Trivelle, Bonelli (Verdi): “Di Maio è stato disattento, spero solo disattento”-VIDEO

VIDEO Roma – Restano alti i toni della polemica dopo che è stato reso noto che il ministero dello sviluppo ha concesso alcuni permessi per nuove trivellazioni nel mar Ionio. Notizia che ha fatto il paio con quella proveniente dalla Calabria dove, il Consiglio di Stato, ha rigettato la richiesta avanzata dalla Regione Calabria di fermare nuove trivellazioni al largo delle coste tra le province di Cosenza e Crotone.
Sull’argomento, oggi, interviene anche Angelo Bonelli dei Verdi che ha detto “I ministri Di Maio e Costa devono dire la verità agli italiani. Il ministero dello Sviluppo economico ha rilasciato l’autorizzazione per i permessi di ricerca nel Mar Ionio il 7 dicembre. Noi siamo in grado di produrre un atto della Regione Puglia che ha dichiarato il parere negativo su quelle opere dal punto di vista dell’impatto ambientale. Di quelle cose non si è tenuto conto e per questo noi ci rivolgeremo alla Procura della Repubblica di Roma”.
“Non è vero quanto hanno detto dai ministri Di Maio e Costa che non hanno autorizzato le trivelle nel Mar Ionio – ha detto Bonelli a Roma nel corso di una conferenza stampa davanti a Montecitorio – Sul sito del Ministero dello Sviluppo economico queste autorizzazioni sono visibili da pagina 25 fino a pagina 38 del Buig (Bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle geo risorse, n.d.r.), firmate dal direttore generale”. Secondo Bonelli “in data 2015 la Regione Puglia ha espresso un parere negativo di valutazione di impatto ambientale su quelle opere. Il ministro Di Maio poteva tranquillamente verificare il dossier trivelle e sulla base di questo parere chiedere un’ulteriore istruttoria. E’ stato disattento, spero solo disattento”.
Intanto anche il governatore della Puglia, Michele Emiliano, torna a far sentire la sua posizione. Sulla vicenda trivelle i ministri Di Maio e Costa hanno “affermato che, una volta intervenuta la Via favorevole, l’autorizzazione sarebbe un ‘atto dovuto’ e il dirigente, a meno di non compiere un reato, non avrebbe potuto negarla. I ministri, trincerandosi dietro una assurda e inesistente ipotesi di reato, hanno volutamente omesso di considerare che, in sede di autotutela, l’amministrazione statale avrebbe potuto disporre il riesame Via”.