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	<title>Cronaca - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 10 Sep 2026 16:50:57 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Denise Cosco, la figlia di Lea Garofalo, si è tolta la vita a 35 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 16:50:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È morta suicida Denise, figlia di Lea Garofalo, la donna calabrese simbolo della scelta di libertà contro la ‘ndrangheta, testimone di giustizia, uccisa nel 2009 dall’ex compagno Carlo Cosco e il suo corpo bruciato e fatto a pezzi. Una scelta di libertà, una scelta di mamma. «Parlo per amore di mia figlia», spiegò Lea. E [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="paragraph blockContainer" data-role="paragraph">È morta suicida Denise, figlia di Lea Garofalo, la donna calabrese simbolo della scelta di libertà contro la ‘ndrangheta, testimone di giustizia, uccisa nel 2009 dall’ex compagno Carlo Cosco e il suo corpo bruciato e fatto a pezzi. Una scelta di libertà, una scelta di mamma. «Parlo per amore di mia figlia», spiegò Lea. E con sua figlia finì sotto protezione. Ad aiutarla don Luigi Ciotti e tanti volontari di Libera, in particolare l’avvocato Enza Rando. Fu lei ad aprire il percorso del progetto “Liberi di scegliere”, da poco diventato finalmente legge. Ma Cosco la cercava per ucciderla. La convinse ad abbandonare la tutela e a raggiungerlo a Milano, dove assieme ad alcuni complici la uccise il 24 novembre 2009 e la fece fare a pezzi.</div>
<div class="paragraph blockContainer" data-role="paragraph">Solo alcuni anni più tardi vengono ritrovati alcuni resti, grazie alla collaborazione di uno dei responsabili, Carmine Venturino, fidanzato di Denise. Il 13 ottobre 2013 in piazza Beccaria a Milano i funerali con migliaia di persone, celebrati da don Luigi Ciotti. Denise segue la celebrazione nascosta, dietro a una finestra. Ma l’altoparlante porta la sua voce. «Lea, la mia cara mamma, ha avuto il coraggio di ribellarsi alla cultura della mafia, la forza di non piegarsi alla rassegnazione e all’indifferenza. Ma la vostra presenza è un segno di vicinanza non solo a lei, ma a tutte le donne e gli uomini che hanno rischiato e continuano a rischiare. Per me è un giorno molto difficile, ma la forza me l’hai data tu, se è successo tutto questo è stato solo per il mio bene, e non smetterò mai di ringraziarti».</div>
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<div class="paragraph blockContainer" data-role="paragraph">Denise è rimasta sotto protezione fino al 2018, ha cambiato nome, ha ottenuto un lavoro, vivendo in una località segreta, sempre seguita dal Servizio Centrale di Protezione della Polizia Criminale che non l’ha mai abbandonata e sempre aiutata e sostenuta da don Luigi e da Libera, anche nei momenti difficili di una vita spezzata, dove compare anche la droga e ricoveri, ma segnata anche da un figlio che ora ha quasi quattro anni. Nessuno conosce il suo viso, nessun evento pubblico. Solo poche interviste. Dalla sua bocca non escono parole di odio. «Mio padre uccise mia madre ma per lui provo solo pena, perché non ha capito cosa ha perso: una famiglia, una figlia, l’amore». Lei l’amore l’aveva trovato ma anche il compagno aveva gli stessi suoi problemi, e non le era di grande aiuto.</div>
<div data-role="paragraph"></div>
<div class="paragraph blockContainer" data-role="paragraph">Domenica il gesto estremo, quel volo da una finestra che ricorda quello di un’altra testimone di giustizia, Rita Atria, “la picciridda” come la chiamava Paolo Borsellino, suicida il 26 luglio 1992 ad appena 18 anni. Denise ne aveva 35, la stessa età della mamma Lea quando venne uccisa. Forse non solo una coincidenza. Denise non muore subito, ma dopo quattro giorni di agonia, questa mattina. In molti le sono stati vicini, pur non potendo essere accanto per motivi di riservatezza come la presidente della Commissione parlamentare antimafia, Chiara Colosimo, e l’amico don Luigi che con la preghiera l’ha accompagnata a rincontrare la mamma.</div>
<div data-role="paragraph"></div>
<div data-role="paragraph"><em>(avvenire.it)</em></div>
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		<title>Impatto mortale auto-tir sulla Jonio-Tirreno: perdono la vita un padre e le due figlie di 8 e 14 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 09:37:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Drammatio incidente della strada questa mattina, intorno alle 6:00, lungo la strada statale 682 Strada Grande Comunicazione “Jonio-Tirreno”, all&#8217;altezza del km 3,200 in direzione Rosarno, nel Reggino. A causa di un violento impatto di una vettura contro un mezzo pesante, tre persone hanno perso la vita e una quarta è rimasta gravemente ferita. Si tratta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Drammatio incidente della strada questa mattina, intorno alle 6:00, lungo la strada statale 682 Strada Grande Comunicazione “Jonio-Tirreno”, all&#8217;altezza del km 3,200 in direzione Rosarno, nel Reggino. A causa di un violento impatto di una vettura contro un mezzo pesante, tre persone hanno perso la vita e una quarta è rimasta gravemente ferita.</p>
<p>Si tratta di tutti gli occuopanti dell&#8217;automobile: un&#8217;intera famiglia originaria di Prisdarello, frazione di Gioiosa Ionica. Le vittime sono un uomo di 53 anni, <strong>Vincenzo Loccisano, </strong>autotrasportatore e le sue due figlie <strong>Maria Sophie</strong> di 14 anni e <strong>Grace Fatima</strong>, appena di 8. La madre delle piccole <strong>Morena Femia</strong> è in gravi condizioni. Estratta viva dalle lamiere dai soccorritori e stata rasferita d’urgenza in codice rosso all’ospedale di Polistena. Il conducente del mezzo pesante coinvolto nell&#8217;incidente, che lavora per un&#8217;azienda di Taurianova, è in stato di choc ed è stato accompagnato in ospedale ma è rimasto illeso</p>
<p>Scattato l&#8217;allarme sul luogo dell&#8217;incidente sono intervenuti i sanitari del 118, i Vigili del Fuoco, i Carabinieri e il personale Anas. L&#8217;arteria statale è stata temporaneamente chiusa al transito in entrambe le direzioni, garantendo l’accesso ai soccorritori e la successiva messa in sicurezza dell’area. Il traffico veicolare è stato provvisoriamente deviato sulla viabilità locale secondaria, con inevitabili rallentamenti per la circolazione della zona.</p>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-398096" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/incidente-Jonio-Tirreno2.jpg" alt="" width="700" height="350" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/incidente-Jonio-Tirreno2.jpg 1200w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/incidente-Jonio-Tirreno2-300x150.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/incidente-Jonio-Tirreno2-1024x512.jpg 1024w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/incidente-Jonio-Tirreno2-768x384.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/incidente-Jonio-Tirreno2-840x420.jpg 840w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/incidente-Jonio-Tirreno2-696x348.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/incidente-Jonio-Tirreno2-1068x534.jpg 1068w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-398098" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/Famiglia-Roccisano.jpg" alt="" width="701" height="429" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/Famiglia-Roccisano.jpg 1280w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/Famiglia-Roccisano-300x184.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/Famiglia-Roccisano-1024x627.jpg 1024w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/Famiglia-Roccisano-768x470.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/Famiglia-Roccisano-686x420.jpg 686w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/Famiglia-Roccisano-696x426.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/Famiglia-Roccisano-1068x654.jpg 1068w" sizes="(max-width: 701px) 100vw, 701px" /></p>
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			</item>
		<item>
		<title>NOMI-Prosegue l&#8217;inchiesta sull&#8217;omicidio di Maria Chindamo: DDA Catanzaro indaga altre 8 persone</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/nomi-prosegue-linchiesta-sullomicidio-maria-chindamo-dda-catanzaro-indaga-altre-8-persone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 09:00:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In relazione all&#8217;inchiesta per l&#8217;omicidio di Maria Chindamo, la pm della Dda di Catanzaro Annamaria Frustaci ha inviato un’informazione di garanzia a 8 persone e disposto nuove analisi biologiche e dattiloscopiche su reperti sequestrati nel corso delle indagini. Le operazioni partiranno il 14 e il 21 settembre nei laboratori del Ris di Messina. Gli indagati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="formatted-text has-first-letter">
<p>In relazione all&#8217;inchiesta per l&#8217;omicidio di <strong>Maria Chindamo</strong>, la pm della Dda di Catanzaro<strong> Annamaria Frustaci</strong> ha inviato un’informazione di garanzia a 8 persone e disposto nuove analisi biologiche e dattiloscopiche su reperti sequestrati nel corso delle indagini. Le operazioni partiranno il 14 e il 21 settembre nei laboratori del Ris di Messina. Gli indagati &#8211; tra i quali figurano anche alcuni parenti del marito, suicidatosi nel 2015, della vittima &#8211; sono <strong>Giovanni Capone, Vincenzo e Francesco Arceri, Tommaso e Antonino Biondo, il bulgaro Sasho Emilov Dimitrov, Davide Errigo e il rumeno Laurenthiu Georghe Nicolae</strong>.</p>
</div>
<div class="formatted-text has-first-letter">
<p>Sono indagati, a vario titolo, per omicidio aggravato dalla premeditazione e dal metodo mafioso e distruzione e occultamento di cadavere. Attualmente è in corso, a Catanzaro, il processo a carico di <strong>Salvatore Ascone</strong>, di 60 anni, accusato di avere collaborato alla pianificazione, organizzazione ed esecuzione dell’omicidio in concorso con l’ex suocero di Maria Chindamo, <strong>Vincenzo Punturiero</strong>, che è deceduto, il quale avrebbe commissionato il delitto perché imputava il suicidio del figlio alla separazione che questi aveva avuto dalla donna. Ascone avrebbe partecipato, secondo l’accusa, avendo interesse, in proprio e in qualità di referente della cosca Mancuso, ad acquisire un terreno dell’imprenditrice.</p>
</div>
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<div data-type="_mgwidget" data-widget-id="2045767">Tra i reperti al centro dei nuovi esami una fresa agricola con tracce ematiche sulla lama, un Mitsubishi Pajero con macchie di sangue sui sedili, un paio di scarpe sportive rinvenute nell’abitazione rurale della vittima, due mozziconi di sigaretta già attribuiti al dna di Dimitrov. Sotto sequestro anche la Dacia Duster della donna, una cintura in cuoio spezzata trovata durante gli scavi del 2016 e una Fiat Cinquecento sequestrata lo scorso dicembre.</div>
<div data-type="_mgwidget" data-widget-id="2045767">Come si ricorderà <strong>Maria Chindamo</strong>, 44enne imprenditrice di Laureana di Borrello (Reggio Calabria), scomparve il 6 maggio 2016 davanti alla sua azienda agricola di Limbadi (Vibo Valentia). Il suo corpo sarebbe stato poi dato in pasto ai maiali e i resti distrutti con la fresa di un trattore.</div>
</div>
<div class="formatted-text has-first-letter">
<p>&nbsp;</p>
</div>
<div class="formatted-text">
<p>&nbsp;</p>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Neonata rapita a Cosenza, parla Rosa Vespa: &#8216;ora ho consapevolezza di quello che è successo&#8217;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/neonata-rapita-a-cosenza-parla-rosa-vespa-ora-ho-consapevolezza-di-quello-che-e-successo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 08:53:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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		<category><![CDATA[Rosa Vespa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Adesso ho preso consapevolezza di quello che è successo. Diciamo che ci sono ancora molte ferite aperte, però grazie al percorso terapeutico che sto seguendo presso il Csm di Cosenza sto cercando di superare queste dinamiche del passato&#8221;. Lo ha detto Rosa Vespa, la donna che nel gennaio 2025 rapì una neonata da una clinica [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Adesso ho preso consapevolezza di quello che è successo. Diciamo che ci sono ancora molte ferite aperte, però grazie al percorso terapeutico che sto seguendo presso il Csm di Cosenza sto cercando di superare queste dinamiche del passato&#8221;. Lo ha detto Rosa Vespa, la donna che nel gennaio 2025 rapì una neonata da una clinica privata di Cosenza, dopo aver finto la gravidanza, intervistata da Gianluigi Nuzzi nella puntata di oggi di &#8220;Dentro la notizia&#8221; su Canale 5.</p>
<p>&#8220;Mio marito &#8211; ha detto la donna &#8211; ha capito che purtroppo io non stavo bene. Lo ringrazio e lo ammiro perché è una persona speciale, perché ha capito quello che è stato il mio dramma, mi è stato accanto. Non ho architettato e non ho pianificato.<br />
Ricordo che vagavo nella clinica, nessuno mi ha mai fermato&#8221;.</p>
<p>Alla proposta di un eventuale incontro con la madre della bambina rapita ha risposto: &#8220;Sì, ho cercato di contattarla. Capisco che dall&#8217;altre parte abbia subito, purtroppo, anche lei un grande dolore. Per il momento non c&#8217;è stato un avvicinamento, però io ho provato&#8221;. Infine, alla domanda su un eventuale desiderio di maternità, Rosa Vespa ha detto di avere &#8220;solo voglia di riprendere in mano la mia vita piano piano e riparare il danno fatto&#8221;.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Morti sul lavoro nei primi sette mesi 2026: la Calabria è in zona rossa, 17 le vittime</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/morti-sul-lavoro-nei-primi-sette-mesi-2026-la-calabria-e-in-zona-rossa-17-le-vittime/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 16:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.calabrianews.it/?p=397926</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nei primi sette mesi del 2026, sono 430 i decessi in occasione di lavoro e 165 quelli in itinere. Cinque le regioni in zona rossa: Calabria, Sicilia, Campania, Liguria e Puglia. A finire in zona rossa a luglio 2026, con un&#8217;incidenza superiore a +25% rispetto alla media nazionale (Im=Indice incidenza medio, pari a 17,8 morti sul lavoro ogni milione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/morti-sul-lavoro-nei-primi-sette-mesi-2026-la-calabria-e-in-zona-rossa-17-le-vittime/">Morti sul lavoro nei primi sette mesi 2026: la Calabria è in zona rossa, 17 le vittime</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei primi sette mesi del 2026, sono 430 i decessi in occasione di lavoro e 165 quelli in itinere. Cinque le regioni in zona rossa: <strong>Calabria,</strong> Sicilia, Campania, Liguria e Puglia. <strong>A finire in zona rossa </strong>a luglio 2026, con un&#8217;incidenza superiore a <strong>+25%</strong> rispetto alla media nazionale (<strong>Im=Indice incidenza medio, pari a 17,8 </strong>morti sul lavoro ogni milione di lavoratori) sono: <strong>Calabria, Sicilia, Campania, Liguria e Puglia<em>.</em></strong> In<strong> zona arancione</strong>:<strong> Trentino-Alto Adige, Veneto, Molise e Toscana. </strong>In<strong> zona gialla: Piemonte, Marche, Emilia-Romagna, Umbria, Sardegna, Basilicata, Lombardia e Abruzzo</strong>.<strong> </strong>In<strong> zona bianca</strong>:<strong> Lazio, Friuli-Venezia Giulia e Valle d&#8217;Aosta.</strong></p>
<p dir="auto"><strong>MORTI E INFORTUNI IN ITALIA NEI PRIMI SETTE MESI DEL 2026- </strong><strong>A luglio 2026 sono 595 le vittime sul lavoro in Italia, </strong>delle quali<strong> 430 in occasione di lavoro</strong> (7 in meno rispetto a luglio 2025) e <strong>165 in itinere</strong> (5 in meno rispetto allo scorso anno). La<strong> maglia nera </strong>per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro<strong> </strong>va ancora alla <strong>Lombardia</strong> <strong>(66).</strong>  Seguono: <strong>Veneto (44), Campania (41), Sicilia (35), Emilia-Romagna (34), Piemonte (32), Toscana e Lazio (31), Puglia (29), Calabria (17), Liguria (15), Trentino-Alto Adige e Marche (11), Sardegna (9), Abruzzo (7), Umbria e Friuli-Venezia Giulia (6), Basilicata (3) e Molise (2). La Valle d&#8217;Aosta non registra vittime sul lavoro.</strong></p>
<p dir="auto"><strong>IL FENOMENO INFORTUNISTICO PER ETÀ: GLI OVER 65 SONO I PIÙ COLPITI- </strong>L&#8217;<a href="https://app3.salesmanago.pl/smrd.htm?url=https%3A%2F%2Fwww.vegaengineering.com%2Fosservatorio%2F%3Futm_source%3Dsalesmanago%26utm_medium%3Demail%26utm_campaign%3DCS_nazionale_09-09-26&amp;track=MjpQQC03JUktNyVVLTdQZCVEJUUlbFBkJTRQKlA0LUwlZCV7JSoley1MJUklSVBFUDQtTCVEJTRQNCVELUwlSSVEUDRQKiVkJU5QNFBFJTQlRCVsUCotNy1bLTclZC03JVUtN1AqJXtQNCUqJWwle1BJJUktTCVOJXBQTiVOLUwlTiV7JU4lRC1MJWwlTlA0JU4tTCU0UDRQNCVEJXAlSVBJJXBQSSVkJUUlbC03LVstNyU0LTclVSVOUCs" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><u>Osservatorio</u></a> mestrino elabora anche l&#8217;identikit dei lavoratori più a rischio per fascia d&#8217;età e lo fa sempre attraverso le incidenze di mortalità (numero di decessi per milione di occupati). Nei primi sette mesi del 2026, considerando le vittime in occasione di lavoro, l&#8217;<strong>incidenza più elevata </strong>si registra ancora nella fascia d&#8217;età degli<strong> ultrasessantacinquenni (55,4). </strong>Seguono<strong> </strong>i lavoratori <strong>tra i 55 e i 64 anni (27,3) </strong>e quelli <strong>tra i 15 e i 24 anni (21,9). </strong>In termini assoluti, invece,<strong> la fascia più colpita dagli infortuni mortali in occasione di lavoro è quella tra i 55 e i 64 anni </strong>(153 vittime su un totale di 430)<strong>.</strong></p>
<p dir="auto"><strong>DONNE E INFORTUNI MORTALI- </strong><strong>In totale sono 54 le donne decedute </strong>nei primi sette mesi del<strong> </strong>2026 <strong>(come nel 2025)</strong>.<strong> </strong>Di queste,<strong> 29 </strong>hanno<strong> perso la vita in occasione di lavoro (4 in più del 2025)</strong> e <strong>25 in itinere (4 in meno del 2025)</strong>, cioè nel percorso casa-lavoro<strong>.</strong></p>
<p dir="auto"><strong>LAVORATORI STRANIERI: RISCHIO MORTALE ANCORA PIÙ CHE TRIPLO A FINE LUGLIO 2026- </strong>Sono<strong> 169 </strong>gli<strong> stranieri vittime di infortuni sul lavoro</strong> su un totale di 595, di cui<strong> 121 deceduti in occasione di lavoro e 48 in itinere. </strong>Il <strong>rischio di morte</strong> sul lavoro è <strong>oltre tre volte superiore rispetto a quello per i lavoratori italiani</strong>: <strong>46,8 morti ogni milione di occupati</strong>, contro un indice di 14,4 degli italiani.</p>
<p dir="auto"><strong>I SETTORI PIÙ COLPITI A FINE LUGLIO 2026- </strong>Alla fine di luglio 2026 i settori più colpiti sono<strong> Costruzioni (76 morti in occasione di lavoro)</strong>, seguito da<strong> Trasporto e Magazzinaggio (55) </strong>e <strong>Attività Manifatturiere (50).</strong></p>
<p dir="auto"><strong>I GIORNI PIÙ PERICOLOSI A LUGLIO 2026-</strong>Il <strong>giovedì</strong> risulta essere il giorno più luttuoso della settimana, ovvero quello in cui si sono verificati più infortuni mortali a fine luglio 2026 (<strong>22,6%</strong>). Seguito dal lunedì (20,9%) e dal martedì (16,5%).</p>
<p dir="auto"><strong>DENUNCE DI INFORTUNIO A FINE LUGLIO 2026: +5,3%- </strong>Le denunce di infortunio totali, registrate a fine luglio 2026, <strong>sono 368.085, in aumento del 5,3% rispetto a luglio 2025. </strong>Il <strong>numero più elevato</strong> di<strong> denunce totali </strong>si<strong> </strong>registra nelle<strong> Attività Manifatturiere (41.778)</strong>. Seguono: Costruzioni (22.382), Sanità (22.353), Commercio (19.801) e Trasporto e Magazzinaggio (19.635). A luglio 2026, le <strong>denunce di infortunio presentate dalle lavoratrici </strong>sono <strong>133.290 </strong>(104.479 in occasione di lavoro), mentre quelle degli uomini ammontano a <strong>234.795 </strong>(203.325 in occasione di lavoro). Infine,<strong> le denunce totali dei lavoratori stranieri </strong>sono<strong> 79.633 </strong>su 368.085 (circa 1 su 5), 66.839 in occasione di lavoro su un totale di 307.804<strong> </strong>(ancora circa 1 su 5).</p>
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		<title>Arrestati dalla Polizia i 5 autori di una rapina aggravata ai danni di una gioielleria di Rizziconi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 12:25:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si è conclusa con l’arresto di cinque persone l’attività investigativa condotta dalla Polizia a seguito di una rapina pluriaggravata ai danni di una gioielleria di Rizziconi. Nella mattinata del 27 giugno scorso, a seguito di una segnalazione alla Sala Operativa, gli operatori delle Volanti del Commissariato di P.S. di Gioia Tauro hanno tempestivamente raggiunto l’attività [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è conclusa con l’arresto di cinque persone l’attività investigativa condotta dalla Polizia a seguito di una rapina pluriaggravata ai danni di una gioielleria di Rizziconi. Nella mattinata del 27 giugno scorso, a seguito di una segnalazione alla Sala Operativa, gli operatori delle Volanti del Commissariato di P.S. di Gioia Tauro hanno tempestivamente raggiunto l’attività commerciale, procedendo all’acquisizione degli elementi utili alle indagini e avviando contestualmente una capillare attività di ricerca sul territorio dei responsabili, estesa anche ai Comuni limitrofi.</p>
<p>Sono state così ricostruite le diverse fasi dell’azione criminale accuratamente pianificata: tre soggetti, due dei quali con il volto completamente travisato e armati di pistola, dopo aver fatto irruzione nel locale commerciale, si sono impossessati di un ingente quantitativo di preziosi in oro e argento dal valore di diverse migliaia di euro e, dopo aver sottratto al titolare anche tre armi da fuoco legalmente detenute, complete del relativo munizionamento, si sono dati alla fuga a bordo di un’autovettura risultata rubata, a velocità talmente elevata da provocare anche un incidente stradale. È stata così individuata la posizione dei rapinatori all’interno di un fabbricato situato nel centro abitato di Taurianova, ritenuto un possibile luogo di occultamento della refurtiva.</p>
<p>Considerata la particolare pericolosità della situazione, connessa alla presenza di soggetti armati, è stato predisposto uno specifico dispositivo operativo per cinturare l’immobile e le aree circostanti. Una volta entrati nell’edificio, i soggetti presenti hanno tentato di sottrarsi al controllo dei poliziotti fuggendo in diverse direzioni; tuttavia, uno di loro è stato bloccato e riconosciuto dagli investigatori, essendo l’unico ad aver partecipato all’azione criminale a volto scoperto. Durante la perquisizione dell’immobile, in particolare nel seminterrato, è stata rinvenuta una parte della refurtiva, già suddivisa in buste verosimilmente pronte ad essere ripartite tra i partecipanti alla rapina.</p>
<p>Le successive attività investigative hanno consentito di individuare ed arrestare altri quattro soggetti, ritenuti responsabili a vario titolo del reato di rapina aggravata. Gli arrestati sono stati posti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente e, all’esito dell’udienza di convalida, nei loro confronti è stata applicata la misura cautelare della custodia in carcere. La refurtiva recuperata è stata infine restituita al titolare della gioielleria.</p>
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		<title>Tornati a Cosenza i due gemellini sottoposti a delicato intervento di chirurgia fetale al Policlinico di Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 12:09:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è concluso con il rientro a casa, a Cosenza, il percorso assistenziale dei due gemellini sottoposti a un delicato intervento di chirurgia fetale al Policlinico di Milano. La vicenda ha avuto origine alla 25ª settimana di gestazione, quando un rapido aggravamento delle condizioni dei due feti, a causa della sindrome da trasfusione feto-fetale, ha [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd">Si è concluso con il rientro a casa, a <strong>Cosenza,</strong> il percorso assistenziale dei due gemellini sottoposti a un delicato intervento di chirurgia fetale al Policlinico di Milano. La vicenda ha avuto origine alla 25ª settimana di gestazione, quando un rapido aggravamento delle condizioni dei due feti, a causa della sindrome da trasfusione feto-fetale, ha reso necessario il trasferimento urgente della madre dalla Calabria alla Clinica Mangiagalli del Policlinico di Milano. Grazie alla presa in carico da parte dell&#8217;équipe della Diagnosi Prenatale e Chirurgia Fetale, diretta da Nicola Persico, la gestante è stata sottoposta nella stessa giornata a un intervento di chirurgia in utero con laser, finalizzato a interrompere i vasi placentari responsabili dello squilibrio del flusso sanguigno tra i due gemelli. L&#8217;intervento è stato eseguito con successo e ha consentito di proseguire la gravidanza fino alla 29ª settimana.</p>
<p class="isSelectedEnd">I due gemellini sono nati nel mese di luglio e sono stati successivamente assistiti nella Terapia Intensiva Neonatale dell&#8217;ospedale di Cosenza. Dopo il periodo di degenza, nei giorni scorsi hanno fatto rientro a casa con i genitori, al termine di un percorso che ha visto la collaborazione tra le strutture sanitarie coinvolte e diverse istituzioni. La gravidanza era complicata dalla sindrome da trasfusione feto-fetale, una condizione rara e potenzialmente molto pericolosa che può verificarsi nelle gravidanze gemellari monocoriali biamniotiche, nelle quali i due feti condividono la stessa placenta ma crescono in due sacchi amniotici distinti.</p>
<p dir="ltr">L&#8217;accesso al Pronto soccorso Ostetrico dell&#8217;ospedale Annunziata di Cosenza e i primi accertamenti avevano evidenziato un rapido deterioramento delle condizioni cardiocircolatorie dei due gemelli, mettendone a rischio la sopravvivenza in utero. In queste gravidanze, in circa il 10-15% dei casi, può verificarsi uno squilibrio nel passaggio di sangue tra i due feti attraverso i vasi sanguigni presenti sulla placenta: un gemello, detto &#8216;donatore&#8217;, riceve una quantità insufficiente di sangue, mentre l&#8217;altro, il &#8216;ricevente&#8217;, è sottoposto a un afflusso eccessivo, con conseguenze anche molto gravi.</p>
<p dir="ltr">&#8220;Questa situazione &#8211; ha detto Nicola Persico, direttore della Diagnosi Prenatale e Chirurgia Fetale del Policlinico di Milano e docente dell&#8217;Università degli Studi di Milano &#8211; porta a uno sbilanciamento del flusso sanguigno tra i due gemelli. La sindrome comporta una riduzione della produzione di urina fetale da parte del gemello donatore e quindi una diminuzione del liquido amniotico. Nelle fasi più avanzate, le complicanze coinvolgono l&#8217;apparato cardiovascolare e, se non opportunamente trattata, la sindrome può portare alla morte in utero di entrambi i gemelli o, in caso di sopravvivenza di uno dei due, al rischio di danni cerebrali&#8221;.</p>
<p dir="ltr">Il dipartimento Area Materno Infantile, guidato da Ernesto Leva, della Clinica Mangiagalli del Policlinico di Milano, rappresenta un riferimento nazionale per il monitoraggio e il trattamento di questa patologia, con oltre 400 gestanti seguite. La sindrome da trasfusione feto-fetale viene generalmente individuata tra la 16esima e la 26esima settimana di gravidanza. La velocità e l&#8217;aggressività con cui può evolvere rendono fondamentale una diagnosi tempestiva e, nei casi più gravi, un intervento specialistico immediato. Valutata insieme al direttore della Diagnosi Prenatale e Chirurgia Fetale del Policlinico di Milano l&#8217;estrema urgenza del caso, i professionisti della Ginecologia e Ostetricia dell&#8217;ospedale dell&#8217;Annunziata di Cosenza hanno organizzato in poche ore il trasferimento della paziente a Milano, grazie a un volo messo a disposizione dall&#8217;Aeronautica Militare, in sinergia con la Prefettura di Cosenza. Arrivata al Policlinico di Milano, la mamma dei gemellini è stata sottoposta nella stessa giornata all&#8217;intervento chirurgico. L&#8217;équipe multidisciplinare della Diagnosi Prenatale e Chirurgia Fetale ha eseguito una chirurgia in utero con laser, con l&#8217;obiettivo di separare i vasi sanguigni responsabili della trasfusione feto-fetale e ripristinare un corretto equilibrio del flusso sanguigno tra i due gemelli.</p>
<p dir="ltr">L&#8217;intervento è perfettamente riuscito. La signora è stata quindi ricoverata per diversi giorni nella Clinica Mangiagalli, accompagnata dal marito, per consentire il monitoraggio e la stabilizzazione delle condizioni dei due bambini. Da qualche giorno i gemelli hanno fatto rientro a casa. Considerata la particolare evoluzione di queste gravidanze, caratterizzate frequentemente da un parto pretermine, è stato successivamente pianificato il rientro della famiglia a Cosenza. Anche in questa fase è stata fondamentale una rete di solidarietà: grazie all&#8217;attivismo dei sacerdoti del Policlinico di Milano è stato possibile garantire alla famiglia un rientro sicuro e sereno, in una situazione in cui i voli disponibili erano difficili da reperire e le alternative avrebbero comportato maggiori difficoltà e rischi per la madre. I due gemellini sono nati nel mese di luglio, alla 29ª settimana di gestazione, e sono stati successivamente assistiti nella Terapia Intensiva Neonatale dell&#8217;ospedale cosentino.</p>
<p dir="ltr">&#8220;Questa storia &#8211; ha sottolineato l&#8217;assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso &#8211; dimostra ancora una volta il valore straordinario della sanità lombarda e delle sue eccellenze. Di fronte a un&#8217;emergenza complessa e delicatissima, una paziente è stata trasferita dalla Calabria a Milano e ha trovato al Policlinico un&#8217;équipe altamente specializzata, capace di intervenire immediatamente con una procedura di chirurgia fetale estremamente avanzata. È questo il significato più concreto di una sanità che mette competenze, tecnologia e professionalità al servizio della vita. Il caso della mamma dei gemellini dimostra inoltre quanto sia importante la collaborazione tra strutture sanitarie e istituzioni, anche quando è necessario superare tanti chilometri in poche ore. Ringrazio i professionisti del Policlinico di Milano, quelli dell&#8217;Ospedale di Cosenza, l&#8217;Aeronautica Militare e la Prefettura, insieme a tutti coloro che hanno contribuito al trasferimento e al rientro della famiglia. La nascita dei due gemellini alla 29ª settimana è il risultato di una straordinaria catena di competenze e solidarietà. A questi due piccoli e ai loro genitori va il nostro augurio più grande&#8221;.</p>
<p dir="ltr">&#8220;Grazie all&#8217;expertise che rende il Policlinico di Milano un centro all&#8217;avanguardia nel trattamento di diverse patologie attraverso la diagnosi prenatale e la chirurgia fetale &#8211; ha concluso il direttore generale del Policlinico di Milano, Matteo Stocco &#8211; è possibile creare sinergie e rafforzare collaborazioni tra professionisti che superano le distanze, per un&#8217;assistenza e un&#8217;idea di cura volte a individuare sempre, di fronte a qualsiasi situazione, la risposta terapeutica più adeguata per la salute del paziente e, in questo caso specifico, di un&#8217;intera famiglia&#8221;.</p>
<p dir="ltr"><em>(LNotizie)</em></p>
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		<title>Indagine &#8220;Eureka&#8221;: Sequestro beni per 150mila euro a presunto narcotrafficante legato a cosche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 11:03:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri della Compagnia di Bianco hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo di beni, finalizzato alla confisca, emesso dal Tribunale di Reggio Calabria – Sezione Misure di Prevenzione, nei confronti del patrimonio riconducibile a un soggetto originario di San Luca, attualmente detenuto in carcere e ritenuto dagli inquirenti figura di rilievo nell’ambito della criminalità organizzata locale e internazionale. Il provvedimento si inserisce nel più ampio contesto dell’indagine denominata “Eureka”, che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 300;">I Carabinieri della Compagnia di Bianco hanno dato esecuzione a un decreto di <strong style="font-weight: 500;">sequestro preventivo</strong> di <strong style="font-weight: 500;">beni,</strong> finalizzato alla <strong style="font-weight: 500;">confisca,</strong> emesso dal Tribunale di Reggio Calabria – Sezione Misure di Prevenzione, nei confronti del patrimonio riconducibile a un <strong style="font-weight: 500;">soggetto</strong> <strong>originario d</strong>i <strong style="font-weight: 500;">San Luca</strong>, attualmente <strong style="font-weight: 500;">detenuto</strong> <strong>in</strong> <strong style="font-weight: 500;">carcere</strong> e ritenuto dagli inquirenti figura di rilievo nell’ambito della criminalità organizzata locale e internazionale. Il provvedimento si inserisce nel più ampio contesto dell’indagine denominata<strong style="font-weight: 500;"> “Eureka</strong>”, che ha portato alla luce un’articolata organizzazione transnazionale dedita al narcotraffico internazionale. Secondo le risultanze investigative, il destinatario della misura avrebbe ricoperto un ruolo apicale all’interno del sodalizio, attivo nell’importazione di ingenti quantitativi di cocaina dai principali Paesi produttori del Sud America e nel successivo smistamento della droga verso diversi Paesi europei, con ilporto di Gioia Tauro quale principale snodo logistico.</p>
<p style="font-weight: 300;">A seguito dell’attività investigativa, i Carabinieri di Bianco hanno svolto approfonditi accertamenti di natura economico-patrimoniale, finalizzati a ricostruire la consistenza e la provenienza delle disponibilità finanziarie riconducibili al nucleo familiare dell’interessato. Gli accertamenti avrebbero evidenziato una significativa sproporzione tra il patrimonio individuato e i redditi formalmente dichiarati al fisco, facendo emergere, secondo l’ipotesi accusatoriaposta alla base del provvedimento, elementi ritenuti indicativi del reimpiego di capitali di provenienza illecita.</p>
<p style="font-weight: 300;">Nel corso dell’operazione sono stati sottoposti a sequestro diversi beni, per un valore complessivo stimato in circa 150 mila euro. In particolare, i militari dell’Armahanno apposto i sigilli a un appartamento, un’autovettura, una quota societaria di una gelateria ritenuta riconducibile al medesimo soggetto attraverso intestazioni a terzi, due conti correnti e otto buoni fruttiferi postali.</p>
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		<title>Incidente stradale a Guardia Piemontese: morto 54enne di Cetraro dopo 7 giorni di ricovero in ospedale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 15:01:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Cipolla]]></category>
		<category><![CDATA[Guardia Piemontese]]></category>
		<category><![CDATA[incidente]]></category>
		<category><![CDATA[morto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non ce l&#8217;ha fatta il 54enne Francesco Cipolla, originario di Cetraro e coinvolto una settimana fa in un incidente stradale verificatosi a Guardia Piemontese, sul Tirreno Cosentino. Ricoverato in gravi condizioni dallo scorso primo settembre è spirato all&#8217;ospedale dell’Annunziata di Cosenza. Restano ancora preoccupanti le condizioni della moglie che, al momento dell&#8217;impatto, viaggiava insieme a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non ce l&#8217;ha fatta il 54enne Francesco Cipolla, originario di Cetraro e coinvolto una settimana fa in un incidente stradale verificatosi a Guardia Piemontese, sul Tirreno Cosentino. Ricoverato in gravi condizioni dallo scorso primo settembre è spirato all&#8217;ospedale dell’Annunziata di Cosenza. Restano ancora preoccupanti le condizioni della moglie che, al momento dell&#8217;impatto, viaggiava insieme a lui.</p>
<p>L&#8217;incidente con lo scontro frontale tra due autovetture si era verificato sulla statale delle Terme dove si sono scontrate due autovetture. Per consentire il trasferimento urgente dell’uomo al nosocomio bruzio era stato richiesto l’intervento dell’eliambulanza, che è atterrata nello stadio comunale” Zicarelli” di Fuscaldo.</p>
<p>Ancora non sono state rese note le cause e l’esatta dinamica dell’incidente. Le due vetture si erano scontrate frontalmente, ma saranno gli accertamenti a chiarire la sequenza degli eventi e le cause che hanno portato all’impatto.</p>
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		<title>Nel Cosentino la terra torna a tremare: nuova scossa nel pomeriggio con epicentro ad Aprigliano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 15:42:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Aprigliano]]></category>
		<category><![CDATA[Epicentro]]></category>
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		<category><![CDATA[Terremoto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una nuova scossa di terremoto è stata avvertita, nel pomeriggio, in provincia di Cosenza. Dopo quella che nella serata di venerdì scorso, con magnitudo 3.7, era stata localizzata a Castiglione Cosentino, alle 15:47 di oggi, la sala sismica di Roma dell’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV), ha registrato una scossa di magnitudo 2.9  a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una nuova scossa di terremoto è stata avvertita, nel pomeriggio, in provincia di Cosenza. Dopo quella che nella serata di venerdì scorso, con magnitudo 3.7, era stata localizzata a <strong>Castiglione Cosentino</strong>, alle <strong>15:47</strong> di oggi, la sala sismica di Roma dell’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV), ha registrato una scossa di <strong>magnitudo 2.9  </strong>a 7 chilometri ad est del comune di<strong> Aprigliano, </strong> nella fascia presilana cosentina<strong>. </strong></p>
<p>Secondo quanto reso noto dall&#8217;INGV la scossa di terremoto è avvenuta ad una profondità<strong> di soli 16 KM</strong> ed è stat<strong>a avvertita dalla popolazione</strong> soprattutto nei centri limitrofi all’epicentro: da Aprigliano a Pietrafitta, da Casali del Manco a Spezzano Piccolo, da Cellara e Casole Bruzio.</p>
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