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	<title>Agenas Archivi - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Jul 2026 19:33:17 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Agenas in Commissione Camera: Uscita commissariamento sanità Calabria in attesa di approvazione</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/agenas-in-commissione-camera-uscita-commissariamento-sanita-calabria-in-attesa-di-approvazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 19:33:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A quasi 20 anni, sono ancora quattro le regioni italiane che non sono uscite dal Piano di rientro in sanità, cui sono state sottoposte in base alla normativa che lo rende obbligatorio se si supera il 5% di disavanzo nel settore sul totale dei finanziamenti. E’ quanto affermato dalla dirigente dell’Agenas, Natalia Di Vivo, durante l’audizione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A quasi 20 anni, sono ancora quattro le regioni italiane che non sono uscite dal Piano di rientro in sanità, cui sono state sottoposte in base alla normativa che lo rende obbligatorio se si supera il 5% di disavanzo nel settore sul totale dei finanziamenti. E’ quanto affermato dalla <strong>dirigente dell’Agenas, Natalia Di Vivo</strong>, durante l’audizione in Commissione Affari Sociali della Camera in merito all’attuazione dei livelli essenziali di assistenza e sull’erogazione delle prestazioni sanitarie nelle regioni.</p>
<p><em>“Il Lazio, che è stata la prima Regione ad entrare nei Piani di rientro – </em>ha detto <em>– non ha registrato negli anni miglioramenti, così come l’Abruzzo, il Molise e la Sicilia. La Liguria, la Campania, grazie a una sentenza del Tar, e la Sardegna invece sono uscite dalla procedura prevista”.</em></p>
<p>Per la <strong>Calabria</strong>, che è in Piano di rientro dal 2009 ed è stata commissariata, ha sottolineato Di Vivo, <em>“<strong>si profila un’uscita dal Piano</strong>, mentre il Piemonte vi è uscito dal 2017 attraverso la verifica da parte dei due ministeri interessati sugli adempimenti compiuti”</em>. Di Vivo ha ricordato altresì che nel 2009 sono stati introdotti i programmi operativi per la prosecuzione dei Piani di rientro, adottati da Lazio, Abruzzo, Molise, Sicilia (in attesa dell’approvazione definitiva) e <strong>Calabria</strong> (<strong>in attesa approvazione,</strong> per cui potrebbe profilarsi un’uscita dal Piano).<br />
<em>(Ansa)</em></p>
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		<title>Liste attesa, Tanese (Agenas): grande lavoro Calabria, percentuali garanzia in crescita e molto buone già da tempo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/liste-attesa-tanese-agenas-grande-lavoro-calabria-percentuali-garanzia-in-crescita-e-molto-buone-gia-da-tempo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 15:40:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“I dati presenti in piattaforma confermano il grande lavoro che la Regione Calabria sta facendo, perché le percentuali di garanzia sono in crescita e comunque molto buone già da diverso tempo”. Lo ha detto il direttore generale dell’Agenas, Angelo Tanese, parlando con i giornalisti a margine della presentazione della nuova piattaforma nazionale delle liste di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>“I dati presenti in piattaforma confermano il grande lavoro che la Regione Calabria sta facendo, perché le percentuali di garanzia sono in crescita e comunque molto buone già da diverso tempo”</em>. Lo ha detto il direttore generale dell’Agenas, Angelo Tanese, parlando con i giornalisti a margine della presentazione della nuova piattaforma nazionale delle liste di attesa.<br />
”C<em>ome sa, nella Regione Calabria, anche negli incontri che abbiamo fatto, ci sono sempre margini di miglioramento. Si può migliorare sull’appropriatezza prescrittiva, si può migliorare su aspetti organizzativi. Però non c’è dubbio che attraverso questa piattaforma noi leggiamo le performance delle Regioni, e oggi si vede che la Calabria sta facendo un grande balzo in avanti in termini di qualità dei processi</em>”.</p>
<p>“<em>La Calabria è una delle 16 regioni che ha dei buoni risultati sulle prime visite, una delle 15 sugli esami diagnostici. È un top performer in questo momento</em>”- ha aggiunto &#8220;<em>Quello che bisogna approfondire è anche una migliore appropriatezza prescrittiva. Ad esempio, vediamo che in Calabria c’è un numero di prescrizioni a 120 giorni più elevato che in altre regioni e questo, chiaramente, bisogna approfondirlo e capirlo. L’obiettivo, per esempio, è evitare che nelle prime visite ci siano visite di controllo, oppure cercare di avere una prescrizione più aderente al quesito diagnostico. Ma questo, come per tutte le regioni, è il lavoro che dobbiamo fare. Quindi, anche in Calabria, che comunque ha fatto notevoli miglioramenti, ormai si attesta su un livello di garanzia molto elevato”</em>.</p>
<p><strong>Liste attesa: Miserendino (Azienda Zero), Calabria in miglioramento, risultati sopra la media nazionale &#8211; </strong>“<em>La recente pubblicazione dei dati della Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa conferma il percorso di progressivo miglioramento intrapreso dalla Regione Calabria sul versante dell’accesso alle prestazioni sanitarie. Le evidenze disponibili attestano risultati particolarmente significativi nel rispetto dei tempi di erogazione: per le prestazioni di prima visita e per le prestazioni diagnostiche la Calabria si colloca nella parte alta della classifica. Il quadro complessivo evidenzia un andamento positivo e coerente con il trend nazionale, pur in presenza di fisiologiche aree di attenzione che continuano a essere oggetto di specifiche azioni di miglioramento. La Regione si trova oggi in una fase di consolidamento strutturale dei risultati conseguiti, sostenuta dal rafforzamento dei modelli organizzativi e dall’evoluzione dei sistemi informativi, elementi fondamentali per garantire trasparenza, monitoraggio continuo e appropriatezza nell’accesso alle cure. Resta prioritario l’obiettivo di ridurre ulteriormente i tempi di attesa e di assicurare livelli sempre più elevati di equità e uniformità nell’erogazione dei servizi su tutto il territorio regionale. Un sentito ringraziamento va ai professionisti del Servizio sanitario regionale, alle Direzioni generali delle Aziende sanitarie e al Dipartimento Salute e Servizi Sanitari per il contributo determinante assicurato nel raggiungimento dei risultati conseguiti”. </em>Così Gandolfo Miserendino, direttore generale di Azienda Zero.</p>
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		<title>Guccione (PD): il monitoraggio Agenas certifica il fallimento del Pnrr sanità in Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/guccione-pd-il-monitoraggio-agenas-certifica-il-fallimento-del-pnrr-sanita-in-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 10:10:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Bastava aspettare. Bastava avere pazienza e lasciare che i fatti parlassero al posto delle parole. Quel video del 30 settembre 2025 — Giorgia Meloni sul palco di Lamezia Terme, toni trionfali, promesse solenni, applausi — oggi è un documento politico di straordinaria importanza. Non perché testimoni un annuncio. Ma perché certifica una bugia. AGENAS — [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Bastava aspettare. Bastava avere pazienza e lasciare che i fatti parlassero al posto delle parole. Quel video del 30 settembre 2025 — Giorgia Meloni sul palco di Lamezia Terme, toni trionfali, promesse solenni, applausi — oggi è un documento politico di straordinaria importanza. Non perché testimoni un annuncio. Ma perché certifica una bugia. <strong>AGENAS</strong> — Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali — ha pubblicato il Report Nazionale di Monitoraggio DM 77/2022, II Semestre 2025 (<strong>vedi sotto documento integrale</strong>). Dati ufficiali. Dati certificati. Dati che il Governo non può smentire perché li ha prodotti il Governo stesso&#8221;.</em> Lo scrive Carlo Guccione, componente della Direzione Nazionale PD.</p>
<p>&#8220;<em>Ecco &#8211; specifica &#8211; cosa dicono quei dati sulla Calabria:<br />
<strong>Case della Comunità</strong>: 63 programmate. 2 aperte. ZERO conformi agli standard.<br />
<strong>Ospedali di Comunità</strong>: 20 previsti. 1 attivo. Dieci posti letto per tutta la Calabria.<br />
<strong>Cure palliative domiciliari</strong>: copertura al 36%. Tra le peggiori d&#8217;Italia.<br />
<strong>Migrazione sanitaria</strong>: 326 milioni di euro l&#8217;anno che escono dalla Calabria.<br />
<strong>Commissariamento</strong>: ancora in vigore.<br />
Presidente Meloni, i calabresi ricordano. Ricordano le sue parole a Lamezia Terme. Ricordano le promesse fatte in campagna elettorale. Ricordano l&#8217;annuncio dell&#8217;uscita dal commissariamento come se fosse già cosa fatta.<br />
Ma soprattutto, i calabresi vivono ogni giorno la realtà che lei ha promesso di cambiare. Vivono con ospedali che non funzionano, Case della Comunità che esistono solo nei decreti ministeriali, e treni e aerei pieni di malati costretti ad andare a curarsi al Nord — portando via 326 milioni di euro che potrebbero finanziare la sanità di questa regione&#8221;.</em></p>
<p>Guccione, inoltre, ricorda che &#8220;<em>le scadenze PNRR si avvicinano (<strong>mancano solo tre mesi alla scadenza</strong>). Quei soldi europei rischiano di andare perduti. E con loro l&#8217;ennesima occasione storica per la Calabria. Non bastano gli annunci. La Calabria ha bisogno di Case della Comunità aperte, non inaugurate con le telecamere e poi chiuse. Ha bisogno di Ospedali di Comunità funzionanti, non di annunci. Ha bisogno di uscire dal commissariamento con i fatti, non con le promesse. Il video di Lamezia Terme resterà agli atti. I dati AGENAS resteranno agli atti. E i calabresi — quelli che ogni anno emigrano per curarsi, quelli che aspettano mesi per una visita specialistica, quelli che muoiono aspettando un&#8217;ambulanza — hanno il diritto costituzionale ad avere una sanità pubblica efficiente&#8221;.</em></p>
<p><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/03/Report_Nazionale_DM77_II_semestre_2025_-_200326.pdf">Report_Nazionale_DM77_II_semestre_2025_-_200326</a></p>
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		<title>Il Pd Calabria attacca Occhiuto: “Report Agenas boccia di nuovo la Regione&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/il-pd-calabria-attacca-occhiuto-report-agenas-boccia-di-nuovo-la-regione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Nov 2025 07:03:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il nuovo report Agenas certifica il disastro della sanità calabrese. Vibo Valentia registra 35 minuti di attesa per un&#8217;ambulanza, che è il dato peggiore d&#8217;Italia. È un fallimento e si mette a rischio la vita delle persone&#8221;. Lo afferma in una nota il Pd Calabria, guidato dal senatore Nicola Irto. &#8220;Le Asp di Catanzaro e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il nuovo report Agenas certifica il disastro della sanità calabrese. Vibo Valentia registra 35 minuti di attesa per un&#8217;ambulanza, che è il dato peggiore d&#8217;Italia. È un fallimento e si mette a rischio la vita delle persone&#8221;. Lo afferma in una nota il Pd Calabria, guidato dal senatore Nicola Irto. &#8220;Le Asp di Catanzaro e Cosenza – sottolineano i dem – risultano in fondo alle classifiche nazionali per gli screening oncologici su mammella, cervice e colon. Non garantire la prevenzione vuol dire condannare i cittadini a diagnosi tardive, a percorsi più complicati e dolorosi. Anche sugli interventi chirurgici programmati la situazione – proseguono – è gravissima. Catanzaro è tra le peggiori realtà italiane per le protesi d&#8217;anca entro 180 giorni, mentre l&#8217;Azienda Dulbecco registra ritardi pesanti perfino negli interventi oncologici al colon&#8221;. </p>
<p>&#8220;Il territorio non va meglio. Purtroppo, Catanzaro è in coda anche per l&#8217;assistenza domiciliare e la Calabria continua a perdere centinaia di milioni in mobilità sanitaria, perché non riesce a curare i propri residenti. Agenas – osserva il Pd – dà un quadro allarmante. Non è colpa degli operatori, che lavorano oltre i limiti. Le responsabilità sono di una governance regionale abituata alla propaganda e all&#8217;immobilismo. Chiediamo misure immediate su screening, emergenza-urgenza, personale e servizi territoriali&#8221;. </p>
<p>!La Calabria – conclude il Pd – ha bisogno di risposte urgenti, di risorse e di una riorganizzazione tempestiva dell&#8217;emergenza-urgenza e del sistema della prevenzione&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Agenas: Asp Vibo Valentia peggiore d&#8217;Italia: 35 minuti tra la chiamata e l’arrivo dell&#8217;ambulanza</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/agenas-asp-vibo-valentia-peggiore-ditalia-35-minuti-tra-la-chiamata-e-larrivo-dellambulanza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Nov 2025 08:50:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il tempo è sempre un fattore determinante in sanità, ma probabilmente in nessun ambito è centrale come quando si tratta di soccorrere qualcuno in ambulanza. Ebbene, in Italia ci sono zone dove, per i codici gialli e rossi, il mezzo di emergenza arriva addirittura mezz’ora dopo l’inizio della telefonata di chi ha chiesto aiuto. Succede [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il tempo è sempre un fattore determinante in sanità, ma probabilmente in nessun ambito è centrale come quando si tratta di soccorrere qualcuno in ambulanza. Ebbene, in Italia ci sono zone dove, per i codici gialli e rossi, il mezzo di emergenza arriva addirittura mezz’ora dopo l’inizio della telefonata di chi ha chiesto aiuto. Succede al Sud, <strong>specialmente in Calabria</strong>, ma anche a Roma, in Umbria, a Grosseto, posti dove può capitare di aspettare oltre 20 minuti. Comunque troppo. </p>
<p>“Considerata l’importanza di garantire risposte ed interventi tempestivi, adeguati, ottimali a tutte le richieste sanitarie del cittadino che rivestono carattere di emergenza-urgenza, la valutazione del tempo di risposta è una variabile significativa per descrivere l’efficienza di un sistema di emergenza sanitaria territoriale”, spiega Agenas, l’Agenzia sanitaria nazionale delle Regioni che ha raccolto i dati sulle performance di aziende sanitarie e ospedaliere in vari settori.</p>
<p>Su tutte le 110 aziende sanitarie italiane ben 41 hanno tempi superiori i 20 minuti di attesa per un&#8217;ambulanza. Per le linee guida il target nazionale è di 18 minuti.<br />
&#8220;<strong>La maglia nera ce l&#8217;ha la Asp di Vibo Valentia, con una media drammatica, di 35 minuti</strong>. Sulla mezz&#8217;ora anche nelle altre aziende calabresi. Oristano è a 26 minuti, Messina a 25&#8243;. Le Asl con i tempi migliori sono quella Giuliano Isontina (Trieste e Gorizia), con 12 minuti, seguita da Piacenza, Chiavari, Reggio Emilia, Parma, Genova, con 13 minuti.</p>
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		<item>
		<title>Sanità, Report Agenas: su 63 previste solo 2 Case di Comunità attivate in Calabria con il Pnrr</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sanita-report-agenas-su-63-previste-solo-2-case-di-comunita-attivate-in-calabria-con-il-pnrr/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2025 08:50:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A meno di un anno dal traguardo fissato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, delle 1.723 Case di Comunità (CdC) programmate dalle Regioni e delle 1.038 richieste dal target europeo rivisto, solo 660 risultano attivate con almeno un servizio. Ma quelle realmente complete, con tutti i servizi previsti e la presenza stabile di medici [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/sanita-report-agenas-su-63-previste-solo-2-case-di-comunita-attivate-in-calabria-con-il-pnrr/">Sanità, Report Agenas: su 63 previste solo 2 Case di Comunità attivate in Calabria con il Pnrr</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A meno di un anno dal traguardo fissato dal <strong>Piano nazionale di ripresa e resilienza</strong>, delle 1.723 Case di Comunità (CdC) programmate dalle Regioni e delle 1.038 richieste dal target europeo rivisto, <strong>solo 660</strong> risultano attivate con almeno un servizio. Ma quelle realmente complete, con tutti i servizi previsti e la presenza stabile di medici e infermieri, sono <strong>appena 46</strong>, meno del 3% del totale. È quanto emerge dal nuovo <strong>Report Agenas</strong> (Agenzia Nazionale per i servizi sanitari Regionali) sui risultati del monitoraggio Dm 77/2022 relativo al primo semestre 2025.</p>
<p>Il divario territoriale resta profondo. Abruzzo, Basilicata, Campania e la provincia autonoma di Bolzano non hanno ancora attivato alcuna struttura. La Puglia è ferma a una sola Casa di Comunità su 123 programmate, l<strong>a Calabria a due su 63</strong>, la Sicilia a 9 su 161. In molte di queste regioni mancano perfino i servizi considerati obbligatori nelle CdC “hub”: diagnostica di base, continuità assistenziale, punti prelievo, équipe multiprofessionali e integrazione socio-sanitaria. Sul fronte opposto, la Valle d’Aosta ha attivato tutte le 4 CdC programmate, il Friuli Venezia Giulia 30 su 32, il Veneto 63 su 99. Tra le grandi regioni spiccano Lombardia (142 strutture attive su 204), Emilia-Romagna (140 su 187) e Toscana (70 su 157). Ma anche in questi casi le strutture pienamente operative sono poche: 12 in Lombardia, 8 in Emilia-Romagna, 7 in Toscana e 5 nel Lazio.</p>
<p><strong>Il nodo principale resta quello del personale</strong>. Secondo il Dm 77/2022, le CdC “hub” devono garantire la presenza medica 24 ore su 24 per 7 giorni a settimana e quella infermieristica per almeno 12 ore al giorno. Oggi, però, nove regioni non hanno neppure una struttura che rispetti questi standard, con ricadute evidenti sulla qualità e l’accessibilità delle cure sul territorio. Il report fotografa ritardi anche sugli Ospedali di Comunità: 153 attivati su 592 previsti (circa uno su quattro), con forti differenze tra Nord e Sud. Va meglio sul fronte delle Centrali operative territoriali (Cot), considerate il “cervello” dell’assistenza territoriale, con 638 strutture già pienamente funzionanti su 651 programmate.<br />
(<em>Fonte: sanita33.it</em>)</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Valutazione della performance, Agenas: Asp di Crotone e Vibo Valentia fra le peggiori in Italia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/valutazione-della-performance-agenas-asp-di-crotone-e-vibo-valentia-fra-le-peggiori-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2024 14:39:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[Agenas]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Asp di Crotone è tra le peggiori aziende sanitarie in Italia per la performance manageriale. Lo sostiene l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), presentando al Forum Risk management di Arezzo i dati aggiornati al 2023 del modello di valutazione della performance manageriale delle aziende sanitarie pubbliche, ospedaliere e territoriali. Le Aziende sanitarie territoriali [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’Asp di Crotone</strong> è tra le peggiori aziende sanitarie in Italia per la performance manageriale. Lo sostiene l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (<strong>Agenas</strong>), presentando al Forum Risk management di Arezzo i dati aggiornati al 2023 del modello di valutazione della performance manageriale delle aziende sanitarie pubbliche, ospedaliere e territoriali. Le Aziende sanitarie territoriali pubbliche meno performanti risultano essere Asl Napoli 1 Centro, Asp di Crotone, Asl di Matera, Asp di Enna e <strong>Asp di Vibo Valentia</strong>. Sono 5 le Aziende sanitarie territoriali pubbliche che registrano i migliori livelli di performance in Italia: Azienda Ulss n.8 Berica (Vicenza), Ats di Bergamo, Azienda Ulss n.6 Euganea (Padova), Azienda Ulss n.1 Dolomiti e l’Azienda Usl di Bologna.</p>
<p>Si tratta di un lavoro che scatta una fotografia rispetto all’attività di 110 aziende territoriali e 51 aziende ospedaliere. Riguardo le prime, il monitoraggio si basa sulla valutazione di 34 indicatori classificati in 6 aree (prevenzione, distrettuale, ospedaliera, sostenibilità economica-patrimoniale, investimenti e mortalità evitabile) e 12 sub-aree; in merito alle aziende ospedaliere, gli indicatori presi in considerazione sono 27 classificati in 4 aree (accessibilità, gestione dei processi organizzativi, sostenibilità economico-patrimoniale, investimenti) e 10 sub-aree.</p>
<p>Le aziende, inoltre sono state suddivise in considerazione del numero di cittadini presi in carico. Il risultato del mix di tutte le aree analizzate, osserva Agenas, porta all’individuazione di 27 aziende con una valutazione complessiva buona, 53 con valutazione intermedia e 30 con una valutazione migliorabile, su un totale di 110 aziende territoriale considerate.</p>
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		<title>Sanità, Occhiuto: Agenas certifica balzo Calabria su Lea, avanti con scalata</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/sanita-occhiuto-agenas-certifica-balzo-calabria-su-lea-avanti-con-scalata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Oct 2024 15:46:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Agenas]]></category>
		<category><![CDATA[LEA]]></category>
		<category><![CDATA[Occhiuto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Il direttore generale di Agenas, Domenico Mantoan, l’ha definito ‘balzo in avanti’, dando ’merito’ al lavoro che la struttura commissariale sta facendo&#8221;. Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria. &#8220;Finalmente &#8211; aggiunge &#8211; la Calabria recupera posizioni per quanto riguarda i Livelli essenziali di assistenza in ambito sanitario. Oggi l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Il direttore generale di Agenas, Domenico Mantoan, l’ha definito ‘balzo in avanti’, dando ’merito’ al lavoro che la struttura commissariale sta facendo&#8221;. Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria.</p>
<p>&#8220;Finalmente &#8211; aggiunge &#8211; la Calabria recupera posizioni per quanto riguarda i Livelli essenziali di assistenza in ambito sanitario.<br />
Oggi l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali ha presentato i risultati del Programma nazionale esiti (Pne) certificando per la Regione Calabria un trend di significativo miglioramento rispetto nell’anno 2023 sulla base degli stessi indicatori relativi all’attività assistenziale verificati nell’anno 2022 da ospedali pubblici e privati&#8221;.</p>
<p>&#8220;Non festeggiamo questo primo piccolo traguardo, ma questo riconoscimento ci dà gli stimoli giusti per fare ancora meglio e per continuare con determinazione la scalata che ci aspetta”- conclude Occhiuto.</p>
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		<title>Rapporto Agenas reti tempo-dipendenti, la Calabria in fondo alla classifica per la rete cardiologica</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/rapporto-agenas-reti-tempo-dipendenti-la-calabria-in-fondo-alla-classifica-per-la-rete-cardiologica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Mar 2024 13:19:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La rete dell&#8217;emergenza-urgenza tempo-dipendente funziona bene in varie Regioni del Nord: la prima per assistenza e presa in carico è la provincia autonoma di Bolzano; risultati positivi anche in Veneto e Lombardia. Performance peggiori, invece, soprattutto al Sud come in Sardegna e soprattutto Campania, che risulta ultima, ma criticità si hanno anche in la Valle [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La rete dell&#8217;emergenza-urgenza tempo-dipendente funziona bene in varie Regioni del Nord: la prima per assistenza e presa in carico è la provincia autonoma di Bolzano; risultati positivi anche in Veneto e Lombardia. <strong>Performance peggiori, invece, soprattutto al Sud</strong> come in Sardegna e soprattutto Campania, che risulta ultima, ma criticità si hanno anche in la Valle d&#8217;Aosta. Emerge dalla terza <strong>&#8216;Indagine nazionale sullo stato di attuazione delle reti tempo &#8211; dipendenti&#8217; dell&#8217;Agenas</strong>, presentata oggi. L&#8217;indagine è condotta nel 2023 analizzando i risultati del monitoraggio rispetto all&#8217;anno 2022.</p>
<p>In generale, i tempi di attesa sono elevati nella maggioranza delle Regioni. Un dato che preoccupa sono anche gli abbandoni del Pronto soccorso da parte dei pazienti, con percentuali elevate in Campania, Sardegna e Sicilia (oltre il 6% della media nazionale).<br />
Per quanto riguarda invece la Rete cardiologica, emerge che le tre regioni maggiormente virtuose sono Marche, Toscana ed Emilia-Romagna, mentre <strong>in fondo alla classificazione troviamo ancora regioni meridionali come la Calabria</strong> e la Sicilia, ma figura anche la Valle d&#8217;Aosta e Sicilia. Rispetto alla rete tempo-dipendete per l&#8217;ictus, uno dei parametri valutato nell&#8217;indagine è la mortalità a 30 giorni dal ricovero. Performance positive sono registrate nella Provincia autonoma di Bolzano, Emilia-Romagna e Liguria. Gli ultimi posti sono invece occupati da Valle d&#8217;Aosta, Molise e Basilicata.</p>
<p>Varie le ragioni del divario di performance tra le regioni, ma molto pesa anche, ha spiegato Francesco Saverio Mennini, Capo Dipartimento della Programmazione, dei Dispositivi Medici, del Farmaco e delle Politiche in favore del Servizio Sanitario Nazionale del Ministero della Salute, <strong>&#8220;la mancanza dal 2006 manca di un Piano sanitario nazionale; in assenza di un tale piano è difficile programmare in maniera corretta in ambito sanitario</strong>&#8220;. Questo, ha sottolineato, &#8220;è tra gli obiettivi del ministero che porteremo avanti ed è anche necessario per l&#8217;implementazione delle Reti tempo-dipendenti&#8221;.<br />
Proprio nelle Reti tempo-dipendenti, ha aggiunto Mennini, &#8220;è cruciale la presa in carico rapida del paziente nel suo stesso territorio. Dall&#8217;indagine emergono variazioni significative tra le varie regioni e al loro interno, e tali disparità sono anche legate ai differenti modelli organizzativi, per cui bisognerà andare verso una maggiore omogeneità&#8221;.<br />
(<em>Ansa</em>)</p>
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		<title>Report Agenas, migrazione sanitaria per ricoveri: Si fugge da Calabria e Sud verso ospedali del Nord</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/report-agenas-migrazione-sanitaria-per-ricoveri-si-fugge-da-calabria-e-sud-verso-ospedali-del-nord/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio De Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Dec 2023 16:58:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La ‘migrazione sanitaria’ per ricoveri ospedalieri rimane un trend costante tra le regioni italiane e, negli ultimi 6 anni (2017-2022), vale poco meno di 3 miliardi l’anno. Con qualche differenza, legata anche alla pandemia che aveva variato il quadro. Si è avuto infatti un ”significativo calo nel 2020 e una successiva inversione di tendenza nel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La ‘migrazione sanitaria’ per ricoveri ospedalieri rimane un trend costante tra le regioni italiane e, negli ultimi 6 anni (2017-2022), vale poco meno di 3 miliardi l’anno. Con qualche differenza, legata anche alla pandemia che aveva variato il quadro. Si è avuto infatti un ”significativo calo nel 2020 e una successiva inversione di tendenza nel 2021, continuata con una crescita nel 2022”. Sono alcuni dati del report sul tema dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) che vengono presentati questa mattina a Roma.</p>
<p>Le principali regioni attrattive – spiegano gli esperti Agenas – sono, in ordine, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, mentre quelle di fuga sono Campania, <strong>Calabria</strong> e Sicilia. ”Nel 2022 Emilia-Romagna e Lombardia registrano valori equiparabili di saldo positivo (tra mobilità attiva e passiva) rispettivamente di 337 milioni e 362 milioni. Da osservare il trend dell’Emilia-Romagna che segna un importante incremento rispetto al periodo pre pandemico. </p>
<p>Il flusso migratorio è tendenzialmente diretto da Sud a Nord. Si osserva, però’, anche la mobilità tra le regioni del Centro-Nord soprattutto quelle vicine (con una distanza di 100 Km e/o 60 minuti di percorrenza dal comune di residenza del paziente alla struttura ospedaliera di ricovero): la migrazione di prossimità, rispetto al totale, risulta essere pari al Nord al 24%, al Centro 12,6% e al Sud 5,7%”.</p>
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