Cosenza – Pubblichiamo integralmente il comunicato stampa dell’USB Confederazione Provinciale di Cosenza.
“La tragica vicenda dei giorni scorsi nel crotonese, che ha visto la morte di 4 persone tra cui l’imprenditore del mondo della sanità privata Marrelli e tre operai, ha dei contorni tutt’altro che nitidi.
La vulgata mainstream ha ridotto l’accaduto ad una tragica fatalità data dall’inclemenza del tempo che ha strappato le vite al datore di lavoro e ai suoi dipendenti quasi a voler dimostrare come questa vicenda non sia la “solita morte” sul lavoro dove a pagare sono sempre gli operai in quanto in questo caso il morto c’è scappato anche sull’altro fronte.
Ma al di la della logica dei due pesi e delle due misure che a noi non appartiene, ma che evidentemente trova terreno fertile in certe tv e giornali, per i quali alcune morti sono più importanti di altre, vorremmo porre alcuni interrogativi in quanto alcune cose non ci convincono proprio e sinceramente non ci hanno convinto fin dal primo momento.
La cronaca parla di un intervento emergenziale e non rinviabile sul sistema fognario che ha richiesto la presenza straordinaria di una squadra di operai a lavoro nonostante l’ora tarda ed il tempo avverso.
Partiamo dall’ora. Perché condurre un intervento sulla rete fognaria in piena notte? Di sabato notte per giunta. Era un intervento che disponeva delle giuste autorizzazioni per essere realizzato o doveva essere nascosto dai favori della notte? Non sarebbe stato logico, anche nel caso di fetori nauseabondi che potevano interessare la propria abitazione, isolare l’area, non utilizzarla fino alla mattina successiva?
Non sarebbe stato opportuno rimandare tali lavori in orari diurni anche per avere il favore della luce?
Ed ancora la natura del lavoro.
Si è trattata di una chiamata straordinaria o i lavoratori erano alla prese con l’intervento da diverse ore, forse anche più del consentito con un conseguente calo di attenzione ed il sopraggiungere della stanchezza unita alle difficili condizioni meteorologiche e alla scarsa visibilità sul posto?
Tutti elementi che fanno comunque dubitare rispetto al racconto ufficiale.
In queste ore sta circolando un audio su whatapp, di un testimone, che racconta i fatti da un altro punto di vista, non quello dell’instancabile imprenditore morto in un tragico incidente mentre aiutava gli operai in un intervento di emergenza. Se l’audio si rivelasse autentico racconterebbe un’altra storia. Mostrerebbe il punto di vista degli operai.
Lavoratori impiegati in un intervento tutt’altro che emergenziale che durava dal primo pomeriggio (se non dalla mattina o da diversi giorni) e che già nelle ore precedenti alla tragedia aveva manifestato tutta la sua pericolositá con diversi crolli, precedenti a quello fatale ed il ferimento di un operaio che riporterà un trauma cranico suturato a quanto pare dallo stesso Marrelli.
Il punto di vista dell’operaio costretto a sottostare alla strafottenza e all’arroganza di persone che pensano di poter disporre della vita degli altri per il solo fatto di essere ricchi.
Lui “tosto”, “testardo” aveva deciso che bisognava andare avanti (“alla fine le cose si devono fare come dice lui”) nonostante gli operai avessero paura e chiedessero di rimandare al giorno dopo. Nonostante si trattasse di lavori per adeguamento dello scarico di acque bianche che a quanto pare non erano stati eseguiti adeguatamente in precedenza portando all’allagamento della cantina del Dottore. Non lavori di somma urgenza dunque.
I tentativi di salvataggio da parte degli altri operai sono stati vani.
Il finale dell’audio ha del macabro e fa rabbrividire al solo ascolto.
Quello che ad ogni modo risalta dalla ricostruzione audio è che si sarebbe potuto evitare la tragedia se solo si fossero ribaltate le gerarchie, la vita prima dei profitti.
Se solo si fosse riconosciuta la centralità della vita umana e dei lavoratori, rispetto all’importanza che per i padroni ed il capitale rivestono invece il denaro e la proprietà, non staremmo qua ora a piangere 4 morti”.

30 ottobre 2018