Vibo, infiamma la polemica in Fratelli d’Italia. Rottura: “Fuscà si ricordi che c’è un simbolo ed una sede di circolo da rispettare”

E’ una frattura insanabile quella che si è aperta tra il circolo cittadino di Fratelli d’Italia ed il coordinatore provinciale del partito, Antonello Fuscà. Il clima, già non proprio idilliaco durante la campagna elettorale per le amministrative di Vibo, si è letteralmente infuocato allorquando il nome di Fuscà è stato inserito nella lista degli assessori che avrebbero dovuto far parte della nuova Giunta comunale. Un nominativo, un metodo di scelta che non è proprio andato giù ai rappresentanti del circolo cittadino vibonese. Da qui la bagarre, con l’inserimento in Giunta di Fuscà che è stato per il momento congelato. Il neo sindaco Maria Limardo ha ufficializzato la Giunta ad otto, senza aspettare il risolversi delle diatribe interne a FDI. Una fase politica, dunque, molto delicata all’interno del partito della Meloni che ne è uscito mediaticamente e politicamente con le ossa rotte nelle ultime ore. Il circolo cittadino è insorto nei giorni scorsi con la pubblicazione di un documento durissimo nei confronti di Fuscà, reo di aver agito in maniera unilaterale. “Il coordinatore provinciale Fuscà – ha sottolineato Enrico Rottura, dirigente del circolo cittadino – ci ha praticamente escluso già in campagna elettorale. Dopo le prime riunioni per la determinazione sulla scelta del candidato a sindaco, dove abbiamo partecipato anche noi, siamo stati messi ai margini”. E ancora: “Noi non abbiamo nulla contro la persona di Fuscà, ma quest’ultimo ha forse dimenticato che noi siamo un partito, che c’è un simbolo, che c’è una sede in città, una sede che abbiamo fondato noi grazie alle nostre energie ed alla nostra passione”. E’ un problema di metodo secondo Rottura: “Non è possibile che si facciano pressioni sul neo sindaco Limardo per imporre il nome di Fuscà come assessore. La stessa Limardo – ha chiosato Rottura – ha chiesto al partito di poter avere una rosa di due-tre nomi per poter valutare. Noi non vogliamo assolutamente imposizioni dall’alto. Vogliamo che si operi in maniera collegiale e trasparente per il bene della città. Abbiamo eletto due consiglieri ai quali rivolgo le mie più vive congratulazioni, ma non possiamo pensare che si agisca ancora in maniera unilaterale e verticistica”. E ora che succede?: “Ora – ha concluso Rottura – auspichiamo che i vertici del partito regionale vengano a trovarci, che discutano insieme a noi. Che ci facciano sentire davvero parte integrante di questo partito”.

Francesco Iannello

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