Un giudice “allertava” Mimmo Lucano ma la stessa Procura di Locri archivia l’indagine

Roma – “Non parlare al telefono”. E’ l’avvertimento che il giudice Emilio Sirianni, in servizio alla Corte d’appello di Catanzaro avrebbe dato a Mimmo Lucano, il sindaco ‘sospeso’ di Riace, investito dall’indagine che l’ha portato al rinvio a giudizio, insieme ad altre 26 persone, per la gestione dei migranti nel comune calabrese.
Il magistrato, si legge nell’inchiesta pubblicata su ‘il Giornale’ a firma Luca Fazzo – , è stato “ripetutamente intercettato dalla Guardia di finanza mentre parla con l’ex sindaco o gli manda messaggi e mail”.
La Procura di Locri, “dopo essersi imbattuta nelle sue intercettazioni, ha deciso di aprire un’inchiesta. Prima un fascicolo esplorativo, poi, di fronte alla mole di elementi che emergevano, iscrivendo Sirianni nel registro degli indagati per favoreggiamento” ma “al termine delle indagini preliminari, la Procura ha chiesto di archiviare l’indagine”.
Nel medesimo provvedimento, tuttavia, gli inquirenti hanno parole pesanti per il collega: “Il contegno mantenuto – scrivono – è stato poco consono a una persona appartenente all’ordinamento giudiziario, la quale peraltro era consapevole di parlare con persona indagata”; e ricordano che “in svariate occasioni il dottor Sirianni ha allertato il Lucano a parlare di persona con lui evitando comunicazioni telefoniche”.
“Nel corso dell’indagine – scrive il procuratore della Repubblica di Locri, Luigi D’Alessio – sono emersi costanti rapporti tra il principale indagato, Lucano Domenico, e Sirianni Emilio, magistrato in servizio presso la Corte d’appello di Catanzaro”.
È Sirianni a indicare a Lucano come rispondere alla Prefettura di Reggio, che ha sollevato una serie di dubbi sulla gestione dei progetti di accoglienza. Il sindaco manda al giudice le carte che riceve, lui gli spiega come difendersi, prepara per lui le risposte da inviare al Prefetto, si occupa persino delle sue conferenze stampa “organizzando in favore dello stesso una base di consenso popolare per sostenere la sua azione nell’ambito dell’accoglienza”.
“Esemplificativo del ruolo di ‘consiliori’ assunto dal Sirianni l’episodio in cui questi suggerisce a Lucano il tenore delle dichiarazioni da rendere alla stampa in occasione del commento esternato dal procuratore capo di Catanzaro in merito alla vicenda Riace. Sirianni dopo aver suggerito le risposte da dare alla stampa, raccomanda a Lucano di non far leggere a nessuno il contenuto della mail e di cancellarla”.
In serata, intanto, si è appreso che la Prima Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura ha chiesto di aprire una pratica sul giudice Emilio Sirianni. E’ la richiesta è stata formalizzata al Comitato di presidenza di Palazzo dei Marescialli, dopo l’articolo di stampa pubblicato dal quotidiano ‘Il Giornale’. Tra le competenze della Prima Commissione, quella di verificare se vi siano presupposti per avviare procedure di trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientali e/o funzionali delle toghe.