Trivelle, trovato accordo Lega-M5S. Costa: “18 mesi per costruire nuovo sistema”

Roma – La maggioranza trova l’accordo sulle trivelle, dopo lo scontro tra Lega e M5S dei giorni scorsi. Ad annunciarlo il presidente della commissione Lavori Pubblici, a margine di una seduta lampo delle commissioni impegnate nell’esame del decreto legge semplificazioni. L’accordo prevede l’aumento di 25 volte i canoni annuali di coltivazione e stoccaggio degli idrocarburi per tutte le compagnie petrolifere e uno stop alle ricerche in mare di idrocarburi di 18 mesi.
L’esame degli emendamenti al dl nelle commissioni Affari Costituzionali e Lavori Pubblici proseguiranno fino a venerdì, mentre da lunedì il provvedimento arriverà in Senato. Approvazione prevista probabilmente martedì.
Soddisfatto il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa: “Sono uomo semplice, step by step – ha detto -. L’importante è che abbiamo iniziato un percorso con lo stile rigoroso di tutelare l’ambiente, la moratoria è già un bel passaggio”. Avere aumentato i canoni di “25 volte non è poco, considerando che le royalties per le estrazioni in Italia” allo stato “sono le più basse d’Europa; quindi ritorno nostro particolarmente basso, elemento molto significativo” ha aggiunto.
Per Costa si tratta di un accordo “interessante perché per 18 mesi abbiamo modo di sospendere ogni trivellazione e di utilizzare questo tempo proficuamente per modificare ad esempio l’articolo 38 dello Sblocca Italia”. Secondo il ministro si tratta di “un accordo gravido di nuove decisioni. Lo vedo positivamente in questi termini e contestualmente c’è anche l’aumento del canone, cosa molto significativa”. L’accordo politico raggiunto, ha concluso Costa, “è soddisfacente nella misura in cui questi 18 mesi li mettiamo a frutto. Non è il rinvio al rinvio: abbiamo 18 mesi per costruire il nuovo sistema”.
Con l’intesa raggiunta saranno ”all’incirca 49 i premessi che vengono bloccati” di cui ”40 dovrebbero essere bloccati subito e 9 che sono ancora in fase di istruttoria ma non hanno avuto la valutazione di impatto ambientale positiva” . L’intesa prevede inoltre una moratoria nei confronti delle compagnie che non hanno delle coltivazioni in essere. Le altre, invece, ”potranno continuare fino a esaurimento”.
Dopo i contrasti con i partner di governo sulla questione trivelle, il titolare del Viminale Matteo Salvini ha spiegato: “Adesso incominceremo a imporre un po’ di sì, garantito. L’unico no è agli sbarchi, per il resto cominceremo con i sì”.
“Sono molto soddisfatta per la soluzione trovata rispetto al caso trivelle. Si tratta di un’ottima notizia per chi, come noi, crede che l’Italia si debba emancipare dall’energia fossile”, ha scritto il ministro per il Sud Barbara Lezzi in un post su Facebook. “L’accordo raggiunto prevede l’aumento di 25 volte dei canoni annuali, che da noi sono i più bassi d’Europa, e lo stop alle ricerche in mare di idrocarburi per 18 mesi. Adesso è il momento di puntare in modo ancora più deciso sulle rinnovabili: gli italiani chiedono lavoro e il green ha ancora grandi possibilità di crescita, sia in termini occupazionali che di sviluppo imprenditoriale”, ha concluso la ministra.