In molti lo conoscono come speaker di Radio DeeJay, lui è “uno dei 3 del Trio Medusa” delle Iene oppure semplicemente Gabriele, uno dei tantissimi a cui questa pandemia strazia il cuore, ogni giorno di più, quando si legge 2.503 MORTI in Italia ed è a loro che dedica questa riflessione:
Era mio padre.
Quello della foto un po’ sfocata nei necrologi di ieri.
Era mio padre.
Lo ricordo con una barba nera nera che mi insegnava a dare calci a un pallone nel parco sotto casa.
Era mia madre.
Quella signora elegante morta da sola in ospedale perché non si poteva entrare.
Il dolore più grande. Lei. Da sola.
Era mia madre.
Che mi faceva posto nel letto grande quando avevo la febbre e mi sembrava, sempre, l’unica cura possibile.
Era mio zio.
Quel signore con gli occhiali che se n’è andato tra i tanti ieri.
Era mio zio.
Lo stesso che mi portava a giocare con i modellini di aerei e mi faceva volare restando con i piedi a terra.
Era mia zia.
La signora senza foto. Solo data di nascita e di morte.
Era mia zia.
Perché non possiamo neanche andare a casa sua a cercare una polaroid che la ritragga. Lei che a Natale mi ha regalato la prima macchina fotografica.
Erano i miei zii, i miei vicini, i genitori, i parenti dei miei amici.
Quelli che, adesso, non possiamo piangere.
Quelli che, adesso, non possiamo abbracciarci per lenire il dolore. Quelli che tu non sai chi sono.
Ma io sì.
Quelli che, per qualcuno, sono “muoiono solo i vecchi”, “sì, ma erano già malati”, “ne muoiono molti di più per altre cause”.
E, se sei tra quelli, vuol dire che questo, tutto questo, non ti ha davvero insegnato niente.
Categoria: Italia Mondo
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“Era mio padre”…le commoventi parole di Gabriele
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Coronavirus: vietata la Pizza Margherita
Stando al testo di una circolare inviata ai vigili urbani di Roma, i forni potranno produrre focacce e pizza bianca, condite con olio e rosmarino, pizza rossa, condita con pomodoro e olio, pane, grissini e biscotti secchi. Lo spiega una circolare firmata da Massimo Ancillotti, dirigente dell’unità Studi e Applicazione Normativa della Polizia Locale di Roma Capitale, che spiega, che non si può vendere, come si legge sulla circolare, altri tipi di pizza con la mozzarella o con le verdure poichè sono prodotti che dovrebbero arrivare ogni giorno freschi in laboratorio, mentre farina, olio, e passata di pomodoro sono prodotti in sacchi o in scatola e quindi “da magazzino”. Va da se, in base agli ultimi provvedimenti, che in ogni caso la pizza bianca, e tutto quello che è consentito ai forni produrre, non può essere mai consentito il consumo sul posto, ma solo da asporto.
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In fuga da Parigi
Così come successo in Italia all’annuncio di Conte del decreto che invita le persone a “restare a casa”, i francesi, dopo la notizia della chiusura preventiva scattata ieri a mezzogiorno, hanno preso d’assalto le stazioni per lasciare la capitale. Molti quelli che si sono affollati nelle stazioni e salire sul primo treno disponibile per raggiungere la loro regione d’origine o magari le seconde case. uno scenario già visto in Italia 2 week end fa. Il governo francese però, alla notizia dell’esodo, ha deciso di limitare le corse dei trasporti pubblici e dei treni di media e lunga percorrenza. In Francia si contano 7.730 casi gravi confermati con test, 1.097 contagi in più nelle ultime 24 ore. Lo ha annunciato il direttore generale della Sanità, Jerome Salomon, aggiungendo che i decessi sono passati a 175, con un aumento di 27 rispetto a ieri. I ricoverati in ospedale sono 2.579, 5.000 i guariti o rientrati a casa, 699 i casi gravi in rianimazione. Fra i 175 decessi, ha precisato Salomon, il 7% riguarda persone di meno di 65 anni.
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Coronavirus, studio della Regione: in Lombardia 40% persone continua a muoversi
In Lombardia ci si continua a muovere troppo. Secondo i dati presentati dal vicepresidente della Regione, Fabrizio Sala, il 40% dei lombardi continua a spostarsi nei confini regionali, nonostante i divieti imposti dalle normative per contrastare la diffusione del Coronavirus.
Sala ha spiegato di aver raccolto dagli operatori telefonici i dati relativi ai cellulari dei lombardi: “Fatto 100 il totale degli spostamenti del 20 febbraio – ha spiegato Sala – oggi siamo purtroppo di poco sopra il 40% del totale degli spostamenti” – con 4 lombardi su 10 che quindi continuano a spostarsi sebbene siano arrivati gli stop dal governo.
“È necessario stare a casa il più possibile: il 40% non è un dato sufficiente per contenere il virus”, ha sottolineato Sala. I dati presentati dagli operatori telefonici sono i movimenti di clienti che hanno cambiato cella, “persone che si sono spostate almeno di 200-300 metri”, ha evidenziato il vicepresidente Sala. “C’è chi lavora, e li ringraziamo, ma ci sono persone che si muovono per motivi superflui noi chiediamo di stare in casa”.(askanews)
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Il Tricolore sui Monumenti di tutto il Mondo
Dal Municipio di Sarajevo, fino alle pareti del Burj Khalifa: sono molte le città nel mondo che hanno proiettato la bandiera italiana nei loro luoghi simbolo, come omaggio al nostro Paese impegnato a fronteggiare l’emergenza Covid-19. A Gerusalemme l’omaggio è sulle mura della città vecchia, con la bandiera italiana accompagnata dalla scritta: “Italia, Gerusalemme è con te”. Tricolore anche sul Burj Khalifa di Dubai, il celebre grattacielo alto 829,80 metri e simbolo degli Emirati Arabi Uniti ed anche qui si legge “Siamo con voi”.
Altri omaggi all’Italia sono arrivati anche da New York, Toronto e Tirana dove il nostro tricolore ha illuminato il Palazzo della Cultura della città. -

L’App per le videochiamate all’ora dell’aperitivo
In questi giorni di emergenza in cui l’Italia è chiusa in casa, AppStore e Google Play registrano in’impennata di downloads per le App che mettono in connessione più persone contemporaneamente. Si tratta di applicazioni per videochiamate, popolari soprattutto tra i millennials, fino a 2 settimane fa. Oggi è la più usata non solo dai teenager. Per usarla basta registrarsi inserendo il proprio numero telefonico e mail e poi aggiungere gli amici tramite nome utente o account Facebook o Snapchat. Quando vogliamo fare una videochiamata di gruppo basta creare una “room”, ovvero una stanza virtuale e invitare fino a un massimo di 8 persone; questa è la procedura, ad esempio, per “House Party App”. La tecnologia oggi più che mai ha una funzione attiva nella vita sociale in quarantena. Restiamo tutti a casa, lontani ma vicini e connessi.
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Gli altri EROI del Coronavirus
In un momento di emergenza sanitaria, in cui medici e infermieri sono in prima linea in questa trincea, ci sono anche loro, i commessi dei supermercati che continuano a lavorare. Chi lavora a contatto con il pubblico lo sa bene che non esistono né sabati né domeniche e ora non c’è pandemia che tenga. Un ruolo, il loro, che non ammette limitazioni o stop, anche e soprattutto in questo momento di emergenza sanitaria in cui pure le aziende italiane hanno scoperto quanto è utile lo smart working intelligente, che ora ti tiene lontano dai possibili contagi. Anche per i commessi la vita è cambiata con l’arrivo del Coronavirus, eppure ogni giorno devono accogliere e soprattutto gestire clienti impauriti, e spesso maleducati, convinti che presto rimarremo senza cibo, senza acqua e senza Amuchina. Invece no, non resteremo senza i beni di prima necessità. Proprio perché tra magazzino e scaffali gli addetti alla vendita ci sono sempre. Anche in questo momento delicato e preoccupante. Hanno guanti e mascherina proprio per spiegarti dove trovare il lievito di birra per la pizza che impasterai nel weekend. Non salveranno vite umane come medici e infermieri degli ospedali, ma saranno quelli che proveranno a farvi vivere una vita familiare quanto più simile a quella di prima, sia a pranzo che a cena. Quando in questi giorni andremo a far la spesa (si spera senza isterismi) e compreremo tutto il necessario per restare tranquilli in quarantena nelle nostre case, ricordiamoci che è anche grazie al fondamentale lavoro dei commessi, e sarà grazie anche a loro che vinceremo questa battaglia.
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Salvini a spasso per Roma con la fidanzata: scoppia la polemica
Le foto del leader leghista Matteo Salvini a spasso per Roma con la fidanzata, Francesca Verdini, in tempo di coronavirus, non sono passate inosservate. «Oggi sulla stampa vediamo una foto di Matteo Salvini mano nella mano con la sua compagna ieri a spasso nel centro di Roma. Mentre trascorre le giornate a dire in qualsiasi salotto televisivo che bisogna chiudere tutto, poi se ne va in giro per la Capitale senza alcuna giustificazione valida, presumiamo, violando regole che diversamente valgono per tutti i cittadini». A polemizzare per il comportamento del leader del Carroccio è il vicecapogruppo Pd alla Camera dei Deputati Michele Bordo.
«È l’ennesimo segno di come il leader della Lega continui a prendere in giro gli italiani – continua Bordo -. La gente è stanca di passerelle televisive e bugie. Lo dimostrano il calo di credibilità di Salvini e il crollo della Lega nei sondaggi. In questo momento di grande difficoltà, di incertezza e di emergenza, i cittadini si aspettano invece dalla politica serietà, verità e risposte concrete tanto sul piano sanitario che su quello economico».
Parole a cui non è mancata la replica di Salvni. «Non è una passeggiata, Matteo Salvini esce a fare la spesa, velocemente, sotto casa, anche io penso di averne diritto, le polemiche le lascio alla sinistra», ribatte l’ex ministro dell’Interno in diretta Facebook, contestando le critiche per la foto con la fidanzata in centro a Roma. «Non andavo a passeggiare al Colosseo, come tutti esco per andare o in farmacia o per andare a fare la spesa».(Fonte: Ilmessaggero.it)
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Gli appuntamenti sul balcone ai tempi del Coronavirus
E’ ormai appuntamento fisso da qualche giorno: ai tempi del coronavirus ci si da appuntamento sul balcone. E allora capita di vedere il vicino che di solito non incroci, per via di una vita frenetica e sempre attenti all’orologio. Si canta tutti insieme, da balcone a balcone grazie ai flash mob che di solito iniziano alle 18.00. Azzurro, Volare, l’Inno di Mameli o semplicemente un applauso che risuona nel silenzio delle città e paesi semi deserti. E poi le lenzuola colorate di arcobaleno che qualcuno ha attaccato dalle finestre, la bandiera italiana, le candele. Tutto è in segno di rispetto e riconoscenza per chi sta combattendo contro “il virus” che ha bloccato l’Italia. Tutti affacciati dunque con la musica come terapia, come segno di vita, come incoraggiamento, come “vediamoci alle 18” si ma ognuno sul suo balcone.
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Il mondo scientifico diviso sulla necessità del test generalizzato: Ecco perchè
Tra le questioni maggiormente dibattute in queste ore di emergenza coronavirus c’è anche quella di estendere a tappeto i test con tampone a tutta la popolazione.
La Regione Veneto ha annunciato che è intenzionata ad affettuare questo tipo di attività ma sono forti le resistenza del mondo scientifico.
Tra le valutazioni che maggiormente sostengono chi è del parere contrario il fatto che tracciare tutti senza una regola potrebbe disperdere energie e non servire a contare ogni infettato: si può essere negativi anche da contagiati, quando il virus è presente in maniera ancora ‘leggera’ dentro di noi. Facendo tamponi solo in presenza di sintomi la probabilità di trovare i malati è alta, se invece il tampone lo si fa a qualcuno che sta incubando (in media ci vogliono 5 giorni), potrebbe essere negativo oggi ma positivo domani. Quindi c’è il rischio di ‘mettere in libertà’ persone che invece dovrebbero stare isolate e di disperdere soldi e tempo.
Su questa linea è il ministro della salute, Roberto Speranza: “Sconsigliamo questo tipo di approccio, non è utile. Il tampone non è sufficiente, è la fotografia di un istante. L’incubazione del virus dura 14 giorni, se la persona fa il tampone in uno di questi giorni ha solo l’illusione di aver risolto il problema. La soluzione è invece l’isolamento: solo così avremo certezza che non sarà positiva, altrimenti abbiamo l’illusione della negatività del momento, ma magari potrebbe essere positiva due giorni dopo”.
Dello stesso parere Silvio Brusaferro dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità). “L’Organizzazione mondiale della sanità sconsiglia di fare tamponi a tutti, anche agli asintomatici. Siamo inseriti in un contesto internazionale e siamo in continuo contatto con gli organismi internazionali. Il fatto che alcuni paesi europei adottino oggi le misure che noi abbiamo adottato da’ la dimensione di come sia importante essere coordinati in questo senso. Quindi la posizione che posso esprimere come comitato tecnico scientifico e Iss è quella espressa a livello internazionale” che è contraria all’iniziativa.
In netta contrapposizione il pensiero del direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali, Massimo Andreoni secondo cui estendere l’esame del tampone a tutti i soggetti con sintomi respiratori potrebbe essere una misura decisiva per il rallentamento dei contagi.
“Per affrontare quella che è ormai un’epidemia incontrollata su gran parte del territorio italiano sono necessari subito tamponi a tappeto per tutti i pazienti con un’affezione delle vie respiratorie, anche senza collegamenti con le zone più a rischio o con contagiati”.(Fonte: corriere.it/salute)



