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	<title>aggredito Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 28 Aug 2026 10:35:30 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Vibo Valentia, 60enne ferito da colpi di pistola e il figlio picchiato di ritorno dall&#8217;ospedale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 10:35:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sono tuti da chiarire i contorni di una vicenda al vaglio degli investigatori della Squadra mobile di Vibo Valentia. I fatti: un sessantenne è rimasto ferito lievemente stamani, nel quartiere Affaccio, dopo essere stato raggiunto da alcuni colpi di pistola; il figlio, dopo avere accompagnato il genitore in ospedale, è stato fermato da alcune persone [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono tuti da chiarire i contorni di una vicenda al vaglio degli investigatori della Squadra mobile di Vibo Valentia. I fatti: un sessantenne è rimasto ferito lievemente stamani, nel quartiere Affaccio, dopo essere stato raggiunto da alcuni colpi di pistola; il figlio, dopo avere accompagnato il genitore in ospedale, è stato fermato da alcune persone sulla strada del ritorno a casa e violentemente aggredito. Il giovane è quindi tornato in ospedale per farsi medicare</p>
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<div class="image-container">Gli investigatori stanno cercando di ricostruire l&#8217;esatta dinamica dei due episodi e, soprattutto, di comprendere se vi sia un collegamento tra l&#8217;aggressione e il ferimento a colpi di pistola. Secondo alcune indiscrezioni, la vicenda potrebbe essere collegata ad una lite degenerata in rissa avvenuta circa 48 ore prima nei pressi di un autolavaggio che ha reso necessario l&#8217;intervento delle forze dell&#8217;ordine e di un&#8217;ambulanza del 118. Le persone coinvolte erano state identificate dopo che la situazione era tornata alla calma.</div>
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<p>Elementi che ora potrebbero rivelarsi utili agli investigatori per ricostruire la sequenza degli avvenimenti e risalire ai responsabili del ferimento e della successiva aggressione. Gli investigatori della Squadra mobile stanno raccogliendo testimonianze e visionando le immagini degli impianti di videosorveglianza presenti nella zona.</p>
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		<title>Cosenza, calci e pugni a medico del pronto soccorso: pregiudicato 36enne bloccato dai Carabinieri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2026 16:46:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un medico in servizio nell&#8217;area dei codici bianchi al Pronto soccorso dell&#8217;ospedale di Cosenza è stato aggredito la notte scorsa da un 36enne pregiudicato senza fissa dimora, gia&#8217;noto alle forze dell&#8217;ordine, che ha anche danneggiato i locali. Il sanitario ha riportato un esteso trauma cranico ed in osservazione nello stesso ospedale. Secondo una prima ricostruzione, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un medico in servizio nell&#8217;area dei codici bianchi al Pronto soccorso dell&#8217;ospedale di Cosenza è stato aggredito la notte scorsa da un 36enne pregiudicato senza fissa dimora, gia&#8217;noto alle forze dell&#8217;ordine, che ha anche danneggiato i locali. Il sanitario ha riportato un esteso trauma cranico ed in osservazione nello stesso ospedale.</p>
<p>Secondo una prima ricostruzione, l&#8217;uomo, prima di recarsi in ospedale, aveva avuto un alterco con un operatore di Casa San<br />
Francesco, in via Montagna. Lo stesso operatore si è poi presentato all&#8217;Annunziata per farsi medicare e aveva un codice minore. Qui sarebbe stato raggiunto dall&#8217;aggressore, in evidente stato di alterazione, che ha iniziato a colpire con calci e pugni anche il medico di turno, devastando i locali e generando panico tra pazienti e personale.</p>
<p>L&#8217;intervento dei Carabinieri ha bloccato l&#8217;uomo solo con l&#8217;uso del taser. L&#8217;uomo si trova ora ancora in ospedale per le cure del caso ed è piantonato dalle forze dell&#8217;ordine.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Davide Ferrerio aggredito a Crotone, sindaco Bologna: Ferita ancora aperta a distanza di quattro anni</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/davide-ferrerio-aggredito-a-crotone-sindaco-bologna-ferita-ancora-aperta-a-distanza-di-quattro-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 10:24:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Quella di Davide Ferrerio (nella foto) è una storia che Bologna non ha mai smesso di considerare propria, per il legame che la sua famiglia ha con la città, per l’amore di Davide verso la sua squadra del cuore, per l’affetto e la solidarietà che ha saputo generare.  L’11 agosto saranno passati quattro anni da [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Quella di Davide Ferrerio (nella foto) è una storia che Bologna non ha mai smesso di considerare propria, per il legame che la sua famiglia ha con la città, per l’amore di Davide verso la sua squadra del cuore, per l’affetto e la solidarietà che ha saputo generare. </em><br />
<em>L’11 agosto saranno passati quattro anni da quel giorno, quando per una violenza terribile Davide è entrato in coma. Ieri, ancora una volta insieme alla mamma Giuseppina abbiamo ricordato il percorso condiviso, gli abbracci e la battaglia legale che anche l&#8217;Amministrazione comunale ha condotto accanto alla famiglia, costituendosi parte civile presso il Tribunale di Crotone&#8221;.</em> Inizia così la dichiarazione del sindaco di Bologna, Matteo Lepore, nell&#8217;anniversario dell&#8217;aggressione a Davide Ferrerio avvenuta a Crotone l&#8217;11 agosto 2022.</p>
<p><em>&#8220;Davide aveva vent&#8217;anni allora e più volte abbiamo sentito raccontare la sua storia dai genitori Massimiliano e Giusy, il fratello Alessandro. Persone che non smetteremo mai di ringraziare per quello che da subito hanno deciso di fare per Davide, standogli accanto, condividendo il proprio dolore con la nostra comunità. Il percorso giudiziario è stato lungo e non privo di momenti di tensione e amarezza per la famiglia- </em>prosegue Lepore<em>. Fin dalle prime udienze, abbiamo voluto che il Comune di Bologna si costituisse parte civile accanto alla famiglia Ferrerio, insieme al Comune e alla Provincia di Crotone. È un gesto che, nella prassi amministrativa italiana, non è affatto scontato: un ente locale si costituisce normalmente parte civile per reati commessi sul proprio territorio o contro il proprio patrimonio e la propria comunità in senso stretto. In questo caso, invece, il Comune ha rivendicato un diritto e un dovere diversi, fondati sul legame identitario e valoriale che unisce Davide, cittadino bolognese, alla città che lo ha visto crescere. È una lettura che trova fondamento nei principi generali dello Statuto comunale, che impegnano l&#8217;Amministrazione alla tutela della dignità della persona, alla solidarietà verso i propri cittadini e alla promozione dei valori di convivenza civile anche al di là dei confini amministrativi in senso stretto&#8221;.</em></p>
<p>&#8220;<em>Non è un atto puramente simbolico.- </em>evidenzia Lepore<em> La costituzione di parte civile comporta un impegno concreto, giuridico e comunicativo: significa che la città, come istituzione, si assume la responsabilità di rappresentare pubblicamente un valore collettivo — la sicurezza, la dignità, il diritto di ogni persona a tornare a casa — anche quando il fatto è avvenuto altrove. Come ha detto in aula il sindaco di Crotone Vincenzo Voce, accogliendo la presenza di Bologna al proprio fianco, si è trattato &#8220;non solo di un fatto dovuto&#8221;, ma &#8220;dell&#8217;espressione di un sentimento comune&#8221;. A distanza di quattro anni, la vicenda di Davide resta una ferita aperta per Bologna, non solo per la famiglia. È il ricordo di una violenza assurda, che ha spezzato la vita di un ragazzo e quella di chi gli vuole bene. Ed è, insieme, la testimonianza di una città che ha scelto di non restare a guardare: di considerare ogni cittadino, ovunque si trovi, parte di una comunità che non lo abbandona quando la sofferenza bussa alla porta. Alla famiglia Ferrerio, che continua a lottare ogni giorno accanto al letto di Davide, rinnovo tutta la vicinanza della città di Bologna&#8221;- </em>conclude il sindaco felsineo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Cosenza, agente Polizia municipale aggredito in Corso Mazzini. Dura condanna del sindaco</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/cosenza-agente-polizia-municipale-aggredito-in-corso-mazzini-dura-condanna-del-sindaco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Dec 2025 14:22:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Grave episodio di violenza questa mattina nei pressi di Corso Mazzini, dove un agente della Polizia Municipale è stato aggredito mentre era impegnato in un normale servizio di controllo. Il vigile, colpito con forza dall&#8217;autore del gesto, è stato immediatamente soccorso e trasferito al Pronto Soccorso dell&#8217;ospedale Annunziata. Sul posto si è recato anche il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Grave episodio di violenza questa mattina nei pressi di Corso Mazzini, dove un agente della Polizia Municipale è stato aggredito mentre era impegnato in un normale servizio di controllo. Il vigile, colpito con forza dall&#8217;autore del gesto, è stato immediatamente soccorso e trasferito al Pronto Soccorso dell&#8217;ospedale Annunziata. Sul posto si è recato anche il sindaco Franz Caruso, che ha voluto manifestare di persona la propria vicinanza all&#8217;agente ferito.<br />
&#8220;Si tratta di un gesto deprecabile, un atto di violenza ingiustificabile che non può trovare alcuna attenuante – ha dichiarato il sindaco Franz Caruso – e sono certo che chi si è reso responsabile di questo comportamento sarà punito come merita. Mi sono recato subito al Pronto Soccorso per portare al nostro agente non solo la mia vicinanza personale, ma anche quella dell&#8217;intera amministrazione comunale. La Polizia Municipale svolge ogni giorno un lavoro prezioso, spesso in condizioni difficili, e rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la sicurezza e il buon funzionamento della città&#8221;.</p>
<p>Il primo cittadino ha poi sottolineato la necessità di ristabilire un clima di rispetto verso gli operatori della sicurezza urbana: &#8220;Non è accettabile che episodi del genere continuino a verificarsi. Chi indossa una divisa per garantire ordine, legalità e tutela della comunità merita sostegno, non aggressioni. È indispensabile che tutti, cittadini e istituzioni, facciano fronte comune contro qualsiasi forma di violenza&#8221;.</p>
<p>Franz Caruso ha espresso un ringraziamento particolare agli agenti intervenuti in supporto del collega ferito, elogiando &#8220;la loro prontezza, il senso del dovere e la rapidità con cui hanno identificato l&#8217;autore dell&#8217;aggressione&#8221;. Infine, ha rivolto un appello alla cittadinanza: &#8220;Chiedo ai cosentini di collaborare con i nostri vigili, che da mesi sono impegnati in controlli e servizi esterni per rendere Cosenza più ordinata, vivibile e disciplinata. Solo con il contributo di tutti possiamo costruire una città più sicura e rispettosa delle regole&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/cosenza-agente-polizia-municipale-aggredito-in-corso-mazzini-dura-condanna-del-sindaco/">Cosenza, agente Polizia municipale aggredito in Corso Mazzini. Dura condanna del sindaco</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>VIDEO-Arbitro 17enne aggredito da calciatore nel Vibonese: ecco le immagini</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-arbitro-17enne-aggredito-da-calciatore-nel-vibonese-ecco-le-immagini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2025 19:24:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Violenta aggressione ad un arbitro 17enne in occasione di un incontro di Seconda categoria in Calabria. Il giovane &#8220;fischietto&#8221; è stato aggredito da un calciatore. L&#8217;episodio è avvenuto il 23 novembre scorso durante la partita tra Francica e U.S. Girifalco, sul campo sportivo del comune vibonese. Secondo quanto denunciato dall&#8217;Associazione italiana arbitri &#8211; Sezione di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 480px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-352016-1" width="480" height="848" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/Aggressione-arbitro-.mp4?_=1" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/Aggressione-arbitro-.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2025/11/Aggressione-arbitro-.mp4</a></video></div>
<p>Violenta aggressione ad un arbitro 17enne in occasione di un incontro di Seconda categoria in Calabria. Il giovane &#8220;fischietto&#8221; è stato aggredito da un calciatore. L&#8217;episodio è avvenuto il 23 novembre scorso durante la partita tra Francica e U.S. Girifalco, sul campo sportivo del comune vibonese.<br />
Secondo quanto denunciato dall&#8217;Associazione italiana arbitri &#8211; Sezione di Locri, presente sul posto con il proprio presidente Anselmo Scaramuzzino e l&#8217;osservatore Domenico Pelle, il giovane direttore di gara è stato colpito violentemente al volto con più pugni da un calciatore del Francica dopo una decisione arbitrale. L&#8217;arbitro è caduto a terra riportando escoriazioni e la rottura dell&#8217;orologio tecnico.<br />
Nella lettera alle istituzioni, l&#8217;Aia segnala anche che sul posto erano &#8220;presenti due carabinieri, ai quali è stato chiesto un intervento. I militari, però, avrebbero dichiarato di doversi spostare verso un altro campo sportivo, senza poter intervenire nell&#8217;immediato&#8221;.</p>
<p>&#8220;Un gesto inaccettabile, un attacco diretto alla dignità e alla sicurezza di chi svolge il proprio lavoro con passione&#8221; scrive Scaramuzzino nella nota trasmessa al prefetto di Vibo Valentia, ai vertici dell&#8217;Arma e della Figc regionale. Il presidente ricorda inoltre che si tratta del terzo episodio di violenza contro arbitri della sezione di Locri nel 2025, sottolineando come la situazione stia &#8220;assumendo contorni allarmanti&#8221;.</p>
<p>La sezione Aia chiede &#8220;misure concrete&#8221; per prevenire nuovi episodi e sanzioni severe nei confronti del responsabile, oltre a una riflessione più ampia sul clima sempre più ostile nei confronti dei direttori di gara. &#8220;Lo sport deve essere un luogo di rispetto e fair play, non un&#8217;arena di aggressività&#8221;, si legge nella lettera nella quale si chiede tutela per i tesserati &#8220;affinché simili aggressioni non trovino più spazio sui campi dilettantistici&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-arbitro-17enne-aggredito-da-calciatore-nel-vibonese-ecco-le-immagini/">VIDEO-Arbitro 17enne aggredito da calciatore nel Vibonese: ecco le immagini</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<item>
		<title>Reggio Calabria, 44enne aggredito e accoltellato da quattro soggetti sul lungomare</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/reggio-calabria-44enne-aggredito-e-accoltellato-da-quattro-soggetti-sul-lungomare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 May 2025 14:27:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un uomo di 44 anni, mentre era a passeggio con il proprio cagnolino sulla via Marina a Reggio Calabria, è stato aggredito da quattro soggetti che lo hanno colpito con nove coltellate. Secondo la prima ricostruzione del grave fatto, l&#8217;uomo sarebbe stato avvicinato dagli aggressori con la richiesta di una sigaretta, alla risposta del 44enne [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un uomo di 44 anni, mentre era a passeggio con il proprio cagnolino sulla via Marina a Reggio Calabria, è stato aggredito da quattro soggetti che lo hanno colpito con nove coltellate.</p>
<p>Secondo la prima ricostruzione del grave fatto, l&#8217;uomo sarebbe stato avvicinato dagli aggressori con la richiesta di una sigaretta, alla risposta del 44enne di non fumare, i quattro ricercati hanno alzato la posta pretendendo il portafogli. Da qui la reazione dell’aggredito, che ha scatenato la furia del quartetto. Uno degli aggressori, infatti, ha inferto nove coltellate al 44enne, che è stato subito soccorso e ricoverato al pronto soccorso del Grande Ospedale Metropolitano per le cure del caso. </p>
<p>Soccorso tempestivamente, il 44enne è stato trasportato al Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, dove è tuttora ricoverato. Le sue condizioni sono gravi, ma fortunatamente non è in pericolo di vita. La Polizia ha avviato le indagini per risalire all’identità degli aggressori. Al vaglio ci sono le immagini delle telecamere di sorveglianza e le testimonianze raccolte sul posto. </p>
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		<title>Parroco di Bonifati aggredito sul sagrato dopo parole contro spaccio in omelia: indagini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2025 11:10:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aggressione a parroco sul sagrato della chiesa al termine della messa domenicale. E&#8217; accaduto a Bonifati, in provincia di Cosenza. Lo ha reso noto con una nota la diocesi di San Marco Argentano. &#8220;Nei giorni scorsi, al termine della celebrazione della Messa sul sagrato della chiesa del Rosario, don Guido Quintieri, parroco di Bonifati, è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Aggressione a parroco sul sagrato della chiesa al termine della messa domenicale. E&#8217; accaduto a Bonifati, in provincia di Cosenza. Lo ha reso noto con una nota la diocesi di San Marco Argentano. &#8220;Nei giorni scorsi, al termine della celebrazione della Messa sul sagrato della chiesa del Rosario, don Guido Quintieri, parroco di Bonifati, è stato vittima di un&#8217;aggressione. Un gesto grave &#8211; si legge &#8211; che ha scosso profondamente la comunità parrocchiale e tutta la cittadinanza. Durante le celebrazioni della Settimana Santa, don Guido aveva avuto il coraggio di denunciare, con parole chiare e ferme, le diﬃcoltà e le ferite sociali che segnano quella piccola comunità. La sua voce si è levata contro l&#8217;indiﬀerenza e il silenzio, richiamando tutti alla responsabilità, alla solidarietà e al rispetto della dignità di ogni persona. Il Vescovo della Diocesi, mons. Stefano Rega, a nome proprio e dei confratelli sacerdoti, &#8211; prosegue la nota della diocesi -esprime piena solidarietà a don Guido e alla comunità parrocchiale, manifestando vicinanza e sostegno in questo momento di prova. Nel condannare fermamente ogni forma di violenza, mons. Rega richiama il valore irrinunciabile della pace e della concordia, ricordando che ogni gesto, ogni parola, ogni azione deve essere seminatrice di riconciliazione e di speranza. Il Vescovo invita a pregare anche per chi ha compiuto l&#8217;aggressione, riconoscendo in quel gesto un momento di profonda fragilità e bisogno di misericordia. &#8220;Continuiamo a camminare insieme come comunità che crede nella forza del Vangelo e nella luce della carità&#8221;, è l&#8217;invito di Mons. Rega&#8221;.</p>
<p><strong>ORGANIZZIAMO LA SPERANZA di don Guido Quintieri</strong><br />
<em>&#8220;Domenica scorsa invitavo a non “farci rubare la gioia”. Ribadisco questo invito innanzitutto alla comunità Parrocchiale di Bonifati che ringrazio per la vicinanza e solidarietà espressami in tutti i modi. Persone generose, dalla fede autentica che sa andare oltre i soliti stereotipi di una religiosità intrappolata da percorsi processionali o di come le statue debbano affacciarsi alle finestre delle case. Una comunità che sa comprendere le fragilità di chi, purtroppo, si è lasciato vincere dalle dipendenze, per questo ciò che conta, oltre alla denuncia di questi mali come ricordavo il Venerdì Santo, per chi crede è la preghiera, prima fra tutte l’Eucarestia che intendo celebrare proprio per colui che non consapevole del gesto si è lasciato vincere dalla violenza causata da questi mali endemici. Probabilmente la reazione violenta nei miei confronti sarà stata scaturita da un mancato affaccio della statua alla finestra della propria abitazione, come dicevo sopra, personalmente non vado a rintracciarne i motivi ed invito a fare altrettanto. Abbiamo bisogno di gesti concreti di speranza, perché essa “va organizzata” come ci ha insegnato Papa Francesco nella bolla di indizione del Giubileo che stiamo vivendo. </p>
<p>Sono convinto che il primo gesto concreto per organizzarla è il perdono. Non dobbiamo avere paura di nascondere le nostre fragilità per timore che venga rovinata la reputazione di un luogo, ma saperle riconoscere e cercare di curarle con l’impegno di tutti, nessuno escluso. Una comunità esente da fragilità e piaghe non esiste. Voglio ringraziare tutti per le espressioni di solidarietà e di vicinanza, primo fra tutti il mio Vescovo Stefano e l’intero presbiterio diocesano. Vi assicuro che sentire la vicinanza di tanti amici e conoscenti vicini e lontani mi ha aiutato molto. Invito infine i giornalisti a non cedere alla tentazione di strumentalizzare questi fatti di cronaca semplicemente perché attirano l’attenzione dei lettori. Sono stato educato e formato alla bellezza e sono anch’io fermamente persuaso che organizzare la speranza significa anche riconoscere e condividere il bene ed il bello, perché solo quando questo farà più notizia della violenza ci ritroveremo a sperimentare una comunità più bella e fraterna&#8221;. </em></p>
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		<title>Cosenza, Cgil in piazza per libertà informazione: “Chi racconta la verità non può essere aggredito”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Mar 2025 20:09:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[aggredito]]></category>
		<category><![CDATA[carchidi]]></category>
		<category><![CDATA[Cgil]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Una stampa libera può essere buona o cattiva, ma senza libertà, la stampa non potrà mai essere altro che cattiva”. Presidio davanti alla Prefettura di Cosenza per esprimere ferma condanna a ogni forma di intimidazione verso i giornalisti e per difendere la libertà d informazione. “Questo presidio – ha affermato in particolare il segretario provinciale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Una stampa libera può essere buona o cattiva, ma senza libertà, la stampa non potrà mai essere altro che cattiva”. Presidio davanti alla Prefettura di Cosenza per esprimere ferma condanna a ogni forma di intimidazione verso i giornalisti e per difendere la libertà d informazione.</p>
<p>“Questo presidio – ha affermato in particolare il segretario provinciale della Cgil Massimiliano Ianni – vuole essere un segnale di solidarietà verso i giornalisti che come Gabriele Carchidi svolgono il loro lavoro con onestà e determinazione, mettendo a rischio la loro sicurezza per fare luce su ciò che molti preferirebbero tenere nascosto. Scendiamo in piazza per ribadire che non possiamo accettare che chi racconta la verità possa essere minacciato e aggredito. In un momento delicato, come quello che stiamo vivendo, in cui il malaffare e la corruzione sono ancora troppo radicati, è fondamentale che la stampa libera continui a svolgere il suo ruolo di “guardiano” della democrazia”.</p>
<p>I rappresentanti della Cgil hanno manifestato con il bavaglio in bocca per simboleggiare i rischi che corre la democrazia con un clima del genere.</p>
<p>Leggi anche:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="56tFLnSXZi"><p><a href="https://www.calabrianews.it/video-giornalista-dinchiesta-gabriele-carchidi-strattonato-e-arrestato-dalla-polizia-immagini-shock/">VIDEO-Giornalista d&#8217;inchiesta Gabriele Carchidi strattonato e arrestato dalla Polizia: immagini shock</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;VIDEO-Giornalista d&#8217;inchiesta Gabriele Carchidi strattonato e arrestato dalla Polizia: immagini shock&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/video-giornalista-dinchiesta-gabriele-carchidi-strattonato-e-arrestato-dalla-polizia-immagini-shock/embed/#?secret=UyowtV1xkK#?secret=56tFLnSXZi" data-secret="56tFLnSXZi" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="NsZiG064fG"><p><a href="https://www.calabrianews.it/questura-cosenza-il-giornalista-carchidi-identificato-si-era-opposto-a-controllo/">Questura Cosenza, il giornalista Carchidi identificato si era opposto a controllo</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Questura Cosenza, il giornalista Carchidi identificato si era opposto a controllo&#8221; &#8212; Calabria News" src="https://www.calabrianews.it/questura-cosenza-il-giornalista-carchidi-identificato-si-era-opposto-a-controllo/embed/#?secret=DEUEmLAvBC#?secret=NsZiG064fG" data-secret="NsZiG064fG" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/cosenza-cgil-in-piazza-per-liberta-informazione-chi-racconta-la-verita-non-puo-essere-aggredito/">Cosenza, Cgil in piazza per libertà informazione: “Chi racconta la verità non può essere aggredito”</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Lamezia, parla il primario aggredito del Pronto soccorso: Non abbiamo più libertà di scelta su pazienti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Nov 2024 13:22:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[aggredito]]></category>
		<category><![CDATA[LameziaTerme]]></category>
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		<category><![CDATA[pronto]]></category>
		<category><![CDATA[Rosario Procopio]]></category>
		<category><![CDATA[soccorso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Siamo arrivati ad un punto estremo dove il medico non ha più la libertà, serenamente, di decidere sulla terapia, sull&#8217;assistenza di un paziente. Praticamente siamo vessati tutti i giorni sia dai pazienti stessi ma anche dai familiari su cosa dobbiamo fare, su quale indagini richiedere, quando dimettere e se dimettere&#8221;. Lo ha detto il primario [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Siamo arrivati ad un punto estremo dove il medico non ha più la libertà, serenamente, di decidere sulla terapia, sull&#8217;assistenza di un paziente. Praticamente siamo vessati tutti i giorni sia dai pazienti stessi ma anche dai familiari su cosa dobbiamo fare, su quale indagini richiedere, quando dimettere e se dimettere&#8221;. Lo ha detto il primario del Pronto soccorso di Lamezia Terme, Rosario Procopio, aggredito la notte scorsa ed oggi rientrato al lavoro.</p>
<p>&#8220;Non è più possibile accettare una situazione di questo tipo perché non si lavora serenamente e poi si rischia, se poco poco si è contrari alle loro richieste, di subire fisicamente&#8221;- ha aggiunto Procopio.</p>
<p>La violenta aggressione al primario si è verificata ieri sera ad opera dei parenti di una degente che doveva essere dimessa dal reparto di Osservazione breve intensiva. Procopio stava spiegando la signora poteva rientrare a casa con la terapia prescritta dai sanitari, quando, uno dei tre parenti che erano presenti al colloquio, ha cominciato a inveire contro il medico opponendosi alla dimissione. Quando Procopio si è girato per rientrare nella sua stanza lo ha colpito alla schiena con un manganello che teneva nascosto sotto un giubbotto.</p>
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		<item>
		<title>Don Giovanni Rigoli aggredito al termine della messa a Varapodio: ricoverato in ospedale</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/don-giovanni-rigoli-aggredito-termine-della-messa-a-varapodio-ricoverato-in-ospedale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jan 2024 14:46:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[aggredito]]></category>
		<category><![CDATA[Don Giovanni Rigoli]]></category>
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		<category><![CDATA[Ospedale]]></category>
		<category><![CDATA[ricoverato]]></category>
		<category><![CDATA[termine]]></category>
		<category><![CDATA[Varapodio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il parroco di Varapodio, nel Reggino, don Giovanni Rigoli, di 38 anni, è stato aggredito da due persone, che si sono poi allontanate, a conclusione di una celebrazione eucaristica. Il sacerdote ha riportato lesioni per le quali si è reso necessario il suo ricovero nell’ospedale di Gioia Tauro. Sull’episodio hanno avviato indagini i carabinieri, che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il parroco di Varapodio, nel Reggino, don Giovanni Rigoli, di 38 anni, è stato aggredito da due persone, che si sono poi allontanate, a conclusione di una celebrazione eucaristica. Il sacerdote ha riportato lesioni per le quali si è reso necessario il suo ricovero nell’ospedale di Gioia Tauro. Sull’episodio hanno avviato indagini i carabinieri, che stanno cercando di identificare i responsabili ed accertare i motivi dell’aggressione.</p>
<p>Il vescovo della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, monsignor Giuseppe Alberti, ha espresso, in una dichiarazione, una “ferma condanna” contro l’aggressione, e “vicinanza” a don Giovanni Rigoli. “Siamo profondamente sconvolti – ha detto monsignor Alberti – per questo atto di violenza. Gli attacchi contro i membri del clero non solo colpiscono la persona che li subisce, ma feriscono anche la fede e la spiritualità della nostra comunità”.</p>
<p>“Certe azioni – ha aggiunto il vescovo – azzerano l’impegno spirituale di ogni individuo e quando permettiamo che simili azioni prevalgano, rischiamo di invalidare la fede stessa che ci unisce”.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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