Categoria: Crotone

  • Due sbarchi nel crotonese negli ultimi tre giorni. Emessi 21 provvedimenti di respingimento dal Questore

    Due sbarchi nel crotonese negli ultimi tre giorni. Emessi 21 provvedimenti di respingimento dal Questore

    Negli ultimi tre giorni, il territorio crotonese è stato interessato da una nuova ondata di flussi migratori, con il verificarsi di due distinti sbarchi che hanno visto l’arrivo sulle coste locali di diversi migranti, tra cui diverse donne e minori. La gestione delle complesse procedure a terra è stata brillantemente coordinata dalla Prefettura di Crotone, che ha operato attraverso l’Ufficio Immigrazione della locale Questura per garantire il corretto e tempestivo svolgimento di tutte le attività necessarie.

    I migranti giunti sul territorio, dopo aver completato le previste procedure di identificazione e fotosegnalamento sotto l’egida dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Crotone con il supporto di personale della locale polizia scientifica, sono stati accolti presso il Centro di Prima Accoglienza di Isola di Capo Rizzuto. Parallelamente alle attività di assistenza e identificazione, sono scattati i rigidi controlli volti a verificare la posizione amministrativa dei singoli cittadini stranieri. All’esito di tali accertamenti, il Questore della Provincia di Crotone Renato PANVINO, ha emesso numero 21 provvedimenti di respingimento, con contestuale ordine di lasciare il territorio nazionale, nei confronti di altrettanti stranieri che non hanno inteso richiedere la protezione internazionale.

    La Polizia di Stato continua a monitorare la situazione con la massima attenzione, a tutela della sicurezza del territorio e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia di immigrazione, effettuando controlli diurni e notturni lungo la costa della fascia ionica, collaborati anche dalle altre forze di polizia e corpi specializzati marittimi.

  • Eseguito un ordine di carcerazione e rinvenute munizioni nella Sila Crotonese

    Eseguito un ordine di carcerazione e rinvenute munizioni nella Sila Crotonese

    Nell’ambito dell’azione di prevenzione e controllo del territorio disposta dalla Compagnia Carabinieri di Petilia Policastro (KR), sono stati ulteriormente intensificati i servizi esterni nei comuni del comprensorio, con particolare attenzione alla sicurezza urbana, alla prevenzione dei reati predatori, al contrasto delle condotte illecite sulle principali arterie stradali e al monitoraggio delle aree maggiormente frequentate in vista dell’approssimarsi della stagione estiva. L’incremento dei controlli, disposto con l’impego di personale delle dipendenti Stazione, del N.O.R. e degli equipaggi S.I.O. del 14° Battaglione Calabria, ha consentito di conseguire significativi risultati operativi. Negli ultimi giorni i militari dell’Arma hanno proceduto al controllo di oltre 200 persone e più di 100 veicoli, effettuando decine di accertamenti etilometrici, perquisizioni personali e veicolari, nonché elevando diverse sanzioni per violazioni al Codice della Strada, con il contestuale ritiro di una patente di guida. Nel corso delle attività è stato inoltre individuato un conducente responsabile di guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti.

    Particolarmente rilevante l’attività svolta dai Carabinieri della Stazione di Cotronei che, nei giorni scorsi, hanno dato esecuzione a un ordine di carcerazione nei confronti di un trentasettenne residente nel centro silano. Il provvedimento trae origine da una sentenza definitiva della Corte d’Appello di Catanzaro ed ha comportato l’accompagnamento dell’interessato presso la Casa Circondariale di Crotone, dove dovrà espiare una pena detentiva di quattro anni, oltre al pagamento della multa stabilita dall’Autorità Giudiziaria. Nel corso delle medesime attività di controllo e monitoraggio del territorio, i militari della Stazione di Cotronei sono intervenuti anche in località Trepidò, nel cuore della Sila crotonese dove è stata rinvenuta una busta contenente complessivamente sessantotto cartucce di diverso calibro, immediatamente sottoposte a sequestro. Sono tuttora in corso gli approfondimenti investigativi finalizzati ad accertare la provenienza del materiale e ad individuarne l’eventuale detentore.
    L’Arma dei Carabinieri rinnova l’invito ai cittadini a collaborare attivamente con le Forze dell’Ordine attraverso la tempestiva segnalazione di situazioni sospette, ricordando come il contributo della collettività rappresenti uno strumento fondamentale per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni criminali.

    I controlli straordinari proseguiranno nelle prossime settimane su tutto il territorio della Compagnia di Petilia Policastro, con particolare attenzione alle località turistiche e alle aree maggiormente interessate dall’incremento delle presenze previsto durante il periodo estivo.

  • Nella notte del 2 giugno 1981 Rino Gaetano moriva in un incidente stradale sulla via Nomentana a Roma

    Nella notte del 2 giugno 1981 Rino Gaetano moriva in un incidente stradale sulla via Nomentana a Roma

    Aveva solo 31 anni Rino Gaetano quando, nella notte del due giugno del 1981, moriva in un incidente stradale sulla via Nomentana, a Roma, in un tragico episodio che i giornali dell’epoca paragonarono a quello di Fred Buscaglione. Dopo un inizio difficile e dopo la faticosa conquista delle classifiche, Gaetano stava attraversando un periodo di riflessione: nel 1980 aveva inciso l’album ‘Io non ci sto’, poi aveva tentato strade nuove collaborando con Riccardo Cocciante e il New Perigeo. L’incidente impedì di conoscere quali frutti avrebbe potuto dare la maturazione di un talento davvero singolare per la musica italiana.
    Rino Gaetano era nato a Crotone il 29 ottobre del 1950 ma già a dieci anni si era trasferito a Roma con i suoi genitori. Le difficoltà incontrate all’inizio della sua carriera sono tutte riconducibili alla sua personalità totalmente in contrasto con l’ambiente della musica italiana dell’epoca, che aveva da poco assorbito la novità dei cantautori e che continuava a essere refrattaria a dare spazio a personaggi difficili da etichettare. Rino Gaetano si presentava infatti come un cantautore ma il suo umorismo e il suo anticonformismo non permettevano di usare per lui gli schemi fin lì adottati per i suoi colleghi dediti a un serioso atteggiamento declamatorio e di stampo fortemente ideologico.

    Gaetano era uno che, per dir così, la buttava sul ridere, che raccontava l’Italia finendo inevitabilmente per dire che il re era nudo. Più vicino all’ Eduardo del ‘pernacchio’ che al De Gregori di ‘Rimmel’. Il suo primo 45, ‘I Love you Marianna’ lo ha inciso con lo pseudonimo salgariano di Kammamuri. Per pubblicare il suo primo album dovette attendere due anni: ‘Ingresso libero’ fu però pressochè ignorato sia dal pubblico che dalla critica. Tutto ha cominciato a girare meglio nel ’75 con ‘Il cielo è sempre più blu’, un brano in cui si manifesta quello stile a filastrocca che più tardi lo rese popolare. Poi viene pubblicato l’ album, ‘Mio fratello è figlio unico’, grazie al quale, soprattutto sotto la spinta del pezzo ‘Berta filava’, ha cominciato a farsi conoscere. Anzi si può dire che questo è l’inizio del suo periodo più felice, quello compreso tra il ’76 e il ’78, una fase in cui grazie al suo umorismo e al suo atteggiamento disincantato, è diventato una sorta di clown musicale capace però di denunciare senza alcuna remora pecche e difetti dell’Italia.

    Alla sua discografia si aggiungono ‘Aida’ e ‘Nuntereggaepiù’ il cui successo gli schiude le porte del festival di Sanremo dove canta ‘Gianna’, un brano rimasto a lungo al primo posto della hit parade e ancora oggi uno dei titoli più amati del suo repertorio che nel frattempo si era arricchito dell’album ‘Resta vile maschio dove vai’, realizzato insieme a Mogol e ricordato soprattutto per il brano ‘Ahi Maria’. Finalmente le sue tournee ottengono i riscontri desiderati, dopo anni in cui aveva dovuto fare da spalla per concerti di altri artisti davanti a platee che non accettavano il suo umorismo e con le quali più volte ingaggiava violente schermaglie verbali.
    Finalmente Rino Gaetano era riuscito a imporre il suo stile: non era più soltanto una sorta di ironico grillo parlante della canzone. Purtroppo, come accade spesso, solo dopo la sua morte si è cominciato a parlare di lui come di un anticipatore, addirittura come di un caposcuola, vista l’influenza avuta sulle nuove generazioni. Il riconoscimento postumo si è tradotto nella ristampa dei suoi album, in album-tributo realizzati da altri artisti che rileggevano le sue canzoni. Rino Gaetano è stato un outsider, un talento che si è conquistato il suo spazio senza mediazioni e concessioni, un artista che, con il sorriso sulle labbra e lo sberleffo nelle parole, non ha mai smesso di raccontare i vizi e i difetti degli italiani.

    Leggi anche:

    Rino Gaetano, la sorella Anna: “Di lui mi manca tutto. Gianna? Dedicata a me”

  • Dottoressa Guardia medica di Petilia Policastro sospesa per un anno: Certificava falsi turni e visite inesistenti

    Dottoressa Guardia medica di Petilia Policastro sospesa per un anno: Certificava falsi turni e visite inesistenti

    I Carabinieri del Comando Stazione di Petilia Policastro, coadiuvati nella fase esecutiva dai militari della Stazione di Sant’Onofrio (VV), hanno dato esecuzione all’ordinanza di misura cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Crotone, su richiesta della locale Procura, nei confronti di una dottoressa impiegata, nel 2024, presso la Guardia Medica della frazione ‘Pagliarelle’ di Petilia Policastro e originaria della provincia di Vibo Valentia. Il provvedimento eseguito dispone la misura cautelare interdittiva della sospensione dall’esercizio del servizio di medico dipendente presso il Servizio Sanitario Nazionale per la durata di un anno. Le indagini, condotte dal Comando Stazione di Petilia Policastro, coordinate dalla Procura della Repubblica di Crotone guidata dal Procuratore Domenico Guarascio, hanno avuto inizio nel mese di giugno 2024 e si sono concluse nel mese di gennaio 2025. L’attività investigativa, complessa e articolata, ha permesso di accertare le gravi e sistematiche condotte illecite perpetrate dalla dottoressa, impiegata quale medico di continuità assistenziale presso il presidio di Guardia Medica di Petilia Policastro, frazione Pagliarelle.

    In numerose occasioni, circa 50 eventi riscontrati, la professionista si è assentata deliberatamente dal proprio posto di lavoro, attestando falsamente la propria presenza attraverso modalità fraudolente consistite nella falsificazione del registro delle presenze e nella compilazione del registro di continuità assistenziale. In quest’ultimo venivano indicati nominativi di pazienti sottoposti a finte visite ambulatoriali e domiciliari, i quali in realtà risultavano ignari o del tutto inesistenti all’anagrafe. Gli accertamenti hanno dimostrato che l’indagata, durante i propri turni di lavoro, si trovava materialmente in altre città, tra cui Crotone, Vibo Valentia e addirittura in vacanza a Roma. Le condotte fraudolente hanno indotto in errore l’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone, consentendo al medico di conseguire un ingiusto profitto per innumerevoli ore di servizio in realtà mai prestate. I reati contestati alla professionista comprendono le false attestazioni inerenti la presenza in servizio, la truffa aggravata ai danni di ente pubblico e l’interruzione di pubblico servizio. Con i suoi reiterati allontanamenti, infatti, l’indagata ha interrotto la regolarità dell’assistenza territoriale, costringendo numerosi pazienti della frazione montana a rivolgersi in emergenza al presidio di Petilia Policastro centro.

    Con l’esecuzione dell’odierna misura interdittiva si pone fine a un grave disservizio che ha profondamente leso il diritto alla salute della comunità locale. L’Arma dei Carabinieri manterrà sempre alta l’attenzione per garantire il corretto funzionamento dei presidi a tutela dei cittadini.

  • “Focus ‘Ndrangheta”, blitz interforze a Cirò Marina e Crucoli: raffica di controlli, denunce e maxi sanzioni

    “Focus ‘Ndrangheta”, blitz interforze a Cirò Marina e Crucoli: raffica di controlli, denunce e maxi sanzioni

    Un’importante operazione interforze, inserita nel piano di azione nazionale e transnazionale Focus ‘Ndrangheta  ha interessato la città di Cirò Marina e Torretta di Crucoli. L’attività, coordinata da un Funzionario della Polizia di Stato, ha coinvolto personale della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Capitaneria di Porto, che hanno effettuato controlli in esercizi commerciali, su persone e veicoli lungo le principali arterie stradali. Nell’ambito dei predetti servizi, personale della Polizia di Stato appartenente alla Divisione Polizia Amministrativa, ha effettuato un controllo presso un’attività di somministrazione di alimenti e bevande con annesso corner di raccolta scommesse. Dall’attività posta in essere è emersa la presenza di nr. 3 apparecchi da gioco, regolarmente accesi ed in funzione in orario non consentito, per cui è stata elevata la relativa sanzione amministrativa (pmr € 500,00 per ogni apparecchio, per un totale di € 1500,00). Contestualmente, il titolare è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per il reato di inosservanza alle prescrizioni emesse dall’Autorità.

    Nel corso del servizio interforze, personale della Polizia Stradale ha effettuato nr. 3 controlli presso altrettante attività commerciali. Nello specifico, presso un esercizio di meccatronica è stato accertato l’esercizio abusivo dell’attività. Il personale ha provveduto al sequestro amministrativo dell’attrezzatura e all’emissione della relativa sanzione pari ad euro 5.163,00 euro. Un secondo controllo, presso un’officina di autoricambi, ha consentito di accertare l’assenza del registro dei rifiuti pericolosi. Presso una terza attività, invece, è stata accertata la presenza di un dipendente risultato non regolarmente assunto, per cui verranno effettuate le opportune segnalazioni all’Ispettorato del Lavoro. Contestualmente, la Capitaneria di Porto ha effettuato un controllo presso un esercizio commerciale, già oggetto di precedente contestazione, accertando il rispetto delle prescrizioni in materia ambientale. Successivamente, il controllo ha interessato altre due diverse attività commerciali, relativamente alla corretta commercializzazione dei prodotti ittici, nel corso del quale non è emersa alcuna irregolarità in tema di tracciabilità dei prodotti alimentari.

    Per la durata dell’intero servizio, personale del Reparto Prevenzione Crimine, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza ha effettuato diversi posti di controllo lungo le arterie stradali, nel corso dei quali sono state identificate persone e controllate diverse autovetture. Nella medesima giornata, gli Agenti delle Volanti impiegati nel servizio di controllo del territorio hanno segnalato al Sig. Prefetto una donna per detenzione di sostanza stupefacente finalizzata all’uso personale, sequestrando 1 grammo di hashish, hanno identificato nr. 295 persone, di cui nr. 76 positivi in banca dati, hanno controllato nr. 167 veicoli e hanno effettuato nr. 16 controlli domiciliari alle persone sottoposte alle misure limitative della libertà personale.

    Nel complesso, l’attività di prevenzione ha consentito di raggiungere i seguenti risultati:

    • Nr. 487 persone identificate, di cui nr. 115 con precedenti;
    • Nr. 296 veicoli controllati;
    • Nr. 23 posti di controllo;
    • Nr. 8 attività commerciale controllata;
    • Nr. 16 controlli alle persone sottoposte alle misure limitative della libertà personale
    • Sanzioni amministrative per un valore di circa 12.000,00 euro

    L’attività si inserisce in un più ampio piano di controllo del territorio, volto alla prevenzione e repressione dei reati, attraverso la predisposizione di mirati servizi di vigilanza volti a garantire la legalità e la sicurezza nel settore commerciale e dei trasporti e finalizzati al contrasto delle irregolarità amministrative, a garanzia degli operatori economici che rispettano le regole e della sicurezza dei cittadini.

     

     

  • Caulonia, vicesindaco denuncia: sette cani avvelenati, sdegno nella Comunità che chiede giustizia

    Caulonia, vicesindaco denuncia: sette cani avvelenati, sdegno nella Comunità che chiede giustizia

    Sette cani avvelenati. Una mamma con i suoi cuccioli. E Pasquale – il cane buono (nella foto), quello che tutti conoscevano, quello che era diventato parte della comunità di ‘Focà’- non c’è più. Non ho parole adeguate per descrivere lo sdegno che provo in questo momento. Quello che è accaduto nella nostra frazione non è solo un episodio di cronaca: è un atto di una crudeltà inaccettabile, vigliacco, che colpisce chi non può difendersi e che tradisce ogni principio di civiltà”. E’ quanto scrive Giovanni Maiolo, Vicesindaco e assessore alla cultura comune di Caulonia (RC).
    Quegli animali erano conosciuti, erano amati-aggiunge. La comunità di Focà se ne prendeva cura- perché le comunità vere funzionano così: ci si prende cura di chi è vulnerabile. Qualcuno, invece, ha scelto di ucciderli. Questa violenza non nasce dal nulla. Nasce da una cultura dello scarto- quella stessa cultura che abbandona i più deboli, che taglia i servizi sociali, che lascia i territori come il nostro senza presidi, senza risorse, senza strumenti per gestire i problemi in modo dignitoso ed etico. Non è fatalità: è il risultato di scelte politiche precise, di anni di abbandono istituzionale della Calabria, di un sistema che ha sempre guardato al Sud come a un problema da gestire, mai come a una comunità da valorizzare. Chi ha una visione progressista sa che il rispetto per gli animali e il rispetto per le persone non sono due battaglie separate: sono la stessa battaglia. Una società giusta non si misura solo da come tratta i suoi cittadini, ma da come tratta i più indifesi- umani e non!.
    “Come Vicesindaco di Caulonia-prosegue Giovanni Maiolo– chiedo con forza che le autorità facciano piena luce sull’accaduto e individuino i responsabili. Chi commette questi atti deve sapere che la legge è chiara: i maltrattamenti sugli animali sono reati penali, e come tali vanno perseguiti senza sconti. Ma non basta la giustizia sui singoli episodi. Serve una risposta strutturata: più controlli sul territorio, politiche pubbliche serie sul randagismo- sterilizzazione, adozione, educazione- finanziate dallo Stato e non lasciate alla buona volontà dei singoli. Serve che la politica torni a stare dalla parte degli ultimi. Sempre. Anche quando non votano. Il dolore degli abitanti di Focà racconta quanto fosse reale il legame tra quella comunità e quei cani. Un legame fatto di cura, di prossimità, di solidarietà – i valori in cui crediamo e per cui ci battiamo ogni giorno. Giustizia per loro. Subito”.
  • Crotone. forze dell’Ordine liberano un appartamento occupato abusivamente

    Crotone. forze dell’Ordine liberano un appartamento occupato abusivamente

    La Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un provvedimento disposto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone, diretta dal Procuratore della Repubblica Domenico Guarascio, procedendo al rilascio di un appartamento occupato abusivamente da un nucleo familiare composto da cinque persone. L’immobile, da tempo sottratto alla disponibilità della legittima proprietaria, non poteva essere nuovamente immesso nel possesso dell’avente diritto a causa dell’occupazione arbitraria protrattasi nel tempo. L’attività si inserisce nell’ambito di un più ampio piano operativo messo in campo dal Questore della Provincia di Crotone, Renato Panvino. Quest’ultimo, con ordinanza ha disposto un impiego di tutte le Forze di Polizia al fine di operare con la massima sicurezza e a tutela dei cittadini e di tutti gli inquilini residenti nello stabile.

    L’intervento è finalizzato alla tutela dei diritti dei cittadini, al ripristino della legalità e al contrasto delle occupazioni abusive, anche in applicazione delle recenti disposizioni normative in materia di sfratti e occupazioni illegittime di immobili, con procedura accelerata. Le attività di sgombero, coordinate da un Funzionario della Polizia di Stato, si sono svolte in una cornice di sicurezza garantita con l’impiego anche delle altre Forze di Polizia, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza, con il concorso di operatori del 118, dei Vigili del Fuoco, dei Servizi Sociali, nonché alla presenza di tecnici incaricati dalla proprietà.

    Al termine delle attività si è provveduto alla messa in sicurezza dell’immobile e al ripristino delle necessarie condizioni di tutela, al fine di scongiurare il reiterarsi di fenomeni di illegalità e preservarne l’inviolabilità. Al termine delle operazioni, l’appartamento è stato restituito alla legittima proprietaria. L’occupante dell’immobile è stata denunciata per il reato previsto e punito dal codice penale: “Occupazione arbitraria di immobile destinato a domicilio altrui”.

  • Melissa, violenta lite in famiglia: intervento nella notte dei Carabinieri, attivato “codice rosso” a tutela donna

    Melissa, violenta lite in famiglia: intervento nella notte dei Carabinieri, attivato “codice rosso” a tutela donna

    A Melissa, i militari del NORM – Aliquota Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Cirò Marina, sono intervenuti in flagranza di reato a seguito di una segnalazione giunta alla locale Centrale Operativa per una violenta lite in famiglia. L’intervento tempestivo ha permesso di trarre in arresto un cittadino del posto, ritenuto responsabile di maltrattamenti e violenze fisiche e psicologiche nei confronti della consorte. L’episodio ha avuto inizio nel cuore della nottata all’interno dell’abitazione familiare. Al culmine di un dissidio, l’uomo avrebbe aggredito la moglie, rendendo necessario l’immediato intervento dei Carabinieri e del personale sanitario del 118. La vittima è stata subito trasportata presso l’ospedale di Crotone per le cure del caso.

    L’azione delittuosa ha fatto scattare immediatamente la procedura di urgenza per la “Tutela delle vittime della violenza domestica e di genere – Codice Rosso”. La donna, pur assistita dai militari e informata sulle reti di supporto presenti sul territorio, ha rifiutato il trasferimento in una struttura protetta. Al termine delle attività di rito, l’arrestato è stato condotto presso il proprio domicilio in regime di arresti domiciliari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Le relative indagini sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Crotone, diretta dal Dott. Domenico Guarascio.

    Questo intervento sottolinea con forza l’importanza vitale del controllo del territorio e della costante sorveglianza delle pattuglie dell’Arma. La presenza e la prontezza operativa delle forze di polizia non solo svolgono una funzione di deterrenza e prevenzione dei reati, ma costituiscono un presidio essenziale per garantire una risposta immediata a tutela delle fasce deboli della popolazione e delle vittime di violenza.

     

  • NOMI-Illeciti in laboratori Università di Catanzaro: tre condanne, un patteggiamento e sette assoluzioni

    NOMI-Illeciti in laboratori Università di Catanzaro: tre condanne, un patteggiamento e sette assoluzioni

    Tre condanne, un patteggiamento e sette assoluzioni. Questo l’esito del processo con rito abbreviato che si è svolto davanti al Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Catanzaro, Gilda Danila Romano, in relazione all’inchiesta denominata “Grecale” che contempla illeciti nella gestione di due laboratori con cavie vive (detti stabulari), all’interno dell’Università Magna Graecia, nei quali venivano fatte sperimentazioni per progetti di ricerca.

    Il Gup ha condannato Giuseppe Caparello, direttore del dipartimento di Prevenzione dell’Asp veterinaria di Catanzaro, a 4 anni e 8 mesi di reclusione escludendo nei suoi confronti il reato di associazione per delinquere; Maria Caparello, figlia del direttore, accusata di corruzione perché ritenuta responsabile di essere stata ammessa illecitamente alla scuola di specializzazione in Farmacologia e Tossicologia clinica grazie al rapporto corruttivo tra il padre e l’ex rettore, a 4 anni; Emilio Russo, sperimentatore e supervisore delle sperimentazioni, a 9 mesi e 10 giorni. Antonio Leo, sperimentatore, ha patteggiato un anno, 11 mesi e 10 giorni.

    In sede di repliche stamani, il pm Saverio Sapia ha chiesto l’assoluzione di Pierfrancesco Tassone (responsabile scientifico di progetti di ricerca negli stabulari), assolto anche dal Gup. Il giudice ha, inoltre, assolto Luciano Conforto (veterinario Asp addetto alle ispezioni negli stabulari); Luca Gallelli (membro della commissione di concorso per l’ammissione alla scuola di specializzazione in Farmacologia e Tossicologia clinica); Vincenzo Mollace (professore universitario, responsabile scientifico di progetti di ricerca negli stabulari incriminati); Domenico Voci (veterinario dell’Asp addetto ai controlli negli stabulari); Vincenzo Musolino, Daniele Torella (responsabile scientifico di un progetto di ricerca).

  • Crotone, ancora sangue sulla SS 106: morto centauro, un ferito portato in ospedale

    Crotone, ancora sangue sulla SS 106: morto centauro, un ferito portato in ospedale

    Grave incidente stradale nella mattinata di oggi lungo la Strada Statale 106, all’altezza del bivio di Papanice, dove una moto con a bordo due persone è rimasta coinvolta in un violento impatto. Il bilancio è di un morto e un ferito.  La vittima è Leonardo Marescalco, 50 anni di Cotronei, mentre il ferito è il fratello gemello Antonio. L’allarme è scattato poco dopo le 10:15. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco del Comando di Crotone e il personale sanitario del 118, che hanno prestato i primi soccorsi e immobilizzato il ferito prima del trasferimento in ospedale in ambulanza.

    Per l’altra persona coinvolta, nonostante i tentativi di rianimazione, non c’è stato nulla da fare. Presenti anche gli agenti della Polizia di Stato, impegnati nei rilievi e nella gestione della viabilità.

    Il traffico lungo il tratto della SS 106 è attualmente bloccato in entrambe le direzioni. Istituite deviazioni in loco. Sul posto sono presenti le squadre Anas e le Forze dell’Ordine per la gestione della circolazione e per ripristinare il normale flusso di traffico nel più breve tempo possibile.