Vibo, il piano di riequilibrio è realtà. Ma è polemica accesa tra maggioranza ed opposizione

La prima convocazione del consiglio comunale odierno di Vibo Valentia era per prevista per le ore 09:30. Tema centrale, l’approvazione del piano di riequilibrio per evitare in automatico, salvo nuova delibera dopo comunicazione prefettizia, il dissesto. Ma è lunedì mattina e il consiglio inizia con un’ora e mezza di ritardo con la maggioranza che ha atteso di avere i numeri necessari per poter procedere con l’inizio della seduta in prima convocazione. Assodato ciò, è partito un lungo tiro e molla, durato sette ore circa, tra la maggioranza e l’opposizione con, in particolar modo, una lunga sfida dialettica tra l’assessore al Bilancio Maria Teresa Nardo ed il sindaco Maria Limardo da un lato, ed il capogruppo del Pd in consiglio, Stefano Luciano, già candidato alle recenti amministrative a capo di una coalizione composta da liste di centrosinistra più civiche.

“Non c’erano alternative al piano di riequilibrio – ha affermato il sindaco Limardo – e siamo consapevoli dei sacrifici che la città dovrà affrontare. Ma un nuovo dissesto avrebbe significato uccidere il tessuto produttivo di questa città già in grave difficoltà. E’ un atto di responsabilità che abbiamo chiesto al consiglio comunale dopo giorni frenetici di lavoro con un iter di 30 giorni che ci ha portato a questa corsa contro il tempo”.

La maggioranza è stata pesantemente attaccata da Luciano che ha avanzato, come peraltro fatto nei giorni scorsi dal segretario provinciale del Pd, Insardà, dei dubbi di metodo e di merito: “Come si può pensare di chiedere all’opposizione di votare positivamente ad un piano di riequilibrio pre-confezionato. Non ci si può chiedere di approvare – ha sottolineato Luciano – un documento nel quale sono evidenti numerose contraddizioni. Non si capisce infatti, leggendo dalla pagine del piano di riequilibrio, se il comune è in una situazione di dissesto o meno”. Poi l’attacco al senatore Mangialavori: “Voi – rivolgendosi alla maggioranza – tranne alcuni distinguo, siete espressione diretta del senatore Mangialavori in larga parte e dell’ex presidente della provincia Bruni. Ma a livello parlamentare Mangialavori cosa ha fatto per evitare che Vibo in questi anni si trovasse in queste condizioni. Mentre a Reggio il deputato Cannizzaro ha cercato e avuto risposte dai tavoli romani, qui a Vibo non si riesce a fare la stessa cosa”.
Un Luciano che, inoltre, nel corso del consiglio ha sollevato un lungo ed acceso dialogo con il presidente del consiglio Muratore sulla possibilità dei consiglieri di avere il diritto di replica al termine della discussione.

Per la cronaca, il piano di riequilibrio è passato con 19 voti favorevoli e 7 contrari.

Francesco Iannello