Categoria: Crotone

  • Scende da auto e viene travolta da furgone, morta una donna sulla SS 106 a Isola Capo Rizzuto

    Scende da auto e viene travolta da furgone, morta una donna sulla SS 106 a Isola Capo Rizzuto

    Una donna, originaria di Enna e della quale non sono state rese note le generalità, è morta dopo essere stata investita verso le 3 di stamani da un furgone sulla statale 106 nel tratto nei pressi dello svincolo nord di Isola Capo Rizzuto e l’aeroporto. La donna è stata soccorsa dall’autista del mezzo.

    Da una prima ricostruzione pare che la signora fosse scesa dalla sua auto ed era ferma sul ciglio della strada quando è stata investita. Sul posto è arrivata un’ambulanza del Suem 118 che ha immediatamente trasportato la donna al pronto soccorso in codice rosso. La vittima ha riportato traumi multipli ed è stata trasferita nel reparto di rianimazione dove, però, è morta per le gravi ferite.

    Sull’accaduto stanno svolgendo accertamenti gli agenti della sezione della polizia stradale di Crotone. L’autista è risultato negativo all’alcool test.
    (Ansa)

  • Roccabernarda, incendio in un’azienda di calcestruzzo: in fiamme diversi mezzi

    Roccabernarda, incendio in un’azienda di calcestruzzo: in fiamme diversi mezzi

    Questa mattina intorno alle 06:30 una chiamata alla sala operativa vigili del fuoco di Crotone segnalava fiamme in un’azienda di calcestruzzo di Roccabernarda.

    Giunti sul posto vigili del fuoco del distaccamento di Petilia Policastro, con autopompa ed autobotte, trovavano dei mezzi all’interno ed all’esterno del capannone, totalmente interessati dalle fiamme.

    Si procedeva repentinamente allo spegnimento degli stessi evitando il propagarsi dell’incendio nella restante parte del capannone e dell’azienda. Sul posto anche i carabinieri per i rilievi del caso.

  • Contrasto del gioco illegale e irregolare, sanzioni per oltre 120 mila euro nel crotonese

    Contrasto del gioco illegale e irregolare, sanzioni per oltre 120 mila euro nel crotonese

    Nelle scorse ore, in attuazione del protocollo d’intesa stipulato a livello centrale nel mese di aprile, il Comando Provinciale di Crotone e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Ufficio Monopoli di Cosenza sull’intero territorio provinciale hanno avviato un piano coordinato di interventi finalizzato al contrasto del gioco illegale ed irregolare. Attraverso una proficua analisi di rischio congiunta sono stati individuati e controllati diversi esercizi commerciali dislocati nelle città di Crotone, Cirò Marina e Isola di Capo Rizzuto, riscontrando numerose violazioni amministrative e penali, con la contestazione di sanzioni per oltre 120 mila euro.

    Le fiamme gialle pitagoriche ed i funzionari dell’Agenzia, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Crotone, hanno sottoposto a sequestro 25 apparecchi manomessi o non collegati alla rete telematica, in alcuni casi all’interno di punti gioco completamente abusivi, pervenendo alla individuazione di un centro clandestino di raccolta delle scommesse ed al deferimento – in stato di libertà – di 2 responsabili alla predetta Autorità Giudiziaria. Proprio con riguardo alle attività espletate nei confronti di due centri di raccolta è stato possibile appurare come i gestori avessero utilizzato apparecchi già sottoposti a sequestro, perché oggetto di precedente attività ispettiva, così rendendosi responsabili del reato di violazione di sigilli, previsto dall’art. 349 del Codice Penale.

    Gli uffici dell’Agenzia ed i Reparti del Corpo interessati procedono ora allo sviluppo delle risultanze dei controlli per quantificare la base imponibile sottratta a tassazione sia ai fini delle imposte dirette che della normativa speciale di settore (PREU e imposta unica sulle scommesse).
    L’attività operativa compiuta sottolinea, ancora una volta, il ruolo primario della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nel contrasto al gioco clandestino a tutela delle fasce più deboli, contribuendo così a prevenire e reprimere il grave fenomeno della raccolta clandestina delle scommesse, anche da parte dei giovani.
    Il comparto del gioco pubblico, infatti, in considerazione delle significative prospettive di guadagno offerte, si conferma uno dei settori maggiormente interessato dall’operatività della criminalità economica e, proprio da ciò, discende il costante impegno da parte del Corpo e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli a presidio della legalità ed a salvaguardia degli attori della filiera regolare e dei giocatori.

  • Crotone, un arresto delle volanti nel centro storico per detenzione al fine di spaccio

    Crotone, un arresto delle volanti nel centro storico per detenzione al fine di spaccio

    L’attività di contrasto allo spaccio di stupefacenti nel capoluogo da parte del personale dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Crotone ha portato al sequestro di circa 700 grammi di sostanza stupefacente, e all’arresto di un uomo di 54 anni, di origine croata. L’attenzione degli agenti della Squadra Volanti, impegnati nell’attività ordinaria di controllo del territorio nel centro storico, è stata attirata dalla presenza sospetta di soggetti noti quali assuntori nei pressi di una abitazione di Via Milone e, dopo aver notato uno di questi intrattenersi con il predetto cittadino straniero, conosciuto per i suoi pregiudizi, hanno proceduto al suo controllo, che è stato esteso alla sua abitazione, ubicata nelle immediate vicinanze.

    La perquisizione domiciliare ha consentito il rinvenimento, all’interno del frigorifero, di due buste di plastica contenenti sostanza stupefacente del tipo marijuana del peso di circa 350 grammi, di tre panetti di hashish del peso complessivo di 250 grammi, un bilancino elettronico e di materiale vario per il confezionamento delle dosi.

    Il materiale rinvenuto è stato sequestrato, lo straniero è stato tratto in arresto per detenzione al fine di spaccio di sostanze stupefacenti, ed associato presso la locale Casa Circondariale, a disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone.

  • Intesa Carabinieri-Enel, controlli serrati anche a Crotone: scoperti allacci abusivi ad “Acquabona”

    Intesa Carabinieri-Enel, controlli serrati anche a Crotone: scoperti allacci abusivi ad “Acquabona”

    Crotone – Cinque allacci abusivi di energia elettrica sono stati scoperti dai Carabinieri in altrettante abitazioni private site nella zona “Acquabona” della città pitagorica. Nelle prime ore della mattinata odierna, i militari della Compagnia Carabinieri di Crotone, con il supporto dei colleghi dei Comandi di Cirò Marina e Petilia Policastro, hanno cinturato l’intero quartiere della città per effettuare, congiuntamente al personale tecnico della società Enel S.p.A, dei mirati controlli volti a verificare l’eventuale presenza di allacci abusivi alla rete elettrica pubblica.

    Tali controlli rientrano nell’ottica di un protocollo d’intesa siglato a livello nazionale tra il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri e la società Enel Italia S.p.A. che, oggi, nella fattispecie, ha permesso di deferire alla Procura della Repubblica di Crotone 5 persone ritenute responsabili di furto aggravato e continuato di energia elettrica, con un danno economico presunto
    di svariate centinaia di migliaia di euro ai danni della società energetica. Il blitz ha permesso di scoprire, in un’intercapedine murata, un cavidotto da cui erano stati direttamente derivati, tramite il volgarmente detto “by pass”, gli allacci abusivi che alimentavano, direttamente da rete pubblica, i vari appartamenti di Via Acquabona, dotati di ogni confort elettrico.

    Gli odierni denunciati, durante il controllo, hanno prodotto fatture recanti importi di poche decine di euro, certamente non commisurati al consumo medio di una famiglia.
    Questi importanti servizi proseguiranno congiuntamente al personale dell’azienda Enel per l’intero arco del periodo estivo, e anche oltre, a tutela di tutti gli onesti contribuenti che, anche a causa del rincaro dei prezzi dell’energia, sono costretti a pagare ulteriori oneri per far fronte alla morosità e saldare il debito dei “furbi” evasori dei pagamenti della corrente.

  • Isola Capo Rizzuto: arrestato 40enne per maltrattamenti in famiglia

    Isola Capo Rizzuto: arrestato 40enne per maltrattamenti in famiglia

    Si è conclusa momentaneamente con l’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere, disposta dal G.I.P. del Tribunale di Crotone, la vicenda dei maltrattamenti in famiglia che vede coinvolti S.H.Q.S, iracheno di 40 anni, residente ad Isola di Capo Rizzuto, e l’ex moglie. La donna nello scorso mese di maggio ha riferito ai carabinieri della Tenenza di essere stata vittima per anni di maltrattamenti in famiglia, consistiti in condizionamenti psicologici, vessazioni e aggressioni fisiche, ai quali in alcuni casi avrebbero assistito i figli della coppia.

    L’Autorità Giudiziaria, nel corrente mese di giugno, aveva emesso un primo provvedimento cautelare, a tutela della vittima, che prescriveva il divieto di avvicinamento alla persona offesa, comprendente l’applicazione del braccialetto elettronico. Nella stessa serata, tuttavia, i militari hanno sorpreso l’uomo nelle vicinanze dell’abitazione della donna, in violazione del provvedimento del giudice.

    Nei giorni successivi il soggetto ha continuato a violare le prescrizioni, riavvicinandosi all’abitazione. Vista l’inosservanza dei provvedimenti, su disposizione del Giudice, i carabinieri hanno quindi accompagnato l’uomo in carcere.

  • Crotone, travolge bagnante con l’acquascooter e fugge: denunciato “pirata dell’acqua”

    Crotone, travolge bagnante con l’acquascooter e fugge: denunciato “pirata dell’acqua”

    E’ stato individuato e denunciato a piede libero dagli uomini della Capitaneria di porto di Crotone il conducente dell’acquascooter che nel pomeriggio di ieri ha travolto un bagnante intento a nuotare non lontano dalla riva nel tratto di mare antistante il lido San Leonardo, lungo il litorale cittadino. Subito dopo l’impatto, infatti, il pirata dell’acqua era scappato facendo ritorno in porto, mentre sul posto dell’incidente, allertata dalle persone presenti sulla spiaggia, è accorsa una pattuglia via terra della Guardia costiera che ha soccorso il malcapitato bagnante affidandolo alle cure del personale sanitario del 118.

    All’uomo, dipendente di una società che opera in città, al pronto soccorso dell’ospedale civile sono stati praticati 15 punti di stura per ricucire le diverse ferite riportate. Successivamente i militari della Capitaneria hanno individuato l’acquascooter all’interno del porto turistico di Crotone nonchè il conducente che è stato deferito all’autorità giudiziaria per violazione di norme in tema di sicurezza della navigazione e della balneazione.

    L’uomo, inoltre, è stato sanzionato per quattro diverse violazioni amministrative, compreso l’aver condotto l’acquascooter in assenza di titolo abilitativo e l’aver navigato al di sotto del limite dei 500 metri dalla costa previsto per le moto d’acqua, per un ammontare complessivo di 5 mila euro.

  • Droga e pistola occultati nei cespugli nel quartiere ‘Trafinello’, in carcere 37enne crotonese

    Droga e pistola occultati nei cespugli nel quartiere ‘Trafinello’, in carcere 37enne crotonese

    Crotone – La Squadra Mobile di Crotone ha dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Crotone, nei confronti di un crotonese di 37 anni, pregiudicato, gravemente indiziato dei reati di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio, porto e detenzione illegale di arma clandestina, e ricettazione della stessa.

    Il provvedimento scaturisce da un mirato servizio di contrasto allo spaccio di stupefacenti effettuato lo scorso 27 aprile dagli operatori della Squadra Mobile, i quali, nel quartiere Trafinello, nel corso di alcuni controlli nei pressi di una palazzina, avevano rinvenuto all’interno di un bidone e in alcuni cespugli un significativo quantitativo di stupefacente, in particolare circa 500 grammi di marjuana, oltre ad una pistola semiautomatica cal. 7,65 con matricola abrasa, materiale, che al momento era stato sequestrato a carico di ignoti.

    I successivi approfondimenti investigativi, coordinati dalla Procura della Repubblica di Crotone, hanno consentito di acquisire importanti elementi di responsabilità a carico di un soggetto, residente proprio in quell’edificio, il quale qualche giorno prima del controllo, aveva occultato il materiale poi rinvenuto. L’indagato è stato rintracciato e, dopo la notifica del provvedimento restrittivo, è stato associato presso la locale Casa Circondariale, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

  • Operazione ‘Glicine’: stretta collaborazione tra Procura Catanzaro e Stoccarda contro cosca Papanice

    Operazione ‘Glicine’: stretta collaborazione tra Procura Catanzaro e Stoccarda contro cosca Papanice

    Si è sviluppata anche nell’ambito di una squadra investigativa comune tra la Procura di Catanzaro e la Procura tedesca di Stoccarda l’inchiesta del Ros, che stamattina ha portato a numerosi arresti in provincia di Crotone. La collaborazione italo-tedesca ha consentito di svolgere, contemporaneamente ed in collegamento, le indagini nei due Paesi, con acquisizione in tempo reale degli elementi indiziari risultanti nelle distinte attività investigative. Eurojust, attraverso il componente nazionale italiano, ha garantito un costante raccordo operativo con l’Autorità giudiziaria straniera coinvolta, oltre che mediante la costituzione della squadra investigativa comune, anche attraverso numerose riunioni di coordinamento internazionale. Grazie alle dichiarazioni di collaboratori di giustizia, alle analisi delle segnalazioni della Banca d’Italia e alle indagini svolte in Germania, l’attività investigativa avviata nel 2018 dal Ros è stata incentrata sulla ricostruzione degli assetti, dei rapporti politico-imprenditoriali e delle dinamiche criminali della locale di Papanice al cui vertice si pone la famiglia Megna.

    I pm guidati dal procuratore Nicola Gratteri hanno ricostruito gli interessi illeciti degli esponenti della cosca crotonese nei settori immobiliare, della ristorazione, del commercio di prodotti ortofrutticoli e di bestiame, dei servizi di vigilanza, security e del gaming attraverso l’imposizione di videopoker alle sale scommesse e la loro gestione tramite prestanomi. I tentacoli dei Megna hanno interessato le province di Parma, Milano e Verona dove erano stabilmente attivi sodali e imprenditori operanti nel settore dell’autotrasporto, della ristorazione e del movimento terra.

    Ai domiciliari è finito l’imprenditore austriaco Josef Wieser, di 59 anni, che grazie alla ‘ndrangheta avrebbe ottenuto la creazione di una rete di produzione per la commercializzazione di prodotti ortofrutticoli, approfittando della capacità economica della cosca di offrire coltivazioni estese e attrezzature, messe a disposizione sul territorio, in condizioni di mercato largamente favorevoli. I pm hanno accertato, inoltre, che la cosca avvalendosi del supporto di hacker tedeschi, sarebbe riuscita a compiere operazioni bancarie e finanziarie fraudolente sia operando su piattaforme di trading clandestine, sia svuotando conti correnti esteri bloccati o creati ad hoc utilizzando carte di credito estere e alterando il funzionamento del pos.

  • Operazione ‘Glicine’ nel crotonese: “Ex consigliere regionale Sculco al centro del sistema clientelare”

    Operazione ‘Glicine’ nel crotonese: “Ex consigliere regionale Sculco al centro del sistema clientelare”

    L’indagine della procura distrettuale antimafia “ha disvelato un diffuso sistema clientelare, al centro de! quale si pone la figura di Sculco Vincenzo, soggetto da tempo implicato nelle dinamiche politico affaristiche della città di Crotone ed in grado di influenzare le istituzioni e di eterodirezionare i finanziamenti verso un gruppo di potere privo di scrupoli”. E’ il quadro tracciato dagli inquirenti del 73enne esponente politico crotonese, con un passato di leader sindacale in quanto segretario generale della Cisl calabrese, prima ancora che di consigliere regionale. Già nel 2009, peraltro, Enzo Sculco, all’epoca vice presidente della Provincia era finito agli arresti domiciliari nell’ambito di una indagine della Procura della Repubblica di Crotone per una vicenda di appalti truccati, frode in pubbliche forniture e incarichi elargiti a persone gradite.

    Dalle indagini della Dda, dunque, è emersa “la sua preponderante presenza – scrive il gip Battaglia che ne ha disposto gli arresti domiciliari – nella totalità dei processi decisionali degli enti pubblici del comprensorio crotonese, quale maggiore esponente di un comitato di affari in grado di mettere a punto strategie preordinate ad un unico fine, ovvero quello di garantire che posti decisivi venissero occupati da soggetti graditi, nonchè di individuare le ditte amiche verso cui dirigere i favori. Accanto allo Sculco – aggiunge il gip – si pone la persona di Devona Giancarlo, che viene individuato quale soggetto di collegamento tra l‘imprenditoria crotonese e gli organismi regionali, grazie al ruolo assunto in qualità di segretario particolare de! presidente della regione. Devona, infatti, dopo avere assunto varie cariche all’interno del comune di Crotone in quota Pd, riusciva ad assumere un ruolo di maggiore rilievo con la legislatura Oliverio del quale, in data 28.9.2017, diventava segretario particolare, preoccupandosi di curare i contatti con i sindaci del territorio calabrese, interessati alla fruizione di finanziamenti pubblici, ed accompagnando lo stesso presidente in occasione di incontri e manifestazioni istituzionali.

    In tale contesto, è emerso ii suo ruolo attivo quale mediatore degli interessi degli imprenditori gravitanti nel territorio crotonese, ma anche i legami con ambienti della criminalità organizzata, dovuti agli stretti rapporti di parentela con soggetti indicati quali affiliati alla cosca Papaniciara dei Megna”. In proposito vengono segnalati “colloqui e contatti con tali soggetti ed anche espliciti riferimenti alla sua estrazione ed allusioni all’importanza di tali legami che gli consentivano un’adeguata protezione sul territorio”. Le indagini, quindi, si sono concentrate su un particolare gruppo di persone che, nei rispettivi ruoli politici, istituzionali ed imprenditoriali, “apparivano interessati a tutte le attività connesse alla realizzazione di opere pubbliche e conferimenti di incarichi in ambito regionale e nel comprensorio crotonese”, per cui “l’ufficio di procura ha ricostruito diverse vicende indicative di come l’agire dei politici e funzionari interessati, fosse preordinato al perseguimento di biechi interessi personali, piuttosto che a quello di assicurare ii buon funzionamento degli uffici con criteri di trasparenza e meritocrazia”.