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  • Fiorello: “Meloni attacca tutti, è la Morgan della politica”

    Fiorello: “Meloni attacca tutti, è la Morgan della politica”

    (Adnkronos) – Si chiude anche la terza settimana di 'VivaRai2!', il mattin show più amato dagli italiani con Fiorello, Biggio, Casciari e tutta la banda che in diretta dal Foro Italico hanno suonato la sveglia e portato anche in questo venerdì il buonumore. Non poteva mancare, come ogni mattina, la rassegna stampa e la satira politica: "Meloni contro tutti in Senato, attacca i sindacati, Conte e Renzi. Diciamo che è la Morgan della politica - ha ironizzato Fiorello – Duello addirittura con Renzi, lei ha detto 'Ci aiuti per la benzina con il suo amico bin Salman'. Ma sono amici? Ecco perché stai sempre negli autogrill, Renzi!".  "La sinistra applaude Renzi – ha proseguito lo showman – Penso sia la prima volta che gli capita! E non si è fermato, dopo è andato al karaoke alla festa al Viola Park e cantava 'io da quella sera non ho fatto più l'amore senza te'… dedicata a Calenda!".  Dalla politica si è passati alla musica e alla visita dei Cugini di Campagna da Mattarella in occasione del 75° anniversario di costituzione dell'Associazione Fonografici Italiani, ieri al Quirinale: "Non mi ha fatto dormire la notte – ha scherzato ancora Fiorello di fronte all'esibizione del quartetto – Presidente, se le piace il pop a questo punto venga qua, si faccia accompagnare dai corazzieri di campagna…", ha concluso. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Paola Cortellesi compie 50 anni da regina del box office

    Paola Cortellesi compie 50 anni da regina del box office

    (Adnkronos) – Era difficile immaginare un modo migliore di festeggiare i 50 anni per Paola Cortellesi, che spegne oggi le candeline del mezzo secolo, da regina del box office. Il film 'C'è ancora domani', coraggiosa opera prima da regista per l'attrice, che racconta una storia di emancipazione femminile ambientata nel 1946 tra violenza domestica e conquista del voto per le donne, rimane costantemente in vetta agli incassi ed ha superato i 20 milioni di incasso. Un traguardo che un film italiano non raggiungeva dal 2020 (l'ultimo ad incassare di più è stato 'Tolo Tolo' di Checco Zalone, prima delle chiusure per la pandemia) e che la pone al terzo posto degli incassi dell'anno dopo 'Barbie' e 'Oppenheimer'.  Il film della Cortellesi, nella classifica assoluta dei maggiori incassi della storia italiana è al momento al 49° posto, avendo superato 'La Bella e la Bestia', che è al 50° posto con 20.508.534 euro. Ma nella storia del cinema italiano, solo 21 titoli nazionali finora hanno ottenuto un incasso migliore del film della Cortellesi e solo 7 registi, tutti uomini: Checco Zalone con Gennaro Nunziante, Roberto Benigni, Luca Miniero, Aldo-Giovanni-Giacomo con Massimo Venier, Neri Parenti, Leonardo Pieraccioni e Paolo Genovese. Trainato da un passaparola unanime di gradimento sui social e purtroppo anche dall'attualità del tema trattato, con il terribile femminicidio di Giulia Cecchettin che ha scosso l'opinione pubblica, il film ieri è stato proiettato anche in Senato, su iniziativa del presidente Ignazio La Russa, ma la regista, che è anche protagonista del film con Valerio Mastandrea, non è potuta essere presente per altri "improrogabili impegni".   
    Nata a Roma, il 24 novembre del 1973, Paola Cortellesi ha esordito in teatro nel 1995 e ha ricevuto negli anni i riconoscimenti più importanti del teatro, della tv e del cinema: Premio Hystrio (2007), premio E.T.I. e Premio della Critica (2006), David di Donatello (2011), Nastro d’Argento (2018, 2019,2020), Globo d’oro (2018), Premio Flaiano (2023). 
    Nel 1997 ha esordito in Tv come attrice e autrice in programmi satirici e varietà classici, come 'Nessundorma' (2004) e 'Non perdiamoci di vista' (2008) suoi “one woman show”, fino ad affiancare Simona Ventura nella conduzione del 54°Festival di Sanremo. Nel 2007 l’esordio nella serie tv 'Maria Montessori – Una vita per i bambini' (di Gianluca Maria Tavarelli le è valso il premio come migliore attrice protagonista al Roma Fiction Fest. Nel 2011 ha vinto il David di Donatello, come migliore attrice protagonista, per il film 'Nessuno mi può giudicare' (di Massimiliano Bruno). Nel 2014 ha ricevuto un doppio Biglietto d’oro per i film 'Un boss in salotto' (di Luca Miniero) e 'Sotto una buona stella' (di Carlo Verdone). Nel 2015 è sul palco con Dario Fo nella piece teatrale/televisiva 'Callas' (regia di Dario Fo) e nel 2016 è autrice e protagonista, insieme a Laura Pausini, del varietà 'Laura & Paola', evento televisivo dell’anno.  
    Tra il 2015 e il 2019 è al cinema come protagonista e sceneggiatrice dei film: 'Scusate se esisto' (diretta dal marito Riccardo Milani), 'Qualcosa di nuovo' (di Cristina Comencini), 'Gli ultimi saranno ultimi' (di Massimiliano Bruno), 'Mamma o Papà' (di Riccardo Milani), 'Ma cosa ci dice il cervello' (di Riccardo Milani) e 'Come un gatto in tangenziale' (di Riccardo Milani), campione di incassi della stagione. Nel 2020 esce nelle sale 'Figli', – film di Mattia Torre – diretto da Giuseppe Bonito, grazie al quale ha ricevuto, per il terzo anno consecutivo, il Nastro d’argento.  Nel 2020 e nel 2022 è su Sky con la serie 'Petra' (di Maria Sole Tognazzi), Nastro d’argento per le serie tv 2021. Ad agosto 2021 è al cinema con 'Come un gatto in tangenziale – Ritorno a coccia di morto' (di Riccardo Milani).  Chi la conosce bene, scommette che oggi festeggerà in famiglia, con il marito Riccardo Milani e con la figlia Laura, di 10 anni.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Spazio, Ariane 6 supera nuovo test: l’Europa corre sull’accesso autonomo

    Spazio, Ariane 6 supera nuovo test: l’Europa corre sull’accesso autonomo

    (Adnkronos) – Continua la corsa dell'Esa per garantire all'Europa l'accesso autonomo allo spazio. Nella tarda serata di ieri (ora italiana), è stata superata con successo un'importante prova per il nuovo vettore Ariane 6 dell'Agenzia Spaziale Europea Ariane 6 che si sta preparando per il suo primo volo. Nella base spaziale europea di Kourou, nella Guyana francese, le squadre a terra hanno infatti eseguito un conto alla rovescia completo per il lancio e, subito dopo, un'accensione completa di sette minuti del motore dello stadio principale del vettore. Nel darne l'annuncio, l'Agenzia Spaziale Europea ha spiegato che, per questa prova, "i booster non sono stati accesi, quindi Ariane 6 è rimasto saldamente sulla rampa di lancio, come previsto". La prova di accensione del motore, ha detto l'Esa, "riproduce il modo in cui lo stadio principale dell'Ariane 6 si accenderà durante un normale volo nello spazio". In un volo tradizionale, "una volta completato questo passaggio, il motore principale si spegnerebbe e lo stadio centrale si separerebbe da quello superiore, per poi assumere il controllo della propulsione e completare la sua missione" nello spazio, ha spiegato ancora l'Esa. Il test, condotto con un modello di prova sulla rampa di lancio dello spazioporto europeo, ha rappresentato secondo l'Esa "la corsa 'full-stack' più lunga mai realizzata per il modulo inferiore di propulsione liquida di Ariane 6 con un motore Vulcain 2.1".  Il successo del nuovo test dell'Ariane 6 "è una milestone" e "siamo sulla buona strada per garantire l'accesso autonomo dell'Europa allo spazio". Ha scandito il direttore generale dell'Esa, Josef Aschbacher, che ha salutato così il nuovo passo avanti del lanciatore europeo dell'Esa Ariane 6. "I team di ArianeGroup, Cnes ed Esa hanno percorso ogni fase del volo del razzo senza che questo lasciasse la Terra" ha detto Aschbacher. "Questa prova fondamentale – ha osservato inoltre il Dg dell'Esa – arriva dopo anni di progettazione, pianificazione, preparazione, costruzione e duro lavoro da parte di alcuni dei migliori ingegneri spaziali d’Europa". "Siamo di nuovo sulla buona strada per garantire l’accesso autonomo dell’Europa allo spazio. Complimenti a tutti i soggetti coinvolti" ha commentato Josef Aschbacher. (di Andreana d'Aquino)
     —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Freddo e neve con la sciabolata artica, nel weekend arriva l’inverno: previsioni meteo

    Freddo e neve con la sciabolata artica, nel weekend arriva l’inverno: previsioni meteo

    (Adnkronos) – Weekend invernale con aria gelida sull'Italia secondo le previsioni meteo di oggi e domani. Atteso un crollo vertiginoso delle temperature accompagnato anche da forti venti ovunque: le piogge, invece, interesseranno solo il Sud nella giornata di sabato poi domenica 26 sarà all’insegna del sole e del freddo, ma con tempo asciutto su tutto lo Stivale. Ma cosa accadrà? Antonio Sanò, fondatore del sito www.iLMeteo.it, avverte che una vasta massa d’aria gelida colerà in Italia dal Circolo Polare Artico finnico, in pratica dalla Finlandia attraverserà rapidamente Repubbliche Baltiche, Polonia e si tufferà, saltando le Alpi austriache, nel Mediterraneo.  Avremo la ‘Sciabolata artica di Attila’, la prima della stagione e molto potente. Sabato 25 novembre dunque sarà inverno: caminetti accesi, ormeggi ben stretti a causa del vento tempestoso e berretti e sciarpe pronti. La novità di questo crollo delle temperature sarà anche la durata: tutta la prossima settimana è prevista infatti sotto la media del periodo, soprattutto al Nord dove potrebbe arrivare anche la neve in Pianura Padana. Nel dettaglio, da questa sera e dopo una giornata tutto sommato tranquilla, l’aria artica di origine finnica inizierà a sfondare verso l’Italia dalle Alpi con un ingresso via via più marcato: durante la notte e fino a domani mattina soffierà un forte vento di Foehn anche in Pianura Padana, mentre i cieli si copriranno velocemente tra Lazio, Marche, Abruzzo Molise e su tutto il Sud con rovesci a tratti intensi e nevicate sugli Appennini anche sotto i 1000 metri. La giornata di domenica, invece, vedrà un soleggiamento prevalente salvo veloci rovesci in Puglia e sul basso Tirreno. La sciabolata artica di Attila non durerà poco, infatti tutta la prossima settimana resterà fredda; oltre al freddo ci saranno anche alcune occasioni per precipitazioni, in tal caso nevose in Pianura Padana. Al momento si prevedono infatti dei fiocchi bianchi in pianura sul Piemonte nella notte tra lunedì 27 e martedì 28, con una possibile replica nei primi due giorni di dicembre: insomma dal caldo estivo anomalo ad una fine novembre-inizio dicembre dal sapore gelido con la Sciabolata artica di Attila.  NEL DETTAGLIO
      Venerdì 24. Al nord: cielo sereno con nubi a tratti irregolari; dalla sera ventoso. Al centro: cielo a tratti nuvoloso. Al sud: tregua meteorologica con schiarite.  Sabato 25. Al nord: forti venti di Foehn, nubi e neve su Alpi di Confine, soleggiato altrove. Al centro: ventoso; nubi e rovesci tra Lazio e versante adriatico, più sole altrove. Al sud: peggiora con rovesci diffusi e neve a quote anche collinari, venti forti da nord.  Domenica 26. Al nord: sereno ma molto freddo all’alba. Al centro: sereno ma molto freddo all’alba, a tratti ventoso. Al sud: soleggiato ma freddo al primo mattino e a tratti ventoso, qualche rovescio in Puglia. Tendenza: settimana prossima invernale, rischio neve in pianura al Nord. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Ucraina, Russia abbatte 16 droni Kiev sulla Crimea. Mosca bombarda Sumy

    Ucraina, Russia abbatte 16 droni Kiev sulla Crimea. Mosca bombarda Sumy

    (Adnkronos) – La Russia ha affermato di aver abbattuto 13 droni ucraini sulla Crimea e altri tre sull'oblast meridionale di Volgograd nella notte. Il ministero della Difesa russo non ha fornito informazioni su danni o vittime. L'oblast di Volgograd, che ospita la base aerea di Marinovka, si trova a circa 300 chilometri dal confine con l'Ucraina. La scorsa settimana, una base militare è andata in fiamme dopo un'esplosione nella città di Kotluban, sempre nella regione di Volgograd, secondo i canali Telegram locali.  Le forze russe hanno bombardato otto comunità nell'oblast di Sumy nelle ultime 24 ore. Lo ha riferito l'amministrazione militare regionale, precisando che sono state registrate almeno 86 esplosioni, con l'esercito russo che ha preso di mira le comunità di Krasnopillia, Bilopillia, Myropillia, Khotin, Yunakivka, Velyka Pysarivka, Shalyhyne e Znob-Novhorodske. Non sono state segnalate vittime o danni alle infrastrutture civili. L’esercito russo ha preso di mira gli insediamenti per mezzo di missili, mortai e lanciagranate, continuando a sganciare mine sulle aree circostanti. Nella comunità di Myropillia, un elicottero d'attacco russo ha lanciato razzi sulla comunità. La comunità di Krasnopillia, che conta circa 7.800 abitanti, è stata quella che ha subito gli attacchi più intensi, con 23 esplosioni registrate nella zona. La città si trova a circa 12 chilometri a ovest del confine tra Russia e Ucraina.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Israele-Hamas, tregua al via oggi: primi 13 ostaggi liberi dal pomeriggio

    Israele-Hamas, tregua al via oggi: primi 13 ostaggi liberi dal pomeriggio

    (Adnkronos) –
    Scatta oggi nella Striscia di Gaza la tregua di 4 giorni tra Israele e Hamas, durante la quale saranno liberati 50 ostaggi israeliani. I primi 13 lasceranno Gaza oggi. E' quanto prevede l'accordo entrato in vigore alle 7 ora locale, le 6 in Italia. L'annuncio dell'intesa è arrivato ieri, al termine di una giornata di incontri, durante la quale la fumata bianca è apparsa a rischio di fronte alla mancata consegna da parte di Hamas della lista delle persone da liberare. In serata la svolta. L'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha confermato di aver ricevuto una lista preliminare degli ostaggi che dovrebbero essere rilasciati. Il ministro israeliano della Difesa, Yoav Gallant, ha però avvertito: "Sarà una tregua breve, al termine della quale i combattimenti continueranno intensamente e faremo pressione per riportare indietro altri ostaggi. Si prevedono almeno altri due mesi di combattimenti". Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden avrebbe chiesto a Netanyahu di agire con calma anche al confine settentrionale con il Libano. A sostenerlo sono i media israeliani che citano una fonte anonima. Netanyahu non avrebbe fatto alcuna promessa su tema al presidente degli Usa. Nelle ore che hanno preceduto la tregua, Israele ha portato avanti le operazioni. Un raid aereo ha ucciso Amar Abu Jalalah, comandante delle forze navali di Hamas a Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza, e un altro agente delle forze navali di Hamas.  Secondo il ministero della Sanità di Gaza, l'ospedale indonesiano nel nord sarebbe stato colpito da un "intenso bombardamento".  Hamas ha respinto l'ipotesi che la Croce Rossa visiti gli ostaggi israeliani non inclusi nella prima fase dell'accordo. Lo scrive Haaretz, riportando la testata Al-Araby Al-Jadeed: Hamas avrebbe invece comunicato ai rappresentanti del Comitato internazionale della Croce Rossa che ci saranno aggiornamenti sulle loro condizioni. Intanto la stessa testata ha riferito che Hamas starebbe preparando la liberazione senza condizioni di 23 ostaggi thailandesi frutto di una mediazione dell'Iran.  In una dichiarazione, Hamas ha affermato che la tregua durerà quattro giorni, durante i quali si prevede che le Brigate Qassam, il braccio armato di Hamas e le altre 'fazioni palestinesi', "cessino ogni attività militare". Gli aerei israeliani, rileva Hamas, "smetteranno completamente di sorvolare il sud di Gaza, Gaza City e il nord di Gaza per sei ore al giorno, dalle 11 alle 17". Per ogni prigioniero israeliano rilasciato, rileva Hamas illustrando l'accordo, "verranno rilasciati tre prigionieri palestinesi, vale a dire donne e bambini. Entro quattro giorni, un totale di 50 prigionieri israeliani – donne e bambini di età inferiore ai 19 anni – saranno rilasciati. Ogni giorno potranno entrare a Gaza 200 camion di aiuti che includono forniture mediche per l'intera Striscia. Saranno ammessi a Gaza anche quattro camion di carburante al giorno".  In precedenza era stato il portavoce del portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majid bin Mohammed al-Ansari, ad annunciare che l'accordo era stato raggiunto. Secondo il portavoce oggi "intorno alle 16", ora locale, sarà rilasciato il primo gruppo di ostaggi nella Striscia di Gaza, composto da 13 tra donne e bambini. Gli ostaggi rilasciati da Hamas saranno consegnati alla Croce Rossa e alla Mezzaluna Rossa, mentre dell'arco dei quattro giorni di tregua "verranno raccolte informazioni" sugli ostaggi ancora rimasti nell'enclave palestinese. Il portavoce ha precisato che si sono conclusi i contatti con tutte le parti ed i mediatori e che sono stati consegnati gli elenchi con i nomi di coloro che verranno rilasciati. 
    La tregua riguarderà sia la parte settentrionale che quella meridionale della Striscia di Gaza. "Durante i quattro giorni – spiega ad 'Al Jazeera' – verranno raccolte informazioni sugli ostaggi rimasti per valutare la possibilità di rilasciarne un numero maggiore e prolungare così la durata di questa tregua". Le linee di comunicazioni, aggiunge, "resteranno aperte e qualsiasi violazione sarà segnalata"  Il portavoce di Hamas, Osama Hamdan, ha ringraziato il Qatar e l'Egitto per la loro assistenza nella mediazione dell'accordo di tregua e ha incolpato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per il ritardo nell'esecuzione dell'accordo, dicendo che avrebbe dovuto essere concordato "più di 10 giorni" fa. Tuttavia, Hamdan ha spiegato ad 'Al Jazeera' che "spera" che la pausa di quattro giorni vada avanti senza complicazioni. Ma, ha detto, mentre vede positivamente la pausa temporanea, "l'unica cosa che renderà la nazione palestinese soddisfatta è la fine dell'occupazione e la fine dell'attacco israeliano a Gaza". Pertanto, ha aggiunto, il cessate il fuoco "non è la fine della strada". "Le perdite umane del nemico non sono ancora iniziate se decide di continuare la sua aggressione nazista”, ha affermato dal canto suo il portavoce delle Brigate Al-Qassam, braccio armato di Hamas, Abu Obeida. "Ciò che il nemico ha accettato con la tregua temporanea e con l’accordo di scambio parziale è quello che avevamo proposto in precedenza", sottolinea Obeida affermando di essere "pronti a continuare lo scontro e ad affrontare il nemico, non importa quanto durerà l’aggressione". Il portavoce delle Brigate Al-Qassam, ha chiesto in un messaggio audio "un’escalation contro l’occupazione sia in tutta Cisgiordania che su tutti i fronti della resistenza", in riferimento al partito sciita Hezbollah in Libano. Abu Obeida ha anche sollecitato "l'intensificazione di tutte le forme di resistenza popolare e di massa in Giordania", aggiungendo “salutiamo in particolare i nostri fratelli in Yemen, Libano, Iraq e su ogni fronte che lavorano per colpire il nemico".  L'Egitto, da parte sua, ha invitato entrambe le parti a rispettare l'attuazione della tregua. "L'Egitto ha ricevuto la lista di detenuti e di ostaggi sia dal lato palestinese che da quello israeliano, che dovrebbero essere rilasciati il primo giorno della tregua venerdì pomeriggio", ha detto Diaa Rashwan, capo del Servizio di informazione statale egiziano. "L'Egitto invita entrambe le parti della tregua a rispettare l'attuazione dell'accordo secondo il piano e quanto concordato", ha aggiunto, secondo l'agenzia governativa.  Israele spera "di tirare fuori i suoi ostaggi", ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, nel corso di un incontro con il ministro degli Esteri britannico David Cameron. "Non si tratta di una cosa priva di sfide ma dobbiamo, speriamo di tirare fuori questo primo gruppo e poi siamo impegnati a tirare tutti fuori". Israele, ha poi proseguito "porterà avanti i suoi obiettivi di guerra e cioè sradicare Hamas, perché Hamas ha già promesso che lo rifarà ancora e ancora e ancora. Sono un culto terroristico genocida".  Intanto, riferisce Haaretz, l'esercito israeliano si sta preparando alla realizzazione dell'accordo mantenendo particolare enfasi sulla separazione fra il nord e il sud della Striscia di Gaza, anche per evitare che operativi di Hamas tornino nella parte settentrionale. Le Idf si sono munite di "equipaggiamento per il controllo della folla" per impedire il ritorno a nord di civili sfollati a sud. Non è ancora stato deciso se l'esercito continuerà o meno le attività all'interno di ospedali o altri luoghi sensibili —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Giulia Cecchettin, Filippo Turetta domani in Italia. Le indagini: cosa sappiamo

    Giulia Cecchettin, Filippo Turetta domani in Italia. Le indagini: cosa sappiamo

    (Adnkronos) –
    Giulia Cecchettin gridava aiuto nel parcheggio vicino casa mentre veniva presa a calci e un testimone, l'unico, la sera dell'11 novembre ha chiamato il 112 per dare l'allarme. Tuttavia, dopo quell'unica chiamata nessuna macchina è arrivata sul posto perché – fanno sapere i carabinieri – le gazzelle erano impegnate in altri servizi e comunque l'auto era già ripartita e il testimone non era riuscito a fornire il numero di targa. Su questo, a quanto appreso dall'Adnkrono, sta cercando di fare chiarezza la procura di Venezia. Intanto, rientrerà domani, 25 novembre, in Italia Filippo Turetta, arrestato in Germania per l'omicidio dell'ex fidanzata. Il 21enne verrà consegnato alle autorità italiane e arriverà all'aeroporto di Venezia, scortato dai carabinieri, a bordo di un aereo dell'Aeronautica militare. Il giovane dovrà rispondere di omicidio volontario aggravato dal vincolo del legame affettivo e sequestro di persona. E in vista degli interrogatori e di un processo che si preannuncia complicato, Turetta ha ampliato la sua difesa: l'avvocato d'ufficio Emanuele Compagno è stato affiancato dal legale Giovanni Caruso del foro di Padova. Intanto sul fronte delle indagini emergono nuovi elementi che inchiodano il 21enne. Dall'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Venezia Benedetta Vitolo che ripercorre minuto per minuto tutte le fasi della sera dell'11 novembre che si è conclusa con la tragica morte di Giulia Cecchettin, emerge che il telefono della ragazza risulta spento "alle ore 22.45" quando aggancia "la cella base di Marghera" compatibile con la sua presenza al centro commerciale 'Nave de Vero' dove cena con l'ex fidanzato. Mentre l'ultimo dato disponibile del numero Wind di Turetta è delle "ore 23.29" della stessa sera quando aggancia la cella della "zona industriale, IV strada, del Comune di Fossò (Venezia)" dove la ragazza è stata uccisa.  Ma cosa è successo prima, quando Giulia si è fermata con Turetta nel parcheggio sotto casa, in via Aldo Moro? Un testimone quella sera, sentendo Giulia gridare aiuto chiamò il 112. E poi? Perché non è arrivato nessuno? Giulia si sarebbe potuta salvare? Probabilmente no perché la Fiat Grande Punto di Turetta non è rimasta ferma nel parcheggio per più di 5 minuti. Ma il punto è un altro: quando un cittadino chiama, la pattuglia deve andare a verificare quanto segnalato. E' stato così quella sera? La procura di Venezia sta facendo accertamenti, come apprende l'Adnkronos da fonti qualificate.  Secondo quanto riferito dai carabinieri c'e solo una telefonata collegata all’omicidio di Giulia Cecchettin arrivata al 112 la sera dell’11 novembre scorso, alle 23.18. Un uomo – dal balcone della propria abitazione – ha denunciato “un'accesa lite tra una coppia di giovani con un aggressione fisica ai danni della ragazza”, spiegano i carabinieri. Ma “non era stato comunque in grado di indicare il numero di targa dell'autovettura e concludeva la telefonata segnalando che la coppia era risalita a bordo della stessa e si era appena allontanata. Il contenuto della telefonata, corredato di registrazione audio, è stato messo a disposizione dell'autorità giudiziaria non appena appresa la notizia della scomparsa della ragazza", ossia già domenica 12 novembre, si legge in una nota dell’Arma che "esclude categoricamente" altre telefonate al 112 e come sia "destituita di ogni fondamento la notizia di un fascicolo/indagine della procura della Repubblica di Venezia in merito alla telefonata del cittadino di Vigonovo”.  Quando arriva la telefonata da Vigonovo all'operatore della Centrale "perveniva un’ulteriore richiesta d'intervento per una rissa all'interno di un bar, in relazione alla quale disponeva l'invio sul posto di un'autoradio in servizio di pronto intervento. Nelle stesse circostanze di tempo, l'altra autoradio disponibile era stata già impegnata per una lite occorsa a seguito di un incidente stradale”, aggiungono i carabinieri. “Saranno comunque avviati a cura dell'Arma tutti gli approfondimenti necessari per verificare la correttezza delle procedure operative seguite”. I familiari di Giulia hanno stabilito che i funerali della ragazza si terranno nella Basilica di Santa Giustina a Padova. Non è ancora stata decisa la data: bisognerà attendere l'autopsia, ma l'auspicio di papà Gino è di "dare presto una nuova casa a Giulia" che riposerà, nel cimitero di Saonara, accanto alla mamma Monica, morta un anno fa. Intanto Elena Cecchettin, la sorella di Giulia, potrebbe partecipare alla manifestazione di domani 25 novembre a Roma per celebrare la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Una presenza su cui manca ancora la certezza, ma che potrebbe dare ancora più forza a un'onda di 'protesta' seguito all'omicidio della ragazza.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Madonna, un ciclone a Milano: 11mila in delirio per il concerto kolossal

    Madonna, un ciclone a Milano: 11mila in delirio per il concerto kolossal

    (Adnkronos) –
    Madonna conquista ancora una volta il cuore di Milano con i suoi eccessi e le sue trasgressioni da show. Si può dire tutto di lei tranne che non sia la regina indiscussa del pop. Eccola la prova, qualora ce ne fosse bisogno. Al Mediolanum Forum di Assago Miss Ciccone, nella prima delle due serate sold out del 'The Celebration Tour', regala un evento spettacolare ai fan di ieri e di oggi attraverso un viaggio nostalgico nella sua iconica carriera musicale lunga 40 anni. Quattordici ne sono passati dall'estate del 2009, quando i fan la videro salire in Rolls Royce sul palco di San Siro e otto dall'ultima volta che la diva ha fatto tappa in Italia. “Sono felice di essere qui – scandisce in italiano – È importante non dimenticare da dove venite. Sono felice di essere tornata in Italia dopo tutto questo tempo, mi siete mancati”. In 11mila, tra cui fan come Elodie, Angelina Mango, Gianluigi Buffon, Marco Mengoni e gli stilisti Stefano Gabbana, Giorgio Armani e Donatella Versace, sono arrivati ad Assago per non perdere questo speciale Amarcord attraverso gli annali della storia della musica. E altrettanti sono attesi per sabato prossimo. Lo straordinario tour di ben 78 date, che toccherà tutte le principali città d'Europa e il Nord America (posticipato dopo la grave infezione che l'ha colpita prima dell'estate e che ha fatto addirittura temere per la sua vita), è una testimonianza dell'influenza e dell'impatto di Miss Ciccone non solo sulla musica pop ma anche sulla storia del costume.  Quattro dei suoi sei figli la seguono in tour, parte integrante di uno show ricco di coreografie, visual, cambi d'abito e inframmezzato da qualche provocazione, come sua abitudine. "Questo non è un concerto come gli altri – avverte Madonna – voglio mostrarvi la storia della mia vita e tutto ciò che la riguarda, insieme ai miei figli" e racconta di quando il padre le diceva che era una "pazza, pazza, pazza" a voler fare l'artista. Tutto inizia alla grande, seppure con oltre un'ora e mezzo di ritardo, con Madonna che appare su un palco ispirato alla torta nuziale degli Mtv Awards del 1984, organizzato su tre cerchi concentrici e con oltre 200 metri di catwalk. La scenografia è una festa per gli occhi, e fonde perfettamente elementi delle varie fasi della sua carriera.  
    Cinque gli atti dello spettacolo, più un encore, che tocca tutti i pezzi che hanno fatto da colonna sonora alla vita di ciascuno di noi, compresi quelli che lo negheranno. Dopo un'ouverture affidata a Bob The Drag Queen, maestra di cerimonie, Madonna sale sul palco avvolta in un kimono nero e intona subito 'Nothing Really Matters'. Segue l'allegria degli esordi di 'Holiday' e 'Into the Groove', fino a 'Live to tell' con le immagini dei suoi cari amici morti a causa dell'Aids come Herbs Ritts, Keith Haring e Freddie Mercury che scorrono sui maxi schermi.  Sacro e profano si fondono in 'Like a Prayer', passando per la parte più sexy e trasgressiva con 'Erotica', 'Justify My Love' e le ballerine che si muovono in topless sulle note di 'Hung up'. Lo show è un crescendo di hit senza tempo come 'Vogue' e 'Human Nature', mentre nella parte centrale si va dalla 'bondiana' 'Die Another Day' a 'La Isla Bonita', fino alla più intima 'Don't cry for me Argentina' e alle influenze new age di 'Ray of light'. Sul finale un medley di 'Like a Virgin' che include anche parti di 'Billie Jean' di Michael Jackson, mentre l'ultimo capitolo di questo viaggio si chiude con 'Bitch I'm Madonna'.  La regina del pop naviga in acque sicure attraverso la sua discografia e ogni canzone non è semplicemente una performance ma una celebrazione dell'evoluzione della musica pop, in cui è stata sempre un passo avanti agli altri, sempre accompagnata dagli altrettanto iconici costumi, curati per l'occasione da brand di culto come Vetements, Versace e l'immancabile Jean-Paul Gaultier, amico di lunga data, cha rivisitato l'iconico reggiseno 'a cono' che tutti conoscono, trasformandolo in un fantastico bustier. 
    Tanti gli omaggi agli artisti che l'hanno ispirata: Michael Jackson, Prince, David Bowie, Billie Holiday. Fedele alla sua reputazione, l'ex Material Girl non evita di usare il palco per confermare ancora una volta il suo sostegno alla comunità Lgbtq+, presente in massa questa sera e per la quale rappresenta una vera icona nonché una delle prime testimonial nel mondo del pop e della società civile. E' vero che non è più la giovane squattrinata in cerca di fortuna che Mick Jagger in persona definì, sottovalutandola, "un bicchiere di talento in un mare di ambizione". La conferma, se ci fossero ancora dubbi, è che la divina è ancora un mostro di talento in un oceano di meteore e starlette che in passato hanno provato, senza successo, a imitarla. Madonna è Madonna. Non solo incarna passato, presente e futuro della musica, grazie al suo innato fiuto per scovare la prossima tendenza e i talenti più grandi con cui collaborare, ha mantenuto intatta la sua capacità di reinventarsi sempre pur rimanendo fedele alla sua visione artistica.  Per i fan che hanno partecipato stasera non è stato solo un concerto ma la testimonianza dell'impatto senza tempo di una donna che ha plasmato il panorama musicale per quattro decenni della nostra vita e che continua, a modo suo, a farlo ancora. (di Federica Mochi) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Meteo weekend, freddo da domani e da lunedì è inverno: ecco la neve

    Meteo weekend, freddo da domani e da lunedì è inverno: ecco la neve

    (Adnkronos) –
    Il freddo irrompe sull'Italia, le temperature scendono nel weekend e arriva l'inverno, con tanto di neve. Dalla prossima settimana, ecco una serie di cicloni daranno il via ad una fase di maltempo caratterizzata da precipitazioni abbondanti e anche da nevicate fino in pianura. Già nel corso del weekend e poi soprattutto da lunedì 27 Novembre si avvertiranno primi segnali di un cambiamento del tempo con l'arrivo di venti freddi dal Nord Europa. Le correnti fredde in ingresso dalla Porta del Rodano (Francia sudorientale) favoriranno la formazione di un ciclone sui nostri mari in grado di scatenare precipitazioni intense, anche sotto forma di nubifragio e violente raffiche di vento.  Occhi puntati, in particolare, tra la notte di lunedì 27 novembre e le prime ore di martedì 28 novembre, quando ci sarà il rischio di neve fino a bassissima quota (circa 150/200 metri, se non più in basso in caso di rovesci intensi) su Piemonte, Lombardia occidentale (possibili fiocchi anche a Torino e Milano). Successivamente, il peggioramento si estenderà anche al resto del Centro-Sud: visti i forti contrasti tra masse d'aria diverse (mari ancora fin troppo caldi) non sono da escludere dei veri e propri nubifragi con il rischio anche di locali allagamenti (saranno possibili addirittura fino a 150 litri di pioggia in 24 ore) specie su Lazio, Campania e Calabria. Nei giorni a seguire, complice il passaggio del fronte freddo, le temperature sono previste letteralmente in crollo con valori ben sotto le medie climatiche su tutta l'Italia: al Centro-Nord sono previste estese gelate fin sulle pianure durante la notte e al primo mattino. Tra venerdì 1 e sabato 2 dicembre un secondo impulso perturbato potrebbe raggiungere l'Italia, innescando nuove ed intense precipitazioni. Considerata la distanza temporale ancora troppo elevata, le incertezze aumentano: pare tuttavia che la fase fredda e movimentata possa continuare con il rischio di nuove sorprese nevose fino a bassissima quota (localmente fino in pianura). —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Violenza sulle donne, Amadori dà mandato ai legali contro attacco mediatico

    Violenza sulle donne, Amadori dà mandato ai legali contro attacco mediatico

    (Adnkronos) – Alessandro Amadori vuole passare alle vie legali contro gli attacchi della stampa. A quanto apprende l'Adnkronos il professore di psicologia, scelto dal ministro dell'Istruzione per coordinare gli incontri nelle scuole sull'educazione affettiva nell'ambito del progetto 'Educare alle relazioni', ha deciso di dare mandato ai suoi avvocati di "valutare le azioni legali più opportune a sua tutela, riguardo all'attacco mediatico subito da il 'Domani' e da altri organi di stampa". E' stato infatti proprio il quotidiano diretto da Emiliano Fittipaldi, a sollevare il caso scrivendo che Amadori in un saggio pubblicato nel 2020 "negava la violenza maschile e sosteneva tesi cospirazioniste sul tentativo delle donne di dominare i maschi" insistendo sulla "cattiveria femminile".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)