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  • Lo Bosco (Rfi): “Collaborazione con gruppo Salini genera nuova industria”

    Lo Bosco (Rfi): “Collaborazione con gruppo Salini genera nuova industria”

    (Adnkronos) – "Siamo orgogliosi degli sviluppi che le nostre opere creano anche a livello professionale sui territori. La collaborazione con un General Contractor importante come Webuild genera una nuova industria e una scuola che formerà giovani talenti in Sicilia. La formazione post-diploma in materie tecniche per l’occupazione dei diplomati consentirà di creare forza lavoro specializzata nei cantieri. Un percorso strettamente connesso alla realizzazione della nuova linea Palermo-Catania – Messina, opera in corso di realizzazione da parte di Rfi per oltre 12 miliardi di euro". Così il presidente di Rete Ferroviaria Italiana Dario Lo Bosco a Belpasso, nel catanese, durante il lancio di ‘Cantiere Lavoro Italia’ programma del Gruppo Webuild per attrarre nuove risorse verso il settore delle infrastrutture e garantirne la qualità professionale. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Schifani: “Investimento di Webuild è la conferma dell’attrattiva della Sicilia”

    Schifani: “Investimento di Webuild è la conferma dell’attrattiva della Sicilia”

    (Adnkronos) – "Il Gruppo Salini ha deciso di investire in Sicilia al di là della realizzazione del Ponte. La Sicilia si dimostra essere attrattiva di investimenti industriali di altissimo livello. Riscontriamo l'interesse fa parte di grossissimi gruppi industriali ad investire e realizzare in Sicilia. Da parte nostra la Regione Siciliana e il mio governo, faranno di tutto per velocizzare procedure e richieste di investimento perchè questa è la nostra filosofia. Oggi è una bella giornata per i siciliani più che per iu Governo". Così il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ai giornalisti a Belpasso, nel catanese, a margine dell'avvio da parte di Webuild Spa della fabbrica dei conci Roboplant che serviranno per i 38 chilometri di gallerie del raddoppio ferroviario Giampilieri- Fiumefreddo di Sicilia in corso di realizzazione.  All'iniziativa hanno preso parte l'ad di Webuild Spa Pietro Salini e il presidente di Rete ferroviaria italiana Dario Lo Bosco. Prima nel suo genere in Italia, la fabbrica sarà in grado di produrre un concio ogni sette minuti, tempo che scenderà a regime a 4 minuti nella seconda fabbrica che sorgerà in consorzio con Pizzarotti e Ghella a Dittaino. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Salini (Webuild): “Assumeremo 7000 persone in Sicilia, grande attenzione a sicurezza”

    Salini (Webuild): “Assumeremo 7000 persone in Sicilia, grande attenzione a sicurezza”

    (Adnkronos) – "In Italia stiamo assumendo diecimila persone nei prossimi tre anni e ne assumeremo settemila in Sicilia. Stiamo facendo queste scuole perché ci serve che la gente sia formata non solo con la competenza tecnica ma anche sulla sicurezza del lavoro. Stiamo investendo molto sulla sicurezza del lavoro. E' un fatto importantissimo che tutti i giorni dopo aver lavorato si possa tornare a casa nelle stesse condizioni in cui si è entrati. In questo l'azienda sta investendo molto per dare queste possibilità ai ragazzi". Così l'Ad di Webuild Spa Pietro Salini ai giornalisti a Belpasso, nel catanese a margine dell'avvio da parte di Webuild Spa della fabbrica dei conci Roboplant, evento al quale hanno preso parte anche il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e il presidente di Rete ferroviaria italiana Dario Lo Bosco.  "E' una bellissima occasione per tutti, per l'Italia, per la regione di far ripartire il lavoro. Io penso che al centro dobbiamo mettere il lavoro ed il futuro dei nostri ragazzi. Come genitore e come capo di un'azienda io penso non ci sia nulla di più bello di vedere dei ragazzi che hanno un futuro, che credono in quello che fanno e possono costruire una famiglia. Fare gli investimenti in questa regione a lungo negletta è un fatto importantissimo che non si può non cogliere in tutte le sue sfumature". "Non basta fare delle ferrovie – ha aggiunto Salini – ma bisogna trasformarle in realtà operativa per le famiglie e le persone del posto per fa sì che vi sia creazione di futuro. Da questo, le scuole, i nostri stabilimenti ed il nostro impegno in questa regione". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Covid Italia, salgono incidenza e Rt: il bollettino dell’ultima settimana

    Covid Italia, salgono incidenza e Rt: il bollettino dell’ultima settimana

    (Adnkronos) – L'incidenza di casi Covid diagnosticati e segnalati in Italia nel periodo 16-22 novembre "è pari a 76 casi per 100.000 abitanti, in aumento rispetto alla settimana precedente", quando era a quota 58 su 100.000. E' quanto emerge dal monitoraggio della Cabina di regia ministero della Salute-Istituto superiore di sanità (Iss). L'indice di trasmissibilità Rt basato sui casi con ricovero ospedaliero (calcolato al 14 novembre) è "pari a 1,12 (1,08 – 1,17), in aumento rispetto alla settimana precedente quando era a 0,93 (0,89 – 0,98), e si attesta sopra la soglia epidemica. Per quanto riguarda l’incidenza settimanale – dettaglia il monitoraggio – è in aumento in quasi tutte le Regioni/Province autonome rispetto alla settimana precedente. L’incidenza più elevata è stata riportata nella Regione Veneto (176 casi per 100.000 abitanti) e la più bassa in Sicilia (2 casi per 100.000 abitanti).  L'occupazione dei posti letto da parte di pazienti Covid nei reparti di area medica degli ospedali italiani resta limitata, pari al 7,7% (4.811 ricoverati), aggiornato al 22 novembre, ma in aumento rispetto alla settimana precedente, quando era al 6,7% (dato 15 novembre). In leggero aumento anche l’occupazione dei posti letto in terapia intensiva, pari all'1,5% (137 ricoverati) rispetto alla settimana precedente quando era all'1,4% (dato 15 noembre). Nel bollettino si sottolinea che i tassi di ospedalizzazione e mortalità aumentano con l’età, presentando i valori più elevati nella fascia d’età 90+ anni, così come il tasso di ricovero in terapia intensiva aumenta con l’età.   Sul fronte delle varianti di Sars-CoV-2, si continua ad osservare una predominanza di ceppi virali ricombinanti Omicron riconducibili a XBB. Tra questi, in accordo con quanto osservato in diversi Paesi, la variante d’interesse EG.5, soprannominata 'Eris', con diversi sotto-lignaggi, si conferma maggioritaria.    —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Giulia Cecchettin, Filippo Turetta andrà in carcere a Venezia: sarà isolato e sorvegliato

    Giulia Cecchettin, Filippo Turetta andrà in carcere a Venezia: sarà isolato e sorvegliato

    (Adnkronos) –
    Filippo Turetta, accusato dell’omicidio dell’ex fidanzata Giulia Cecchettin, arriverà su un volo militare che partirà domani, sabato 25 novembre, da Roma con destinazione Francoforte per fare rientro, scortato, direttamente all’aeroporto di Venezia. L’arrivo nella città lagunare è atteso intorno alle 12.30 e negli uffici della polizia di frontiera gli verrà notificata l’ordinanza di custodia cautelare, quindi verrà portato nel carcere di Santa Maria Maggiore, dove – apprende l’Adnkronos – sarà sorvegliato a vista per evitare rischi legati “alla sicurezza” del giovane, ma anche “per vigilare su possibili rischi autolesivi”. Lo studente, che compirà 22 anni a dicembre, sarà visitato dal medico, poi dallo psicologo (potrebbe essere valutata la visita anche da parte di uno psichiatra) per valutare il “rischio suicidario”. Dato il clamore mediatico e anche il reato di cui è accusato, per il giovane sembra prospettarsi, oltre all’isolamento “anche una sorveglianza a vista 24 ore su 24 ore”. Dopo l’interrogatorio del pm, anche su richiesta della difesa, il giudice potrebbe predisporre altre misure a garanzia dell’arrestato. Con la notifica verrà decisa anche la data dell’interrogatorio di garanzia che dovrà essere fatto entro cinque giorni (a partire da domani) dal gip di Venezia Benedetta Vitolo. Al giudice il giovane potrebbe ripetere la confessione già resa alla polizia tedesca, dove è stato arrestato, oppure decidere, assistito dai legali Giovanni Caruso ed Emanuele Compagno, di avvalersi della facoltà di non rispondere.  Il giovane dovrà rispondere di omicidio volontario aggravato dal vincolo del legame affettivo e sequestro di persona.   Intanto, a quanto appreso dall'Adnkrono,la procura di Venezia sta cercando di fare chiarezza su una chiamata al 112 la sera dell'omicidio. Giulia Cecchettin gridava aiuto nel parcheggio vicino casa mentre veniva presa a calci e un testimone, l'unico, la sera dell'11 novembre ha chiamato il 112 per dare l'allarme. Il testimone – dal balcone della propria abitazione – ha denunciato “un'accesa lite tra una coppia di giovani con un aggressione fisica ai danni della ragazza”, spiegano i carabinieri. Ma “non era stato comunque in grado di indicare il numero di targa dell'autovettura e concludeva la telefonata segnalando che la coppia era risalita a bordo della stessa e si era appena allontanata. Il contenuto della telefonata, corredato di registrazione audio, è stato messo a disposizione dell'autorità giudiziaria non appena appresa la notizia della scomparsa della ragazza", ossia già domenica 12 novembre, si legge in una nota dell’Arma che "esclude categoricamente" altre telefonate al 112 e come sia "destituita di ogni fondamento la notizia di un fascicolo/indagine della procura della Repubblica di Venezia in merito alla telefonata del cittadino di Vigonovo”. Nel frattempo sono emersi nuovi elementi che inchiodano Turetta. Dall'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Venezia Benedetta Vitolo che ripercorre minuto per minuto tutte le fasi della sera dell'11 novembre che si è conclusa con la tragica morte di Giulia Cecchettin, emerge che il telefono della ragazza risulta spento "alle ore 22.45" quando aggancia "la cella base di Marghera" compatibile con la sua presenza al centro commerciale 'Nave de Vero' dove cena con l'ex fidanzato. Mentre l'ultimo dato disponibile del numero Wind di Turetta è delle "ore 23.29" della stessa sera quando aggancia la cella della "zona industriale, IV strada, del Comune di Fossò (Venezia)" dove la ragazza è stata uccisa. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Energia, Beati (Nielsen): “Il 28% deli italiani non conosce la differenza tra mercato libero e tutelato”

    Energia, Beati (Nielsen): “Il 28% deli italiani non conosce la differenza tra mercato libero e tutelato”

    (Adnkronos) – “Abbiamo un 28% di consumatori italiani che non conosce la differenza tra mercato tutelato e mercato libero, un 20% di consumatori che non sanno neanche che tipo di contratto hanno. Meno del 30% conosce i termini tecnici o le voci di spesa in bolletta”. Sono solo alcuni dei dati più interessanti esposti da Niccolò Beati, Trade Dimensions Leader Italy NielsenIQ, a margine dell'incontro “Il Futuro dell’Energia” organizzato a Milano, giovedì 23 novembre. Dati estrapolati dalla ricerca condotta da Nielsen per conto del brand digitale di Axpo Italia, Pulsee Luce e Gas. La ricerca di NielsenIQ sulla liberalizzazione del mercato delle utenze domestiche evidenzia come ancora una percentuale piuttosto alta di persone si dichiari impreparata tanto sulla differenza tra Mercato Tutelato e Mercato Libero, quanto sulle parole che caratterizzano le utenze: “Altro dato interessante è il livello di disinformazione che c’è nel target più giovane, gli under 25-35 sono quelli che in assoluto ne sanno meno. Il discorso non va molto meglio nel target dei più adulti che dimostrano di avere un po’ più di conoscenza, ma non ancora sufficiente. Siamo in un momento di cambiamento radicale, ma i consumatori italiani non sono particolarmente pronti”. “Fino ad ora ci siamo ‘accontentati’ di guardare soltanto la voce di spesa in bolletta, quindi quanto mi viene a costare l'energia, senza mai forse porci il dubbio su cosa determini quei costi e quindi su cosa io consumatore possa fare per non svuotare il portafoglio – sottolinea Beati – Questa è una responsabilità del consumatore, anche se forse non ha mai avuto gli strumenti e le informazioni necessarie per poter comprendere meglio quello che può fare per far sì che questo cambiamento porti dei benefici reali sui conti, sulle finanze e quindi anche sulla situazione socio-economiche della famiglia”. Per Beati ‘il consumatore deve essere curioso e informarsi su quello che è il processo che porta ad avere un determinato numero’ in bolletta e dovrebbe prestare attenzione agli “stimoli che cominciano ad arrivare da tutti i media per dare la giusta importanza a quello che ci metteranno e ci stanno già mettendo a disposizione” ha concluso. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Coppa Davis, Djokovic: “Sinner in forma fantastica, contro l’Italia sarà difficilissima”

    Coppa Davis, Djokovic: “Sinner in forma fantastica, contro l’Italia sarà difficilissima”

    (Adnkronos) – "Abbiamo giocato due partite molto belle a Torino, Sinner è in una forma fantastica, lo conosco bene. Ovviamente le due partite che abbiamo giocato la settimana scorsa aiutano a lui e anche a me a prepararsi bene per sabato. Non dipende solo da questo match, dipende anche dagli altri che giocano il singolo. Vediamo, sarà una partita difficilissima per tutte e due le squadre, con tante emozioni e noi speriamo di vincere". Lo dice Novak Djokovic ai microfoni di Supertennis in vista della semifinale tra Italia e Serbia in Coppa Davis. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Tregua a Gaza, cooperante palestinese: “Strade piene di gente, sono tutti felici”

    Tregua a Gaza, cooperante palestinese: “Strade piene di gente, sono tutti felici”

    (Adnkronos) – Un risveglio ''senza bombardamenti, senza operazioni israeliane nella Striscia di Gaza'' quello del primo giorno di tregua nell'enclave palestinese. Un giorno dove ''sono tutti felici, la gente esce per strada'' e dove i profughi palestinesi che si sono trasferiti al sud attraverso i corridoi creati dall'esercito israeliano hanno iniziato ''un cammino nella direzione opposta, verso nord, per andare a vedere cosa è rimasto delle loro case''. Lo racconta ad Adnkronos il cooperante palestinese Sami Abu Omar da Khan Younis, città che non è stata risparmiata dai raid israeliani nella Striscia di Gaza. "Le strade sonio strapiene di gente, soprattutto al sud'' dell'enclave palestinese, ''perché quelli del nord non si possono muovere, lì è pieno di posti di blocco dell'esercito israeliano che impediscono i movimenti''. Sullo sfondo il figlio di 12 anni che canta, nelle parole di Abu Omar il sollievo "dopo 49 giorni di guerra, questo è il primo in cui non sentiamo più il rumore dei cacciabombardieri, non sentiamo più i droni nel cielo, tutto è tranquillo. Speriamo di riuscire a dormire tranquilli per tre notti, ci sono stati raid aerei fino a un minuto prima dell'entrata in vigore della tregua''. Ma c'è anche ''la speranza che in questi quattro giorni possano entrare più aiuti umanitari. Non abbiamo più niente, nei negozi non c'è più nulla, zero''. E mentre ''la gente ha cominciato a muoversi, racconta, "restano i check point israeliani dentro Gaza City e al nord", dove i movimenti sono ''controllati dai carri armati israeliani''. Quindi, spiega, ''la gente è molto contenta, ma non tutti. Ad alcuni non è rimasto niente, hanno perso la casa, ma soprattutto hanno perso i figli''. La speranza, per ''gli sfollati che stanno andando verso il nord, è di trovare qualcosa rimasto'' della loro vita prima della guerra, ''cercano anche solo una bombola di gas per poter cucinare, molti non lo fanno da giorni e hanno iniziato a tagliare gli alberi per fare il fuoco''. Poi ci sono gli alberi di ulivo, racconta Abu Omar. Perché la guerra è andata anche a colpire ''la stagione della raccolta delle olive, che è stata sospesa a causa dei bombardamenti''. In questi quattro giorni di tregua i palestinesi della Striscia di Gaza ''cercheranno di raccogliere qualche oliva, di spremerle e di fare un po' di olio''. Perché ''da noi, in Palestina, la stagione delle olive è sacra, tutta la gente cerca di raccogliere e fare delle scorte''.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Pasolini, rigettata istanza riapertura indagini omicidio

    Pasolini, rigettata istanza riapertura indagini omicidio

    (Adnkronos) – La Procura di Roma ha rigettato l’istanza con cui si chiedeva la riapertura dell’indagine sull’omicidio di Pier Paolo Pasolini, avvenuto il 2 novembre del 1975 ad Ostia. Nell’atto, che era stato depositato lo scorso marzo, si chiedeva di accertare a chi appartenessero i tre Dna individuati dai carabinieri del Ris nel 2010. “Prendiamo atto con malcelata amarezza della decisione presa dalla Procura della Repubblica di Roma di rinunciare all'accertamento delle effettive responsabilità per l'omicidio di Pier Paolo Pasolini. È una sconfitta per tutti coloro che credono che il nostro Stato debba arrivare a garantire Giustizia soprattutto in questa vicenda”, ha affermato l’avvocato Stefano Maccioni, che aveva presentato l’istanza di riapertura delle indagini, a nome a nome del regista David Grieco e dello sceneggiatore Giovanni Giovannetti e dell’Ordine dei giornalisti del Lazio. “È evidente che Giuseppe Pelosi non possa essere considerato l'unico responsabile dell'omicidio ma si rinuncia a svolgere ulteriori indagini ritenendo che quelle svolte dal 2010 al 2015 siano state sufficienti – ha aggiunto – Ma se così fosse perché non si è arrivati ad una soluzione? Perché non si è mai indagato sul movente? Perché ancora una volta non si è acquisito il fascicolo relativo a Pier Paolo Pasolini custodito presso il DIS? Perché non si è ritenuto necessario sentire Maurizio Abbatino su quanto dichiarato alla Commissione parlamentare antimafia in merito alla sua partecipazione al furto delle pizza di Salò? Perché non si effettuano ulteriori accertamenti scientifici sui 3 Dna rinvenuti sulla scena del crimine su alcune persone? A tutte queste domande i cittadini italiani e non solo non troveranno mai risposte. Decidiamo di pubblicare integralmente il rigetto invitando chi sa a parlare perché non potremo mai accettare che lo Stato rinunci ad accertare la verità”, conclude Maccioni. Nell’istanza si chiedeva appunto di verificare a chi appartengano tre Dna individuati dai carabinieri del Ris nel 2010 sulla scena del crimine. "Quella notte all’Idroscalo di Ostia Pino Pelosi non era solo – aveva spiegato l’avvocato Maccioni – ci sono almeno tre tracce, tre ‘fotografie’ di persone e ciò giustifica il perché, dopo quasi 50 anni, è ancora possibile arrivare ad una verità giudiziaria. Una verità che si baserebbe su dati scientifici, sulla presenza di tre Dna: da qui si deve partire per svolgere le indagini per accertare a chi appartengono". “Nella prima indagine questo si è fatto in modo parziale – spiegava – vennero esaminati circa 30 Dna ma oggi è tempo di fare verifiche più diffuse tenendo presenti anche le dichiarazioni di Maurizio Abbatino, esponente della Banda della Magliana, che alla Commissione Antimafia dà una giustificazione sul perché Pasolini si recò all’Idroscalo di Ostia: non era lì per consumare un rapporto sessuale occasionale con Pino Pelosi, con il quale lo scrittore aveva una relazione, ma per riottenere le pizze di ‘Salò, le 120 giornate di Sodoma’ che gli erano state sottratte e a cui teneva tantissimo”. Per Maccioni, Grieco e Giovannetti, Pasolini venne “attratto in una trappola e lì venne aggredito a morte. Nell’istanza di centinaia di pagine forniamo molti elementi, tante tessere che i magistrati devono mettere insieme”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Black Friday, corsa ad acquisti per 30 milioni di italiani

    Black Friday, corsa ad acquisti per 30 milioni di italiani

    (Adnkronos) –
    Per il Black Friday 2023 e il Cyber Monday, circa 30 milioni di italiani hanno deciso di fare acquisti sotto la spinta delle promozioni e delle iniziative vantaggiose previste nei negozi, nei mercati e su internet. E’ quanto emerge da un’analisi Coldiretti/Ixe’ diffusa in occasione del lungo week end di grandi sconti, occasione che dà l’avvio allo shopping di Natale.  Complessivamente la spesa sarà di 194 euro a persona, il 14% in più rispetto allo scorso anno secondo Coldiretti/Ixe’, seppur con notevoli differenze. Se la maggioranza di chi fa acquisti (40%) conterrà il budget sotto la soglia dei 100 euro, un altro 35% arriverà fino a 200 euro e un ulteriore 11% si spingerà a 300 euro e un 7% fino a 500 euro. Ma c’è anche un 5% di “paperoni” che supererà questa cifra.  
    Tra i canali preferiti per il Black Friday e il Cyber Monday vince l’on line, ma si segnala anche un recupero dei negozi tradizionali i più penalizzati da due anni di pandemia. Anche se si tratta di una iniziativa nordamericana nata già negli anni ’60, si sono moltiplicate anche a livello nazionale le promozioni commerciali per l’occasione che si allargano, precisa la Coldiretti, dal web ai grandi gruppi commerciali, dal food delivery ai negozi di quartiere. 
    Tra i prodotti più gettonati ci sono elettronica, abbigliamento, prodotti di bellezza e l’enogastronomia per la tendenza a fare acquisti utili sotto la spinta dalla pandemia. Ma il ventaglio delle offerte, suggerisce la Coldiretti, si è fortemente allargato dai prodotti ai servizi più vari e per questo il consiglio dell'associazione, soprattutto in rete, è di non farsi guidare dagli acquisti di impulso, di confrontare sempre le varie offerte, accertarsi dell’originalità del prodotto e di rivolgersi a siti sicuri. Coldiretti segnala infine che la tendenza nazionale non è quella di concentrare le offerte in un periodo limitato ma di spalmarle durante l’intero week end, un modo per avvantaggiarsi dei prezzi più convenienti proposti da molti esercizi sotto forma di offerte speciali o per non dovere affrontare le lunghe file che caratterizzano il momento clou dello shopping delle festività. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)