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	<title>Lamezia Terme - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 28 Aug 2026 15:47:21 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Lamezia, lo scontro con i &#8220;vannacciani&#8221; approda in Tribunale: Murone querela Furgiuele per diffamazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 15:45:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sono sempre più agitate le acque della politica a Lamezia Terme con riflessi diretti sull&#8217;amministrazione cittadina. l sindaco di Lamezia Terme, Mario Murone, infatti, ha presentato una denuncia-querela per diffamazione nei confronti del deputato di Futuro Nazionale Domenico Furgiuele e dei gestori della sua pagina Instagram. (Insieme nella foto durante la processione di Sant&#8217;Antonio, ndr) La [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono sempre più agitate le acque della politica a Lamezia Terme con riflessi diretti sull&#8217;amministrazione cittadina. l sindaco di Lamezia Terme, <strong>Mario</strong> <strong>Murone</strong>, infatti, ha presentato una denuncia-querela per diffamazione nei confronti del deputato di Futuro Nazionale <strong>Domenico</strong> <strong>Furgiuele</strong> e dei gestori della sua pagina Instagram. <em>(Insieme nella foto durante la processione di Sant&#8217;Antonio, ndr)</em></p>
<p>La situazione al Comune di Lamezia Terme e la &#8220;cacciata&#8221; dei vannacciani dalla giunta di centrodestra, quindi, rischia di finire nelle aule del Tribunale, trasformatasi ormai anche in una querelle sui social con attacchi al sindaco Mario Murone da parte degli esponenti di Futuro nazionale.</p>
<p>Nella denuncia-querela depositata alla Procura della Repubblica di Lamezia Terme, Murone evidenzia i passaggi social con i quali il deputato vannacciano e chi eventualmente gestisce la sua pagina, userebbe frasi e considerazioni diffamatorie nei suoi confronti. Il sindaco ha anche allegato alcuni screenshot.<br />
Murone chiede di &#8220;individuare tutti i possibili testimoni&#8221; annunciando la costituzione dei parte civile e di perseguire anche &#8220;soggetti che hanno agito in nome, per conto o nell&#8217;interesse della stessa pagina&#8221;.</p>
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		<title>Nuovo anno scolastico, Sebastiano Guzzi (Unilavoro Pmi): spese ingenti, un salasso per le famiglie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 13:54:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sebbene se ne parli molto, la campanella non è ancora suonata. Mancano circa due settimane. Nell’aria, però si respira il clima del ritorno e degli acquisti. Non più accessori e articoli per il mare, ma prodotti per la scuola. Ebbene sì, per milioni di famiglie italiane il nuovo anno scolastico è già iniziato da un [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sebbene se ne parli molto, la campanella non è ancora suonata. Mancano circa due settimane. Nell’aria, però si respira il clima del ritorno e degli acquisti. Non più accessori e articoli per il mare, ma prodotti per la scuola. Ebbene sì, per milioni di famiglie italiane il nuovo anno scolastico è già iniziato da un po&#8217;. Un inizio contraddistinto da spese esorbitanti. L’anno 2026/2027 il conto complessivo tra libri di testo e corredo scolastico, è abbastanza significativo: può arrivare, si legge, fino a 1300 euro per studente. Una cifra che, come sottolinea <strong>Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Unilavoro Pmi,</strong> non rappresenta una spesa uguale per tutti, ma che fotografa il possibile esborso complessivo per chi deve acquistare libri, dizionari, zaino, astucci, quaderni e tutto il materiale necessario. Il capitolo più delicato resta però quello dei libri di testo che hanno subito, evidenzia l’imprenditore lametino, un aumento significativo. Per chi acquista libri nuovi, continua, il peso sul bilancio familiare può quindi diventare considerevole; soprattutto negli anni di passaggio e nelle classi iniziali dei cicli scolastici.</p>
<p>E’ qui che emerge una delle contraddizioni più sentite ed espresse da alcune famiglie: molti libri vengono utilizzati per un solo anno scolastico e spesso restano praticamente intatti, ma non sempre possono essere riutilizzati perché spesso cambiano edizione, codici, contenuti digitali. Succede anche che non vengano più adottati da quella scuola. E allora essi diventano oggetti, inutili, di ornamento. Ma il problema dei libri di testo non è l’unico a far emergere riflessioni e polemiche. L’aumento non si limita soltanto ai libri. A registrare un aumento imponente anche il corredo scolastico: zaini, dizionari, astucci e materiali generici di cancelleria. Il mercato propone inoltre, continua Guzzi, prodotti sempre più tecnologici e costosi: zaini con power bank, luci a red e speaker wireless. Nel segmento griffato le cifre diventano ancora più elevate, con zaini che possono superare i mille euro. Si tratta, ovviamente, precisa l’imprenditore, di prodotti non necessari per frequentare la scuola, ma che rappresentano una fotografia della crescente distanza tra il prezzo dei prodotti essenziali, e quello degli articoli legati a marchi e mode.</p>
<p>A preoccupare però è soprattutto l’effetto cumulativo. Una singola voce può sembrare gestibile, ma sommando libri, dizionari, zaino, astucci, quaderni e ricambi la cifra cresce rapidamente e incombe sui bilanci familiari. Soprattutto su quelle famiglie che hanno più figli. Per loro, il ritorno a scuola rischia di trasformarsi in una situazione di estrema difficoltà perché costrette a moltiplicare le spese, e a far fronte, nello stesso periodo, a tutte le necessità scolastiche, sempre più ingenti. E’ per queste famiglie, numerosissime, e non sempre abbienti, conclude Guzzi, che il ritorno a scuola rischia di trasformarsi in un vero salasso, capace di mettere in serie difficoltà l’economia familiare.</p>
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		<title>Lamezia, alla Fondazione Terina dal 28 settembre il corso di sartoria e costumi per il cinema e l&#8217;audiovisivo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 10:15:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fondazione ANICA Academy ETS e Fondazione Calabria Film Commission annunciano il lancio del nuovo Corso di Sartoria e Costumi per il Cinema e l&#8217;Audiovisivo. Si tratta di un percorso di formazione rivolto a sarte e aiuto costumisti, realizzato con il patrocinio di ASC – Associazione Italiana Scenografi Costumisti e Arredatori. Riservato ai residenti nella Regione Calabria, nell&#8217;ottica di rafforzare professionalità e competenze del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="gmail-p4"><b>Fondazione ANICA Academy ETS</b> e <b>Fondazione Calabria Film Commission</b> annunciano il lancio del nuovo <b>Corso di Sartoria e Costumi per il Cinema e l&#8217;Audiovisivo.</b> Si tratta di un percorso di formazione rivolto a <b>sarte e aiuto costumisti</b>, realizzato con il patrocinio di<b> ASC – Associazione Italiana Scenografi Costumisti e Arredatori</b><span class="gmail-s2">. </span>Riservato ai residenti nella Regione Calabria, nell&#8217;ottica di <b>rafforzare professionalità e competenze del territorio</b>, il Corso risponde alle esigenze dell&#8217;industria cinematografica e audiovisiva supportando le produzioni locali. Formerà così professionisti capaci di <b>realizzare costumi per cinema, serialità, teatro e altre forme di spettacolo</b>, offrendo ai partecipanti nozioni teoriche che spaziano dalla storia del costume e della moda alla lettura della sceneggiatura, fino alla <b>realizzazione pratica in laboratorio</b>. Il programma del Corso prevede, inoltre, <b>seminari dedicati a importanti sartorie del cinema come Tirelli, Anna Mode e Farani</b>, oltre a <b>masterclass con costumiste e costumisti di prestigio</b>.</p>
<p class="gmail-p6">&#8220;<i>Siamo lieti di collaborare nuovamente con Fondazione Calabria Film Commission e presentare un corso di alta formazione dedicato alla sartoria e alla realizzazione di costumi per il cinema e l&#8217;audiovisivo. Questo nuovo percorso formativo contribuirà a valorizzare un mestiere antico e prezioso, che unisce sapientemente manualità artigianale, ricerca storica e visione artistica, per formare nuove professionalità sul territorio calabrese. Un Corso che punta ad arricchire le competenze della filiera produttiva e creativa in prospettiva sia regionale che nazionale</i>&#8220;, dichiara <b>Francesco Rutelli, Presidente di Anica Academy ETS</b>.</p>
<p class="gmail-p6">&#8220;<i>E&#8217; un corso con il quale puntiamo a formare figure competenti e colte, non solo in fatto di tecnicità ma anche a stimolare la creatività, dove ogni allievo corsista possa attingere dalla storia dell&#8217;arte, del costume e della moda; gli studenti si interfacceranno con figure specializzate nella tecnica del taglio, del cucito e del cartamodello con attrezzature professionali, accanto ad una parte afferente alle arti didattico-liberali. Il risultato che attendiamo è che i corsisti possano avere una loro identità creativa e professionale</i>&#8220;, dichiara <b>Anton Giulio Grande, Presidente Fondazione Calabria Film Commission</b>.</p>
<p class="gmail-p6">Il bando è aperto a cittadini <b>residenti in Calabria</b>, di età compresa tra 18 e 50 anni, con competenze in ambito sartoriale (stilisti e sarti con buona conoscenza della tecnica sartoriale femminile e maschile). Non è richiesto un diploma specifico, ma sarà considerato titolo preferenziale il diploma in ambito moda-arte. I candidati dovranno presentare un portfolio dei capi realizzati, anche tramite immagini o filmati. Il corso è <b>completamente gratuito</b>, grazie al finanziamento della Fondazione Calabria Film Commission, ed è aperto a un massimo di <b>15 partecipanti</b>, selezionati da un&#8217;apposita commissione scientifica composta da Andrea Stucovitz (produttore cinematografico), Sabrina Beretta (costumista ASC) e Sergio Del Prete (direttore Anica Academy ETS). Le lezioni, <b>in partenza il 28 settembre</b>, si terranno in presenza presso la zona industriale Benedetto XVI, località Ficarella a Lamezia Terme, negli spazi della <b>Fondazione Terina</b>.</p>
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		<title>Grandinetti, la Regione risponda: l&#8217;ospedale di Lamezia è davvero uno Spoke o lo è soltanto sulla carta?</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/grandinetti-la-regione-risponda-lospedale-di-lamezia-e-davvero-uno-spoke-o-lo-e-soltanto-sulla-carta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Aug 2026 07:45:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chiedo alla Regione Calabria e all&#8217;Asp di Catanzaro di presentare pubblicamente, reparto per reparto, la situazione effettiva dell&#8217;ospedale &#8220;Giovanni Paolo II&#8221; di Lamezia Terme: Quanti medici, infermieri, operatori e tecnici sono previsti e quanti sono realmente in servizio; Quali reparti garantiscono tutte le attività e le turnazioni previste; Quali prestazioni sono sospese, ridotte o assicurate soltanto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">Chiedo alla Regione Calabria e all&#8217;Asp di Catanzaro di presentare pubblicamente, reparto per reparto, la situazione effettiva dell&#8217;ospedale &#8220;Giovanni Paolo II&#8221; di Lamezia Terme:</span><span class="s2"> Quanti medici, infermieri, operatori e tecnici sono previsti e quanti sono realmente in servizio;</span></p>
<p class="p1"><span class="s2">Quali reparti garantiscono tutte le attività e le turnazioni previste; </span><span class="s2">Quali prestazioni sono sospese, ridotte o assicurate soltanto parzialmente; </span><span class="s2">Quali apparecchiature sono operative e con quali tempi di utilizzo; </span><span class="s2">Quanti pazienti vengono trasferiti a Catanzaro o fuori regione per prestazioni che uno Spoke dovrebbe garantire; </span><span class="s2">Quali assunzioni sono state programmate e con quali scadenze verificabili.</span></p>
<p class="p1"><span class="s2">Sono domande semplici, alle quali i cittadini hanno diritto di ricevere risposte altrettanto semplici, precise e documentate. </span><span class="s2">La battaglia per l&#8217;emodinamica H24 rimane giusta e deve continuare. Sono stati spesi circa due milioni di euro di denaro pubblico, la sala è pronta dal 2023 e troppe promesse sono rimaste senza seguito. Ma l&#8217;emodinamica non deve distrarci dal problema più ampio a meno che non sia il vero disegno di chi vuole  fare rimanere il nostro ospedale uno spoke di serie B. La domanda è: il &#8220;Giovanni Paolo II&#8221; riesce oggi a svolgere pienamente tutte le funzioni che spettano a un vero ospedale Spoke?</span></p>
<p class="p1"><span class="s2">Il Decreto ministeriale n. 70 del 2015 prevede per un presidio ospedaliero di primo livello Medicina interna, Chirurgia generale, Anestesia e Rianimazione, Ortopedia e Traumatologia, Pediatria, Cardiologia con UTIC, Neurologia, Psichiatria, Oncologia, Oculistica, Otorinolaringoiatria, Urologia e gli altri servizi necessari, con diagnostica e assistenza disponibili secondo gli standard previsti.</span></p>
<p class="p1"><span class="s2">Non basta, però, che questi reparti compaiano sulla carta o su un organigramma. Devono funzionare realmente, con personale sufficiente, turnazioni complete, posti letto, attrezzature operative e prestazioni garantite. Premesso che per me è stato un crimine non far diventare Hub Lamezia Terme ma mi chiedo </span>a cosa serve chiamare una struttura &#8220;Spoke&#8221; se poi un cittadino, anche per una patologia che dovrebbe essere diagnosticata e curata a Lamezia, è costretto a raggiungere Catanzaro o ad andare fuori regione?</p>
<p class="p1"><span class="s2">Il caso di Urologia è emblematico. Si tratta di un reparto importante, da tempo punto di riferimento anche oltre il comprensorio, ma le carenze di personale hanno messo in difficoltà turnazioni, reperibilità e continuità dell&#8217;assistenza. Problemi di organico sono stati segnalati anche nel blocco operatorio, in Pediatria, Neurologia e Nefrologia.</span></p>
<p class="p1"><span class="s2">Non possiamo occuparci soltanto delle grandi emergenze e dimenticare la sanità quotidiana cioè quelle di tutti i giorni come una visita, un esame diagnostico, un intervento chirurgico, la cura di un bambino, di una persona anziana o di un malato cronico.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">È soprattutto qui che si misura il diritto alla salute. </span><span class="s2">Chi dispone di denaro può rivolgersi a una struttura privata, raggiungere un&#8217;altra città o sostenere le spese di un viaggio fuori regione. Una pensionata sola, una famiglia monoreddito, una persona con disabilità o un lavoratore precario spesso non possono farlo. </span><span class="s1">Quando un servizio pubblico viene ridotto o non funziona, non siamo tutti colpiti allo stesso modo. A pagare il prezzo più alto sono sempre i più deboli.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Per questo difendere il &#8220;Giovanni Paolo II&#8221; è Lamezia  Terme significa difendere innanzitutto loro. Significa impedire che il diritto alla cura diventi un privilegio riservato a chi può permetterselo. </span><span class="s2">L&#8217;emodinamica H24 resta un servizio prezioso e salvavita, che continuiamo giustamente a rivendicare. Ma le fondamenta della sanità sono anche i reparti efficienti, il personale sufficiente, il Pronto soccorso, la diagnostica, le sale operatorie e una rete territoriale capace di assistere le persone prima e dopo il ricovero.</span></p>
<p class="p1"><span class="s2">Un cittadino deve poter entrare nel &#8220;Giovanni Paolo II&#8221; sapendo che le patologie compatibili con un ospedale di primo livello saranno diagnosticate e curate lì. Il trasferimento verso un Hub deve essere determinato dall&#8217;effettiva complessità clinica, non dalla mancanza di personale, da un&#8217;apparecchiatura inutilizzabile o da un turno che non si riesce a coprire.</span></p>
<p class="p1"><span class="s2">Negli ultimi anni sono stati compiuti anche interventi positivi come la nuova TAC nel Pronto soccorso, i nuovi posti di Terapia intensiva e l&#8217;introduzione della chirurgia robotica. Ma le tecnologie, senza medici, infermieri e tecnici in numero adeguato, rischiano di diventare ottime apparecchiature utilizzate soltanto parzialmente.</span></p>
<p class="p1"><span class="s2">Non chiediamo quindi altre inaugurazioni o annunci. Chiediamo un&#8217;operazione di verità sulla situazione del nostro ospedale e un cronoprogramma pubblico, reparto per reparto, con assunzioni, interventi e scadenze verificabili. </span><span class="s2">Non dobbiamo scegliere tra l&#8217;emodinamica H24 e il rafforzamento dello Spoke. Dobbiamo chiedere entrambe le cose per come Lamezia Terme meriterebbe. Se la legge elettorale prevedesse l&#8217;inserimento delle preferenze, i nostri potenti si comporterebbero ancora così? </span></p>
<p class="p1"><span class="s2">L&#8217;assemblea pubblica che stiamo lanciando a tutti i partiti e movimenti  come &#8220;L.A.M.E.T.I.A. e non solo&#8221; per le prime settimane di settembre dovrà partire da queste domande e dalla difesa di chi ha meno voce, meno mezzi e meno possibilità di curarsi altrove. </span><span class="s1">Perché la sanità pubblica o protegge prima di tutto i più deboli, oppure perde la sua ragione più profonda di esistere.</span></p>
<p class="p1"><em><span class="s1">Francesco Grandinetti, g</span><span class="s3">ià presidente PD Lamezia, area L.A.M.E.T.I.A. e non solo</span></em></p>
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		<title>Femminicidio e violenza sulle donne, Guzzi (Unilavoro Pmi): educare al rispetto per costruire una società più giusta</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/femminicidio-e-violenza-sulle-donne-guzzi-unilavoro-pmi-educare-al-rispetto-per-costruire-una-societa-piu-giusta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2026 14:03:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il femminicidio e la violenza contro le donne rappresentano ancora oggi una gravissima emergenza sociale. Non si tratta soltanto di sconvolgenti episodi di cronaca nera, ma di un problema che riguarda l’intera società e che affonda le proprie radici anche nella cultura, negli stereotipi e soprattutto nelle disuguaglianze tra uomini e donne. Sono state fatte [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/femminicidio-e-violenza-sulle-donne-guzzi-unilavoro-pmi-educare-al-rispetto-per-costruire-una-societa-piu-giusta/">Femminicidio e violenza sulle donne, Guzzi (Unilavoro Pmi): educare al rispetto per costruire una società più giusta</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il femminicidio e la violenza contro le donne rappresentano ancora oggi una gravissima emergenza sociale. Non si tratta soltanto di sconvolgenti episodi di cronaca nera, ma di un problema che riguarda l’intera società e che affonda le proprie radici anche nella cultura, negli stereotipi e soprattutto nelle disuguaglianze tra uomini e donne. Sono state fatte tante cose, ma probabilmente non è bastato. Le leggi, da sole, non risolvono. Serve una rivoluzione culturale. Occorre combattere gli stereotipi, insegnare l’educazione alla relazione, al rispetto dell’individuo, al rapporto affettivo. Ma è fondamentale che questa lotta sia combattuta insieme dagli uomini e dalle donne. Ognuno deve fare la propria parte, nelle istituzioni e nella vita privata. Non possiamo più stare a guardare. A sottolinearlo, <strong>Sebastiano Guzzi, Vice Presidente Nazionale Unilavoro Pmi</strong>, il quale ribadisce la necessità di un cambiamento radicale nel modo di pensare “Se il corpo femminile non è percepito come autonomo e inviolabile (<em>dotato di confini propri</em>), diventa facile oggettificarlo o annientarlo nel momento in cui si sottrae al controllo.</p>
<p>È la logica del patriarcato, quella che impone, che limita e che controlla. Un sistema sociale e culturale in cui il potere, le decisioni, le autorità appartengono agli uomini. Esclusivamente a loro. Nell’800-  evidenzia Guzzi<strong>&#8211; </strong> Frederic Engels definì il patriarcato come “il primo sistema di dominio che stabiliva la sconfitta storica mondiale del sesso femminile”. Questo, perché secondo Engels il patriarcato era un’organizzazione politica che distribuiva il potere in modo ineguale tra uomini e donne, a discapito, sempre e comunque, delle donne. Superare questo antico e mediocre modo di pensare, può costituire un elemento di trasformazione.</p>
<p>Necessario dunque, rimarca Guzzi, attuare una rivoluzione, culturale, oltre che politico-legislativa, che sappia raccontare, educare e rinnovare. Tutto questo, conclude l’imprenditore lametino, può avvenire attraverso la prevenzione, che richiede, è sempre bene ribadirlo, direzioni unidirezionali: l’educazione all’affettività, e al rispetto nelle giovani generazioni, il sostegno concreto nelle crisi relazionali e nelle separazioni conflittuali per gli adulti, e la rigenerazione culturale.</p>
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		<title>Lamezia, Francesco Grandinetti: Chi ha paura di AMA Calabria? E perché?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2026 10:54:59 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo l’interrogazione di Annita Vitale, Francesco Grandinetti torna sulla gestione del Teatro Grandinetti e chiede trasparenza sulle procedure adottate e non esclude il ricorso alla Procura in assenza di risposte. &#8220;L&#8217;interrogazione presentata dalla consigliera comunale Annita Vitale e le domande poste da decine e decine di associazioni culturali riguardano un fatto molto concreto. Riassumo: AMA [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l’interrogazione di Annita Vitale, Francesco Grandinetti torna sulla gestione del Teatro Grandinetti e chiede trasparenza sulle procedure adottate e non esclude il ricorso alla Procura in assenza di risposte. <em>&#8220;L&#8217;interrogazione presentata dalla consigliera comunale Annita Vitale e le domande poste da decine e decine di associazioni culturali riguardano un fatto molto concreto. Riassumo: AMA Calabria ha concluso la gestione del Teatro Grandinetti il 7 maggio scorso. Da quella data fino alle prime settimane di giugno, il Teatro è tornato nella piena disponibilità del Comune di Lamezia Terme, al fine di procedere a un bando, come previsto dalla legge. La domanda è allora semplice: in quel periodo, chi ha incassato le somme richieste alle associazioni di danza, alle compagnie e alle altre realtà culturali che hanno utilizzato il Teatro? Chi ha emesso le fatture? E, soprattutto, a quale titolo?</em></p>
<p><em>Da quanto ci risulta, tali somme sarebbero state fatturate da AMA Calabria. Se ciò fosse confermato, è necessario sapere perché: con quale atto, con quale autorizzazione e in base a quale rapporto con il Comune, visto che la gestione era formalmente terminata. E non servono giustificazioni costruite a posteriori. La domanda è una sola: chi ha autorizzato che quelle somme venissero incassate da AMA Calabria? Non è una domanda polemica, anche se avrei ben donde per porla con maggiore durezza. È una domanda di trasparenza, posta nell&#8217;interesse delle associazioni — spesso piccole e con risorse economiche limitate — che pagano per poter offrire alla città saggi di danza, spettacoli, musica, iniziative rivolte ai bambini e attività culturali di ogni genere. A queste domande si aggiunge il tema delle reiterate proroghe e concessioni che, negli anni, hanno riguardato AMA Calabria. Anche su questo punto l&#8217;Amministrazione comunale deve fornire risposte chiare, complete e verificabili: non formule generiche, non ricostruzioni parziali, non risposte che rischiano di confondere invece di chiarire. Il sindaco Mario Murone, in Consiglio comunale, ha rassicurato affermando che si starebbe preparando un bando triennale aperto a tutti. Ma questa, francamente, non è ancora una rassicurazione: è la conferma che il problema esiste.</em></p>
<p><em>Mi sono recato dal sindaco più volte, ben prima della scadenza del contratto, per rappresentargli la situazione che si sarebbe inevitabilmente determinata se non si fossero stabilite regole precise per il nuovo affidamento del Teatro. In quelle occasioni ho anche segnalato ulteriori anomalie, sempre riguardanti il Teatro e AMA Calabria, che coinvolgevano la mia famiglia e che chiedevo fossero rettificate, evitando così di dover ricorrere al Tribunale e di esporre eventualmente il Comune a richieste di risarcimento. Ma, fino a oggi, non è arrivata alcuna risposta concreta. Dopo lustri di gestione affidata alla stessa realtà, un nuovo bando non può limitarsi a dichiararsi &#8220;aperto a tutti&#8221; se poi, nelle prequalifiche o nei requisiti di partecipazione, venissero inserite condizioni che, di fatto, favoriscano chi ha già gestito il Teatro. Per esempio, richiedere di aver amministrato un teatro pubblico negli ultimi anni o di aver curato una stagione teatrale recente potrebbe restringere il campo anziché allargarlo. La vera rassicurazione sarebbe un&#8217;altra: riportare realmente il Teatro Grandinetti nella disponibilità e nella responsabilità del Comune; affidare, con procedure trasparenti, la gestione tecnica a soggetti distinti dalle organizzazioni culturali; e programmare le attività insieme alle associazioni culturali di Lamezia Terme e del territorio.</em></p>
<p><em>Il Teatro deve essere una casa comune della cultura, non un luogo percepito come riservato a pochi. Le associazioni lametine devono poter proporre e realizzare le proprie attività in condizioni chiare, eque e accessibili, senza essere costrette a subire decisioni non spiegate. Per questo l&#8217;interrogazione della consigliera Annita Vitale è coraggiosa e necessaria. Le sue domande meritano risposte pubbliche e documentate. Personalmente, se tali risposte non dovessero arrivare, o se risultassero ancora una volta insufficienti, mi riservo di rivolgermi alla Procura della Repubblica affinché possa valutare se vi siano elementi meritevoli di approfondimento. Non per animosità verso qualcuno, ma perché sui beni pubblici, sulle procedure pubbliche e sul denaro delle associazioni non può esserci spazio per silenzi od omissioni. Il Teatro Grandinetti ha per me un significato profondo, personale e familiare. Proprio per questo non posso accettare che la sua gestione possa apparire, agli occhi dei cittadini, condizionata da equilibri di potere o affidata con modalità che non restituiscono l&#8217;idea di un luogo realmente pubblico. Lamezia Terme, dopo le importanti somme spese per acquistare il Teatro Grandinetti — e non certamente da me — merita uno spazio culturale aperto, trasparente e davvero al servizio della città. <strong>Ah, dimenticavo: io non ho paura, anzi si, ma ho il coraggio di affrontarla&#8221;</strong>.</em></p>
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		<title>Neonata di otto giorni in pericolo di vita trasferita d&#8217;urgenza da Lamezia al &#8216;Gaslini&#8217; di Genova</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Aug 2026 13:15:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ancora un trasporto sanitario d’urgenza ad opera dell’Aeronautica Militare. Nella giornata di Ferragosto una neonata di appena otto giorni, in imminente pericolo di vita, ricoverata presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria &#8220;Renato Dulbecco&#8221; di Catanzaro e bisognosa di essere trasferita nel più breve tempo possibile, è stata trasferita all’Istituto Giannina Gaslini di Genova. Il volo, come previsto dalle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora un trasporto sanitario d’urgenza ad opera dell’Aeronautica Militare. Nella giornata di Ferragosto una neonata di appena otto giorni, in imminente pericolo di vita, ricoverata presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria &#8220;Renato Dulbecco&#8221; di Catanzaro e bisognosa di essere trasferita nel più breve tempo possibile, è stata trasferita all’Istituto Giannina Gaslini di Genova.</p>
<p>Il volo, come previsto dalle procedure per questo genere di attività, è stato autorizzato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che gestisce e coordina le attività della flotta dei velivoli di Stato. L&#8217;attivazione è avvenuta su richiesta della Prefettura di Catanzaro alla Sala Situazioni di Vertice del Comando Squadra Aerea di Milano dell’Aeronautica Militare, che ha immediatamente interessato il 31^ Stormo di Ciampino, uno dei Reparti che svolge il servizio di prontezza operativa per questo tipo di missioni. Effettuate le procedure necessarie, il Gulfstream G650 è decollato dall’aeroporto di Roma-Ciampino alla volta di Genova, dove ha imbarcato un’équipe medica specializzata.</p>
<p>Il velivolo ha quindi raggiunto l’aeroporto di Lamezia Terme, dove la piccola paziente, proveniente dall’ospedale di Catanzaro, è stata imbarcata direttamente a bordo in incubatrice insieme al personale sanitario. Il G650 è quindi ripartito alla volta di Genova. Dopo l&#8217;atterraggio, avvenuto nel primo pomeriggio, un’ambulanza ha provveduto al successivo trasferimento della neonata all’Istituto Giannina Gaslini per il ricovero e le cure necessarie.</p>
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		<title>Emodinamica a Lamezia, Grandinetti: &#8220;Basta prese per i fondelli. State approfittando dello sconforto dei cittadini&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 09:55:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Riceviamo da Francesco Grandinetti, già presidente PD area L.A.M.E.T.I.A. e non solo , e pubblichiamo:  Un infarto non aspetta la politica, non conosce orari d&#8217;ufficio e non concede proroghe. Può colpire di notte, di domenica o durante una festività. In quel momento ogni minuto perduto può segnare la differenza tra la vita e la morte, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/emodinamica-a-lamezia-grandinetti-basta-prese-per-i-fondelli-state-approfittando-dello-sconforto-dei-cittadini/">Emodinamica a Lamezia, Grandinetti: &#8220;Basta prese per i fondelli. State approfittando dello sconforto dei cittadini&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo da <em>Francesco Grandinetti, g</em><em>ià presidente PD area L.A.M.E.T.I.A. e non solo ,</em> e pubblichiamo<em>: </em></p>
<p class="gmail-isSelectedEnd">Un infarto non aspetta la politica, non conosce orari d&#8217;ufficio e non concede proroghe. Può colpire di notte, di domenica o durante una festività. In quel momento ogni minuto perduto può segnare la differenza tra la vita e la morte, tra una ripresa possibile e un danno irreversibile al cuore. Eppure a Lamezia Terme, dopo circa due milioni di euro di denaro pubblico già spesi, una sala di emodinamica completata dal marzo 2023 e ripetute promesse di apertura, si prospetta ancora un servizio limitato a poche ore della giornata. Basta prese per i fondelli. Non si può continuare ad annunciare servizi, spendere risorse pubbliche, alimentare speranze e poi chiedere ai cittadini di accontentarsi di una soluzione parziale. Si sta forse approfittando dello sconforto di una comunità che, dopo tanti rinvii, rischia di non avere più la forza di reagire.</p>
<p class="gmail-isSelectedEnd">La sala di elettrofisiologia ed emodinamica dell&#8217;ospedale &#8220;Giovanni Paolo II&#8221; è pronta dal 2023. Nel settembre 2024 il commissario straordinario dell&#8217;Asp di Catanzaro, Antonio Battistini, annunciò l&#8217;avvio del servizio entro la fine del mese, con l&#8217;assunzione di due perfusionisti e di nuovi cardiologi. L&#8217;attivazione non avvenne. Nel febbraio 2025 arrivò un altro impegno: furono annunciati l&#8217;assunzione di un perfusionista, l&#8217;imminente arrivo di un secondo professionista e l&#8217;avvio del servizio. Anche questa promessa è rimasta senza seguito. La deliberazione della Giunta regionale n. 400 del 21 luglio 2026 non cancella Lamezia dalla programmazione, ma prevede un laboratorio di emodinamica H6-H12, destinato principalmente alle procedure programmate, alla diagnostica invasiva e ai controlli.</p>
<p class="gmail-isSelectedEnd">Sarebbe certamente un servizio utile per ridurre le liste d&#8217;attesa e alcuni trasferimenti, ma non risolverebbe la questione fondamentale: l&#8217;infarto non guarda l&#8217;orologio. Se l&#8217;emodinamica non è operativa di notte, nei giorni festivi o fuori dalla fascia stabilita, il cittadino colpito da un&#8217;emergenza cardiologica grave continuerà a dipendere dal 118 e dal trasferimento verso un altro ospedale. In questi casi la distanza non è soltanto un disagio: può trasformarsi in una condanna. La Regione sostiene che, sulla base del Decreto ministeriale n. 70 del 2015, l&#8217;emodinamica H24 per la gestione dell&#8217;infarto STEMI debba essere riservata ai centri Hub. Il DM 70 stabilisce il modello organizzativo &#8220;Hub and Spoke&#8221;, i bacini di utenza e i volumi minimi necessari per garantire qualità e sicurezza. Ma non contiene un divieto espresso e assoluto che impedisca a un ospedale Spoke di essere dotato di emodinamica H24.</p>
<p class="gmail-isSelectedEnd">È la programmazione regionale a stabilire quali funzioni assegnare ai diversi ospedali. Non basta, quindi, rispondere che Lamezia è uno Spoke: bisogna spiegare sulla base di quali dati si sia deciso di escluderla dalla gestione H24 delle emergenze cardiologiche. La conferma arriva proprio da Crotone. Il &#8220;San Giovanni di Dio&#8221; è anch&#8217;esso un ospedale Spoke con DEA di I livello. Eppure, nel luglio 2026, vi è stato attivato il servizio di emodinamica, oggi operativo dalle ore 8 alle 20, e la stessa Asp di Crotone ha annunciato il passaggio alla copertura H24. La domanda è inevitabile: se Crotone, pur essendo uno Spoke, può essere avviato verso un&#8217;emodinamica H24, perché la stessa possibilità viene negata a Lamezia? Non vogliamo togliere nulla a Crotone. Ogni territorio calabrese ha diritto a servizi efficienti e capaci di salvare vite. Ma questo precedente dimostra che la classificazione di Spoke non costituisce, da sola, un impedimento insuperabile all&#8217;H24.</p>
<p class="gmail-isSelectedEnd">Lamezia occupa una posizione centrale nella geografia calabrese, è vicina all&#8217;aeroporto e ai principali collegamenti autostradali e ferroviari e serve un territorio molto più vasto dei suoi confini comunali. La Regione renda pubblici gli studi effettuati sul numero degli infarti, sui tempi dei trasferimenti, sulle distanze dagli Hub e sul bacino complessivo che potrebbe essere servito dal &#8220;Giovanni Paolo II&#8221;. Oggi l&#8217;amministrazione comunale di Lamezia e il governo regionale appartengono alla stessa area politica. Questa condizione avrebbe dovuto rendere più semplice il confronto istituzionale e più forte la difesa dell&#8217;ospedale cittadino. Quali altri alibi possono esserci?</p>
<p class="gmail-isSelectedEnd">Il sindaco, la Giunta comunale, i consiglieri regionali e tutte le forze politiche devono dire chiaramente se condividono questa scelta o se intendono contrastarla. La città non ha bisogno di altre rassicurazioni: servono atti formali, personale, autorizzazioni e tempi certi. Lamezia non chiede privilegi. Chiede che una struttura realizzata con circa due milioni di euro di denaro pubblico sia utilizzata pienamente e che il diritto alla salute non dipenda dall&#8217;ora in cui si viene colpiti da un infarto. Non dobbiamo avere paura di disturbare chi decide. Forse qualcuno confida proprio nello sconforto dei lametini e nella loro convinzione che protestare non serva più a nulla. Io non ci sto. Ma questa volta stiamo già programmando una manifestazione per i primi di settembre per farci sentire veramente.</p>
<p class="gmail-isSelectedEnd">Lamezia ha bisogno di una reazione seria, civile e unitaria. Quando è in gioco il diritto alla vita, disturbare i manovratori non è un atto di ostilità, è un dovere civile. Appuntamento per i primi di settembre. Un infarto non aspetta una delibera. Neppure Lamezia può continuare ad aspettare.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>FOTO-Impatto tra auto e furgone sulla corsia sud dell&#8217;A2 tra Lamezia e Pizzo: 4 feriti, uno è grave</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/foto-impatto-tra-auto-e-furgone-sulla-corsia-sud-della2-tra-lamezia-e-pizzo-4-feriti-uno-e-grave/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 14:29:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una squadra dei Vigili del Fuoco del Comando di Catanzaro – Distaccamento di Lamezia Terme è intervenuta questa mattina sull’autostrada A2, al km 335 in direzione sud, per un incidente stradale che ha coinvolto un’autovettura e un furgone. Quattro le persone a bordo dell’autovettura rimaste ferite: una è stata trasportata presso una struttura ospedaliera di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/foto-impatto-tra-auto-e-furgone-sulla-corsia-sud-della2-tra-lamezia-e-pizzo-4-feriti-uno-e-grave/">FOTO-Impatto tra auto e furgone sulla corsia sud dell&#8217;A2 tra Lamezia e Pizzo: 4 feriti, uno è grave</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una squadra dei Vigili del Fuoco del Comando di Catanzaro – Distaccamento di Lamezia Terme è intervenuta questa mattina sull’autostrada A2, al km 335 in direzione sud, per un incidente stradale che ha coinvolto un’autovettura e un furgone.</p>
<p>Quattro le persone a bordo dell’autovettura rimaste ferite: una è stata trasportata presso una struttura ospedaliera di Catanzaro, mentre altre tre sono state trasferite presso strutture sanitarie della provincia di Vibo Valentia. Il personale dei Vigili del Fuoco ha collaborato con gli operatori sanitari del 118 per l’estrazione di uno dei passeggeri dall’abitacolo. Le tre persone a bordo del furgone sono state invece sottoposte a controllo sanitario sul posto.</p>
<p>I Vigili del Fuoco hanno provveduto alla messa in sicurezza dei veicoli e dell’area interessata dall’incidente. Presenti sul posto anche la Polizia Stradale e personale ANAS. Per consentire le operazioni di soccorso e messa in sicurezza, la carreggiata in direzione sud è stata temporaneamente chiusa al transito, con circa tre chilometri di coda.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-393022" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-11-at-14.22.48.jpeg" alt="" width="701" height="567" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-11-at-14.22.48.jpeg 1387w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-11-at-14.22.48-300x243.jpeg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-11-at-14.22.48-1024x829.jpeg 1024w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-11-at-14.22.48-768x622.jpeg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-11-at-14.22.48-519x420.jpeg 519w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-11-at-14.22.48-696x564.jpeg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-11-at-14.22.48-1068x865.jpeg 1068w" sizes="(max-width: 701px) 100vw, 701px" /></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-393024" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-11-at-14.22.49.jpeg" alt="" width="702" height="391" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-11-at-14.22.49.jpeg 1536w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-11-at-14.22.49-300x167.jpeg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-11-at-14.22.49-1024x570.jpeg 1024w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-11-at-14.22.49-768x428.jpeg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-11-at-14.22.49-755x420.jpeg 755w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-11-at-14.22.49-696x387.jpeg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-11-at-14.22.49-1068x594.jpeg 1068w" sizes="(max-width: 702px) 100vw, 702px" /></p>
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		<title>Grandinetti: &#8220;Lamezia non diventi il laboratorio di Vannacci. Murone e la maggioranza facciano chiarezza&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 09:32:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Riceviamo da Francesco Grandinetti,. già presidente del PD di Lamezia Terme e portavoce dell&#8217;area &#8220;Lamezia e non solo&#8221;, e pubblichiamo:</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>&#8220;L&#8217;on. Domenico Furgiuele ha affermato che Futuro Nazionale è ormai parte integrante del governo di Lamezia Terme e che la nostra città può diventare un &#8216;laboratorio per alleanze future&#8217;. È una dichiarazione che non può essere liquidata come una semplice questione interna ai partiti. Se Lamezia deve diventare il luogo nel quale sperimentare una nuova alleanza tra il centrodestra tradizionale e la destra vannacciana, i cittadini hanno il diritto di sapere quale progetto politico si stia costruendo. Due fotografie della segreteria politica di Furgiuele raccontano visivamente questo passaggio. Il balcone e il nome sono gli stessi. Cambia l&#8217;insegna: ieri &#8216;Lega Salvini Premier&#8217;, oggi &#8216;Futuro Nazionale – Vannacci&#8217;. Sopra entrambe rimane l&#8217;immagine di san Francesco di Paola con la parola &#8216;CHARITAS&#8217;.</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Viene spontaneo domandarsi: san Francesco dovrebbe proteggere la Lega di Salvini oppure Futuro Nazionale di Vannacci? Ma a parte la battuta, la fede appartiene alla coscienza delle persone e non dovrebbe diventare scenografia della propaganda. Abbiamo visto Salvini mostrare e baciare il rosario durante i comizi; oggi vediamo san Francesco sovrastare la sede politica di Furgiuele. Ma queste esternazioni, ridondanti e inopportune, risolvono forse il problema delle liste d&#8217;attesa nel nostro ospedale? La &#8216;remigrazione&#8217; crea lavoro per i giovani lametini? Invocare &#8216;Dio, patria e famiglia&#8217; aiuta le persone a uscire dalle crisi economiche ed esistenziali? Chiamare una platea &#8216;camerati&#8217;, raccogliendo gli applausi dei nostalgici di un tempo, risolve i piccoli e grandi problemi di Lamezia e della Calabria? E parlare di &#8216;rastrellare Rogoredo&#8217;, come ha fatto Vannacci, non dovrebbe indurci a prestare maggiore attenzione al peso delle parole?</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Ecco il punto che dovremmo chiederci, Lamezia condivide queste idee o, quanto meno, le tollera in nome di una pax interna alla maggioranza? La questione non è più soltanto nazionale. All&#8217;interno della maggioranza che sostiene il sindaco Mario Murone è stato costituito il gruppo di Futuro Nazionale, al quale hanno aderito i consiglieri Massimo Cristiano e Carmine Villella e l&#8217;assessora Donatella Amicarelli. Pertanto, non stiamo discutendo di una forza politica esterna al governo cittadino. Futuro Nazionale partecipa direttamente all&#8217;Amministrazione di Lamezia e ambisce a trasformare la nostra città nell&#8217;apripista di nuove alleanze politiche. È esattamente questo il punto sul quale il sindaco e le altre componenti della maggioranza dovrebbero fare chiarezza. Condividono il linguaggio, i simboli e le posizioni di Futuro Nazionale?</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Non si tratta di negare a Vannacci, Furgiuele o ai loro sostenitori il diritto di partecipare alla vita politica. Quel diritto è garantito dalla democrazia che tutti dobbiamo difendere. Ma proprio la democrazia impone chiarezza: governare insieme non significa soltanto votare gli stessi provvedimenti, ma assumersi anche una responsabilità politica comune e condividere un modello di convivenza da proporre alla città. Con gli altri partiti del centrodestra posso essere profondamente in disaccordo sulle scelte economiche, sociali e amministrative, ma questo rientra nel normale confronto democratico. Ciò che mi preoccupa nella destra vannacciana è un linguaggio che parla soprattutto alla paura e alla rabbia, indicando continuamente qualcuno come nemico o come diverso. Sarebbe sbagliato affermare che in Italia la storia si stia ripetendo esattamente come nel passato. Sarebbe però altrettanto irresponsabile dimenticare che le derive autoritarie iniziano spesso goccia a goccia. Voglio essere chiaro anche sull&#8217;immigrazione da una posizione di centro sinistra. Accogliere non significa giustificare chi delinque. Chi viene nel nostro Paese, commette reati gravi e non rispetta le nostre leggi deve essere perseguito e, nei casi previsti, rimpatriato. Chi sceglie di vivere in Italia ha il dovere di comportarsi onestamente e di rispettare le regole della convivenza civile.</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>La vera linea di divisione, però, non passa tra italiani e stranieri, ma tra persone perbene e delinquenti. Umanità e fermezza possono e devono convivere. Lamezia ha bisogno di lavoro, sanità, servizi, attenzione per l&#8217;aeroporto, sostegno alle attività economiche e opportunità capaci di trattenere i giovani. Non può essere utilizzata come terreno di prova per costruire un centrodestra sempre più spostato verso parole, simboli e posizioni della destra radicale. Nessuno può impedire la nascita di nuove alleanze. Ma Lamezia non deve esserne l&#8217;apripista nel silenzio generale. Per questo rivolgo una domanda al sindaco Murone e alle componenti moderate della sua maggioranza: è questa l&#8217;identità politica che intendono assumere e rappresentare davanti alla città? San Francesco di Paola continua a osservare dall&#8217;alto le insegne che cambiano. Accanto al suo volto rimane una parola, &#8216;CHARITAS&#8217;. Non chiedo a Furgiuele di nascondere san Francesco. Chiedo alla politica di non nascondersi dietro san Francesco&#8221;.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">
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