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	<title>ambulatori Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 15 May 2026 08:42:27 +0000</lastBuildDate>
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		<title>VIDEO-Crotone, la GdiF scopre due ambulatori abusivi di medicina estetica: denunciate due persone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 08:42:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’ambito della quotidiana attività di prevenzione generale e di controllo economico del territorio, i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Crotone hanno individuato 2 attività degli studi medici non autorizzate, gestiti da due cittadine di nazionalità ucraina, dove venivano abitualmente erogate prestazioni mediche di chirurgia estetica in assenza delle previste autorizzazioni. L’individuazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=314&amp;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Freel%2F1499322488413536%2F&amp;show_text=false&amp;width=560&amp;t=0" width="560" height="314" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Nell’ambito della quotidiana attività di prevenzione generale e di controllo economico del territorio, i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Crotone hanno individuato 2 attività degli studi medici non autorizzate, gestiti da due cittadine di nazionalità ucraina, dove venivano abitualmente erogate prestazioni mediche di chirurgia estetica in assenza delle previste autorizzazioni. L’individuazione degli ambulatori abusivi è stata ottenuta grazie ad un meticoloso monitoraggio delle principali piattaforme social, ormai divenute vetrine virtuali di tendenze e di pericolose illegalità, e soprattutto tramite l’effettuazione di prolungati servizi di osservazione, controllo e pedinamento, avendo rilevato in prossimità dei detti locali un continuo e anomalo afflusso di persone, soprattutto di sesso femminile. Il successivo incrocio tra i contenuti multimediali pubblicati on-line, i contatti social e le evidenze rilevate sul territorio ha permesso di ricostruire la fitta rete di clientela adusa a frequentare le citate strutture sanitarie irregolari.</p>
<p>Attraverso, inoltre, la ricerca di informazioni estrapolate dalle banche dati di cui dispone la Guardia di Finanza è stato possibile attestare l’esercizio della professione medica da parte delle due donne in totale mancanza dei necessari titoli abilitativi. Le indagini hanno, infatti, dato conto di come le sedicenti professioniste pubblicizzassero sui rispettivi profili “Instagram” trattamenti estetici altamente invasivi, consistenti principalmente in iniezioni sottocutanee di botulino e acido ialuronico di dubbia provenienza, che per legge possono essere effettuati solo da un medico chirurgo specializzato. I clienti venivano ricevuti presso locali appositamente adibiti o abitazioni private che, seppur dotati di lettini e attrezzature professionali, sono apparsi in condizioni igienico-sanitarie precarie e del tutto privi dei dispositivi salvavita necessari ad affrontare eventuali complicanze mediche, esponendo così i pazienti a gravi pericoli per la salute.</p>
<p>I trattamenti estetici e le prestazioni mediche venivano proposte sul mercato, propinate a mezzo web, a prezzi economicamente più vantaggiosi rispetto a quelli normalmente praticati ed in totale evasione di imposta. Al termine delle attività, i finanziari della Guardia di Finanza di Crotone, diretti dal Procuratore della Repubblica di Crotone – dott. Domenico Guarascio, hanno denunciato le due responsabili per esercizio abusivo della professione medica e proceduto al sequestro di un locale adibito ad ambulatorio medico abusivo, delle attrezzature e delle sostanze pericolose utilizzate tra cui 66 fiale di tossina botulinica e filler dermico, 90 siringhe di acido ialuronico ancora da utilizzare, nonché centinaia di aghi, numerosissime siringhe sterili, come pure diverse pomate anestetiche e flaconi di disinfettanti.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Consulta: Ambulatori di fibromialgia Calabria sono legittimi, No a presìdi cura dell’elettrosensibilità</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/consulta-ambulatori-di-fibromialgia-calabria-sono-legittimi-no-a-presidi-cura-dellelettrosensibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Dec 2024 14:51:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[ambulatori]]></category>
		<category><![CDATA[consulta]]></category>
		<category><![CDATA[elettrosensibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Corte costituzionale, con la sentenza n. 201 del 2024 pubblicata oggi, ha riconosciuto che non sono incostituzionali le previsioni contenute nell’art. 1, commi 1 e 2, della legge della Regione Calabria n. 8 del 2024 (Disposizioni per il riconoscimento della rilevanza sociale della fibromialgia e della elettrosensibilità e istituzione dei relativi registri regionali), volte [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Corte costituzionale, con la sentenza n. 201 del 2024 pubblicata oggi, ha riconosciuto che non sono incostituzionali le previsioni contenute nell’art. 1, commi 1 e 2, della legge della Regione Calabria n. 8 del 2024 <em>(Disposizioni per il riconoscimento della rilevanza sociale della fibromialgia e della elettrosensibilità e istituzione dei relativi registri regionali</em>), volte a promuovere l’istituzione, a livello sia ospedaliero che territoriale, di ambulatori, anche multidisciplinari, dedicati all’attività gratuita di screening, trattamento e gestione degli esiti della fibromialgia. La Corte – rende noto un comunicato della Consulta – ha precisato che la realizzazione di tali prestazioni, pur non ricomprese fra i livelli essenziali delle prestazioni (LEA), non contrasta con il divieto di spese non obbligatorie, della legge n. 311 del 2004, gravante sulle regioni, come la Calabria, sottoposte a piano di rientro dal disavanzo sanitario. E ciò in quanto esse sono attuate dalla Regione senza “oneri di spesa a carico del bilancio regionale”, in forza (ed entro i limiti) delle risorse di uno specifico fondo statale istituito nel 2021 e “finalizzato allo studio, alla diagnosi e alla cura della fibromialgia”. Tali risorse sono state poi ripartite fra le regioni con lo specifico compito di individuare “sul proprio territorio uno o più centri specializzati, idonei alla diagnosi e alla cura della fibromialgia” e il legislatore calabrese non ha fatto altro che perseguire tale obiettivo.</p>
<p>Le medesime disposizioni regionali sono state, invece, dichiarate incostituzionali, nella parte in cui estendono la previsione dell’istituzione, nel territorio regionale, di ambulatori per diagnosi, trattamento e cura dell’elettrosensibilità, sindrome distinta dalla fibromialgia, peraltro finora neppure riconosciuta quale patologia dagli organismi internazionali e interni di ricerca medica. Le prestazioni inerenti a tale sindrome, in quanto non riconducibili al fondo specificamente riferito alla sola fibromialgia, né ai LEA sono, infatti, tali da generare un incremento della spesa sanitaria regionale incompatibile con il divieto di spese non obbligatorie. La Corte ha, tuttavia, espresso l’auspicio che, a livello statale, si porti al più presto a conclusione, secondo le procedure e le modalità previste e in linea con le indicazioni del progresso scientifico e medico, l’aggiornamento dei LEA, la cui individuazione è ferma al d.P.C.m. 12 gennaio 2017. In assenza di tale aggiornamento, i cittadini residenti in regioni sottoposte a piano di rientro dal disavanzo sanitario si trovano, infatti, nell’impossibilità di usufruire di prestazioni divenute essenziali alla luce di sopravvenute evidenze scientifiche.</p>
<p>Sono state, infine, ritenute non fondate le censure relative alle previsioni della medesima legge regionale inerenti alle attività di collaborazione presso gli ambulatori multidisciplinari, nonché, più in generale, di supporto e aiuto ai pazienti, per le quali è espressamente indicato il coinvolgimento solo di associazioni di volontariato e di altre associazioni. Al riguardo, la Corte ha affermato che il richiamo operato dal legislatore regionale solo ad alcuni tipi di enti del terzo settore (ETS), peraltro in maniera poco accurata e disomogenea, non ha un significato preclusivo, bensì meramente esemplificativo. Alla luce di una lettura sistematica dell’intera legge, nonché dai lavori preparatori della stessa, risulta chiaro che il legislatore calabrese ha inteso, all’opposto, riferirsi a tutto il “complesso e variegato arcipelago” dei soggetti di diritto privato che “esercitano in via esclusiva o principale una o più attività di interesse generale per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale”.</p>
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		<item>
		<title>Sanità, Istat: in Calabria nel 2020 meno prestazioni ambulatoriali</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sanita-istat-in-calabria-nel-2020-meno-prestazioni-ambulatoriali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jul 2021 13:23:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[ambulatori]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2020, in Calabria, si è registrata una diminuzione del 30%  per le prestazioni ambulatoriali e specialistiche erogate. È quanto è emerso dal rapporto dell’Istat sulla situazione del Paese, che indica una diminuzione del 20,3% rispetto all’1% del 2019. I cali riguardano, in particolare, la riabilitazione e le visite specialistiche, che hanno registrato un -31% nel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nel 2020, in Calabria, si è registrata una diminuzione del 30%  per le prestazioni ambulatoriali e specialistiche erogate</strong>. <strong>È quanto è emerso dal rapporto dell’Istat</strong> sulla situazione del Paese, che indica una diminuzione del 20,3% rispetto all’1% del 2019.</p>
<p>I cali riguardano, in particolare, la riabilitazione e le visite specialistiche, che hanno registrato un -31% nel 2020, mentre tac, risonanze magnetiche, biopsie, dialisi e radioterapia, hanno subito un calo del 7%.</p>
<p>A livello territoriale, sono la Basilicata (-50%) e la Provincia autonoma di Bolzano (-42%) ad essere le più colpite, mentre in Valle d’Aosta, in Liguria e in Sardegna si è registrato il -30%. Compresa tra l’11 e il 15% quella “in Campania, Sicilia e Toscana.</p>
<p>Non ci sono differenze “tra uomini e donne”, mentre si segnalano «differenze per fasce di età»: quella pediatrica è la più coinvolta (-33%), seguita dagli adulti tra i 35 e i 54 anni (-22%); per le altre fasce d’età “la riduzione è compresa tra il 18 e il 22%.</p>
<p>Dal rapporto, è emerso che, comunque, il calo delle prestazioni è stato più sentito al Nord (9,4%), mentre è più contenuta al Centro e nel Mezzogiorno (9,4%).</p>
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		<item>
		<title>Lamezia, firmato accordo per fornire assistenza sanitaria ai piu’ bisognosi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-firmato-accordo-per-fornire-assistenza-sanitaria-ai-piu-bisognosi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Mar 2021 10:47:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[ambulatori]]></category>
		<category><![CDATA[Assistenza]]></category>
		<category><![CDATA[Caritas]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; “Quello che noi facciamo e’ solo una goccia nell&#8217;oceano, ma se non lo facessimo l&#8217;oceano avrebbe una goccia in meno”. Questa frase di Madre Teresa di Calcutta, citata dal vescovo della Diocesi di Lamezia Terme, Giuseppe Schillaci, puo’ riassumere cio’ che sta alla base della sigla dell’accordo avvenuta stamani tra Caritas diocesana [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; “Quello che noi facciamo e’ solo una goccia nell&#8217;oceano, ma se non lo facessimo l&#8217;oceano avrebbe una goccia in meno”. Questa frase di Madre Teresa di Calcutta, citata dal vescovo della Diocesi di Lamezia Terme, Giuseppe Schillaci, puo’ riassumere cio’ che sta alla base della sigla dell’accordo avvenuta stamani tra Caritas diocesana (rappresentata dal direttore Fabio Stanizzo) e “Ambulatorio solidale prima gli ultimi” (rappresentato dal presidente Nicolino Panedigrano) per fornire assistenza sanitaria ai piu’ bisognosi.<br />
“Questo accordo – ha proseguito il vescovo &#8211; ci permette di essere sempre piu’ attenti alle esigenze del nostro territorio soprattutto ai fragili, agli invisibili a chi non riesce. L’attenzione che dobbiamo avere e’ quella verso le persone tra cui c’e’ chi non ha la forza di gridare. Ecco il perche’ di questa iniziativa che la Caritas sta mettendo in atto. Non si tratta di volersi sostituire perche’ siamo una piccola goccia e questa goccia non vogliamo farla mancare”.<br />
<a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/03/firma-accordo.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-149803 alignleft" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/03/firma-accordo-300x160.jpg" alt="" width="499" height="266" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/03/firma-accordo-300x160.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/03/firma-accordo-768x410.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/03/firma-accordo-696x372.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/03/firma-accordo-786x420.jpg 786w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/03/firma-accordo.jpg 900w" sizes="(max-width: 499px) 100vw, 499px" /></a>L’accordo, secondo quanto e’ scritto nel documento firmato da don Fabio e Panedigrano, prevede di “collaborare nel territorio ricadente nell&#8217;ambito di competenza della Diocesi di Lamezia Terme in forma di partenariato per poter offrire alla popolazione, ognuna nel proprio specifico settore, servizi per una migliore qualità della vita di soggetti che versano in stato di bisogno”. Obiettivo, quindi, e’ “quello di avviare un rapporto di collaborazione che, nella sinergia tra le parti e nel rispetto delle rispettive vocazioni, aiuti processi di sviluppo nei rispettivi campi di attività, nel territorio ricadente nell&#8217;ambito di competenza della Diocesi di Lamezia Terme”.<br />
A tal fine, mentre da un lato la Caritas, tramite i centri di ascolto sparsi sull’intero territorio diocesano, raccogliera’ quelle che sono le esigenze di tipo sanitario della propria utenza, dall’altro l’associazione mette a disposizione, al momento 25 medici (tra cui primari e ospedalieri andati in pensione), specializzati in varie branche, che, gratuitamente, offriranno le loro prestazioni specialistiche all’interno dei locali che la Caritas, nel complesso interparrocchiale San Benedetto, ha messo a disposizione proprio con la finalita’ di aprire i laboratori.<br />
Gesti concreti, quindi, che vanno in un’unica direzione: quella della solidarieta’. Ed in questo caso le “strade della solidarieta’- come evidenziato da Panedigrano – si sono incrociate”.<br />
“In modo simbolico – ha evidenziato al riguardo don Fabio &#8211; si mette un tassello molto importante nel nostro territorio. La nostra Diocesi da tempo voleva raggiungere questo obiettivo ed in questo periodo abbiamo operato per rispondere ai bisogni del nostro territorio che abbraccia 25 comuni. La societa’ – ha aggiunto il direttore della Caritas &#8211; ci interroga la’ dove ci sono le criticita’ della politica e delle amministrazioni e sono contento di questo momento, frutto di dialogo e di confronto, perche’ affidiamo un servizio a persone competenti. Ci auguriamo che da qui a poco riusciamo a concretizzare tutto: per fine settimana – ha concluso &#8211; sempre nel complesso interparrocchiale San Benedetto, saranno completati i lavori della mensa e del deposito. Quando mettiamo il bene davanti a tutto, il bene riesce a superare l’individualismo. Ed in questo caso possiamo dire che la fratellanza ha superato e vinto sull’individualismo”.<br />
<a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/03/accordo1.jpeg"><img decoding="async" class="wp-image-149804 alignleft" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/03/accordo1-300x171.jpeg" alt="" width="500" height="285" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/03/accordo1-300x171.jpeg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/03/accordo1-768x439.jpeg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/03/accordo1-696x397.jpeg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/03/accordo1-735x420.jpeg 735w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2021/03/accordo1.jpeg 900w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a>Parole, queste, cui hanno fatto eco quelle di Panedigrano che, nel ringraziare il vescovo ed il direttore della Caritas “per la sensibilita’ dimostrata”, ha evidenziato che lo scopo e’ quello di “prestare solidareta’ a chi ha bisogno di qualcuno che si occupi anche di questi aspetti della vita”. Quindi, ha effettuato una beve cronistoria della nascita dell’Associazione, “costituita anni fa dall’idea brillante di Tommaso Battaglia e di sua figlia Alba. In questi anni – ha aggiunto &#8211; sono cresciute le diseguaglianze e le emarginazioni. Noi, per quanto potremo, cercheremo di colmare questo gap”, anche se “non ci vogliamo sostituire alla sanita’ pubblica, ma vogliamo essere di supporto”.<br />
Un tassello importante, quindi, in un momento difficile nel mondo che ha visto crescere esponenzialmente le poverta’, creandone delle nuove, e dove, come evidenziato dal Vescovo “un’emergenza sanitaria sta diventando sempre piu’ emergenza sociale. Siamo qui – ha aggiunto Schillaci &#8211; non per tirarci indietro, ma per darci da fare con la nostra umanita’ che ci fa accorgere degli altri. Vogliamo una Calabria sempre piu’ attenta, umana, coesa, non piu’ frammentata e nel nostro piccolo vogliamo contribuire ad essere comunita’ ed essere piu’ unita. Infine ha parlato di “contributi di vicinanza e di prossimita’ per non lasciare le persone in difficolta’ da sole” perche’ “quando una societa’ e’ capace di aiutare chi non ce la fa, questa societa’ cresce”.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Zona arancione, nuova ordinanza di Spirlì: riprendono le attività ambulatoriali</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/zona-arancione-nuova-ordinanza-di-spirli-riprendono-le-attivita-ambulatoriali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Nov 2020 14:58:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[ambulatori]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
		<category><![CDATA[ordinanza]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[spirlì]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; La Regione recepisce l’ordinanza con cui, lo scorso 27 novembre, il ministro della Salute Speranza ha disposto la “zona arancione” per la Calabria. Il presidente facente funzioni della Giunta regionale, Nino Spirlì, ha firmato l’ordinanza n.90 in merito alle nuove misure per la prevenzione e la gestione dell’emergenza covid. Tra i punti più [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; La Regione recepisce l’ordinanza con cui, lo scorso 27 novembre, il ministro della Salute Speranza ha disposto la “zona arancione” per la Calabria. Il presidente facente funzioni della Giunta regionale, Nino Spirlì, ha firmato l’ordinanza n.90 in merito alle nuove misure per la prevenzione e la gestione dell’emergenza covid.<br />
Tra i punti più importanti, la ripresa, all’interno delle strutture ospedaliere pubbliche, delle attività ambulatoriali per prestazioni specialistiche con classe di priorità D (differibile) e P (programmata).<br />
<strong>L’ORDINANZA</strong><br />
La nuova ordinanza vieta «ogni spostamento in entrata e in uscita dal territorio regionale, classificato in uno &#8220;scenario di tipo 3&#8221; e con un livello di rischio &#8220;alto&#8221;, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità, ovvero per motivi di salute.<br />
Sono comunque consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.<br />
Il transito sul territorio regionale è consentito qualora necessario a raggiungere ulteriori territori non soggetti a restrizioni negli spostamenti o nei casi in cui gli spostamenti sono consentiti ai sensi del Dpcm 3 novembre 2020».<br />
Vietato, inoltre, «ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un Comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale Comune».<br />
Restano sospese «le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale a condizione che vengano rispettati i protocolli o le linee guida diretti a prevenire o contenere il contagio. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché dalle ore 5 fino alle ore 22 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro».<br />
Nell’ordinanza si raccomanda «a tutte le persone fisiche di limitare e ridurre al minimo indispensabile ogni forma di spostamento consentito, mantenendo comunque i comportamenti rispettosi del distanziamento interpersonale, del divieto di assembramento, dell’utilizzo corretto delle protezioni delle vie aeree e delle misure igieniche e di prevenzione, al fine contribuire a rallentare la curva di crescita del contagio».<br />
È confermato «l’utilizzo dello screening gratuito, mediante tampone rapido antigenico, per le situazioni di necessità che dovessero manifestarsi all’interno del contesto scolastico».<br />
Verrà mantenuto, a cura dei dipartimenti di Prevenzione delle Aziende sanitarie provinciali, «il costante monitoraggio a livello provinciale del trend epidemico, al fine di procedere a livello regionale all’eventuale adozione di specifiche misure di mitigazione e contenimento, anche circoscritte a determinate aree e sulla base dei criteri fissati a livello regionale e nazionale». Revocate, a partire dal 30 novembre e fino a nuove eventuali determinazioni, le disposizioni – previste al punto 1 dell’ordinanza n.82, poi prorogate dall’ordinanza n.87 – che stabilivano la sospensione delle attività ambulatoriali.<br />
<strong>LE DICHIARAZIONI DI SPIRLÌ</strong><br />
Il presidente commenta quest’ultimo punto. «Ripartono – spiega – quelle visite ambulatoriali che si erano fermate in una fase di grande emergenza. Il momento critico non è certo finito, ma ritengo che i calabresi sapranno autoregolamentarsi per tutelare la propria salute e quella di coloro che sono aggrediti dal virus. Invito i cittadini a non affollare gli ambulatori e i reparti e a usare il massimo buonsenso».<br />
«È necessario – conclude Spirlì – che il personale sanitario lavori in tranquillità per poter continuare a erogare quei servizi di qualità che il nostro sistema è riuscito a garantire nonostante la scarsità di strumenti, la vetustà dei locali e la poca considerazione di chi avrebbe dovuto e potuto migliorare lo stato di salute degli ospedali ma ha, invece, preferito il silenzio amministrativo, le agonie burocratiche e il cinismo personale, a danno dei Calabresi più deboli».</p>
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		<title>Lamezia, duro attacco del Comitato malati cronici che presenta esposto in Procura</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lamezia-duro-attacco-del-comitato-malati-cronici-che-presenta-esposto-in-procura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2020 11:50:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; &#8220;L&#8217;associazione malati cronici del lametino diventata sempre più punto di riferimento di quanti lamentano il calvario a cui sono costretti quotidianamente ha deciso,assieme ai propri affiliati, di presentare un esposto denuncia alla Procura della Repubblica. Costringere, di fatto, i pazienti a ricorrere al privato e quindi a pagamento quando avrebbero diritto ad [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lamezia Terme &#8211; &#8220;L&#8217;associazione malati cronici del lametino diventata sempre più punto di riferimento di quanti lamentano il calvario a cui sono costretti quotidianamente ha deciso,assieme ai propri affiliati, di presentare un esposto denuncia alla Procura della Repubblica. Costringere, di fatto, i pazienti a ricorrere al privato e quindi a pagamento quando avrebbero diritto ad essere curati e visitati gratuitamente nelle strutture pubbliche non è più tollerabile&#8221;.<br />
E&#8217; quanto si legge in una nota firmata dal presidente Giuseppe Gigliotti. &#8220;Essere dirottati nelle zone più disparate da Girifalco a Chiaravalle piuttosto che a Soverato, con propri mezzi o essere accompagnati da un taxi o da altri per quanti anziani e non in grado di guidare, è un dispendio di risorse e tempo che contraddice una sanità al servizio di quanti stanno male. Diventa senza alcuna giustificazione tenere ancora chiusi gli ambulatori e &#8211; rimarca il Comitato &#8211; consentire solo le visite a pagamento, nello stesso ospedale, con gli stessi medici e le medesime attrezzature. La continua spoliazione di servizi e strutture presso l&#8217;ospedale di Lamezia Terme fino a non garantire la cura e le analisi in tempi rapidissimi non solo grida ingiustizia ma colpisce le persone più fragili e più povere. Un numero sempre più elevato rinuncia, a causa delle precarie condizioni economiche, di curarsi. Si lascia morire. Regna il caos e le persone sono considerate numeri&#8221;.<br />
&#8220;È da tempo &#8211; ricorda il Comitato &#8211; che rivendichiamo un&#8217;organizzazione della medicina sia ospedaliera che del territorio che ponga al centro il paziente in quanto persona e non il contrario. Come si può accettare il lungo vero silenzio dei nostri due deputati? Non convince nemmeno l&#8217;accettazione dello stato di fatto dell&#8217;amministrazione comunale e una regione che ha messo in conto che Lamezia Terme deve stare ai margini della realtà regionale. Non troviamo giusto che il ministro della salute continui a consentire che commissari dimostratosi incompetenti e incapaci restino al loro posto. Specialmente quando persino i livelli minimi di assistenza sono negati e il diritto alla cura e alla salute, garantito dal diritto costituzionale, ignorato&#8221;.</p>
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