Trento, folla ai funerali di Antonio Megalizzi: “Un pezzo di cielo ora vi fa ritorno”

Trento – E’ stato il giorno dell’ultimo saluto ad Antonio Megalizzi, il giornalista di 28 anni, originario della Calabria, morto nell’attentato di Strasburgo l’11 dicembre scorso.
I funerali si sono svolti nella cattedrale di Trento mentre la camera ardente era stata allestita nella chiesa di Cristo Re, nel quartiere dove abita la famiglia di Megalizzi.
Alle esequie hanno partecipato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e il presidente del consiglio Giuseppe Conte. Presente anche il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani.
“Un pezzo di cielo è sceso in terra e ora vi fa ritorno”: con queste parole, l’arcivescovo di Trento, Lauro Tisi, ha concluso l’omelia ai funerali. “Nella terra che ha dato i natali a uno dei Padri fondatori del sogno europeo – ha detto l’arcivescovo – Antonio ha immaginato un’Europa senza confini e senza pregiudizi, alla quale non vedeva alternative”.
“Una violenza cieca e assurda ancora una volta ha decapitato una giovane vita, colpito al cuore per sempre una famiglia, tramortita una comunità”, ha detto il vescovo durante l’omelia. “In quest’epoca in cui le parole rischiano di essere svuotate o addirittura di essere utilizzate per trame di morte, o per immettere negli uomini odio e rancore, ti diciamo grazie, Antonio”, ha proseguito monsignor Tisi. “Grazie per aver creduto nella forza della parola che si interroga e rinuncia a facili risposte”.
“Se Europhonica fosse una metafora facile, sarebbe un Don Chisciotte che va contro i mulini a vento dell’indifferenza nei confronti dell’Unione europea. Antonio non solo era il primo a guidare la carica contro i mulini, aveva mille idee giornalistiche e imprenditoriali al giorno su come raccontare l’Unione Europea”: ha detto Andrea Fioravanti collega dell’emittente radiofonica universitaria Europhonica.
“‘Le parole mi danno da vivere, quindi do loro il giusto peso’, disse, come anche ‘Sono felice, ma perché non posso ambire ad essere più felice?’, scriveva ai colleghi della radio. Antonio non diventerà un simbolo cristallizzato, una figurina, continua a vivere dentro di noi. Porteremo avanti il suo sogno, il nostro sogno”, ha detto con voce rotta dall’emozione l’amico e collega. “Antonio ha condiviso con noi tre anni della sua vita, tre anni fatti di viaggi dell’ultimo minuto su qualsiasi mezzo in giro per l’Europa. Corse nei corridoi del Parlamento europeo a caccia di dichiarazioni. Audio registrati in posti improbabili. Ma anche tante risate, battute e confidenze”, ha ricordato Fioravanti.
Il feretro del giovane giornalista era avvolto nella bandiera italiana e in quella europea. La cerimonia si è conclusa con l’Inno alla Gioia, inno ufficiale dell’Unione europea, eseguito da un gruppo di studenti del Conservatorio di Trento.
La giornata di oggi è stata dichiarata lutto nazionale, e la presidenza del Consiglio ha disposto l’esposizione a mezz’asta delle bandiere nazionale ed europea sugli edifici pubblici di tutta Italia. Anche nella città di Reggio Calabria, da cui proviene la famiglia del giovane giornalista, oggi è stato decretato il lutto cittadino.
La camera ardente allestita dopo che la salma è arrivata a Trento da Roma, è stata visitata da tantissime persone che hanno voluto salutare Antonio.
I compagni di corso di Antonio Megalizzi, del Master in European and International Studies (Meis), hanno annunciato di voler organizzare una fiaccolata per le vie di Trento venerdì 21 dicembre, alle 19. “Lo scopo e lo spirito dell’iniziativa è di ricordarlo come persona, nel rispetto del riserbo voluto dalla famiglia e senza sfociare nel politico”, dicono i compagni, citati dal quotidiano L’Adige.
Il giovane giornalista aveva 28 anni ed era originario di Trento. La sua famiglia, di Reggio Calabria, si era trasferita nella città trentina quando lui aveva 5 mesi. Aveva studiato all’Università di Verona prima e all’European and International Studies di Trento poi.
Dopo diverse esperienze lavorative in radio, approda a Europhonica, il progetto internazionale promosso da RadUni (la associazione italiana operatori radiofonici universitari) insieme alle radio universitarie di altri paesi (Francia, Spagna, Portogallo e Germania).
La radio, per cui Megalizzi è stato selezionato per formare la prima redazione europea, si pone l’obiettivo di raccontare l’Europa attraverso la voce degli studenti universitari. Quando si tiene la plenaria del Parlamento europea, una volta al mese, Europhonica trasmette in diretta da Strasburgo.
Per onorare la memoria di Antonio Megalizzi, l’Ufficio di Presidenza della Conferenza permanente interregionale (Consigli regionali di Sicilia e Calabria) per il coordinamento delle Politiche nell’Area dello Stretto, ha istituito il Premio per Giovani Giornalisti dell’Area dello Stretto. “La Conferenza – ha spiegato Domenico Battaglia, consigliere regionale della Calabria – ispirandosi al suo esempio, ha deciso di dedicare un premio annuale in danaro per un valore complessivo di quattromila euro per favorire la nascita di nuovi progetti a carattere giornalistico e editoriale (pubblicazioni, reportage, libri multimediali) da realizzare singolarmente o in gruppo. Il Premio sarà riservato ai giornalisti pubblicisti iscritti all’Ordine della Calabria e della Sicilia che, alla data della pubblicazione dell’avviso del concorso non avranno ancora compiuto il trentacinquesimo anno di età”.