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	<title>agguato Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 28 Aug 2026 08:33:38 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Agguato all&#8217;alba nel Cosentino: ucciso il 36enne Giuseppe Scorza, grave un altro uomo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 07:50:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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		<category><![CDATA[Giuseppe Scorza]]></category>
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		<category><![CDATA[Renato Elia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Agguato a Lauropoli, frazione di Cassano allo Ionio (Cosenza), dove un uomo è morto e un altro è rimasto gravemente ferito. La vittima è il 36enne Giuseppe Scorza, deceduto sul colpo. Secondo una prima ricostruzione dei fatti i due uomini, intorno alle 6 di questa magttina,  si trovavano nell&#8217;ufficio di un&#8217;azienda che si occupa di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Agguato a Lauropoli, frazione di Cassano allo Ionio (Cosenza), dove un uomo è morto e un altro è rimasto gravemente ferito. La vittima è il 36enne Giuseppe Scorza, deceduto sul colpo. Secondo una prima ricostruzione dei fatti i due uomini, intorno alle 6 di questa magttina,  si trovavano nell&#8217;ufficio di un&#8217;azienda che si occupa di gestione di servizi ambientali nei pressi di via Fiume quando sono stati raggiunti da diversi colpi di arma da fuoco.</p>
<p>Renato Elia, titolare dell’attività, è riuscito a mettersi in salvo, uscendo dai locali e trovando riparo in un vicino esercizio commerciale. L&#8217;agguato è avvenuto intorno alle 5.38. Sulla vicenda indagano i carabinieri per ricostruire l&#8217;esatta dinamica dei fatti. Al momento non è esclusa nessuna pista.</p>
<p>Il padre di Giuseppe Scorza, Maurizio, di 57, fu ucciso il 4 aprile 2022 insieme alla moglie, Hanane Saadi, di 38 anni, tunisina. Maurizio Scorza, già noto alle forze dell&#8217;ordine per reati di droga, fu trovato in una zona di campagna in località &#8220;Gammellona&#8221; di Castrovillari, nel portabagagli della sua Mercedes, mentre quello della moglie era sul sedile lato passeggero della vettura. I due furono uccisi con numerosi colpi di pistola calibro 9.</p>
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		<title>Agguato contro pregiudicato a Rossano: le sue condizioni sono molto gravi</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/agguato-contro-pregiudicato-a-rossano-le-sue-condizioni-sono-molto-gravi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Mar 2026 15:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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		<category><![CDATA[Rossano]]></category>
		<category><![CDATA[Salvatore Morfò]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un pregiudicato, Salvatore Morfò, di 68 anni, è rimasto gravemente ferito nella tarda mattinata di oggi in località &#8216;Donnanna&#8216; a Rossano, dove nei pressi di un ristorante è stato raggiunto da uno o più colpi di pistola esplosi da persone, al momento, rimaste ignote. Scattato l&#8217;allarme sul posto sono intervenuti i Carabinieri del Nucleo Operativo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un pregiudicato, Salvatore Morfò, di 68 anni, è rimasto gravemente ferito nella tarda mattinata di oggi in località &#8216;<em>Donnanna</em>&#8216; a Rossano, dove nei pressi di un ristorante è stato raggiunto da uno o più colpi di pistola esplosi da persone, al momento, rimaste ignote.</p>
<p>Scattato l&#8217;allarme sul posto sono intervenuti i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile del Reparto Territoriale di Corigliano-Rossano che hanno avviato i primi rilievi e le attività investigative.</p>
<p>Morfò, conosciuto dalle forze dell’ordine e ritenuto vicino ad ambienti della criminalità locale, è stato soccorso e trasferito d’urgenza in ospedale, dove i sanitari sono stati costretti a sottoporlo ad un delicato intervento chirurgico. Secondo quanto si è appreso le sue condizioni sarebbero gravi.</p>
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		<item>
		<title>Morto in ospedale il pensionato ferito ieri a colpi di pistola in un agguato ad Africo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/morto-in-ospedale-il-pensionato-ferito-ieri-a-colpi-di-pistola-in-un-agguato-ad-africo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2026 16:18:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[Giovanni Cosimo Casile]]></category>
		<category><![CDATA[morto]]></category>
		<category><![CDATA[PENSIONATO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non ce l&#8217;ha fatta il pensionato di 81 anni, Giovanni Cosimo Casile, ferito ieri in un agguato ad Africo, nella Locride, con alcuni colpi di pistola sparati da una persona non identificata che si é subito dopo data alla fuga. L&#8217;uomo, infatti, è deceduto la notte scorsa, nell&#8217;ospedale di Locri. A provocare il decesso dell&#8217;anziano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non ce l&#8217;ha fatta il pensionato di 81 anni, Giovanni Cosimo Casile, ferito ieri in un agguato ad Africo, nella Locride, con alcuni colpi di pistola sparati da una persona non identificata che si é subito dopo data alla fuga. L&#8217;uomo, infatti,  è deceduto la notte scorsa, nell&#8217;ospedale di Locri. A provocare il decesso dell&#8217;anziano le ferite riportate, in particolare, nella parte bassa del tronco.</p>
<p>Il pensionato all&#8217;arrivo in ospedale era stata subito sottoposta a intervento chirurgico e ricoverata nel reparto di Chirurgia. Casile, nel momento dell&#8217;agguato, si trovava a breve distanza dalla sua automobile. Sconosciuto al momento il movente dell&#8217;omicidio, in relazione al quale non si esclude alcuna pista.</p>
<p>Sul delitto stanno svolgendo indagini, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Locri, i carabinieri della Compagnia di Bianco.</p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="lgV2EJwrdA"><p><a href="https://www.calabrianews.it/tentato-omicidio-nella-locride-ferito-gravemente-un-pensionato/">Tentato omicidio nella Locride, ferito gravemente un pensionato</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Tentato omicidio nella Locride, ferito gravemente un pensionato&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/tentato-omicidio-nella-locride-ferito-gravemente-un-pensionato/embed/#?secret=MDXpAnlNNv#?secret=lgV2EJwrdA" data-secret="lgV2EJwrdA" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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		<item>
		<title>Cassano allo Ionio, agguato al padre del boss della cosca Forastefano: ferito, è in ospedale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cassano-allo-ionio-agguato-al-padre-del-boss-della-cosca-forastefano-ferito-e-in-ospedale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2025 10:13:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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		<category><![CDATA[Cassano allo Ionio]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Forastefano]]></category>
		<category><![CDATA[ferito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Proseguono serrate le indagini per accertare fatti e responsabili dell&#8217;agguato che è stato compiuto ieri a Cassano allo Ionio (CS) dove colpi d&#8217;arma da fuoco sono stati sparati contro Domenico Forastefano, alias &#8220;Mimmo ù pisciaiuolu&#8221;, di 61 anni, già noto alle forze dell&#8217;ordine. Ritenuto per anni dagli investigatori uno dei principali referenti della &#8216;ndrangheta dell&#8217;area [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Proseguono serrate le indagini per accertare fatti e responsabili dell&#8217;agguato che è stato compiuto ieri a Cassano allo Ionio (CS) dove colpi d&#8217;arma da fuoco sono stati sparati contro <strong>Domenico Forastefano</strong>, alias &#8220;Mimmo ù pisciaiuolu&#8221;, di 61 anni, già noto alle forze dell&#8217;ordine. Ritenuto per anni dagli investigatori uno dei principali referenti della &#8216;ndrangheta dell&#8217;area della Sibaritide, è padre del 38enne <strong>Pasquale</strong>, detto &#8220;l&#8217;animale&#8221;, ritenuto il capo dell&#8217;omonima cosca e detenuto al 41 bis nel carcere di Novara. L&#8217;uomo è rimasto ferito ad un braccio.</p>
<p>L&#8217;agguato, a quanto si è appreso, si è consumato <strong>in contrada &#8220;Tre Ponti&#8221;</strong>, nel territorio del comune di Cassano. Il colpo sarebbe stato esploso da una pistola. Su quanto accaduto vige il massimo riserbo degli inquirenti in quanto sono in corso le indagini per ricostruire con esattezza la dinamica di quanto avvenuto e per individuare i responsabili. Le indagini vengono svolte dai carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Cosenza.</p>
<p>Forastefano è ricoverato nell&#8217;ospedale &#8220;Nicola Giannettasio&#8221; di Corigliano-Rossano, dove si trova sotto stretta sorveglianza dei carabinieri.</p>
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		<item>
		<title>Agguato mafioso in pieno centro a Reggio Calabria: arrestati tre giovani</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/agguato-mafioso-in-pieno-centro-a-reggio-calabria-arrestati-tre-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Oct 2025 07:05:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Gip di Regio Calabria ha emesso un’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere, su richiesta della Dda, dalla Polizia di Reggio Calabria, nei confronti di tre giovani gravemente indiziati, in concorso, dei reati di tentato omicidio e detenzione e porto abusivo in luogo pubblico di armi da sparo, delitti entrambi aggravati dal metodo mafioso. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Gip di Regio Calabria ha emesso un’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere, su richiesta della Dda, dalla Polizia di Reggio Calabria, nei confronti di tre giovani gravemente indiziati, in concorso, dei reati di tentato omicidio e detenzione e porto abusivo in luogo pubblico di armi da sparo, delitti entrambi aggravati dal metodo mafioso. Le indagini, immediatamente avviate dalla procura e curate dalla Sezione Omicidi della Squadra Mobile, scaturiscono dai fatti avvenuti il 15 luglio dello scorso anno, quando un uomo è stato gravemente ferito a colpi di fucile, in pieno centro cittadino.</p>
<p>Secondo quanto emerso dalle indagini, quella sera, a seguito di una lite originata dall’incendio di un’autovettura parcheggiata in prossimità dell’abitazione degli indagati, il responsabile dell’incendio era stato malmenato con una mazza da baseball, per aver operato senza autorizzazione in zona sotto il controllo dei tre giovani, due dei quali fratelli, e per aver arrecato disturbo al riposo della madre.</p>
<p>Non contenti, i tre uomini, dopo aver recuperato un fucile in zona Pellaro, si erano appostati nei pressi della loro abitazione in attesa del rientro dell’uomo che, appena si è avvicinato, è stato raggiunto da tre colpi di fucile all’addome e alle gambe esplosi da uno dei tre giovani al solo fine di rivendicare il predominio e il controllo sulla zona di appartenenza, evocando la capacità mafiosa di una nota ‘ndrina della zona sud di Reggio Calabria. A cause delle gravi ferite riportate, la vittima ha subito l’amputazione totale dell’arto inferiore destro. Uno degli indagati era già in stato detentivo in quanto sottoposto a fermo di indiziato di delitto lo scorso 4 novembre per il possesso di due fucili a canne mozze, di pistole con matricola abrasa e numerose munizioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/agguato-mafioso-in-pieno-centro-a-reggio-calabria-arrestati-tre-giovani/">Agguato mafioso in pieno centro a Reggio Calabria: arrestati tre giovani</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<item>
		<title>&#8216;Ndrangheta in curva Milan, nuovo arresto per Luca Lucci mandante dell&#8217;agguato al rivale Anghinelli</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/ndrangheta-in-curva-milan-nuovo-arresto-per-luca-lucci-mandante-dellagguato-al-rivale-anghinelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Dec 2024 18:04:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riunioni di mafia sull&#8217;asse Milano-Calabria per la gestione della Curva Sud. Coperture della &#8216;ndrangheta per difendersi dall&#8217;assalto del «rivale» Domenico Vottari che voleva scalare il feudo della Sud della coppia Lucci-Lombardi. È lo scenario che emerge nella nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Domenico Santoro nei confronti del capo ultrà rossonero [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Riunioni di mafia sull&#8217;asse <strong>Milano-Calabria per la gestione della Curva Sud</strong>. Coperture della <strong>&#8216;ndrangheta</strong> per difendersi dall&#8217;assalto del «rivale» Domenico Vottari che voleva scalare il feudo della Sud della coppia Lucci-Lombardi. È lo scenario che emerge nella <strong>nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere</strong> firmata dal gip Domenico Santoro <strong>nei confronti del capo ultrà rossonero Luca Lucci</strong>, già in carcere da fine settembre per l&#8217;inchiesta «Doppia curva» e per droga (18 novembre), nelle <strong>indagini sul tentato omicidio di Enzino Anghinelli</strong>, il tifoso rossonero vittima di un agguato il 12 aprile 2019 in via Cadore a Milano. Come esecutore materiale è già stato arrestato alcune settimane fa l&#8217;ultrà (e braccio destro di Lucci) Daniele Cataldo, e lo stesso Lucci era indagato come mandante. Ora l&#8217;inchiesta coordinata dai pm Paolo Storari e Leonardo Lesti, ha portato alla nuova ordinanza per Lucci notificata dalla squadra Mobile di Milano nel carcere di Voghera (Pavia) dove è detenuto. Un agguato che, secondo le indagini, sarebbe maturato nell&#8217;ambito di «<strong>uno scontro per il controllo della Curva Sud</strong>» e per certificare la volontà di «supremazia» conquistata dal 2016 da Luca Lucci, che stava portando avanti una «guerra» contro un altro gruppo di ultrà milanisti, i Black Devil, capeggiati da Domenico Vottari, a cui era legato Anghinelli. <strong>In mezzo anche presunte mediazioni portate avanti da Giuseppe Calabrò, detto ‘u Dutturicchiu, personaggio considerato legato ai clan della ‘ndrangheta di San Luca e di Platì (Reggio Calabria)</strong>.</p>
<p>Per il gip Santoro, i «contatti» tra «<strong>esponenti della Curva Sud</strong>» e «<strong>ambienti della criminalità organizzata calabrese</strong>» dimostrano un «progressivo avvicinamento tra delinquenza da stadio e ‘ndrangheta, che lascia pensare a sviluppi preoccupanti» e che conferma la «estrema pericolosità» del gruppo «capeggiato» da Luca Lucci, che può «avvalersi di legami di così rilevante spessore». Per il giudice, come si legge nella parte del provvedimento sulle esigenze cautelari, Lucci è diventato un «vero e proprio padrone» di quel «territorio», ossia dello stadio di San Siro, e ha creato negli anni un «clima di intimidazione e assoggettamento». Sarebbe riuscito anche ad entrare «in contesti forieri di sempre maggiori introiti economici avvalendosi» della sua «fama criminale».<br />
Per il giudice Santoro è «obiettivamente impensabile ritenere che l&#8217;azione di sangue» ai danni di Anghinelli «sia stata frutto di iniziativa autonoma di Cataldo», l&#8217;uomo di fiducia di Lucci, ma ci sarebbe stata, invece, una «precisa direttiva» del capo della Sud. Per il gip il «sentimento di astio» di Lucci nei confronti di Anghinelli aveva «radici risalenti». Già nell&#8217;ottobre 2018 «Manolo Recrosio, fedelissimo di Lucci» aveva minacciato di morte Anghinelli, il quale poi subì una lunga serie di aggressioni fino allo scorso luglio, con l&#8217;ultimo pestaggio. Anghinelli, sintetizza il gip, sarebbe stato un «cane sciolto» che voleva «fare affari con la curva», minando il potere di Lucci e alleandosi a volte con Giancarlo Lombardi, ex capo ultrà detto «Sandokan», o con<strong> Domenico Vottari</strong> dei «Black Devil».</p>
<p>Per Lucci e i suoi quel loro &#8220;bersaglio&#8221; era anche un «infame» e questo rappresentava un altro «solidissimo movente». Anghinelli era diventato «troppo ingombrante», in particolare per uno dei business della curva Sud, ossia il traffico di droga. <strong>Tutto ciò in un contesto in cui entrambi i gruppi «in guerra» per il controllo della curva avrebbero avuto pure «rilevanti legami con articolazioni della `ndrangheta», contatti che Lucci avrebbe avuto ancora di recente</strong>. Agli atti le parole intercettate di Giuseppe Caminiti, legato a Calabrò e arrestato a fine settembre nell&#8217;inchiesta «Doppia curva»: quelli «sparano di brutto» diceva, facendo riferimento a Lucci e ai suoi. «Quando c&#8217;era qualcuno che voleva fare un attimo lo scemo nella Curva del Milan &#8230; l&#8217;han seccato! (&#8230;) è vivo ma è come un vegetale», spiegava Caminiti. Un riferimento «chiaro», secondo gli atti, ad Anghinelli.<br />
(<em>Fonte: corriere.it</em>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/ndrangheta-in-curva-milan-nuovo-arresto-per-luca-lucci-mandante-dellagguato-al-rivale-anghinelli/">&#8216;Ndrangheta in curva Milan, nuovo arresto per Luca Lucci mandante dell&#8217;agguato al rivale Anghinelli</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Grave un 20enne ferito a colpi di fucile mentre era in auto con la fidanzata, non è in pericolo di vita</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/grave-un-20enne-ferito-a-colpi-di-fucile-mentre-era-in-auto-con-la-fidanzata-non-e-in-pericolo-di-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Aug 2024 10:24:42 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Auto]]></category>
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		<category><![CDATA[Pietro Morfei]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un 20enne è stato ferito in un agguato compiuto la notte scorsa a San Pietro di Caridà, in provincia di Reggio Calabria, al confine con la provincia di Vibo Valentia. La vittima, Pietro Morfei, è stata ferita al collo e adesso è ricoverata in prognosi riservata nell&#8217;ospedale di Reggio Calabria. Il giovane, comunque, non sarebbe [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un 20enne è stato ferito in un agguato compiuto la notte scorsa a San Pietro di Caridà, in provincia di Reggio Calabria, al confine con la provincia di Vibo Valentia. La vittima, <strong>Pietro Morfei</strong>, è stata ferita al collo e adesso è ricoverata in prognosi riservata nell&#8217;ospedale di Reggio Calabria. Il giovane, comunque, non sarebbe in pericolo di vita. Morfei si trovava a bordo della sua auto quando è stato raggiunto da un colpo di fucile caricato a pallini. Insieme a lui la fidanzata che ha riportato delle escoriazioni.</p>
<p>Le indagini sono condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo del Gruppo di Gioia Tauro e del Reparto operativo di Reggio che stanno aspettando che il giovane sia in grado di parlare per interrogarlo e cercare di ricostruire la dinamica e il movente del tentato omicidio. L&#8217;inchiesta è coordinata dalla Procura di Palmi ma potrebbe essere trasmessa, per competenza, alla Dda di Reggio Calabria, non escludendo un interessamento anche della Dda di Catanzaro visto che San Pietro di Caridà e Monsoreto di Dinami sono zone al confine con la provincia di Vibo Valentia dove c&#8217;è una forte influenza &#8216;ndranghetista non solo delle cosche reggine ma anche di quelle vibonesi. Pietro Morfei è incensurato ma le modalità dell&#8217;agguato fanno pensare a un contesto mafioso che in queste ore è una delle ipotesi al vaglio degli investigatori.</p>
<p>Due anni fa nelle campagne di Monsoreto di Dinami (Vibo Valentia) era stato ucciso Alessandro Morfei, figlio di Pietro Morfei, a sua volta assassinato nel 1998 nella piazzetta del paese. Quest&#8217;ultimo è omonimo del giovane ferito ieri sera.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>Agguato nel Vibonese: 54enne ferito a colpi di arma da fuoco, carabinieri a caccia responsabili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Apr 2024 12:52:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un uomo di 54 anni, Carmelo Castagna, è stato trasferito in elisoccorso in gravi condizioni presso l&#8217;ospedale &#8220;Pugliese&#8221; di Catanzaro dopo essere rimasto ferito al volto e al torca da colpi di arma da fuoco. A sparare forse più persone. Il fatto è avvenuto nel primo pomeriggio a Presinaci, frazione del Comune di Rombiolo nel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un uomo di 54 anni, <strong>Carmelo Castagna</strong>, è stato trasferito in elisoccorso in gravi condizioni presso l&#8217;ospedale &#8220;Pugliese&#8221; di Catanzaro dopo essere rimasto ferito al volto e al torca da colpi di arma da fuoco. A sparare forse più persone.</p>
<p>Il fatto è avvenuto nel primo pomeriggio a Presinaci, frazione del Comune di <strong>Rombiolo</strong> nel Vibonese. Castagna è stato trovato ferito davanti all&#8217;abitazione del fratello. Carmelo Castagna è fratello di Nazzareno, un soggetto già noto alle forze dell&#8217;ordine.</p>
<p>Sul posto, scattato l&#8217;allarme, i sanitari che hanno deciso l&#8217;immediato trasferimento nel nosocomio Catanzarese. Sul fatto indagano, con il coordinamento della Procura di Vibo Valentia, indagano i carabinieri del comando provinciale di Vibo. </p>
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		<title>Omicidio dottoressa Romeo: Indagini tra pista lavorativa e privata, ma ancora non c&#8217;è un movente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Nov 2023 14:07:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[Francesco Romeo]]></category>
		<category><![CDATA[indagini]]></category>
		<category><![CDATA[perizia]]></category>
		<category><![CDATA[Santa Cristina d'Aspromonte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Procura di Palmi vuole vederci chiaro sulla dinamica dell&#8217;agguato in cui, sabato mattina, a Santa Cristina d&#8217;Aspromonte, è stata uccisa la dottoressa della guardia medica Francesca Romeo mentre era in auto con il marito Antonio Napoli, medico psichiatra, rimasto ferito di striscio a un braccio. Il procuratore Emanuele Crescenti, l&#8217;aggiunto Santo Melidona e il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Procura di Palmi vuole vederci chiaro sulla dinamica dell&#8217;agguato in cui, sabato mattina, a Santa Cristina d&#8217;Aspromonte, è stata uccisa la dottoressa della guardia medica Francesca Romeo mentre era in auto con il marito Antonio Napoli, medico psichiatra, rimasto ferito di striscio a un braccio. Il procuratore Emanuele Crescenti, l&#8217;aggiunto Santo Melidona e il pm Elio Romano, hanno chiesto alla Squadra mobile di Reggio Calabria e alla Scientifica una dettagliata ricostruzione balistica per capire la traiettoria dei colpi esplosi dal sicario.  Il primo è stato frontale e, dopo aver attraversato il parabrezza, non ha colpito nessuno e si è conficcato nel cofano. Il secondo, a pallettoni, stando ai primi rilievi, è stato sparato dal lato guida e, dopo aver sfiorato il braccio di Napoli, ha colpito la donna uccidendola.</p>
<p>Il secondo colpo farebbe pensare che l&#8217;obiettivo fosse l&#8217;uomo ma, al momento, secondo gli inquirenti, ci sono troppe variabili per averne la certezza. A partire dall&#8217;auto in movimento e dalla decisione presa da chi ha sparato di spostarsi sulla destra e non sulla sinistra dove avrebbe avuto, se fosse stata lei il bersaglio, maggiore probabilità di uccidere Romeo. Occorre capire se questa è stata una scelta voluta dell&#8217;assassino o dettata dalle circostanze. Nel primo caso l&#8217;obiettivo sarebbe stato senza dubbio il marito che, nel secondo caso, invece, per il sicario potrebbe essere stato indifferente uccidere uno dei due coniugi o entrambi. Questo, però, cambierebbe lo scenario sul movente che, per ora, non è chiaro. Avvalorerebbe quello legato alla vita privata piuttosto che lavorativa. Su questo fronte, tutte le ipotesi sono in piedi.</p>
<p>Gli investigatori della Squadra mobile stanno continuando a scavare a 360 gradi non sottovalutando nulla. Non essendo ancora emersi, e in attesa di capire se ci sono realmente stati, problemi legati alla professione della vittima, gli inquirenti stanno verificando alcune voci che circolano a Seminara secondo cui i due coniugi potrebbero avere avuto discussioni legate a terreni di famiglia. Si tratta, però, al momento solo di voci su fatti datati e sui quali fino ad oggi non ci sono elementi di connessione col delitto.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>Lo “strano” omicidio della dottoressa Francesca Romeo: Movente del delitto è ancora un giallo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Nov 2023 13:53:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[agguato]]></category>
		<category><![CDATA[dottoressa]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Romeo]]></category>
		<category><![CDATA[Santa Cristina d'Aspromonte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un delitto al momento inspiegabile – “strano” come lo definisce un investigatore – quello della dottoressa Francesca Romeo, uccisa stamani in un agguato mentre, in auto col marito Antonio Napoli rimasto lievemente ferito, rientrava a casa dopo il turno alla guardia medica di Santa Cristina d’Aspromonte. Chi conosce marito e moglie, che non avevano figli, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un delitto al momento inspiegabile – “strano” come lo definisce un investigatore – quello della dottoressa Francesca Romeo, uccisa stamani in un agguato mentre, in auto col marito Antonio Napoli rimasto lievemente ferito, rientrava a casa dopo il turno alla guardia medica di Santa Cristina d’Aspromonte. Chi conosce marito e moglie, che non avevano figli, parla di persone perbene, riservate. Niente, dunque, che possa giustificare un agguato compiuto con modalità ‘ndranghetiste ma che, secondo le prime ipotesi degli investigatori, non sarebbe legato alla criminalità organizzata. I magistrati della Procura di Palmi diretta da Emanuele Crescenti e gli investigatori della Squadra mobile di Reggio Calabria e del Commissariato di Taurianova stanno adesso cercando di ricostruire la vita della dottoressa, le sue conoscenze, per cercare di dare un perché all’omicidio.</p>
<p>Gli inquirenti hanno sentito stamani il marito nella speranza di avere da lui notizie utili per indirizzare le indagini verso una pista definita. Allo stato delle indagini non si puo’ escludere alcuna ipotesi sul movente dell’omicidio. Questo e’ quanto fanno sapere gli inquirenti. La donna aveva appena terminato il suo turno di lavoro e stava rientrando a Seminara, il suo paese, a bordo della Peugeot 3008 guidata dal marito, Antonio Napoli, di 66 anni, che era andato a prenderla. Quando la vettura, poco dopo il cimitero cittadino, ha imboccato una curva a gomito della strada provinciale tortuosa che porta alla piana di Gioia Tauro, almeno due persone hanno fatto fuoco con fucili di grosso calibro.</p>
<p>La donna e’ morta, mentre l’uomo, medico psichiatra in servizio a Palmi, che era andato a prendere la moglie, e’ rimasto ferito a un braccio. Non e’ in pericolo di vita, ma e’ stato ricoverato all’ospedale di Polistena (RC). A Seminara, il paese della dottoressa assassinata, prevale lo sconcerto per quanto accaduto. Lei e il coniuge sono descritte come persone riservate, dedite al lavoro. La coppia non aveva figli ne&#8217; si ha notizia di legami con ambienti criminali. Il coniuge era solito fare compagnia alla donna quando lei copriva turni di notte.</p>
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