anno la pubblicazione del report voluto da <b>Avviso Pubblico</b> misura lo stato di pericolo in cui si trovano gli Amministratori in Italia e dallo scorso anno anche in Europa. Oltre al dato quantitativo il report continua ad essere uno strumento necessario che sottolinea la presenza violenta delle mafie che condizionano le attività delle Amministrazioni pubbliche e le numerose altre forme di intimidazione che, anche dopo la pandemia, stanno segnando una nuova dimensione e percezione degli amministratori locali da parte dei cittadini. Dopo diversi anni, purtroppo, la Calabria torna ad essere  la <b>prima regione italiana per numero di atti intimidatori</b> e presenta numeri di intimidazioni superiori rispetto all’anno precedente», dichiara il Coordinatore regionale di Avviso Pubblico, Giuseppe Politanò, Vicesindaco del Comune di Polistena. «Già lo scorso anno denunciavamo che il leggero calo di dati numerici non doveva rassicurare, infatti, il dato di quest’anno continua a generare preoccupazione e a testimoniare che l’attenzione deve rimanere alta per tutelare e salvaguardare l’impegno degli amministratori nella loro funzione pubblica di impegno sociale e politico per le comunità. Oggi le mafie intimidiscono e condizionano attraverso nuove e diverse forme di violenza. <b>C’è un mondo di minacce e prepotenza che purtroppo genera paura e preoccupazione negli amministratori pubblici e nelle imprese impegnate nell’esecuzione di lavori pubblici</b>, lo testimoniano le numerose inchieste della Direzione Distrettuale Antimafia», continua Politanò. «Tante volte ci siamo ritrovati, anche quest’anno, a dover denunciare il dramma della violenza nei confronti di amministratrici e amministratori locali, abbiamo espresso la nostra solidarietà a quanti in prima linea provano a lavorare per tenere le mafie lontane dagli interessi della collettività. Oggi, ancor di più, è importante che i dati riscontrati <b>in Calabria nel 2023</b> siano un monito e diano la spinta di riscatto per attivare processi di partecipazione attiva delle comunità locali e di isolamento di tutte quelle persone ambigue e vicine ad ambienti criminali e mafiosi. Scegliere da che parte stare non sia più uno slogan, ma sia la responsabilità di scelte concrete che aiutano i territori ad emanciparsi e a saper distinguere. Il dato calabrese e nazionale ancora una volta parla chiaro:<b> ogni amministratore lasciato solo nell’espletamento del proprio mandato diviene un “bersaglio facile”</b> sia sul piano della violenza fisica sia della violenza psicologica. <b>Per questo chiediamo un impegno nuovo e rinnovato anche dello Stato, soprattutto nel Mezzogiorno:</b> non lasciare da soli i Sindaci significa sostenere le comunità investendo in servizi educativi e sociali per le fasce più deboli della popolazione, infrastrutture sociali, risorse per la rifunzionalizzazione dei beni confiscati, strumenti per le forze di polizia per il controllo del territorio. È necessario ridurre il divario e non praticare strumenti di nuove divisioni. Gli oltre 50 atti intimidatori in Calabria nel 2023 impongono a ciascuno una nuova responsabilità: sostenere chi è in prima linea e svolge la propria missione politica a testa alta e con la schiena dritta e contestualmente analizzare e approfondire per conoscere contesti e situazioni perché scegliere di stare dalla parte della legalità e della Costituzione deve essere una scelta radicale fatta di coerenza e costanza», conclude il nostro Coordinatore regionale.</p>
<p class="v1MsoNormal">Sintesi di alcuni dati regionali: <b>Nel 47% degli atti censiti lo scorso anno in Calabria</b> – verificatisi in 31 comuni della regione – <b>le tipologie più utilizzate per minacciare</b> amministratori o personale degli Enti locali <b>sono stati l’incendio o il danneggiamento di auto, case, terreni di proprietà, mezzi</b> utilizzati per la raccolta rifiuti o strutture municipali. <b>Il 60% dei casi censiti nel 2023</b> si sono consumati nella <b>provincia di Cosenza</b>, che è anche il territorio calabrese più colpito dal 2010, con 252 casi (2° posto a livello nazionale dopo Napoli). Le altre province della regione si collocano come segue: Reggio Calabria (229 casi in 14 anni, 3° posto a livello nazionale), Catanzaro (113 casi, 13° posto a livello nazionale), Vibo Valentia (111 casi, 14° posto a livello nazionale), Crotone (96 casi, 19° posto a livello nazionale). Sono invece 15 Comuni cosentini colpiti dal fenomeno nel 2023, il 10% del totale presenti nella provincia. <b>Dal 2010 al 2023 gli atti intimidatori censiti da Avviso Pubblico in Calabria sono stati 801</b>, alla media di 57 casi ogni anno. Questo dato pone la regione al secondo posto per numero di minacce registrate nel periodo, dietro la Sicilia (862) e davanti alla Campania (794). Nel periodo sono stati 198 i Comuni calabresi colpiti da atti intimidatori, il 49% del totale presenti nella regione.</p>
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		<title>Sindaci e amministratori ancora sotto tiro, report &#8220;Avviso pubblico&#8221;: Nel 2021 in Calabria registrate 45 intimidazioni</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sindaci-e-amministratori-ancora-sotto-tiro-report-avviso-pubblico-nel-2021-in-calabria-registrate-45-intimidazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jul 2022 11:19:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Roma &#8211; Sono 438 gli atti intimidatori, di minaccia e violenza (-6% rispetto al 2020, quando furono 465) rivolti nel corso dell’anno 2021 contro sindaci, assessori, consiglieri comunali e municipali, amministratori regionali, dipendenti della Pubblica amministrazione in tutto il Paese. Lo rileva il report annuale di Avviso Pubblico, presentato oggi a Roma, che sottolinea come [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Roma &#8211; Sono 438 gli atti intimidatori, di minaccia e violenza (-6% rispetto al 2020, quando furono 465) rivolti nel corso dell’anno 2021 contro sindaci, assessori, consiglieri comunali e municipali, amministratori regionali, dipendenti della Pubblica amministrazione in tutto il Paese. Lo rileva il report annuale di Avviso Pubblico, presentato oggi a Roma, che sottolinea come il 2021 sia stato il secondo anno consecutivo a far segnare una flessione negli atti intimidatori emersi su scala nazionale. </p>
<p>Si registra un calo anche del numero dei Comuni interessati (-5%, da 280 a 265). Stabile invece il numero di Province coinvolte (88 nel 2021, una in meno dell’anno precedente). Sono stati censiti atti intimidatori in tutte le regioni d’Italia, ad eccezione della Valle d’Aosta. Continua a crescere l’incidenza dei casi al Centro-Nord, giunta nel 2021 al 45,5% del totale. “Gli amministratori locali continuano ad essere sotto tiro in tutte le regioni d’Italia – dichiara Roberto Montà, Presidente di Avviso Pubblico &#8211; Fare l’amministratore pubblico, oltre che difficile, sta diventando sempre più pericoloso. Le distanze tra Centro-Nord e Sud si stanno progressivamente assottigliando. Si minacciano sia gli amministratori in carica, in particolar modo i Sindaci, sia chi si candida a ricoprire un incarico pubblico. E questo non è un bel segnale per la qualità della nostra democrazia, che già registra un tasso preoccupante di astensionismo oltre che una crescente difficoltà a dare vita a liste di candidati in vista delle elezioni amministrative”. </p>
<p>Dai casi censiti nel 2021 emerge un notevole aumento delle intimidazioni nei territori con una chiara presenza mafiosa: il 20% degli Enti locali censiti da Avviso Pubblico nel 2021 come teatro di minacce agli amministratori locali hanno subito uno più scioglimenti in passato. Ma non ci sono solo le mafie. La distanza che separa cittadini e Istituzioni locali finisce, sempre più spesso, per alimentare un dissenso – legittimo &#8211; che esonda però nell’intimidazione. </p>
<p><strong>Campania e Napoli i territori più colpiti</strong><br />
La Campania si conferma – ininterrottamente dal 2017 &#8211; la regione in cui sono state registrate il maggior numero di intimidazioni a livello nazionale, con 72 casi, pur facendo segnare un calo del 15% rispetto al 2020. Seguono Sicilia e <strong>Calabria</strong> (rispettivamente con 51 e <strong>45 casi</strong>). Quarto posto per la prima regione al di fuori del Mezzogiorno: la Lombardia (43) supera infatti la Puglia (41) per numero di casi censiti, confermandosi il territorio più colpito dell’area Centro-Nord. Anche nel 2021 il territorio provinciale più colpito si conferma Napoli, con 45 casi. Seguono <strong>Reggio Calabria (20)</strong> e Cosenza (19).</p>
<p>Pur confermandosi alto il numero di minacce e le aggressioni nei confronti del personale della Pubblica Amministrazione &#8211; il 23% del totale &#8211; i soggetti maggiormente presi di mira da minacce e intimidazioni si confermano gli amministratori locali (57% dei casi). Tra questi sono i Sindaci (70%) i più bersagliati. Da segnalare un deciso aumento dei casi totali (10%) che hanno visto finire sotto tiro amministratori regionali e municipali.</p>
<p><strong>Come si intimidisce: un paese diviso in due</strong><br />
Nel 2021 i social network sono stati il mezzo più utilizzato per intimidire, minacciare e diffamare gli amministratori locali (21,7% dei casi totali), seguiti da lettere/volantini/messaggi (19,1%) e da incendi e aggressioni (12,8% per ciascuna tipologia). Ma se si analizzano i contesti territoriali, si conferma una netta diversificazione nelle tipologie di minacce utilizzate fra Nord e Sud del Paese. Gli incendi, prima tipologia di minaccia al Sud e nelle Isole (18% dei casi), non sono fra le cinque tipologie più riscontrate nel Centro-Nord. Analogamente social network e lettere minatorie, che assieme rappresentano il 55% dei casi censiti al Centro-Nord, al Sud e nelle Isole rappresentano meno di un caso su tre (29%). </p>
<p>Il rapporto di Avviso pubblico si sofferma da alcuni anni anche sulle intimidazioni che giungono agli amministratori locali e al personale della Pubblica Amministrazione da comuni cittadini. Episodi e situazioni che hanno un peso specifico sul numero totale dei casi censiti, pari al 29,5% nel 2021. Più nello specifico, il 36% di questi atti intimidatori sono legati a proteste e agitazioni dovute alla pandemia da Covid-19. A finire nel mirino sono stati soprattutto gli amministratori regionali, i presidenti: insultati, diffamati e minacciati perlopiù attraverso social network e scritte sui muri delle città.  Il 32% di questa tipologia di atti intimidatori trae origine dal malcontento suscitato da una scelta amministrativa sgradita, il 16% da estremismi di natura politica, il 10% è riferibile a disagi sociali, dovuti a problemi economici o richieste di lavoro e il restante 6% da altre motivazioni di varia natura. </p>
<p>Inoltre il 20% dei 438 casi censiti da Avviso Pubblico nel 2021 sono avvenuti in Comuni che in un passato più o meno recente sono stati sciolti per infiltrazioni mafiose, il dato più alto mai registrato nei Rapporti di Avviso Pubblico. Questi atti intimidatori hanno coinvolto ben 57 Comuni.<br />
(<em>fonte: redattoresociale.it</em>)</p>
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