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	<title>Attualità in Calabria - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sun, 27 Sep 2026 14:45:12 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Aumenti luce, gas e altri combustibili: In Calabria 81 milioni di extracosti per piccole imprese e 41 per famiglie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Sep 2026 14:17:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Calabria le micro e piccole imprese hanno sostenuto 81 milioni di euro di extracosti per l&#8217;elettricità rispetto alla media europea. Le famiglie, intanto, hanno affrontato un aumento stimato di 41 milioni di euro nella spesa per luce, gas e altri combustibili domestici nell&#8217;arco di sei mesi. Sono i due dati regionali che emergono dalle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">In Calabria le micro e piccole imprese hanno sostenuto <strong>81 milioni di euro di extracosti per l&#8217;elettricità rispetto alla media europea</strong>. Le famiglie, intanto, hanno affrontato un <strong>aumento stimato di 41 milioni di euro nella spesa per luce, gas e altri combustibili domestici</strong> nell&#8217;arco di sei mesi. Sono i due dati regionali che emergono dalle analisi dell&#8217;Ufficio studi di Confartigianato e che, letti insieme, mostrano quanto il costo dell&#8217;energia incida sia su chi produce sia su chi deve far quadrare i conti di casa. Le cifre descrivono <strong>fenomeni e periodi diversi</strong>: gli 81 milioni misurano, per il 2025, il maggiore costo dell&#8217;elettricità pagato dalle micro e piccole imprese calabresi rispetto ai prezzi medi dell&#8217;Unione europea; i 41 milioni stimano invece l&#8217;aggravio per le famiglie legato ai rincari registrati tra febbraio e agosto 2026. Non costituiscono dunque un&#8217;unica voce di spesa, ma indicano due pressioni che si scaricano sul tessuto economico e sociale della regione.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nel dettaglio provinciale dell&#8217;extracosto elettrico delle imprese, <strong>Cosenza registra 29 milioni di euro</strong>, <strong>Reggio Calabria 22 milioni</strong>, <strong>Catanzaro 15 milioni</strong>, mentre <strong>Crotone e Vibo Valentia si attestano entrambe a 7 milioni</strong>. Si tratta del divario stimato rispetto a quanto le stesse attività avrebbero pagato ai prezzi medi europei: un costo che pesa sui bilanci delle aziende e sulle risorse disponibili per acquistare attrezzature, innovare e programmare nuovi investimenti. Il problema riguarda l&#8217;intero Paese. Secondo Confartigianato, le micro e piccole imprese italiane pagano l&#8217;elettricità <strong>3,7 miliardi di euro in più</strong> rispetto alla media UE. Il prezzo rilevato per questa fascia di aziende è di <strong>25,99 centesimi al kilowattora</strong>, contro i <strong>22,04 centesimi</strong> della media europea: una differenza del <strong>17,9%</strong>. A incidere è anche il prelievo fiscale e parafiscale in bolletta, superiore del <strong>47,4%</strong> alla media UE. Per le imprese con consumi inferiori a 20 MWh, il divario di questa componente sale al <strong>75,5%</strong>. Sul fronte delle famiglie calabresi, l&#8217;analisi quantifica in <strong>41 milioni di euro</strong> la maggiore spesa per elettricità, gas e altri combustibili domestici. Nello stesso periodo, i prezzi di queste voci sono cresciuti in Calabria dell&#8217;<strong>8,8%</strong>. Il dato regionale si inserisce in un aumento stimato in <strong>1,78 miliardi di euro</strong> per le famiglie italiane, a fronte di una crescita media dei prezzi energetici dell&#8217;<strong>11,4%</strong>. Per i territori calabresi in cui sono disponibili i dati provinciali sui prezzi al consumo, l&#8217;aggravio stimato per le famiglie è di <strong>14 milioni di euro a Cosenza</strong>, <strong>12 milioni a Reggio Calabria</strong> e <strong>8 milioni a Catanzaro</strong>. Le rispettive variazioni dei prezzi dell&#8217;energia sono del <strong>7,8%</strong>, <strong>9,4%</strong> e <strong>9,7%</strong>. La tabella provinciale utilizzata per questa stima riguarda 78 territori italiani e <strong>non riporta un dato distinto per Crotone e Vibo Valentia</strong>: l&#8217;assenza dalla tabella non significa che le famiglie di quelle province non abbiano subito rincari.</p>
<p style="font-weight: 400;">«Questi numeri ci dicono che l&#8217;energia è diventata una questione centrale per la tenuta economica della Calabria – dichiara il presidente regionale di <strong>Confartigianato Calabria, Salvatore Ascioti</strong> –. Per una piccola impresa, una bolletta più alta significa meno risorse da destinare ai macchinari, all&#8217;innovazione e al lavoro. Per una famiglia significa dover sottrarre denaro ad altre necessità. Quando queste due difficoltà si sommano nella vita quotidiana dei territori, ne risentono anche i consumi e le prospettive delle attività locali». «Chiediamo interventi che riducano il divario con gli altri Paesi europei e riequilibrino il peso di imposte e oneri sulle bollette delle piccole imprese – prosegue Ascioti –. Occorre dare alle aziende condizioni più eque per competere e alle famiglie maggiore certezza sui costi. In Calabria, dove tante attività hanno dimensioni ridotte, il prezzo dell&#8217;energia non può continuare a limitare la capacità di investire e crescere».</p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<title>Crisi climatica, Legambiente Calabria: &#8220;L&#8217;unica strada percorribile è puntare sulle energie rinnovabili&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Sep 2026 13:20:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo decenni di sottovalutazione e persino negazione, il territorio calabrese si trova già in piena crisi climatica. La Calabria, per la sua posizione geografica, rientra nel novero delle regioni che stanno risentendo maggiormente degli effetti dell&#8217;emergenza climatica. I dati, evidenziati dall&#8217;Osservatorio Città Clima di Legambiente, sono inequivocabili: 134 eventi meteo estremi che hanno causato danni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo decenni di sottovalutazione e persino negazione, il territorio calabrese si trova già in piena crisi climatica. La Calabria, per la sua posizione geografica, rientra nel novero delle regioni che stanno risentendo maggiormente degli effetti dell&#8217;emergenza climatica. I dati, evidenziati dall&#8217;Osservatorio Città Clima di Legambiente, sono inequivocabili: 134 eventi meteo estremi che hanno causato danni dal 2010 al 2026, 116 dal 2015 al 2026 e 19 solo dall&#8217;inizio del 2026, con un&#8217;accelerazione in termini di frequenza e intensità che dovrebbe preoccuparci molto. Il clima che cambia, in Calabria, comporta da un lato periodi prolungati di siccità, con conseguente crisi idrica e dramma degli incendi, dall&#8217;altro tempeste e gravi alluvioni con enormi ricadute. Il caldo eccessivo ha effetti nefasti sull&#8217;ambiente, sull&#8217;agricoltura, sui territori, sull&#8217;economia e anche sulla salute umana, sia direttamente sia indirettamente, per la maggiore diffusione di patologie: l&#8217;OMS ha stimato 200mila morti premature negli ultimi quattro anni per le ondate di calore prolungate. Frenare un ulteriore aumento delle temperature, le cui cause sono antropiche, è diventata una questione di sopravvivenza e benessere.</p>
<p>&#8220;<i>Non abbiamo più tempo: dobbiamo tagliare velocemente le emissioni di gas serra in tutti i settori&#8221;, </i><b>rileva Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria</b><i>. &#8220;Per realizzare in concreto azioni di mitigazione dobbiamo uscire definitivamente dalle fonti fossili di energia, come petrolio, carbone e gas naturale, altamente inquinanti, non rinnovabili e ormai costosissime. Intorno all&#8217;energia fossile gravitano interessi economici enormi di colossi industriali che fomentano conflitti per il controllo delle risorse e pesano come un macigno sui bilanci familiari</i>&#8220;. &#8220;<i>I costi dell&#8217;energia – ma anche dei beni alimentari, la cui produzione e trasporto dipendono dall&#8217;energia –&#8221;, </i>prosegue Parretta,<i> &#8220;in Italia sono diventati elevati al punto da generare problemi enormi, soprattutto ai ceti meno abbienti, generando disuguaglianze sociali</i>&#8220;.</p>
<p>In questo quadro, al netto dell&#8217;insensata opzione del nucleare, c&#8217;è un&#8217;unica strada da intraprendere che mette in equilibrio ambiente ed economia: <b>puntare sugli impianti di energie rinnovabili. </b>La Calabria, attualmente, sul totale della produzione di energia elettrica, è dipendente dalle fonti di energia fossile: sul totale dei GWh elettrici prodotti, meno del 40% è direttamente proveniente da fonti rinnovabili, soprattutto solare fotovoltaico, seguito dal comparto delle bioenergie e dai settori eolico e idroelettrico. La nostra regione, per realizzare gli obiettivi fissati dalla normativa nazionale e dalle indicazioni della Commissione Europea – emissioni zero nette (Net Zero) entro il 2050, con un abbattimento del 90% entro il 2040 –, deve, con un&#8217;adeguata programmazione, sviluppare l&#8217;eolico a terra e offshore, il fotovoltaico sui tetti e a terra, incentivando le CER e puntando non solo sulle aree già compromesse (discariche, cave, ecc.), ma anche su aree industriali e agricole non produttive. Occorre sviluppare l&#8217;agrivoltaico, sia quello più tradizionale sia quello avanzato, con altezze e geometrie variabili in base alle colture o con pannelli mobili ad inseguimento solare, in modo da garantire la giusta integrazione delle produzioni agricole con quella energetica, e ancora la produzione di biogas e biometano, l&#8217;idroelettrico e l&#8217;idrogeno verde.</p>
<p>&#8220;I dati &#8211; sottolinea Legambiente- sono inequivocabili: per produrre l&#8217;energia necessaria e realizzare la transizione servono anche i grandi impianti. L&#8217;obiettivo minimo al 2030 di sviluppo di nuova potenza da fonti rinnovabili individuato per la Calabria dal Decreto Aree Idonee è pari a 3.173 MW, un numero peraltro solo parziale pensando agli obiettivi di decarbonizzazione al 2050 individuati in occasione dell&#8217;Accordo di Parigi per contenere il surriscaldamento globale. Dobbiamo smettere di non voler vedere: il re è nudo, come nella celebre fiaba.È arrivato il momento della consapevolezza, nonostante il corto circuito di alcuni che avversano le rinnovabili senza accorgersi di essere contro l&#8217;ambiente e contro il futuro. La transizione ecologica è un processo reale e concreto che tocca sempre più da vicino le persone e che in Calabria può rivestire un ruolo fondamentale per generare nuove opportunità occupazionali legate alla green economy, contrastare lo spopolamento, come è accaduto nel piccolo comune di San Sostene, e ridurre le disuguaglianze territoriali&#8221;- conclude Legambiente Calabria.</p>
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		<item>
		<title>Caro carburante, Fedralog annuncia: Dal 9 ottobre fermo dell&#8217;autotrasporto in Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/caro-carburante-fedralog-annuncia-dal-9-ottobre-fermo-dellautotrasporto-in-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 16:11:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Fermo dei servizi di autotrasporto in tutta la Calabria a partire dal prossimo 9 ottobre. Lo ha annunciato la Fedralog regionale dopo la decisione assunta dall&#8217;assemblea straordinaria delle imprese associate che si è tenuta a Lamezia Terme. A supporto della mobilitazione la federazione sta programmando l&#8217;organizzazione di presidi coordinati sul territorio, individuando tra le aree [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Fermo dei servizi di autotrasporto in tutta la Calabria a partire dal prossimo 9 ottobre. Lo ha annunciato la Fedralog regionale dopo la decisione assunta dall&#8217;assemblea straordinaria delle imprese associate che si è tenuta a Lamezia Terme. A supporto della mobilitazione la federazione sta programmando l&#8217;organizzazione di presidi coordinati sul territorio, individuando tra le aree di manifestazione anche il parcheggio della Cittadella regionale di Catanzaro.</p>
<p>Fedralog Calabria chiede l&#8217;attuazione di &#8220;una riforma organica del settore che unifichi la tutela dei costi minimi di esercizio per la sicurezza e la clausola di adeguamento automatico del carburante. Lo strumento individuato è l&#8217;istituzione del meccanismo automatizzato di controllo di congruità tariffaria tramite il Sistema di Interscambio della fatturazione elettronica&#8221;. Fedralog chiede al contempo alla Regione l&#8217;adozione di &#8220;un pacchetto di misure territoriali d&#8217;urgenza&#8221; tra cui l&#8217;esenzione totale triennale del bollo auto per i mezzi sopra le 3,5 tonnellate e l&#8217;attivazione di una sanatoria straordinaria per i pregressi con rateizzazione a lungo termine; la rimodulazione dell&#8217;Irap con una riduzione dell&#8217;aliquota regionale per le aziende del comparto logistico.</p>
<p>Contro il caro carburante la Federazione chiede un contributo straordinario di 0,40 euro al litro per il carburante acquistato in Calabria.</p>
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		<item>
		<title>Il Generale di Brigata Lorenzo Sabatino alla guida del Comando Legione Carabinieri Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/il-generale-di-brigata-lorenzo-sabatino-alla-guida-del-comando-legione-carabinieri-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 15:28:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questa mattina, a Catanzaro, presso la sede del Comando Legione Carabinieri Calabria, alla presenza delle massime autorità civili, militari, religiose regionali e di alcuni familiari di alcuni Carabinieri decorati al valore deceduti in servizio, è stata inaugurata una stele commemorativa realizzata in onore dei militari dell’Arma caduti nell’adempimento del dovere. A seguire, si è svolta [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina, a Catanzaro, presso la sede del Comando Legione Carabinieri Calabria, alla presenza delle massime autorità civili, militari, religiose regionali e di alcuni familiari di alcuni Carabinieri decorati al valore deceduti in servizio, è stata inaugurata una stele commemorativa realizzata in onore dei militari dell’Arma caduti nell’adempimento del dovere. A seguire, si è svolta la cerimonia di avvicendamento tra il Generale di Divisione Riccardo Sciuto e il Generale di Brigata Lorenzo Sabatino. Un Battaglione di formazione, costituito da militari delle varie articolazioni dell’Arma presenti sul territorio calabrese, ha reso gli onori al Comandante Interregionale Carabinieri Culqualber, Generale di Corpo d’Armata Claudio Domizi che ha presieduto il passaggio del “Vessillo” con gli emblemi della Legione Carabinieri Calabria, tra i due Ufficiali Generali.  Nel corso del suo intervento, il Generale Domizi ha ringraziato il Generale di Divisione Sciuto, destinato ad assumere il Comando dei Carabinieri per la Tutela della Salute, per quanto fatto in questi due anni, esaltandone gli importanti risultati operativi conseguiti ed ha formulato al contempo al Generale di Brigata Sabatino gli auguri di buon lavoro. Rivolgendosi, poi, ai Carabinieri ha incoraggiato tutti a perseverare nella difesa della legalità e nella tutela dei cittadini, ben consapevole delle difficoltà quotidianamente affrontate e dei sacrifici personali e familiari richiesti per l’adempimento di questa missione. Il Comandante Interregionale ha evidenziato la necessità di perseguire nel contrasto alla criminalità, sia organizzata che comune, tramite il coordinamento di tutti i Reparti dell’Arma, con le rispettive specialità, al fine di tutelare la legalità e garantire la difesa dei cittadini.</p>
<p>Il Generale Sciuto ha tracciato un bilancio della positiva esperienza alla guida della Legione Carabinieri Calabria, richiamando le molteplici operazioni di servizio che hanno riguardato il contrasto alla criminalità organizzata, comune e ambientale, evidenziando altresì l’importanza della sinergia tra le Istituzioni che operano nel territorio.</p>
<p>Il Generale di Brigata Lorenzo Sabatino assume il nuovo Comando portando con sé un vasto e diversificato bagaglio professionale. Laureato in Giurisprudenza e in Scienze della Sicurezza Interna ed Esterna, l&#8217;Ufficiale ha intrapreso la carriera militare frequentando l&#8217;Accademia Militare di Modena e la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma. Ha successivamente perfezionato il proprio profilo conseguendo il Master in Studi Internazionali Strategico-Militari e frequentando il corso ISSMI presso l’Istituto Superiore di Stato Maggiore Interforze di Roma.</p>
<p>Nel corso della sua lunga carriera, il Generale di Brigata Sabatino ha ricoperto molteplici e delicati incarichi operativi di comando su tutto il territorio nazionale, tra cui il Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Cefalù, la Compagnia di Gravina di Catania, la Compagnia di Brescia, la Sezione Anticrimine del ROS di Brescia, il Nucleo Investigativo e il Reparto Operativo del Comando Provinciale di Roma, il II Reparto Investigativo del ROS e il Comando Provinciale di Messina. L’Ufficiale ha ricoperto anche incarichi di staff all’Ufficio Criminalità Organizzata del Comando Generale e, per ultimo, alla Divisione Unità Specializzate, quale Capo di Stato Maggiore.</p>
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		<title>Intelligenza artificiale, tra lavoro, libertà e conoscenza: Guzzi (Unilavoro Pmi) le sfide di una nuova era</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/intelligenza-artificiale-tra-lavoro-liberta-e-conoscenza-guzzi-unilavoro-pmi-le-sfide-di-una-nuova-era/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 15:26:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’intelligenza artificiale sta entrando rapidamente in ogni ambito della vita quotidiana, modificando il modo di lavorare, di informarci e persino di relazionarci con gli altri. Una trasformazione che apre prospettive importanti, ma che porta con sé interrogativi altrettanto profondi. Il tema è stato affrontato anche nel corso di un importante convegno dedicato alla transizione digitale, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/intelligenza-artificiale-tra-lavoro-liberta-e-conoscenza-guzzi-unilavoro-pmi-le-sfide-di-una-nuova-era/">Intelligenza artificiale, tra lavoro, libertà e conoscenza: Guzzi (Unilavoro Pmi) le sfide di una nuova era</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’intelligenza artificiale sta entrando rapidamente in ogni ambito della vita quotidiana, modificando il modo di lavorare, di informarci e persino di relazionarci con gli altri. Una trasformazione che apre prospettive importanti, ma che porta con sé interrogativi altrettanto profondi. Il tema è stato affrontato anche nel corso di un importante convegno dedicato alla transizione digitale, al quale hanno partecipato esperti e rappresentanti del mondo sindacale. Un’occasione di confronto che ha riportato al centro dell’attenzione il rapporto tra innovazione tecnologica, persona e società. A sviluppare una riflessione ampia su questi cambiamenti è <strong>Sebastiano Guzzi</strong>, che mette in evidenza come la questione dell’intelligenza artificiale non possa essere ridotta alla semplice introduzione di nuovi strumenti tecnologici. Dietro l’automazione e gli algoritmi si nasconde infatti una trasformazione più profonda, destinata a incidere sul lavoro, sulla libertà individuale e sul modo stesso in cui costruiamo la nostra conoscenza. Uno dei primi ambiti coinvolti è proprio il mondo del lavoro. L’intelligenza artificiale può semplificare numerose attività, aumentare la produttività e liberare le persone da compiti ripetitivi. Ma la stessa tecnologia può anche modificare radicalmente professioni consolidate e rendere meno centrali alcune competenze.</p>
<p>La vera questione, osserva Guzzi, è quindi capire quale ruolo resterà all’uomo in un sistema nel quale una parte sempre maggiore delle decisioni e delle attività può essere affidata alle macchine. Il problema non riguarda soltanto la possibilità di perdere alcuni posti di lavoro. È in gioco anche il significato del lavoro stesso: la sua funzione sociale, la possibilità di esprimere attraverso di esso competenze e creatività e il rapporto tra lavoratore e tecnologia. Per affrontare la trasformazione diventa quindi fondamentale investire nella formazione e mantenere al centro la persona, evitando che l’efficienza tecnologica diventi l’unico criterio con cui valutare il lavoro. Un altro tema riguarda la libertà. Gli strumenti di intelligenza artificiale sono ormai capaci di elaborare enormi quantità di dati e di proporre contenuti sulla base dei comportamenti degli utenti. Questa capacità può rendere più semplice trovare ciò che interessa, ma può anche influenzare il modo in cui ciascuno entra in contatto con le informazioni. È proprio qui che emerge una delle questioni più delicate affrontate da Guzzi: il rischio che la personalizzazione digitale finisca per restringere l’orizzonte delle persone. Se un algoritmo tende a proporci ciò che ritiene più vicino ai nostri interessi e alle nostre precedenti scelte, potremmo incontrare sempre meno opinioni differenti dalle nostre.</p>
<p>Il pericolo, dunque, è quello di una progressiva perdita del pluralismo. Una società democratica vive anche grazie alla possibilità di confrontarsi con idee diverse, comprese quelle con cui non siamo d’accordo. La pluralità delle fonti e dei punti di vista è indispensabile per costruire una conoscenza libera e consapevole. L&#8217;intelligenza artificiale pone quindi una domanda essenziale: chi decide quali informazioni arrivano alle persone? E secondo quali criteri vengono selezionate? Non è una questione esclusivamente tecnica. Riguarda direttamente la libertà di informarsi, la formazione dell&#8217;opinione pubblica e la capacità dei cittadini di esercitare il proprio spirito critico. In questo scenario assume particolare importanza anche il contributo degli psicologi, chiamati a studiare le conseguenze della crescente interazione tra persone e sistemi artificiali. Delegare sempre più spesso a una tecnologia la ricerca di informazioni, la scelta dei contenuti o persino alcune decisioni può modificare il nostro rapporto con la conoscenza e con noi stessi. La tecnologia può semplificare la nostra vita, ma non deve sostituire la capacità di pensare, scegliere e confrontarsi con idee diverse. È questo, secondo l’imprenditore lametino, il punto centrale della sfida posta dall’intelligenza artificiale: il progresso ha senso solo se rimane al servizio della persona e della sua libertà. Per questo è necessario, conclude Guzzi, governare l’innovazione senza sacrificare il lavoro umano, il senso critico e il pluralismo delle informazioni. La tecnologia deve ampliare le possibilità dell’uomo, non restringere i confini della sua libertà e della sua conoscenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/intelligenza-artificiale-tra-lavoro-liberta-e-conoscenza-guzzi-unilavoro-pmi-le-sfide-di-una-nuova-era/">Intelligenza artificiale, tra lavoro, libertà e conoscenza: Guzzi (Unilavoro Pmi) le sfide di una nuova era</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>Manutenzione territorio e prevenzione del rischio: Alla Cittadella confronto tra Regione e Prefetti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 15:20:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questo pomeriggio, presso la Cittadella regionale di Catanzaro, in un incontro organizzato d’intesa e in coordinamento tra il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, e il prefetto di Catanzaro, Clemente Di Nuzzo, coordinatore dei prefetti della Calabria, il governatore, l’assessore all’Ambiente, Antonio Montuoro, e l’assessore all’Agricoltura e forestazione, Gianluca Gallo, insieme al direttore generale del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo pomeriggio, presso la Cittadella regionale di Catanzaro, in un incontro organizzato d’intesa e in coordinamento tra il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, e il prefetto di Catanzaro, Clemente Di Nuzzo, coordinatore dei prefetti della Calabria, il governatore, l’assessore all’Ambiente, Antonio Montuoro, e l’assessore all’Agricoltura e forestazione, Gianluca Gallo, insieme al direttore generale del Dipartimento Ambiente, Salvatore Siviglia, al direttore della Protezione Civile regionale Domenico Costarella, e ad altri dirigenti della Regione, hanno illustrato ai prefetti della Calabria e ai loro vicari il quadro degli interventi programmati e già effettuati sul territorio in materia di manutenzione e prevenzione del rischio.</p>
<p>Nel corso dell’incontro sono stati presentati il masterplan degli interventi di manutenzione ordinaria sul territorio, le attività sui corsi d’acqua e gli interventi di mitigazione del rischio. Al centro del confronto anche una ricognizione degli interventi già effettuati e di quelli programmati, con l’obiettivo di definire insieme alle Prefetture ulteriori azioni preventive in vista dell’imminente arrivo della stagione autunnale e invernale.</p>
<p>Al termine della riunione, è stato stabilito che ci saranno ulteriori momenti di confronto, propedeutici a quello odierno, promossi dalle Prefetture, di concerto con l’assessore Montuoro, con l’obiettivo di coinvolgere i sindaci dei Comuni e definire le azioni necessarie a mettere a terra gli interventi di salvaguardia e messa in sicurezza del territorio.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-401146" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-23-at-18.14.18-scaled.jpeg" alt="" width="707" height="530" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-23-at-18.14.18-scaled.jpeg 2560w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-23-at-18.14.18-300x225.jpeg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-23-at-18.14.18-1024x768.jpeg 1024w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-23-at-18.14.18-768x576.jpeg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-23-at-18.14.18-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-23-at-18.14.18-2048x1536.jpeg 2048w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-23-at-18.14.18-560x420.jpeg 560w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-23-at-18.14.18-80x60.jpeg 80w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-23-at-18.14.18-696x522.jpeg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-23-at-18.14.18-1068x801.jpeg 1068w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-23-at-18.14.18-1920x1440.jpeg 1920w" sizes="(max-width: 707px) 100vw, 707px" /></p>
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		<title>Vittima di tentato femminicidio, Maria Ida Santopaolo: &#8216;violenza continua a scavare anche dopo&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 14:15:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La violenza non finisce quando si fermano le armi: la violenza continua a scavare dentro chi la subisce&#8221;. A dirlo è stata Maria Ida Santopaolo, farmacista di 29 anni, vittima di un tentativo di femminicidio la notte 2 giugno, nel suo paese a Terranova di Sibari in provincia di Cosenza, raccontando la sua esperienza in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La violenza non finisce quando si fermano le armi: la violenza continua a scavare dentro chi la subisce&#8221;. A dirlo è stata Maria Ida Santopaolo, farmacista di 29 anni, vittima di un tentativo di femminicidio la notte 2 giugno, nel suo paese a Terranova di Sibari in provincia di Cosenza, raccontando la sua esperienza in una conferenza stampa alla Camera dei Deputati.<br />
Quello che considerava &#8220;uno dei miei amici più cari &#8211; ha spiegato &#8211; mi ha teso un agguato sotto casa, armato di coltelli, dando luogo a una brutale e violenta aggressione&#8221; solo perchè &#8220;ho esercitato il mio sacrosanto diritto di dire &#8216;no&#8217; di fronte a un uomo che pretendeva da me una relazione romantica&#8221;.</p>
<p>&#8220;Oggi le mie ferite fisiche &#8211; ha puntualizzato &#8211; stanno guarendo, ma la mia vita dopo quell&#8217;episodio è radicalmente cambiata. Mi trovo ad affrontare &#8211; ha rivelato &#8211; un disturbo post-traumatico profondo e logorante. La fortezza della mia indipendenza è crollata: oggi ho paura di rimanere fisicamente da sola, ho il terrore costante che qualcuno possa aggredirmi o farmi del male da un momento all&#8217;altro. Anche se la mia mente razionale sa che in certi contesti sono al sicuro, il mio corpo non lo sa. Il mio corpo risponde agli stimoli in modo alterato, percependo un pericolo imminente anche dove non c&#8217;è. Vivo in uno stato di allarme perenne. Un allarme che mi toglie il sonno la notte, che mi impedisce di uscire da sola, che mi ha riportata a una paura quasi infantile del buio, e che mi rende immensamente difficile ritrovare anche solo un briciolo di quella serenità che mi è stata strappata via&#8221;.</p>
<p>Per Maria Ida Santopaolo è &#8220;fondamentale introdurre e promuovere un&#8217;educazione affettiva profonda, che deve partire certamente dalle famiglie, ma che deve trovare uno spazio strutturale e centrale nelle scuole. Dobbiamo parlare ai ragazzi, educarli fin da giovani al valore del rispetto, al riconoscimento del confine e del limite dell&#8217;altro, e all&#8217;accettazione del rifiuto&#8221; ed è proprio questo il suo obiettivo andare nelle scuole per testimoniare la sua esperienza; comincerà dalla Calabria ma si augura che anche altre Regioni la chiamino per portare la sua testimonianza a quanto più ragazzi possibili.</p>
<p><em>(Ansa)</em></p>
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		<title>Gestire un evento di moda: dal concept creativo al backstage durante la Fashion Week</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/gestire-un-evento-di-moda-dal-concept-creativo-al-backstage-durante-la-fashion-week/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 06:30:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ogni anno le settimane della moda attirano l&#8217;attenzione del pubblico e dei giornali di tutto il mondo, trasformando le città in grandi palcoscenici dove gli abiti incontrano lo spettacolo. Quello che vediamo in passerella durante i dieci minuti di una sfilata è solo il risultato finale di un lavoro enorme, iniziato molti mesi prima con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni anno le settimane della moda attirano l&#8217;attenzione del pubblico e dei giornali di tutto il mondo, trasformando le città in grandi palcoscenici dove gli abiti incontrano lo spettacolo. Quello che vediamo in passerella durante i dieci minuti di una sfilata è solo il risultato finale di un lavoro enorme, iniziato molti mesi prima con calcoli precisi e scelte stilistiche ben studiate. L&#8217;impatto di un evento sull&#8217;immagine di un marchio è così forte da richiedere persone capaci di unire la fantasia artistica alla concretezza organizzativa. Per chi vuole entrare in questo settore con una <strong>solida preparazione di base</strong>, scegliere una <a href="https://www.iulm.it/it/offerta-formativa/corsi-di-lauree-triennali/moda-e-industrie-creative">laurea in moda</a> è il percorso migliore per imparare a pianificare manifestazioni complesse senza lasciare nulla al caso.</p>
<p><strong>La nascita dell&#8217;idea e l&#8217;organizzazione pratica</strong>&#8211;  Tutto comincia con la scelta dell&#8217;idea centrale, cioè il messaggio e i valori che la casa di moda vuole trasmettere a chi guarda. Scenografi, registi ed esperti di comunicazione scelgono insieme il luogo più adatto, come un palazzo antico, una vecchia fabbrica ristrutturata o lo spazio di un museo, per valorizzare al meglio i vestiti. In questo primo momento la creatività deve fare i conti con la realtà: bisogna rispettare il budget a disposizione, chiedere i permessi necessari al comune, garantire la sicurezza e organizzare i trasporti. Lavorare bene in questa fase richiede molto <strong>metodo</strong>, perché anche la sfilata più bella rischia di fallire se non ci sono <strong>tempi di consegna precisi</strong> e un <strong>controllo costante delle spese</strong>.</p>
<p><strong>Il backstage durante la sfilata</strong>&#8211; Il giorno della sfilata il vero motore dell&#8217;evento si trova <strong>dietro le quinte</strong>, lontano dagli occhi degli ospiti. Il backstage è un ambiente pieno di energia e movimento, dove decine di professionisti lavorano insieme con tempi scanditi al secondo: parrucchieri, truccatori, sarti pronti a correggere un orlo all&#8217;ultimo minuto e assistenti che controllano l&#8217;ordine di uscita dei modelli. Durante un percorso come la <strong>laurea in moda</strong> gli studenti imparano proprio a <strong>gestire questi momenti intensi</strong>, sviluppando la calma necessaria per risolvere gli imprevisti sul momento. Guidare le uscite delle modelle mentre la musica e le luci cambiano a ritmo richiede concentrazione, autorità e comunicazioni semplici, così da evitare qualsiasi tipo di errore davanti al pubblico.</p>
<p><strong>Accoglienza degli ospiti e diffusione sui social-</strong> La buona riuscita di un défilé si vede anche dalla sua capacità di farsi notare fuori dalla sala. <strong>L&#8217;accoglienza degli invitati, l&#8217;assegnazione dei posti a sedere e le interviste con i giornalisti</strong> subito dopo lo show sono momenti fondamentali per rafforzare i legami con la stampa e con i negozianti che compreranno la collezione. Bisogna fornire subito foto di alta qualità, schede informative chiare e brevi commenti degli stilisti. Inoltre, oggi una sfilata non si rivolge solo a chi siede in prima fila, ma deve <strong>funzionare bene anche sui social network</strong>, attraverso video brevi e dirette online viste da migliaia di utenti collegati da casa.</p>
<p><strong>Una professione che unisce passione e metodo</strong>&#8211; Organizzare un evento di moda richiede una preparazione varia, dove la passione per il bello cammina sempre insieme alla <strong>capacità di gestire persone, risorse e scadenze</strong>. Non basta mostrare vestiti eleganti su una passerella: bisogna costruire un momento speciale, capace di colpire le emozioni di chi guarda e di dare valore al lavoro di chi ha prodotto quegli abiti. Chi lavora in questo ambito aiuta il settore tessile a farsi conoscere in tutto il mondo, dimostrando che dietro ogni sfilata ci sono <strong>professionalità, impegno quotidiano e un grande rispetto per i tempi di lavoro</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Codacons: Anche in provincia di Crotone gasolio si conferma sopra i 3,1 Euro al litro al servito</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/codacons-anche-in-provincia-di-crotone-gasolio-si-conferma-sopra-i-31-euro-al-litro-al-servito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 13:56:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre i listini dei carburanti segnano oggi ancora rialzi in tutta Italia, i nuovi dati comunicati dai gestori al Mimit confermano l’allarme lanciato ieri dal Codacons: il gasolio in modalità servito ha superato la soglia dei 3,1 euro al litro in alcune zone della Penisola. Lo afferma l’associazione dei consumatori, che ha verificato i prezzi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre i listini dei carburanti segnano oggi ancora rialzi in tutta Italia, i nuovi dati comunicati dai gestori al Mimit confermano l’allarme lanciato ieri dal Codacons: il gasolio in modalità servito ha superato la soglia dei 3,1 euro al litro in alcune zone della Penisola. Lo afferma l’associazione dei consumatori, che ha verificato i prezzi forniti oggi dai distributori e pubblicati sul sito del Mimit.</p>
<p>Quello che ieri poteva apparire come un errore di comunicazione dei dati, oggi si conferma una amara realtà – denuncia il Codacons – Un litro di gasolio in modalità servito ha sfondato la soglia dei 3,1 euro al litro: succede a Belvedere di Spinello, in provincia di Crotone, dove alla data del 21 settembre il diesel normale costa 3,109 euro a litro, l’Oro diesel 3,189 euro/litro, la benzina 2,816 euro al litro. Qui per un pieno di gasolio al servito la spesa arriva a 155,4 euro.</p>
<p>Andamento analogo in ben 6 comuni della provincia di Cuneo (Fossano, Villanova Mondovì, Mondovì, Saluzzo, Verzuolo e Priola) dove al servito il gasolio costa 3,103 euro al litro, 2,810 euro/litro la benzina. Ma i prezzi alla pompa sono destinatati a salire ulteriormente su tutta la rete nazionale, considerato che dal prossimo 26 settembre il taglio delle accise sul gasolio verrà dimezzato a 5 centesimi (6,1 contando l&#8217;Iva) – ricorda il Codacons.</p>
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		<item>
		<title>Scrivano (UIL Scuola): &#8220;In Calabria il tetto del 30% non risolve nulla. C&#8217;è bisogno di risorse, non di slogan&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/scrivano-uil-scuola-in-calabria-il-tetto-del-30-non-risolve-nulla-ce-bisogno-di-risorse-non-di-slogan/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 13:05:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La proposta di fissare un tetto agli alunni stranieri nelle classi guarda al problema dal lato sbagliato. In Calabria lo sappiamo bene: l&#8217;integrazione non si ottiene spostando i ragazzi da un&#8217;aula all&#8217;altra, ma dando alle scuole gli strumenti per accoglierli e farli crescere&#8221;. Così Luca Scrivano, Segretario Generale Regionale della UIL Scuola Calabria, interviene dopo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/scrivano-uil-scuola-in-calabria-il-tetto-del-30-non-risolve-nulla-ce-bisogno-di-risorse-non-di-slogan/">Scrivano (UIL Scuola): &#8220;In Calabria il tetto del 30% non risolve nulla. C&#8217;è bisogno di risorse, non di slogan&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La proposta di fissare un tetto agli alunni stranieri nelle classi guarda al problema dal lato sbagliato. In Calabria lo sappiamo bene: l&#8217;integrazione non si ottiene spostando i ragazzi da un&#8217;aula all&#8217;altra, ma dando alle scuole gli strumenti per accoglierli e farli crescere&#8221;. Così Luca Scrivano, Segretario Generale Regionale della UIL Scuola Calabria, interviene dopo l&#8217;annuncio della Presidente del Consiglio, condividendo pienamente la posizione espressa dal segretario generale Giuseppe D&#8217;Aprile.</p>
<p>&#8220;La Calabria è da anni una terra di primo approdo e di accoglienza, dalla costa ionica alla Piana di Gioia Tauro, dal Crotonese alla Sibaritide&#8221;, sottolinea Scrivano. &#8220;Nelle nostre scuole la presenza di studenti con cittadinanza non italiana è distribuita in modo molto disomogeneo: in alcuni comuni riguarda pochi alunni, in altri rappresenta una parte significativa delle classi. Un tetto rigido applicato in territori con pochi plessi, pluriclassi e scuole già ridotte dal dimensionamento significherebbe costringere bambini e famiglie a spostamenti che le aree interne e i piccoli centri non possono sostenere. Il rischio concreto è allontanare i ragazzi dalla scuola, non integrarli&#8221;. Il nodo, per la UIL Scuola Calabria, è quello indicato da D&#8217;Aprile: la carenza strutturale di docenti della classe di concorso A-23, italiano per discenti di lingua straniera. &#8220;Circa mille docenti in tutta Italia sono un numero del tutto insufficiente. In Calabria la presenza di questi insegnanti nelle scuole del primo e del secondo ciclo è marginale, e il peso dell&#8217;alfabetizzazione ricade quasi interamente sui CPIA e sulla buona volontà dei docenti curricolari, che fanno un lavoro straordinario senza ore, formazione e risorse dedicate&#8221;.</p>
<p>Da qui le richieste avanzate dal sindacato a livello regionale: il potenziamento dell&#8217;organico della classe A-23 con posti specificamente assegnati alla Calabria, a partire dagli istituti con maggiore presenza di alunni neoarrivati; la riduzione del numero di alunni per classe, superando le cosiddette &#8220;classi pollaio&#8221; ancora presenti in molte realtà urbane; la presenza stabile di mediatori linguistico- culturali, oggi affidata a progetti temporanei e finanziamenti discontinui; percorsi strutturali di italiano L2 inseriti nell&#8217;organico e non legati a bandi occasionali; formazione specifica e retribuita per il personale docente e ATA; il rafforzamento dei CPIA, presidio essenziale per l&#8217;istruzione degli adulti e dei minori stranieri non accompagnati. &#8220;La scuola statale è il luogo dove un bambino arrivato da lontano diventa cittadino, impara la lingua, stringe amicizie, costruisce il proprio futuro. È anche il luogo dove i nostri ragazzi imparano a convivere con la diversità&#8221;, conclude Scrivano. &#8220;La Calabria, che ha visto partire intere generazioni dei suoi figli, conosce il valore di una scuola che accoglie. Non servono muri né percentuali: servono investimenti, personale stabilizzato e scelte coraggiose. Su questo la UIL Scuola Calabria è pronta al confronto con l&#8217;Ufficio Scolastico Regionale e con le istituzioni, per costruire risposte concrete&#8221;.</p>
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